Le truppe russe sono entrate a Kiev. Zelensky a Putin: “Sediamoci al tavolo a negoziare”

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122632725 1cf9c963 5e59 4c05 a9be 317d258a1c28AGI –  Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha affermato che nel primo giorno di guerra sono morti almeno 137 cittadini ucraini. “Centotrentasette eroi, i nostri cittadini” hanno perso la vita, ha detto in un video pubblicato sul sito web della presidenza, aggiungendo che altri 316 ucraini sono rimasti feriti nei combattimenti.

Zelensky ha poi affermato di ritenere che forze di sabotaggio russe siano entrate Kiev. “Secondo le nostre informazioni, il nemico mi ha contrassegnato come obiettivo numero 1 e la mia famiglia, come obiettivo numero 2. Vogliono distruggere politicamente l’Ucraina distruggendo il capo di stato. Secondo le nostre informazioni gruppi di sabotaggio nemici sono entrati a Kiev. Resto nella zona del governo insieme ad altri”.




Ucraina/ Consiglio Supremo di Difesa: rispondere con unità, tempestività e determinazione

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24consdifROMA\ aise\ – La Repubblica Italiana “chiede alla Federazione Russa l’immediata cessazione delle ostilità e il ritiro delle forze fuori dai confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina”. Così nel comunicato del Consiglio Supremo di Difesa convocato oggi pomeriggio dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo ha presieduto al Palazzo del Quirinale.
Alla riunione – convocata dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia – hanno partecipato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, i Ministri degli Esteri Di Maio, dell’Interno Lamorgese, della Difesa Guerini, dell’Economia Franco e dello Sviluppo Economico Giorgetti e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Cavo Dragone.
Presenti alla riunione il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti e il Consigliere per gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa, Francesco Saverio Garofani.
Il Consiglio, prosegue la nota, ha espresso “la più ferma condanna per l’ingiustificabile aggressione militare lanciata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, che rappresenta una grave e inaccettabile violazione del diritto internazionale e una concreta minaccia alla sicurezza e alla stabilità globali”.
La Repubblica Italiana “chiede alla Federazione Russa l’immediata cessazione delle ostilità e il ritiro delle forze fuori dai confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina” e “ribadisce il pieno sostegno all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina, Paese europeo amico e democrazia colpita nella sua sovranità”.
Il Paese “esprime massima vicinanza e solidarietà al popolo ucraino e alle sue legittime Istituzioni, alle vittime e alle tante persone che ne soffriranno le conseguenze”.
Nell’affrontare la crisi in atto, “l’Italia manterrà uno stretto raccordo con i propri partner in tutti i principali consessi internazionali. Insieme con i paesi membri dell’UE e gli alleati della NATO è indispensabile rispondere con unità, tempestività e determinazione. L’imposizione alla Federazione Russa di misure severe vede l’Italia agire convintamente nel quadro del coordinamento in seno all’Unione Europea”.
“Perché l’Europa non precipiti improvvisamente in un vortice di guerre, – conclude la nota – è necessario agire con forza e lungimiranza per ristabilire il primato del diritto internazionale e la salvaguardia dei principi e dei valori che hanno garantito pace e stabilità al nostro continente”. (aise) 




Ucraina, Zelensky: “Guerra dura”. Russia: “Durerà tempo necessario”

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ucraina attacco russia 76 afp“La Russia rappresenta il male”. Così il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parlando di una “battaglia davvero dura” condotta dalle forze armate ucraine “respingendo gli attacchi russi a est, nord e sud”. “Il nemico sta subendo perdite e ne avrà ancora di più grandi perché hanno invaso la nostra terra”, ha quindi sottolineato. “Da oggi i nostri paesi si trovano su lati diversi nella storia mondiale – ha continuato parlando in russo – decidete da che parte stare, ascoltate la vostra coscienza”.

“Non cederemo la nostra libertà, qualsiasi cosa pensi Mosca”, ha quindi sottolineato. E dopo aver rivolto un appello alla popolazione a ”donare sangue” perché ”ci sono militari feriti negli ospedali” che ne hanno bisogno”, ha confermato di aver ”troncato i rapporti diplomatici con la Russia”. Perché ”questa mattina passerà alla storia, ma è una storia diversa per l’Ucraina e la Russia”, ha detto.

