Cosa hanno scritto i media stranieri sul ritiro della candidatura Berlusconi

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154325816 2f878eb0 e4ea 469a 9274 3c355b1107e5AGI – La notizia della rinuncia di Berlusconi alla corsa per il Quirinale e gli interrogativi sul trasloco di Mario Draghi da Palazzo Chigi alla presidenza della Repubblica trovano ampio spazio sui principali media internazionali. “Silvio Berlusconi ha sempre venduto se stesso come un vincitore ma stavolta, a 85 anni e nel tentativo disperato di terminare i suoi giorni nella più alta istituzione italiana, non ha avuto altra scelta che accettare la sconfitta”, scrive ‘El Pais’.

Per il quotidiano iberico “il suo passo di lato e, soprattutto, il suo no esplicito ad appoggiare Mario Draghi, finora il candidato principale, apre un nuovo scenario nella complicatissima battaglia per eleggere l’inquilino del palazzo del Quirinale per i prossimi sette anni”.

“Silvio Berlusconi rimane una figura molto divisiva in Italia e il centro-sinistra aveva già escluso di sostenerlo”, osserva Le Monde, “la nomina dell’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi è ora vista come la scelta più probabile del Parlamento, ma non è ancora certo che l’ampia gamma di partiti che appoggiano la sua coalizione lo sosterrà, per evitare che la sua partenza inneschi elezioni anticipate”.

“In pochi ritenevano che Berlusconi, noto per aver tenuto festini a base di sesso quando era in carica, potesse ascendere al venerabile status di presidente italiano, un ruolo influente sia pur in buona parte cerimoniale”, sottolinea ‘Politico’, “la sua insistenza nel correre, forzando i suoi alleati a sostenerlo, ha bloccato i negoziati su un candidato alternativo che possa assicurarsi un sostegno trasversale ai partiti.” “Anche il primo ministro Mario Draghi, il candidato più qualificato, ha visto il suo percorso ostacolato dalla campagna di Berlusconi”, continua la testata online.

L’Associated Press sottolinea, da parte sua, come “nonostante la pretesa di Berlusconi di essersi assicurato i voti necessari, il leader della Lega, Salvini, era apparso di recente poco convinto che il magnate dei media avesse un piede nel Quirianale”. “Silvio Berlusconi ha rinunciato al suo ultimo grande sogno politico”, scrive l’emittente tedesca Zdf, ricordando che “se l’ex capo della Bce assume la presidenza, c’è il rischio di nuove elezioni parlamentari e di una sospensione temporanea delle riforme“.

“La decisione di Berlusconi arriva in extremis a due giorni dall’inizio delle votazioni in Parlamento e al termine di una settimana da protagonista totale nella quale, telefono alla mano, ha cercato di raccogliere il sostegno di deputati e senatori, sebbene senza successo”, è la ricostruzione di Efe, “in ogni caso, il passo indietro del multimilionario sbloccherà di sicuro i negoziati tra destra e sinistra”.

Ora a bloccare la strada di Draghi verso il Quirinale, spiega l’agenzia stampa spagnola, è la necessità di “trovare un sostituto come presidente del Consiglio e non è chiaro se i partiti riusciranno a trovare una figura ‘imparziale’ per proseguire l’attività del governo”. “La realtà”, prosegue Efe, “è che nessuno vuole elezioni anticipate, poiché il Parlamento della prossima legislatura vedrà i suoi seggi ridotti di un terzo e molti degli attuali parlamentari resteranno senza un posto”.

“Mezza Italia ha tirato un sospiro di sollievo”, secondo ‘La Nacion’. “La presenza divisiva di Berlusconi come candidato rappresentava uno scoglio enorme per i frenetici negoziati sotterranei in corso tra le diverse forze politiche, in cerca di un candidato istituzionale all’altezza della situazione, super partes, di prestigio, che possa ottenere un consenso generale”, scrive ancora la testata argentina.

