Carmelo Manoti presidente del nuovo Comites di Francoforte

12francoFRANCOFORTE\ aise\ – Si è insediato a dicembre il nuovo Comites di Francoforte che, nella prima seduta operativa, ha eletto alla presidenza Carmelo Manoti.
Ad affiancarlo sarà l’Esecutivo composto da Gerardo Tanga come Vicepresidente, Stefania Ferrara e Giulio Tallarico come Consiglieri della Presidenza e Guido Vadalà come segretario.
Completano il comitato i consiglieri Katia Letizia, Giovanni Miccichè, Anna Schiavano, Chiara Angelini, Marianeve Damascato, Gabriella Moretti, Maria Cocolicchio, Francesco Michele De Masi, Salvatore Mango, Luigi Iorio, Pasquale Cocolicchio, Giovanni Salvatore Milano e Luigi Manoti.
La prossima riunione del Comites è stata convocata il 29 gennaio. (aise) 




È morto David Sassoli

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sassoli21ROMA\ aise\ – È morto David Sassoli. Il Presidente del Parlamento Ue, dal 26 dicembre ricoverato in Italia per gravi complicazioni dovute a disfunzioni del sistema immunitario, si è spento a 65 anni nelle prime ore di questa mattina. A darne notizia è stato il suo portavoce.
Sassoli è morto presso il CRO di Aviano (PN), dove era ricoverato dal 26 dicembre, notizia, questa, diffusa soltanto ieri.
Fiorentino, classe 1956, fin da giovane Sassoli ha lavorato come giornalista per piccoli quotidiani e agenzie stampa, per poi passare alla redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove è rimasto per sette anni. Nel 1992 ha inizio la sua carriera come cronista televisivo e corrispondente per il TG3.
Successivamente si è occupato di altri programmi di informazione su Rai Uno e Rai Due, prima di entrare a far parte, nel 1999, della redazione del TG1 come inviato speciale. Nei dieci anni successivi è stato responsabile della gestione dei telegiornali in prima serata e si è occupato della copertura dei maggiori eventi e servizi nazionali e internazionali. Nel 2007 è diventato vicedirettore del TG1 e responsabile dei programmi di approfondimento “TV7” e “Speciale TG1”.
Impegnato fin da giovane nelle attività di associazioni educative varie, come gli Scout e i movimenti giovanili cattolici, ha sempre ritenuto possibile una stretta collaborazione tra questi ultimi e i laici.
Quando nel 2007 è nato il Partito Democratico (PD), Sassoli ha deciso di entrarvi a farne parte ritenendolo il posto giusto per dar voce al suo impegno politico. Il 7 giugno 2009 è stato eletto deputato del Parlamento europeo nella circoscrizione per l’Italia centrale. Durante la legislatura 2009-2014 è stato capo delegazione del Partito Democratico.
Nel 2014 si ricandida alle elezioni europee dove viene eletto eurodeputato per il Partito democratico con oltre 200.000 preferenze (60.000 solo a Roma). Il 1 luglio dello stesso anno viene eletto Vicepresidente del Parlamento Europeo con 393 voti risultando il secondo più votato in quota PD-PSE e ricoprendo l’incarico come responsabile per la Politica del mediterraneo, il Bilancio e gli immobili. Come membro della Commissione Trasporti e Turismo è stato relatore della riforma ferroviaria europea (IV Pacchetto Ferroviario) e del Cielo Unico europeo.
Il 26 maggio 2019 è stato eletto per la terza volta parlamentare europeo con 128.533 voti e dal 3 Luglio 2019 era il Presidente del Parlamento europeo. (aise) 




Il premier spagnolo Sanchez: “Il Covid è meno letale, trattiamolo come l’influenza”

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082749518 6905a59f 31ed 4a25 85eb c94ad97aaed0AGI – Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha avvertito che potrebbe essere il momento di monitorare la pandemia in modo diverso, a causa dell’evidente calo del numero dei morti, confermando notizie diffuse da El Pais, secondo cui il governo sta pensando a metodi di monitoraggio alternativi

“Abbiamo le condizioni aprire, gradualmente e con cautela, il dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l’evoluzione di questa malattia con parametri diversi da quelli che abbiamo fino ad ora”, ha detto Sanchez in un’intervista alla stazione radio Cadena Ser.

Secondo quanto riferito dal Pais, il prossimo passo del governo spagnolo sarà iniziare a curare il Covid in un modo più simile all’approccio ad una comune influenza: senza contare ogni caso di contagio, senza fare test davanti alla comparsa di un minimo sintomo.

Trattarlo insomma come un’altra malattia respiratoria. Le autorità sanitarie spagnole stanno lavorando da mesi a questa transizione.




