Guerra Ucraina-Russia, Di Maio: “Sempre più sanzioni finché Putin non si ferma”

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dimaio fi 2003 20220320214403Quella della Russia contro l’Ucraina ”è la guerra di Putin, del governo russo. Noi continueremo a indebolirlo con sempre più sanzioni finché non si sarà fermato, finché non gli ridurremo i soldi che gli servono per finanziare questa guerra”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a ‘Che tempo che fa’ su Rai Tre.

NEGOZIATI – ”Ci sono negoziati in corso per un accordo di pace” in Ucraina, ”ma prima di raggiungerlo dobbiamo lavorare a tregue umanitarie localizzate sul campo – ha detto Di Maio – E domani l’Italia, al consiglio dei ministri degli Affari esteri della Ue, chiederà di stabilire un tavolo permanente con la Croce Rossa e l’Unhcr, i presupposti per stabilire delle tregue localizzate prendendo anche il modello di Sumy o Mariupol, dove sono state portate via migliaia di persone e portare dentro aiuti umanitari”. ”Dobbiamo riuscire in questa impresa perché non abbiamo tempo di aspettare accordi di pace”, ha sottolineato, e ”la priorità deve essere data alle aree dove ci sono gli orfanotrofi. Da lì dobbiamo cominciare sotto una iniziativa della Ue che può riuscire”.

”Domani mattina sentirò il mio collega turco Mevlut Cavusoglu. La Turchia ha un grande ruolo per il raggiungimento di questo accordo di pace” tra Russia e Ucraina, ha detto il titolare della Farnesina. ”Con Cavusoglu siamo in costante coordinamento per far avanzare il processo di pace”, ha aggiunto.

ZELENSKY – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che interverrà il 22 marzo in Parlamento ”verrà accolto a braccia aperte dalle nostre istituzioni democratiche” ha detto il titolare della Farnesina. ”Sono stato a Kiev una settima prima dell’attacco russo, ho incontrato tanti cittadini ucraini che guardavano a Ue come al loro sogno per il futuro – ha aggiunto Di Maio – Quel popolo è già un popolo europeo che ha ambizione di entrare nella nostra famiglia europea. Non dobbiamo negare quella speranza, ne hanno tutto il diritto, e questo spaventa Putin perché quel popolo sta guardando al nostro modello libero e democratico dove la propaganda non può prendere assolutamente piede”.

ITALIANI IN UCRAINA – ”Adesso sono 276” gli italiani presenti in Ucraina e ”stiamo seguendo i casi che ci chiedono aiuto – ha detto il ministro degli Esteri – Stiamo lavorando alacremente alle evacuazioni” e ”da 400 in una settimana siamo passati a 276, la maggioranza di loro dichiara di voler restare in Ucraina. Ma le cose cambiano di ora in ora”.

VISITA BIDEN – “La presenza del presidente degli Stati Uniti in Europa mira innanzitutto ad affermare ancora una volta il principio dell’unità della Nato, della Ue e di tutti i nostri alleati del mondo” ha detto Di Maio. ”Questo – ha sottolineato – è un altro errore di valutazione che ha fatto Putin, cioè riuscire a dividerci. Invece non è più un conflitto tra est e ovest” e ”quello che riaffermeremo con il presidente Biden è che siamo uniti, condanniamo questa guerra e siamo dalla parte del popolo ucraino che si è visto invadere da un esercito russo che sta pagando in termini di vite”.

MINACCE RUSSIA – Quanto alle minacce della Russia all’Italia ”sono provocazioni quotidiane che ogni Paese che sta dalla parte della pace e del popolo ucraino riceve dalla Russia. Noi non ci facciamo neanche più caso, non possiamo considerare queste provocazioni come veritiere” ha detto il ministro degli Esteri che ha poi espresso ”solidarietà al ministro Guerini”. ”Purtroppo siamo in buona compagnia”, ha aggiunto Di Maio ricordando le minacce russe ”contro Germania, Francia, Malta, tutti i Paesi che condannano fermamente Putin per quello che sta facendo”.

