Ucraina-Russia, telefonata Draghi-Putin nel pomeriggio

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draghi afp 0703L’attesa telefonata tra il premier Mario Draghi e il Presidente russo Vladimir Putin dovrebbe aver luogo nel pomeriggio. Lo confermano fonti di Palazzo Chigi, dopo che il ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, aveva parlato di in confronto tra i due nelle “prossime ore”.

“La pace la stiamo cercando, io la sto cercando veramente. Gli altri leader europei, come francesi e tedeschi, hanno avuto colloqui con Putin e li avrò anch’io”, aveva annunciato Draghi nella conferenza stampa di chiusura della ‘due giorni’ di Bruxelles, tentando di tenere viva la fiammella di una soluzione diplomatica che stenta ad arrivare. “Il modo migliore per dimostrare di volere la pace è cessare le ostilità e sedersi al tavolo – rimarcava -. Altrimenti vuol dire che si spera di guadagnare terreno. A un certo punto sicuramente verrà un tavolo di pace. Ma speriamo che arrivi prima della distruzione totale dell’Ucraina. Prima che avvenga quello che purtroppo è avvenuto con l’Unione Sovietica quando invase Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia”.

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A Istanbul è stato fatto un grande passo verso la pace

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144831512 69a341c4 329b 4d20 a438 cd06d9079096“Siete dinanzi a una responsabilita’ storica”. Queste le parole con cui il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha salutato le delegazioni di Russia e Ucraina, giunte ieri a Istanbul dove oggi ha avuto luogo un incontro di tre ore che da seguito alla prima fase del negoziato avvenuta in Bielorussia.

Lo spostamento a Istanbul delle trattative era stata di per sé una notizia positiva, un’iniezione di fiducia rispetto ai faccia a faccia avvenuti in Bielorussia.

Sebbene la località di Gomul non sia lontana dai confini ucraino e russo, la posizione presa dalla Bielorussia al fianco di Mosca aveva sin dal primo momento gettato un’ombra sul negoziato. Un altro segnale positivo la presenza inattesa del magnate russo, di madre ucraina, Roman Abramovich.

L’oligarca era stato indicato dal presidente ucraino Volodimir Zelensky come una delle figure chiave in ottica negoziale, tanto che lo stesso Zelensky aveva chiesto di sospendere le sanzioni a carico del magnate. Tuttavia è stato lo stesso vertice a portare notizie positive.

Secondo il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu si tratta della giornata che ha fatto registrare “i progressi più importanti” e segnato “l’avvicinamento piu’significativo” tra le parti, considerando che le delegazioni “hanno raggiunto un accordo su diversi punti”.

Cavusoglu già pensa alla prossima mossa e  punta a organizzare un incontro tra ministri degli Esteri di Ucraina e Russia per sciogliere i nodi rimasti irrisolti, come da lui stesso dichiarato. L’offensiva diplomatica della Turchia ottiene un risultato importate perche’ il dialogo c’e’ e si avvicina un accordo per Russia un cessate il fuoco. David Arakhamia, uno dei negoziatori della delegazione Ucraina, ha chiesto che la Turchia figuri tra i Paesi garanti dell’accordo, mentre il consigliere di Zelensky Mikhaylo Podolyak, ha dichiarato i risultati di oggi ‘sufficienti’ a organizzare un vertice direttamente tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky.

Un obiettivo cui Erdogan lavora dall’inizio della crisi, un faccia a faccia che secondo il presidente turco è la chiave di volta della crisi. Tuttavia la vera novita’ riguarda l’apertura da parte della Russia, che ha definito attraverso il vice ministro della Difesa Alexander Fomin ‘costruttivo’ l’incontro di oggi e annuncia una diminuzione dell’intensità delle operazioni militari a Kiev e Chernikiv.

Erdogan già nei giorni scorsi aveva mostrato un moderato ottimismo e dichiarato che le prime quattro, delle sei in totale, richieste della Russia non rappresentano un grosso ostacolo alla trattativa. Putin chiede che l’Ucraina accetti la neutralità e non presenti domanda di adesione alla Nato.

Allo stesso tempo la Russia chiede che il Paese sia sottoposto a un processo di disarmo, una condizione che potrebbe presentare delle criticità e a proposito della quale Erdogan ha detto che e’ impensabile un disarmo totale. Il Cremlino vuole riconoscimento e protezione per la lingua russa, punto che non presenta ostacoli secondo Erdogan, cosi’ come il capitolo relativo la sicurezza (che ha sostituito la ‘denazificazione’).

