Recuperate le 9 vittime di Ravanusa. Il sindaco: “Ora la verità”

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203300551 97536b6f 81ac 4f57 b975 2aef494457b4AGI – È il pomeriggio inoltrato di martedì 14 dicembre, intorno alle 17.45, quando i vigili del fuoco trovano l’ultimo disperso, Giuseppe Carmina, 33 anni, figlio del 59enne Calogero, individuato meno di un’ora prima. Così diventano 9 le vittime estratte dalle macerie, drammatico bilancio definitivo della tragedia di Ravanusa. E c’è chi aggiunge il piccolo Samuele che sarebbe dovuto nascere questo mercoledì, figlio di Selene e Giuseppe, anche loro morti nell’inferno di gas, fiamme e cemento.

Il sindaco: “Ora la verità”

Il sindaco Carmelo D’Angelo, con in testa l’elmetto protettivo, è stato presente per tutto il tempo alle operazioni e tocca a lui interpretare il sentimento della sua comunita’: “Abbiamo sperato fino all’ultimo di trovare persone vive. Purtroppo e’ finita nel modo piu’ tragico. La ferita e’ grande, adesso e’ importante – avverte – accertare la verita’ e dare conforto ai familiari”. Padre e figlio sono stati trovati vicini, nel garage del palazzo esploso sabato sera.

A indirizzare i vigili del fuoco nel locale posto sotto l’edificio di quattro piani, era stata la moglie di Giuseppe che aveva accompagnato li’ marito, il quale doveva prendere velocemente la sua Volkswagen. La donna si era allontanata e poco dopo e’ avvenuto lo scoppio che ha devastato un intero isolato e l’animo di questo paese dell’Agrigentino di 10 mila anime.

Giuseppe era il papà di due figlie di 5 e 7 anni, “un padre pieno di attenzioni e di amore per le sue piccole”, ricordano alcune amiche, “erano la sua luce e la sua gioia”, come del resto “per la moglie”, aggiungono. La coppia, ricordano, “da sempre stava insieme ed era unitissima, felice per le loro figlie”.

La vicinanza del Papa

Papa Francesco ha rivolto “ai congiunti dei defunti l’espressione del suo cordoglio e sentimenti di intensa partecipazione al dolore dell’intera popolazione, portando “nel cuore la sofferenza di tante persone, causata anche dagli ingenti danni che gravano su molti”, e manifestando “accorata vicinanza” e “apprezzamento per quanti si sono prodigati nelle operazioni di soccorso”.

L’inchiesta

Il sindaco reclama verità e, adesso che i corpi sono stati tutti recuperati, la parola passa all’inchiesta aperta dalla procura di Agrigento per disastro e omicidio colposi. Di cui è tassello essenziale il decreto di sequestro dell’area del disastro di Ravanusa – la zona del ‘cratere’ e quella limitrofa per complessivi 10 mila metri quadri – che attendeva per divenire operativo il ritrovamento degli ultimi due dispersi.

Una volta liberata massivamente dai detriti e inibita del tutto, nell’area potra’ operare anche la squadra di periti nominata dalla procura diretta da Luigi Patronaggio, chiamata a contribuire a definire le cause dell’esplosione e la natura dell’innesco. Le indagini sono state delegate ai carabinieri che ipotizzano un accumulo sotterraneo di una grande quantità di gas.

Italgas Reti intanto fa sapere di aver ha eseguito i controlli sulle segnalazioni pervenute in merito a dispersioni di gas segnalate nell’abitato di Ravanusa. Tre segnalazioni riguardanti le vie Calabria, San Francesco e Galileo Galilei. A seguito di verifiche, per due di esse non sono state rilevate alcune perdite; per una terza i tecnici hanno provveduto alla sostituzione di un breve tratto di tubazione di piccolo diametro, posto al limite della sede stradale.

Dislocato un presidio stabile di Pronto intervento e d’intesa con l’amministrazione comunale ha predisposto un’attivita’ straordinaria di monitoraggio dell’intera rete cittadina. La societa’ “sta garantendo la massima collaborazione con le autorita’ e sta mettendo in campo tutte le tecnologie e risorse disponibili a supporto del territorio colpito dal tragico evento”.

Quei corpi tratti dalle macerie

Tre corpi erano stati recuperati domenica: il professore di storia e filosofia Pietro Carmina, 68 anni, la moglie Carmela Scibetta, dirigente del Comune di Ravanusa, e Calogera Gioacchina Minacori, di 59. Le altre quattro lunedi’ mattina: Selene Pagliarello, 30 anni, e il marito Giuseppe Carmina, 35, insieme al padre di quest’ultimo – Angelo – e alla madre Enza Zagarrio, 69 anni, che abitavano al terzo piano. Selene e Giuseppe, avevano celebrato le loro nozze lo scorso 10 aprile: la trentenne infermiera del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, era andata a trovare i suoceri col marito.

