Italia. Nuove regole sull’obbligo del Green pass per i lavoratori

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203651480 a0ed4a51 bc48 4cf8 a7d5 c4891e178ec7AGI – Estensione del super Green pass a tutti i lavoratori nel pubblico e nel privato. La data cerchiata in rosso è quella del 5 gennaio, quando il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi. La decisione ormai è stata presa.  Si è svolta una riunione, secondo quanto apprende l’AGI, tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Garofoli, i tecnici del ministero della Pubblica amministrazione, della Salute e del Lavoro per discutere sulle modalità del provvedimento e superare gli ultimi ostacoli.

Ovvero quali sanzioni applicare e come procedere alle sostituzioni di chi non si atterrà alle regole. L’intenzione, secondo quanto si apprende, è quella di procedere con lo stesso schema valido per il Green pass. Vale a dire, con le stesse sanzioni (e la sospensione dello stipendio) per chi non è in possesso del passaporto sanitario. Ma le nuove regole sull’obbligo del super Green pass dovrebbero entrare in vigore a febbraio, per dare il tempo a tutti i lavoratori di vaccinarsi.

Un altro tema sul tavolo del governo è legato alla sostituzione dei dipendenti che non seguiranno le indicazioni dell’esecutivo. Secondo quanto si apprende, una delle ipotesi al vaglio è quella di poter permettere alle piccole aziende di procedere alle sostituzioni. Ovvero alle imprese sotto i 15 dipendenti, mentre la stessa possibilità potrebbe non essere considerata per le grandi aziende.  Non è escluso che prima del Consiglio dei ministri possa tenersi una cabina di regia, ma al momento il premier Draghi tira dritto. Nonostante le perplessità manifestate dal Movimento 5 stelle e dalla Lega. La decisione finale riguardo i contenuti del decreto arriverà domani.

Il governo sta valutando anche delle novità per la scuola

E anche quelle riguardo la scuola. Il governo sta valutando infatti le proposte fatte pervenire dalle Regioni (domani si riunirà la Conferenza straordinaria sulla scuola) sulla possibilità che in presenza di due contagiati i non vaccinati ‘entrino’ in Dad. Una eventualità scartata dal Movimento 5 stelle e dalla Lega ma l’esecutivo non avrebbe ancora escluso di procedere in questa direzione.

Di sicuro l’intenzione del premier – ribadita da diversi giorni – è quella di non permettere lo slittamento delle riaperture delle scuole oltre il 10 gennaio. Draghi, ma anche le forze politiche della maggioranza, ritiene sia prioritario assicurare l’attività scolastica in presenza. Mentre, invece, alcuni presidenti di Regione – De Luca in primis – propongono di prolungare le vacanze o comunque di fare in modo che non si corra il rischio di contagi.

C’è, inoltre, la richiesta dei sindacati e del Movimento 5 stelle di ripristinare lo smart working nella pubblica amministrazione. Una eventualità al momento scartata anche perché ci sono già i protocolli legati al lavoro agile.




Il verdetto degli scienziati: Omicron è meno grave perché colpisce la gola e non i polmoni

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AGI.IT




Buon Anno!

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Buon Anno a tutti i nostri lettori!




Il congedo di Mattarella: “Ho fiducia, l’Italia crescerà. Sette anni emozionanti”

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193222578 7a501d4f 2910 4947 aea7 65a1d5cef70dUn grazie agli italiani ma anche alle istituzioni che hanno evitato “un salto nel buio”, mostrando tutti insieme in questi anni difficili che l’unità e la solidarietà sono il vero patriottismo su cui si fonda la Repubblica. Sergio Mattarella rivolge l’ultimo messaggio di auguri del suo settennato parlando “con un po’ di emozione” soprattutto ai cittadini di un paese che ha saputo mostrare il suo vero volto, “laborioso, creativo, solidale”.

Mattarella lascia in punta di piedi il suo ruolo, con uno dei suoi discorsi più brevi, ricordando i sette anni intensi e difficili ma ringraziando per non essersi “mai sentito solo”. Poche parole per confermare che non vuole un bis (“tra pochi giorni, come dispone la Costituzione, si concluderà il mio ruolo di Presidente”), nessun accenno al suo successore, cui non affida lasciti per grande rispetto di chi salirà al Quirinale dopo di lui.