ARRESTI IN RUSSIA – In Russia sono stati ”oltre 15mila gli arresti” di manifestanti contro la guerra, perché ”il popolo russo non sostiene l’invasione dell’Ucraina” ha detto Di Maio. ”Con la sua propaganda, con gli arresti di chi manifesta contro di lui, Putin sta continuando a nascondere la verità”, “in Russia non c’è nessuna possibilità di essere raggiunti da informazioni credibili. E nonostante questo ci sono migliaia di persone che manifestano in piazza” contro la guerra. ”Questo dimostra che non è il popolo russo a sostenere l’invasione dell’Ucraina. E’ il governo di Putin, del governo russo”.

ENERGIA – Sul versante energetico, ”tutti i Paesi che ho visitato nelle ultime tre settimane hanno accettato di aumentare la partnership energetica con l’Italia, che ci permetterà di affrontare entro l’inverno l’eventuale criticità derivante da un ricatto russo”. Il ministro degli Esteri ha citato ”il Qatar, l’Algeria, l’Angola, il Congo e ieri il Mozambico”. ”C’è sempre un’alternativa per potenze democratiche come l’Italia. Non dipendiamo mai da un solo Paese e grazie alla nostra storia possiamo costruire sempre strade alternative a eventuali ricatti”, ha concluso.

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Ucraina, Russia a Italia: “Con altre sanzioni conseguenze irreversibili”

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cremlino veduta afpLa Russia mette in guardia l’Italia dall’assumere un atteggiamento ancora più duro sul piano delle sanzioni e minaccia “conseguenze irreversibili”. E’ quanto affermato all’agenzia Ria Novosti da Alexei Paramonov, direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo. Mosca, ha detto Paramonov senza però fornire dettagli, sta lavorando a una risposta alle sanzioni “illegittime” degli Stati Uniti e dell’Unione europea. Citando la dichiarazione del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire sui piani dell’Ue per lanciare una “guerra economica e finanziaria totale” contro la Russia, Paramonov ha affermato: “Non vorremmo che la logica delle dichiarazioni del ministro trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”.




Dal Green pass alle mascherine, cosa cambia con la fine dello stato di emergenza

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184316634 dcbe9da6 d24e 459d b2f7 552cb34dff9eAGI – Dal primo maggio addio al Green pass e alle mascherine nei luoghi chiusi. Fine della sospensione dal lavoro per mancata vaccinazione. Nelle aziende, basterà il green pass base fino al 30 aprile. L’obbligo vaccinale già in vigore per alcune categorie resta fino al 15 giugno – dopo rimarrà solo per il personale nel mondo sanitario e nelle Rsa – ma dal primo aprile decadono tutte le sanzioni tranne quella pecuniaria. Fine delle quarantene da contatto – via la Dad nelle scuole – e sarà previsto l’isolamento solo per i contagiati. Archiviato il sistema delle colorazioni delle Regioni. Queste le principali misure del decreto Covid sulle riaperture approvato all’unanimità dal Cdm.

Ecco i punti salienti illustrati in conferenza stampa dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Green Pass

“Andiamo verso un superamento del green pass dal primo aprile nella grandissima parte dei luoghi all’aperto e dal primo maggio anche nei luoghi al chiuso. Dal primo maggio ci sarà il superamento del green pass. Resterà vigente il green pass base fino al 30 aprile su: trasporti a lunga percorrenza, mense e catering, concorsi pubblici, corsi di formazione pubblici e privati, colloqui in presenza con detenuti e internati, partecipazione del pubblico agli eventi sportivi che si svolgono all’aperto”. Resterà invece il green pass rafforzato fino al 30 di aprile “nei servizi di ristorazione al banco al tavolo al chiuso, piscine, palestre e centri benessere. Convegni e congressi, centri culturali, centri ricreativi, feste conseguenti a cerimonie civili e religiose, sale a gioco e scommesse. Una disciplina che con gradualità ci porterà il primo maggio al superamento del Green pass”.