La rinuncia di Berlusconi, si legge sul ‘Guardian’, “ha rimosso un ostacolo alle trattative su un candidato sul quale i leader dei partiti possano concordare tutti ma non è emerso nessun candidato evidente”. Il quotidiano britannico cita tra i possibili contendenti Pier Ferdinando Casini, Marta Cartabia e Giuliano Amato e ricorda come parte del Movimento 5 Stelle stia spingendo perché Mattarella resti al Quirinale per un altro anno.

“La corsa di Berlusconi era improbabile, per via delle difficoltà nel raccogliere il vasto sostegno necessario”, sottolinea Al Jazeera, “Berlusconi è una figura altamente divisiva in Italia e il centro-sinistra aveva già escluso di appoggiarlo”. Foreign Policy parla di un Cavaliere “risorto dalle proprie ceneri” e “reinventatosi come un’improbabile forza moderatrice.

“Silvio Berlusconi sembra essersi risvegliato dal suo sogno impossibile di essere il prossimo presidente italiano“, osserva la rivista statunitense di geopolitica, “sebbene la sua mossa sia apparsa fantasiosa, le sue mal riposte speranze derivano dalla sua molto concreta riabilitazione politica, che ha richiesto molto tempo”.

Dopo aver rinunciato alla presidenza, prosegue l’articolo, l’ex premier “sta cercando di rendersi rilevante nelle complesse trattative che eleggeranno il prossimo capo dello Stato”. “Se avrà successo, potrà spostare l’equilibrio politico del Paese”, conclude Foreign Policy, “per decenni, il capo dello Stato è stato selezionato da figure di centro-sinistra: se il Parlamento finirà per eleggere una figura che abbia la benedizione di Berlusconi, sarebbe una vittoria, in un certo senso, per il leader un tempo in disgrazia. Berlusconi potrebbe tornare ancora una volta al centro della scena politica italiana”.




Quirinale, centrosinistra verso scheda bianca ai primi voti

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aula camera4 fgIl centrosinistra dovrebbe votare scheda bianca domani alle prime votazioni per il Quirinale. Lo spiegano fonti parlamentari, dopo il vertice tra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza di stamattina alla Camera. Una decisione definitiva, legata anche alle scelte del centrodestra, verrà presa domani mattina alla nuova riunione delle delegazioni di Pd, M5S e Leu. Il centrosinistra ha fatto sapere di “ragionare” sul nome di Andrea Riccardi per il Quirinale, come “profilo di presidente ideale”.

Il nuovo vertice tra Letta, Conte e Speranza e i rispettivi capigruppo di Camera e Senato, per decidere quale posizione assumere nel corso della prima votazione, si svolgerà domani alle 11. L’appuntamento è a Montecitorio, negli uffici M5S.

Il Pd calibra le mosse in vista della prima votazione di domani in attesa di quelle del centrodestra su cui, al momento, non ci sarebbero indicazioni. “Nessun incontro” tra Enrico Letta e Matteo Salvini confermano fonti del Nazareno. ”Io non ho incontrato Letta, ero in riunione con i governatori della Lega…” dice il leader della Lega ai giornalisti riuniti in piazza Montecitorio. Quando lo vedrà? ”Domani”, taglia corto Salvini.

Nell’attesa i dem aggiustano la tattica nella partita che finalmente si è aperta con l’uscita di scena di Silvio Berlusconi. Ovviamente per il Pd la candidatura di Mario Draghi è tutto fuorché uscita di scena. Ma occorrerà arrivarci, se ci si riesce. E si scommette che fino a mercoledì, alla vigilia della votazione in cui il quorum si abbassa, si andrà avanti in un gioco di specchi.

Oggi Enrico Letta ha riunito i grandi elettori, Matteo Renzi lo farà domani. “Riunisco i grandi elettori di Iv domani alle 9 – dice a Mezz’ora in più – Martedì sera c’è un’altra riunione, molto più decisiva dei grandi elettori di Italia Viva. In questa ammuina penso che difficilmente venga fuori un nome prima. Al momento è tutta tattica, si capirà meglio qualcosa martedì”.

