Lunedì conferenza stampa Draghi su obbligo vaccinale e misure

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draghi conferenza fg ipaObbligo vaccinale per over 50 e misure anti covid, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, terrà una conferenza stampa lunedì prossimo per illustrare le ultime disposizioni adottate dal governo, sul tema del contrasto al coronavirus. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

OBBLIGO VACCINALE OVER 50 E SUPER GREEN PASS: LE MISURE – Obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni valido da subito e, per chi non sarà in regola, scatta la multa. Ma a quanto ammonta la sanzione e fino a quando ci sarà il divieto d’ingresso sul lavoro senza Super green pass? E cosa accade con il green pass ‘base’ per l’accesso alle attività? A spiegarlo sono fonti di Palazzo Chigi, sottolineando come le norme entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione del decreto-legge, approvato il 5 gennaio scorso in Cdm, nella Gazzetta Ufficiale, ed è previsto attualmente che duri fino al 15 giugno 2022.

Per tutti coloro (lavoratori e non) che non saranno in regola con l’obbligo vaccinale, a partire dal 1° febbraio 2022 è prevista una sanzione di 100 euro una tantum. La sanzione sarà irrogata dall’Agenzia delle entrate, attraverso l’incrocio dei dati della popolazione residente con quelli risultanti nelle anagrafi vaccinali regionali o provinciali.

La vaccinazione può essere omessa o differita in presenza di specifiche condizioni cliniche che la rendano non indicata. Tali condizioni dovranno essere attestate dal medico di medicina generale e poi valutate dall’azienda sanitaria territorialmente competente che, nel caso in cui concordi con la valutazione del medico di medicina generale, rilascerà una certificazione di esenzione alla vaccinazione. L’infezione da covid determina il differimento della vaccinazione fino alla prima data utile per la vaccinazione stessa, come previsto dalle circolari del ministero della Salute.

L’obbligo di Super green pass per tutti i lavoratori (pubblici e privati) e i liberi professionisti di almeno 50 anni scatta dal 15 febbraio 2022. Da quella data, gli stessi saranno tenuti a possedere ed esibire il Green Pass rafforzato all’accesso al luogo di lavoro, pertanto chi oggi non è ancora vaccinato dovrà effettuare la prima dose del vaccino entro il 31 gennaio per ottenere un Green Pass rafforzato valido a partire dal 15 febbraio. Per i lavoratori pubblici e privati e i liberi professionisti non vaccinati è prevista una sanzione da 600 a 1.500 euro nel caso di accesso ai luoghi di lavoro in violazione dell’obbligo. Come già avviene per i lavoratori sprovvisti di Green Pass, anche i lavoratori ultra-cinquantenni che dal 15 febbraio 2022 saranno sprovvisti di Green Pass rafforzato al momento dell’accesso al luogo di lavoro saranno considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro ma senza diritto alla retribuzione né altro compenso o emolumento, si spiega.

Dal 20 gennaio al 31 marzo 2022, inoltre, è previsto l’obbligo di Green Pass (indifferentemente base o rafforzato) per l’accesso degli utenti alle attività che offrono servizi alla persona. Dal 1° febbraio (o da altra data, nel caso sia previsto dal dpcm attuativo) al 31 marzo 2022, è previsto l’obbligo di Green Pass (indifferentemente base o rafforzato) per l’accesso degli utenti ad uffici pubblici; servizi postali, bancari e finanziari; attività commerciali, con l’eccezione di quelle necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona. Queste attività, esenti dall’obbligo, saranno individuate dal dpcm attuativo. Per le persone che accedono senza Green Pass ai servizi e alle attività in cui è obbligatorio averlo, è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. La stessa sanzione si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green Pass se omette il controllo.

ADN KRONOS




Covid, ministro D’Incà positivo: aveva già fatto terza dose

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federicodinca mascherina fgFederico D’Incà è affetto dal Covid. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento ha contratto il virus benché abbia già fatto la terza dose, ed è in isolamento nella sua casa di Belluno da qualche giorno. D’Incà che ha qualche sintomo leggero della malattia, nei prossimi giorni si sottoporrà al test molecolare per vedere se il virus è regredito.