Il piccolo Samuele

Selene e Giuseppe erano di Campobello di Licata, anche questo un paese in lutto: “Doveva essere una grande festa e invece e’ stata una grande tragedia. Il piccolo Samuele, figlio di Selene e Giuseppe, doveva nascere questo mercoledi’ quando era programmato il parte cesareo… così in realtà le vittime non sono 9, ma 10”, dice ad AGI il sindaco di Campobello di Licata, Giovanni Picone.

“Oggi si peraltro è laureato il fratello di Selene con 110 e lode in Lingue, anche se non ha potuto ovviamente discutere la tesi… era tutto pronto per una grande festa e invece siamo qui nella disperazione. Davvero Selene era la figlia di tutti, generosa, impegnata nel sociale, faceva volontariato e servizio civile. Le nostre citta’ sono legate da sempre da rapporti di vicinanza, di amicizia, di parentela. Tante famiglie sono presenti in entrambe le comunià. Il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino. Possano tutti loro riposare in pace”.




Malta legalizza la cannabis a scopo ricreativo

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AGI – Il Parlamento maltese ha approvato la legalizzazione della cannabis e della sua coltivazione per uso personale.

Gli adulti potranno possedere fino a sette grammi di cannabis e coltivare fino a quattro piante in casa secondo la legge, sostenuta dal partito laburista del primo ministro Robert Abela e approvata con 36 voti favorevoli e 27 contrari.

La legge deve ora essere firmata dal presidente della Repubblica, George William Vella. Il traffico di droga “rimarrà illegale”, ha affermato il premier. Malta diventa così il primo Paese europeo a legalizzare la cannabis per uso ricreativo. In Spagna e nei Paesi Bassi è l’uso della cannabis è in un certo modo depenalizzato, ma non è legale.

Della Vedova, “Ora in Italia il referendum”

“Dopo il Lussemburgo anche Malta sulla via della legalizzazione della cannabis. Arriverà presto anche la Germania. In piccoli e grandi paesi europei si muovono i partiti e le maggioranze parlamentari. In Italia accadrà con il referendum”. Lo scrive su Twitter il segretario di Più Europa e Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.




Oltre il 40% dei positivi nel mondo sono asintomatici

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131729546 42718a88 1f0e 4c7b 866b c93b80896629AGI – Oltre il 40 per cento delle infezioni potrebbe manifestarsi in forma asintomatica, aumentando il rischio di trasmissione del contagio. Lo evidenzia uno studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association Network Open, condotto dagli scienziati della Peking University, che hanno valutato la percentuale di casi asintomatici tra gli individui sottoposti a test e quelli con Covid-19 confermato.

Il team, guidato da Qiuyue Ma, ha esaminato 95 lavori precedenti raccogliendo informazioni su PubMed, Embase e ScienceDirect, considerando ricerche che esploravano le statistiche relative al numero di infezioni Covid-19 asintomatiche in coorti di studio e popolazioni differenti.

Gli autori hanno utilizzato modelli a effetti casuali per stimare la percentuale aggregata e il relativo intervallo di confidenza. In totale, gli studi riguardavano 29.776.306 individui sottoposti a test SARS-CoV-2. Di questi, riportano gli autori, 19.884 risultavano positivi e 11.516 non manifestavano alcun sintomo della malattia.

Dopo l’aggregazione dei dati e l’aggiustamento delle variabili, la percentuale delle infezioni asintomatiche risultante era 0,25 per cento tra la popolazione testata e 40,5 per cento tra i casi confermati. L’elevato tasso di assenza di sintomi in persone positive, commentano gli autori, rappresenta un rischio significativo legato alla maggiore probabilità di trasmissione del contagio.

Gli scienziati sottolineano però che nei diversi lavori emergeva una considerevole variabilità, legata alla tipologia di analisi e alla caratterizzazione dei partecipanti agli studi. Ad esempio, tra i casi confermati, le infezioni risultavano asintomatiche nel 54,11 per cento per le donne incinte, nel 52.91 per cento per i viaggiatori, nel 39,74 per cento per i residenti o il personale di case di cura, nel 30,01 per cento del personale sanitario.

Dal punto di vista geografico, inoltre, nel Nord America il tasso di infezioni asintomatiche era del 46,32 per cento rispetto al totale dei casi confermati. In Europa la percentuale scendeva al 44,18 per cento, mentre in Asia solo il 27,58 per cento dei positivi risultava asintomatico.

Questo lavoro, concludono gli scienziati, dimostra l’importanza di individuare capillarmente i casi asintomatici, che dovrebbero essere gestiti in modo simile a quanto avviene per le infezioni confermate, con isolamento e tracciamento dei contatti. Le persone che non sperimentano sintomi, infatti, possono diffondere inconsapevolmente l’infezione e guidare nuovi focolai epidemici.




Papa Francesco compie 85 anni, è tra i più longevi della storia

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184610981 a0783289 da48 4a79 b24a 5e7354f04b25AGI – Papa Francesco raggiunge il traguardo degli 85 anni venerdì 17 dicembre ed è tra i dieci papi più longevi della storia.  Quando vide la luce la sua Argentina viveva nel pieno della Década Infame, oscuro periodo di dittature militari, corruzioni, esclusione dei partiti democratici dal governo e soppressione delle libertà sindacali. A ben vedere, molto di quei ricordi ha lasciato il segno nella sua successiva linea pastorale.