Anche Fratelli d’Italia riunirà domani mattina i suoi 64 grandi elettori, gruppi parlamentari e delegati regionali, per fare il punto della situazione sul Colle dopo il passo indietro di Silvio Berlusconi e l’idea di Matteo Salvini di confrontarsi su una ‘rosa’ di donne e uomini di alto profilo. Giorgia Meloni valuterà con l’assemblea dei grandi elettori se presentare scheda bianca alla prima votazione o inserire il nome di un candidato.

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Covid e viaggi, “Ue verso cambio regole per spostamenti”

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aeroporto francia afpLa prossima settimana l’Unione Europea cambierà le regole per gli spostamenti, facendo così un passo verso un nuovo modello di gestione della pandemia che mira a ritirare le restrizioni generalizzate finora utilizzate per fermare il Covid-19. Lo scrive El Pais, secondo cui il Consiglio dell’Unione Europea martedì sopprimerà il sistema delle mappe del contagio come guida per imporre limitazioni agli spostamenti tra Paesi, un cambiamento volto a facilitare la mobilità e a recuperare una certa normalità.

L’imposizione di misure come la necessità di presentare un test negativo o le quarantene non dipenderà più dalla provenienza geografica del viaggiatore, ma dallo stato del suo certificato Covid. Le persone che sono state vaccinate, che hanno superato la malattia o che hanno test con esito negativo potranno muoversi liberamente.

La mappa di incidenza che raccoglie i casi degli ultimi 14 giorni, predisposta dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie e che finora ha determinato le possibilità di spostamento, continuerà ad essere aggiornata settimanalmente, ma avrà un carattere meramente informativo.




Berlusconi si ritira, il centrodestra prepara una terna di nomi

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212953863 872c91e4 11ed 4008 b5fd 1f5aba7ddbd2AGI – Una decisione sofferta. Silvio Berlusconi evita di collegarsi via zoom al vertice del centrodestra in cui viene ufficializzata la rinuncia della sua corsa al Colle. Per tutta la giornata ha dubbi su cosa fare.

A pesare sulle sue decisioni – raccontano fonti parlamentari di FI – anche l’invito della famiglia a evitare ulteriore stress, dopo che nei giorni scorsi il Cavaliere è stato all’ospedale San Raffaele per alcuni controlli di routine. La decisione di fare un passo indietro arriva nel primo pomeriggio.

Lega e FdI vengono informati che l’ex presidente del Consiglio non si sarebbe collegato alla riunione in programma alle 18 e che sarebbe stata letta una nota.

Tra gli alleati, Coraggio Italia non apprezza le modalità con le quali si è arrivati al passo indietro del Cavaliere. Così come l’ex presidente del Consiglio non avrebbe apprezzato i distinguo arrivati nei giorni scorsi proprio dai centristi. Fonti parlamentari di Forza Italia riferiscono che non c’è alcuna intenzione dell’ex presidente del Consiglio di smarcarsi dagli alleati e che l’intenzione è quella di portare avanti una candidatura condivisa.

Durante il vertice non si sarebbero fatti dei nomi di candidati. Ma, nel corso della giornata convulsa, Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni avrebbero trovato un accordo sul ‘metodo’. L’idea – spiegano qualificate fonti di centrodestra – sarebbe, come centrodestra, di proporre una ‘terna’ di nomi in cui sicuramente ci saranno una o più donne.

Tra i nomi emersi nei giorni scorsi nelle indiscrezioni di stampa i più quotati sembrano quello della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, del suo predecessore Marcello Pera, e dell’assessora lombarda al Welfare, Letizia Moratti. Altri due nomi su cui si è cercata una convergenza al di fuori dal centrodestra sono gli ex ministri Franco Frattini e Giulio Tremonti.

La riunione della coalizione però non si conclude con un comunicato congiunto, come previsto. Il vertice è interrotto dopo la protesta di Fratelli d’Italia che pretende invano che dalla nota finale sia cancellato l’auspicio che la legislatura vada avanti fino alla scadenza naturale, voluto dagli alleati che sostengono il governo di Mario Draghi.

