Un sottomarino attraversava l’Atlantico con a bordo tonnellate di cocaina

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sottomarinoQuattro uomini sono stati arrestati nelle Azzorre a bordo di un sottomarino artigianale carico di 1,7 tonnellate di cocaina. Dopo l’interrogatorio davanti a un giudice istruttore a Ponta Delgada, sull’isola di Sao Miguel, per tutti è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Giudiziaria portoghese, che ha intercettato il sommergibile in acque atlantiche al largo dell’arcipelago. Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo era stato costruito in modo rudimentale per il trasporto di grandi quantità di stupefacente, una tecnica sempre più diffusa nei traffici transoceanici di droga.

Le autorità portoghesi stanno ora cercando di risalire alla rete internazionale dietro l’operazione, che secondo fonti investigative potrebbe collegare Sud America ed Europa in una delle principali rotte del narcotraffico atlantico. Il carico era destinato al mercato iberico.




A Formentera uccisa 45enne italiana: si sospetta un femminicidio, arrestato il compagno

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screenshot 2025 10 06 125602Una donna italiana è stata trovata senza vita, ieri mattina, domenica 5 ottobre, in un appartamento della città di Es Pujos a Formentera, in Spagna. Dopo 24 ore, è stato arrestato il compagno, anche lui di origini italiane. La vittima è Luisa Asteggiano, 45enne originaria di Bra (Cuneo) La donna, a quanto risulta, viveva da anni sull’isola in maniera continuativa con il figlio. In carcere invece Ivan Sauna, 51 anni, originario di Busto Arsizio.

La donna è stata trovata senza vita domenica mattina, intorno alle 8,30, nella località di Es Pujols, “per cause ancora in fase di accertamento”, come riferito lunedì dagli agenti della Guardia Civil. Il compagno è stato arrestato nell’ambito delle indagini condotte dall’Unità di Investigazione Criminale (CIP) e dalle squadre del laboratorio di analisi criminale del posto di comando di Palma, dispiegate sull’isola.

La Guardia Civil spagnola al momento non ha confermato la causa della morte di Luisa Asteggiano ma, come riportava già ieri il quotidiano locale “Diario de Ibiza”, di fatto si ipotizza che sia conseguenza di un’aggressione violenta. I sospetti su chi ne sia responsabile fin da subito sono stati puntati contro Ivan Sauna. Anche l’uomo sarebbe residente da tempo a Formentera dove gestisce un’agenzia di affitti per turisti. L’arresto sarebbe successivo al suo interrogatorio.

La donna viveva stabilmente da anni a Formentera, in un appartamento situato in avenida Miramar e aveva un figlio nato da una precedente relazione. I media spagnoli definiscono tormentato il rapporto che aveva con il compagno. Il consolato italiano a Barcellona ha detto che sta seguendo da vicino il caso e che la famiglia in Italia della vittima è già stata messa al corrente della notizia.

 

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Caos nei principali aeroporti europei: è un cyberattacco

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screenshot 2025 09 20 104953Gli aeroporti di alcune delle principali città europee stanno subendo disagi a seguito di un attacco informatico. A darne notizia per prima la stampa inglese, tra cui il quotidiano “The Indipendent”. Problemi negli scali di Londra Heathrow, Bruxelles e Berlino: il cyber attacco ha colpito diverse compagnie aeree internazionali. Oltre un centinaio i voli in ritardo in ciascuno scalo e diversi sono stati cancellati. Al momento non risultano coinvolti da disservizi o anomalie gli aeroporti italiani.

FUORI USO I SISTEMI AUTOMATIZZATI DI DI CHECK IN E IMBARCO

L’attacco informatico avrebbe preso di mira un fornitore di servizi per i sistemi di check in e imbarco causando ritardi e cancellazioni di voli. Secondo quanto riportato, nello scalo di Bruxelles sono stati resi inutilizzabili i sistemi automatizzati e le procedure di check in e imbarco sono possibili solo manualmente.