Mascherine

“Noi manteniamo l’obbligo di mascherine al chiuso fino al 30 aprile. Poi il governo valuterà come sempre in base alla curva dell’andamento epidemiologico. In questo momento per i luoghi di lavoro, quindi, la mascherina resta prevista”.

Quarentene

“Con questo provvedimento superiamo le quarantene per contatto. Erano già state superate per la popolazione vaccinata, ora saranno superate per tutti”. “Resterà in isolamento solo chi è positivo al virus questa scelta avrà un impatto significativo soprattutto nelle scuole dove la percentuale di persone vaccinate è più bassa. Dal 1 aprile andrà a casa soltanto chi è positivo. Tutti gli altri potranno tranquillamente restare in classe e seguire le lezioni”.

Lavoro

“La sospensione dal lavoro per mancata vaccinazione non avverrà più. Chi ha più di 50 anni non dovrà più avere il green pass rafforzato ma quello base”.

Sistema a colori

“Superiamo definitivamente il sistema colori. Continueremo questo monitoraggio che resta essenziale ma non sarà più connesso alle ordinanze. Non ci saranno più le ordinanze del venerdì”.

Obbligo vaccinale

“L’obbligo vaccinale resterà vigente solo per alcune categorie particolarmente esposte come il personale sanitario, nelle Rsa, nelle strutture sanitarie, i lavoratori della scuola, della sicurezza e delle forze dell’ordine”.

Il commissario Figliuolo

“Le funzioni esercitate dal Commissario straordinario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, saranno ora in capo ad una unita’ per il completamento della campagna di vaccinazione e per il contrasto della pandemia, in una fase di transizione che ci accompagnerà fino al 31 dicembre in cui poi in via ordinaria tutte queste funzioni andranno al ministero della Salute”.

Quarta dose

“Al momento non ci sono evidenze scientifiche che portino a dire ‘quarta dose per tutti’. Siamo partiti con la somministrazione per gli immunocompromessi e in queste ore stiamo ipotizzando la quarta dose anche per le fasce di età più avanzate, anche se questo tema va ancora valutato”.




Vattani: “Ci sono varie opzioni per la neutralità permanente dell’Ucraina”

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201952248 739a3c39 32a9 42cf add7 09d5d42e88baAGI – La neutralità permanente dell’Ucraina, fra le condizioni richieste da Mosca per por fine alla guerra nel Paese, potrebbe essere perseguita da Kiev secondo diverse soluzioni e per diverse strade. Lo spiega all’AGI Umberto Vattani, già segretario generale della Farnesina e tra i più esperti conoscitori italiani della complessa macchina della diplomazia internazionale.

“Per stabilire lo status di neutralità permanente”, dice, “l’Ucraina ha varie possibilità: quella di un trattato a due, di un trattato multilaterale o di una iniziativa unilaterale, con l’inserimento di questa condizione nella sua Costituzione a seguito, magari, di un accordo di pace”.

Gli obblighi di condotta che implicherebbe, per Kiev, lo status di neutralità permanente sono precisi: “Tanto in tempo di pace che in una situazione di conflitto il rispetto della neutralità permanente comporta che non si possano stringere alleanze militari né ospitare basi militari altrui. E in caso di conflitto armato – aggiunge Vattani – non si può prendere parte a favore di nessuno né concedere facilitazioni di transito sul proprio territorio (comprese ovviamente le acque) impedendo che sia utilizzato dai belligeranti a scopi ostili”.

Vattani ricorda che, naturalmente, “la neutralità permanente non impedirebbe all’Ucraina di entrare nell’Unione europea nè di partecipare con le sue forze armate a operazioni di peacekeeping”.

