25 aprile, Mattarella ad Acerra: “Resistenza è opporsi all’invasione straniera”

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imagoeconomica 1732211 1024x691“È un momento particolarmente ricco di significato celebrare il 25 aprile, la ricorrenza della Liberazione, qui ad Acerra, medaglia d’oro al merito civile, teatro – nell’ottobre del 1943 – di una terribile strage di civili innocenti, per molto tempo quasi dimenticata. Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che – in ogni parte d’Italia – perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione democratica è nata dal loro sacrificio”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ad Acerra per le celebrazioni del 25 aprile.

“La decisione della popolazione di Napoli, della Campania e di tante altre città del Sud, di insorgere contro l’ex alleato, trasformatosi in barbaro occupante, fu una reazione coraggiosa e umana, contro la negazione stessa dei principi dell’umanità. Ricordo le parole di un illustre figlio della terra campana: lo storico e senatore Gabriele De Rosa, che fu ufficiale dei granatieri a El Alamein e poi membro della Resistenza romana. Raccontava di una piccola donna, sua padrona di casa a Roma, che lo aveva salvato dall’arresto e dalla deportazione, raccontando il falso ai fascisti. Se fosse stata scoperta la verità, questa donna sarebbe stata sicuramente fucilata. De Rosa concludeva: “Questa donna ha fatto la Resistenza”. E oggi c’è tra gli storici concordia nell’assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell’arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso della dignità”, prosegue Mattarella.

“FERMARE SUBITO DERIVA GUERRA PRIMA CHE SI ESTENDA”

“Come ho sottolineato tre giorni fa davanti alle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa tragicamente estendersi. Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla; perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente ove sia minacciata o conculcata. Viva la Resistenza, Viva il 25 aprile”, dice ancora Mattarella.

DOPO INVASIONE PROVAI ALLARME, TRISTEZZA E INDIGNAZIONE

“Oggi, in questa imprevedibile e drammatica stagione che attraversiamo in Europa, il valore della Resistenza – la resistenza all’aggressione, all’odio, alle stragi, alla barbarie contro i civili – supera i suoi stessi limiti temporali e geografici. Nelle prime ore del mattino del 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate della Federazione Russa avevano invaso l’Ucraina, entrando nel suo territorio da tante parti dei suoi confini, in direzione di Kiev, di Karkiv, di Donetsk, di Mariupol, di Odessa.
Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione”, dice Mattarella.

CITA ‘BELLA CIAO’: …E HO TROVATO L’INVASOR

“A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. E, pensando a loro, mi sono venute in mente – come alla senatrice Liliana Segre – le parole: ”Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di Bella ciao.
Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei, per l’intera comunità internazionale”, dice ancora il presidente della Repubblica.

ag DIRE – www.dire.it




Non si sa quali armi l’Italia manda in Ucraina

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202917654 145e91b2 0274 458e bf96 0c386c541c66“La lista è secretata per non mettere a rischio il Paese e non informare colui che sta aggredendo il popolo ucraino”. Lo ha detto il presidente del Copasir Adolfo Urso, intervistato a ‘L’ospite’ su Skytg24, parlando della lista di “equipaggiamenti e armi” inviati in Ucraina.

L’eventuale invio di ulteriori armi “lo deve deliberare il Governo”, ha rilevato Urso, ricordando che il premier Draghi, nella sua recente audizione al Copasir, “ci ha assicurato che il Governo presenterà al nostro Comitato una nuova lista, ove ci fosse”.

“Non siamo in guerra, facciamo parte di un’Alleanza militare difensiva che ha deciso di inviare equipaggiamenti e armi al popolo ucraino per difendersi dall’aggressore”. Così il presidente del Copasir Urso ha risposto alla domanda se l’invio di armi all’Ucraina significhi essere in guerra.

agi.it




Draghi prepara il viaggio da Zelensky

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182226481 52ef5053 ad8a 44ec 8655 f9f36364a790Il Presidente del Consiglio Mario Draghi sta preparando una visita a Kiev per incontrare il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo si apprende a palazzo Chigi. Top secret e in via di definizione le modalità e i tempi della visita, che potrebbe avvenire entro la prima metà di maggio. Draghi oggi è ancora in isolamento a Città della Pieve per il covid.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha avuto una telefonata “franca e diretta” con il presidente russo, Vladimir Putin, durante la quale ha chiesto l’apertura di corridoi umanitari in occasione della Pasqua ortodossa e ha esortato il capo del Cremlino a “impegnarsi direttamente con il presidente ucraino” Volodymyr Zelensky.

