Il Tesoro “congela” il superyacht Scheherazade, sarebbe quello di Putin

195115883 4d821239 bd14 4829 9421 82fb0e2929b2

195115883 4d821239 bd14 4829 9421 82fb0e2929b2Congelato all’ormeggio di Marina di Carrara il superyacht Scheherazade, che apparterrebbe al presidente russo Vladimir Putin.

Il ministero dell’Economia ha annunciato che “gli accertamenti condotti dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, ai sensi dell’art.11 del decreto legislativo n. 109/2007, hanno evidenziato la presenza di significativi collegamenti economici e di affari del soggetto che ha la disponibilità, anche come titolare effettivo, dell’imbarcazione Scheherazade con elementi di spicco del governo russo e con altri soggetti compresi nella lista di cui all’allegato I del Regolamento (UE) n. 269/2014 del Consiglio del 17 marzo 2014, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. L’imbarcazione, battente bandiera delle Isole Cayman e ormeggiata a Marina di Carrara, era da tempo all’attenzione delle autorità competenti”.

Sulla base di questi elementi, “il Comitato di sicurezza finanziaria ha proposto al Consiglio dell’Unione europea l’inserimento di tale soggetto nella suddetta lista. Su proposta dello stesso Comitato, il Ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, ha adottato il decreto di congelamento, ai sensi dell’articolo 4-bis del d.lgs. 109 del 2007, dell’imbarcazione Scheherazade, nelle more dell’adozione della misura restrittiva proposta all’Unione europea dallo stesso Comitato di sicurezza finanziaria”, aggiunge la nota.

Il superyacht è lungo 140 metri, ha sei ponti e due piazzole per gli elicotteri È stato varato il 5 luglio 2019 dai cantieri tedeschi della Lürssen Yachts e consegnato nel giugno 2020 al misterioso proprietario che è definito “collegato” al governo di Mosca.

Dato il riserbo da sempre mantenuto da parte del costruttore e del suo equipaggio, poco è noto del vero proprietario dello Scheherazade, tuttavia sembra che la proprietà dell’imbarcazione sia riconducibile a Vladimir Putin, attuale Presidente della Federazione Russa, sebbene lo stesso Putin lo abbia negato. Lo affermano i giornalisti del team del dissidente russo Alexsej Navalny secondo i quali lo Scheherazade sarebbe stato pronto a partire da Marina di Carrara nei prossimi giorni.

agi.it




Giro d’Italia 2022, van der Poel prima maglia rosa

vanderpoel afp 0605

vanderpoel afp 0605Mathieu van der Poel vince la prima tappa del Giro d’Italia 2022 e indossa la maglia rosa.

L’olandese si impone nella frazione da Budapest a Visegrad di 195 km precedendo allo sprint l’eritreo Biniam Girmay.

Caduta nell’ultimo km per l’australiano Caleb Ewan, che riesce a tagliare il traguardo.

adnkronos.com




Inter-Empoli 4-2, rimonta e nerazzurri primi in classifica

lautaro afp 0605

lautaro afp 0605L’Inter rimonta e batte l’Empoli 4-2 nell’anticipo della 36esima giornata della Serie A e sale in testa alla classifica. I nerazzurri, sotto 0-2, ribaltano il match e conquistano il successo che vale il primo posto: i campioni d’Italia volano a 78 punti e scavalcano il Milan, che è a quota 77 e domenica farà visita al Verona. L’Empoli, già salvo, rimane a quota 40.

LA PARTITA

L’Empoli colpisce subito. I toscani evitano il pressing nerazzurro, Zurkowski scappa a destra e accende Pinamonti: scivolata perfetta, palla in rete e 0-1 al 5’. I padroni di casa provano a reagire a testa bassa, al 22’ Barella va giù nell’area avversaria dopo l’intervento di Parisi. Il difensore dell’Empoli colpisce nettamente il pallone, il rigore assegnato dall’arbitro Manganiello viene cancellato dal Var. L’Inter si sbilancia, gli spazi per gli ospiti abbondano. Una palla lunga diventa un assist per Asllani, che batte Handanovic: 0-2 al 28’. I nerazzurri provano a ripartire, Barella reclama un altro rigore per una spinta a pochi passi dalla porta toscana: il centrocampista vola con una capriola, ma per il direttore di gara il contatto non è sufficiente per il penalty. A rimettere in carreggiata la formazione di Inzaghi provvede l’autorete di Romagnoli al 40’. Cross da sinistra, il difensore in scivolata infila nella propria porta: 1-2. Il pubblico spinge l’Inter alla rimonta, coronata al 44’. Ancora un’iniziativa a sinistra, Chalanoglu mette al centro e Lautaro insacca: 2-2, mentre l’Empoli protesta per l’intervento di Barella su Asllani all’inizio dell’azione.