ADNKRONOS




Oslo: i nuovi corsi di lingua norvegese del Comites

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7corsiosloOSLO\ aise\ – Anche nel 2022 tornano i corsi di lingua norvegese organizzati dal Comites di Oslo sia online che in presenza. Tutti i corsi avranno un monte ore di 28 ore, distribuite su 14 settimane di corso.
Quattro i corsi disponibili, principiante e avanzato, in presenza e online. Per tutti le iscrizioni aprono oggi, 7 gennaio.
I corsi nel dettaglio.
CORSO DI LIVELLO A1.1 (ONLINE)
Pensato per principianti assoluti, si strutturerà a partire dal capitolo 1 del libro di testo “På Vei” (Cappelen Damm, edizione 2014 – disponibile anche in Pdf).
Il corso per principianti si terrà dal 27 gennaio al 5 maggio sulla piattaforma Zoom, dalle ore 12.00 alle ore 13.40.
La quota di partecipazione è di NOK 1600. Qui il link per l’iscrizione.
CORSO DI BASE DI LIVELLO A1.2 (ONLINE)
Il corso si strutturerà a partire dal capitolo 6 del libro di testo “På Vei” (Cappelen Damm, edizione 2014 – disponibile anche in Pdf).
Anche questo corso di terrà dal 27 gennaio al 5 maggio, sulla piattaforma Zoom, dalle ore 10.00 alle ore 11.40.
La quota di partecipazione è di NOK 1600. Qui il link per l’iscrizione.
CORSO IN PRESENZA DI LIVELLO A2.2 / INTRODUZIONE AL LIVELLO B1
Il corso si strutturerà a partire dal capitolo 14 del libro di testo “På Vei” (Cappelen Damm, edizione 2014 – disponibile anche in Pdf).
Il corso si terrà dal 26 gennaio al 4 maggio dalle ore 16.00 alle 17.45. La sede dei corsi sarà l’Anker Hotel di Storgata 55, nel centro di Oslo. La quota di partecipazione è di NOK 1800. Qui il link per l’iscrizione.
CORSO IN PRESENZA DI LIVELLO B1.2
Il corso si strutturerà a partire dal capitolo 4 del libro di testo “Stein på Stein” (Cappelen Damm, edizione 2014 – disponibile anche in Pdf)
Il corso si terrà dal 26 gennaio al 4 maggio dalle ore 18.00 alle 19.45 sempre all’Anker Hotel di Storgata 55, nel centro di Oslo.
La quota di partecipazione è di NOK 1800. Qui il link per l’iscrizione.
Per le iscrizioni, si seguirà il principio norvegese «førstemann til mølla» (“prima arrivato, prima servito”); i primi a completare la procedura di iscrizione, saranno coloro che potranno avere accesso ai corsi.
Verrà data la priorità agli iscritti AIRE e ai residenti in Norvegia.
Per maggiori informazioni, si può scrivere alla docente Grazia Lombardi (grazia.lombardi@hotmail.com, tlf. +47 93846546). (aise) 




7 Gennaio, è la festa del nostro bellissimo Tricolore

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tricoloreLa Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata nazionale della bandiera o Giornata Tricolore, è una giornata celebrativa nazionale italiana, istituita per ricordare la nascita della bandiera d’Italia. Si festeggia ogni anno il 7 gennaio, con le celebrazioni ufficiali che avvengono a Reggio Emilia, città dove venne approvata per la prima volta l’adozione del Tricolore da parte di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana.

La giornata venne istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996 con l’intenzione di celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emilia della bandiera italiana, che avvenne ufficialmente il 7 gennaio 1797 con l’adozione ufficiale del Tricolore da parte della Repubblica Cispadana, stato napoleonico nato l’anno precedente e dipendente dalla Prima Repubblica francese.