HEATROW: “PROBLEMI TECNICI PER COLLINS AEROSPACE”

Anche negli aeroporti di Londra Heathrow e Berlino il cyberattacco ha portato disagi: ai passeggeri viene consigliato di confermare il proprio viaggio con le compagnie aeree e di rinviare la partenza.
In particolare, Heathrow ha riferito che l’azienda Collins Aerospace, che fornisce sistemi di check-in e imbarco per numerose compagnie aeree in tutto il mondo, sta “riscontrando un problema tecnico che potrebbe causare ritardi per i passeggeri in partenza”. E quindi l’aeroporto inglese ha consigliato ai viaggiatori di arrivare almeno tre ore prima della partenza, verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea e ha provveduto ad attivare “personale extra” di supporto nelle aree del check-in per “contribuire a ridurre al minimo i disagi”. Intorno a mezzogiorno si sono registrati 140 i voli in ritardo, 4 i voli cancellati.

BRUXELLES: “GRANDE IMPATTO SUL PROGRAMMA DEI VOLI”

Anche l’aeroporto di Bruxelles ha affermato che l’attacco informatico ha avuto un “grande impatto sul programma dei voli e purtroppo causerà ritardi e cancellazioni di voli”. Lo scalo ha poi comunicato che fino alle 11 sono stati cancellati 10 voli e altri 15 hanno registrato ritardi di almeno un’ora. Alle 13 il numero dei voli in ritardo è salito a un centinaio.

BERLINO: “TEMPI DI ATTESA AL CHECK IN PIÙ LUNGHI”

Un banner appare sul sito dell’aeroporto di Berlino per informare dei disagi: “A causa di un problema tecnico presso un fornitore di sistemi operante in tutta Europa, i tempi di attesa al check-in sono più lunghi. Stiamo lavorando a una soluzione rapida”, riporta la scritta sull’homepage.

COLLINS AEROSPACE: DI CHE SI TRATTA

L’attacco informatico ha colpito indirettamente gli aeroporti: target degli hacker è il sistema Collins Aerospace che fornisce servizi e piattaforme per check-in e imbarco e fa parte del gruppo di aziende che fa capo Rtx Corporation, una multinazionale statunitense attiva nei settori dell’aerospazio e della difesa. La società proprietaria di Collins Aerospace ha precisato in una nota che il malfunzionamento tecnico causato dal cyberattacco riguarda il loro programma Muse. “Stiamo lavorando per risolvere il problema e ripristinare quanto prima la piena funzionalità del sistema”, riporta il comunicato dell’azienda.

IL CONTRATTO NATO PER “UN SISTEMA DI CONTROLLO PER LA GUERRA ELETTROMAGNETICA”

Sfogliando il sito e i comunicati aziendali di Collins Aerospace spuntano informazioni interessanti sui servizi, le attività e i propri clienti. Balza all’occhio che quello dei servizi per i sistemi aeroportuali civili è uno dei diversi settori in cui è operativa l’azienda. Innanzitutto, la società proprietaria, la Rtx corporation, è una multinazionale attiva nei settori aerospazio e difesa. Anzi, con oltre 185 mila dipendenti, Rtx si presenta come “la più grande azienda aerospaziale e di difesa al mondo“. Poi, tornando a Collins Aerospace, risulta che proprio pochi giorni fa, il 16 settembre scorso, che si è aggiudicata “un contratto NATO per il sistema di comando e controllo per la guerra elettromagnetica“.

“IL CONTRIBUTO PER LA SICUREZZA DEI PAESI NATO”