Risultato: la nota congiunta non esce, solo comunicati separati. Ma durante il vertice escono indiscrezioni che indispettiscono Meloni riguardo a un presunto veto di FdI nei confronti di Draghi. “Durante la riunione non sono state formulate da alcuno specifiche proposte di candidatura né tantomeno sono stati posti veti di alcun genere – puntualizza una nota ufficiale del partito -. Fratelli d’Italia resta ferma sulla necessità che il centrodestra esprima una o più candidature della propria area culturale, che rappresenta la maggioranza degli italiani. Se questo non fosse possibile, la nostra priorità e che vi sia un presidente della Repubblica autorevole e capace di difendere l’interesse nazionale e la sovranità popolare. La questione di Draghi al Quirinale, sulla quale non abbiamo espresso alcun giudizio, non è stata posta e sarebbe semmai problema che possono avere le forze che partecipano al suo governo”.

La decisione da prendere ora sarà quando conviene presentare la rosa di nomi al centrosinistra. Subito dopo il vertice del centrodestra – informa la Lega – Salvini ha contattato i segretari degli altri partiti per confermare quanto emerso durante la riunione. Dopo il passo di lato di Berlusconi, il leader della Lega ha chiarito ai suoi interlocutori che il centrodestra lavora a una rosa di nomi, “tutti di alto profilo”, si aggiunge.

Nel messaggio del Cavaliere letto da Licia Ronzulli durante il vertice si scandisce la linea di Forza Italia, anticipata da Antonio Tajani durante la riunione con i ministri azzurri poco prima: Draghi deve restare a Palazzo Chigi, alla guida del governo. Nella lettera, Berlusconi ringrazia chi lo ha supportato e ribadisce di aver servito il Paese.

Il Cavaliere fa poi sapere di aver verificato l’esistenza dei consensi per una sua eventuale corsa al Quirinale ma annuncia il ritiro. “L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi – afferma -. In questo spirito, ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica”.

Nel suo comunicato, poi Berlusconi dice di considerare “necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”. Quel riferimento ad andare avanti sino alla “fine della legislatura” è criticato da FdI che, com’è noto, auspica la caduta dell’esecutivo dopo il voto sul Colle e il ricorso alle urne.

“Scelta decisiva e fondamentale, Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al centrodestra, che ora avrà l’onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza piu’ veti dalla sinistra”, commenta Salvini. “Abbiamo apprezzato – aggiungono da FdI – il senso di responsabilità di Berlusconi, che a seguito della verifica che si era riservato di fare per accertare le effettive possibilità di elezione, ha rinunciato a offrire la sua disponibilità alla candidatura a presidente della Repubblica.

“Il presidente Berlusconi non ha fatto un passo indietro, ma uno in avanti, per la responsabilità che il centrodestra ha verso il Paese”, dice Maurizio Lupi. “Ha anteposto gli interessi della nazione alla legittima aspirazione della coalizione di avere il suo fondatore alla più alta carica dello Stato. Per l’Udc, la rinuncia del Cavaliere “testimonia con generosità e profondo senso dello Stato la sua statura di uomo delle istituzioni”.

Mentre l’ufficio di presidenza di Coraggio Italia ringrazia Berlusconi “per il generoso gesto di ritiro della sua candidatura: questo gesto apre la possibilita’ alla coalizione di centrodestra di avviare un ampio confronto, senza soluzioni precostituite, con tutte le forze politiche per raggiungere la più ampia condivisione possibile per individuare il nuovo presidente della Repubblica”.




Covid Irlanda, via le restrizioni e stop al green pass

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coronavirus irlanda afpL’Irlanda, come la vicina Inghilterra, ha cancellato gran parte delle restrizioni imposte per contrastare la diffusione della variante Omicron del covid.

Da oggi pub e ristoranti potranno rimanere aperti oltre le 20 e non sarà più necessario il green pass per accedere ai luoghi di ristoro, intrattenimento e tempo libero.