Semmai, nel ricordare il settennato e nel lasciare ai posteri l’onere di un giudizio sul suo operato, il Capo dello Stato fa notare i due principali doveri cui si è attenuto e cui si augura si attenga qualunque presidente: “spogliarsi di ogni precedente appartenenza” per non guardare ad altro che al bene comune e “salvaguardare ruolo, poteri e prerogative dell’istituzione che riceve dal suo predecessore e che – esercitandoli pienamente fino all’ultimo giorno del suo mandato – deve trasmettere integri al suo successore”. Una regola, questa, raccolta dalle parole di Luigi Einaudi e a cui il Presidente si è sempre voluto attenere, oltre ad essersi “adoperato, in ogni circostanza, per svolgere il mio compito nel rispetto rigoroso del dettato costituzionale”.

Poi i ringraziamenti, sentiti e calorosi, per ogni cittadino, per chi si è impegnato nel suo dovere, per i medici, il personale sanitario e i volontari che hanno combattuto la pandemia, per chi si è vaccinato. Ma anche per l’Europa che è stata “all’altezza della gravità della situazione”, per il Parlamento che rappresenta la sovranità degli italiani e per i 5 governi che si sono succeduti nel settennato, in una leale collaborazione che, sostenuta dai cittadini, è stata collante di una comunità che unita supera le difficoltà più gravi. E un caldo invito ai giovani a “prendersi il futuro”

Chi vuole cercare una indicazione per quello che avverrà dopo il 3 febbraio, suo ultimo giorno al Quirinale, può trovarla nelle parole finali del messaggio, quando il Capo dello Stato parla di speranza ma anche di doveri e di unità: “Guardiamo avanti, sapendo che il destino dell’Italia dipende anche da ciascuno di noi. Tante volte abbiamo parlato di una nuova stagione dei doveri”

“Tante volte, soprattutto negli ultimi tempi, abbiamo sottolineato che dalle difficoltà si esce soltanto se ognuno accetta di fare fino in fondo la parte propria. Se guardo al cammino che abbiamo fatto insieme in questi sette anni nutro fiducia. L’Italia crescerà. E lo farà quanto più avrà coscienza del comune destino del nostro popolo, e dei popoli europei”.

Ma soprattutto il Presidente ripercorre gli anni della sua presidenza, “impegnativi, complessi, emozionanti”. Tre parole dietro cui ci sono mille ricordi. Le crisi di governo, il terrorismo, le catastrofi naturali, la pandemia, ma anche le migliaia di incontri, la speranza di una ripartenza suffragata dai dati economici “oltre le aspettative”.

“Ho percepito accanto a me l’aspirazione diffusa degli italiani a essere una vera comunità, con un senso di solidarietà che precede, e affianca, le molteplici differenze di idee e di interessi” nota.

Poi ricorda le tante vittime del covid, ogni lutto “un lutto per tutta l’Italia”. E torna sul tema vaccini, che sono stati “strumento prezioso”, salvando “tante migliaia di vite”. Certo, “non garantiscano l’invulnerabilità ma rappresentano la difesa che consente di ridurre in misura decisiva danni e rischi, per sé e per gli altri”.

Dunque sono una opportunità  e “sprecarla è anche un’offesa a chi non l’ha avuta e a chi non riesce oggi ad averla”. E allora davanti al salire dei contagi e alle varianti, che frustrano, “non dobbiamo scoraggiarci”

Mattarella apre uno squarcio nei suoi sentimenti e insieme indica una via: “Anche nei momenti più bui, non mi sono mai sentito solo e ho cercato di trasmettere un sentimento di fiducia e di gratitudine a chi era in prima linea. Ai sindaci e alle loro comunità. Ai presidenti di Regione, a quanti hanno incessantemente lavorato nei territori, accanto alle persone. Il volto reale di una Repubblica unita e solidale. È il patriottismo concretamente espresso nella vita della Repubblica”.