Sul fronte dei negoziati, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che chiamerà i suoi omologhi di Russia e Ucraina, Putin e Zelensky, per proporre loro di continuare i colloqui di pace con un incontro a livello di leader da tenersi a Istanbul.

Dall’India, il premier britannico ha annunciato la riapertura “la prossima settimana” dell’ambasciata a Kiev. Intanto, Papa Francesco ha fatto sapere che non incontrerà il Patriarca di Mosca Kirill, come programmato per giugno a Gerusalemme, perché “potrebbe creare molta confusione”.

Da parte sua, la Cina ha accusato gli Stati Uniti di fare ricorso a “clichè e metodi antiquati” per gettare fango su Pechino, dopo che Washington ha minacciato “conseguenze” nelle relazioni con Usa e Ue nel caso di un sostegno della Repubblica popolare a Mosca per l’invasione dell’Ucraina.

agi.it




Giornata mondiale della Terra, Copernicus: “Estate 2021 la più calda di sempre in Europa”

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caldo 1536x864L’Europa ha vissuto nel 2021 la sua estate più calda mai rilevata, accompagnata da gravi inondazioni nell’Europa occidentale e da condizioni di siccità nel Mediterraneo. E’ quanto emerge dal Rapporto sullo stato del clima in Europa 2021 pubblicato dal Copernicus Climate Change Service (C3S), servizio implementato dal Centro Europeo per le previsioni a medio termine (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts- ECWMF) per conto della Commissione europea.

A livello globale gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati, con il 2021 che si è posizionato per frequenza ravvicinata tra il quinto e il settimo posto. Le concentrazioni di gas serra di anidride carbonica (CO2), e in particolare metano (CH4), hanno continuato ad aumentare nel 2021, rispettivamente di circa 2,3 ppm e 16,5 ppb. L’Europa ha registrato la sua estate più calda con 1,0°C al di sopra della media 1991-2020. Le precipitazioni record hanno contribuito a gravi inondazioni nell’Europa occidentale.

Le temperature annuali della superficie del mare (SST) in vaste aree del Mar Baltico e del Mar Mediterraneo orientale sono state le più alte almeno dal 1993. A giugno e luglio, le SST in alcune parti del Baltico erano superiori di oltre 5°C alla media. La regione del Mediterraneo ha vissuto un’ondata di caldo intensa e prolungata in luglio-agosto, mentre i record di temperatura sono stati battuti in Italia e Spagna. Il primo rappresenta un record di temperatura massima giornaliera provvisoria per l’Europa. Diversi paesi, tra cui Turchia, Grecia e Italia, hanno assistito a intensi incendi.

Basse velocità del vento sono state rilevate nell’Europa occidentale. Alcuni paesi hanno visto alcune delle velocità del vento annuali più basse almeno dal 1979. Velocità del vento inferiori alla media hanno portato a una riduzione del potenziale di produzione di energia eolica in alcuni paesi dell’Europa occidentale.

Frequenti anche le inondazioni nell’Europa occidentale: precipitazioni record il 14 luglio 2021 in Belgio e Germania occidentale, record di portata fluviale in alcune parti dei bacini idrografici della Mosa e del Reno, precipitazioni da record e suoli saturi hanno contribuito all’eccezionale evento alluvionale.
Risultati chiave per l’Artico: le emissioni di carbonio degli incendi nell’Artico sono state le 4 più alte dall’inizio dei record nel 2003, principalmente dalla Siberia orientale. Il minimo di ghiaccio marino ha raggiunto la sua dodicesima estensione più bassa da quando sono iniziate le registrazioni satellitari nel 1979. Il Mare di Groenlandia ha registrato la sua estensione minima di ghiaccio marino più bassa mai registrata.