Italia. I sacerdoti non vaccinati non potranno somministrare la comunione

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ostuaRoma. – I sacerdoti non vaccinati non potranno dare la comunione nella diocesi di Teano-Calvi (Caserta, Italia meridionale), come stabilito dal suo vescovo, che ha limitato anche le attività delle parrocchie a causa della rapida diffusione della variante omicron.

Una circolare del vescovo, Giacomo Cirulli, vieta “la distribuzione dell’Eucaristia a sacerdoti, diaconi, religiosi e laici non vaccinati” e prevede “la sospensione, da domenica 9 gennaio fino a nuova comunicazione, di ogni attività pastorale, catechistica e formativa presenziale”, hanno riferito i media locali.

«Durante la celebrazione le ostie sull’altare devono essere tenute rigorosamente coperte negli appositi vasi sacri», si legge nella direttiva, in cui il vescovo ricorda le parole di papa Francesco, assicurando che «farsi vaccinare con le dosi autorizzate dalle autorità competenti è un atto d’amore». Il vescovo di Teano-Calvi si unisce così al vescovo di Salerno (sud), Andrea Bellandi, che qualche giorno fa ha diramato un’analoga circolare in cui invitava i sacerdoti a osservare scrupolosamente le misure igieniche e vietava ai sacerdoti anti-vaccino di fare la comunione.

L’Italia ha raggiunto il suo record d’infezioni da COVID-19 questo giovedì, quando ha riportato 220.000 nuove infezioni, portando i casi totali nel Paese a oltre sette milioni da febbraio 2020 e i decessi si avvicinano a 139.000.




Mafioso siciliano, tradito da una immagine in Google, è catturato in Spagna

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kykcdyq6trcsnhzxkcidzalisiÈ stato latitante  per quasi 20 anni, ma ritrovarsi per caso su Internet è stata letteralmente la sua rovina. Un latitante della mafia siciliana è stato arrestato dopo essere stato fotografato su Google Street View.

Gioacchino Gammino (61 anni) è stato rintracciato a Galapagar, un comune nel nord-ovest di Madrid, a 33 chilometri dalla capitale della Spagna, da una fotografia mentre conversava fuori dal suo negozio di fruttivendolo.

La Polizia di Stato italiana sospettava che si trovasse in Spagna, ma non era riuscita a trovarlo; tuttavia, la sua apparizione a sorpresa sul servizio di mappatura di Google è stata di grande aiuto.

“La foto ci ha aiutato a confermare l’indagine che stavamo sviluppando in modo tradizionale”, ha detto al portale Sky News Nicola Altiero, vicedirettore dell’Unità antimafia italiana (DIA).

Gammino – che è stato riconosciuto dalla cicatrice sul lato sinistro del mento – si faceva chiamare Manuel, secondo il quotidiano italiano La Repubblica, e aveva precedentemente lavorato come chef in un ristorante chiamato “Manu’s kitchen”.

Grazie alla vecchia pagina Facebook dell’ormai chiuso locale culinario, gli investigatori hanno ottenuto una foto attuale di Gammino e hanno scoperto che la sua attività offriva persino una “cena siciliana”.

L’immagine apparsa su Google Maps lo ha mostrato in piedi fuori dalla sua attività attuale, un fruttivendolo chiamato “El huerto de Manu”. Attualmente è detenuto in Spagna e dovrebbe essere estradato in Italia a febbraio.

Chi è Gioacchino Gammino?

Era il capo del gruppo mafioso Stidda ad Agrigento, in Sicilia, secondo il quotidiano italiano La Repubblica. Questo gruppo criminale rivaleggia spesso con la nota mafia di Cosa Nostra.

Fu indagato negli anni ’80 dal giudice Giovanni Falcone, poi ucciso in un attentato dinamitardo. Dopo la cattura fu imprigionato nel carcere di Rebibbia a Roma.

Tuttavia, Gammino è riuscito a fuggire di prigione nel 2002 durante le riprese di un film girato all’interno del carcere, e un anno dopo è stato condannato all’ergastolo per omicidio.




È morta a Roma la giornalista Silvia Tortora, aveva 59 anni

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112113730 e1331063 d16e 4216 b355 dfa06d4ca24fAGI – È morta a 59 anni Silvia Tortora , figlia del giornalista e televisivo Enzo Tortora e della sua seconda moglie Miranda Fantacci e sorella maggiore di Gaia. Nata a Roma il 14 novembre del 1962, giornalista, ha lavorato al settimanale Epoca dal 1988 al 1997, dal 1985 ha collaborato con Giovanni Minoli a ‘Mixer’ e dal 2004 al programma ‘La storia siamo noi’.

A partire da giugno 2009 ha condotto Big insieme ad Annalisa Bruchi, in onda su Rai3 in otto puntate. Nel 1999 ha vinto il nastro d’argento al Festival di Taormina come “migliore soggetto cinematografico” con il film di Maurizio Zaccaro, ‘Un uomo perbene’. Nel 2002 ha curato il libro ‘Cara Silvia’, edito da Marsilio Editore e nel 2006 ha pubblicato ‘Bambini cattivi’, sempre con Marsilio Editore.