Un’esistenza che abbraccia almeno quattro fasi della storia mondiale (autoritarismi degli anni ’30, Seconda Guerra Mondiale, Guerra Fredda e quella che alla Guerra Fredda è seguita e alla quale nessuno ha ancora dato un nome definitivo). Non ha visto la Spagnola, il Santo Padre, ma il Covid ne ha fatto una figura mondiale ancor più di quanto non fosse prima.

L’episodio centrale, però, pare essere il Concilio Vaticano II, che pur lo vide lontano, neolaureato in filosofia e insegnante nei collegi di Santa Fé. Oggi quell’eredità e il suo difficoltoso assorbimento stanno dietro a tante delle problematiche in cui il suo pontificato si dibatte: la Chiesa ha tempi tutti suoi.

Francesco, ancora adesso, impersona l’idea di una Chiesa fresca e scattante, “in uscita” come dice lui; l’anagrafe viceversa ne fa uno dei pontefici meno giovani. Le statistiche, è vero, sono inficiate dal fatto che soprattutto nei primi secoli di vita della Chiesa era poco comune tenere un conto preciso delle primavere pontificali. Ma da quando esistono dati più certi i conti si possono fare, e su un periodo comunque ragguardevole anche per i tempi della Chiesa. Si calcola circa un millennio, il che rende il dato attendibile, ed in più bisogna considerare (come si vede bene dalle statistiche) che la vita media dei pontefici, esattamente come quella delle loro greggi, è andata significativamente allungandosi nell’ultimo paio di secoli.

Questa quindi la classifica redatta dagli specialisti.  Il papa più anziano della storia è Leone XIII, nato il 2 marzo 1810, assurto al Soglio il 20 febbraio 1878 e morto il 20 luglio 1903: 93 anni. Al secondo posto Clemente XII, nato il 7 aprile 1652, diventato pontefice il 12 luglio 1730 e morto il 6 febbraio 1740, quasi 88enne. Terzo Clemente X, venuto al mondo il 12 luglio 1590, eletto il 29 aprile 1670 e morto il 22 luglio 1676, dieci giorni dopo aver compiuto 86 anni.

Ma a questo punto decidere un ordine si fa cosa complicata: c’è il caso di Benedetto XVI. Papa Ratzinger è nato il 16 aprile 1927, è stato eletto il 19 aprile del 2005 ed è rimasto in carica fino al 28 febbraio 2013, quando aveva quindi 85 anni e dieci mesi. Volendo calcolare invece anche il periodo da Papa emerito, allora ha superato lo stesso Leone XIII avendo tagliato da quasi otto mesi il traguardo dei 94 anni.  Ad ogni modo Ratzinger ha superato Pio IX Mastai Ferretti, l’ultimo Papa Re. Nato il 13 maggio 1792, diventato Successore di Pietro il 16 giugno 1846, morì il 7 febbraio 1878, tre mesi prima di compiere 86 anni.

Segue Innocenzo XII, nato il 13 maggio 1615, diventato Successore di san Pietro il 22 luglio 1691 e morto il 27 settembre 1700, a 85 anni e poco più. Dopo di lui, adesso, si colloca Bergoglio: ha sopravanzato lo stesso Woytjla. Giovanni Paolo II infatti nacque il 18 maggio 1920, divenne papa il 16 ottobre 1978 e scomparve 2 aprile 2005, senza raggiungere gli 85 anni.  Va precisato che ci sono tre pontefici che potrebbero mettere in discussione il conteggio generale, ma la loro data di nascita è incerta e quindi sono da ignorare: Clemente III (dal 1191 al 1198), Giovanni XXII (dal 1316 al 1334) e Gregorio XII (dal 1406 al 1415). Ma nella storia della Chiesa questi sono dettagli.




Per il voto sul Quirinale Salvini avvia i contatti con i leader con una telefonata a Berlusconi

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204208769 60e80d79 4576 4b19 ad44 5c4306f98535AGI – Qualunque candidato non condiviso dai partiti, dalla Lega al Pd, porterebbe alle elezioni. Da qui il tentativo di costruire una larga maggioranza in Parlamento su una figura che possa ottenere un ampio consenso.

È tutta da percorrere la strada per il voto sul presidente della Repubblica ma il ragionamento di un ‘big’ della maggioranza fotografa la situazione attuale.

C’è chi parla di una ‘rete’ per Draghi. Ovvero di costruire le basi per evitare che le elezioni del Capo dello Stato possano essere il momento di rottura in un momento delicato per il Paese, alle prese con il rischio di una nuova ondata Covid e con la necessità di affrontare emergenze che gravano sulla vita dei cittadini come il caro bollette.