Più gas in arrivo dal Congo: l’Italia firma l’accordo

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gasdottoPiù gas metano per l’Italia: la Repubblica del Congo e Eni hanno concordato l’aumento della produzione e della fornitura al nostro paese. L’accordo prevede “l’accelerazione e l’aumento la produzione di gas in Congo, in primis tramite lo sviluppo di un progetto di gas naturale liquefatto (GNL) con avvio previsto nel 2023 e capacità a regime di oltre 3 milioni di tonnellate/anno (oltre 4,5 miliardi di metri cubi/anno)”. L’intesa, spiega una nota del ‘Cane a sei zampe’, è stata siglata oggi.

Alla presenza del ministro degli Esteri della Repubblica del Congo Jean-Claude Gakosso, del ministro degli Esteri Luigi di Maio e del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, il ministro degli Idrocarburi della Repubblica del Congo, Bruno Jean Richard Itoua, e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato oggi a Brazzaville una lettera d’intenti per l’aumento della produzione e dell’export di gas. In seguito alla firma si è tenuto un incontro con il Presidente della Repubblica del Congo Denis Sassou Nguesso.

“L’export di GNL permetterà di valorizzare la produzione di gas eccedente la domanda interna congolese”, precisa la nota Eni. La Repubblica del Congo e Eni hanno anche concordato la definizione di “iniziative di decarbonizzazione per la promozione della transizione energetica sostenibile nel Paese, in particolare negli ambiti delle energie rinnovabili, dell’agricoltura con lo sviluppo di una filiera agricola – non in competizione con la catena alimentare – per la produzione di feedstock per la bioraffinazione, la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste, l’adozione di sistemi di clean cooking, la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio della CO2″.

Eni, spiega la nota, “è ad oggi l’unica società impegnata nello sviluppo delle ingenti risorse di gas della Repubblica del Congo e attualmente fornisce gas alla Centrale Elettrica del Congo (CEC), che garantisce il 70% della produzione di energia elettrica del Paese. Eni è presente in Congo da oltre 50 anni”.

ag.DIRE – www.dire.it




Il governo italiano ha firmato una “dichiarazione d’intenti” sul gas in Angola

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184213627 a1b0907a 0d18 4761 90f4 8d5911c8322dAGI – Algeria ed Egitto prima di Pasqua, Congo e Angola questa settimana, Mozambico a maggio: l’Italia ha lanciato un’offensiva diplomatica in Africa per uscire dalla sua situazione di dipendenza dal gas russo, diversificando così il suo portafoglio di fornitori nel modo più rapido possibile. Lo stesso premier Mario Draghi ha ribadito più volte l’obiettivo di non dipendere più da Mosca e a questo scopo, doveva recarsi oggi a Luanda e domani a Brazzaville per concludere i nuovi contratti di fornitura.

Essendo risultato positivo al Covid, la missione diplomatica è stata guidata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dal titolare della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, accompagnati dall’ad di Eni Claudio Descalzi. Ed infatti, proprio nell’ottica di rafforzare la cooperazione nel settore energetico, Roma sta usando le ottime relazioni che il gruppo energetico italiano ha costruito in 69 anni di presenza in Africa, dove è leader sia in termini di produzione che di riserve.

In particolare, dopo la firma a Luanda, la delegazione è partita alla volta di Brazzaville, in Congo, per firmare una nuova Dichiarazione d’intenti. Arriverà stasera ma gli incontri ufficiali sono previsti per domattina.

L’intenzione del governo italiano è di sviluppare anche un progetto già avviato da Eni in Congo, provando così a rendere indipendente il nostro Paese dalle forniture di Gazprom prima ancora che in sede europea si trovi una posizione unica sul pagamento delle forniture. L’anno scorso il gigante russo energetico ha garantito oltre 29 miliardi di metri cubi di metano. Il gas aggiuntivo dei giacimenti angolani e congolesi arriverebbe sotto forma di Gnl, gas naturale liquefatto, e proprio per questo il Governo italiano sta lavorando anche ad un maggior utilizzo dei terminali di gassificazione, che in Italia attualmente sono tre.