”La Russia ci ha attaccato in maniera cinica proprio come fece la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale”, ha detto ancora Zelensky nel suo discorso alla nazione. ”Il futuro di tutto il popolo dell’Ucraina dipende da ognuno dei suoi cittadini”, ha sottolineato il presidente ucraino rivolgendosi alla nazione. ”Daremo armi a chiunque voglia difendere il Paese. Siate pronti a sostenere l’Ucraina nelle piazze delle nostre città”, ha aggiunto. ”Ogni volontario potrà avere le armi, tutti coloro che hanno esperienza nei combattimenti devono recarsi nei centri corrispondenti. Il ministero degli Interni richiama i veterani per difendere il Paese”, ha detto quindi.

Russia

L’operazione militare in Ucraina durerà “il tempo necessario”. Lo afferma il Cremlino in una nota nella quale sostiene di voler “ripulire e liberare” l’Ucraina dagli elementi nazisti. La Russia, si legge nella nota, “non può essere rinchiusa dietro una cortina di ferro”.

Una “coalizione anti-Putin” per “costringere la Russia alla pace”, aveva scritto su Twitter Zelensky. “Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti, con Olaf Scholz, Charles Michel, Andrzej Duda e Boris Johnson. Fermare immediatamente Putin e la guerra contro l’Ucraina e il mondo! Costruire una coalizione anti-Putin – scrive – Sanzioni immediate, difesa e sostegno finanziario all’Ucraina. Chiudere lo spazio aereo. Il mondo deve costringere la Russia alla pace”.

“Il mondo è con noi”, aveva scritto ancora Zelensky, riferendo che “continua i negoziati con i leader”. “Abbiamo ricevuto il sostegno dell’emiro del Qatar”, ha aggiunto.




Draghi: “Dialogo con Mosca impossibile: l’Italia allineata con Nato e Ue”

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24draghiparlROMA\ aise\ – “Ho sempre pensato che qualsiasi forma di dialogo dovesse essere sincera e soprattutto utile. Ma l’esperienza di questi giorni mostra che le azioni del governo russo rendono questo dialogo, nei fatti, impossibile”. Per questo l’Italia è “pienamente allineata” con i suoi partner, la NATO e l’Ue, nel condannare l’offensiva avviata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina con “lo scopo di distruggere le istallazioni di difesa di Kiev”. E ora è dunque il momento di “mettere in campo” le “severe conseguenze contro la Russia”, preannunciate dopo che la Russia stessa “ha respinto i nostri tentativi di risolvere la crisi per via politica”. Queste le dichiarazioni del Premier italiano, Mario Draghi, espresse poco fa, a termine del Consiglio dei Ministri, a commento della crisi ucraina.
“L’Ucraina è un paese Europeo, una Nazione amica, una democrazia colpita nella propria legittima sovranità” ha evidenziato Draghi prima esprimere “solidarietà piena e incondizionata del popolo e del governo italiano al popolo ucraino e al presidente Zelensky. Quanto succede in Ucraina riguarda tutti noi, il nostro vivere da liberi, le nostre democrazie”.
“La nostra ambasciata a Kiev è aperta e pienamente operativa – ha aggiunto durante la Conferenza Stampa -. E mantiene i rapporti con le autorità ucraine in stretto coordinamento con le altre ambasciate. Anche a tutela dei circa 2000 italiani residenti. L’ambasciata resta in massima allerta pronta ad adottare ogni decisione necessaria”.
“Italia, Ue e tutti gli alleati chiedono al presidente Putin di mettere fine allo spargimento di sangue e di ritirare le proprie truppe al di fuori dei confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina in modo incondizionato – ha dichiarato Draghi -. In queste ore ho sentito i partner europei, a partire dal Presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Sholz, la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen. Con gli alleati della Nato ci stiamo coordinando per potenziare immediatamente le misure di sicurezza sul fianco est dell’alleanza. E stiamo rafforzando il nostro già rilevante contributo allo spiegamento militare in tutti i Paesi alleati più direttamente esposti”. Inoltre, il premier italiano ha anche dato notizia della riunione straordinaria prevista per domani dei leader della NATO, quella di questo pomeriggio del G7, alla quale parteciperà anche il Segretario Generale Stoltenberg, al termine della quale si recherà a Bruxelles per un Consiglio Europeo Straordinario. In quella sede, “decideremo un pacchetto di sanzioni molto dure nei confronti della Russia”.
“Capisco che queste siano ore di grande preoccupazione per tutti i cittadini – ha infine concluso il Primo Ministro -. Il Governo intende lavorare senza sosta per risolvere questa crisi. Abbiamo accanto i nostri alleati, l’Ue, gli USA e molti altri paesi. Insieme faremo tutto il necessario per preservare la sovranità dell’Ucraina, la sicurezza dell’Ue, l’integrità dell’ordine internazionale, ordine che è basato sulle regole e sui valori da noi tutti condivisi”. (aise) 