“Questo strumento software integrato- chiarisce la nota aziendale che dà notizia del nuovo contratto- è progettato per pianificare, dirigere, coordinare, sincronizzare e valutare le attività di guerra elettromagnetica”. Quindi “la soluzione EWPBM fornirà un Quadro Elettromagnetico Riconosciuto, combinando dati provenienti da operazioni, sistemi di intelligence e altre fonti, nonché un Ordine di Battaglia Elettronico, che dettaglia la posizione e la funzione dei dispositivi elettronici. Questa panoramica completa migliorerà la comprensione delle capacità di guerra elettromagnetica sia amiche che nemiche”. In definitiva: “Stiamo dotando i comandanti di uno strumento fondamentale per visualizzare le minacce della guerra elettronica e automatizzare l’uso di jammer e sensori”, ha affermato Ryan Bunge , vicepresidente e direttore generale per Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence e Autonomia di Collins Aerospace. “Questo sistema migliorerà l’efficacia, l’interoperabilità, la scalabilità e la resilienza delle operazioni congiunte”. E ancora: “Collins Aerospace collaborerà a stretto contatto con la NATO per testare, convalidare e integrare rigorosamente il sistema, potenziando significativamente le capacità di guerra elettromagnetica della NATO e contribuendo alla difesa collettiva e alla sicurezza dei paesi membri”.

 

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Il Cremlino: “La Nato è in guerra con la Russia”. Crosetto: “Non siamo pronti ad un attacco”

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nato russia4 1024“La Nato è di fatto coinvolta” nella guerra in Ucraina. Lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov: “La Nato è in guerra con la Russia. Questo è ovvio e non richiede ulteriori prove”, ha detto Peskov secondo l’agenzia Tass.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto ‘Tour mondiale Vespucci e Villaggio Italia’ ha detto: “Non siamo pronti a un attacco russo né a un attacco di un’altra Nazione, lo dico da più tempo. La gente non vuole sentire parlare di necessità di difesa, ma io penso che il mio compito sia quello di mettere questo Paese nelle condizioni di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci. Non dico Putin, dico chiunque. Adesso non lo siamo, non lo siamo perché non abbiamo investito più in difesa negli ultimi vent’anni e quindi i vent’anni non si recuperano in un anno o in due, tanto più con i ritmi di produzione che ci sono adesso”.

“Spero si inizi a parlare di soluzioni che ci portano a una tregua e a una pace. Sono mesi che parliamo di possibilità di tregua e quello che ho constatato è che sono aumentati esponenzialmente gli attacchi su Kiev, sull’Ucraina, sui civili, sugli ospedali, sulle centrali elettriche ucraine. Sono settimane in cui il clima che ci circonda è un clima deteriorato, non soltanto in Ucraina ma in tutto il mondo. Io penso che ci sia un enorme bisogno di trovare nuove vie di impegno per cercare la pace e la tregua. Non so quali. So che abbiamo la necessità di provarle tutte, tutte quelle possibili e immaginabili. So che abbiamo bisogno di farlo in modo più coordinato”.

“Mi sentite parlare da anni di multilateralismo- ha proseguito Crosetto- Mi ha allargato il cuore trovare questa parola nell’intervista al Papa. Noi abbiamo la necessità di mettere insieme nazioni e di usare il peso di più nazioni per fare pressione. Io non credo a un modo estemporaneo di affrontare crisi endemiche. Ci vuole ragionamento, ci vuole pazienza, ci vuole determinazione, ci vuole un progetto. Non ci si sveglia ogni mattina dicendo qualcosa di nuovo. Non si affrontano così le crisi che stiamo vivendo. Io mi auguro un’accelerazione da questo punto di vista della comunità internazionale nelle prossime settimane, perché non abbiamo più tempo da perdere perché il clima, così a fattori invariati, non può che peggiorare. Abbiamo il dovere di fare qualunque cosa per invertire una rotta verso un dirupo che mi pare di vedere inarrestabile, anzi sempre più veloce”.

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Droni russi sulla Polonia, 4 abbattuti. Tusk invoca l’art. 4 della Nato: “Mai stati così vicini ad una grande guerra”

media, 'drone ha colp (25874443)

media, 'drone ha colp (25874443)La Polonia ha abbattuto droni russi che hanno invaso il suo spazio aereo nelle prime ore di mercoledì mattina. “È in corso un’operazione relativa a molteplici violazioni dello spazio aereo polacco. I militari hanno utilizzato armi contro gli obiettivi. Sono in costante contatto con il Presidente e il Ministro della Difesa. Ho ricevuto un rapporto diretto dal comandante operativo”, ha scritto su X il premier Donald Tusk. “Ho ricevuto un rapporto dal Comandante Operativo delle Forze Armate in merito all’abbattimento di droni che si sono introdotti nel nostro spazio aereo e potrebbero rappresentare una minaccia. L’operazione è in corso” ha aggiunto. Il primo ministro fa, poi, sapere: “Ho informato il Segretario Generale della Nato sulla situazione attuale e sulle azioni intraprese contro gli obiettivi che hanno violato il nostro spazio aereo. Siamo in costante contatto”.