La ripresa è un monologo, l’assedio dell’Inter è totale. Vicario salva a ripetizione la porta dell’Empoli con interventi in serie. Al 64’, però, deve alzare bandiera bianca. Ennesimo assalto, iniziato con un recupero di Skriniar che usa le maniere forti. La difesa non libera, Lautaro colpisce al volo e fa centro: 3-2. L’Inter rifiata, rallenta ma non cede le redini del gioco. Al 79′ Correa accelera e tira, ma trova il solito Vicario sulla propria strada. Al 90′ Sanchez ha la palla per il poker, in spaccata trova il pallone ma non la porta. Al 92′ ci prova Dzeko, diagonale potente: palo pieno. Il sipario cala al 95′. Sanchez ringrazia Dzeko e deposita in rete il pallone del 4-2: l’Inter vince e vola al primo posto aspettando il Milan.




Roma-Kiev: cresce la tensione nel governo per le scelte sull’Ucraina

084701556 b5f87923 5549 4a34 8768 14a4cfc4837e

084701556 b5f87923 5549 4a34 8768 14a4cfc4837eSale la tensione nella maggioranza sulla linea del governo riguardo il conflitto in Ucraina. Alla vigilia del viaggio del premier Draghi negli Stati Uniti, Lega e Movimento 5 stelle sono sempre più in pressing affinchè il premier chiarisca la linea dell’Italia e faccia di tutto per rilanciare la strada del dialogo. Basta con la politica delle armi, la tesi.

“La priorità è cessare il fuoco e salvare vite. Non penso che dopo due mesi e mezzo la risposta siano altre armi e altri morti“, dice il leader della Lega Salvini. “Spero non ci sia qualcuno che ha interesse di far proseguire la guerra. Gli italiani sono gli ultimi ad avere questo interesse”, prosegue il ‘Capitano’ del partito di via Bellerio.

“È evidente che dopo due mesi di attività bellica ci debba essere un confronto in Parlamento per capire quali posizioni il governo porterà ad esempio a Washington e mentre si preannuncia anche un passaggio a Kiev. È inevitabile che il governo italiano riceverà delle chiare posizioni dagli Usa per questo è importante che porti anche delle chiare posizioni dell’Italia”, rilancia il leader M5s Conte che chiede un voto in Parlamento su una mozione per ridisegnare il perimetro di azione del governo.

“Visto da Bucha il dibattito che si fa in Italia sull’Ucraina è lunare”, la risposta del Pd con la deputata e responsabile Esteri Quartapelle, impegnata in queste ore in un fitto giro di incontri e visite in Ucraina insieme a Riccardo Magi, su invito del parlamento ucraino.

Il segretario dem Letta preferisce non entrare in polemica con il Movimento 5 stelle. “La proposta che avanzo – osserva – è di creare una Confederazione Europea, al di sopra dell’Unione Europea. Occorre cioe’ creare uno spazio politico che metta insieme i 27 Paesi membri dell’Unione Europea, che continua a vivere normalmente, con i 9 Paesi che hanno l’aspirazione di diventare membri dell’Unione, Ucraina compresa. Paesi che in questa fase sono diventati centrali: Moldavia, Georgia, Macedonia del Nord, Albania, Serbia, Bosnia, Montenegro e Kosovo.

Poi altra considerazione: “Il G20, creato nel 2008, è stato un’intuizione geniale, una novità importante, utile, interessante. Ebbene, nel momento in cui alla recente riunione del G20 a livello di ministri delle Finanze e governatori, gli europei si alzano e se ne vanno insieme agli americani mentre parla il delegato russo è evidente che qualcosa di grave è successo. Allora dobbiamo domandarci se ci sara’ ancora un G20 e che ruolo avrà”.

Resta il clima di fibrillazione nella maggioranza sul conflitto in Ucraina. Il dibattito politico è ancorato sulla posizione dell’Italia: il premier la prossima settimana sarà negli Stati Uniti (potrebbe riferire in Parlamento il 18 maggio) ma il quadro normativo nel quale si muove l’esecutivo è già definito con il varo dei due decreti sull’Ucraina.