Covid Italia, Draghi: “Governo non proroga stato emergenza oltre 31 marzo”

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draghi21 afpStop allo stato di emergenza in Italia dopo il 31 marzo e via il sistema di zone a colori. L’annuncio, atteso, arriva dal premier Mario Draghi a Firenze, nell’incontro con le autorità e il tessuto imprenditoriale fiorentino al Teatro del Maggio Musicale. “Il Governo è consapevole del fatto che la solidità della ripresa dipende prima di tutto dalla capacità di superare le emergenze del momento. La situazione epidemiologica è in forte miglioramento, grazie al successo della campagna vaccinale, e ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese. Voglio annunciare che è intenzione del Governo non prorogare lo stato d’emergenza oltre il 31 marzo” dice Draghi.

Dal primo aprile, dunque, “non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate. Le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto. Cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine FFP2 in classe. Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto – tra cui fiere, sport, feste e spettacoli. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze. Ma il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto”, mette in chiaro.

“L’Italia è in ripresa, ma il Governo intende continuare ad aiutare chi è in difficoltà” assicura il presidente del Consiglio. Gli aiuti sono arrivati “per il settore del turismo, colpito duramente dalla pandemia. Nel più recente decreto ristori – rivendica – stanziamo altri 100 milioni per il Fondo Unico Nazionale del Turismo, che si aggiungono ai 120 milioni stanziati con la Legge di Bilancio. Sempre nello stesso decreto, aiutiamo gli operatori del settore con la decontribuzione per i lavoratori stagionali e un credito d’imposta per gli affitti di immobili”.

Poi, il tema del caro bollette. “Oggi, la principale preoccupazione è l’aumento del prezzo dell’energia – sottolinea – Il Governo è intervenuto più volte per aiutare imprese e famiglie – soprattutto le più povere – e per trovare soluzioni strutturali perché questo problema non si riproponga in futuro. La settimana scorsa abbiamo stanziato quasi 6 miliardi di euro, che si aggiungono agli oltre 10 che abbiamo già impiegato a partire dallo scorso anno. Incrementiamo la produzione nazionale di energia rinnovabile e di gas, che potrà essere venduto a prezzi più contenuti di quello importato. E aiutiamo le Regioni e i Comuni a sostenere i servizi di base, come l’illuminazione pubblica. Nelle scorse settimane, le città d’arte, tra cui Firenze, hanno spento le luci sui loro monumenti e sui loro luoghi simbolo – un segnale d’allarme sul crescente costo dell’energia. Il vostro gesto non è passato inosservato”.

Draghi parla del Pnrr. “La crescita di lungo periodo del Paese dipende dalla nostra capacità di attuare oggi le giuste riforme e gli investimenti necessari. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’opportunità storica per affrontare i problemi che sono rimasti irrisolti per decenni, come la carenza di infrastrutture o le diseguaglianze generazionali e di genere. Dobbiamo attuare il Piano a stretto contatto con associazioni ed enti locali. Perché non esiste una sola ricetta per tutto il Paese, ma dobbiamo adattarci alle esigenze e alle caratteristiche di ogni territorio” dice il premier.