In Parlamento, è ormai risaputo, si fronteggiano due schieramenti. Quelli ‘pro Draghi’ al Colle e quelli che, invece, ritengono il ‘trasloco’ dell’attuale presidente del Consiglio al Quirinale un danno per l’Italia perché – questa la tesi – rischierebbe di esporre il Paese all’instabilità.

Ma in entrambi i fronti c’è la convinzione che il ragionamento valga anche nell’altro senso, ovvero il governo – senza la candidatura di Draghi sul tavolo – potrebbe dividersi e sfaldarsi.

La priorità in ogni caso è portare la legge di bilancio in porto. I tempi si stanno allungando a causa delle spinte contrapposte dei partiti.

E la mossa di Draghi di incontrare i leader di partito – oggi ha visto il presidente M5s Conte e il leader di Noi con l’Italia Lupi – serve anche per tentare di svelenire il clima e disinnescare le tensioni.

Sul tavolo restano i nodi del superbonus, del reddito di cittadinanza, della rottamazione delle cartelle e il presidente del Consiglio avrebbe chiesto responsabilità alle forze politiche.

Anche sul tema della proroga dello stato di emergenza. Probabilmente già domani ci sarà un Consiglio dei ministri che permetterà al governo di avere gli stessi strumenti finora adoperati nella lotta al Covid fino al 31 marzo. Anche la Lega non ha chiuso la porta all’accelerazione di Draghi che in un primo momento sembrava invece voler aspettare.

In tanti legano la questione della proroga dello stato di emergenza con la partita del Quirinale, ma sono gli stessi leader della maggioranza ad evitare commistioni tra i due temi.

Ora comunque ci sarà il rush finale sulla legge di bilancio, poi si comincerà a parlare dell’elezione del Capo dello Stato.

A prendere l’iniziativa è Salvini, che oggi ha sentito tutti i leader di partito, da Letta a Conte, da Renzi a Calenda, da Meloni a Lupi, da Toti a Brugnaro.

E soprattutto ha avuto un colloquio telefonico con Berlusconi. I due hanno concordato di vedersi a breve.

Ci sarà prima un tavolo del centrodestra per trovare una posizione comune e poi si allargherà – questa l’intenzione – il perimetro del dialogo.

In campo, ma ancora non ufficialmente, resta la candidatura di Berlusconi. Il Cavaliere ritiene, riferiscono fonti parlamentari azzurre, che l’unico ‘piano B’ ad una sua possibile candidatura sia proprio il nome di Draghi.

Vorrebbe che l’ex numero uno della Bce restasse a palazzo Chigi ma il convincimento anche in FI è che, qualora Draghi dovesse puntare ad andare al Colle, non ci sarebbe partita.

Oggi Meloni, Letta e Conte hanno frenato sull’iniziativa del Capitano leghista, è troppo presto. Anche fonti azzurre la ritengono prematura.

Ma è stato lo stesso ex ministro dell’Interno a spiegare di aver agito per impostare un metodo e cercare di ‘ricucire’ il Paese.

Altre fonti ‘legano’ l’operazione del segretario del partito di via Bellerio al tentativo di recuperare quella centralità nella coalizione conquistata da Giorgia Meloni alla festa di Atreju, ma dalla Lega smentiscono retropensieri.

L’obiettivo è dunque prepararsi all’appuntamento di febbraio, senza salti nel buio. Intanto tessere la tela, poi se sarà una ‘rete’ per Draghi oppure per un’altra figura (sul tavolo sempre i nomi di Casini, Amato e Cartabia) si capirà nelle prossime settimane.

Perché dietro ogni mossa dei leader dei partiti occorrerà che si tenga conto del timore della maggioranza dei parlamentari di andare al voto. Da qui la necessità che non si costruisca solo il metodo per individuare il successore di Mattarella, ma che si pensi anche al destino della legislatura.




Cos’è Log4Shell e perché per gli esperti si rischia “l’apocalisse informatica”

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181857698 036bc87e 2854 4fac a812 65a6d138733bAGI – È come se miliardi di porte di casa fossero improvvisamente aperte, senza più alcuna protezione. Come se chiunque con intenzioni malevole potesse entrarci e prenderne possesso. È ancora difficile stabilire la reale portata della vulnerabilità scoperta sui sistemi informatici che usano il linguaggio Java, ma che si tratti di qualcosa di grave è opinione unanime tra gli esperti.

L’Agenzia per la cyberscicurezza nazionale parla di “una vasta e diversificata superficie di attacco sulla totalità della rete”, definendo la situazione “particolarmente grave”. In altre parole, Internet è in pericolo. La sua sicurezza è compromessa. A trovarsi improvvisamente col fianco scoperto sono tutti i software e le applicazioni scritti in Java, il linguaggio di programmazione più usato al mondo: miliardi di programmi e applicazioni, dai server agli smartphone.

E le conseguenze potrebbero essere ancora peggiori se nei prossimi giorni non si dovessero individuare delle soluzioni a Log4Shell, così è stata chiamata la vulnerabilità, con il rischio di compromettere la sicurezza non solo di server e aziende, ma anche dei di smartphone, computer, insomma, tutti i device in circolazione. Tanto da portare alcuni esperti a parlare di “Apocalisse informatica”.