I tre colori nazionali italiani comparvero per la prima volta a Genova il 21 agosto 1789 sulla coccarda italiana tricolore circa un mese dopo lo scoppio della Rivoluzione francese, l’11 ottobre 1796 furono utilizzati per la prima volta a Milano su uno stendardo militare, ma il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, per la prima volta, il Tricolore venne adottato ufficialmente da uno Stato italiano sovrano. A suggerire l’adozione di una bandiera verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni, che per tale motivo è conosciuto come il “Padre del Tricolore”[1]. Nel verbale della riunione del 7 gennaio 1797 che fu convocata dal comitato fondatore della Repubblica Cispadana e che avvenne in un locale del municipio della città in seguito ribattezzato Sala del Tricolore, si può leggere:

«[…] Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato […]»

«[…] Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato. […]»

«[…] Dietro ad altra mozione di Compagnoni dopo qualche discussione, si decreta che l’Era della Repubblica Cispadana incominci dal primo giorno di gennaio del corrente anno 1797, e che questo si chiami Anno I della Repubblica Cispadana da segnarsi in tutti gli atti pubblici, aggiungendo, se si vuole, l’anno dell’Era volgare. […]»

La settecentesca Sala del Tricolore, poi diventata sala consiliare del comune di Reggio Emilia, dove nacque la bandiera italiana

L’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rende gli onori alla prima bandiera italiana durante la Festa del Tricolore del 7 gennaio 2004 a Reggio Emilia

Nell’assemblea del 21 gennaio, che fu invece convocata a Modena, l’adozione del Tricolore fu confermata:

«[…] confermando le delibere di precedenti adunanze – decretò vessillo di Stato il Tricolore – per virtù d’uomini e di tempi – fatto simbolo dell’unità indissolubile della Nazione. […]»

La bandiera della Repubblica Cispadana era a bande orizzontali con il rosso in alto, il bianco al centro e il verde in basso. Al centro era anche presente l’emblema della repubblica, mentre ai lati erano riportate le lettere “R” e “C”, iniziali delle due parole che formano il nome della “Repubblica Cispadana”. Le repubbliche Cispadana e Transpadana si fusero qualche mese dopo dando vita alla Repubblica Cisalpina, il cui Gran Consiglio, l’11 maggio 1798, adottò come bandiera un tricolore a bande verticali senza stemmi, emblemi o lettere[1]:

«[…] la Bandiera della Nazione Cisalpina è formata di tre bande parallele all’asta, verde, la successiva bianca, la terza rossa. L’Asta è similmente tricolorata a spirale, colla punta bianca […]»

In seguito la bandiera verde, bianca e rossa è stata adottata da altri due Stati napoleonici, la Repubblica Italiana e il successivo Regno d’Italia. Terminata l’epoca napoleonica, il Tricolore si diffuse come uno dei simboli della lotta risorgimentale. Venne infatti adottato dalla Cittadella di Alessandria durante i moti del 1820-1821 e dalla Repubblica Romana nel 1849.

Nel 1860 il Tricolore italiano venne scelto come bandiera nazionale dal Regno delle Due Sicilie, mentre il 17 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, la bandiera verde, bianca e rossa diventò il vessillo nazionale dell’Italia unita, sebbene non ufficialmente riconosciuta da una legge specifica.

Il riconoscimento si ebbe invece il 12 giugno del 1946 grazie a un decreto legislativo del Presidente del Consiglio, dove si adottava ufficialmente il Tricolore come bandiera nazionale della neonata Repubblica Italiana. La decisione fu ratificata il 24 marzo 1947 dall’Assemblea Costituente che decretò, nel contempo, l’inserimento, nell’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana, del seguente testo:

«La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.»

(Articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana)

L’articolo, in questa forma, fu poi ratificato dal parlamento italiano.

Celebrazioni

Il 31 dicembre 1996, con la medesima legge che istituiva la Festa del Tricolore, venne costituito un Comitato nazionale di venti membri che aveva l’obiettivo di organizzare la prima commemorazione solenne della nascita della bandiera italiana. Il Comitato era composto da personalità istituzionali, tra cui i presidenti delle camere, e da membri provenienti dalla società civile, particolarmente dall’ambito storico e culturale. All’epoca fu anche proposto di non festeggiare la data, se non addirittura di modificare la bandiera stessa, ipotesi scarsamente accolte dai membri del Parlamento.

Per quanto riguarda il cerimoniale, nel giorno della Festa del Tricolore, presso il Palazzo del Quirinale a Roma, viene eseguito il cambio della Guardia d’onore in forma solenne con lo schieramento e la sfilata del Reggimento Corazzieri in uniforme di gala e della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo[5]. Questo rito solenne viene svolto solamente in altre due occasioni, durante le celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana (2 giugno) e della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate (4 novembre).