Il primo settembre 1990 ha sposato l’attore francese Philippe Leroy da cui ha avuto due figli, Philippe e Michelle.




Quirinale, centrodestra al lavoro per ‘stringere’ su un candidato di area

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132857348 a7a950f8 8e12 47de 8b17 6ffc0f320d1eAGI – Il centrodestra tira dritto sull’elezione di un presidente della Repubblica “di area”. E, forte di quello che viene letto in Forza Italia come un endorsement Ue, rilancia il nome di Silvio Berlusconi. “Penso, in tutta onestà e senza enfasi, che una presidenza di Silvio Berlusconi con un capo del governo come Mario Draghi sarebbe imbattibile e promuoverebbe l’Italia ancora più della già alta posizione di cui gode”, dice il segretario del Partito popolare europeo, Antonio Lopez per il quale, “Berlusconi e Draghi hanno entrambi questo vantaggio, che surclassa ogni altro politico italiano: sono gli unici veramente noti e apprezzati come leader in Europa”. Parole che vengono salutate con un coro unanime di giubilo da parte degli esponenti di Forza Italia e con i ringraziamenti via Twitter del diretto interessato: “Grazie al mio amico Antonio Lopez per le parole che ha voluto riservarmi nella sua intervista a Il Giornale. Siamo la colonna portante dell’Ue, vogliamo istituzioni sempre più moderne ed efficienti, capaci di affrontare sfide difficili come il Covid”.

Gli altri leader di centrodestra, non fanno il nome di Berlusconi – che rimane, tuttavia, l’unico nome ufficialmente in campo – ma tornano, compatti, a invocare un presidente della Repubblica espressione di quell’area politica. Matteo Salvini, in particolare, segnala a margine di un evento elettorale accanto alla candidata del centrodestra alle suppletive di Roma: “Io non partecipo al totonomi, lo lascio agli altri. Quello per cui lavoro è l’elezione veloce di un esponente del centrodestra, dopo 30 anni. Penso che l’alternanza anche al Quirinale faccia bene”, sottoliena il leader leghista che annuncia di voler rilanciare l’appello agli altri partiti, di maggioranza e non, per aprire un tavolo sul Quirinale.

“Mi hanno detto tutti alla ripresa: la ripresa per me è già da domani. In settimana rimanderò l’invito a tutti”. Dello stesso avviso è Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera: “È ora che il presidente della Repubblica sia espressione di un’area diversa da quella che ha monopolizzato gli ultimi 25 anni, pur essendo stata scelta solo due volte dagli italiani. È ora di un’alternanza, e oggi abbiamo il 45% della maggioranza. Se non ora quando?”.

Tuttavia, il nome di Silvio Berlusconi rappresenta, per il centrosinistra, un ostacolo alla convocazione del tavolo. Il Partito democratico lo ha detto chiaramente. Il segretario Enrico Letta si prepara a intervenire alla riunione congiunta fra direzione e gruppi parlamentari convocata il 13 gennaio, fischio d’inizio della discussione interna al Partito Democratico sull’elezione del Capo dello Stato. All’appuntamento il Pd arriva con poche idee, ma chiare: prima dei nomi serve il metodo politico. Tutt’altro che una banalità visto che il voto del Quirinale appare sempre di più uno snodo determinante per il futuro del governo, della maggioranza e, quindi, della legislatura. Nelle ultime ore, la corrente guidata da Matteo Orfini ha annunciato di voler proporre in direzione l’opzione ‘Mattarella Bis’. Per l’esponente dem eleggere Draghi al Quirinale porterebbe “instabilità in un momento delicato”.

Un rischio ben presente anche in chi spera di vedere l’ex presidente della Bce nello Studio alla Vetrata. Per questo, ad esempio, Enrico Letta ha proposto di legare le due partite dell’elezione di Draghi e dell’avvicendamento a Palazzo Chigi, a un’unica intesa politica le cui basi dovrebbero essere gettate a partire dalla maggioranza che sostiene questo governo e, solo in un secondo momento, cercare di allargare questa intesa anche al di fuori del perimetro della maggioranza. Un obiettivo che, ad oggi, è ostacolato dalla presenza in campo di Silvio Berlusconi come unica opzione del centrodestra.

Certo, “un bis di Mattarella non dispiacerebbe a nessuno”, viene fatto notare da fonti parlamentari del Pd, “ma farlo come lo ha fatto Orfini sembra niente di più che un posizionamento in vista della riunione del 13 gennaio”. Durante la riunione del 13 gennaio, in ogni caso, “non verranno avanzati nomi di nessun genere, la riunione servirà a tenere insieme i gruppi parlamentari e il partito, oltre che a dare mandato a Enrico Letta di sedersi al tavolo della maggioranza, se mai dovesse venire convocato”.