Lo scetticismo di Erdogan è riferito al secondo pacchetto di richieste che fa riferimento allo status del Donbass e al riconoscimento del passaggio alla Russia della Crimea. Rispetto al Donbass Erdogan ha definito ‘intelligente’ la mossa di Zelensky di convocare un referendum, ma la Crimea rimane un nodo da sciogliere e rappresenta un boccone amaro per la Turchia, linguisticamente e culturalmente vicina ai tartari della penisola che Mosca ha annesso con il referendum del 2014.

Referendum mai accettato da Ankara, ma che a questo punto potrebbe ingoiare il rospo per porre fine a un conflitto che alla Turchia è già costato tantissimo in termini economici, ma ha rilanciato l’immagine, l’importanza e il peso di Ankara e dello stesso Erdogan nel panorama internazionale. AGI




Spiragli di pace a Istanbul

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unnamedAGI – I primi progressi verso un possibile accordo di pace dopo 34 giorni di guerra in Ucraina vengono da Istanbul: grazie alla mediazione turca, i colloqui in presenza sul Bosforo hanno permesso “due passi da gigante” da parte della Russia, impegnata a ridurre drasticamente le sue attivita’ militari a Kiev e anche a Chernihiv e a prevedere un vertice nel caso si giunga a un accordo.

Usa e Regno Unito hanno espresso qualche prudente perplessità e preferiscono verificare che gli impegni di Mosca si trasformino in fatti concreti, ma i mercati hanno reagito in maniera positiva, anche se i negoziatori russi hanno detto che questo impegno non equivale a un cessate il fuoco e che “la strada e’ ancora lunga” per arrivare a un trattato accettabile reciprocamente.

L’Ucraina ha detto che accettera’ uno status di neutralità se ci sarà un “accordo internazionale” per garantire la sua sicurezza: i possibili candidati al ruolo di “Paesi garanti” sono Polonia, Israele, Turchia e Canada.

Nella conversazione di oggi, i leader di Usa, Gb, Francia, Germania, Italia hanno affermato la loro determinazione a continuare ad alzare i costi sulla Russia così come a continuare a fornire all’Ucraina assistenza di sicurezza per difendersi da questa aggressione “ingiustificata e non provocata”. Lo ha riferito la Casa Bianca.




Torna l’ora legale

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downloadTorna l’ora legale in Italia. Lancette avanti di un’ora questa notte, precisamente alle 2 del mattino che diventeranno le 3.

Un’ora di sonno in meno, ma solo per un giorno, per tante ore di luce in più almeno fino al 30 ottobre quando tornerà l’ora solare.




Draghi: “Quando Putin vorrà la pace ci saremo”

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223253713 3ba1f487 3ed8 450c b12f f2b7e1e12995Conclusi i vertici Nato e G7 a Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, promette una risposta a eventuali attacchi chimici di Mosca in Ucraina, ma ha anche abbracciato l’idea di usare la minaccia del ricorso all’arma nucleare come deterrente all’uso di armi convenzionali, e non solo a quelle nucleari.

Gli Usa stanziano due miliardi per le armi e uno per gli aiuti umanitari. Nuove sanzioni per oltre 400 tra membri della Duma e oligarchi. Washington avverte Pechino: “Se aiuta Mosca relazioni a rischio”. Appello di Zelensky in videoconferenza: “Dateci aiuti militari senza restrizioni”.

Sergei Razov si presenta in procura per denunciare un giornale italiano e con i cronisti dà sfogo alla delusione del suo Paese nei confronti dell’Italia. Non ultimo sulla vicenda delle missioni anti-Covid
L’ambasciatore russo è preoccupato per l’invio di armi italiane in Ucraina
Sergei Razov si presenta in procura per denunciare un giornale italiano e con i cronisti dà sfogo alla delusione del suo Paese nei confronti dell’Italia. Non ultimo sulla vicenda delle missioni anti-Covid

La Russia accusa la Nato di voler continuare le ostilità. Draghi: “Pronti a inasprire sanzioni per raggiungere la pace, il pagamento del gas in rubli è violazione contrattuale”. Macron propone un piano di emergenza per la sicurezza alimentare.