“Per Firenze – spiega il presidente del Consiglio – questo vuol dire rafforzare la sua proiezione internazionale e migliorare i servizi per la popolazione. Insieme agli enti locali, interveniamo per potenziare la mobilità, un aspetto cruciale per i cittadini, le imprese, il turismo. Impieghiamo circa 400 milioni di euro per completare il sistema tranviario di Firenze, che come ha descritto il Sindaco, prevede un collegamento diretto con la stazione ferroviaria. Il potenziamento del trasporto cittadino serve anche a preservare il centro storico, a favorire una migliore convivenza tra residenti e turisti”.

“In questa direzione vanno anche le misure di rigenerazione urbana. Vogliamo valorizzare i parchi storici, tutelare l’ambiente e il paesaggio, un aspetto fondamentale della bellezza della città. Nello storico quartiere di Campo di Marte, riqualifichiamo lo stadio Artemio Franchi. A questo progetto si aggiungono i lavori che interessano il complesso della scuola Ghiberti – scuola Niccolini – impianto sportivo Legnaia e i progetti sulla qualità dell’abitare. Il Governo intende offrire tutto il sostegno necessario a Regioni, Comuni e enti territoriali, per semplificare le procedure sugli interventi e coordinare al meglio la loro realizzazione. Il poeta Mario Luzi descriveva Firenze come un ‘gran crogiolo delle trasformazioni’, illuminata da ‘un’alchimia celeste’. Il mio augurio è che Firenze continui a rinnovarsi e risplendere – come ha fatto per secoli”.

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Ucraina-Russia, Kiev dichiara stato emergenza e richiama riservisti

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soldati ucraina fronte donbass fg ipaIl Parlamento ucraino ha quindi approvato un pacchetto di sanzioni contro tutti i 351 deputati della Duma che nei giorni scorsi hanno votato a favore del riconoscimento delle due autoproclamate Repubbliche del Donbass e dell’utilizzo di truppe russe all’estero. Lo riporta il Guardian, precisando che le sanzioni prevedono, tra l’altro, il divieto di ingresso in Ucraina ed il congelamento degli asset nel Paese. Sempre secondo il Guardian, il Parlamento avrebbe approvato in prima lettura anche una legge che permette agli ucraini di girare armati e di agire per autodifesa, mentre continuano ad essere concreti i rischi di un’escalation tra Ucraina e Russia. “L’adozione di questa legge è assolutamente nell’interesse dello Stato e della società”, hanno affermato in una nota gli autori del disegno di legge, aggiungendo che si tratta di una misura necessaria a causa delle “minacce e dei pericoli esistenti per i cittadini ucraini”.

Il governo ucraino ha intanto sollecitato i cittadini ucraini residenti in Russia – si stima che siano più di 2,5 milioni- a lasciare il Paese immediatamente denunciando il rischio di una invasione militare da parte delle forze di Mosca. Il ministero degli Esteri ha diffuso una raccomandazione in questo senso citando “la crescente aggressione della Russia contro l’Ucraina che, fra l’altro, rischia di portare restrizioni significative alla capacità di fornire assistenza consolare”.

Denunciata questa mattina la morte di un soldato ucraino e il ferimento di altri sei militari a causa di una serie di attacchi di artiglieria da parte delle milizie separatiste nella regione del Donbass. Il Joint Forces Command ha indicato sul proprio account Facebook che nelle ultime 24 ore si sono verificati 96 attacchi da parte di milizie separatiste, di cui 81 con armi pesanti, riferendo che nell’ambito di questi scontri è morto un soldato colpito da schegge. “A seguito degli attacchi di artiglieria, un militare ha subito ferite letali. Un altro militare è stato ferito ed è stato evacuato in una struttura medica, mentre altri cinque hanno riportato ferite da combattimento” e sono stati curati sul posto, ha riferito il Comando militare ucraino.