Numerosi gli esempi di neutralità permanente

Come quella tra Italia e Malta sancita nell’80 da un accordo a due in base al quale l’Italia è obbligata a fornire su richiesta maltese anche l’assistenza militare in caso di minaccia o violazione della sovranità, indipendenza o integrità territoriale per effetto di un attacco armato.

O come quella della Finlandia: sancita nel 1948 da un trattato di amicizia cooperazione e mutua assistenza con l’Urss, prevedeva che nessuno dei due firmatari avrebbe aderito a una coalizione diretta contro l’altro. Il trattato fu rivisto all’inizio degli anni ’90, quando Helsinki volle ridefinire la propria condizione in un non allineamento militare, che consente una difesa indipendente ma non la partecipazione ad alleanze militari.

Tra gli altri esempi quello della Svizzera, la cui neutralità permanente fu sancita nel 1815 e recepita nella Costituzione; dello Stato Città del Vaticano, grazie a un accordo bilaterale con l’Italia (i Patti Lateranensi) del 1929; o ancora il caso dell’Austria, che ha inserito nella Costituzione lo status di Paese neutrale in esecuzione di un protocollo siglato con l’Urss nel ’55 e lo ha fatto di propria iniziativa.

L’ideale sarebbe secondo Vattani, qualora l’Ucraina scelga di assumere lo status di neutralità permanente, “un trattato multilaterale in cui più Paesi da una parte e dall’altra stabiliscano e garantiscano questa neutralità che andrebbe, comunque, inserita nella Costituzione“. Va da sè che lo status di neutralità comporta l’esclusione di qualsiasi ipotesi di adesione futura alla Nato.




Mattarella: I valori che uniscono gli italiani hanno reso forte la nostra comunità

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tricolore g“L’Italia celebra la giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, commemorando il 161° anniversario del raggiungimento dell’unità del Paese. Una storia lunga e travagliata, che ha portato a realizzare gli ideali di indipendenza, libertà, democrazia propri al Risorgimento e alla lotta di Liberazione e realizzati pienamente con la nascita della Repubblica e l’approvazione della Carta Costituzionale”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale che si celebra oggi, 17 marzo.
“La coesione e i valori che uniscono gli italiani – sottolinea il Capo dello Stato – hanno reso forte la nostra comunità, consentendole di affrontare e superare prove e difficoltà grandissime, come la tremenda pandemia e le sue conseguenze. La indivisibilità della condizione umana – esorta il Presidente – ci deve spingere oggi, con fermezza, insieme agli altri paesi che condividono i valori democratici, ad arginare e a battere le ragioni della guerra aperta dalla Federazione Russa al centro dell’Europa”.
“Italiani ed europei – rimarca Mattarella – siamo chiamati alla solidarietà e all’aiuto nei confronti delle popolazioni terribilmente colpite, e all’impegno perché si fermino i combattimenti, si ritirino le forze di occupazione e venga ripristinato il diritto internazionale. Ora più che mai i simboli della Repubblica Italiana, in cui gli italiani si riconoscono, ci inducono a riflettere sull’importanza della libertà, della democrazia, sul valore dei diritti dell’uomo, primo dei quali è il diritto a vivere in pace”.
“A tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita in nome di questi ideali – conclude – si rivolge oggi il pensiero del popolo italiano”. (aise) 




Ucraina-Russia, Zelensky parlerà in video alle Camere il 22 marzo

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zelensky mano afpIl presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parlerà in video alle Camere a Montecitorio il 22 marzo alle ore 11.00. E’ quanto apprende l’Adnkronos da ambienti parlamentari della Camera.

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Sci, Sofia Goggia vince la Coppa del mondo di discesa

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goggia sofia fgSofia Goggia ha vinto la Coppa del Mondo di discesa per la terza volta in carriera. La 29enne bergamasca ha avuto la certezza del successo nell’ultima gara delle finali di Courchevel prima ancora di scendere in pista perché la sua avversaria, la svizzera Corinne Suter, staccata di 75 punti dall’azzurra in classifica, è scivolata fuori dalle prime due posizioni e non può più raggiungere la campionessa della Fiamme Gialle.