Girandola di incontri per Erdogan al summit dell’Alleanza per una mediazione. Le truppe cecene di Kadyrov rivendicano la conquista di un edificio dell’amministrazione di Mariupol. Il ministero della Difesa russo ha annunciato l’apertura, da giovedi 25 marzo, di un corridoio umanitario per l’uscita sicura delle navi straniere dai porti ucraini.

“Affinché le navi straniere lascino i porti ucraini verso il mare aperto, la Federazione russa sta creando un corridoio umanitario, che sarà una corsia sicura per le navi provenienti dall’area di raccolta, situata a 20 miglia a sud-est del porto di Ilyichevsk”, ha affermato il capo del Centro nazionale per il Controllo della difesa della Federazione russa Mikhail Mizintsev.




Tracollo Italia. Perde con la Macedonia del Nord e non giocherà i Mondiali

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214717302 b236e1b6 4823 42b8 b2de 6ac7cd90084cAGI – Niente da fare per l’Italia, la qualificazione ai mondiali del Qatar non arriva. Al “Renzo Barbera” di Palermo è la Macedonia del Nord a passare vincendo 1-0 con un gol segnato al 92esimo che condanna gli azzurri.

Gli azzurri, campioni d’Europa in carica, hanno dominato contro un avversario che era alla nostra portata ma non hanno trovato il gol nonostante 32 tiri in porta contro i 4 della Macedonia di cui uno decisivo, quello di Trajkovski al 92esimo.

Sedici i corner battuti dall’Italia, zero quelli della Macedonia. Mancini ha cambiato tanto, Pellegrini per Immobile, Tonali per Barella, Raspadori per Insigne, Joao Pedro per Berardi, Chiellini per Mancini. È la seconda volta di seguito che gli azzurri non prendono parte alla Coppa del Mondo.

Le parole di Mancini

“Se quella di Wembley è la cosa più bella a livello professionale, questa è la più grande delusione”: il ct della Nazionale, Roberto Mancini, non nasconde il rammarico dopo la mancata qualificazione al Mondiale.

“Il calcio è così, accadono cose incredibili, è difficile parlare della partita – ha detto a Rai Sport – La vittoria dell’Europeo è stata strameritata, poi la fortuna si è trasformata in totale sfortuna. Ci sono stati episodi, ne sarebbe bastato uno per essere al Mondiale”.

Non è il momento di pensare al futuro: “Vediamo cosa succede, la delusione è troppo grande per parlarne ora. Ai miei ragazzi voglio più bene ora che a luglio scorso”, conclude il Ct.

Sarà Portogallo-Macedonia del Nord la finale playoff per i mondiali di Qatar 2022. Mentre la squadra balcanica espugnava a sorpresa il Barbera contro l’Italia, i lusitani hanno superato 3-1 la Turchia. Le reti di Otavio al 15mo, Diogo Jota al 42mo nel primo tempo. Nella ripresa i turchi hanno accorciato con Yilmaz al 65mo e hanno sfiorato il pareggio con un rigore concesso dal Var per fallo di Fonte su Unes, mandato alle stelle dallo stesso Yilmaz. Nel finale il gol di Nunes al 94mo.




Ucraina, Csel: in Italia già 54mila profughi, in campo per accoglienza anche Comuni

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profughi ucraina fgSono 53.669 i profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto russo-ucraino, stando ai dati diffusi dal Viminale, al 18 marzo 2022: 27.429 donne, 4.582 uomini e 21.658 minori. Soltanto due giorni prima, il bollettino diramato dal ministero dell’Interno parlava di 38.539 persone entrate nel Paese per fuggire al conflitto bellico: 19.566 donne, 3.373 uomini e 15.600 minori. Numeri, dunque, che aumentano a un ritmo serratissimo e che richiedono uno sforzo economico e organizzativo immane, sia a livello centrale che nei 7.900 Comuni italiani. A evidenziarlo un dossier elaborato dal Centro Studi Enti locali (Csel) per l’Adnkronos.

Per capire quanto il flusso di rifugiati che stanno arrivando dall’Ucraina sia imponente, osserva Csel, basta confrontarlo col numero delle persone accolte nel Sistema di accoglienza nel 2020. Stando all’ultimo Rapporto Siproimi-Sai, complessivamente il sistema ha accolto 37.372 persone, contro le quasi 54mila arrivate dall’Ucraina in meno di 4 settimane.