ZELENSKY: “KIEV CHIEDE RISPOSTA DURA DA COMUNITA’ INTERNAZIONALE”

“Accogliamo con favore le misure adottate contro la Russia dalla comunità internazionale e ce ne aspettiamo delle altre”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa con i presidenti di Polonia e Ucraina, dicendo che Kiev si aspetta “una risposta dura, severa e immediata da parte della comunità internazionale nei confronti della Russia”. “Confermiamo – ha aggiunto – le nostre aspirazioni europee e la nostra aspirazione ad aderire alla Nato”.

La Russia ha compiuto “un atto di aggressione nei confronti dell’Ucraina” riconoscendo le repubbliche di Donetsk e Luhansk come indipendenti, siamo ”tutti d’accordo su questo crimine” commesso da Mosca, ha detto ancora. “E’ arrivato il momento di reagire con forza” alle ultime mosse del governo russo, compreso il riconoscimento delle due regioni separatiste del Donbass, ha aggiunto, continuando: “Stiamo discutendo di possibili decisioni che potrebbero essere assunte per reagire alla Russia”.

Il riconoscimento delle due repubbliche separatiste è una “decisione unilaterale di uscire dagli accordi di Minsk”, ha continuato Zelensky e “la presenza militare della Federazione Russa nel territorio occupato del Donbass si è nascosta dietro l’uniforme separatista e ora vediamo che si tratta di una deviazione unilaterale dagli accordi di Minsk”, ha detto.

“Questo è un indebolimento dei tentativi ucraini e internazionali di regolare la situazione nel Donbass ucraino”, ha aggiunto.




Italiani in Ucraina: l’invito dell’ambasciata a lasciare il Paese

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ambakievKIEV\ aise\ – “L’Ambasciata d’Italia a Kiev rimane pienamente operativa a Kiev e segue assiduamente l’evolversi della situazione in Ucraina a tutela dell’incolumità e della sicurezza dei connazionali”. Ad una settimana dal primo messaggio ai connazionali, ma soprattutto all’indomani della decisione di Putin di riconoscere l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, con il conseguente invio di armi “a tutela della pace”, l’Ambasciata italiana a Kiev dal suo sito web invita tutti i connazionali a lasciare il Paese.
“Dallo scorso 12 febbraio – si ricorda nel nuovo messaggio diramato ieri sera – è stato deciso, a scopo precauzionale, di consigliare alla comunità italiana in Ucraina di lasciare temporaneamente il Paese e di raccomandare di posticipare tutti i viaggi verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e sul sito Viaggiare Sicuri. A causa di eventuali rapidi sviluppi della situazione, a quanti fossero tuttora presenti è ribadito l’invito a lasciare il Paese con i mezzi commerciali al momento disponibili e a seguire tutte le indicazioni delle Autorità locali”.
Ai connazionali che dovessero comunque decidere di non lasciare il Paese, l’Ambasciata raccomanda di “usare la massima prudenza, di assicurarsi di avere documenti d’identità validi ed aggiornati”. Inoltre, “si suggerisce, a titolo precauzionale, di valutare l’opportunità di predisporre alcune scorte di acqua, cibo e vestiti caldi e di carburante per le auto”.
A coloro che a qualsiasi titolo dovessero trovarsi in Ucraina l’Ambasciata rinnova – come già fatto nelle ultime settimane – l’invito a registrarsi sul sito Dove Siamo nel Mondo con la nuova funzione di geolocalizzazione, indicando su mappa la propria abitazione e fornendo un recapito d’emergenza.
In caso di necessità, l’Ambasciata d’Italia a Kiev è operativa e raggiungibile al numero di emergenza: +380 50 310 2111, che i profili social (Facebook, Twitter, Instagram) e il sito internet della Sede sono costantemente aggiornati e che gli Uffici restano raggiungibili ai consueti recapiti.
“Continueremo a profondere ogni sforzo a tutela degli interessi dei nostri connazionali”, conclude il messaggio. “Potete contare sul pieno supporto e sulla costante attenzione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l’Ambasciata e l’Unità di Crisi”. (aise)




Putin riconosce Donbass: “Ucraina minaccia per Russia”

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putin donbass afpCrisi Ucraina-Russia, il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto le repubbliche filo russe del Donbass, Lugansk e Donetsk. Putin ha quindi chiesto a Kiev di cessare “immediatamente” le ostilità nel Donbass orientale o la “responsabilità ricadrà sulla leadership del Paese”.

