1 maggio: i sindacati ad Assisi “al lavoro per la pace”

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aba1de2af17c237cde946c7e55f5fdb5Al via la manifestazione nazionale per il Primo maggio di Cgil, Cisl e Uil, che quest’anno si svolge ad Assisi, in piazza San Francesco.

Ad accompagnare la giornata è lo slogan “Al lavoro per la pace”.

In piazza i tre segretari generali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombarbieri, che hanno parlato sul palco dopo le testimonianze di sei delegati sindacali di diverse categorie ed il saluto del Custode del Sacro convento di Assisi, fra Marco Moroni.

Nel pomeriggio il tradizionale concertone, promosso dai sindacati, che torna in piazza San Giovanni a Roma. Al centro della manifestazione i temi della pace, del lavoro e della crescita del Paese, dei salari e delle pensioni, della lotta alla precarietà e della sicurezza. La Festa dei lavoratori quest’anno sarà per i sindacati anche l’occasione per chiedere di fermare la guerra, con un appello alla comunità internazionale e all’Onu per favorire il negoziato tra la Russia e l’Ucraina e per il cessate il fuoco.

“Il messaggio di questo Primo maggio è innanzitutto che bisogna fermare questa guerra assurda voluta da Putin e impedire che diventi una guerra mondiale”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, arrivando in piazza ad Assisi per la manifestazione dei sindacati in occasione del Primo maggio. Sul piano dell’occupazione, “bisogna affermare la centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà”, sottolinea Landini.

Sostenere “la centralità del lavoro. Lavoro dignitoso, di qualità, contrattualizzato. Lavoro sicuro. Sono oltre 1.300 le vittime ogni anno nelle nostre fabbriche, nei campi, sui cantieri. Non abbiamo più sangue da dare”. Così il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dalla manifestazione per il Primo maggio ad Assisi, chiedendo di fermare questa “lunga scia di sangue. Chiediamo al Governo di mettere in cima alle priorità un grande piano che azzeri questa conta vergognosa”, aggiunge Sbarra.

“Abbiamo incontrato il presidente Draghi che si era detto disponibile a un confronto strutturato, domani però se il Cdm approva il provvedimento da 6 miliardi per famiglie, lavoratori e imprese e il governo non si confronta con le parti sociali allora probabilmente deve andare a fare un po’ di ripetizioni sul metodo del dialogo sociale”. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dalla manifestazione per il Primo maggio ad Assisi: “Quello – afferma – non è un confronto ma un’informativa, oserei dire che è una presa in giro”.

ansa.it




Mattarella: “Mai più morti assurde sul lavoro”

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160316810 adf89d41 f0fb 4e77 8bce c3e45d380833Mai più assurde morti sul lavoro. Sergio Mattarella visita a Udine la scuola frequentata da Lorenzo Parelli, il diciottenne morto a gennaio durante il suo ultimo giorno di  tirocinio, e ricorda la “ferita profonda” di un incidente che “non può accadere, non deve accadere”.

Anticipando i temi della Festa del lavoro che si terrà domenica al Quirinale, il Capo dello Stato ammonisce: “La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, una necessità, assicurarla un dovere inderogabile”. Mentre anche oggi si registrano nuovi incidenti morali in luoghi di lavoro, il Presidente incontra i genitori e la sorella di Lorenzo. Il lavoro è “un diritto costituzionale”, ricorda, e “il suo valore non può essere associato al rischio, alla dimensione della morte. La sicurezza sul lavoro si trova alle fondamenta della sicurezza sociale, cioè del valore fondante di una società contemporanea”.

Parlando a una platea di ragazzi iscritti a corsi tecnici e professionali, Mattarella nota che “quando si parla di diritto al lavoro, di diritti del lavoro, di diritti sui posti di lavoro spesso non sono i giovani al centro delle preoccupazioni”. Ma “è un atteggiamento sbagliato”. In Italia “c’è un ritardo nell’ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, “un ritardo che ci mette in coda alle statistiche europee” e che “non è condizione normale”.

“Sono quindi apprezzabili i percorsi che accompagnano i giovani ad entrare nel mondo del lavoro” fa notare il Presidente, dopo che nei mesi scorsi i diversi progetti di avviamento al lavoro e lo scuola-lavoro sono stati criticati. Ovviamente il mondo del lavoro deve rispettare i giovani, dandogli “quel che loro spetta, che consenta loro di esprimere le proprie capacità, affinché possano costruire il domani”. Non è solo una necessità individuale ma dell’intero Paese e deve essere affrontata “con impegno e determinazione”.