Prosegue il confronto anche sul ‘caso Petrocelli’

Martedì si pronuncerà la Giunta per il Regolamento del Senato dopo le dimissioni di massa, escluse quelle di Petrocelli e dell’ex pentastellato Dessì, per un cambio alla guida. L’interrogativo e’ anche su chi sarà chiamato a prendere il posto dell’ex pentastellato. Ma fonti parlamentari della maggioranza raccontano che il presidente M5s Conte vorrebbe l’ex capogruppo del Movimento 5 stelle Licheri, mentre l’ala ‘governista’ che fa riferimento al ministro Di Maio punterebbe sulla pentastellata Nocerino.

Non è escluso che quando si arriverà al dunque, di fronte ad un’impasse la partita possa essere decisa a scrutinio segreto. Tra i dem c’è il convincimento che nel Movimento la ‘linea Petrocelli’ sia molto più diffusa di quanto appaia. Lo testimonia, sottolinea un big dem alla Camera, anche l’alzata di scudi di Conte nei confronti del ministro Guerini.

Il responsabile della Difesa ieri ha spiegato in audizione che verranno inviati “anche dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le citta’ e la popolazione civile”.

“Dichiarazioni allarmanti” per il Movimento 5 stelle che ha poi fatto sapere di aver apprezzato la correzione di rotta, ovvero il riferimento – ha rimarcato la Difesa – era legato “a munizionamenti a cortissimo raggio funzionali al solo scopo difensivo e per proteggere città e cittadini”. Sulle parole di Guerini è tornato anche Salvini: “Dopo due mesi e mezzo domandiamoci a chi stanno andando queste armi”.

agi.it




Pandemia finita alla Camera, negli odg fiera di ‘no vax’ e ‘no green pass’

imagoeconomica 1555494 1536x1025

imagoeconomica 1555494 1536x1025Per molti deputati il governo deve eliminare l’obbligo vaccinale per tutti, impegnarsi a non riproporre mai più la certificazione verde e abrogare anche le mascherine laddove sono ancora previste.

Passata la fase acuta della pandemia e archiviate le misure più limitanti, in Parlamento torna l’orgoglio ‘no vax’ e ‘no green pass’. Accade con l’esame e il voto degli ordini del giorno al decreto dello scorso 24 marzo, che sancisce la fine dello stato di emergenza e supera in molti casi sia l’obbligo di indossare mascherine, all’aperto e al chiuso che il possesso di green pass, base e super green pass. Per molti deputati questo parziale ritorno alla normalità non basta: il governo deve andare oltre eliminando l’obbligo vaccinale per tutti, deve impegnarsi a non riproporre mai più il green pass “in qualsiasi forma” e anzi abrogare anche le mascherine laddove sono ancora previste.

Per Raphael Raduzzi, ex M5s ora ‘Alternativa c’e”, non ci sono dubbi. Il suo ordine del giorno impegna il governo “a revocare, al primo provvedimento utile, tutti gli obblighi vaccinali previsti dal decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44”. “L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è di 80 anni” mentre sono solo “1.743, dei 138.099 (1,3 per cento), i pazienti deceduti Sars-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni”.

Maria Cristina Caretta e Monica Ciaburro (Fdi) chiedono “ulteriori interventi normativi volti ad “abrogare l’obbligo vaccinale contro il COVID-19 a seguito della decadenza dello Stato di emergenza”. L’esecutivo deve inoltre “garantire in ogni caso la possibilità, per tutti i docenti a prescindere dalla loro condizione vaccinale, di poter esercitare la propria attività di docenza senza demansionamenti”. In ultimo va “abrogato l’obbligo di utilizzo di mascherine in luoghi come cinema e teatri”.

Anche Arturo Colletti, capogruppo di Alternativa, chiede di “eliminare l’esonero del personale docente non vaccinato dall’attività d’insegnamento didattico“. Via “l’obbligo vaccinale per il personale scolastico previsto fino al 15 giugno 2022”, chiede Giuliodori. Per Massimo Baroni (Alternativa) invece, va tolto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, visto che c’è “l’evidenza empirica che la vaccinazione resa obbligatoria per gli operatori sanitari, come per altri soggetti, non dia garanzia di non trasmissione del virus”. Per Leda Volpi (Alternativa) chi ha avuto il Covid non dovrà più vaccinarsi. Il suo ordine del giorno impegna il governo “a superare l’obbligo della somministrazione della terza dose (booster) a tutti gli operatori sanitari” e “a rilasciare la certificazione verde a tutti coloro i quali siano già immuni, poiché aventi protezione anticorpale dovuta a pregressa infezione da SARS-CoV-2, sia sintomatica che asintomatica”.