“La situazione in Donbass è diventata estremamente critica. Mi rivolgo a voi per informarvi su quali saranno le prossime azioni in questa situazione. L’Ucraina è parte integrante della nostra storia, della nostra cultura. Ci sono legami molto forti dal punto di vista familiare e storico. Gli ucraini stessi si considerano parte della Russia, siamo uniti da sempre”, ha detto il presidente russo aprendo il discorso alla nazione dopo il riconoscimento. “E’ importante capire cosa sta succedendo oggi e quali sono gli obiettivi che ci siamo posti”, dice il presidente, nella giornata cruciale della crisi tra Russia e Ucraina, ripercorrendo tappe e momenti chiave nella storia a partire dalla Rivoluzione del 1917, passando per la Seconda Guerra Mondiale. Dalle decisioni di Lenin prima e Stalin poi, Putin accenna ai nodi della storia sovietica. “L’Ucraina sovrana è stata creata da Lenin, è stato lui l’architetto”, dice Putin. “Noi siamo pronti a mostrarvi cosa significa liberare completamente l’Ucraina“.

“Abbiamo aiutato l’Ucraina a pagare i suoi debiti, eravamo pronti ad accollarci tutti i debiti nel 2017. L’Ucraina avrebbe dovuto rinunciare ad alcuni asset, Kiev non ha voluto ratificare questi accordi. La Russia è sempre stata pronta a cooperare, abbiamo collaborato sul campo. Sembrava che le autorità ucraine avessero deciso di agire per ottenere vantaggi senza assumersi responsabilità. Ricordiamo le minacce permanenti delle autorità ucraine in materia di energia, cercavano una corsia preferenziale”, prosegue Putin, mentre le autorità ucraine “continuano a ricattarci”.

“Kiev ha rifiutato di riconoscere i nostri legami storici e le tradizioni dei russi che vivono in Ucraina, nel paese è montata un’ondata di nazionalismo con rivendicazioni nei confronti della Russia. E’ importante comprendere – continua il presidente russo – che l’Ucraina non ha mai avuto una tradizione coerente” con l’identità “di una nazione, non ha fatto altro che seguire modelli esteri senza difendere gli interessi dei cittadini. In Ucraina, le autorità hanno preso il potere solo sulla base di idee populiste: poi, hanno sempre fatto un passo indietro rispetto alle promesse fatte alla popolazione. Chi è arrivato al potere ha fatto solo i propri interessi: gli ucraini non possono dire di aver vissuto in una nazione stabile, sono stati governati da oligarchi concentrati sui propri interessi e interessati a dividere l’Ucraina dalla Russia, ricevendo sostegno dagli Stati Uniti. Milioni di dollari sono finiti nei conti correnti degli oligarchi, i cittadini hanno continuato a soffrire”, afferma il presidente russo.

“L’eredità lasciata dall’impero russo è stata totalmente calpestata. Kiev si sta preparando a distruggere le chiese russe, la Russia è diventata un obiettivo comune di una campagna in cui è coinvolta anche la religione. L’Ucraina sta cercando di entrare in conflitto con noi, ci sono terroristi nel paese che vengono sostenuti e incoraggiati dalla comunità internazionale. Abbiamo sentito – incalza Putin – dichiarazioni sul fatto che l’Ucraina avrebbe intenzione di creare armi nucleari proprie, è solo questione di tempo. In altre parole, per l’Ucraina sarà più facile utilizzare la paura generata dalle armi nucleari per alimentare la tensione. Se Kiev dovesse entrare in possesso di armi di distruzione di massa, la situazione mondiale cambierebbe in modo drammatico. Nel corso degli ultimi mesi, le armi occidentali sono arrivate in Ucraina con un flusso continuo. Contingenti militari della Nato sono stati inviati nel paese, il quartier generale della Nato comanda direttamente militari che si trovano sul suolo ucraino. Nell’Ovest del Paese ci sono esercitazioni militari, chiaramente l’obiettivo è colpire la Russia. Sono in corso almeno 10 di queste esercitazioni, i contingenti Nato potrebbero crescere rapidamente”, prosegue Putin.