“Spesso – ammette – le cronache si incentrano sui punti di tensione e sulle fratture. Che esistono e non vanno nascoste”. Ma “soprattutto nei momenti di grave difficoltà nazionale  – nota – emerge l’attitudine del nostro popolo a preservare la coesione del Paese, a sentirsi partecipe del medesimo destino.
Unità istituzionale e unità morale sono le due espressioni di quel che ci tiene insieme. Di ciò su cui si fonda la Repubblica”. E “l’Italia dispone delle risorse necessarie per affrontare le sfide dei tempi nuovi”.

Il presidente dedica un lungo passaggio ai giovani: “non fermatevi, non scoraggiatevi, prendetevi il vostro futuro perché soltanto così lo donerete alla società”.

E cita “la commovente lettera” del professor Pietro Carmina, vittima del crollo di Ravanusa: “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita”, “voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare”.

Poche settimane prima di lasciare il Quirinale dunque Mattarella guarda avanti ed esorta gli italiani ad “accogliere il nuovo anno”, “ed è un momento di speranza” conclude.




Draghi apre alla riforma delle pensioni

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191549257 5a98438b 11cf 409b ae7e 21bcbb7bd4dfAGI – Il governo è pronto ad avviare un “cantiere” per discutere di riforma delle pensioni, purchè non sia messa “a repentaglio” la sostenibilità del sistema nel medio e nel lungo periodo e all’interno del contesto europeo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è tornato a incontrare i sindacati a palazzo Chigi pochi giorni dopo lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil e apre alla richiesta dei rappresentanti dei lavoratori su una modifica della legge Fornero. Purchè, chiarisce il premier, non sia messa a rischio la sostenibilità del sistema.

Già nelle prossime ore, fanno sapere i sindacati, il governo invierà il calendario delle convocazioni per le trattative: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli e il consigliere economico Marco Leonardi si occuperanno della parte tecnica, mentre i ministri dell’Economia Daniele Franco, del Lavoro Andrea Orlando e della Pa Renato Brunetta avranno la responsabilità del coordinamento politico.

Costruire un metodo di consultazione su più ambiti è stato il primo punto al centro dell’incontro di lunedì pomeriggio a Palazzo Chigi di Draghi con i segretari generali di Cgil, Cisl e UIL, fa sapere palazzo Chigi. Tre sono i temi sui quali si focalizzerà questo percorso: flessibilità in uscita, pensioni complementari e precarietà giovanile.

“Avvieremo subito un programma operativo”, dice il premier a Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. “Possiamo lavorare su qualsiasi modifica – è la posizione di Draghi – purchè non sia messa a repentaglio la sostenibilità nel medio e lungo periodo e all’interno del contesto europeo”.

Oggi “siamo di fronte a una dichiarazione ufficiale sulla disponibilità del Governo a fare una discussione sulla riforma della legge Fornero, cosa che non era mai avvenuta in questi anni”, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al termine dell’incontro. Tuttavia, aggiunge Landini, il metodo della trattativa sulla riforma previdenziale deve essere diverso da quello seguito dal governo per la riforma fiscale.

“Il confronto deve introdurre un metodo diverso, non come per il fisco quando ci hanno ascoltato, hanno trovato una mediazione nella maggioranza e ci hanno comunicato la decisione”. Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dà un “giudizio positivo” sull’incontro con il governo.

“Finalmente – ha detto Sbarra al termine della riunione – apriamo il cantiere della riforma per arrivare alla revisione della legge Fornero nella prospettiva di rendere il sistema più flessibile, più equo, più sostenibile: “oggi abbiamo stabilito le grandi priorità su cui dovrà articolarsi la trattativa. Per noi biosgna discutere di pensioni di garanzia per giovani e donne, di flessbilità in uscita, di come rendere l’Ape sociale strutturale per venire incontro al lavoro gravoso e usurante e di come incentiviamo l’adesione alla previdenza complementare. Abbiamo riaffermato – ha concluso Sbarra – che la previdenza non può essere considerato un costo economico per il bilancio dello Stato perchè c’è un tema di sostenibilità sociale”.