Poi Tusk ha riferito in Parlamento, dichiarando che l’esercito ha deciso per la prima volta di intensificare la sua risposta agli attacchi russi contro l’Ucraina poco dopo le 22:00 ora locale. La prima violazione dello spazio aereo polacco è avvenuta intorno alle 23:30 di martedì, mentre l’ultima è stata segnalata alle 6:30 di questa mattina. “Questo dà un’idea della portata di questa operazione”, ha detto.

I rapporti preliminari indicano che si sono verificate 19 violazioni dello spazio aereo, con un numero significativo di droni che hanno attraversato il confine con la Polonia dalla Bielorussia. Quattro droni sono stati abbattuti.

Tusk afferma che la Polonia invocherà l’articolo 4 della Nato, richiedendo una consultazione formale all’interno dell’alleanza, una mossa concordata tra lui e il presidente Karol Nawrocki. L’articolo recita: “Le Parti si consulteranno ogniqualvolta, a giudizio di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle Parti siano minacciate”. Secondo i registri della Nato, l’articolo 4 è stato invocato solo sette volte dalla creazione della Nato nel 1949 e l’ultima volta nel 2022, subito dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.

Tusk afferma che, pur apprezzando tutte le espressioni di solidarietà, “le parole non bastano” e che la Polonia chiederà un sostegno “molto maggiore” agli alleati. E avverte che le violazioni di ieri sera sono solo una parte del quadro più ampio della sicurezza, con Russia e Bielorussia pronte a tenere esercitazioni militari “aggressive” più avanti questa settimana.

“Non c’è motivo di affermare che siamo in uno stato di guerra… ma la situazione è significativamente più pericolosa di tutte le precedenti”. La prospettiva di un grande conflitto militare è “più vicina che in qualsiasi altro momento dalla seconda guerra mondiale”.

IL PRESIDENTE NAWROCKI: “LA SICUREZZA DELLA NOSTRA PATRIA È LA NOSTRA MASSIMA PRIORITÀ”

“Da quando si sono verificate le violazioni dello spazio aereo polacco, sono stato in costante contatto con il Vice Primo Ministro, il Ministro della Difesa Nazionale e i comandanti chiave delle Forze Armate polacche. Ho partecipato a un briefing presso il Comando Operativo delle Forze Armate polacche. A breve terrò un briefing presso l’Ufficio per la Sicurezza Nazionale (BBN), a cui parteciperà anche il Primo Ministro. La sicurezza della nostra patria è la nostra massima priorità e richiede una stretta collaborazione“, aggiunge il presidente polacco Karol Nawrocki.

“I sistemi radar polacchi e alleati hanno tracciato più di una dozzina di oggetti che hanno violato lo spazio aereo. Considerando quelli che avrebbero potuto rappresentare una minaccia, il Comandante Operativo delle Forze Armate polacche ha deciso di neutralizzarli. I droni che rappresentavano una minaccia sono stati abbattuti. Sono in corso le ricerche per identificare e localizzare i possibili impatti“, spiega il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz.

VON DER LEYEN: “VIOLAZIONE SCONSIDERATA, PIENA SOLIDARIETÀ”

“Oggi abbiamo assistito a una violazione sconsiderata e senza precedenti dello spazio aereo polacco ed europeo da parte di oltre 10 droni russi Shahed. L’Europa esprime piena solidarietà alla Polonia. L’Europa è in piena solidarietà con la Polonia“. Lo dice la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione in plenaria al Parlamento europeo.