Jessica Costanzo (Alternativa) si spende per le persone danneggiate dal vaccino. Il governo deve “emanare quanto prima il decreto ministeriale chiarificatore delle modalità d’indennizzo per i danni da vaccino anti-Covid, garantendo in tempi rapidi l’erogazione delle somme spettanti” agli aventi diritto.

Via l’obbligo vaccinale per gli ultra 50enni, è la richiesta di Emanuela Corda. “In Italia – spiega- su due milioni di persone ultracinquantenni non vaccinate, a far data dal 1° febbraio si sono vaccinate poco più di 320 mila soggetti, il che dimostra che lo strumento coercitivo utilizzato si è rivelato essere oltre che illegittimo, assolutamente inappropriato per le politiche sanitarie di contrasto al virus, trattandosi anche di un numero talmente esiguo rispetto alla popolazione vaccinata in Italia, che si rende necessario rivedere tale disposizione perché assolutamente inefficace nel produrre gli effetti desiderati”.

Per questo Corda “impegna il Governo a eliminare attraverso ulteriori interventi normativi la disposizione illustrata in premessa perché del tutto illegittima giuridicamente e inefficace dal punto di vista sanitario”.

Per Pino Cabras bisogna smantellare “l’impianto sanzionatorio previsto” dal green pass. Un nutrito gruppo di deputati (Panizzut, Boldi, De Martini, Foscolo, Lazzarini, Paolin, Patelli, Sutto, Tiramani) chiede al governo di “impegnarsi a valutare gli effetti applicativi della disciplina in esame, al fine di adottare ulteriori iniziative volte ad abrogare definitivamente le disposizioni e le ordinanze ministeriali che ancora impongono l’impiego obbligatorio delle mascherine chirurgiche e di tipo FFP2”. No vax, no green pass, no mask. Gli ordini del giorno sono stati tutti respinti dall’assemblea.

ag.DIRE – www.dire.it




Stop al petrolio russo, Francia: “Si può raggiungere un accordo europeo in settimana”

parlamento europeo

parlamento europeo
PARLAMENTO EUROPEO UE EU STRASBURGO
BANDIERA EUROPEA UNIONE
BANDIERE EUROPEE

Un accordo europeo per vietare le importazioni di petrolio russo potrebbe essere raggiunto entro la fine della settimana: lo ha sostenuto oggi la ministra francese per la Transizione ecologica, Barbara Pompili, dopo che Bulgaria, Ungheria e Slovacchia hanno espresso la propria opposizione a una proposta della Commissione Ue.

“TROVARE SOLUZIONI PER I PAESI PIÙ DIPENDENTI DALLA RUSSIA”

“Alcuni Paesi sono più dipendenti dal petrolio russo di altri e quindi dobbiamo trovare soluzioni affinché possano sostenere queste sanzioni” ha detto Pompili all’emittente France Info Radio. “Credo che dovremmo essere in grado di farlo”.

Questa settimana la Francia ha ospitato una riunione di emergenza dei ministri dell’Energia dei Paesi Ue per discutere dello stop russo alle forniture di gas a Bulgaria e Polonia, che non hanno rispettato la richiesta di Mosca di pagare le importazioni in rubli.

ag.DIRE – www.dire.it




Mattarella e Draghi ribadiscono: “L’Italia è contro l’aggressione russa”

unnamed

unnamed“Non possiamo certo prescindere nelle nostre considerazioni dalla ingiustificabile aggressione della Federazione Russa ai danni dell’Ucraina. Le devastazioni di luoghi nel cuore dell’Europa, le vite spezzate, l’attentato recato alla libertà e indipendenza di un Paese, immaginavamo appartenessero a un passato remoto. Siamo a fianco delle regioni del popolo ucraino”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ribadisce la linea dell’Italia a fianco dell’Ucraina. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, chiede “tregue, anche localizzate, per permettere le evacuazioni di civili”.