Anche le risorse del Pnrr “sono un’occasione da cogliere anche per modificare questi squilibri generazionali”, i giovani in età scolare sono stati colpiti ed è ovvio che “non tornerà certo il mondo di prima della pandemia”: “O faremo un deciso passo avanti, e siamo in grado di farlo, o rischiamo di tornare indietro”.

I giovani “chiedono scelte lungimiranti, cui è necessario corrispondere” ricorda Mattarella e “anche a loro viene chiesto impegno” perché “il futuro si realizza meglio se i giovani ne diventano sin d’ora protagonisti. Come è accaduto in tanti passaggi importanti della nostra storia”.




Che cosa prevede l’ordinanza sulle mascherine in vigore dal 1 maggio

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185651722 57c6b008 5fdc 4b3b aed7 f4446feaadd7Obbligo di mascherine FFP2 per accedere a mezzi di trasporto – aerei, navi, treni, bus – e per assistere a spettacoli – teatro, cinema, concerti – ed eventi sportivi che si svolgono al chiuso. È quanto prevede l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza sugli obblighi inerenti l’uso di mascherine e valida dal 1 maggio fino al 15 giugno prossimo.

L’ordinanza stabilisce che hanno l’obbligo d’indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (RSA), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti.

È comunque raccomandato d’indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico. Non hanno l’obbligo d’indossare la mascherina i bambini di età inferiore ai 6 anni, le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo; i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva.

Il testo dell’ordinanza

“È fatto obbligo – si legge – di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 nei seguenti casi:

  • Mezzi di trasporto
    • aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone;
    • navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale;
    • treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità;
    • autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni e aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti”.
    • autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente;
    • mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale;
    • mezzi di trasporto scolastico dedicato agli studenti di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado;
  • Spettacoli ed eeventi sportivi
    • gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, nonché per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso.
  • RSA e ospedali
    • Lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, ivi incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (RSA), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’articolo 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017″.

Le raccomandazioni

Nell’ordinanza si legge che “è comunque raccomandato d’indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico.

Non hanno l’obbligo d’indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie:

  • i bambini di età inferiore ai sei anni;
  • le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo;
  • i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva.
  • agi.it



Cambio di residenza online, attivo il servizio ANPR: ecco come funziona

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d0c7a298d14156d18f98c8692eded5ef xlDa oggi si può cambiare residenza online tramite il portale dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Ecco come fare.

Da oggi è possibile cambiare residenza online. Dopo un periodo di test limitato ad alcuni comuni italiani, entrano infatti  in vigore le nuove disposizioni in materia anagrafica. L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente è infatti una banca dati che semplifica i servizi demografici, favorendo la digitalizzazione. Di fatto, il servizio permetterà a milioni di cittadini di richiedere il cambio di residenza o dimora direttamente dal portale dell’ANPR, creato sotto la guida del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, titolare del coordinamento tecnico-operativo dell’iniziativa.

Cambiare residenza online: come fare?

Per cambiare residenza basta davvero poco ed è estremamente semplice. Innanzitutto, occorre essere cittadini registrati nel database dell’ANPR, situazione che in condizioni normali è automatica, visto che da inizio gennaio 2022 tutti i 7.903 comuni italiani sono entrati a far parte dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Poi accedere al portale dell’anagrafe con la propria identità digitale (SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS) e compilare la dichiarazione anagrafica seguendo le indicazioni presenti nell’area riservata dei servizi al cittadino.

Nello specifico si potranno effettuare operazioni come il cambio di residenza per il trasferimento da un qualsiasi comune (o dall’estero per i cittadini italiani iscritti all’Aire) o il cambiamento della propria abitazione nell’ambito di uno dei comuni aderenti.