Quali azioni sono state intraprese per rispondere a questo enorme flusso di persone bisognose di accoglienza? Le porte dei Comuni si sono aperte rapidamente un po’ in tutto il Paese prima ancora che esistessero misure e finanziamenti specifici da parte del governo centrale, focalizzati proprio sul tema accoglienza. Regioni, Comuni e Province si sono mossi in ordine sparso mettendo a disposizione anche alberghi, abitazioni private o ex seminari per dare riparo a chi si è sottratto all’orrore della guerra. Napoli, ad esempio, ha puntato sulla riconversione dell’albergo Covid dell’Ospedale del Mare, offrendo così ospitalità a 168 persone nella fase precedente agli screening sanitari che possano escludere e per verificare la situazione sanitaria generale dei rifugiati e, in seguito, indirizzarli verso le varie strutture comunali dislocate sul territorio partenopeo.

Una delle prime risposte concrete adottate dal governo italiano, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per far fronte all’emergenza profughi, è stato l’ampliamento della rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) fino a 3.530 posti, da destinare in primis all’accoglienza di nuclei familiari, anche monoparentali. L’Avviso per accedere a questi finanziamenti è stato pubblicato dal Viminale il 16 marzo ed è attuativo del cosiddetto ‘decreto Ucraina’.

Il decreto ha stabilito, tra l’altro, un primo rafforzamento della rete nazionale di accoglienza, con l’implementazione di circa 5mila nuovi posti per i Cas e di 3mila disponibilità aggiuntive della rete Sai; l’estensione anche ai profughi ucraini della riserva di posti della rete Sai incrementata a seguito della crisi afghana e destinata, in base a precedenti provvedimenti legislativi, esclusivamente ai profughi provenienti da quell’area; l’accesso da parte dei profughi ucraini alle strutture Cas/Sai anche in assenza della qualità di richiedente protezione internazionale o di altri titoli di accesso previsti dalla normativa vigente.

Queste misure sono state finanziate con poco meno di 92 milioni per il 2022 e quasi 45 per ciascuno dei 2 anni successivi. Inoltre, il dl ha dato la facoltà di attivare nuovi posti Cas anche in deroga allo schema di capitolato d’appalto approvato con dm del 29 gennaio 2021, informandone il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Con un successivo decreto pubblicato il 17 marzo, il ministero dell’Interno ha finanziato altri 470 posti nell’ambito della rete Sai stanziando oltre 7 milioni per il biennio 2022-2022.

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Sono 53.669 i profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto russo-ucraino, stando ai dati diffusi dal Viminale, al 18 marzo 2022: 27.429 donne, 4.582 uomini e 21.658 minori. Soltanto due giorni prima, il bollettino diramato dal ministero dell’Interno parlava di 38.539 persone entrate nel Paese per fuggire al conflitto bellico: 19.566 donne, 3.373 uomini e 15.600 minori. Numeri, dunque, che aumentano a un ritmo serratissimo e che richiedono uno sforzo economico e organizzativo immane, sia a livello centrale che nei 7.900 Comuni italiani. A evidenziarlo un dossier elaborato dal Centro Studi Enti locali (Csel) per l’Adnkronos.

Per capire quanto il flusso di rifugiati che stanno arrivando dall’Ucraina sia imponente, osserva Csel, basta confrontarlo col numero delle persone accolte nel Sistema di accoglienza nel 2020. Stando all’ultimo Rapporto Siproimi-Sai, complessivamente il sistema ha accolto 37.372 persone, contro le quasi 54mila arrivate dall’Ucraina in meno di 4 settimane.

Quali azioni sono state intraprese per rispondere a questo enorme flusso di persone bisognose di accoglienza? Le porte dei Comuni si sono aperte rapidamente un po’ in tutto il Paese prima ancora che esistessero misure e finanziamenti specifici da parte del governo centrale, focalizzati proprio sul tema accoglienza. Regioni, Comuni e Province si sono mossi in ordine sparso mettendo a disposizione anche alberghi, abitazioni private o ex seminari per dare riparo a chi si è sottratto all’orrore della guerra. Napoli, ad esempio, ha puntato sulla riconversione dell’albergo Covid dell’Ospedale del Mare, offrendo così ospitalità a 168 persone nella fase precedente agli screening sanitari che possano escludere e per verificare la situazione sanitaria generale dei rifugiati e, in seguito, indirizzarli verso le varie strutture comunali dislocate sul territorio partenopeo.