Con il premier giapponese Kishida – prosegue Draghi – “abbiamo riaffermato la condanna all’invasione russa dell’Ucraina. Italia e Giappone sono impegnate perchè si arrivi il prima possibile a tregue, anche localizzate, per permettere le evacuazioni di civili e favorire i negoziati di pace. Continuiamo ad aiutare l’Ucraina e a esercitare pressione sulla Russia, perchè cessi immediatamente le ostilità”. Draghi ringrazia il Giappone “per aver accettato con straordinaria prontezza che carichi di gas naturale liquefatto già pre-contrattualizzati con Paesi terzi siano reindirizzati verso l’Europa”.

Per il ministro della Difesa Lorenzo Guerini “la responsabilità di tutte le nazioni democratiche è favorire il rispetto del diritto internazionale e promuovere l’impegno per la cessazione del conflitto, con tutti gli strumenti a disposizione: attraverso l’iniziativa diplomatica, la fermezza delle sanzioni e ogni possibile aiuto, per giungere presto a una pace equa e giusta, ristabilendo prima possibile la sovranità dell’Ucraina. E proseguendo, a questo fine, il nostro impegno a sostenere Kiev, anche con misure a supporto delle sue forze armate sulle basi delle indicazioni del Parlamento italiano”.

Guerini continua: “Siamo vicini al popolo ucraino nella sua battaglia di resistenza finalizzata a difendere la propria sovranità. Di fronte a dinamiche militari in continua e drammatica evoluzione, siamo stati chiamati a decisioni difficili, in virtù delle responsabilità che abbiamo nei confronti di un popolo aggredito e in nome dei comuni valori di civiltà in cui crediamo fermamente. Il nostro aiuto alla resistenza dell’Ucraina va inquadrato in un complesso di azioni e misure volte alla ricerca di una soluzione negoziale equa e rispettosa del diritto internazionale. Va inquadrato assieme alle sanzioni economiche alla Russia e al rafforzamento della presenza sul fianco Est e nel Mediterraneo orientale come deterrenza ad ulteriori escalation militari”.

Per il segretario del Pd, Enrico Letta, “c’è bisogno di unità come non mai intorno al governo che sta prendendo grandi responsabilità. Draghi ha detto cose giuste a Strasburgo dobbiamo fare dell’Italia il Paese che spinge di più per la pace. Mi fido di quello che il governo sta discutendo, da parte nostra non c’è nessun problema a discutere in Parlamento e fuori”.




I 27 divisi sull’embargo al petrolio russo entro l’anno

unnamed

unnamedMentre a Mariupol l’acciaieria Azovstal continua a essere sotto il fuoco e ci sono notizie contrastanti sulla sua conquista da parte dei russi, i Paesi europei si dividono sul nuovo pacchetto di sanzioni e rinviano la decisione, controversa soprattutto sull’embargo del petrolio russo.

Intanto, dagli Stati Uniti il presidente Joe Biden preannuncia di voler proporre al G7 nuove sanzioni mentre da Mosca arriva il divieto per il premier giapponese ad entrare in Russia, proprio mentre Fumio Kishida si trova in visita a Roma dove ha incontrato il premier Mario Draghi. Ecco, a partire dalle piu’ recenti, la cronologia delle notizie AGI nel settantesimo giorno della guerra in Ucraina.

ag.it




Il Parlamento europeo chiede di riformare l’Unione

095027237 de3e3f95 2ab1 4f95 bd16 001ddf0b02e1

095027237 de3e3f95 2ab1 4f95 bd16 001ddf0b02e1Si è conclusa a Strasburgo l’ultima plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa (Cofoe), il percorso di democrazia partecipativa iniziato un anno fa e pensato per mettere cittadini selezionati casualmente al centro della vita politica dell’Ue. Il bilancio si farà il 9 maggio, festa dell’Europa, quando i co-presidenti della Cofoe presenteranno la relazione finale ai presidenti delle istituzioni di Bruxelles. Sarà presente alla cerimonia al Parlamento europeo a Strasburgo anche il capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron, presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, che ha fatto della necessità di riforma delle istituzioni Ue una bandiera politica. Proprio ‘riforma’ è la parola chiave dell’ultima giornata di lavori della plenaria della Cofoe.

Dopo il consenso sulle proposte finali raggiunto ieri dalle quattro componenti della plenaria – parlamenti nazionali, Commissione, Consiglio e Parlamento europeo – la giornata di oggi si è aperta con gli interventi dei cittadini. “A inizio Conferenza tanti di noi conoscevano davvero poco l’Unione europea, ora sappiamo cosa c’è in gioco”, ha dichiarato Valentina Balzani, una delle cittadine selezionate a sorte tra i 450 milioni di europei secondo criteri che garantiscono la rappresentanza per fasce d’età, categoria sociale e titolo di studio. “Siamo stati catapultati in un’esperienza davvero incredibile e unica durante la quale abbiamo discusso e ragionato a lungo sui temi più disparati”, ha aggiunto.