MELONI: “VIOLAZIONE GRAVE E INACCETTABILE”

“Esprimo, a nome del Governo italiano, piena solidarietà alla Polonia per la grave e inaccettabile violazione, da parte russa, dello spazio aereo polacco e dell’Alleanza Atlantica. L’Italia continuerà a lavorare per garantire la sicurezza europea, a partire da quella ucraina, e per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”. Lo dice la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

MACRON: “INCURSIONE DRONI RUSSI INACCETTABILE”

“L’incursione di droni russi nello spazio aereo polacco durante un attacco guidato dalla Russia contro l’Ucraina è semplicemente inaccettabile. La condanno con la massima fermezza. Esorto la Russia a porre fine a questa corsa sfrenata. Ribadisco la nostra piena solidarietà al popolo polacco e al suo governo”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Parlerò a breve con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte. Non scenderemo a compromessi sulla sicurezza degli Alleati“.

TAJANI: “VIOLAZIONE TERRITORIO GRAVISSIMA E INACCETTABILE”

“Condanno con fermezza la violazione del territorio polacco da parte di droni russi: un fatto gravissimo e inaccettabile, che è un’offesa alla sicurezza dell’intera area euro-atlantica. L’Italia esprime piena solidarietà alla Polonia, Paese amico e alleato, ribadendo il suo impegno per la difesa della sovranità e dell’integrità territoriale. Ogni provocazione va respinta con fermezza e unità da parte dell’Europa“, scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

LE FORZE ARMATE POLACCHE: “ATTO DI AGGRESSIONE. RIMANETE A CASA”

Sempre su X è il Comando operativo delle Forze armate polacche a parlare di “attacco odierno della Federazione Russa che ha colpito obiettivi situati sul territorio dell’Ucraina” e a sottolineare che “il nostro spazio aereo è stato ripetutamente violato da oggetti di tipo drone“.

“È in corso un’operazione per identificare e neutralizzare gli obiettivi. Su ordine del Comandante Operativo delle Forze Armate, sono state schierate le armi e sono in corso le operazioni per localizzare gli obiettivi abbattuti”, scrivono. Le Forze armate avvertono i cittadini: “Sottolineiamo che l’operazione militare è in corso e invitiamo tutti a rimanere a casa. Le zone più a rischio sono i Voivodati di Podlachia, Masovia e Lublino“. E dichiara: “Il Comando operativo delle Forze armate sta monitorando la situazione attuale e le sue forze e risorse subordinate restano pienamente pronte a rispondere immediatamente”. Per il Comando operativo, commentando quanto avvenuto questa mattina, scrive ancora: “Si tratta di un atto di aggressione che rappresenta una minaccia reale per la sicurezza dei nostri cittadini“.

A loro l’appello: “Per la vostra sicurezza, ci appelliamo ai residenti: se trovate droni o frammenti abbattuti, non avvicinatevi, toccateli o spostateli. Tali oggetti possono rimanere pericolosi e devono essere ispezionati dalle pattuglie di artificieri. Vi preghiamo di segnalare eventuali ritrovamenti al numero di emergenza 112 o alla stazione di polizia più vicina. Ciò consentirà alle autorità di mettere in sicurezza la zona in modo rapido ed efficace”.

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Presi a Ibiza tre latitanti della ’ndrangheta: erano ricercati in tutta Europa

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d2ln 1024x576La fuga è finita tra le luci e la movida delle Baleari. Tre latitanti italiani, inseguiti da tempo dalle autorità, sono stati catturati a Ibiza dai Carabinieri del Ros grazie a un mandato di arresto europeo emesso dal gip di Roma. Su di loro gravano pesanti accuse: associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga, aggravata dal metodo mafioso.

L’operazione rientra nell’inchiesta “Anemone”, che lo scorso 8 luglio aveva già portato all’arresto di 24 persone tra Italia e Albania. Un’indagine che ha scoperchiato una rete criminale radicata nella capitale ma con collegamenti ben oltre i confini nazionali.

I tre arrestati a Ibiza sono ritenuti elementi di spicco di un’organizzazione legata alla ’ndrangheta, specializzata nel narcotraffico e guidata da un 57enne calabrese. L’uomo, già condannato e indicato come vertice della locale di Volpiano – diretta emanazione della cosca di Platì – era stato fermato lo stesso 8 luglio, nel corso della maxi-operazione che aveva colpito la rete.