Cosa è successo: “I ricercatori hanno scoperto una vulnerabilità in Log4j, una libreria usata dalla stragrande maggioranza programmatori di software con linguaggio Java che consente di scrivere nel software quelli che vengono chiamati ‘log’, ovvero degli ‘status’ del software stesso che permettono di fotografare un momento dello sviluppo del software stesso, registrando stati di avanzamento, perfomance, problemi e soluzioni”, spiega ad Agi Marco Ramilli, amministratore delegato di Yoroi.

La vulnerabilità è nei tag di questi log, che un po’ come i tag dei blog o quelli su Twitter consentono di individuare il tipo di log che si è scritto in precedenza. “Si è scoperto che uno di questi tag consente consente di eseguire un comando, lanciare un programma”, continua Ramilli. Qualsiasi tipo di comando o di programma. Riesce a dire alla macchina: ‘Fai questo’. Un attaccante può quindi attraverso questo tag far eseguire alla macchina quello che vuole. Può lanciare codice sulla macchina.

Ma per fare cosa? “Qualsiasi cosa. In questo momento quello che vediamo è che gli attaccanti usano questa vulnerabilità per fare attività di mining di criptovalute”, ovvero quell’operazione che consente di creare bitcoin, attività particolarmente complessa e bisognosa di capacità di calcolo e energia. “Ma potrebbero fare qualsiasi cosa: entrare nei server di un’azienda, vedere quello che c’è dentro, rubare segreti industriali oppure decidere di sferrare degli attacchi ransomware per monetizzare il proprio controllo dei sistemi”, ragiona Ramilli, che ammette di aver visto un attacco di questo tipo “circa cinque, otto volte negli ultimi 20 anni”.

In dettaglio, cos’è Log4j? “Se usi Java, probabilmente usi Log4j”, spiega ad Agi Matteo Flora, esperto di sicurezza informatica e amministratore delegato di TheFool. “È lo standard de facto per chiunque usi Java” per programmare. “È ovunque, dalle Tesla, a Twitter, a Facebook, ai sistemi di controllo numerico fino agli iPhone. Quella che è uscita è una vulnerabilità non ancora risolta”.

Cosa succede quindi? “Nel caso peggiore è un po’ l’Apocalisse informatica: se non viene risolta questa vulnerabilità si dà la possibilità di lanciare comandi. E già stiamo vedendo in giro criptominer e accessi abusivi. Il problema è che molta di questa roba è embedded, quindi non ci sono sistemi veloci di aggiornamento. In più è ovunque”.

Ramilli invece usa una metafora: “Il logging come quello di Log4j è un po’ come il testo di un attore seguito sul palcoscenico: serve per seguire una traccia, oppure tornare indietro a un punto preciso se si vuole lavorare su un errore”. Una traccia da seguire, e eseguire. In uno dei suoi passaggi però c’è la possibilità di far cambiare completamente trama al testo, e di scriverne una propria. A proprio piacimento.

Java è su circa 3 miliardi di dispositivi. E Log4j, sviluppato da Apache, è usato da quasi tutti i programmatori. Per dare un’idea del suo utilizzo e della sua affidabilità basti pensare che anche Ingenuity, l’elicottero della Nasa atterrato sul suolo di Marte lo scorso febbraio, ha un software che usa Log4j, come la stessa Apache ha reso noto sul proprio profilo Twitter.

Ma non c’è bisogno di andare su Marte per capire l’enorme utilizzo di questo linguaggio di programmazione. In queste ore centinaia, forse migliaia di hacker in tutto il mondo stanno cercando di individuare nei software e nei server questa vulnerabilità per prenderne possesso e sferrare attacchi. Il rischio più grande al momento lo corrono le aziende e le organizzazioni, più o meno grandi. Situazione resa ancora peggiore dal fatto che spesso è difficile capire se nello sviluppo dei propri software è stato utilizzato Log4j, da chi, e quando.

Sulla graticola però non ci sono solo le aziende e le istituzioni. Perché il problema potrebbe presto riguardare anche il singolo utente, un possessore di smartphone, o di uno smartwatch. “Se gli attaccanti attaccano un’azienda, l’utente che è loggato in quel sistema”, che sia Twitter, Minecraft o società di Ecommerce, per citare alcune delle piattaforme che al momento hanno individuato la vulnerabilità, “si potrebbe vedere rubati i propri dati personali, o quelli delle proprie carte di credito”, spiega Ramilli.

Mentre ancora più grave è la possibilità che potrebbe verificarsi nei prossimi giorni se non si dovessero trovare soluzioni rapide: “Hacker malevoli potrebbero diffondere link corrotti e aprire tramite questa vulnerabilità delle backdoor sui dispositivi delle persone, telefoni, tablet, qualsiasi oggetto connesso alla rete. E una volta aperta una backdoor può fare quello che vuole”. Per Ramilli c’è tempo per qualche giorno ancora. “Già dalla metà della prossima settimana la situazione potrebbe essere difficilmente recuperabile”. È una corsa contro il tempo.




