Dove sono schierate le forze Nato in Europa

165000255 6165a343 9ec1 4a18 9028 39006a191107

165000255 6165a343 9ec1 4a18 9028 39006a191107AGI – Prima del 2014, la Nato non aveva una presenza armata sul suo fianco destro. A cambiare il quadro, quell’anno, fu l’annessione russa della Crimea, che spinse l’alleanza a interrogarsi sulla sua capacità di deterrenza a fronte di un Cremlino sempre più assertivo. La svolta arrivò con il summit di Varsavia nel luglio 2016, quando fu decisa la costituzione di quattro gruppi tattici in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia.

Sono queste formazioni, divenute pienamente operative nel luglio 2017, i contingenti Nato già pronti al combattimento in caso di un’aggressione su larga scala all’Ucraina. Sostenuti da forze aree e unità di intelligence e sorveglianza, i quattro gruppi tattici sono costituiti da un totale di oltre 4.600 truppe da più di 20 Paesi e operano in stretto coordinamento con gli eserciti delle nazioni che li ospitano. Al quadro va aggiunta la Divisione Multinazionale Sud Est in Romania, stabilita nel 2015 sotto la guida operativa dell’Allied Joint Force Command di Lago Patria, a Napoli.

L’architrave del sistema di difesa europeo è poi la Nato Response Force, forte di 40 mila effettivi mobilitabili in modo rapido. Contingente multinazionale costituito da forze di terra, aria, mare e forze speciali, la Nato Response Force ha la sua punta di diamante nelle 5 mila truppe della Very High Readiness Joint Task Force, che può essere operativa entro 72 ore.

La presenza dell’alleanza è aumentata, negli anni, anche nel Mar Nero, dove dal 1997 si svolge ogni anno l’esercitazione Sea Breeze, che coinvolge, oltre alla Nato, le marine militari di Ucraina e Georgia.

La quantità di navi e personale impiegata in Sea Breeze è aumentata costantemente nel tempo, fino a includere lo scorso anno 5 mila soldati, 32 imbarcazioni, 40 mezzi aerei e oltre 30 Paesi. A queste manovre partecipa spesso la Sesta Flotta degli Stati Uniti, protagonista di operazioni di pattugliamento nel Mar Nero, diventate più frequenti negli ultimi mesi, che suscitano l’ira di Mosca.

Lo schieramento nei diversi Paesi europei dell’alleanza

Estonia: Il gruppo tattico Battlegroup Estonia, con sede a Tapa, consta di circa 830 truppe sotto il comando britannico. Può contare su un battaglione di fanteria corazzata dotato di carri armati e veicoli da combattimento corazzati, artiglieria, sistemi di difesa aerea e unità di intelligence e sorveglianza.

Lettonia: Il gruppo tattico Battlegroup Latvia, con sede a Adazi, è guidato dal Canada, per un totale di 1.525 truppe da 10 diverse nazioni. Dopo quello canadese (527 effettivi con una compagnia di fanteria meccanizzata), i contingenti più consistenti sono quello spagnolo (343 effettivi con una compagnia di fanteria meccanizzata con carri armati e veicoli corazzati) e quello italiano (200 effettivi con una compagnia di fanteria pesante con carri armati e veicoli corazzati).

Lituania: Il gruppo tattico Battlegroup Lithuania, con sede a Rukla, è guidato dalla Germania, che fornisce circa la metà dei 1.249 militari impiegati e una compagnia corazzata che include un plotone di fanteria meccanizzata.

Tra le altre sei nazioni che compongono il gruppo spiccano Paesi Bassi (270 effettivi con una compagnia di fanteria meccanizzata) e Belgio (199 effettivi con una compagnia di fanteria meccanizzata con sistemi anticarro). è in corso l’integrazione di un’unità di difesa aerea della Repubblica Ceca che partecipa già con un plotone addestrato alla lotta contro la guerriglia elettronica.