“Si è deciso di aprire finalmente un cantiere per discutere della riforma della legge Fornero”, conclude il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Abbiamo concordato un metodo e un calendario di incontri che ci sarà comunicato domani”.

“Con i sindacati abbiamo avuto un confronto costruttivo sulla riforma delle pensioni – scrive in un post il ministro del Lavoro Andrea Orlando – è l’inizio di un percorso attraverso il dialogo che continua, come ho sempre auspicato, e che può contribuire a far fare passi avanti per i diritti di lavoratrici e lavoratori”, conclude.




Comites/Voto elettronico: i dati definitivi

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votoelettronico21ROMA\ aise\ – Alle ultime elezioni per il rinnovo dei Comites, il 3 dicembre scorso, è stato sperimentato per la prima volta anche il voto elettronico, come previsto dalla Legge di bilancio 2021.
Come ricordato dalla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina (Ufficio II), si è trattato della prima sperimentazione delle procedure di voto digitale in Italia, un importante progetto per verificare in concreto le modalità più sicure per il voto a distanza. La votazione elettronica ha coinvolto gli elettori di nove circoscrizioni consolari (che coprono le circoscrizioni di 11 comitati): Berlino, Monaco di Baviera (per i comitati di Monaco di Baviera e Norimberga), Marsiglia, Londra (per i comitati di Londra e Manchester), L’Aja, Houston, San Paolo, Tel Aviv e Johannesburg.
Sono stati ammessi alla sperimentazione tutti gli elettori residenti nelle 9 circoscrizioni che avessero effettuato l’iscrizione negli elenchi elettorali attraverso il portale per i servizi consolari Fast It. Per votare digitalmente, l’elettore ha dovuto collegarsi al portale IOvoto, autenticarsi con lo SPID di II livello ed esprimere la preferenza seguendo una procedura guidata interamente online.
Gli elettori abilitati alla piattaforma IOvoto (residenti nelle nove sedi diplomatico-consolari, le cui opzioni di voto erano state trasmesse tramite la piattaforma Fast It) sono stati in totale 7756. Di questi, 1236 sono risultati in possesso di SPID di II livello, condizione necessaria per autenticarsi sul portale IOvoto e accedere alla procedura per il voto digitale. I votanti complessivi sono stati 672.
La sperimentazione non ha prodotto effetti giuridici per questa tornata elettorale: ai fini dello scrutinio era valido soltanto il voto espresso per corrispondenza dai cosiddetti “optanti”, cioè gli elettori che si sono iscritti entro il 3 novembre negli elenchi elettorali: sono stati 183.910 (3,9% degli elettori complessivi). Coloro che hanno poi effettivamente espresso il voto per corrispondenza, facendo pervenire al consolato la busta contenente la scheda votata, sono stati 136.718 (2,9% degli elettori complessivi). (aise) 




L’idea del tampone obbligatorio per cinema, teatri e concerti

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123426659 8e3365b1 08cc 4a7e 98f8 dfae7aee3ceeAGI – Accelerare sulle terze dosi e rimodulare la durata del Green pass. È questa la strada che il governo si appresta a seguire per fronteggiare l’impennata di contagi, alimentata dalla variante Omicron. “Valuteremo la congruità delle misure” anti-Covid in campo “facendo una riflessione con i nostri scienziati”, spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Riflessione che porterà alla cabina di regia prevista per giovedì durante la quale dovrebbero essere messe a punto le nuove misure.

L’allarme era già stato lanciato poco prima da una circolare del ministero della Salute che ha avvertito che l’Italia è in una fase epidemica “acuta”, caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione del virus SarsCoV2 nella maggior parte del Paese, e con la variante Omicron che rappresenta una crescente minaccia. Il ministero raccomanda la “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da SarsCoV2, sia a livello territoriale che ospedaliero”.

La strada maestra rimane quella del vaccino e il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, chiede una ‘moratoria’ sulle “chiacchiere” riguardanti il Quirinale per concentrarsi sull’ermergenza: “Qui ci sono due priorità: accelerare la terza dose perché molti contagiati degli ultimi giorni sono persone in attesa della terza dose. E il Green Pass sia sempre e soltanto per vaccinati o guariti: i no-vax se ne facciano una ragione“, sottolinea.