A Roma la 44ª plenaria del Cgie

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cgie logoROMA\ aise\ – È stata convocata domani e martedì, 13 e 14 dicembre, a Roma la 44.ma Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, l’ultima della consiliatura.
I lavori si svolgeranno in presenza nell’Auditorium e nelle sale attigue della struttura “TH Roma Carpegna Palace-Domus Marie” in via Aurelia 481, potranno essere seguiti a distanza in streaming sulle pagine facebook e You Tube del Consiglio Generale degli Italiani all’estero.
Assieme ai consiglieri del CGIE vi prenderanno parte il sottosegretario con delega per gli italiani all’estero, Benedetto Della Vedova, i parlamentari eletti nella circoscrizione estero, i direttori generali della Farnesina e di altri ministeri, rappresentanti del mondo associativo, della stampa, delle organizzazioni sindacali.
Alla plenaria seguirà la IV assemblea della Conferenza Stato regioni Provincia Autonome Cgie.
I lavori della plenaria inizieranno lunedì mattina con l’incontro di tutti i consiglieri nel salone dell’auditorium per un saluto e per l’orientamento sul programma dei lavori da svolgere.
Quindi, i consiglieri si divideranno nella sette commissioni tematiche del.
Nel pomeriggio, invece, sarà la volta delle Commissioni Continentali e della Commissione di nomina governativa.
Martedì, i lavori riprenderanno con la relazione di governo e quella del Cgie, cui seguiranno, come di consueto, gli interventi dei quattro Vicesegretari d’area e dei presidenti delle Commissioni tematiche.
La mattinata si concluderà con il dibattito aperto ai consiglieri, ai parlamentari e agli invitati.
Nel pomeriggio verrà celebrato il Trentennale dell’insediamento del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – “Passato, presente e futuro dell’emigrazione italiana nel mondo” – attraverso dieci testimonianze di Consiglieri del CGIE impegnati nelle passate consiliature.
Dopo gli interventi dei Consiglieri del CGIE e degli ospiti verrà proiettato il video “Storie in movimento” trasmesse dai RAI 3 in 10 puntate introdotto dalla regista Alessandra Rossi.
Quindi, verranno presentati i progetti realizzati o in itinere promossi dal CGIE e dalle commissioni interne. Infine sarà presentata e approvata la “Carta di Roma degli italiani all’estero”.
Di seguito i temi all’ordine del giorno dell’Assemblea Plenaria.
Trentennale dall’insediamento del CGIE: passato, presente e futuro della rappresentanza degli italiani all’estero: ripensare la natura, i ruoli, le funzioni dei Comites e del CGIE, riformare la legge elettorale per la circoscrizione estero per l’esclusiva rappresentanza dei cittadini AIRE.
Ripensare l’organizzazione amministrativa, fiscale, sociale, culturale, formativa e commerciale delle Comunità italiane all’estero definendone la sussidiarietà e l’integrazione nel sistema paese.
Diffusione della pandemia SARS-2: provvedimenti governativi e coinvolgimento delle associazioni e degli Enti italiani all’estero nella realizzazione delle future politiche formative, sanitarie, sociali e d’impiego anche a distanza degli italiani all’estero;
Risultati delle elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero e scadenze per il rinnovo dei consiglieri CGIE nei paesi di residenza. Adeguamento normativo del numero dei Consiglieri CGIE da eleggere in seguito all’aumento dei consistenti espatri degli ultimi anni. Data della convocazione a Roma dei futuri consiglieri CGIE;
IV Assemblea Plenaria della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Prospettive politiche per il mondo degli italiani all’estero.
Dalla legge 3 marzo 1971, n° 153 passando alla legge 13 luglio 2015 fino al DL 13 aprile 2017 n° 64 e la nuova circolare applicativa 3/2020. A 50 anni di distanza dall’ insegnamento e dalla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Obiettivi e futuro per la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo;
Previsione di bilancio nel Documento di Economia e Finanze per l’anno 2022 con proiezione triennale a sostegno delle politiche per gli italiani nel mondo. Fiscalità per gli italiani all’estero: Imu, Tari, Tasi bonus del 110% e ulteriori benefit al vaglio del Governo e del Parlamento;
Coinvolgimento degli italiani all’estero nei 6 piani del PNRR programmati fino al 2026 e in parte già avviati dal Governo italiano;
Futuro dell’informazione e della comunicazione dello Stato italiano per gli italiani all’estero;
Semplificazione e digitalizzazione dei servizi pubblici per gli italiani all’estero sui quali è impegnata la pubblica amministrazione itaiana. Stipula della convenzione sui servizi tra Istituti di patronato e MAECI.
I giovani italiani nel mondo sono persi al loro destino o sono ancora recuperabili per essere coinvolti nel sistema Italia?
Carta di Roma per gli italiani all’estero.
Dopo la plenaria, dal 15 al 17 dicembre, sempre in forma ibrida si terrà – questa volta presso il Centro Convegni Angelicum (Largo Angelicum 1, Roma) la IV Assemblea Plenaria della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. (aise) 




Veneto, la strada delle 52 gallerie: non adatta ai deboli di cuore

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da3384562a074fdcb58b6ddbdc0a6c99In Veneto sulle Dolomiti, su trova una strada unica nel suo genere, percorribile solo a piedi e non adatta ai deboli di cuore: la strada delle 52 gallerie.

