Ucraina-Russia, Di Maio incontra Lavrov: “Da Mosca disponibilità per soluzione diplomatica”

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dimaio lavrov2 afpDa Mosca “c’è tutta la disponibilità a trovare una soluzione diplomatica” alla crisi tra Russia e Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al termine del suo incontro con il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov. Poi, in rifermento agli incontri avuti martedì a Kiev, il capo della Farnesina ha riferito che “c’è dunque la disponibilità di entrambe le parti”.

“La pace è l’unica via che può condurci ad una stabilità duratura. Le armi devono lasciare spazio alla diplomazia”, ha detto ancora Di Maio, aggiungendo che l’Italia è tra i Paesi “più attivi” nella ricerca di una soluzione per evitare un conflitto che avrebbe “conseguenze devastanti per l’intero continente”.

Di Maio ha quindi ribadito che l’Italia lavora per una “soluzione diplomatica” della crisi “per evitare ogni tipo di sanzioni” contro la Russia. L’Italia, ha detto ancora il titolare della Farnesina, “sostiene convintamente l’integrità territoriale dell’Ucraina” e spera “non sia necessario ricorrere alla deterrenza” contro Mosca. L’Italia incoraggia “tutte le parti” ad attuare gli Accordi di Minsk, sia per gli aspetti di sicurezza che nelle clausole politiche, ha detto ancora Di Maio, sottolineando che “vogliamo sostenere i negoziati in corso sia nel Formato Normandia, che nel formato Nato-Russia che in quello Usa-Russia”.

Quanto alla “risposta unitaria” degli Stati appartenenti all’Unione europea, è una “buona notizia per la pace”, ha sottolineato Di Maio, auspicando che le tensioni dovute alla crisi ucraina diminuiscano “prima possibile” per potere riprendere “pienamente” il dialogo tra Ue e Russia, nel Consiglio Nato-Russia e i rapporti bilaterali tra Roma e Mosca, che “si devono rimettere in moto”. Proprio il Consiglio Nato-Russia, “pienamente funzionante e rispettato da tutte le parti”, ha aggiunto Di Maio, può essere uno dei “consessi fondamentali per superare la crisi”.

“Il dialogo con la Russia è imprescindibile“, ha sottolineato Di Maio nel riferire dell’incontro “molto approfondito” avuto col collega russo Lavrov. L’Italia, ha detto ancora Di Maio, “è stata sarà sempre il paese del dialogo” e ha risposto “positivamente” all’invito rivolto dal presidente Vladimir Putin al premier Mario Daghi per una vista a Mosca e si sta lavorando con la controparte russa per trovare una data per un incontro il “prima possibile“.

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La Consulta ha ammesso cinque referendum e ne ha bocciati due (cannabis e responsabilità civile dei giudici)

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182728054 8a52fd3c 3152 498b 95d6 b92a0852a9a8AGI – Cinque referendum ammessi e due, sulla cannabis e sulla responsabilità civile dei giudici, bocciati. Il presidente della consulta, Giuliano Amato, ha spiegato che “non è mai stato necessario votare: in alcuni casi l’orientamento è stato unanime, in altri prevalente”.

Quanto alla decisione di ieri sul fine vita e alle polemiche che ne sono seguite, Amato ha detto che “il referendum non era sull’eutanasia, ma sull’omicidio del consenziente”.

“Leggere o sentire che chi ha preso questa decisione non sa cos’è la sofferenza mi ha ferito, ha ferito tutti noi”.

“Il referendum era sull’omicidio del consenziente e sarebbe stato lecito in casi più numerosi e ben diversi da quelli di eutanasia”, ha aggiunto. Il quesito sull’omicidio del consenziente, come è stato formulato, “apre all’immunità penale per chiunque uccida qualcun’altro con il consenso di quel qualcun’altro, che sia malato oppure no, che soffra oppure no”. Quindi il presidente della Corte costituzionale ha aggiunto: “Occorre dimensionare il tema dell’eutanasia a coloro ai quali si applica, ossia a coloro che soffrono. Noi non potevamo farlo sulla base del quesito referendario, con altri strumenti, lo può fare il Parlamento”.