In tal senso i centri interessati supportati da Sogei, partner tecnologico dell’amministrazione economico-finanziaria che ha curato anche lo sviluppo del nuovo portale, potranno gestire le dichiarazioni online utilizzando l’applicazione web messa a disposizione dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. In alternativa si potranno usare le applicazioni gestionali di ogni comune aderente, purché risultino aggiornate con le integrazioni richieste dalla nuova normativa.

da webnews.it




“Mino Raiola non è morto”, parla il socio dell’agente

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mino raiola fgMino Raiola, 54 anni, “è in una brutta situazione ma non è morto”. José Fortes Rodriguez, socio del super-procuratore, all’emittente olandese Nos Sport smentisce le voci secondo cui l’agente sarebbe deceduto dopo una malattia.

“Sono indignato dalle telefonate di pseudogiornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo”, dichiara Alberto Zangrillo, direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell’Irccs ospedale San Raffaele.

A gennaio Raiola era stato ricoverato all’ospedale San Raffaele e, secondo un tweet pubblicato sul suo profilo, era “stato sottoposto a controlli medici ordinari programmati”, senza “nessun intervento d’urgenza”. Negli stessi giorni, la stampa tedesca diffondeva notizie relative alle gravi condizioni dell’agente. Raiola, uno dei più importanti procuratori del calcio mondiale, negli ultimi anni ha legato il suo nome ad alcuni dei giocatori più noti e ai trasferimenti più ricchi del calciomercato: da Donnarumma a Haaland, da Pogba a deLigt, tanti i big che si sono affidati all’agente.

adnkronos




Il cognome del padre non è più obbligatorio

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133314391 209e3464 357f 4a21 8e39 703bcb29d1b7AGI – Il cognome di un bambino non sarà più automaticamente quello del padre. La Corte Costituzionale ha definito “illegittime tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre” ai figli.

In particolare, la Corte si e’ pronunciata sulla norma che non consente ai genitori, di comune accordo, di attribuire al figlio il solo cognome della madre e su quella che, in mancanza di accordo, impone il solo cognome del padre, anziché quello di entrambi i genitori.

In attesa del deposito della sentenza, Palazzo della Consulta fa sapere che le norme censurate sono state dichiarate illegittime per contrasto con gli articoli 2, 3 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La Corte Costituzionale ha ritenuto “discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre”, sottolineando che “nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale”.

Palazzo della Consulta sottolinea che “pertanto, la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due”. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, “resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico”.

La Consulta ha quindi dichiarato l’illegittimità costituzionale di tutte le norme che prevedono l’automatica attribuzione del cognome del padre, “con riferimento ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi”: ora “è compito del legislatore regolare tutti gli aspetti connessi alla presente decisione”. Nelle prossime settimane, la sentenza con le motivazioni (relatrice è la giudice Emanuela Navarretta) sarà depositata.




Costa: “Dal 1° maggio green pass va in archivio. Sarà estate senza restrizioni”

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spiaggia mare“Sul tipo di provvedimento stiamo ancora affrontando la questione. Ordinanza o decreto che sia, certamente siamo di fronte a una fase nuova, un nuovo scenario che si apre, uno scenario che avvicina ancora una volta e ancora di più il nostro Paese alla normalità. Entro questa settimana verranno chiariti i luoghi dove verrà prorogato l’utilizzo della mascherina al chiuso“. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ospite di ‘Mattina24’, contenitore di RaiNews24.

“Credo che dobbiamo dire con grande forza – ha aggiunto l’esponente del Governo – che si apre una fase nuova perché si archivia definitivamente la stagione del Green pass, che dal 1° maggio non sarà più uno strumento richiesto. Questo grazie al fatto che siamo di fronte ormai ad oltre 50 milioni di concittadini che si sono vaccinati e questo ci permette, certamente, di avviare una fase nuova”.

IL TEMA MASCHERINE

“Sulle mascherine – ha proseguito Costa – credo che dopo due anni di pandemia gli italiani abbiano una maggior consapevolezza. Indipendentemente dall’obbligo o meno, credo che i cittadini continueranno ad usare prudenza e responsabilità. Nonostante abbiamo tolto l’obbligo delle mascherine all’aperto da oltre due mesi, vediamo nelle nostre vie, nelle nostre piazze affollate cittadini che continuano a indossare le mascherine come elemento di protezione”.

“Per quanto riguarda le mascherine al chiuso, la riflessione che stiamo facendo è quella di mantenerle in alcune situazioni – ha sottolineato il sottosegretario – pensiamo ai mezzi di trasporto, ai cinema, ai teatri, luoghi dove vi è un affollamento maggiore e dove quindi la mascherina può rappresentare ancora un elemento di protezione”.