Non ci saranno più limiti di pubblico agli eventi dal vivo e a quelli sportivi. Da lunedì inoltre i lavoratori torneranno negli uffici su base scaglionata, mentre le misure di protezione rimarranno in vigore nelle scuole primarie e secondarie almeno fino alla fine di febbraio. Rimane solo un piccolo numero di restrizioni, tra cui l’obbligo di indossare le mascherine in ambienti come negozi, scuole e trasporti pubblici, l’autoisolamento e l’uso del green pass per i viaggi internazionali.

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In un discorso televisivo il primo ministro Micheal Martin ha dichiarato alla nazione che è “tempo di essere di nuovo noi stessi”. Martin ha avvertito che la pandemia di coronavirus non è finita, aggiungendo che “la primavera sta arrivando. Non so se l’ho mai aspettata tanto quanto questa”.




L’Europa è tentata dal ‘modello-Sanchez’

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182858102 b8f08c79 9d4b 4c48 856f 463dad26a579AGI – Il Covid non può essere un’emergenza per sempre: bisogna imparare a conviverci. E battere il virus non è più considerata la strategia vincente, meglio accettare il pareggio. Questa linea di pensiero va guadagnando terreno, da Londra a Madrid, dal Portogallo alla Francia, passando per Washington, Pretoria, e anche l’Australia.

Se il premier spagnolo Pedro Sanchez punta ad aprire il dibattito a livello europeo, strategie simili sono allo studio in Portogallo e cominciano a prendere piede in Francia. è una ritirata strategica, quella scelta da molti Paesi, ma di certo sono sempre meno quelli che, come la Cina, scelgono la strategia ‘zero Covid’. Il premier Sanchez nei giorni scorsi ha avvertito che potrebbe esser arrivato il momento di monitorare la pandemia in modo diverso e vuole una riflessione in merito anche nell’Ue: “Abbiamo le condizioni per aprire, gradualmente e con cautela, il dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l’evoluzione di questa malattia con parametri diversi da quelli che abbiamo fino a ora”.

La copertura “si mantiene in buona parte anche a distanza di 3-6 mesi dalla vaccinazione”

Il prossimo passo del governo spagnolo potrebbe essere iniziare a trattare il Covid in un modo più simile all’approccio di una comune influenza: senza contare ogni caso di contagio, senza fare test davanti alla comparsa di un minimo sintomo.

Trattarlo insomma come una malattia respiratoria: le autorità sanitarie spagnole stanno lavorando da mesi a questa transizione. Anche il governo britannico vuole imparare a “convivere con il Covid come si convive con l’influenza“: revocate le restrizioni del ‘piano B’, dal 27 gennaio in Gran Bretagna non saranno più obbligatori il pass vaccinale e la mascherina rimane solo “consigliata” nei luoghi affollati; mentre l’obbligo di mascherina nelle aule scolastiche è revocato già da oggi. Anche in Francia, nonostante il numero di contagi imponente e mai toccato finora, dal 2 febbraio dovrebbe cadere l’obbligo della mascherina all’aperto; dal 16 febbraio riaprire le discoteche.

E’ una scelta sostenuta da molti scienziati e accolta con favore della gente, esausta da un’emergenza sanitaria che sta per entrare nel terzo anno. Del resto, i dati sono incoraggianti: la curva dei contagi è in diminuzione in Gran Bretagna (i casi sono quasi dimezzati rispetto alla fine di dicembre), anche in Italia la curva di crescita sta diventando meno impetuosa. Questo grazie ai vaccini ma anche all’elevata circolazione del virus: ecco dunque che i governi si attrezzano per imparare a convivere con il virus, come si fa con l’influenza, il morbillo o la malaria.

Secondo l’Oms, il virus non è ancora endemico: per classificarlo in quella fase, il tasso di infezione deve infatti stabilizzarsi, ma ci vogliono anni, e non presentare picchi difficili da gestire. Si è ancora lontani ma molti scienziati ritengono che proprio la variante Omicron, che tra l’altro è meno grave della Delta, rappresenti una fase di transizione: contagia infatti un numero cosi’ elevato di persone che crea una sorta di immunità naturale.