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Kherson è caduta in mano ai russi e 40 italiani sono in trappola

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112123389 d2717164 4539 42f8 a034 632372eb7b72AGI – Le forze russe hanno preso il pieno controllo di tutto il territorio della regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenov.

“Stanotte abbiamo dormito. Ieri abbiamo sentito il rumore delle bombe, anche stamattina, ma stanotte per fortuna, siamo riusciti a riposare” racconta Giovanni Bruno, italiano, marittimo di Pozzallo bloccato dal 24 febbraio assieme a una quarantina di italiani (figli e coniugi compresi) a Kherson.

L’unità di crisi della Farnesina continua a lavorare. “Mi hanno contattato ieri per rassicurarmi sul loro impegno – dice all’AGI – speriamo si possa trovare una soluzione al più presto, per farci andare via da qui”. Due giorni chiusi in casa: “Ieri non siamo usciti a cercare cibo e non lo faremo nemmeno oggi. Abbiamo sentito i bombardamenti ed è meglio non uscire, ci sono file lunghissime nei posti dove c’è ancora un po’ di cibo, meglio non rischiare”.

“Non vediamo nulla attorno a noi – spiega Giovanni Bruno – tranne che palazzi pensiamo che i bombardamenti siano attorno alla città non dentro Kherson, ma non ne abbiamo certezza. La nostra bimba ha 22 mesi, non comprende ancora cosa sta accadendo. Quando di solito rientriamo dalla ricerca di cibo, la portiamo davanti a casa dove c’è un’altalena. Qualche dondolata e poi si torna a casa subito. Anche per lei è difficile. Tutto il giorno, tutti i giorni dentro casa…almeno così si svaga un pochino”.

L’ansia continua ad aumentare. “Si pensava che sarebbe stata una cosa veloce… ma questa guerra sta durando da tre settimane e non si capisce ancora quando potrà finire. Inizia a scarseggiare tutto. Siamo molto preoccupati. Mio fratello, mia zia la mia famiglia sono anche loro in contatto con l’Unità di crisi”.

La televisione, i telegiornali locali trasmettono on line, riusciamo a seguire qualcosa solo con internet sul computer o con il telefono. Informazioni su bombardamenti e corridoi umanitari. Da Rt ex Russia today, venivano riferite da fonte ministero della Difesa russo le evacuazioni da Kherson di cittadini stranieri: “In totale, i militari russi del distretto militare meridionale hanno trasportato 141 cittadini di Turchia, Ucraina, Kazakistan, Azerbaigian, Libano, Lituania, Vietnam, Grecia, India, Stati Uniti e Russia nella città di Armyansk, in Crimea. L’evacuazione è stata organizzata su richiesta delle rispettive ambasciate e su richiesta di cittadini stranieri”.

E questo risulta anche a Giovanni Bruno. “Altri italiani hanno visto alcuni pullman partire e noi abbiamo conoscenza diretta di una famiglia turca che è stata evacuata ed è ad già a Istanbul. Ogni giorno speriamo sia l’ultimo giorno di attesa”.




Caccia Italiano e tedesco si sono alzati in volo in Romania per un velivolo sospetto

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210053530 a7d2b552 edcf 41af 9a86 f95ee61ac4e4AGI – Un altro scramble congiunto – il quarto finora – per la componente italiana e tedesca attualmente impegnata nell’operazione di Air Policing promossa dalla Nato per rafforzare la difesa dello spazio aereo della Romania.

L’ordine di decollo rapido della coppia di Eurofighter – spiega il ministero della Difesa- è arrivato “a seguito di un potenziale ingresso nello spazio aereo sotto la responsabilità della Romania da parte di un velivolo non autorizzato”.