“ESTATE SARÀ SENZA RESTRIZIONI”

“Oggi ci sono le condizioni per dire che sarà certamente un’estate senza restrizioni. Poi, con il passare dei mesi e delle settimane, valuteremo lo scenario ma oggi dobbiamo dare ai cittadini messaggi positivi e di fiducia“, ha aggiunto Costa sugli scenari a medio termine. “Dopo due anni di pandemia, dopo due anni di restrizioni e di libertà private – ha spiegato l’esponente del Governo – dobbiamo dire con forza che oggi siamo di fronte a una nuova fase, una fase che ci riporta alla normalità e, quindi, a un’estate senza restrizioni”, ha assicurato Costa.

“OBIETTIVO È CONVIVERE CON IL VIRUS”

Il sottosegretario alla Salute commenta l’andamento del contagio in Italia: “Sono numeri ancora alti. Purtroppo il numero delle vittime è l’ultimo a scendere, questo è avvenuto anche in passato, di fronte alla prima, alla seconda e alla terza ondata. Quindi anche oggi sarà così. È chiaro che siamo di fronte ad un aumento dei contagi ma fortunatamente la pressione sui nostri ospedali è oggi sotto controllo. Questo è il dato che dobbiamo monitorare ogni giorno con attenzione, perché dobbiamo assolutamente permettere ai nostri nosocomi di poter continuare nell’attività ordinaria, perché anch’essa salva vite umane”.

“D’altronde – ha osservato Costa – l’obiettivo non può essere il contagio zero, l’obiettivo è arrivare alla convivenza con il virus. Una convivenza che ci permetta una gestione ordinaria, una convivenza che permetta ai nostri ospedali di continuare a offrire servizi ai nostri cittadini. Questo è l’obiettivo, raggiungibile grazie alla campagna di vaccinazione e grazie ai cittadini che vi hanno aderito in maniera importante”.

“INVITO LE CATEGORIE PREPOSTE A FARE LA QUARTA DOSE”

“Per quanto riguarda la quarta dose, il mio invito a vaccinarsi è rivolto a tutti quei cittadini che sono ricompresi in queste categorie, perché occorre essere maggiormente protetti, anche di fronte a una eventuale recrudescenza del virus – ha dichiarato Costa – Abbiamo poi circa 3 milioni di concittadini che devono ricevere la terza dose, la dose booster: a loro dobbiamo dire che, nonostante siamo di fronte a un allentamento delle misure restrittive, è importante che procedano con la terza dose, perché è importante essere maggiormente protetti“.

ag. DIRE – www.dire.it




Guerini: “L’Italia continuerà a fare la sua parte, presto invieremo equipaggiamenti militari”

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193924523 aaef2a50 7797 4a84 963c aa031998c15dAGI – “L’Italia continuerà a fare la propria parte sulla base delle indicazioni decise dal Parlamento italiano. Da questo punto di vista, ci sarà un nuovo invio da parte italiana di equipaggiamenti militari, indispensabili per continuare il supporto alla resistenza ucraina”. La posizione è stata illustrata dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a Ramstein, in Germania, dove ha partecipato al “Gruppo di Consultazione per il supporto all’Ucraina” organizzato dal Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd James Austin.

Guerini ha fatto riferimento al secondo decreto interministeriale attualmente in via di finalizzazione, della stessa natura della precedente tranche di aiuti, forniti sulla base delle richieste da parte ucraina e in ossequio alle risoluzioni del Parlamento italiano. “La nostra volontà di continuare a sostenere le Forze Armate di Kiev è quanto ho già di recente ribadito al ministro della Difesa ucraino, Reznikov, nel corso della telefonata della scorsa settimana in cui ci siamo confrontati sulle esigenze del suo Paese in termini di aiuti”, ha spiegato Guerini.

Poi ha sottolineato l’importanza della riunione di oggi tra i Paesi che sostengono l’Ucraina (“Da parte dei Paesi presenti è stato ribadito il sostegno a Kiev per tutto il tempo che si rivelerà necessario”) e di un formato come quello odierno, “estremamente utile per coordinare al meglio le azioni in corso”.