Polonia: Il gruppo tattico Battlegroup Poland è a guida statunitense, ha sede a Orzysz ed è costituito da 1010 effettivi, tra cui 620 americani raccolti in uno squadrone di cavalleria corazzata, 140 britannici, 120 rumeni con una batteria di difesa antiaerea e 80 croati con una batteria lanciamissili.

Nei Paesi Baltici e in Polonia la Nato ha inoltre una missione di pattugliamento aereo sotto la supervisione della base americana di Ramstein, in Germania. Il Baltico è inoltre una delle aree operative di uno dei quattro comandi permanenti di marina che pattugliano le acque internazionali o dei Paesi alleati.

Romania e Bulgaria: Bucarest ospita una forza di terra multinazionale che impiega fino a 4 mila truppe e alla quale la Francia si è di recente offerta di contribuire con ulteriore personale. Truppe americane sono di stanza in basi separate in Romania e Bulgaria. I Paesi dell’alleanza inviano spesso aerei per contribuire alle operazioni di pattugliamento nei cieli dei due Paesi.

Francia: Parigi è alla guida della Very High Readiness Joint Task Force: 5.000 tra truppe di terra, aria e mare che possono essere pienamente operative entro 72 ore. Il contigente, il primo della Nato Response Force a venire mobilitato in caso di crisi, è composto per lo più da soldati francesi e tedeschi ma si è allargato quest’anno al contributo di Spagna, Portogallo e Polonia.

Le truppe Usa in Europa

Gli Stati Uniti hanno 74 mila militari di stanza in Europa, sebbene non tutti in servizio attivo. La Germania ne ospita circa 36 mila, l’Italia 12 mila, la Gran Bretagna 9 mila, la Spagna 3 mila e la Turchia 1.600. Altri 4.500 effettivi sono dispiegati a rotazione in Polonia ma non sono schierati in modo permanente. La maggior parte delle truppe Usa in Europa possono essere mobilitate come truppe Nato.

BALCANI Circa 3.500 truppe operano in Kosovo nel quadro della missione di peacekeeping della Nato. I paesi dell’alleanza vegliano inoltre sui cieli delle nazioni più piccole dell’area: lo spazio aereo sloveno è protetto da Italia e Ungheria, quello di Albania e Montenegro da Grecia e Italia e quello della Macedonia del Nord dalla sola Italia.

Mar Mediterraneo

Il ‘Mare Nostrum’ è pattugliato dalla missione Sea Guardian, avviata dalla Nato nel 2001 dopo gli attentati dell’11 settembre. Il contingente navale multinazionale ha anche il compito di far rispettare la libertà di navigazione, se richiesto dagli alleati.




Quirinale. In corso la terza votazione. La diretta

cattura




#Quirinale2022: è il giorno delle donne

192746395 4f2b9b94 012a 43a8 9eb3 247105bffa49

192746395 4f2b9b94 012a 43a8 9eb3 247105bffa49AGI – #Quirinale2022, seconda giornata di votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica, tra riunioni, discussioni, ipotesi e nomi candidabili. Il centrodestra propone Pera-Moratti-Nordio, il centrosinistra prepara la sua lista di personalità, ma al momento non sembrano definirsi accordi tra gli schieramenti.

Le conversazioni e i thread sul web non rallentano, la crescita dell’interesse è esponenziale, hashtag come #PresidenzaDellaRepubblica e #Quirinale hanno stabilmente preso il posto di #covid #greenpass e #vaccini nell’elenco dei trending topics. La politica torna protagonista sui social media, le elezioni e i suoi rituali sono nuovamente argomenti mainstream nelle discussioni sulle varie piattaforme; appassionano, provocano discussioni e divisioni.

Le qualità istituzionali e politiche di alcune donne candidabili per il Colle, non sono passate inosservate sui social: oggi Marta Cartabia, che dopo Casini e Draghi è la donna più menzionata per il Quirinale sul web, è diventata anche la più discussa e accreditata per dirigere l’Esecutivo, nell’ipotesi in cui Mario Draghi venga eletto Presidente della Repubblica, con la maggioranza dei 1.009 grandi elettori.