Costruita in meno di un anno (6 febbraio – novembre 1917) dal 5º reggimento dell’Arma del genio dell’Esercito Italiano durante la Prima Guerra Mondiale, è una mulattiera militare sul massiccio del Pasubio. 6555 metri di straordinaria ingegneria, di cui 2335 in gallerie scavate nella roccia. A idearla fu il capitano del genio Leopoldo Motti; in questo modo le retrovie italiane potevano far arrivare rifornimenti e comunicare con i soldati che si trovavano in Prima Linea in cima al Pasubio. Ogni galleria è numerata e ha un nome tutti scelti dal capitano Picone nel 1917, fatta eccezione per la numero 49 e la 50 che furono ‘assegnate’ nel 1991 dall’ANCR di Vicenza.

Un percorso suggestivo ed emozionante per il panorama che offre ma anche per la storia che racconta. 750 i metri di dislivello che vengono percorsi rigorosamente a piedi. È vietato andare con la bicicletta, a causa dei numerosi incidenti mortali che si sono verificati. Il periodo consigliato è quello della bella stagione poiché durante l’inverno a causa delle avverse condizioni meteorologiche possono verificarsi frane.

Le gallerie più spettacolari

Tra le gallerie più significative da segnalare sono la n°19 – Re (Vittorio Emanuele III) che con i suoi 318 metri è la più lunga. La n° 20 dedicata al Generale Cadorna, lunga 86 metri e realizzata all’interno di un eccezionale torrione di roccia. Il dislivello che si percorre con questa galleria è notevole e per questo fu realizzata come un cavatappi: si avvita su se stessa. Il panorama più spettacolare su gode all’uscita della galleria n°47 la Pallanza (ovvero il 249° Reggimento fanteria palanca), lunga ‘appena’ 22 metri.

Lungo la strada delle 52 gallerie, non c’è illuminazione: ogni tunnel è buio e largo in media 2,5 metri. È necessario quindi essere armati di una buona pila, non avere paura del buio e non soffrire di claustrofobia.

da Yahoo.it – Crediti foto@Shutterstock




È morta Lina Wertmuller, è stata la prima donna candidata all’Oscar per la regia

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111815713 6ea26e64 9a06 450e bf61 35c7b19ec5a1AGI – Una regista che ha fatto la storia della commedia italiana contribuendo a farla apprezzare a Hollywood, dove fu la prima donna a concorrere all’Oscar per la miglior regia per poi ricevere la statuetta alla carriera: con Lina Wertmuller, spentasi nella sua casa romana all’età di 93 anni, se ne va una guida e un’icona per le registe di tutto il mondo, da Jane Campion a Isabella Rossellini.

Arcangela Felice Assunta Wertmuller von Elgg Spanol von Braueich, questo il nome all’anagrafe, aveva iniziato questo mestiere quando erano pochissime le colleghe a farlo e i suoi film hanno messo d’accordo pubblico e critica.

Un ruolo, quello delle donne nel cinema, che aveva rivendicato anche in occasione dell’Oscar alla carriera: “Bisogna cambiare il nome a questa statuetta, chiamiamolo con un nome di donna, Anna”, aveva scherzato. Era vedova da 13 anni, dall’aprile del 2008, quando il marito e scenografo teatrale Enrico Job morì a Roma all’età di 74 anni.

Nata a Roma il 14 agosto 1928, origini aristocratiche e svizzere, la giovane Lina si sentì attratta subito da quel mondo tanto che a diciassette anni si iscrisse all’Accademia teatrale di Piero Sharoff e per un periodo fu anche regista e animatrice del teatro dei burattini di Maria Signorelli.

L’esordio sul grande schermo come segretaria di edizione arrivò con “…e Napoli canta!” di Armando Grottini (1953) e più avanti fu aiuto regista di Federico Fellini nelle pellicole “La dolce vita” (1960) e “8 1/2” (1963). Il suo esordio come regista avviene nel 1963 con I basilischi, amara e grottesca narrazione della vita di alcuni poveri amici del sud Italia.

Nel 1968, celata sotto lo pseudonimo Nathan Witch, dirige un western all’italiana, Il mio corpo per un poker con Elsa Martinelli. Nella seconda metà degli anni sessanta nasce la sua collaborazione con l’attore Giancarlo Giannini, che è presente nei suoi grandi successi “Mimi’ metallurgico ferito nell’onore” (1972), “Film d’amore e d’anarchia – Ovvero Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” (1973), “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” (1974), “Pasqualino Settebellezze” (1976), “La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia” (1978) e “Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici” (1978).