Una delle prime risposte concrete adottate dal governo italiano, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per far fronte all’emergenza profughi, è stato l’ampliamento della rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) fino a 3.530 posti, da destinare in primis all’accoglienza di nuclei familiari, anche monoparentali. L’Avviso per accedere a questi finanziamenti è stato pubblicato dal Viminale il 16 marzo ed è attuativo del cosiddetto ‘decreto Ucraina’.

Il decreto ha stabilito, tra l’altro, un primo rafforzamento della rete nazionale di accoglienza, con l’implementazione di circa 5mila nuovi posti per i Cas e di 3mila disponibilità aggiuntive della rete Sai; l’estensione anche ai profughi ucraini della riserva di posti della rete Sai incrementata a seguito della crisi afghana e destinata, in base a precedenti provvedimenti legislativi, esclusivamente ai profughi provenienti da quell’area; l’accesso da parte dei profughi ucraini alle strutture Cas/Sai anche in assenza della qualità di richiedente protezione internazionale o di altri titoli di accesso previsti dalla normativa vigente.

Queste misure sono state finanziate con poco meno di 92 milioni per il 2022 e quasi 45 per ciascuno dei 2 anni successivi. Inoltre, il dl ha dato la facoltà di attivare nuovi posti Cas anche in deroga allo schema di capitolato d’appalto approvato con dm del 29 gennaio 2021, informandone il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Con un successivo decreto pubblicato il 17 marzo, il ministero dell’Interno ha finanziato altri 470 posti nell’ambito della rete Sai stanziando oltre 7 milioni per il biennio 2022-2022.




La Ue crea la sua difesa: cinquemila uomini e più fondi per la spesa militare

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205317224 f7eabec3 d961 4c74 b8ce 303fdd4c48c0AGI – I ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventisette Stati dell’Unione europea hanno approvato la nuova strategia di Difesa europea che ha come perno la costituzione di una forza militare di circa 5 mila soldati, da fare intervenire in casi simili all’evacuazione dell’aeroporto di Kabul, e un aumento della spesa militare per poter effettuare autonomamente interventi militari entro il 2025.

“Non è la risposta alla guerra in Ucraina, ma fa parte della risposta”, ha spiegato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine del Consiglio. “Quando abbiamo iniziato a lavorare, non potevamo immaginare che all’ultimo momento dell’approvazione la situazione sarebbe stata cosi’ grave e che l’Europa avrebbe dovuto affrontare una sfida cosi’ grande”, ha aggiunto.

“L’Ue non è sufficientemente attrezzata per affrontare le attuali minacce e sfide”, si legge nel preambolo nel documento approvato oggi, ufficialmente denominato Bussola strategica. E per attrezzarsi si propone di utilizzare i gruppi tattici creati nel 2007 per costituire questa forza di reazione di 5 soldati, aumentare la spesa militare (oggi all’1,5%) e coordinarla meglio per evitare doppioni.

La forza dei 5 mila soldati avrà “componenti terrestri, aeree e marittime” e sara’ dotata di mezzi di trasporto per poter “effettuare interventi di soccorso ed evacuazione dei cittadini europei” intrappolati nei conflitti.

“L’attuale ambiente ostile richiede un salto di qualità. La Bussola ci offre un piano d’azione ambizioso per una maggiore sicurezza e difesa dell’UE per il prossimo decennio”, ha ribadito Borrell. In questo modo, l’Ue si dota di un “piano d’azione ambizioso” per rafforzare la sua politica di sicurezza e difesa da qui al 2030 con obiettivi e scadenze specifici, e per avere maggiore capacita’ di agire e collaborare con i suoi partner per salvaguardare i suoi valori e interessi.

L’Ue è convinta che con maggiore forza e capacità in campo militare potrà “contribuire positivamente alla sicurezza globale e transatlantica”, in complementarita’ con la Nato che “continua a essere la base della difesa collettiva dei suoi membri”.

Inoltre, l’Ue si renderà capace di schierare 200 esperti di missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc) completamente attrezzati, anche in ambienti complessi, nonché a condurre regolarmente esercitazioni a terra e in mare. La mobilità militare sarà migliorata e le missioni e operazioni civili e militari della Psdc saranno rafforzate promuovendo un processo decisionale più rapido e flessibile, garantendo una maggiore solidarietà finanziaria.

La Bussola prevede inoltre di stabilire una politica di cyberdifesa, una serie di strumenti per fermare la manipolazione e l’ingerenza nelle informazioni provenienti dall’estero, sviluppare una strategia spaziale per la sicurezza e la difesa e rafforzare il ruolo dell’Ue nella sicurezza marittima.