Tra l’altro gli studi indicano che la variante Omicron prospera nelle vie aeree superiori ma meno nei polmoni e, di conseguenza, i ricoveri ospedalieri sono più brevi e il numero di pazienti che devono essere ricoverati in terapia intensiva è diminuito. Per questo motivo, il Sars-CoV-2 sembra destinato in un tempo relativamente breve ad essere considerato come gli altri coronavirus che causano il raffreddore.




Alessandra Buffa nuova presidente del Comites di Bruxelles

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20buffaBRUXELLES\ aise\ – A Bruxelles dal 2007, Alessandra Buffa è stata eletta come nuova presidente del Comites di Bruxelles, Brabante, Fiandre.
Romana di origine, bruxellese di adozione, della neo presidente il Comites sottolinea che, dal suo arrivo in Belgio, “si è appassionata fin da subito a conoscere la comunità italiana a Bruxelles e in Belgio, per comprenderne la ricchezza, i volti, le storie, i bisogni e le piccole e grandi sfide che si trova ad affrontare”.
Oggi, il primo incontro con l’ambasciatore Francesco Genuardi con l’obiettivo di “rafforzare insieme l’attività in favore della comunità italiana”, come sottolineato dall’Ambasciata. (aise)




“Omicron in ritirata”, Javid spiega il liberi tutti britannico

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175500249 37559fbd d109 4b68 9dad e8766e2803dfAGI – Dal 27 gennaio in Gran Bretagna non saranno più obbligatori il pass vaccinale, sebbene le singole aziende potranno ancora imporlo, e la mascherina, che rimarrà “consigliata” nei luoghi affollati. Lo ha annunciato in conferenza stampa il ministro della Salute, Sajid Javid, spiegando la revoca delle restrizioni del “Piano B” contro il Covid-19.

L’obbligo di mascherina nelle aule scolastiche sarà revocato già domani, ha riferito il ministro.

Termina con effetto immediato l’obbligo di telelavoro, sebbene le aziende che vorranno ancora avvalersene potranno imporlo.
Secondo Javid, la variante Omicron del nuovo coronavirus “è in ritirata”, con il tasso di mortalità “in forte calo” e i ricoveri in terapia intensiva “tornati agli stessi livelli dello scorso luglio”.

Il governo britannico, ha detto il ministro, presenterà la prossima primavera un piano di convivenza con il Covid-19, “con il quale dovremo convivere come conviviamo con l’influenza”.

Dopo la revoca delle misure del ‘Piano B’, ha annunciato Javid, saranno “ritirate ulteriori restrizioni, tra le quali alcune che riguardano le visite nelle case di riposo”. Se il ritorno al ‘Piano A’ è un passo “enorme”, ha proseguito il ministro, “non siamo giunti alla fine della strada, e ci saranno scossoni sulla strada”. “Arriveranno nuove varianti e occorrerà essere vigili sulle nuove varianti”, ha detto ancora Javid.

La Gran Bretagna “ha somministrato più richiami” del vaccino contro il Covid-19 “di qualsiasi altro grande Paese europeo”.

“Abbiamo un programma di test più grande di qualsiasi altro Paese europeo e abbiamo somministrato più antivirali di qualsiasi altro Paese europeo”, ha affermato Javid, “questo perché siamo il Paese più aperto d’Europa”.

“Da quando abbiamo annunciato il ‘Piano B’ abbiamo somministrato 15 milioni di richiami, stracciando ogni record, con 6 milioni di dosi in un solo giorno”, ha aggiunto Javid.




Inghilterra. Il primo ministro Boris Johnson annuncia la fine del green pass e del lavoro a distanza

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134821051 9ae85ad4 d401 4e97 b441 a7f0c3ec99e9AGI – Il primo ministro Boris Johnson ha confermato l’intenzione di allentare le restrizioni anti Covid a partire dal prossimo 26 gennaio. La decisione sarà presa nelle prossime ore, ma è stata anticipata da Johnson durante il dibattito in Parlamento. “Grazie ai fantastici progressi con il Covid, possiamo allentare le misure“, ha premesso. In particolare, ha detto, non ci saranno più certificato vaccinale (green pass), obbligo di lavorare da casa e di tenere la mascherina a scuola.