Già dopo la cabina di regia e il Cdm previsti per giovedì potrebbe arrivare dal Governo il via libera a nuove misure come i tamponi obbligatori per chi partecipa a eventi pubblici, le mascherine all’aperto e l’accorciamento della durata del certificato verde. Ipotesi, quella dei tamponi obbligatori, che suscita non poche perplessità fra le forze politiche.

“Penso che il tampone ai vaccinati sia sotto tanti aspetti un colpo a chi, vaccinandosi, ha protetto anche gli altri. In questo momento è più giusto ipotizzare la vaccinazione obbligatoria”, ha detto il responsabile Enti Locali del Partito Democratico, Francesco Boccia, a Radio Immagina. “I tamponi ogni volta che vai a teatro o al cinema sia difficile e anche incoerente”, ha aggiunto.

“Introdurre il tampone anche per i vaccinati per accedere ai luoghi della cultura come cinema e teatri è una misura da evitare in tutti i modi”, dice Roberto Rampi, senatore e capogruppo pd in Commissione Cultura: “La cultura ha una funzione primaria che va salvaguardata in ogni modo”, aggiunge.

Uno stop arriva anche da Fratelli d’Italia: “Imporre l’obbligo di tampone anche ai vaccinati per l’ingresso al cinema e a teatro segnerebbe il colpo di grazia per il settore dello spettacolo”, ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. C’è anche la possibilità che venga estenso l’obbligo di vaccino per altri ambiti lavorativi oltre a sanitari, forze dell’ordine e insegnanti.

E la Campania procede a una nuova stretta sulle feste scolastiche, di laurea e compleanno in locali al chiuso, cresce il fronte di quanti auspicano l’introduzione dell’obbligo vaccinale: “Le istituzioni dovevano prevedere l’obbligo vaccinale già a luglio o ad agosto, c’è stata mancanza di coraggio”, spiega Francesco Boccia, deputato e membro della segreteria del Partito Democratico.

Quella dell’obbligo vaccinale è, d’altra parte, una misura su cui il Pd si era già detto a favore con Enrico Letta: “Se non c’è buon senso per la gestione del green pass obbligatorio allora bisogna arrivare all’extrema ratio, che è l’obbligo del vaccino. Io ho sempre pensato che bisognava fare di tutto per evitarlo, ma l’extrema ratio c’è”, ripete da mesi il segretario.

E oggi Debora Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, conferma la linea: “Noi abbiamo sempre detto di essere favorevoli all’obbligo vaccinale come ultima ratio. Il Pd sosterrà questa posizione. Auspichiamo anche quel senso di responsabilità ce gli italiani hanno dimostrato di avere”, spiega Serracchiani.

“Personalmente sono convinto che si debba arrivare molto presto all’obbligo vaccinale, per contrastare tutte le varianti del Covid. Non ci sono ragioni giuridiche che impediscano d’introdurre tale obbligo”, conferma anche il senatore Andrea Marcucci, non sempre in linea con la posizione del Nazareno.

Dell’obbligo vaccinale si torna a parlare anche per le parole dell’assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato che, in una intervista, sottolinea: “Il governo deve introdurre l’obbligo vaccinale. nel Lazio abbiamo 400 mila persone senza vaccino, possono sembrare poche rispetto a una popolazione di sei milioni di abitanti, ma in termini assoluti è un numero altissimo”.

Parole che ricevono un consenso trasversale visto che anche il deputato di Forza Italia, Gianfranco Rotondi dice: “Penso che l’assessore regionale del Lazio D’Amato abbia ragione:senza obbligo vaccinale non se ne esce. Sin dall’esordio della pandemia ho citato il precedente del colera del 1973 e con molto ritardo arriviamo a quella conclusione”. E il senatore Udc, Antonio Saccone, sottoscrive: “E’ giunto il momento di una scelta politica ed istituzionale importante: rendere obbligatorio il vaccino. Per tutti”.




