Da Nord a Sud tutti i riti della settimana santa

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145313937 b74da61e fe78 46ff ac45 548a7619d8c4La magia delle tradizioni e la forza delle rappresentazioni senza tempo, capaci di riportare indietro nei secoli per offrire emozioni uniche.

Da Nord a Sud i riti della Pasqua sono unici e straordinari. Uniscono l’Italia in nome della fede, ma la caratterizzano rispetto agli usi e ai costumi di ogni singolo territorio.

L’apice si raggiunge con la Passione del Venerdì Santo, ma ogni giorno del Triduo Pasquale è segnato da iniziative e rievocazioni.

Si parte dal Sud, dove si concentra il numero maggiore di eventi. La Sicilia è la regione con più appuntamenti: prima tappa sono i Misteri che si celebrano anche a Trapani, dove sono le venti sculture che rappresentano gli episodi della Passione e che sfilano dalle 14 del Venerdì all’alba del Sabato Santo, insieme a venti bande musicali, donne vestite di nero, incappucciati, ragazzi in costume con i ceri accesi.

È un rituale senza tempo che si aggiunge a quello di Caltanissetta con le processioni maestose.

Risalendo lo Stivale la tappa è quella della Calabria con la famosa rappresentazione dei “vattienti” o “flagellanti”: uomini che si battono il corpo a sangue per le vie del paese di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro.

Un rito millenario che negli anni ha persino raggiunto la candidatura a Patrimonio dell’Unesco. Tradizioni che si ripetono in diverse altre aree della Calabria, con l’aggiunta delle tante “Affruntate” che rappresentano l’incontro della Madonna con Cristo Risorto.

Scene e usi che si scoprono anche in Basilicata, dove Barile, nel Potentino, ospita centinaia di figuranti in un corteo interminabile in cui compaiono anche personaggi pagani, distanti dalla cristianita’ pura.

In Puglia, invece, Taranto è il fulcro delle celebrazioni con tre processioni suggestive e affascinanti, nelle quali si ripercorrono le tradizioni della Pasqua per una rappresentazione che dura oltre quaranta ore.

Tra i tanti eventi, anche quello di Canosa di Puglia con centinaia di donne vestite di nero e a volto coperto che intonano l’inno della Desolata.

Sono davvero immagini senza tempo, che raggiungono una vera e propria solennità fino a ritornare indietro nel tempo.

In Campania è il caso della processione dei Misteri di Calitri, in provincia di Avellino, dove i componenti dell’arciconfraternita dell’Immacolata Concezione sono vestiti di bianco, con capo incappucciato e coronato di spine, e portano a spalla una croce fino alla collina del Calvario.

Secondo le teorie del paese, il rito risale al periodo della prima crociata, quando un cavaliere portò un pezzo della Croce dalla Terrasanta.

Nell’area centrale d’Italia le tradizioni non mancano. In Molise la rappresentazione più sentita è probabilmente quella che avviene a Isernia, dove il Venerdì Santo ha luogo una processione con decine e decine di persone incappucciate e con il capo cinto da corone di spine.

La terra di Sardegna si conferma terra dalle ricche suggestioni. La Settimana Santa di Iglesias culmina nella processione notturna nella sera del Venerdì Santo, quando va in scena un pomposo corteo funebre di derivazione spagnola e barocca, che pare quello di un re.

Ad Alghero di grande suggestione è l’innalzamento del Cristo sulla croce che avviene il Venerdì Santo.

Ancora storia e cultura nella Marche con la raffigurazione di Cantiano, dove il corteo è composto da diversi figuranti in costume ebraico e romano; la Turba è documentata sin dal 1600, sempre percorrendo le vie del paese.

Questo viaggio tra i riti si sposta, quindi, in Umbria con le celebrazioni di Assisi, Gubbio e Città di Castello, tutte ricche e intense, animando i centri storici delle città.