Sono in tutto 5 i referendum che hanno superato il vaglio di ammissibilità della Corte costituzionale. Questi, nel dettaglio, i temi su cui i cittadini saranno chiamati alle urne la prossima primavera.

Legge Severino

Il quesito propone l’abolizione del decreto legislativo del 2012 sulla incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna.

Custodia cautelare

Con il referendum si propone di limitare la carcerazione preventiva per il pericolo di “recidiva” solo ai reati più gravi. Obiettivo dei promotori, quello di arginare eventuali “abusi”.

Separazione carriere

Si propone lo stop totale alla possibilità per i magistrati di passare, nel corso della carriera, dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa.

Elezioni Csm

Il quesito concerne l’abrogazione dell’obbligo, per un magistrato che intende candidarsi alle elezioni per i togati al Csm, di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura.

Avvocati in consigli giudiziari

La proposta riguarda la possibilità dei ‘laici’ – avvocati o professori – di partecipare al voto nei Consigli giudiziari in caso di deliberazioni sulla valutazione professionale dei magistrati. (AGI)




Covid, per un italiano su 2 il peggio ormai è alle spalle

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120813341 d8992000 8a43 4d49 adb5 e62812e92de0AGI – Per quasi un italiano su due (41%) la fine della pandemia è ormai vicina. La quota di italiani che pensano che il ‘peggio sia passato’ è ben più alta di circa un anno fa, quando a marzo 2021 era solo il 17% a pensarla così. È uno dei risultati emersi dall’indagine realizzata dall’EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica, campus di Cremona sulla base di dati recentissimi, raccolti ed elaborati tra fine gennaio e inizio febbraio.

La ricerca è parte di un Monitor continuativo sui consumi alimentari e sull’engagement nella salute che rientra nelle attività del progetto CRAFT (CRemona Agri-Food Technologies) e di Ircaf (Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi). E’ stata condotta su un campione di oltre 7000 italiani, rappresentativo dell’intera popolazione per sesso, età, appartenenza geografica e occupazione.

Inoltre, la metà del campione intervistato (49%) ritiene che oggi Covid-19 sia meno pericoloso di prima: a settembre 2021 era il 37% e a marzo 2021 era solo il 19% a pensarla così.

“Gli Italiani hanno ora necessità di ‘voltare simbolicamente pagina’, riconquistandosi spazi di libertà di vita ma soprattutto riacquisendo capacità progettuale sul proprio prossimo futuro – commenta la professoressa Guendalina Graffigna, Ordinario di Psicologia dei consumi e della salute e direttore dell’EngageMinds HUB dell’Università Cattolica – Una necessità frustrata a più riprese dalle precedenti ondate della pandemia ma che ora più che mai diventa necessaria per dare ossigeno anche sul piano psicologico”.

C’è aria di riapertura, spiega la professoressa Graffigna, infatti “proprio in questi giorni è caduto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, con la prospettiva – ancora lontana e tutta da confermare – di allargare questa possibilità persino agli ambienti chiusi”.

Non a caso gli italiani sembrano meno preoccupati per il virus. Infatti, alla domanda “si ritiene preoccupato per la sua salute” ha risposto “si'” solo il 18% del campione, contro il 35% di marzo 2021. Si mantiene stabile il timore di nuove varianti del virus Sars-Cov-2, ma tutto sommato su livelli non elevati, cioè pari al 28%.

Si fa tuttavia sentire “l’effetto Omicron”, visto che sulla questione specifica del percepirsi a rischio di contagio risponde positivamente il 38% del campione, una percentuale in forte aumento dal settembre scorso, quando era il 26%. “Questo dato, che mostra quanto gli italiani si sentano a rischio contagio, è particolarmente rilevante oggi, in fase di allentamento di alcune restrizioni e nel quale si prospetta la fine dell’emergenza – sottolinea la professoressa Graffigna – Si tratta di evidenze importanti e rassicuranti perché indicano che gli italiani sono pronti e consapevoli a convivere con il virus, riappropriandosi di qualche libertà persa ma senza comportamenti superficiali”.