Per soddisfare queste richieste, gli Stati membri si impegnano ad aumentare sostanzialmente la loro spesa per la difesa e rafforzare la base tecnologica e industriale dell’Europa. A tal fine, l’Ue fornirà maggiori incentivi agli Stati membri per collaborare allo sviluppo delle capacità e investire insieme, anche nell’ottica di colmare le lacune strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche e industriali.

“Oggi la spesa militare di tutti gli Stati europei è di circa 200 miliardi di euro, l’1,5% del Pil. Era in calo fino al 2014, anche in modo veloce, poi ha cominciato a crescere fino al 1,5%. Ma dobbiamo investire di più. E sono sicuro che tutti capiranno che se vogliamo spingere nell’innovazione nella difesa a essere più in grado di affrontare situazione come quella che stiamo affrontando ora in Ucraina ci servono della capacità. E con l’1,5% del Pil non è sufficiente”, ha spiegato Borrell.

“Dobbiamo spendere di più e dobbiamo spendere meglio. Meglio vuol dire evitare doppioni ed evitare lacune. Stiamo lavorando ora per studiare a fondo questi divari, dove sono. Dove non abbiamo gli strumenti e i mezzi per reagire e cosa ci manca e cosa abbiamo due o tre volte che non è efficace”, ha spiegato il capo della diplomazia europea.

“I duecento miliardi sono più o meno quattro volte la spesa militare della Russia, tutti insieme spendiamo circa quattro la volte la Russia ma di certo che non la stessa efficienza”, ha sottolineato il diplomatico spagnaolo. “Duecento miliardi è la spesa militare della Cina, tutti insieme spendiamo piu’ della Cina, ma certamente non e’ la stessa cosa ventisette parti diverse che un’unica struttura militare integrata”, ha concluso Borrell.




Zelensky al Parlamento italiano: “Immaginate Genova come Mariupol”

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zelensky camera deputati afpDiscorso del presidente ucraino in collegamento video con l’Aula. Draghi: “Vostra resistenza a ferocia Putin è eroica, Italia vuole Kiev in Ue”

“Immaginate Genova come Mariupol”. Discorso di Volodymyr Zelensky, oggi, al Parlamento italiano a quasi un mese dall’inizio della guerra in Ucraina, invasa dalla Russia il 24 febbraio scorso. A introdurre il presidente ucraino, collegato in video con l’Aula, il presidente della Camera Roberto Fico – “Ci uniamo in una ideale catena di solidarietà con gli altri Parlamenti nei quali lei è già intervenuto”, ha detto – e la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che ha parlato di “sentimenti di partecipazione profonda” verso il popolo ucraino. “Siamo al vostro fianco”, ha aggiunto. In Aula anche il premier Mario Draghi, intervenuto nel corso della seduta – “L’Italia ammira il vostro coraggio, la vostra resistenza di fronte alla ferocia di Putin è eroica”, ha detto. L’aula della Camera, che ha tributato un lungo applauso alle parole di Zelensky, è quasi ‘sold out’. Restano vuoti solo alcuni scranni in alto, anche per via dei deputati che avevano dichiarato la loro assenza. Sono invece quasi vuote le tribune, aperte per consentire la seduta comune del Parlamento.

ZELENSKY: “IMMAGINATE GENOVA COME MARIUPOL”

“Oggi ho parlato con Papa Francesco, lui ha detto parole molto importanti. Capisco che voi desideriate la pace, capisco che dobbiate difendervi. Ognuno difende la propria patria. Ho risposto ‘il nostro popolo è diventato esercito quando ha visto quanto male, quanta devastazione porta il nemico’”, così il presidente Zelensky all’Aula italiana.

“Una settimana fa – ha aggiunto – sono intervenuto in una manifestazione di Firenze, ho chiesto a tutti gli italiani di ricordare il numero 79: erano i bambini uccisi in Ucraina. Ora sono 117, altri 39 sono stati uccisi. Ci sono decine di migliaia di famiglie distrutte, tutto questo è iniziato da una persona. Nelle città seppelliscono i morti nelle fosse comuni, succede questo nel 2022. I bambini morti sono 117 ma non sarà il numero finale, i missili russi non smettono di uccidere”.