Nel Lazio molto intensa è la processione del Venerdì Santo di Orte, dove gruppi delle confraternite sfilano di sera recando croci e simboli della Passione, seguiti da penitenti scalzi che portano catene alle caviglie.

Seguono la bara con il Cristo morto con le piangenti, le Marie nerovestite, e la statua dell’Addolorata, mentre al termine, i confratelli distribuiscono tantissimi fiori, che vengono conservati dai fedeli.

A Chieti, in Abruzzo, la più antica tradizione d’Italia per la Pasqua, contesa proprio con Orte. Gli studiosi ne hanno trovato traccia sin dall’842.

Nelle strade centinaia di figuranti e 13 congregazioni dei fedeli. Anche il Nord Italia si caratterizza per tradizioni millenarie.

In Piemonte le iniziative principali si svolgono a Romagnano Sesia, in provincia di Novara, a Vercelli e a Sordevolo (Biella) tra processioni per le vie della città e rappresentazioni della Passione, mentre in Lombardia la processione del Venerdì Santo è legata al territorio di Vertova, in provincia di Bergamo, insieme alle iniziative simili di Bormio e Mantova.

In quest’ultima città il Venerdì Santo si svolge la cerimonia della apertura ed esposizione dei Sacri Vasi, contenenti la reliquia del Preziosissimo Sangue, portati per le vie del centro storico.

Infine, le manifestazioni tradizionali di Liguria ed Emilia Romagna. In terra ligure Savona, Genova e Ceriana (in provincia di Imperia) registrano gli eventi più attesi e caratteristici, grazie anche all’utilizzo di gruppi lignei di grande valore artistico.

In Emilia Romagna la manifestazione più nota è quella legata alla “Via Crucis” vivente di Frassinoro (Modena), con gli abitanti del borgo che compongono quadri viventi che raffigurano i vari episodi della Passione di Cristo, offrendo un evento che si svolge solo ogni tre anni e in programma ora per il 2023.

Risalendo per lo Stivale, dunque, ciò che emerge è il forte legame del territorio a questi riti, quasi sempre derivanti dalla storia che ha vissuto ogni singola realtà.

Di certo c’è la volontà precisa di raffigurare la propria fede, viverla fino in fondo, sentendo a pieno le emozioni più intense.

agi.it




Fratelli d’Italia è di nuovo il primo partito nelle intenzioni di voto degli italiani

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151055637 20dd1e5a 1c0d 42c7 9787 1e67ce75740bQuando due partiti sono molto vicini, nei sondaggi, bastano piccole oscillazioni a provocare un “sorpasso”. Di solito questo non fa notizia, soprattutto se il rimescolamento delle posizioni riguarda i partiti minori (quelli intorno al 2%, per intenderci). Altre volte il sorpasso è più eclatante, come è il caso di oggi: dopo diverse settimane in cui Fratelli d’Italia ha tallonato il Partito Democratico a pochi decimali di distanza – persino con un “aggancio” lo scorso 24 marzo – nella Supermedia di oggi il partito di Giorgia Meloni compie il sorpasso, grazie a una crescita di mezzo punto nelle ultime due settimane, mentre i democratici arretrano di pari misura. In questo modo, FDI riconquista quella leadership nelle intenzioni di voto – più simbolica che effettiva – che aveva ottenuto per un breve periodo tra settembre e ottobre dello scorso anno, prima che vi fosse la ripresa del PD in seguito al buon risultato del centrosinistra alle elezioni amministrative. I due partiti sono comunque sostanzialmente appaiati intorno al 21%, ed è ben possibile che nelle prossime settimane tornino a scambiarsi più volte le posizioni in seguito a oscillazioni anche minime.

Alle spalle di FDI e PD, si registra un insolito immobilismo: Lega, Movimento 5 Stelle e Forza Italia fanno infatti registrare lo stesso identico valore di due settimane orsono, nonostante una composizione leggermente diversa del “paniere” demoscopico su cui si basa di volta in volta la nostra Supermedia. Questa potrebbe essere una notizia positiva, almeno per Lega e M5S, dal momento che potrebbe significare la fine del trend negativo che li ha riguardati negli ultimi mesi.