I due caccia sono stati impiegati in una missione di Cap (Combat air patrol) all’interno della Fir (Flight information region) rumena prima di rientrare nella base di Costanza.

Da due settimane, grazie ad un accordo bilaterale, l’Aeronautica italiana e quella tedesca stanno garantendo il rafforzamento del dispositivo di difesa aerea del Paese europeo, un’attività che si inserisce all’interno dell’impegno che l’Aeronautica Militare, attraverso la Task Force Air Black Storm, assicura in Romania fin dai primi giorni di dicembre nell’ambito della missione Nato a guida italiana di Enhanced air Policing area south.

L’Aeronautica Militare è presente in Romania con otto velivoli Eurofighter ed equipaggi di volo provenienti dai quattro Stormi che normalmente, in Patria, garantiscono senza soluzione di continuità la difesa dello spazio aereo italiano.

In questi tre mesi gli Eurofighter della Tfa “Black Storm” hanno portato avanti numerose attività addestrative e operative nell’ambito del servizio di Qra (Quick reaction allert).

Per l’Italia e l’Aeronautica Militare si tratta della seconda operazione di Air Policing in Romania, dopo la prima esperienza nel 2019.

La Tfa Black Storm, impegnata oggi a rafforzare il sistema di difesa aerea rumeno, cosi’ come le altre unita’ dell’Aeronautica Militare che hanno preso parte alle altre Air Policing è una struttura che ricalca nelle sue funzioni uno Stormo, l’unità operativa caratteristica dell’Aeronautica Militare.

È una struttura funzionale e al tempo stesso flessibile. I velivoli sono integrati all’interno del dispositivo della Nato a supporto delle operazioni di sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi dell’Alleanza ed operano in stretto coordinamento con gli assetti alleati presenti nell’area.




Svizzera. L’Ambasciatore dice “no” al Comites di Zurigo

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comites zurigoL’Ambasciatore italiano a Berna si rifiuterebbe di incontrare l’esecutivo del nuovo Comites di Zurigo.

Ê quanto si evince da una scambio di corrispondenza che in questi ultimi giorni ha generato malcontento all’interno dell’esecutivo del nuovo organismo di rappresentanza della comunità italiana in Svizzera.

Lo scorso 28 gennaio il presidente del nuovo Comites, Gerardo Petta, aveva inviato una comunicazione scritta all’Ambasciatore Silvio Mignano chiedendo udienza “nei locali dell’Ambasciata – scriveva Petta per l’occasione – per presentarsi personalmente”.

Alla richiesta Mignano aveva risposto una settimana dopo: “Desidero osservare che, come Le è noto, i risultati delle elezioni per il rinnovo del Comites di Zurigo sono attualmente sub iudice a seguito di segnalazioni circa possibili gravi irregolarità, che avrebbero in particolare leso il diritto di voto attivo di oltre cento cittadini italiani residenti nella circoscrizione. Converrà che appaia opportuno attendere l’esito del ricorso medesimo prima che io proceda a incontri formali con l’Esecutivo del Comites di Zurigo”.

La risposta ha suscitato l’immediata replica del nuovo Comites che, sempre attraverso il suo nuovo presidente, lo scorso 2 marzo, aveva replicato, tra l’altro: “Non appaiono convincenti le motivazioni addotte a corredo del Suo rifiuto. Ci dispiace che Lei si impanca, in qualche modo, a giudice della presente vicenda dimenticando di essere un Ambasciatore o, più correttamente, il reggente dell’Ambasciata italiana a Berna… Lei potrebbe essere chiamata a rispondere per il tentativo di delegttimare un organo eletto rappresentativo di cittadini italiani e costituitosi, fino a prova contraria, nelle forme di legge. Non crediamo, del resto, di esagerare se affermiamo che Lei ha una scoperta simpatia per i rappresentanti della lista ricorrente”.