Ci sono però dei distinguo da fare a seconda delle fasce demografiche, con evidenze non scontate. “Per esempio – prosegue Graffigna – emerge che gli over60, che da inizio pandemia si sono sempre mostrati tra i più cauti, oggi si rivelino meno preoccupati della media nazionale (28% contro 38%), e soprattutto lo risultino assai meno dei trenta-cinquantenni, la fascia, ricordiamolo, dove in Italia risiede la maggior parte dei non vaccinati, che a fronte di un atteggiamento più sicuro nel passato, oggi, per il 42% dei casi denunciano particolare preoccupazione verso il rischio di contagio”, conclude l’esperta.




Putin è disposto a negoziare sulla crisi Ucraina

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215933380 2d514679 b1af 4c9b a69e d9154665b772AGI – Lo spostamento dell’ambasciata Usa in Ucraina da Kiev a Leopoli imprime la retromarcia a una giornata che è stata caratterizzata da spiragli diplomatici positivi sul tracciato di una de-escalation.

La decisione prudenziale di muovere la sede diplomatica è coincisa con la dichiarazione del segretario di Stato, Antony Blinken, di una “drammatica accelerazione nell’ammassarsi delle forze russe” al confine, ribadita dal Pentagono e dal portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, secondo cui non vi sono segnali di de-escalation militare sul fronte russo. E Washington ribadisce che una invasione sarebbe possibile “in qualsiasi momento”.

Eppure, lo stesso Blinken ha sottolineato che gli sforzi per una soluzione diplomatica da parte americana continuano, come è stato ribadito anche al termine della telefonata tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il premier britannico Boris Johnson. Per entrambi, c’è ancora “spazio per la diplomazia”.




Green pass, Costa: “Dopo il 31 marzo potrebbe essere eliminato”

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greenpass valido controlli fgDopo il 31 marzo il green pass potrebbe essere eliminato. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ospite di ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1, nella giornata in cui entra in vigore l’obbligo di Super green pass sul lavoro per gli over 50, nel settore pubblico e privato. “Sono circa 1,2 milioni gli over 50 non ancora vaccinati, di cui 500 mila lavoratori”, ha spiegato Costa.

“Fortunatamente i dati della pandemia ci dicono che siamo in una fase positiva, ma il virus c’è ancora e dobbiamo fare un ultimo sforzo per portare il Paese fuori da questa situazione e l’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 va in questa direzione”, ha affermato.

E sulla possibilità che si elimini il Green pass dopo il 31 marzo, ovvero con la fine dello stato di emergenza ha aggiunto: “Credo che sia uno scenario possibile, dobbiamo completate la somministrazione delle terze dosi ma con questo ritmo per marzo potremmo aver finito e così si potrà aprire uno scenario con meno misure restrittive”.




Crisi ucraina: la Farnesina richiama da Kiev il personale diplomatico non essenziale

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ucraina becROMA\ aise\ – Nel corso della riunione di coordinamento sulla situazione in Ucraina che si è tenuta sabato, 12 febbraio, alla Farnesina, presieduta dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, è stato deciso, d’intesa con le Ambasciate dell’Unione Europea presenti nel Paese, di far rientrare il personale non essenziale della nostra sede diplomatica a Kiev, che resterà in ogni caso pienamente operativa. (aise)




La Svizzera si allinea all’Europa e vieta la pubblicità del fumo

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203854193 9b79d3cf 4caa 4ef7 8212 bfbe327cbc12AGI – Gli svizzeri, che di solito difendono fermamente gli interessi economici del Paese, hanno accettato, tramite un referendum, di proibire la pubblicità del tabacco nei siti a cui abbiano accesso bambini e adolescenti. Quasi il 57 per cento degli elettori e 16 dei 26 cantoni svizzeri ha sostenuto il divieto quasi totale di pubblicità del tabacco; e in tal modo la Svizzera si allinea al resto dei Paesi europei, la maggior parte dei quali ha adottato già anni fa regole severe sulla pubblicità del tabacco.