Peraltro i piani di Eni prevedono una crescita di investimenti e attività nei Paesi africani nei prossimi anni: a sud del Sahara i principali hub dell’Eni si trovano in Congo, Angola, Nigeria e Mozambico, aree in cui le attività estrattive sono aumentate in modo considerevole. Nel 2020, la produzione annuale di gas della società guidata da Descalzi è ammontata a 1,4 miliardi di metri cubi mentre quella complessiva di idrocarburi è stata pari a 27 milioni di boe.

La giornata di domani della delegazione italiana inizierà al ministero degli affari Esteri Congolesi dove ad attenderla ci sarà il ministro Jean-Claude Gakosso. A seguire, è previsto l’incontro tra Gakosso e i due ministri italiani. Quindi verrà firmata la Dichiarazione d’Intenti (sottoscrivono il Ministro Cingolani e il Ministro congolese per gli idrocarburi Bruno Jean Richard Itoua) e poi un accordo in ambito energetico (firmeranno l’ad di Eni Descalzi e il Ministro congolese per gli idrocarburi Itoua). Al termine, la consueta foto di famiglia nell’atrio del Ministero Affari Esteri del Congo.

Successivamente, la delegazione italiana si trasferirà al Palazzo Presidenziale per l’incontro con il Presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou N’Guesso.




L’Italia chiude i porti alle navi russe: divieto di attracco

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porto container civitavecchia scaled e1650127973720Vietato l’accesso ai porti italiani alle navi con bandiera russa a partire da domani, domenica 17 aprile. Lo stabilisce una circolare del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera che recepisce e applica il Regolamento dell’Unione europea sulle sanzioni alla Russia dello scorso 8 aprile.
Il divieto vale anche nei confronti delle navi che abbiano cambiato la propria bandiera, da russa a qualsiasi altra nazionalità, dopo il 24 febbraio.

Alla luce dei chiarimenti della Commissione Europea, precisa la circolare, le navi russe potranno restare in porto fino al completamento delle proprie attività commerciali, momento in cui dovranno lasciarlo.

La direttiva Ue dell’8 aprile che stabilisce il divieto di attracco alle navi russe nei porti europei precisa che esso riguarda anche la zona di ancoraggio. Le navi interessate sono quelle da passeggeri e da carico superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda impiegate in attività commerciali e navigazione internazionale. Il divieto, precisa la direttiva Ue, naturalmente non si applica a navi bisognose di assistenza, in cerca di rifugio o di uno scalo di emergenza per ragioni di sicurezza o salvare vite in mare. In questi casi, l’autorità marittima locale dovrà informare il Comando generale delle Capitanerie di porto.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Ucraina: l’Ambasciata italiana torna a Kiev

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19kiev “Il tricolore torna a Kiev. L’Ambasciatore Zazo e la sua squadra riaprono l’Ambasciata d’Italia nella capitale per rimanere vicini alle istituzioni ucraine, assistere i connazionali, rafforzare il sostegno al dialogo e favorire soluzioni che pongano fine alle ostilità e promuovano la pace”. Così la Farnesina ha annunciato il ritorno a Kiev della sede diplomatica italiana che da ieri – dopo un mese a Leopoli – è di nuovo operativa al 32 B di Yaroslaviv Val.
La riapertura della sede, ha evidenziato il ministro degli esteri Luigi Di Maio, “è il simbolo di un’Italia che non perde tempo, non smette di credere nella diplomazia e cerca con insistenza la pace”.
Il ritorno a Kiev, sottolinea l’ambasciatore Pierfrancesco Zazo in un videomessaggio, “rappresenta per noi un momento emozionante di speranza, ad oltre 50 giorni di distanza dall’inizio il conflitto. Come sottolineato dal ministro Di Maio, la riapertura della nostra sede è un gesto simbolico che le autorità apprezzano molto. Oggi ci sentiamo ancora più vicini al governo e al popolo ucraino e continueremo ad assistere al meglio i nostri connazionali”.
La sede di Kiev è situata in Yaroslaviv Val 32 B. L’Ufficio temporaneo di Leopoli non è quindi più operativo.
Gli Uffici a Kiev rispondono ai seguenti numeri:
+38 050 31 02 111
+38 091 61 74 963
Gli Uffici sono raggiungibili anche ai seguenti recapiti e-mail:
AMBASCIATORE E UFFICIO POLITICO
e-mail: segreteria.kiev@esteri.it
UFFICIO ECONOMICO COMMERCIALE
e-mail: commerciale.kiev@esteri.it
CAPO DELLA CANCELLERIA CONSOLARE
e-mail: consolato.kiev@esteri.it
UFFICIO DELL’ADDETTO MILITARE
e-mail: difeitalia.kiev@smd.difesa.it
L’Ufficio Ice di Kiev non è al momento operativo in Ucraina, ma è raggiungibile via e-mail al seguente indirizzo: kiev@ice.it.
È stato anche attivato un Help Desk Ucraina (mail: helpdeskucraina@ice.it) rivolto a imprenditori e aziende con interessi attuali in Ucraina che si occupa di fornire assistenza alle aziende italiane che hanno attualmente attività o iniziative in corso nel mercato ucraino; condividere le informazioni utili che si renderanno disponibili; e raccogliere i quesiti comuni e ricorrenti cui darà risposta in tempi congrui.
L’erogazione dei servizi consolari è temporaneamente limitata ed essenzialmente incentrata sull’azione di assistenza a favore dei connazionali ed alla trattazione delle eventuali richieste di rilascio dei documenti di viaggio di emergenza.
In ragione degli eventi bellici, è sospesa l’erogazione di legalizzazioni, dichiarazioni di valore, domande di visto e rilascio passaporti. (aise) 