Il partito di Matteo Salvini, in particolare, conferma quello che è comunque il suo peggior dato (16,4%) da inizio legislatura, ed è facile immaginare che dalle parti di via Bellerio si punti su un buon risultato alle amministrative di giugno (soprattutto in alcuni comuni capoluogo del centro-nord) per invertire la tendenza.

Tra i partiti minori, si segnala un discreto passo in avanti (+0,5%) di Articolo 1-MDP, che combacia con l’arretramento del PD. Certo, potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza. Ma non è azzardato ipotizzare che sul risultato di MDP possano aver pesato le numerose prese di posizione delle ultime settimane di Pier Luigi Bersani sulla guerra in Ucraina: posizioni di condanna dell’invasione russa ma più “pacifiste” – o comunque meno pro-NATO – rispetto a quelle del segretario dem Enrico Letta.

Negli ultimi giorni, però, le forze politiche più “irrequiete” sono apparse altre, e cioè i due partiti di centrodestra che fanno parte della maggioranza di Governo: Lega e Forza Italia. I leader dei due partiti hanno avuto da poco un chiarimento con il Presidente del Consiglio Mario Draghi [LINK https://www.agi.it/politica/news/2022-04-14/delega-fiscale-riforma-ok-catasto-ci-sar-ma-nessun-aumento-tasse-16371302/ ], ottenendo rassicurazioni sulla riforma del catasto e sull’intenzione del Governo di non aumentare le tasse.

Rassicurazioni che, in verità, lo stesso Draghi aveva già dato, pubblicamente e in più occasioni. Ma l’irrequietezza del “centrodestra di governo” si deve probabilmente anche al suo stato di salute non eccellente, stando proprio a ciò che emerge dai sondaggi. Nel complesso, infatti, se la componente giallo-rossa della maggioranza pro-Draghi si è mantenuta sostanzialmente stabile intorno al 37% sin dal momento della formazione dell’esecutivo, quella di centrodestra ha perso via via consensi, scendendo dal 32,2% al 25,8% di oggi.

Il “leit-motiv” politico dell’ultima settimana, però – con buona pace dei timori relativi ad eventuali aumenti di tasse – è costituito dalla dicotomia “pace versus riscaldamento/condizionatori” espressa in conferenza stampa dal premier Draghi [LINK https://www.agi.it/politica/news/2022-04-08/embargo-gas-russo-caso-condizionatori-posizioni-partiti-16304097/ ] per sottolineare la necessità di fare sacrifici sul fronte dei consumi energetici, se si condivide l’obiettivo di indurre la Russia a cessare le ostilità contro l’Ucraina.

Su questo tema, secondo l’ultima indagine condotta dall’istituto Demos per “Repubblica”, gli italiani sembrano in maggioranza d’accordo con il Presidente del Consiglio. Per Demos, due italiani su tre – il 67% – sono d’accordo con la necessità di limitare i consumi energetici nazionali allo scopo di rendere più efficaci le sanzioni contro la Russia. Le percentuali di favorevoli variano a seconda del partito votato (si va dall’80% tra gli elettori PD al 58% di chi voterebbe FDI), ma è significativo come in tutti gli elettorati vi sia una netta maggioranza a favore di questa impostazione.

Secondo lo stesso sondaggio, peraltro, il 70% degli italiani continua ad essere favorevole alle sanzioni contro la Russia, o meglio all’adesione dell’Italia a tali sanzioni (decise in sede di Unione Europea). Meno netta, ma comunque rilevante, è la maggioranza che si registra sul tema della rinuncia a qualsiasi fonte energetica (petrolio, carbone e gas) di provenienza russa: un 59% degli italiani sarebbe d’accordo a una rinuncia di tipo totale. Una percentuale, quest’ultima, molto simile a quella registrata in questi stessi giorni dall’istituto EMG: in questo caso è il 63% degli italiani a dirsi d’accordo con lo stop all’approvvigionamento di gas proveniente dalla Federazione Russa.