Al fianco degli italiani indigenti a Londra

medicistetoscopio22

medicistetoscopio22

LONDRA\ aise\ – Il Consolato Generale di Londra e la Clinica italiana “Italian Doctors” hanno sottoscritto una convenzione per assistere a titolo gratuito connazionali in stato d’indigenza . Si tratta, evidenzia la sede consolare, di uno “strumento in più per il Consolato Generale per aiutare chi è in difficoltà”.
Quella siglata ieri, precisamente da Londra, “è la seconda convenzione di questo tipo che viene sottoscritta con le cliniche italiane presenti in UK, le quali, attraverso la loro conoscenza di entrambi i sistemi sanitari, possono fornire quel valore aggiunto che in questo particolare periodo risulta ancora più importante”.
Questo l’elenco degli studi medici italiani: i nominativi – in ordine alfabetico – vengono forniti a titolo informativo e non esaustivo. Il Consolato Generale non risponde per il loro operato, né può pertanto assumere alcuna responsabilità sugli esiti di eventuali rapporti che avverranno su base del tutto diretta e privatistica.

CENTRO MEDICO DOTTORE LONDON
24-25 Hand Court, Londres, WC1V6JF
Teléfono +44 (0)20 8616 8380

HomePage – Dottore London


info@dottorelondon.com

CENTRO MEDICO MÉDICOS ITALIANOS
24E Little Russell Street, WC1A 2HS, Londres
Teléfono 020 34170790; Multitud. 077 08909408
info@italiandoctors.co.uk
https://www.italiandoctors.co.uk/

CENTRO MEDICO GP DE ITALIA LONDRES
• 2 Wimpole Street, Londres W1G 0EB
• 57-61 Newington Causeway, Londres SE1 6BD

Home


info@italiangplondon.com

CASA DI CURA VILLA SCALABRINI
Residencial – Green Street
Shenley Hertfordshire WD7 9BB
Teléfono 0208 207 5713
oficina @villascalabrini.co.uk
www.villascalabrini.co.uk. (aise)




Quirinale 2022, ‘voti Sanremo’: schede per Baglioni, Al Bano e Ruggeri

albano carrisi fg ipa

albano carrisi fg ipa(Adnkronos) – Al Bano, Claudio Baglioni, Enrico Ruggeri per il Quirinale. Si avvicina il Festival di Sanremo 2022 e i grandi elettori decidono di scrivere anche i nomi di alcuni cantanti sulle schede per l’elezione del Presidente della Repubblica. La sequenza di schede bianche viene interrotta a intervalli più o meno regolari da un voto sui generis.

Ecco quindi voti per lo scrittore Fulvio Abbate, per Massimo Giletti, conferme per Amadeus, Mauro Corona, Alberto Angela e Giuseppe Cruciani. Un voto anche per Nino Frassica e Christian De Sica. Qualcuno sceglie Giovanni Rana. Nello spoglio, spuntano anche scelte a tema calcistico, con Roberto Mancini, Dino Zoff e Claudio Lotito.




Quirinale 2022, in corso spoglio seconda votazione – Diretta

cattura




Sui social cresce il nome di Emma Bonino per il Quirinale

193654737 685e2c30 ef3e 49e2 85c2 1c5375131a9f

193654737 685e2c30 ef3e 49e2 85c2 1c5375131a9fAGI – Finalmente si vota e l’hashtag #Quirinale2022 è nettamente il più usato sui social, assorbendo la grande maggioranza dei contenuti pubblicati. L’interesse continua a crescere, una progressione dei volumi in aumento costante, negli ultimi quattro giorni. Ancora nessun nome sembra imporsi sugli altri, un accordo non si intravede e, almeno per ora, l’ostilità tra le forze politiche sembra prevalere.