Draghi si prepara per la stretta sul Covid e per la corsa sulla legge di bilancio

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083353077 0e2b824f c665 4e6a 8b65 d131e8fe9eb0AGI – Ultimi dieci giorni di fuoco per il governo prima della chiusura dell’anno. Lunedì il presidente del Consiglio Draghi incontra il Cancelliere tedesco Scholz: fari puntati sull’emergenza sanitaria ma anche sullo stato dell’economia dell’Unione europea, con sullo sfondo il tema della revisione del patto di stabilità; mercoledì il premier terrà la conferenza di fine anno per illustrare il bilancio di quanto fatto (e fare il punto soprattutto sullo stato di avanzamento del Pnrr), il giorno dopo è prevista la cabina di regia per valutare nuove misure anti-Covid e poi inizia la corsa ad approvare la legge di bilancio che finora ha avuto un percorso non poco accidentato.

Un rush finale del 2021 che i partiti della maggioranza interpretano come le ultime mosse del premier in vista delle elezioni del presidente della Repubblica.

A preoccupare è soprattutto l’avanzata di Omicron. Al momento non c’è un elenco di misure che verranno introdotte in vista delle feste natalizie ma dovrebbe esserci comunque l’estensione del super green pass, per esempio ai trasporti locali e centri commerciali, sul tavolo anche l’ipotesi di ridurre a sei mesi il ‘timing’ di validità del certificato verde e si ragiona anche sull’obbligo di mascherine all’aperto mentre non è al vaglio la possibilità dell’obbligo di vaccini né ci sarebbe l’estensione tout court del passaporto sanitario a tutti i luoghi di lavoro, anche se la misura introdotta, per esempio, per le forze dell’ordine potrebbe contemplare nuove categorie.

In ogni caso l’esecutivo si esprimerà sulla base dei nuovi dati e sulle indicazioni degli scienziati nella cabina di regia convocata per giovedì prossimo. Ma già nella conferenza stampa di fine anno arriverà l’invito del presidente del Consiglio Draghi agli italiani affinché mantengano la massima responsabilità e rispettino le regole anti-Covid.

Si prevede soprattutto di stringere le maglie per evitare assembramenti. Del resto già molti presidenti di Regione hanno preso l’iniziativa di vietare feste di piazza a Capodanno.

Ma con l’estensione del super green pass si punta a privilegiare in ogni caso i vaccinati. E a convincere chi non ha fatto ancora le dosi di vaccino a provvedere al più presto.

L’altra operazione che ha in mente il premier è quella di presentare il lavoro di completamento sul Pnrr con i 51 obiettivi previsti. Per poter ottenere dall’Europa la prima rata da 24,1 miliardi. Ma lo sguardo dei partiti è già rivolto al ritorno ai lavori dopo la pausa parlamentare di Natale.

Le forze politiche si dividono sull’eventualità che possa essere il premier a succedere a Mattarella. Salvini ieri ha provato a blindarlo a palazzo Chigi sulla scia di quanto sostiene da tempo Forza Italia, in primis Berlusconi.

Con la premessa che al Colle dovrà comunque andarci una figura condivisa. Oggi il ‘Capitano’ leghista ha ‘corretto’ il tiro: nessun veto nei confronti di nessuno.

Quindi neanche di Draghi. Ma nel centrodestra resta l’opzione Berlusconi. Da giorni tra gli azzurri ci si chiede se la coalizione sarà granitica sul Cavaliere alla quarta votazione. Sospetti nei confronti degli alleati, tanto che si pensa di ‘diversificare’ il voto sul nome del presidente azzurro ma oggi il coordinatore forzista Tajani si è detto convinto che l’asse FI-Lega-Fdi sarà granitico.

Ovvero se si dovesse arrivare al voto sul Colle per ‘blocchi’ e non attraverso una scelta ‘larga’ di tutti i partiti allora la scommessa sarà quella sull’ex premier. Una scommessa che il Movimento 5 stelle e il Pd non giocheranno, garantiscono i vertici pentastellati e dei dem. Il ‘piano B’ porta ad una donna (ma Salvini ha espresso dubbi, così come il Movimento 5 stelle, sul nome della Cartabia) oppure a personalità come Amato o Casini.