“Alcune città ucraine – ha detto ancora – sono distrutte, come Mariupol sul Mar d’Azov: c’erano mezzo milione di persone, come a Genova, dove sono stato. A Mariupol non c’è più niente, immaginate Genova completamente bruciata dopo 3 settimane di assedio, con tutte le persone che scappano. Kiev è importante come lo è Roma per tutto il mondo, noi siamo al limite della sopravvivenza. Kiev ha vissuto guerre feroci nella sua storia, ha bisogno di vivere nella pace stabile come ha bisogno Roma e ogni altra città. Qui ogni giorno cadono bombe e missili, qui intorno ci sono soldati russi che uccidono, distruggono, torturano e portano via i nostri beni. Lo avevano fatto i nazisti l’ultima volta in Europa. Popolo italiano, bisogna fare il possibile per garantire la pace” e porre fine alla “guerra voluta da una sola persona. Il loro obiettivo è l’Europa, influenzare le vostre vite, controllare la vostra politica, distruggere i vostri valori. L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo, che vuole entrare in Europa: la barbarie non deve passare”, continua Zelensky.

“L’Ucraina vi è stata vicina durante la pandemia, abbiamo inviato i nostri medici. Quando siamo stati vittime di un’alluvione – ha sottolineato – ci avete sostenuto senza chiedere nulla in cambio. Ora l’invasione dura da un mese, abbiamo bisogno di altre sanzioni affinché la Russia non trovi rifornimenti militari o soldati in Libia o in Siria. Le conseguenze di questa guerra non si avvertono solo in Europa, l’Ucraina ha sempre esportato viveri: ma come possiamo seminare se il nemico distrugge i nostri campi? Non sappiamo quando avremo il raccolto e se potremo esportare grano e olio. I prezzi crescono, milioni di persone davanti alle vostre coste avranno bisogno di aiuto. Voi conoscete bene gli ucraini, un popolo europeo quanto voi”.

“Sapete bene – ha detto – chi ha portato la guerra in Ucraina, l’Italia non deve essere il luogo che accoglie queste persone: bisogna congelare i loro conti, i loro immobili, i loro yacht. Bisogna fare tutto questo per la pace, bisogna sostenere anche l’embargo nei confronti delle navi che entrano nei vostri porti, non bisogna fare eccezioni per le banche turche. La guerra deve finire al più presto, dobbiamo ricostruire insieme a voi l’Ucraina: insieme all’Italia, all’Unione Europea”.

“Ho visitato spesso il vostro paese, apprezzo moltissimo la vostra ospitalità e la forza delle vostre relazioni: ho visto cosa significano la famiglia e i figli per voi. Oggi in Italia ci sono più di 70mila ucraini costretti a fuggire dalla guerra, molti di loro sono bambini e sono stati accolti direttamente nelle famiglie. Vi siamo molto grati, aspettiamo che possano tornare a casa in Ucraina, con la pace. Dal primo giorno avete condiviso il nostro dolore, gli ucraini ricorderanno il vostro calore. La vostra forza deve fermare una sola persona affinché sopravvivano in milioni”, ha concluso.

DRAGHI: “ITALIA VUOLE KIEV NELL’UE”

“A nome del governo e mio personale voglio ringraziare il presidente Zelensky per la sua straordinaria testimonianza. Dall’inizio della guerra l’Italia ha ammirato il coraggio, la determinazione, il patriottismo del Presidente Zelensky e dei cittadini ucraini”, ha detto il premier Mario Draghi, intervenendo in Aula alla Camera dopo le parole del presidente ucraino Zelensky. “La resistenza di Mariupol, Karkhiv, Odessa e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del presidente Putin è eroica”, ha sottolineato ancora, aggiungendo: “Oggi l’Ucraina non difende soltanto se stessa, difende la nostra pace, libertà e sicurezza, difende quell’ordine multilaterale basato sulle regole e diritti che abbiamo con tanta fatica costruito dal dopoguerra in poi. L’Italia vi è profondamente grata”.

“L’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore”, ha sottolineato il premier.

“La solidarietà mostrata dagli italiani verso il popolo ucraino è enorme. Penso agli aiuti sanitari, alimentari, e di ogni genere che i nostri concittadini hanno inviato da subito verso l’Ucraina. E penso all’accoglienza dei rifugiati – oltre 60.000 dall’inizio della guerra, la maggior parte dei quali donne e minori”, ha aggiunto Draghi, continuando: “Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case e delle scuole ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese. Continueremo a farlo, grazie al lavoro incessante e alla grande professionalità delle Regioni, dei Comuni, della Protezione Civile, degli enti religiosi, di tutti i volontari. Perché davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte”.