A Reggio Emilia, in piazza Prampolini, la Festa del Tricolore viene celebrata con la visita di una delle più alte cariche della Repubblica Italiana (il Presidente della Repubblica o il presidente di una delle camere), che assiste all’alzabandiera sulle note de Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro e che rende gli onori militari a una riproduzione della bandiera della Repubblica Cispadana[6]. Subito dopo un militare della Brigata paracadutisti “Folgore” che porta un Tricolore nelle mani plana in piazza Prampolini[6]. Alla celebrazione officiata dalle massime cariche dello Stato seguono poi varie iniziative culturali che coinvolgono anche le scuole di Reggio Emilia.

Come in altre date solenni, nel giorno della Festa del Tricolore la bandiera italiana deve essere esposta in tutti gli uffici pubblici e istituzionali.

Da Wikipedia




Mattarella: ogni sfida può essere affrontata con l’impegno e la responsabilità di tutti e di ciascuno

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7tricoloreROMA\ aise\ – “Celebriamo oggi il 225° anniversario del Tricolore, simbolo dell’Italia e testimone del cammino che ha portato alla costruzione della Repubblica, libera e democratica. Tante tragiche ed eroiche vicende hanno accompagnato il raggiungimento di un destino comune”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 225° anniversario del Tricolore.
“Dalle difficoltà che hanno contraddistinto i nostri giorni, ad iniziare dalle sofferenze provocate dalla pandemia e dal clima di incertezza che questa ha generato, è sorta una nuova consapevolezza e fiducia nel futuro”, annota il Capo dello Stato. “Abbiamo dimostrato che ogni sfida può essere raccolta e affrontata con l’impegno e la responsabilità di tutti e di ciascuno”.
“Il calore con cui tanti concittadini, nei momenti più difficili, hanno esposto la bandiera alle finestre di casa e intonato il Canto degli Italiani, – riflette Mattarella – ha segnato la memoria collettiva del Paese e richiamato il valore fondamentale della solidarietà e della coesione sociale. Tutte le istituzioni e le espressioni della società civile hanno saputo compiere la loro parte”.
“La nostra bandiera – ricorda il Presidente – ha accompagnato gli atleti protagonisti di una stagione di successi sportivi internazionali che ci ha reso orgogliosi di quanto hanno saputo testimoniare. Le loro vittorie – sottolinea – sono l’immagine di un popolo tenace, che è impegnato verso l’avvenire e che, per la serietà offerta con la sua condotta, ha rappresentato un riferimento per l’intera comunità internazionale. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”. (aise) 




Le Befane d’Europa

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images igallery resized ambientetest nx mam artvls 311229 befana 6838 250 200 90 cEcco le origini della festa della Befana e il modo di festeggiare questa ricorrenza in Spagna, in Francia, in Germania, in Russia, in Islanda, in Ungheria e in Romania.

Oggi festeggiamo la Befana: caramelle, cioccolatini, giochi e regali di tutti i tipi abbondano nelle nostre case, per far felici piccoli e grandi, prima della triste ripresa della quotidianità. Con la Befana, infatti, finiscono tutte le feste: i bambini ritornano a scuola e i grandi riprendono il lavoro. In tanti Paesi del mondo, in realtà il ritorno alla quotidianità è già avvenuto: la Befana non è una festa civile festeggiata in tutto il mondo. Pochi, infatti, sono i Paesi in cui le vacanze di Natale e Capodanno vengono prolungate fino al 6 Gennaio, giorno di Epifania secondo la chiesa Cristiana, ovvero giorno in cui vi è stata la ‘manfestazione’ di Gesù ai Re Magi.

Secondo quanto raccontato nel Vangelo, nel giorno dell’Epifania, conosciuto dai più piccoli come giorno della Befana, infatti, si ricorda l’adorazione dei Re magi a Gesù, il Messia a cui portarono doni preziosi per festeggiarlo.

Dalla tradizione religiosa nasce quindi la tradizione, in Italia, di festeggiare questo giorno portando dei doni e dei regali alle persone più care: dono preferito e’ una calza ripiena di dolci e carbone.