Tuttavia, nonostante le resistenze dei partiti della maggioranza e il pressing delle cancellerie europee che guardano al rischio di una instabilità politica, l’opzione Draghi resta sul tavolo.

Chi, eventualmente, non si opporrà a questa ipotesi è Renzi. Ieri il leader di Iv ha spiegato ai suoi che non intende certamente sbarrare la strada all’ex numero uno della Bce, qualora dovesse sul serio ambire al Quirinale.

Siamo stati noi – ha sottolineato Renzi con i fedelissimi – a volerlo a palazzo Chigi, figuriamoci se potremmo dire di no. Ma come gli altri leader anche il senatore di Firenze teme per il dopo.

Pesa l’emergenza sanitaria, il caro bollette, l’inflazione che corre. Non vorrei – ha argomentato secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari Iv – che l’Italia passasse da primo Paese dell’anno 2021, all’ultimo del 2022. E nella e-news ha fatto notare con non poca ironia come “chi l’anno scorso gridava ‘O Conte o morte’” ora ritiene che Draghi sia insostituibile.

Oltre al centrodestra e all’ex fronte rosso-giallo che prepara una candidatura comune, si muovono proprio i centristi. L’obiettivo è fare asse in vista del voto del Quirinale. Anche se si registra una frenata sulla possibilità di un unico gruppo che comprenda, tra l’altro, Iv e Coraggio Italia.

Sono loro – ha spiegato Renzi ai suoi – che ci sono venuti a cercare. Vedremo nei prossimi giorni, ha argomentato, non caldeggiando particolarmente una eventuale accelerazione del progetto.




La Danimarca autorizza l’uso della pillola Merck contro il Covid

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165527231 2bd5a95e bf51 41bc 8f30 5b1c8b05fe2eAGI – La Danimarca ha raccomandato il trattamento anti-Covid con la pillola prodotta da Merck per pazienti a rischio con sintomi, il primo Paese Ue a farlo. Il medicinale, commercializzato con il nome di Lagevrio, ha ricevuto il via libera per uso d’emergenza da parte dell’Ema a metà novembre, permettendo ai singoli Paesi membri di decidere autonomamente se utilizzarla prima della autorizzazione ufficiale.

“Raccomandiamo il trattamento con la pillola perché riteniamo che i benefici superino i danni per quei pazienti che sono più a rischio di ammalarsi gravemente di Covid”, ha spiegato Kirstine Moll Harboe dell’Autorità sanitaria danese. “Allo stesso tempo siamo pienamente consapevoli che questo è un trattamento nuovo e non approvato rispetto al quale non abbiamo ancora molta conoscenza”.




Covid: da domani test per tutti gli arrivi dall’Ue in Italia

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aereo decolloROMA\ aise\ – Entrerà in vigore domani, 16 dicembre, la nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza che prevede l’obbligo del test negativo in partenza per tutti gli arrivi dai Paesi dell’Unione Europea.
Per i non vaccinati, oltre al test negativo, è prevista la quarantena di 5 giorni.
L’ordinanza – che proroga le misure già previste per gli arrivi dai Paesi Extraeuropei – sarà in vigore da domani fino al 31 gennaio.
Quanto ai Paesi dell’elenco D, cioè quelli extra Ue, l’ordinanza prevede che per l’ingresso in Italia occorre compilare il digital Passenger Locator Form (dPLF). Il codice QR che si riceverà via email dovrà essere presentato al momento dell’imbarco; presentare al vettore, all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato a effettuare i controlli, della “certificazione verde” COVID-19, rilasciata al completamento del ciclo vaccinale oppure di una certificazione equipollente come il certificato vaccinale rilasciato dal comune di residenza giapponese (secondo modalità e tempistiche del comune stesso); presentare un test molecolare effettuato con tampone nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia (48 ore per gli arrivi da Uk e Irlanda) con risultato negativo o un test antigenico per mezzo di tampone nelle 24 ore antecedenti l’ingresso in Italia.
Il testo integrale è disponibile qui. (aise)