Draghi positivo al Covid

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imagoeconomica 1647611 1 scaled e1636474259454“Auguri di pronta guarigione a Mario Draghi, vittima del covid ma – per fortuna – asintomatico anche grazie al vaccino. Forza Presidente”. Lo scrive su twitter il presidente di Italia Viva Ettore Rosato.
Vista la positività di Draghi al covid, a rappresentare il Governo nelle missioni in Angola e Congo, previste per mercoledì 20 e giovedì 21 aprile, saranno i ministri degli Affari esteri Luigi Di Maio e della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

PREGLIASCO: PROBABILE DRAGHI ABBIA OMICRON3

Il presidente del Consiglio Mario Draghi positivo al covid? “Il vaccino efficace è sulle forme gravi mentre la copertura ha qualche riduzione nell’arco dei mesi tanto che neanche la guarigione garantisce protezione a vita. È probabile che Draghi abbia preso Omicron3, ora deve fare almeno 7 giorni di isolamento e gli consiglierei di prendere degli antinfiammatori due volte al giorno, anche se è asintomatico”. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.

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Mattarella: “Manteniamo viva la speranza di pace. In Ucraina i diritti umani sono calpestati”

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074904392 88a1e7f8 8fe8 4c14 a085 d8f4511de511L’appello del Papa a “rifuggire dalla violenza” sia “accolto dall’intera famiglia umana”. È l’auspicio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invia al Santo Padre in occasione della Pasqua.

“In questo tempo di profonda inquietudine – afferma il Capo dello Stato – i più fondamentali diritti umani vengono tragicamente calpestati, in Ucraina così come in molte altre regioni del mondo. La guerra di aggressione, somma negazione di quegli imprescindibili vincoli di fratellanza sui quali si fonda l’umana convivenza, continua in queste settimane a seminare lutti indicibili, a separare famiglie, a violare l’innocenza dei più piccoli e fragili. Tuttavia – sottolinea – lo spirito pasquale rinnova nelle coscienze l’invito a mantenere viva la speranza e saldo l’impegno per una pace fondata sulla giustizia, mentre il messaggio che Vostra Santità instancabilmente diffonde a difesa della dignità della persona costituisce per tutti, credenti e non credenti, una feconda fonte di ispirazione all’impegno per l’altro e verso l’altro”.

“Nello spirito di profonda amicizia che unisce l’Italia alla Sede Apostolica – conclude Mattarella – Le rinnovo le espressioni della massima considerazione per il Suo alto Ministero, pregandoLa di accogliere gli auguri di tutti gli italiani e miei personali per la Santa Pasqua e per l’ormai prossima ricorrenza del Suo onomastico”.

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