“Il governo americano – aggiunge – non ha escluso la possibilità di un ingresso dell’Ucraina nella Nato. Arriverà un momento in cui questo succederà e la Nato non sarà più soltanto un’alleanza difensiva. Nel 1990, secondo un documento ufficiale della Nato, si diceva che l’alleanza non si sarebbe allargata a Est: parole vuote, è successo esattamente il contrario. Nel 1999 la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica Ceca sono state incluse. Poi un’altra apertura verso le Repubbliche Baltiche. Le infrastrutture militari sono arrivate alle porte della Russia, con effetti negativi su tutta l’architettura della sicurezza europea: è stato un errore strategico”, dice Putin riferendosi al tema Nato e allargando il discorso alla dotazione di missili Usa “capaci di colpire ovunque, anche sott’acqua”.

“In alcuni documenti ufficiali è scritto che la Russia è il nemico numero 1 dell’alleanza atlantica. Molti non ci credevano, ora evidentemente dobbiamo crederci”, prosegue. “La capacità offensiva della Nato è enormemente aumentata, con un dispiegamento di forze attorno alla Russia, con una serie di infrastrutture proprio in Ucraina”, ribadisce. “Se questo è il modo in cui vogliono agire sul territorio ucraino, allora l’obiettivo siamo noi. I missili ci metterebbero 30 secondi a colpire Mosca“, sostiene Putin.

Al termine del suo lungo discorso alla nazione, il presidente ha poi firmato il decreto di riconoscimento delle due autoproclamate repubbliche. La firma è avvenuta alla presenza dei due leader separatisti, Denis Pushilin e Leonid Pasechnik. “Ritengo sia necessario prendere una decisione che avrebbe dovuto essere presa tempo fa, per riconoscere immediatamente la sovranità e l’indipendenza della Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk”, ha detto Putin firmando il decreto.

ZELENSKY SENTE BIDEN

“Ho discusso gli eventi delle ultime ore con il presidente degli Stati Uniti”. Lo riferisce in un tweet il presidente ucraino Volodimyr Zelensky, annunciando l’inizio di una riunione del Consiglio per la Sicurezza nazionale e la Difesa. Zelensky riferisce inoltre di avere in programma anche un colloquio col premier britannico Boris Johnson.

DELUSIONE DI MACRON E SCHOLZ, IL TWEET DEL MINISTRO UCRAINO

Prima dell’annuncio, Putin ha telefonato al presidente francese Emmanuel Macron ed al cancelliere tedesco Olaf Scholz per informarli della decisione di firmare il decreto sul riconoscimento delle repubbliche di Donetsk e Luhansk. Lo rendo noto il Cremlino. Informati della decisione del presidente di “firmare a breve” il decreto per il riconoscimento, Macron e Scholz “hanno espresso delusione per questo sviluppo”, ha riferito il Cremlino.

“Vladimir Putin li ha informati dei risultati dell’incontro allargato del Consiglio di sicurezza russo, che ha valutato l’attuale situazione sul Donbass, nel contesto della decisione della Duma sul riconoscimento di Donetsk e Luhansk”, dopo gli appelli dei leader delle due Repubbliche “in relazione all’aggressione militare delle autorità ucraine, i bombardamenti massicci del Donbass, a causa dei quali la popolazione civile sta soffrendo”, ha riferito il Cremlino. Che poi ha fatto stato della “delusione espressa” dal presidente francese e dal cancelliere tedesco, che hanno comunque indicato “la loro disponibilità a continuare i contatti”.