Con la cattura degli ultimi tre fuggitivi, gli investigatori ritengono di aver inflitto un duro colpo a un gruppo criminale che operava tra Roma, l’Italia e l’estero, alimentando uno dei traffici più redditizi e pericolosi per la sicurezza pubblica: quello della droga.




Giallo a Londra: trovato senza vita “creativo” italiano per Harrods

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riccardo pulvini 3 1024x685Il corpo di Riccardo Pulvini, 33 enne originario di Noventa Vicentina, è stato trovato senza vita nell’appartamento in cui viveva da solo a Londra, dove si era trasferito terminati gli studi, a 19 anni, e che aveva scelto come la sua città.

L’INCOGNITA DELLE CAUSE DELLA MORTE

Le cause della sua morte restano sconosciute: la famiglia è stata informata venerdì scorso dai carabinieri di Noventa Vicentina, che erano stati contattati dalla Farnesina. Ma nessuno gli ha saputo dire qualcosa di più, se non che è stata disposta l’autopsia. Oltre al dolore, restano quindi tante domande cui dare risposta. Il padre, Giuseppe Pulvini, noto nel suo paese per l’attività di famiglia del settore movimento terra, e demolizioni, e anche come capogruppo degli alpini “Masotto”- sentito dai quotidiani locali- si rammarica di non poter andare a Londra fino a dopo l’autopsia: “Stiamo aspettando risposte, il prima possibile speriamo di andare”.

DALLA GAVETTA COME CAMERIERE ALL’AFFERMAZIONE AD HARRODS, CHI ERA RICCARDO

La storia di Riccardo è quella di tanti giovani italiani che emigrano nelle grandi capitali europee per farsi strada nel mondo del lavoro e per ricercare libertà e autorealizzazione. Aveva lasciato l’Italia a 19 anni, terminati gli studi in un istituto alberghiero, e aveva iniziato la ‘gavetta’ a Londra, città che non ha più lasciato. Prima aveva lavorato come cameriere, per tre anni, per poi passare al ruolo di chef. Poi ha trovato la sua strada come creativo nel visual merchandising: prima a Zara Home e a Fenwick, infine ha raggiunto l’apice della sua carriera ad Harrods, noti magazzini del lusso londinese, dove era approdato a seguito di una selezione durissima, per seguire l’enoteca, le tre food halls e i venti ristoranti.

IL SUO VOLTO SCELTO PER LA CAMPAGNA “HIV IS JUST A PART OF ME”

Riccardo non era solo un lavoratore di successo, ma una persona impegnata nel sociale. Prima seguendo il padre, che con la sua attività e il suo trascorso di alpino, lo aveva portato nel 2016 ad Accumoli e Amatrice, dopo la disgrazia del sisma. Poi partecipando a una campagna di sensibilizzazione e di normalizzazione dell’Hiv nel 2018: era uno degli undici testimonial scelti da Gilead, società biofarmaceutica americana, per diffondere il messaggio “Hiv is: just a part of me”. Riccardo infatti aveva scoperto di essere sieropositivo nel 2014. In quell’occasione aveva motivato alla stampa la decisione di partecipare alla campagna di Gilead “per sensibilizzare i giovani sull’hiv e sul fatto che si può condurre una vita quasi normale anche da sieropositivi, prendendo le medicine e seguendo un’alimentazione equilibrata e sana”.

La notizia della sua scomparsa ha toccato profondamente la comunità di Noventa dove la famiglia Pulvini è molto conosciuta e dove Riccardo tornava spesso. Tutti restano in attesa degli esiti dell’autopsia- prevista in questi giorni- per capire cosa possa averlo strappato via troppo presto ai suoi cari.