A bloccare le forze politiche è quello che un esponente Pd definisce “un gioco di specchi”: il centrodestra ha già fatto sapere di attendere la fine della riunione del 13 gennaio per decidere se proseguire sul nome di Silvio Berlusconi, mentre il centrosinistra, con il Pd in testa, sottolinea che è proprio la presenza in campo del Cavaliere a impedire l’avvio del dialogo.




Oltre 700mila imprese sono a rischio insolvenza, crac da 27 miliardi

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unnamedAGI – Per quasi 700.000 aziende italiane c’è il rischio insolvenza, con un crac, in prospettiva, da oltre 27 miliardi di euro. Lo afferma il Centro studi di Unimpresa, secondo cui sono 694.894 le imprese che, a partire dal 2020, avevano sospeso le rate di prestiti bancari per un importo complessivo di 27,1 miliardi. La norma sulle cosiddette moratorie dei finanziamenti concessi dalle banche era stata introdotta con il decreto legge “Cura Italia” (articolo 56) nella primavera del 2020, ma quella misura è scaduta alla fine dello scorso dicembre e non è stata rinnovata per evitare una procedura dell’Unione europea per aiuto di Stato illegittimo. Il Centro studi di Unimpresa calcola che complessivamente le norme sui prestiti bancari, tra moratorie e garanzie pubbliche, valgono 247,6 miliardi di euro.

Secondo Unimpresa, l’aggravarsi della pandemia potrebbe tornare ad acuire la crisi economica e, conseguentemente creare problemi alle aziende sul fronte dei rimborsi dei prestiti erogati dagli istituti di credito. A giugno, inoltre, scade la norma sulle garanzie pubbliche per i nuovi finanziamenti: finora, grazie al paracadute dello Stato, sono stati erogati prestiti garantiti a 2,5 milioni di soggetti per un importo complessivo di 220,5 miliardi: di questi 22,9 miliardi, erogati a 1,1 milioni di soggetti (piccole imprese e partite Iva), sono operazioni fino a 30.000 euro, mentre i restanti 197,5 miliardi si riferiscono a crediti di importo superiore, erogati a 1,4 milioni di soggetti (prevalentemente medie imprese).

“Condividiamo l’appello del presidente e del direttore dell’Abi, Antonio Patuelli e Giovanni Sabatini, che hanno chiesto al governo italiano e alle autorita’ europee di rinnovare i sostegni pubblici fino al termine della pandemia”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

“Le misure approvate sin dall’inizio della crisi pandemica hanno consentito, pur tra iniziali intoppi e qualche errore d’impostazione, di sostenere il prodotto interno lordo del Paese che ha registrato comunque una flessione superiore al 9% nel 2020 per poi rimbalzare, lo scorso anno, di oltre sei punti percentuali. Insomma, non abbiamo ancora recuperato quanto perso con il crollo del 2020 e le prospettive per il 2022 restano instabili. Un quadro reso incerto proprio dalla nuova ondata del Covid, ragion per cui è indispensabile non indugiare e rimettere in pista tutte le forme di aiuto per le imprese italiane” aggiunge Spadafora.

“Per l’economia italiana vale ancora quanto detto dal premier in carica, Mario Draghi, ovvero è il momento di ricevere e non di dare. Quindi occorre immediatamente avviare una rapida trattativa con l’Unione europea per abbattere le incomprensibili resistenze sugli aiuti pubblici, considerati aiuti di Stato illegittimi sulla base di regole vecchie e da disapplicare in situazioni di emergenza”.




Torino. Una deputata e un giurista il “CLN dei no green pass”

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unnamedOltre un migliaio di persone in piazza nel capoluogo piemontese.

Jessica Costanzo: “Il Cnl è lo strumento che ci permette di difendere la costituzione tutti insieme contro il regime. È il momento in cui dobbiamo decidere se subire il ricatto o combattere”

AGI.IT




Il tricolore torna nello spazio

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7cristoROMA\ aise\ – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi al Quirinale l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti, con il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, e il Capo di Gabinetto del Direttore Generale dell’ESA, Elena Grifoni Winters.
Nel corso dell’incontro il Presidente Mattarella ha consegnato il Tricolore che Cristoforetti porterà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nella missione in programma per la primavera del 2022.
Cristoforetti sarà comandante della Stazione Spaziale Europea nella missione Expedition 68. L’astronauta – la prima donna europea a ricoprire questo incarico – partirà con i colleghi della Nasa Kjell Lindgren e Bob Hines a bordo di uno SpaceX Crew Dragon.
Expedition 68 sarà la seconda missione nello spazio per Cristoforetti. (aise)