Il sondaggio dell’istituto diretto da Fabrizio Masia ci dice inoltre anche un’altra cosa interessante: e cioè che nelle ultime due settimane la quota di italiani favorevole a un approccio non “muscolare” con la Russia (a favore quindi di un’apertura al dialogo e alla diplomazia) si è ridotta di ben 10 punti, passando dal 68 al 58 per cento. Difficile non scorgere, in questo caso, una reazione alle immagini scioccanti provenienti da Bucha e da altre zone dove l’esercito russo si è reso responsabile di massacri indiscriminati sulla popolazione civile. Gli italiani si confermano, anche negli ultimi giorni, un popolo non bellicista, contrario all’invio di armi all’Ucraina e soprattutto all’aumento delle spese militari; ma non sono certo insensibili di fronte alle tragedie scatenate da questa invasione, e alla necessità di fare tutto il possibile per fermarle.

agi.it




Monito della Russia sull’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato

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nato scaled e1649937572714Un’adesione della Svezia e della Finlandia alla Nato costringerebbe la Russia a rafforzare le proprie difese e a interrompere ogni trattativa per un’area del Baltico libera da armi nucleari: lo ha detto a Mosca oggi Dmitry Medvedev, presidente del Consiglio per la sicurezza nazionale. Proprio la prospettiva di un ingresso nell’Alleanza atlantica è stata addotta dal Cremlino come una delle ragioni dell’avvio dell’offensiva militare in Ucraina il 24 febbraio.

Secondo il dirigente, ex primo ministro e capo di Stato della Russia, in caso di ingresso di Helsinki e Stoccolma nella Nato “non ci potrà più essere una discussione sullo status del Baltico libero dal nucleare“. Medvedev ha aggiunto che “l’equilibrio deve essere ripristinato” e, senza fornire altri riferimenti, che “fino a oggi “la Russia non ha adottato misure del genere e non ha inteso farlo”.

Agenzia DIRE –  www.dire.it




Draghi in Algeria: “Siglata intesa con l’Algeria per difendere cittadini e imprese dalle conseguenze della guerra”

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213535769 cf0c315b 4866 4eab bb8b b692d6a618bdAGI – L’Italia vuole sostituire nella maniera più ampia e rapida possibile i circa 30 miliardi di metri cubi di gas che importa ogni anno dalla Russia.

Per questo motivo il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato al palazzo presidenziale “El Mouradia” di Algeri il presidente Abdelmadjid Tebboune.

Eni e Sonatrach hanno firmato un accordo per aumentare l’import di gas dall’Algeria.

“Subito dopo l’invasione dell’Ucraina – afferma Draghi – avevo annunciato che l’Italia si sarebbe mossa con rapidità per ridurre la dipendenza dal gas russo. Gli accordi di oggi sono una risposta significativa a questo obiettivo strategico, ne seguiranno altre. Il Governo – aggiunge – vuole difendere i cittadini e le imprese dalle conseguenze del conflitto. Voglio ringraziare i ministri Di Maio e Cingolani e l’Eni per il loro impegno su questo fronte”.

Sempre oggi si è tenuto un vertice a palazzo Chigi sulle mosse italiane per essere meno dipendenti dal gas di Mosca.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, ha incontrato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’intelligence, Franco Gabrielli, l’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà.

Sulla “illegale aggressione russa contro l’Ucraina” il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sottolinea che “stanno emergendo atrocita’ a danno della popolazione ucraina. Condanniamo con fermezza questi fatti e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia”.

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si è recato a Tokyo, in Giappone, per incontrare il ministro della Difesa giapponese, Nobuo Kishi.

Con Kishi ci sarà domani un incontro bilaterale volto ad approfondire temi di comune interesse, quali l’evoluzione del quadro geopolitico globale e regionale, alla luce dei drammatici eventi in Ucraina, nonché gli sviluppi della cooperazione bilaterale ed industriale tra Italia e Giappone.