“ll Governo e il Parlamento sono in prima fila nel sostegno all’Ucraina. Sin da subito, abbiamo offerto aiuti finanziari e umanitari e abbiamo risposto, insieme ai partner europei, alle richieste del Governo ucraino di assistenza per difendersi dall’invasione russa. Siamo pronti a fare ancora di più”, afferma il premier Draghi.

“Abbiamo attivato corridoi speciali per i minori orfani e ci siamo impegnati in particolare per il trasferimento di persone fragili e malate. Voglio ringraziare di nuovo il Parlamento – la maggioranza e il principale partito di opposizione – per aver approvato queste misure con unità e convinzione”, ha detto Draghi. “Le sanzioni che abbiamo concordato insieme ai nostri partner europei e del G7 hanno l’obiettivo di indurre il Governo russo a cessare le ostilità e a sedersi con serietà, soprattutto con sincerità, al tavolo dei negoziati. Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica”, ha detto ancora il premier, aggiungendo: “Vogliamo disegnare un percorso di maggiore vicinanza dell’Ucraina all’Europa. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l’Italia è al fianco dell’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”.

FICO

“L’intervento in quest’aula di un Capo di stato è un evento inusuale che esprime bene l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo. Intendiamo così testimoniare nel modo più solenne la vicinanza e il sostegno di tutto il Parlamento e del popolo italiano all’Ucraina e alle sue libere istituzioni democratiche a fronte dell’ingiustificabile attacco da parte della Federazione russa”. Lo ha detto in aula alla Camera il presidente Roberto Fico, nel breve saluto che ha preceduto l’intervento del presidente dell’Ucraina.

“Ci uniamo, in una ideale catena di solidarietà, ai parlamenti di altri Paesi innanzi ai quali lei è già intervenuto. Il Parlamento italiano – pochi giorni dopo l’inizio delle ostilità – ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione per condannare nel modo più netto l’attacco russo, chiedere un’immediata fine delle ostilità con il ripristino della piena sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina, e invitare all’adozione di misure di aiuto sul piano umanitario, economico e militare.

“Ora, presidente Zelenskyy, ascolteremo dalla sua voce qual è l’attuale situazione nel suo Paese, e quali sono le prospettive per favorire il ristabilimento della pace”, ha concluso Fico.

CASELLATI

“Presidente Zelensky, le esprimo, insieme al saluto del Senato, sentimenti di vicinanza profonda, di ammirazione per il coraggio del popolo ucraino e di partecipazione al dolore di una intera comunità vittima di una guerra insensata, che non risparmia la comunità civile, non ha pietà di fronte ai bambini e costringe milioni di profughi a imboccare i corridoi umanitari”. Così la Presidente del Senato Elisabetta Casellati, rivolgendosi al Presidente ucraino Zelensky collegato con l’Aula di Montecitorio. “L’Italia ha aperto il cuore e le porte all’Ucraina, la nostra macchina dell’accoglienza è pienamente operativa. Siamo al vostro fianco, insieme all’Unione europea, per contrastare la prosecuzione del conflitto”, ha proseguito Casellati. “Come ho avuto modo di manifestare al Presidente del Parlamento ucraino in una recente videoconferenza – ha detto ancora -, confidiamo nell’efficacia del sostegno internazionale offerto con convinzione al suo Paese e incoraggiamo lo sforzo incessante della diplomazia come unica via d’uscita al conflitto. Rinnovo dunque l’auspicio che l’azione sinergica nel perseguire una conclusione negoziale, favorita anche dalle occasioni di incontro come quella odierna, possa consentire all’Ucraina di ritrovare al più presto una prospettiva di pace e di libertà”.

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Ucraina: colloquio Draghi-Biden-Macron-Scholz-Johnson

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russiaucrainaIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto ieri pomeriggio una conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il Presidente francese, Emmanuel Macron, il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz, il Primo Ministro britannico, Boris Johnson, in preparazione del vertice NATO di giovedì prossimo e della partecipazione del Presidente Biden al prossimo Consiglio europeo.
I leader – riporta Palazzo Chigi in una nota – hanno riaffermato l’importanza della unità di intenti e di azione dimostrata di fronte alla guerra in Ucraina e alle sue ripercussioni.
Di fronte alla grave emergenza umanitaria, si sono impegnati a coordinare gli sforzi per aiutare la popolazione ucraina in fuga dal conflitto o bloccata in patria. (aise)