(photo credit: Riccardo Pulvini/ Fb)

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Il voto dei romeni all’estero premia Simion: tra onda sovranista e crisi dell’istituzionalismo

george simion & arkadiusz mularczyk (cropped)

george simion & arkadiusz mularczyk (cropped)Il recente voto che ha visto affermarsi George Simion, leader del partito nazional-conservatore AUR (Alleanza per l’Unione dei Romeni), rappresenta un punto di svolta non solo per la politica interna della Romania, ma anche per il modo in cui la diaspora romena si relaziona con i contesti politici dei Paesi ospitanti. Un dato che non può passare inosservato riguarda i risultati ottenuti da Simion tra i romeni residenti all’estero, in particolare in Francia, Spagna, Italia, Germania e Regno Unito, dove ha superato il 50% dei consensi.

È una tendenza nuova e indicativa: per la prima volta, il voto dei romeni all’estero sembra rispecchiare fedelmente l’orientamento politico dei Paesi in cui vivono. In Italia, dove il partito Fratelli d’Italia guida il governo e gode di un radicamento crescente, la vittoria di Simion nella comunità romena è stata netta. Allo stesso modo, nel Regno Unito, dove il Reform Party di Nigel Farage raccoglie consensi crescenti in vista delle prossime elezioni, i romeni hanno premiato una figura politica simile per impostazione ideologica e comunicativa.

La stessa cosa si può dire per la Germania, dove l’AfD rappresenta ormai stabilmente una delle prime forze politiche e fa da sponda a una narrativa nazionalista e sovranista. In Francia, l’onda lunga del Rassemblement National di Marine Le Pen continua a influenzare il dibattito pubblico e anche lì i romeni residenti hanno scelto di premiare il candidato più in sintonia con tali tendenze.

Questo dato merita una riflessione più ampia. Storicamente, la diaspora romena ha spesso espresso preferenze politiche diverse rispetto agli elettori in patria, spesso scegliendo candidati percepiti come più moderati, europeisti o riformisti. Oggi la situazione sembra ribaltata: l’elettore romeno all’estero sembra muoversi in coerenza con l’ambiente politico in cui è inserito. Un adattamento culturale, sì, ma anche politico, che mostra come l’identità migrante non sia più sinonimo di distacco dalle dinamiche locali.

Il voto in patria ha confermato il trend. A colpire è in particolare il risultato ottenuto da Simion nel distretto di Hunedoara, un’area storicamente legata al Partito Socialdemocratico (PSD), oggi segnata dalla crisi della deindustrializzazione. Nonostante fosse considerata una roccaforte della sinistra, qui Simion ha sbaragliato tutti gli avversari, capitalizzando il malcontento e la sfiducia verso i partiti tradizionali.

Il messaggio è chiaro: le aree in difficoltà, una volta bacini elettorali naturali per i partiti socialdemocratici, stanno virando verso forze che si presentano come “anti-sistema”, capaci di intercettare la rabbia e la frustrazione sociale. È un copione già visto in molte altre democrazie europee, ma che in Romania si manifesta oggi con una forza e una chiarezza senza precedenti.

Un altro segnale forte che emerge da questa tornata elettorale riguarda il rifiuto, da parte dell’elettorato, dei profili istituzionali e moderati. Crin Antonescu, storico esponente liberale e figura di rilievo del panorama politico romeno, non ha raccolto consensi significativi. La sua figura, considerata seria e preparata, è stata evidentemente percepita come troppo distante dai bisogni percepiti dell’elettorato.

Anche il secondo classificato, Dan Nicușor, è un candidato di destra. Tuttavia, pur proponendo una piattaforma simile a quella di Simion, non è riuscito a superare la percezione di essere una “fotocopia” dell’originale. E, come spesso accade, l’elettorato ha preferito l’originale alla copia.

Questo fenomeno mostra quanto oggi l’elettorato sia attratto non solo dai contenuti, ma dallo stile, dalla capacità comunicativa e dall’aderenza emotiva di un candidato alla percezione collettiva del cambiamento. Non basta più “rassicurare”, oggi bisogna “mobilitare”. E George Simion lo ha fatto meglio di tutti.