“Ci siamo arrabbiati, siamo stati insoddisfatti e impazienti, abbiamo pianto, ma abbiamo anche riso tantissimo. Siamo cittadini europei, ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci”, ha sottolineato Balzani nel suo intervento in Aula nel quale la cittadina ha messo l’accento anche sul percorso di evoluzione che ha portato il gruppo eterogeneo di centinaia di persone diverse per nazionalità, età, status sociale e bagaglio culturale a trovare la ‘quadra’ sul vasto documento di proposte. “Anche gli euroscettici tra di noi sono arrivati a difendere le idee che personalmente non condividono in nome di questo progetto comune” facendo tesoro “della logica del consenso”, ha precisato Balzani.

Tra i protagonisti dell’ultimo capitolo della Cofoe ci sono anche i gruppi politici del Parlamento europeo, l’istituzione che si preannuncia la capofila nel futuro percorso di applicazione delle proposte. Una strada piena di insidie, per tanti già compromessa dalle resistenze degli Stati membri a ogni tentativo di maggiore integrazione Ue. I relatori dei cinque gruppi politici che rappresentano un’ampia maggioranza dell’Aula – Partito popolare europeo, Socialisti e Democratici, Renew Europe, Verdi e Sinistra – hanno concordato che il progetto di proposta rappresenta un importante risultato politico al quale hanno promesso di dar seguito.

I rappresentanti di Identità e Democrazia e dei Conservatori e Riformisti europei hanno invece affermato che le proposte non riflettono l’opinione pubblica nell’Ue e hanno annunciato che i loro gruppi non le appoggeranno. L’attenzione di diversi europarlamentari è già proiettata al dibattito in Aula di martedì prossimo, quando in Parlamento arriverà la proposta di avviare un processo di riforma del trattato che disciplina il funzionamento dell’Ue. Nello stesso giorno ci sarà anche il discorso all’emiciclo di Strasburgo del presidente del Consiglio, Mario Draghi, seguito dal dibattito con gli europarlamentari. Un concentrato di eventi dal quale si inizierà a capire se la consegna della relazione finale della Cofoe prevista il 9 maggio rappresenterà i titoli di coda della Conferenza o l’inizio di una nuova stagione.

agi.it




Lavrov: “Italia in prima fila contro di noi”

210851342 092f47a1 d1cd 4fdb 93bc f895b80ec11a

210851342 092f47a1 d1cd 4fdb 93bc f895b80ec11aHa preso avvio un’operazione per evacuare civili dall’acciaieria Azovstal: finora un centinaio le persone che hanno potuto lasciare la zona, diretti a Zaporizhzhia, come ha riferito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’iniziativa è condotta in collaborazione con l’Onu.A Kiev è arrivata in visita, alla guida di una delegazione, la presidente della Camera Usa, Nancy Pelosi, che ha ribadito l’impegno di Washington a fornire armi all’Ucraina, nonostante le minacce di Mosca. Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz, da Berlino, ha assicurato solidarietà all’Ucraina e l’invio di armi a Kiev.

Intanto, la Polonia si è offerta di fare da garante della sicurezza dell’Ucraina in un eventuale negoziato che apra la strada alla pace con la Russia. La stessa Polonia, insieme ai Paesi Baltici e agli Usa, è nel mirino del presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, secondo il quale è “corretto” rispondere alla legge approvata dalla Camera dei Rappresentanti Usa, che consente il trasferimento all’Ucraina dei beni sequestrati alle imprese russe, con la confisca e la vendita delle attività sul territorio russo delle aziende provenienti da “Paesi non amici”.

“Alcune dichiarazioni di politici e media italiani sono andate oltre le buone norme diplomatiche e giornalistiche”. Lo ha denunciato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, intervenendo su Rete 4 al programma ‘Zona Bianca’. “L’Italia è in prima fila tra coloro che adottano e promuovono le sanzioni anti-russe. Per noi è stata una sorpresa, ma ormai ci siamo abituati”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Mosca tenendo poi a sottolineare però che “non ha nulla contro il popolo italiano”, che considera “amico”.

agi.it