“Siamo estremamente felici”, ha commentato Stefanie De Borba della Lega Svizzera contro il Cancro. “La gente ha capito che la salute è più importante degli interessi economici”. Il fumo fornisce “un’illusione di libertà”, ha aggiunto il dottor Jean-Paul Humair, portavoce del “Sì”.

“Ci siamo resi conto dell’importanza di proteggere i bambini e gli adolescenti dal fumo e che la pubblicità è uno strumento molto importante per attirare nuovi consumatori”.

Finora, il Paese, dove fuma circa una persona su quattro, aveva una legislazione molto permissiva per quanto riguarda la pubblicità del fumo, soprattutto grazie alla forte lobby delle più grandi compagnie di tabacco del mondo, che hanno qui la loro sede. A livello nazionale, fino a oggi, erano vietati solo gli spot radiotelevisivi e quelli specifici rivolti ai minori. E nonostante alcuni cantoni avessero già inasprito le loro normative e una nuova legge al riguardo entrerà in vigore nel 2023, i gruppi antitabagismo avevano chiesto misure più severe per proteggere i più giovani e hanno lanciato l’iniziativa di referendum popolare. Il referendum impone un divieto totale alla pubblicità del tabacco sui siti a cui hanno accesso bambini e adolescenti, ovvero la stampa, i cartelloni pubblicitari, Internet, il cinema e durante le manifestazioni; queste stesse regole si applicheranno alla sigaretta elettronica. Sarà consentita la pubblicità diretta solo agli adulti, ad esempio tramite e-mail.

Gli oppositori dell’iniziativa, compresi il governo federale e il Parlamento, ritengono che ci si sia calcata troppo la mano. “In nome della protezione dei bambini, gli adulti sono stati trattati come minorenni”, ha denunciato Patrick Eperon, portavoce della campagna del “No”. La stessa argomentazione di Philip Morris International (Pmi), colosso mondiale del settore, che come British American Tobacco e Japan Tobacco ha sede in Svizzera, e ha sostenuto finanziariamente la campagna del “No”. “La libertà individuale è su un pendio scivoloso”, ha denunciato un portavoce di Pmi, che ha chiesto alle autorità a garantire che la pubblicità rivolta agli adulti continui a essere consentita.

Altri hanno denunciato le tendenze ‘igienistiche’ che invadono le società occidentali. “Oggi si parla di sigarette, domani sarà la volta di alcol o carne. Mi irrita vivere in una società in cui si vuole questa dittatura del ‘politicamente corretto’, in cui tutto deve essere regolato”, ha osservato Philippe Bauer, membro della Camera alta svizzera per il Partito Liberale-Radicale.

Il ministro della Salute, Alain Berset, ha spiegato comunque che il Parlamento ora lavorerà a una legge, che però non entrerà in vigore entro la fine dell’anno.




Crisi Ucraina-Russia, fiato sospeso

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ucraina russia crisi afp 1 0 2439729993 20220213121849Crisi Ucraina- Russia, la tensione resta altissima. Continuano gli sforzi diplomatici mentre cresce a livello diplomatico la tensione tra Washington e Mosca, accusata di incrementare la propria presenza militare a ridosso del territorio ucraino. Ieri telefonata di oltre un’ora tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin. Un colloquio dal quale non è scaturito però un cambio di scenario. Nel frattempo l’Italia, come molti altri Paesi europei, stanno svuotando le ambasciate in Ucraina.

“Nessuno dovrà sorprendersi qualora la Russia dovesse provocare un incidente che poi userà per giustificare l’azione militare che ha pianificato”. A dichiararlo, intervenendo dalle Hawaii, è stato il segretario di Stato americano Antony Blinken. “Il rischio di un’azione militare russa è abbastanza alto e la minaccia abbastanza imminente” da rendere l’ordine di lasciare l’Ucraina impartito alla maggior parte del personale diplomatico americano “la cosa prudente da fare”.