A Ramstein, nella riunione del “Gruppo di Consultazione per il supporto all’Ucraina” svoltasi presso la base aerea americana e organizzata dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd James Austin, vi hanno preso parte i rappresentanti di più di 40 Paesi, anche extra-europei, della Nato e dell’Ue. La riunione è stata l’occasione per un confronto sull’evoluzione del conflitto sul campo, come pure sugli aiuti di medio periodo da fornire al Paese.




Russia: “Pericolo Terza guerra mondiale è reale”. Ucraina: “Stanno perdendo”

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202203020300871022601 e1646248450767Botta e risposta tra Russia e Ucraina, quando il conflitto va ormai avanti da più di due mesi. Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov, ha avvertito in un’intervista che “il pericolo di una Terza guerra mondiale è reale” e che “la Nato è entrata in guerra per procura”. Per Lavrov, la prospettiva di “un conflitto nucleare è inaccettabile, la Russia è pronta a negoziare”.

A stretto giro di posta, è arrivata su Twitter la replica del ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba: “La Russia perde l’ultima speranza di spaventare il mondo che sta supportando l’Ucraina. Da qui le parole su un pericolo ‘reale’ di Terza guerra mondiale. Ciò significa soltanto che Mosca percepisce la sconfitta in Ucraina. Per questo motivo – aggiunge Kuleba – il mondo deve raddoppiare gli sforzi per supportarci, in modo da prevalere e mettere al sicuro la stabilità europea e globale”.

ag. DIRE – www.dire.it




Ucraina: a Leopoli il convoglio della Croce Rossa Italiana

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26leopoliÈ arrivato ieri a Leopoli il convoglio della Croce Rossa Italiana partito per evacuare numerose persone fragili, compresi bambini. La prima operazione svolta è stata quella di triage su 32 persone di cui 4 minori con i genitori. Al netto degli accompagnatori, spiega la CRI, sono tutte persone con disabilità fisiche che sono giunte a Leopoli affrontando lunghi e difficili viaggi. Molte di loro fuggono dalle città più colpite (Charkiv, Cherson, Kiev) e non avrebbero possibilità di curarsi adeguatamente rimanendo in Ucraina.
Il triage si è svolto all’interno di strutture montate dalla CRI nei pressi del centro di riabilitazione che sta temporaneamente ospitando molti di loro.
Oggi, spiega Ignazio Schintu, Direttore Operazioni, Emergenze e Soccorsi della Croce Rossa Italiana, “il triage verrà svolto presso lo stadio di Leopoli. Contiamo di terminare con i controlli sanitari e ripartire alla volta dell’Italia, per dare una speranza a queste persone”.
Il convoglio CRI, composto da 26 mezzi incluse ambulanze, pulmini, minibus, mezzi ad alto biocontenimento, macchine e furgoni per materiali vari, è giunto a Leopoli, via Polonia, con 83 persone a bordo tra cui volontari, staff, medici e specialisti pediatri, infermieri OSS, operatori RFL.
Un secondo convoglio è partito con aiuti umanitari, come di consueto sin dall’inizio della crisi, e due nuove ambulanze che andranno in dono alla Croce Rossa Ucraina. I mezzi hanno portato a Suceava (Romania) un totale di circa 40 tonnellate di aiuti (cibo autoriscaldante, materiale sanitario e di igiene personale). Fino ad oggi la Croce Rossa Italiana ha consegnato oltre 800 tonnellate di aiuti, grazie anche al sostegno di tanti donatori.
“Non vogliamo arretrare di un passo con le missioni di evacuazione in Ucraina – ha sottolineato Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana – perché finché sarà necessario non smetteremo di dare risposte rapide e concrete alla Croce Rossa Ucraina e alla popolazione più fragile. Questa terza missione è particolarmente delicata, vista la presenza di minori con diverse patologie. Il convoglio, perciò, è ancora più grande e prevede la presenza di nostri medici pediatri. Come sempre, le persone da evacuare ci sono state segnalate dai volontari ucraini sul campo. Sono soggetti che, in quel contesto difficile, non avrebbero potuto ricevere le cure o il sostegno adeguato. I bambini stanno pagando un prezzo altissimo in questo conflitto e la Croce Rossa con questa missione si fa carico di alcuni dei più fragili tra i fragili. Grazie ai nostri volontari, i nostri medici e a tutto il personale della Croce Rossa che, in poche ore e gettando letteralmente il cuore oltre l’ostacolo, riescono a regalare una speranza concreta a chi, in questo momento, non ne ha”. (aise)