Sabato Berlusconi si è dichiarato “deluso e addolorato” da Putin che “si è assunto una gravissima responsabilità di fronte al mondo intero”.

In Italia c’è un partito trasversale putiniano? “No – risponde l’ex Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini – vedo un partito attivo di Putin in Europa. In Italia constato che Meloni ha fatto una scelta di responsabilità nazionale, perché sta sostenendo una posizione atlantica e filo Nato”.

E Salvini? “Più a malincuore – dice Casini – con qualche esitazione, però è nel governo e vota le cose che dice Draghi. Per cui direi che in Italia stiamo meglio che altrove”.

Su Berlusconi Casini commenta. “È stato onesto: non ha smentito di esser amico di Putin ma alla fine ha detto onestamente che è uno degli amici delusi. L’abbaglio collettivo nei confronti di Putin lo abbiamo preso tutti d’altra parte”.




La missione di Draghi in Algeria per sciogliere il nodo delle forniture di gas

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081243368 3d201159 e419 4151 9e3f 0fa7e341257fCercare alternative al gas russo per ridurre “il prima possibile” la dipendenza energetica dell’Italia da Mosca. Mario Draghi vola ad Algeri nel quadro dell’offensiva diplomatica avviata dal governo già nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto in Ucraina, con l’obiettivo di rafforzare gli accordi con il paese nord africano, incrementare l’approvvigionamento di gas per sostituire almeno in parte quello di provenienza russa ed evitare quindi di “finanziare la guerra di Putin”.

Una strategia che proseguirà nei prossimi mesi e che, secondo quanto si è appreso, porterà a breve il presidente del Consiglio a visitare Angola e Congo già entro la seconda metà di aprile. Il programma di Draghi, che arriverà nella capitale algerina intorno alle 13,30, prevede una cerimonia formale di deposizione di una corona di fiori al Monumento del Martire, una serie d’incontri con la comunità imprenditoriale italiana in Algeria, vari incontri istituzionali bilaterali e multilaterali, ma soprattutto il faccia a faccia con il presidente della Repubblica algerina, Abdelmajid Tebboune, con il quale il premier dovrebbe sottoscrivere una serie di accordi di natura politica con lo scopo d’incrementare la cooperazione energetica tra i due Paesi e investimenti nelle energie rinnovabili.

I due presidenti, si apprende, presenzieranno alla firma di una serie di accordi tra Eni e Sonatrach per consentire un maggior afflusso di gas algerino all’Italia attraverso il gasdotto TransMed che via Tunisia porta il metano a Mazara del Vallo, in Sicilia.

Con Draghi ci sarà anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “Firmeremo un accordo importante sul gas che ci permetterà di fronteggiare gli eventuali ricatti russi sul gas“, ha affermato domenica il titolare della Farnesina a Maddaloni, nel Casertano dove ha inaugurato un punto di ascolto della Croce Rossa per i profughi.

Parole che hanno suscitato la reazione di Mosca: “Non è la Federazione Russa a ricattare l’Europa con il gas, ma piuttosto è l’Ue che ricatta la Russia con sanzioni e forniture di armi a Kiev“, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Di Maio è anche tornato ad auspicare una rapida conclusione del conflitto: “È solo la soluzione diplomatica che può portare alla pace – ha spiegato – e per fare questo io credo che serva un grande coinvolgimento dell’Unione Europea che ha il dovere di promuovere tutte le azioni che servono con una grande conferenza di pace per arrivare prima al cessate il fuoco e poi dopo a un accordo legato alle questioni che sono sul tavolo”.

Sulla linea della diplomazia è anche Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle: “La ferma condanna alla Russia e l’appoggio all’Ucraina non sono negoziabili. Il passaggio successivo – ha sottolineato – è la prospettiva che ci diamo, bisogna lavorare costantemente per una soluzione politica. Ritengo che occorra un disegno strategico da parte dell’Ue e della Nato”.