Negli ultimi giorni non sono stati registrati “drastici cambiamenti” alla frontiera, ha assicurato dal canto suo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Senza cambiamenti sostanziali anche le attività nel ‘territori occupati’, ha aggiunto, parlando delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nell’est del paese. L’Ucraina, ha quindi proseguito, continua “a lavorare attivamente con gli alleati e dall’interno”, certa che la diplomazia sia l’unica via percorribile per risolvere la crisi. “L’Ucraina non è sola. La situazione è sotto controllo e il paese è preparato a qualunque tipo di scenario”, ha assicurato.

TELEFONATA BIDEN-PUTIN

Un colloquio ”professionale e di sostanza” quello tra il presidente americano Biden e quello russo Putin. Ma , di fatto, “non c’è stato alcun cambiamento fondamentale nella dinamica che si sta svolgendo ormai da diverse settimane”, ha riferito un alto funzionario americano ai giornalisti al termine della telefonata. “I due presidenti hanno convenuto che i nostri team rimarranno impegnati nei prossimi giorni”, ma ”la Russia potrebbe decidere comunque di procedere con l’azione militare. Effettivamente, questa resta una possibilità chiara”. Gli Stati Uniti, ha proseguito il funzionario citato dalla Cnn, restano “impegnati a mantenere viva la prospettiva di una riduzione dell’escalation attraverso la diplomazia”. Allo stesso tempo, però, restiamo con ”gli occhi aperti” e vediamo chiaramente quello che ”la Russia sta compiendo sul campo, proprio davanti ai nostri occhi”.

“Siamo pronti qualunque cosa accada”, ha detto il presidente americano Biden in un tweet, rilanciato dal Dipartimento di Stato americano. “Continuiamo a sollecitare la diplomazia come modo migliore per andare avanti”, ha affermato il presidente aggiungendo: “Ma con la Russia che continua a rafforzare le sue forze intorno all’Ucraina, siamo pronti, qualunque cosa accada”. Nel colloquio con Putin, Biden ha affermato che ”gli Stati Uniti e i nostri alleati imporranno rapidamente un alto costo alla Russia” in caso di invasione. E ha esortato il presidente Putin a impegnarsi nella riduzione dell’escalation e nella diplomazia”. Il presidente Usa, prosegue la nota della Casa Bianca, inoltre ”ha ribadito che un’ulteriore invasione russa dell’Ucraina produrrebbe una grande sofferenza umana e danneggerebbe la posizione della Russia”. Ed “è stato chiaro con Putin che gli Stati Uniti sono pronti a tutti gli scenari” anche se ”restano impegnati nella diplomazia”.

Il presidente russo Putin ha detto a quello americano Biden di non comprendere come mai gli Stati Uniti diffondano notizie false circa l’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina. ”Possiamo dire che si è trattato di una conversazione equilibrata e professionale” ha detto il consigliere per la politica estera del Cremlino Yury Ushakov sempre all’agenzia di stampa Tass. L’isteria degli Stati Uniti sull’Ucraina ha raggiunto il suo culmine, ma la Russia resta impegnata nel dialogo per risolvere la crisi. Lo ha dichiarato il consigliere per la politica estera del Cremlino , Yury Ushakov, che nel corso di una conferenza stampa ha parlato di ”picco di isteria” americana. Sul colloquio tra Biden e Putin, il Cremlino ha detto che i due leader si sono impegnati a ”continuare” il dialogo.

UCRAINA

L’Ucraina resta impegnata a una soluzione diplomatica della crisi con la Russia, ma ”siamo pronti a tutto”, ha detto dal canto suo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dicendosi impegnato con i partner internazionali per evitare un conflitto, ”ma ci possono essere sorprese in qualsiasi momento”. Il governo ucraino, ha proseguito, “è consapevole dei rischi di un’escalation della situazione da parte della Federazione Russa, si prepara a eventuali sviluppi ed è in contatto continuo con i partner internazionali per risolvere il conflitto con mezzi politici e diplomatici”.