Come e dove si festeggia la Befana nel resto del mondo? La Befana, oltre che in Italia, si festeggia in Spagna, in Francia, in Germania, in Russia, in Islanda, in Ungheria e in Romania. E ogni Paese ha la propria tradizione:

In Spagna, il 6 gennaio, tutti i bambini aspettano che i Re Magi lascino dei doni. E la sera precedente si preparano all’arrivo dei Magi mettendo davanti alla porta un bicchier d’ acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui i Re sfilano per le vie cittadine su dei carri riccamente decorati.

In Francia, per festeggiare l’Epifania si festeggia mangiando un dolce speciale, all’ interno del quale si nasconde una fava. Chi trova la fava diventa per quel giorno il re o la regina della festa.

Anche in Russia si festeggia il 6 Gennaio: qui la chiesa ortodossa, però, in questo giorno celebra il Natale. Secondo la leggenda, in Russia, i regali vengono portati da Padre Gelo accompagnato da Babuschka ,una simpatica vecchietta.

In Germania il 6 Gennaio è il giorno della venuta dei Re Magi. In questo, i preti vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una canzone sacra. Le persone di religione cattolica si recano in Chiesa.  Ma in Germania il 6 Gennaio non è un vero e proprio giorno festivo, si lavora come solito e i bambini vanno a scuola.

In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo giorno, perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. I festeggiamenti iniziano con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo (il primo Babbo Natale arriva l’ 11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d’ artificio.

In Ungheria nel giorno della Befana i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.

In alcuni paesi della Romania, invece, i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.

da ecoseven.net




Il Cdm ha approvato l’obbligo vaccinale per gli over 50

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182211264 53919b14 d9c2 42e1 9258 13a09d61876eAGI – Dopo il ‘no’ della Lega al super green pass per i servizi, il governo si ricompatta e vota unanime il via libera al decreto che introduce una ulteriore stretta anti Covid, prevedendo l’obbligo vaccinale per gli over 50. 

Al termine di una lunga giornata di riunioni (prima la cabina di regia, poi l’incontro con le Regioni e infine il Cdm il cui inizio slitta di un’ora), passa infine la linea dura, anche se non durissima, come avrebbero invece voluto lo stesso premier Mario Draghi, il Pd, Italia viva e Forza Italia.

Ma le perplessità avanzate dal Movimento 5 stelle e la contrarietà della Lega – che però ‘cede’ sull’obbligo vaccinale per gli over 50, mentre il partito di via Bellerio avrebbe voluto che la misura riguardasse solo gli over 60 anni – prevalgono e si sceglie la mediazione (del premier) di far scattare le nuove misure per gli over 50 (Forza Italia aveva invece proposto di fissare l’asticella dai 40 anni in su) e di eliminare dalla bozza del testo del nuovo decreto le norme relative alla certificazione verde rafforzata obbligatoria per accedere alle banche, agli uffici pubblici, ma anche ai servizi alla persona (non essenziali) come il parrucchiere e l’estetista, i centri commerciali, inizialmente previste.

In sostanza, le nuove norme prevedono l’obbligo di greeen pass rafforzato (che si ottiene solo con il ciclo completo di vaccinazione o con la guarigione da Covid) per tutti i lavoratori over 50, mentre si introduce l’obbligo vaccinale per i 50enni che non lavorano.

L’obbligo di vaccinazione sarà valido fino al 15 giugno, l’obbligo di super green pass per i 50enni al lavoro scatterà dal 15 febbraio.

Fino al 31 marzo, per poter accedere negli uffici publici, in banca, nei centri commerciali e usufruire dei servizi alla persona, sarà sufficiente il green pass semplice (che si ottiene con vaccino o tampone).

Nel dettaglio, stando alla bozza del testo del decreto, i lavoratori e i clienti dei servizi commerciali, come ad esempio le banche, dovranno esibire il green pass dal 1 febbraio al 31 marzo; i lavoratori e i clienti dei centri commerciali dovranno esibire il passaporto verde dal 1 febbraio al 31 marzo; idem i lavoratori e gli utenti di uffici pubblici, Comuni, Province, Regioni e i lavoratori e utenti di servizi pubblici come Poste, Inps, Inail.

Nessun cambiamento, invece, per i servizi essenziali, come negozi di alimetari e farmacie, dove continuerà a non essere obbligatorio esibire alcun green pass.

Novità anche sul fronte scuola: confermata la linea fortemente voluta dal premier e ondivisa dal governo del rientro in classe senza dilazioni dal 10 gennaio.