Sui social osserviamo una sovrapposizione tra le elezioni del Presidente della Repubblica e il futuro del Governo: con Draghi al Colle, si spalancano scenari e interrogativi che appassionano e preoccupano le audience online. Mario Draghi è nettamente il personaggio politico più menzionato, gli utenti hanno capito che queste elezioni per eleggere il Presidente della Repubblica sono strettamente connesse alla ruolo del Presidente del Consiglio: le conversazioni comprendono diversi interrogativi e scenari: con Draghi al Colle, che succede al Governo? Elezioni anticipate? Chi e come gestirà il #Pnrr? Queste le domande e i contenuti più frequenti pubblicati online.

Ancora nessun nome sembra imporsi sugli altri, un accordo non si intravede e, almeno per ora, l’ostilità tra le forze politiche sembra prevalere. Che il clima tra i partiti non sia buono, lo si capisce dal profilo di Matteo Salvini, che fissa come primo contenuto del suo account, un attacco al Partito Democratico, interrogando i follower. Enrico Letta, invece, preferisce non entrare in conflitto e mette in evidenza sul suo account il ringraziamento al Presidente uscente, Sergio Mattarella.

Stringendo il focus sui nomi candidabili che stanno circolando in questi giorni, escludendo Mario Draghi, a sorpresa cresce del 3% Emma Bonino, e in generale i candidabili dei quali fino ad ora si è parlato molto poco come Marcello Pera e Andrea Riccardi.




Venti di guerra sul fronte orientale

062629352 e9901fc1 d404 43f8 ba0e 3c9aecedc7ca

062629352 e9901fc1 d404 43f8 ba0e 3c9aecedc7caAGI – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a una videoconferenza durata 80 minuti e organizzata da parte americana, con il Presidente Biden, il Presidente Macron, il Cancelliere Scholz, il Primo Ministro Johnson, il Presidente Duda, il Presidente del Consiglio europeo Michel, la Presidente della Commissione von der Leyen e il Segretario Generale della NATO Stoltenberg.

I leader – rende noto palazzo Chigi – hanno esaminato l’andamento della crisi ai confini dell’Ucraina alla luce degli sviluppi sul terreno e degli esiti dei numerosi contatti diplomatici intercorsi sia a livello bilaterale che nei diversi formati multilaterali.

È stato reiterato il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono state inoltre ribadite l’importanza di mantenere il più stretto coordinamento tra gli alleati e l’esigenza di una risposta comune, capace di tenere aperto un canale di dialogo con la Russia per allentare le tensioni, chiarendo nel contempo le gravi conseguenze che un ulteriore deterioramento della situazione potrebbe comportare.

Il presidente americano ha assicurato di avere “totale unanimità” con gli alleati europei riguardo alla crisi ucraina. “Ho avuto un incontro molto, molto, molto buono. C’è totale unanimità con tutti i leader europei”, ha sottolineato Biden al termine della videoconferenza.

“Sono lieto di unirmi a Josep Borrell e alle controparti degli Stati membri dell’UE per fare un breve resoconto sulla mia recente visita a Kiev, Berlino e Ginevra e discutere gli sforzi per scoraggiare un’ulteriore aggressione russa contro l’Ucraina. Se la Russia sceglierà il conflitto, imporremo pesanti conseguenze e costi elevati” afferma in un tweet il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

Il Pentagono ha messo 8.500 militari in stato d’allerta in caso la Russia invada l’Ucraina, ha riferito il portavoce, John Kirby, che ha sottolineato che “nessuna missione è stata ancora assegnata, né ordine di dispiegamento è stato dato” ma riguarda il fatto di avere “uomini pronti in caso di necessità”.




Quirinale 2022, a vuoto primo scrutinio: 672 schede bianche

quirinale notte afp

quirinale notte afpA vuoto come previsto la prima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica: 672 sono state le schede bianche, i due terzi del plenum, lo stesso numero richiesto per l’elezione nei primi tre scrutini. Le schede nulle sono state 49, i voti dispersi 88. Presenti e votanti 976.