Enrico Letta, segretario del Partito democratico, è intervenuto infine sulla reazione dell’Europa. “Credo che si sia comportata con una unità molto maggiore di quanto ci si potesse aspettare. Sono state importanti la visita di Metsola e von der Leyen. L’Europa ha fatto una scelta di campo molto significativa: stare dalla parte degli oppressi. Ora dobbiamo chiederci quanto noi siamo disposti a pagare e mettere in campo misure compensative affinché il dramma non diventi anche una terza recessione. Per fare questo c’è bisogno di un’intesa europea: qui sta il nocciolo della questione”, ha affermato.

AGI.IT




Il Papa invoca una tregua pasquale: non per ricaricare le armi ma per un vero negoziato di pace

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114212168 76676cbc 8e27 40fb b60e 79aba765a48e“Nulla è impossibile a Dio anche far cessare una guerra di cui non si vede la fine. Una guerra che ogni giorno ci pone davanti agli occhi stragi efferate e atroci crudeltà compiute contro civili inermi. Preghiamo su questo”.

Così Papa Francesco al termine della messa per la Domenica delle Palme.

“Siamo nei giorni che precedono la Pasqua”, ha continuato il Pontefice. “Si ripongano le armi, si inizi una tregua pasquale ma non per ricaricare le armi e riprendere a combattere. No. Una tregua – ha sottolineato – per arrivare alla pace attraverso un vero negoziato, disposti anche a qualche sacrificio per il bene della gente. Infatti, che vittoria sarà quella che pianterà una bandiera su un cumulo di macerie? Nulla è impossibile a Dio. A Lui affidiamo per intercessione della Vergina Maria”.




Ucraina-Russia, Di Maio: “Dopo Pasqua riapriamo nostra ambasciata a Kiev”

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dimaio fg ipa“Riapriremo subito dopo Pasqua la nostra ambasciata a Kiev”. Lo ha deciso il ministro Luigi Di Maio dopo la riunione di coordinamento di questa mattina alla Farnesina per fare il punto sulla guerra in Ucraina. “Siamo stati gli ultimi ad andare via da Kiev e saremo tra i primi a tornarci”, ha detto Di Maio all’Unità di Crisi insieme all’ambasciatore Zazo in collegamento da Leopoli e all’ambasciatore Starace da Mosca.

“Un altro gesto per dimostrare sostegno al popolo ucraino, un modo concreto per affermare che deve prevalere la diplomazia – ha ribadito il titolare della Farnesina – Nei prossimi giorni verranno effettuati tutti i controlli necessari per il trasferimento a Kiev, tutto dovrà essere fatto in condizioni di sicurezza e in coordinamento con gli altri partner europei”.

“Allo stesso tempo – ha detto – dobbiamo intensificare il pressing diplomatico per portare Putin al tavolo della mediazione e arrivare intanto a un cessate il fuoco”.




La guerra ha fermato la produzione industriale italiana

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081835754 2417dcee 6017 4d00 9adc 33cb23600dfdAGI – Gli effetti della guerra fermano la produzione industriale. Il Centro Studi Confindustria stima un calo della produzione industriale italiana a marzo (-1,5%), dopo il rimbalzo statistico di febbraio (+1,9%). La variazione per il 1 trimestre 2022 a -2,9%.

Le dinamiche inedite dei prezzi delle commodity – afferma una nota – con particolare riferimento al rincaro del gas naturale che esibisce tassi di variazione a 4 cifre (+1217% in media nel periodo del conflitto sul pre-Covid) e quello del Brent, che è a 3 cifre (+104%), misurano l’ordine di grandezza dello shock di offerta che sta colpendo l’attività economica italiana ed europea.

Gli indici di sentiment sull’attività imprenditoriale e di fiducia, in flessione a marzo, preannunciano rilevanti ripercussioni sull’effettiva capacità di tenuta delle imprese nei prossimi mesi.