In una difficilissima giornata per il primo ministro britannico, Boris Johnson ha introdotto il suo intervento al question time al Parlamento rivendicando i “fantastici progressi” del Regno Unito sul Covid. Un successo sventolato per cercare di soffocare le critiche che continuano a piovere sulla questione “partygate”.

L’ex ministro conservatore per la Brexit con il governo di Theresa May, David Davis, ha invitato Boris Johnson ad andarsene. La sua accorata richiesta è stata accolta da ovazioni dai banchi dell’opposizione. “Mi aspetto che i miei leader si assumano la responsabilità delle azioni che compiono. Ieri, il primo ministro ha fatto il contrario”. E ha concluso, rivolto a Johnson: “in nome di Dio, vai via”.

Durante il dibattito alla Camera dei Comuni, il leader laburista Keir Starmer va nuovamente all’attacco del primo ministro Boris Johnson per le sue difese sulle feste al “n.10” di Downing street e in particolare su quello dello scorso 20 maggio, e ha suggerito che “forse un avvocato gli ha scritto queste risposte”. Johnson ha risposto spazientito che Starmer “insiste a fare domande che saranno affrontate nell’inchiesta di Sue Grey, sta sprecando il nostro tempo e quello dei cittadini”.

In particolare, Starmer ha chiesto a Boris Johnson quando ha saputo che fra i suoi collaboratori c’erano “preoccupazioni” sulla festa del 20 maggio. “Non solo ha scritto lui le regole del lockdown, ma alcune persone del suo staff sostengono di averlo avvisato” sui rischi di una festa nel giardino di Downing Street. “Ho sentito la risposta molto accurata del primo ministro a questa accusa. Sembra che l’abbia scritta un avvocato”. Johnson ha risposto che “spetta all’inchiesta spiegare quanto successo: temo che le tocchi semplicemente aspettare”.

Durante il dibattito, sono come sempre molto accese le reazioni dei parlamentari di entrambe le parti. È stato notato dagli osservatori, però, che solo gli esponenti del governo applaudono con foga gli interventi del premier, mentre il resto del partito conservatore appare prevalentemente silenzioso.




Parlamento europeo, Metsola eletta presidente: “Raccoglierò eredità Sassoli”

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metsola2 afpRoberta Metsola (Ppe) è la nuova presidente del Parlamento Europeo. La politica maltese è stata eletta alla prima votazione a Strasburgo, ha annunciato il vicepresidente portoghese dell’S&D Pedro Silva Pereira. I voti sono stati 690, schede bianche e nulle 74, voti espressi 616. La maggioranza era di 309 voti. Metsola ha raccolto 458 voti, la svedese dei Verdi Alice Kuhnke 101, la spagnola della Sinistra Sira Rego 57. Il presidente del Parlamento viene eletto a scrutinio segreto.

“Grazie, membri del Parlamento Europeo, colleghi eurodeputati. Lavorerò e farò del mio meglio, come presidente del Parlamento, per raccogliere l’eredità di David Sassoli, che è stato un combattente per l’Europa e per questo Parlamento” ha detto Metsola prendendo la parola subito dopo l’elezione. La nuova presidente ha ricordato i giornalisti “Daphne Caruana Galizia e Jan Kuciak: la vostra lotta per la giustizia e la verità è anche la nostra”.

In aula a Strasburgo Metsola ha affermato che se molti continueranno “a guardare alla nostra istituzione, altri continueranno a testarne i limiti. Dobbiamo combattere contro la narrativa antieuropea che prende piede così facilmente. Nazionalismo, autoritarismo sono false soluzioni che non offrono soluzioni“.

Il suo compito, ha continuato la neoeletta, sarà di “unire le persone”, proseguendo l’opera dei “padri fondatori, che ci hanno portato dalle ceneri dell’Olocausto alla pace e alla prosperità. Questo Parlamento conta. Quelli che tentano di distruggere l’Europa sappiano che questo Parlamento” è un’istituzione con cui dovranno fare i conti, ha concluso.

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