Da Alberto Angela ad Amadeus passando per Silvio Berlusconi ed Elisabetta Belloni. Sono questi alcuni dei nomi votati per il capo dello Stato. Nomi che hanno interrotto l’elenco di schede bianche.

Tra gli altri ci sono stati anche Antonio Tajani, Umberto Bossi, Paolo Maddalena, i deputati Antonio Tasso ed Ettore Rosato, Pierluigi Bersani e Antonio Martino. Voti anche per Bruno Vespa, il presidente della Camera, Roberto Fico. Un voto anche per Craxi, senza specificare il nome di battesimo, poi due per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e per Francesco Rutelli. Uscito anche il nome della ministra della Giustizia, Marta Cartabia e, per due volte, anche quello di Marco Cappato, impegnato nelle battaglie a favore dell’eutanasia.

Un voto anche per lo scrittore Mauro Corona, ospite della trasmissione ‘Cartabianca’ di Bianca Berlinguer, e il giornalista Claudio Sabelli Fioretti, dallo spoglio per l’elezione del Presidente della Repubblica. Votata anche la senatrice a vita Liliana Segre nel primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica che ha visto un voto anche per Pier Ferdinando Casini.

Il primo a essere chiamato alle 15 per votare Umberto Bossi, accompagnato in sedia a rotelle. Dopo di lui il deputato M5S Leonardo Penna, secondo di una lista di parlamentari che hanno chiesto di votare per primi per giustificati motivi.

Dopo i grandi elettori che hanno chiesto di poter anticipare il voto per l’elezione del presidente della Repubblica a causa di motivate ragioni di salute, sono stati chiamati i senatori a vita. Erano presenti e hanno votato Elena Cattaneo, Mario Monti, Liliana Segre e Renzo Piano. Assenti, invece, Carlo Rubbia e Giorgio Napolitano.

Dopo ore di vertici e trattative per la scelta del prossimo capo dello Stato ancora questa mattina i leader dei partiti si sono incontrati per definire la strategia da adottare nel corso delle prime votazioni mentre è andato avanti il confronto sui nomi dei candidati.

I due dati della giornata sono il movimentismo di Matteo Salvini e quello, non confermato però da fonti ufficiali, del premier Mario Draghi. “Finalmente a palazzo Chigi hanno capito che bisogna sporcarsi le mani”, sussurra in Transatlantico un big pentastellato della corrente pro-Draghi. In tutto questo si inserisce una nuova giornata di movimentismo anche per Enrico Letta che continua, instancabile, a lavorare alla mediazione per l’elezione del capo dello Stato.

Il segretario del Pd stamattina ha prima visto i leader del fronte progressista, Roberto Speranza e Giuseppe Conte, per confermare la scheda bianca alla prima chiama. Un contatto anche con il premier Conte che però non viene confermato ufficialmente. Poi, nel pomeriggio, il faccia a faccia con Matteo Salvini. “E’ stato un incontro positivo”, ha spiegato lo stesso Letta poco prima di entrare in aula per votare. Un giudizio che Pd e Lega avevano già messo nero su bianco con un comunicato identico che annunciava: “Si è aperto un dialogo”. E infatti “i due leader stanno lavorando su delle ipotesi”. Poi lo stesso Letta conferma: “Ci vediamo domani”.

Insomma, almeno si è passati dallo stallo delle 24 ore precedenti all’avvio della partita vera e proprio sul Colle. “C’è ancora da lavorare, ci sono nodi da sciogliere ma quello che conta è che la trattativa è partita”, si sintetizza in ambienti parlamentari dem. Un confronto che coinvolge Colle e governo. “Sul metodo ci siamo”, ammette Francesco Boccia, dopo aver visto il segretario Pd. Ma per il resto, poco più. Almeno secondo quanto trapela. Insomma, non si sarebbe scesi nei dettagli, non si sarebbero fatti nomi. Se non l’esplicitazione della volontà di trovare una soluzione. Che è il punto di partenza.

adnkronos




Elezione del presidente della Repubblica, il voto in diretta

cattura