SVUOTATE AMBASCIATE IN UCRAINA E VIAGGI SCONSIGLIATI

Intanto non solo la Farnesina ha invitato i connazionali a lasciare l’Ucraina. E vengono inoltre sconsigliati i viaggi nel Paese. “In considerazione dell’attuale situazione, in via precauzionale, si invitano i connazionali a lasciare temporaneamente il paese con i mezzi commerciali disponibili”, consiglia l’Unità di crisi della Farnesina sul sito Viaggiare Sicuri. “Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e su questo sito”, si legge nell’aggiornamento appena pubblicato. Si ricorda inoltre che i viaggi “a qualsiasi titolo” nelle regioni di Donetsk e Luhansk ed in Crimea sono “sconsigliati”, mentre se presenti nel Paese, come già raccomandato nelle ultime settimane, si invita a registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare la APP “Unità di Crisi”.

E’ stato deciso di invitare “in via precauzionale” tutti i cittadini italiani presenti in Ucraina a “rientrare con mezzi commerciali” ed è stato lanciato l’invito a “posticipare” tutti i viaggi verso l’Ucraina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in una dichiarazione al termine della riunione presso l’Unità di crisi della Farnesina. E’ stato anche deciso, ha riferito il ministro di fare rientrare “tutto il personale non essenziale” della nostra sede diplomatica a Kiev. “Ovviamente – ha aggiunto -la nostra ambasciata resta pienamente operativa”.

La Germania ha annunciato che ridurrà il proprio personale diplomatico a Kiev, anche se manterrà aperta la propria ambasciata. Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, che su Twitter ha spiegato di aver ”deciso di rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione delle crisi che sono già state adottate”. Baerbock ha aggiunto che ”il nostro Consolato Generale Donetsk, con sede a Dnipro dal 2014, è stato temporaneamente trasferito a Leopoli”. Berlino ha anche emesso un avviso di viaggio e ha chiesto ai cittadini tedeschi presenti in Ucraina di valutare il rimpatria.

Anche Olanda e Spagna hanno invitato i propri cittadini a lasciare l’Ucraina, di fronte al rischio di un’imminente invasione russa. “La situazione della sicurezza era già preoccupante ed è deteriorata negli ultimi giorni”, ha detto il ministro degli Esteri olandese, Wopke Hoekstra, spiegando che la decisione è stata presa di concerto con i Paesi alleati. “A tutti gli spagnoli è consigliato di lasciare temporaneamente il Paese utilizzando le esistenti opzioni di viaggio”, ha invece annunciato con un tweet il ministero degli Esteri di Madrid. Altre nazioni europee, oltre all’Italia, che hanno invitato i loro cittadini a asciare il Paese comprendono Germania e Regno Unito.

Stesso invito è arrivato da Francia e Belgio. Lasciare l’Ucraina “finché è ancora possibile” è l’indicazione del Belgio che sconsiglia “fortemente tutti i viaggi verso il territorio ucraino” nel mezzo di quella che definisce una “situazione estremamente imprevedibile”. “E’ fortemente consigliato lasciare il Paese per i cittadini che attualmente si trovano in Ucraina e la cui presenza non è assolutamente necessaria”, si legge nelle raccomandazioni sul sito web del ministero degli Esteri, in cui si precisa che “se la situazione si aggraverà non potrà essere garantita un’evacuazione dall’Ucraina”. Il Belgio avverte inoltre che “in caso di peggioramento repentino della situazione i mezzi di comunicazione”, il “traffico Internet e telefonico potrebbero subire gravi interruzioni”. E questo “potrebbe avere conseguenze gravi sul funzionamento degli aeroporti e ostacolare i viaggi aerei da e verso l’Ucraina”.