Referendum 12 giugno: entro il 17 aprile la scelta dell’opzione per chi è all’estero

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referendum22Con decreti del Presidente della Repubblica del 06/04/2022, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 07/04/2022, è stata fissata al 12 giugno 2022 la data dei referendum abrogativi sulla giustizia ex art. 75 della Costituzione.
Al voto, che è un diritto tutelato dalla Costituzione Italiana, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n.459, possono partecipare votando per corrispondenza anche i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali. A tal fine, gli stessi connazionali all’estero sono invitati a controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il Consolato di appartenenza.
Per gli elettori residenti all’estero e iscritti all’AIRE è possibile, in alternativa, scegliere di votare in Italia presso il proprio Comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto la propria scelta (“opzione”) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni. Gli elettori che scelgono di votare in Italia in occasione della prossima consultazione referendaria, riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia.
La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per una consultazione referendaria. L’opzione dovrà in ogni caso pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione delle votazioni, ovvero entro il giorno 17/04/2022. Tale comunicazione può essere scritta su carta semplice e, per essere valida, deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante. Per la stessa comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo scaricabile dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o da quello del proprio Ufficio consolare.
Come prescritto dalla normativa vigente, sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare.
La scelta di votare in Italia può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’esercizio dell’opzione.
Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza (Legge 459/2001, art. 20, comma 1-bis) hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica. (aise)




Guerra Ucraina, Europarlamento: “Embargo totale su gas e petrolio Russia”

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parlamento ue afpIl Parlamento Europeo chiede “un embargo totale e immediato sulle importazioni dalla Russia di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas“. La risoluzione è passata a larga maggioranza, con 513 voti favorevoli, 22 contrari e 19 astensioni. Gli eurodeputati italiani che hanno partecipato al voto si sono espressi tutti a favore, tranne Francesca Donato, eletta nella Lega e ora tra i Non Iscritti, che ha votato contro.

Le misure, chiede il Parlamento, dovrebbero essere accompagnate da un’azione volta a continuare ad assicurare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Ue nel breve termine e da dettagliate tappe da seguire per eventualmente revocare le sanzioni “nel caso in cui la Russia adotti provvedimenti intesi a ripristinare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e ritiri completamente le proprie truppe dal territorio ucraino”.

I deputati chiedono ai leader Ue di escludere la Russia dal G20 e da altre organizzazioni multilaterali, come l’Unhcr, l’Interpol, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Unesco e altre, per dare ” un segnale importante del fatto che la comunità internazionale non tornerà a lavorare come di consueto con lo Stato aggressore”.

Per rendere le sanzioni più efficaci, il Parlamento chiede che le banche russe siano escluse da Swift, di vietare l’ingresso nelle acque territoriali dell’Ue e l’attracco nei porti dell’Ue di qualsiasi nave battente bandiera russa, registrata, posseduta, noleggiata, gestita dalla Russia e il trasporto di merci su strada da e per Russia e Bielorussia.

I deputati chiedono anche di “sequestrare tutti i beni appartenenti ai funzionari russi o agli oligarchi associati al regime di Putin, ai loro rappresentanti e prestanome, nonché alle figure legate al regime di Aleksandr Lukashenko in Bielorussia”. Per gli eurodeputati, inoltre, le sanzioni nei confronti della Bielorussia dovrebbero rispecchiare quelle imposte alla Russia.

Riguardo alle atrocità, “che innegabilmente si configurano come crimini di guerra”, commesse dalle truppe russe in Ucraina e in particolare a Bucha e che hanno quasi completamente distrutto Mariupol, Volnovakha e altre città e villaggi, i deputati sottolineano che gli autori dei crimini di guerra devono essere ritenuti responsabili. Chiedono l’istituzione di un tribunale speciale delle Nazioni Unite per i crimini in Ucraina e che vengano intensificate le consegne di armi all’Ucraina, perché possa difendersi.

da adnkronos