“Non solo l’Ucraina, ma il mondo intero segue attentamente le azioni russe rispetto al riconoscimento” delle autoproclamate repubbliche. “Tutti si rendono conto delle conseguenze. C’è molta emozione, ma è proprio ora che bisogna concentrarsi tutti con calma sugli sforzi di de-escalation. Non c’è altra via”. Lo ha detto su Twitter il ministro ucraino degli Esteri Dmytro Kuleba.

UE: “VIOLATI ACCORDI, REAGIREMO UNITI”. BORRELL: “QUALSIASI AGGRESSIONE AVRA’ RISPOSTA FORTE”

“Il riconoscimento dei due territori separatisti in Ucraina è una palese violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale dell’Ucraina e degli accordi di Minsk. L’Ue e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione in solidarietà con l’Ucraina”. Così su twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“Qualsiasi aggressione all’Ucraina avrà una risposta forte da parte dell’Ue. Questo vale anche per la Bielorussia, se un attacco dovesse essere condotto a partire dal suo territorio o con il suo coinvolgimento”. Lo sottolinea l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Affari Esteri.

“La Bielorussia – continua Borrell – è stata trascinata in questa crisi: sta perdendo la sua sovranità, con un dispiegamento non trasparente delle forze russe. La Bielorussia sta perdendo la sua neutralità nucleare, con un processo di ‘satellitizzazione’ rispetto alla Russia”, conclude.

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Il Regno Unito abbandona tutte le restrizioni, oggi l’annuncio di Johnson

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060916601 e8c9a9a9 dacf 478e 9968 4d360c00f57aAGI – Il primo ministro britannico, Boris Johnson, annuncerà oggi la fine di tutte le “restrizioni legali” ancora in vigore contro il Covid-19, compreso l’obbligo d’isolare i contagiati, come parte del suo piano per “convivere con il coronavirus”. L’Esecutivo si riunirà in mattinata e successivamente Johnson riferirà in Parlamento, per poi dare l’annuncio ufficiale in conferenza stampa. Annuncio che arriverà poche ore dopo la notizia delle positività al Covid con “sintomi lievi simili a un raffreddore” della regina Elisabetta II.

“Dopo il successo del nostro programma di vaccinazione, siamo in una posizione di forza per prendere in considerazione la revoca delle restanti restrizioni legali, ora che l’81% degli adulti ha già ricevuto una dose di richiamo in Inghilterra e i casi continuano a diminuire”, si legge in una nota di Downing Street.

Nonostante tutto, il governo riconosce che la pandemia continua e che c’è “notevole incertezza” sul suo futuro nel Regno Unito. “La pandemia non è finita, ma grazie all’incredibile campagna di vaccinazione siamo ora più vicini a rimetterci in carreggiata e finalmente a restituire alle persone le loro liberta’, continuando a proteggere noi stessi e gli altri”, ha affermato Johnson, secondo il comunicato. Per Johnson quello di domani sara’ un momento di “orgoglio dopo uno dei periodi piu’ difficili della storia del nostro Paese, mentre iniziamo a imparare a convivere con il Covid”.

Johnson ha promesso di adottare un “approccio prudente” e di avere piani per misure di emergenza in caso dell’emergere di nuove varianti. L’intenzione dell’Esecutivo conservatore e’ di ridurre notevolmente il numero di test per concentrarli sulla popolazione piu’ vulnerabile. Tra le nuove misure, la fine dell’isolamento obbligatorio per i positivi, che in questo momento e’ di dieci giorni, anche se puo’ essere ridotto a cinque in caso di contagiati vaccinati.




Londra: il genio di Marconi all’IIC

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21marconiLONDRA\ aise\ – L’Istituto Italiano di Cultura di Londra ospiterà questo pomeriggio alle 18.00 un incontro dedicato a Guglielmo Marconi (1874 – 1937).
“Il genio delle onde” è il titolo dell’evento dedicato al celebre fisico italiano, inventore del radiotelegrafo, insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1909.
Relatori dell’incontro, organizzato dall’IIC in collaborazione con London One Radio, radio italiana nel Regno Unito, saranno il fisico e giornalista Philip Baglini e Fabio Cosci, curatore del Museo della Villa Medicea di Coltano e presidente della Marconi Labs Coltano. (aise)