Uno dei grandi sconfitti di questa tornata è l’alleanza tra i partiti europeisti: PSD, PNL e UDMR. I tre partiti avevano puntato su una coalizione “di sistema”, convinti che la somma delle forze potesse garantire un risultato solido. Tuttavia, la matematica elettorale ha smentito l’aritmetica politica. L’alleanza non ha generato entusiasmo, né mobilitazione, anzi è stata percepita come un’operazione di vertice, utile solo alla conservazione degli equilibri di potere.

Questa débâcle suggerisce un altro importante insegnamento: oggi la politica non si vince più solo nei palazzi, ma soprattutto nel rapporto diretto con l’elettorato. Coalizioni costruite a tavolino, senza una base ideale e senza una narrativa condivisa, faticano a convincere. E l’elettore moderno — più disilluso, ma anche più attento — non perdona l’assenza di coerenza.

Il voto che ha premiato George Simion è molto più di un fenomeno nazionale. È uno specchio delle tendenze che attraversano l’Europa intera: crescita dell’area sovranista, crisi della rappresentanza istituzionale, rifiuto delle élite, bisogno di identità e radicamento.

La novità, semmai, è che anche la diaspora — spesso trattata come una variabile a parte — oggi si muove nella stessa direzione. Non più una voce fuori dal coro, ma parte integrante del nuovo spartito politico europeo. E questo spartito, oggi, ha toni decisamente più marcati a destra.

Per i partiti tradizionali europeisti, il messaggio è inequivocabile: il tempo dei compromessi e delle coalizioni di facciata sembra avviarsi alla fine. Serve un linguaggio nuovo, serve coraggio, serve visione. Perché, come ha dimostrato il caso Simion, chi intercetta il sentimento del tempo, vince. E chi resta ancorato a un passato ormai superato, scompare




Usa-Ue: il giorno dei dazi è arrivato

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foto singola sito 1024x576È atteso per stasera alle 22 (ora italiana), l’annuncio di Donald Trump con i dettagli sui dazi doganali reciproci che gli Stati Uniti attueranno per tutelare le imprese americane. Le nuove tariffe coinvolgeranno molti paesi tra cui Canada, Europa e Messico e sono state definite dal tycoon un atto di “giustizia economica” verso coloro che per anni hanno derubato l’America con pratiche sleali. Come annunciato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt i dazi saranno “efficaci sin da subito”. Tra le ipotesi al vaglio tariffe universali al 20% per tutti i paesi coinvolti, oppure azioni mirate verso alcune tipologie di prodotti. Non è escluso, che il presidente opti per un sistema misto.

VON DER LEYEN: PRONTI A VENDICARCI

“L’Unione Europea è pronta a vendicarsi”, così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il discorso di apertura di ieri alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Voglio essere chiara: non è stata l’Europa a dare inizio a questo scontro. Pensiamo che sia sbagliato. Ma il mio messaggio per voi oggi è che abbiamo tutto il necessario per proteggere la nostra gente e la nostra prosperità“. Per affrontare la minaccia dei dazi, l’Unione metterà in campo una strategia “basata su tre pilastri”: l’apertura ai negoziati, la diversificazione e la rimozione degli ostacoli al mercato unico europeo.

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Una valanga ha investito 5 sciatori italiani in Svezia. Due sono morti

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valanga 1024x682Erano andati in Svezia, a Kanrsavagge, al confine con la Norvegia, per sciare in elicottero. Li ha travolti una valanga: sono morti in due, mentre gli altri tre della comitiva di turisti italiani sarebbero illesi. Le due vittime sano due fratelli di 45 e 50 anni residenti a Luserna San Giovanni (Torino).

Il gruppo, racconta il Corriere della Sera, era guidato da una guida alpina certificata a livello internazionale che è rimasta in superficie dopo essere stata investita dalla valanga. L’agenzia turistica Niehku Mountain Villas ha diffuso la notizia in un comunicato, poi confermata dalla Farnesina.

L’incidente è accaduto nel parco nazionale di Abisko. L’elicottero, appartenente alla compagnia Kallfax Flyg, era appena atterrato e aveva fatto scendere gli sciatori, quando la massa di neve si è staccata dal fianco della montagna investendo tutti.

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