Per “Pasqualino Settebellezze”, che ha successo anche negli Stati Uniti, la Wertmuller è candidata a tre Premi Oscar nella cerimonia del 1977 (migliore regia, miglior film straniero, migliore sceneggiatura), mentre una quarta candidatura arriva a Giancarlo Giannini per la sua interpretazione del protagonista.

Lina Wertmuller è la prima donna a essere candidata alla vittoria dell’Oscar come miglior regista; dopo di lei ci saranno solo Jane Campion, Sofia Coppola, Kathryn Bigelow, Emerald Fennell e Chloè Zhao, rispettivamente nel 1994, 2004, 2010 e 2021.

Il 1983 è l’anno di ‘Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada’, film che affronta con leggerezza e coraggio il tema del terrorismo. Del 1986 è la prima delle sue rare incursioni nel teatro lirico con la regia della Carmen di Georges Bizet, che inaugura la stagione lirica 1986-87 del Teatro di San Carlo di Napoli, ripresa in diretta su Rai 1.

Nel 1997 dirige una Bohème all’Opera di Atene. È autrice di diverse sceneggiature e regie teatrali, da Due più due non fa più quattro (1968) e Fratello sole, sorella luna (1972) (entrambi per la regia di Franco Zeffirelli) a L’esibizionista (1994), da Gino, Ginetta e gli altri (1995) a Lasciami andare madre (dal libro di Helga Schneider, con
Roberto Herlitzka nella parte della vecchia madre).

Nel 1987, su proposta di Bettino Craxi, venne inclusa tra i membri dell’Assemblea nazionale del PSI. Nel 1992 dirige Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio, mentre nel 1996 torna alla satira politica con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica con Tullio Solenghi e Veronica Pivetti come nuovi Giannini-Melato. Due anni dopo, per la prima volta si cimenta nel doppiaggio: è la voce di Nonna Fa in Mulan.

Dopo la ricostruzione storica Ferdinando e Carolina del 1999, la Wertmuller torna dietro la macchina da presa con la serie televisiva Francesca e Nunziata del 2001 con Sophia Loren e Claudia Gerini, e il film Peperoni ripieni e pesci in faccia del 2004 sempre con la Loren protagonista, che però, nonostante le proteste della regista, viene distribuito in poche sale cinematografiche e solo un paio d’anni dopo la produzione.

Il successivo Mannaggia alla miseria del 2008 con Gabriella Pession e Sergio Assisi è trasmesso direttamente in prima serata su Rai 1 il 2 giugno 2010. Nello stesso anno le è conferito il David di Donatello alla carriera. Nel 2013 recita un cameo nel film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente!, nel ruolo di membro dei poteri forti, insieme con il collega Pupi Avati, il critico Steve Della Casa e il giornalista Fabrizio Rondolino.

Le reazioni

“Con Lina Wertmuller se ne va una leggenda del cinema italiano, una grande regista che ha realizzato film densi di ironia e intelligenza, la prima donna candidata all’Oscar per la miglior regia. Roma le dara’ l’ultimo saluto allestendo la camera ardente in Campidoglio”. Lo ha scritto su Twitter il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.




Il ponte dell’Immacolata si tinge di bianco

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144241451 ac5d2d92 3ed7 4a8c 937e 385cbf5ec998AGI – Il giorno dell’Immacolata sarà all’insegna della neve a bassa quota ma anche maltempo e temporali al centro-sud. Tra il pomeriggio e la sera dell’Immacolata, infatti, è atteso un intenso transito di precipitazioni associato al fronte freddo. Possibili fenomeni intensi tra Toscana e Lazio. Neve anche sull’Appennino Campano, Basilicata con accumuli più generosi sulla Sila a quote più alte.

Le città imbiancate

Gli accumuli più consistenti dovrebbero verificarsi al nord-ovest, su Torino, Asti, Cuneo, Alessandria, Vercelli, Biella, Novara e Verbania in Piemonte; neve anche su gran parte della Lombardia occidentale, Milano in primis, Varese, Como, Lecco, Lodi, Pavia e Bergamo. Attese nevicate anche sui settori occidentali dell’Emilia Romagna nel Piacentino.

Al pomeriggio i fenomeni si sposteranno verso est coinvolgendo anche Brescia, Cremona e Parma con fenomeni nevosi ed accumuli irregolari. Possibili fenomeni di neve mista su Verona e Mantova, ma anche sul Padovano; favorite in serata l’entroterra Vicentino, Bellunese, Trento e Bolzano.

Maltempo nel weekend, ecco dove

Un nuovo impulso polare è previsto anche per il secondo weekend di dicembre: ancora una volta un centro di bassa pressione andrebbe ad approfondirsi sul bacino Mediterraneo coinvolgendo anche l’Italia. Questo richiamerebbe aria più fredda con neve a quote collinari al nord ma anche sull’Appennino centro-meridionale.