Ma cambiano le regole per la dad, differenziate per età: per i nidi e materne da 0-6 anni, nel caso di 1 positivo in classe scatterà la quarantena per tutta la classe; per le scuole elementari, nel caso di 2 positivi, scatta la quarantena di 7 giorni per l’intera classe, mentre se c’è un solo caso positivo si resta in presenza con testing di verifica.

Per le scuole secondarie di primo e secondo grado varranno diverse regole: con 1 solo caso è prevista la sorveglianza stretta; con 2 casi la classe resta in presenza con autosorveglianza e obbligo di mascherine Ffp2; con 3 casi solo i vaccinati resterebbero in presenza e monitorati, la dad scatta invece per i non vaccinati, infine dal quarto caso tutta la colasse andrà in dad.

Quanto alle sanzioni, “dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata” il datore di lavoro “può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi”, rinnovabili fino al 31 marzo 2022, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro per il lavoratore sospeso.

Draghi in Cdm, interveniamo su classe età a rischio

“I provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e, allo stesso tempo, mantenere aperte le scuole e le attività economiche”.

Così il premier Mario Draghi ha aperto il Cdm che ha dato poi il via libera all’obbligo vaccinale per gli over 50.

“Vogliamo – il ragionamento del premier – frenare la crescita della curva dei contagi e spingere gli italiani che ancora non si sono vaccinati a farlo. Interveniamo in particolare sulle classi di età che sono più a rischio di ospedalizzazione per ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite”.




L’Ambasciatore Mignano agli italiani in Svizzera: guardiamo con fiducia al 2022

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italia svizzeraBERNA\ aise\ – “Buon Anno Nuovo a tutti i connazionali in Svizzera e in Liechtenstein”. Così l’Ambasciatore italiano a Berna Silvio Mignano nel suo messaggio per il nuovo anno.
Si è chiuso un 2021, scrive il diplomatico, “che avremmo tutti voluto salutare con maggior certezze, ma che tuttavia possiamo lasciare con la consapevolezza di avere strumenti di difesa, a cominciare dal vaccino, di cui dodici mesi fa ancora non disponevamo. Dobbiamo aver fiducia nell’intelligenza umana e nella ricerca scientifica, tanto più in un Paese – la Svizzera – nel quale tanti cittadini italiani hanno dato e danno ogni giorno contributi fondamentali proprio nell’ambito degli studi e della ricerca al più alto livello”.
“Il nostro Governo, insieme agli altri europei, alla UE e alle organizzazioni internazionali, – annota Mignano – ha avviato da mesi un complesso piano di contrasto alla pandemia, i cui risultati nel caso dell’Italia si riflettono anche nella ripresa dell’economia. Con la Svizzera e con il Liechtenstein questo significa anche una crescita straordinaria dell’interscambio commerciale e un rilancio dei reciproci investimenti esteri diretti. È uno dei campi – sottolinea il diplomatico – nei quali l’Ambasciata si è maggiormente adoperata, di concerto con l’ICE e in collegamento con la Camera di Commercio a Zurigo e con tutti gli altri attori del sistema Paese”.
“La tutela della lingua italiana, la sua promozione insieme a quella della nostra grande cultura, i servizi consolari, le elezioni dei Comites – ricorda Mignano – sono alcuni degli altri obiettivi perseguiti insieme ai nostri quattro Consolati e Consolati Generali, all’Istituto Italiano di Cultura, alle cattedre di italianistica e a tutti gli altri titolari di cattedre universitarie raccolti nella SAIS, alle scuole e ai corsi di lingua e cultura italiana, ai Comites e al CGIE”.
“Il nostro personale non ha mai smesso di lavorare, anche durante le fasi più complesse dell’emergenza, e a parte rare e brevissime esigenze di sanificazione degli ambienti le nostre sedi sono sempre rimaste aperte, riuscendo a garantire li stessi servizi consolari (in alcuni casi potenziandoli rispetto alla pre-pandemia)”, sottolinea l’ambasciatore. “Desidero ringraziare tutto il nostro personale in tutto il territorio elvetico. Colgo anche l’occasione per rivolgere sinceri auguri a tutti gli svizzeri e gli abitanti del Liechtenstein, e alle loro Autorità e Istituzioni” conclude. “Guardiamo con fiducia al 2022”. (aise) 




Conte detta le condizioni sul Covid: “Smart working e subito ristori”

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223108141 87d710e8 70db 4319 83d7 da23416898b4AGI – Alla vigilia del Consiglio dei ministri che dovrebbe varare nuove misure restrittive per tentare di arginare la quarta ondata, Giuseppe Conte riunisce i parlamentari 5 stelle e detta le ‘sue’ condizioni al governo: nessun obbligo vaccinale, sì al ritorno allo smart working e subito ristori e prolungamento della cig Covid.