Il ministro degli Esteri francese ha sconsigliato ai suoi cittadini “qualsiasi viaggio” in Ucraina. “Nel contesto delle tensioni create dall’ammasso delle truppe russe ai confini dell’Ucraina, si raccomanda di essere più vigili”, ha affermato il ministero sul suo sito web. “I viaggi verso le aree di confine settentrionale e orientale del Paese sono fortemente sconsigliati”, ha aggiunto. “Si consiglia di posticipare tutti i viaggi in Ucraina”, ha affermato il ministero, aggiungendo che queste raccomandazioni continueranno a essere aggiornate in base alle informazioni disponibili.

Anche la Svezia ha invitato i propri cittadini a lasciare l’Ucraina appena possibile, sconsigliando qualsiasi viaggio nel Paese. “La situazione è grave e imprevedibile”, ha affermato la ministra degli Esteri Ann Linde in un tweet. Attualmente, Stoccolma stima che via siano in Ucraina dai 200 ai 300 cittadini svedesi.

Il Canada ha sospeso le attività presso la sua ambasciata a Kiev, mentre aprirà un ufficio diplomatico a Lviv, nell’Ucraina occidentale. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri Melanie Joly spiegando che ”continuerà la presenza diplomatica del Canada e un forte impegno. Continueranno anche i servizi per i cittadini canadesi nell’ufficio preposto”. ”Tuttavia la nostra capacità di fornire assistenza consolare potrebbe limitarsi notevolmente”, ha aggiunto, spiegando che ”come sempre, in queste situazioni la nostra priorità sono la sicurezza di tutti i canadesi sul campo. I canadesi devono evitare tutti i viaggi in Ucraina”.

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La Norvegia ha annunciato la fine delle restrizioni

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100716815 0c127bc9 4908 4fd5 90a6 d184120b308dAGI – Il governo norvegese ha annunciato la revoca delle regole sull’isolamento obbligatorio per i malati di Covid-19 e la fine delle norme sulle mascherine e il distanziamento sociale.

“Stiamo rimuovendo quasi tutte le restrizioni” ha annunciato il premier norvegese, Jonas Gahr Stoere, in conferenza stampa spiegando che ormai il livello di contagi difficilmente metterebbe in difficoltà il sistema sanitario. “La pandemia da coronavirus non è più una grave minaccia alla salute della maggior parte di noi”, ha spiegato, “il contagio da Omicron causa una malattia molto meno grave e siamo protetti dai vaccini”, ha aggiunto il premier.

Da oggi, sono annullati il distanziamento sociale e l’obbligo di mascherine in luoghi affollati, dando di fatto il via libera alla ripresa in pieno delle attività di locali notturni e luoghi d’intrattenimento. Inoltre, viene annullato anche l’obbligo d’isolamento per i contagiati, ai quali viene solo raccomandato di stare a casa per quattro giorni.




Ucraina, Farnesina invita italiani a lasciare il Paese

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ucraina afp 1202 kievLa Farnesina invita gli italiani a lasciare l’Ucraina, mentre sale la tensione per la crisi con la Russia. “In considerazione dell’attuale situazione, in via precauzionale, si invitano i connazionali a lasciare temporaneamente il paese con i mezzi commerciali disponibili”, consiglia l’Unità di crisi della Farnesina sul sito Viaggiare Sicuri. “Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e su questo sito”, si legge nell’aggiornamento appena pubblicato.

Si ricorda inoltre che i viaggi “a qualsiasi titolo” nelle regioni di Donetsk e Luhansk ed in Crimea sono “sconsigliati”, mentre se presenti nel Paese, come già raccomandato nelle ultime settimane, si invita a registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare la APP “Unità di Crisi”.

Nel corso della riunione di coordinamento sulla situazione in Ucraina presieduta alla Farnesina dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, inoltre, è stato deciso – d’intesa con le ambasciate dell’Unione Europea presenti nel Paese – di far rientrare il personale non essenziale della nostra sede diplomatica a Kiev, che resterà in ogni caso pienamente operativa.

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