Ma, soprattutto, il leader pentastellato chiede al governo di fare chiarezza e spiegare con trasparenza agli italiani qual è la situazione.

Solo un breve passaggio dedicato al prossimo voto sul Capo dello Stato – nel quale l’ex premier esorta i 5 stelle a restare compatti perché solo così si può rendere determinante il ‘peso’ parlamentare del Movimento, che è maggioranza relativa, ricorda agli eletti – poi l’intero intervento è riservato al Covid e alle possibili nuove misure che l’esecutivo si appresta a mettere in campo.

“Condizione preliminare perchè si possano prendere in considerazione ulteriori restrizioni è che si introduca subito il ricorso allo smart working. È inaccettabile che l’Europa faccia massiccio ricorso a questa misura, e proprio noi che siamo stati i capofila l’abbiamo dismessa in questa fase della pandemia”, è la premessa del leader M5s.

Che poi mette in chiaro, lanciando anche una stilettata a chi, nel governo, punta all’obbligo vaccinale: “Chiediamo che siano consentiti tempi rapidi di vaccinazione in tutte le aree del Paese, stante la diffusa criticità che diffusamente viene registrata nelle prenotazioni delle dosi booster. Appare paradossale ragionare di obbligo vaccinale quando anche coloro che volontariamente si rendono disponibili per la terza dose incontrano difficoltà a farlo in tempi brevi”.




Nuovo Presidente. Si voterà dal 24 gennaio

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downloadROMA, 4 gen. (Reuters) – Il parlamento italiano si riunirà il 24 gennaio per iniziare a votare per un nuovo capo di Stato in sostituzione dell’uscente Sergio Mattarella,

L’elezione di un nuovo presidente della Repubblica potrebbe avere importanti ripercussioni per il futuro del governo del presidente del Consiglio Mario Draghi, che sta cercando di contenere un’ondata di contagi da Covid-19. Draghi ha chiarito che vorrebbe diventare presidente, porre fine al suo governo di 11 mesi e lasciare il Paese con l’opzione di insediare un nuovo primo ministro o di tenere elezioni un anno prima del previsto.

Tuttavia, non vi è alcuna garanzia che il 74enne ex capo della Banca centrale europea otterrà l’incarico. La prima scelta dei partiti di centrodestra è il quattro volte primo ministro Silvio Berlusconi, 85 anni.

Altre figure considerate contendenti sono l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato e l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Il presidente, eletto per un mandato di sette anni, ha normalmente un ruolo in gran parte cerimoniale, ma gode di ampi poteri dopo le elezioni o quando cade un governo. Ha l’ultima parola sulla nomina del primo ministro e degli altri membri del gabinetto.

L’elezione, condotta a scrutinio segreto tra più di 1.000 parlamentari e rappresentanti regionali, è un processo imprevedibile che spesso richiede diversi giorni.

Non ci sono candidati ufficiali e ogni parlamentare scrive il nome che preferisce su un foglio di carta. Questo può produrre proposte stravaganti da star dello sport, attori o altri personaggi pubblici.

I capi di partito generalmente cercano di negoziare un candidato reciprocamente accettabile, ma lo scrutinio segreto significa che le loro istruzioni non sono sempre seguite dai legislatori di base.

Nei primi tre turni di votazione è richiesta la maggioranza dei due terzi per eleggere un presidente. Dal quarto voto la soglia si riduce alla maggioranza assoluta, la metà più di coloro che votano.

I parlamentari votano uno dopo l’altro e ogni turno di votazione di solito dura più di quattro ore.

Da quando è stato introdotto l’attuale sistema, solo due dei 12 presidenti italiani sono stati eletti nei primi tre turni di votazione. L’elezione più lunga fu quella di Giovanni Leone nel 1971, che richiese 23 turni.