Dal Trentino alla Campania, la morsa di Poppea sull’Italia

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144910398 ddefecd6 8e21 429e bb40 fa9db8548f28AGI – Il maltempo continua a investire l’Italia. Oggi è allerta arancione su parte di Lazio, Campania, Molise, Abruzzo e Sardegna. Il nuovo impulso del ciclone Poppea è destinato a restare ancora piuttosto movimentato anche nei prossimi giorni, quando sull’Italia torneranno nuove piogge, venti forti e pure la neve in montagna. I

Piogge e pure qualche temporale hanno colpito diverse aree del Nord e del Centro, senza risparmiare il sud e in particolare la Campania. I fenomeni più intensi si sono concentrati nella prima parte del giorno al Nordovest e su gran parte dell’area tirrenica

Tra il pomeriggio e la sera a causa di un nuovo vortice ciclonico in formazione a ridosso della Liguria le precipitazioni più intense sono attese in Lombardia, sul Nordest, sulla Toscana, nonché sul medio e basso Tirreno. Massima attenzione alla possibilità di nubifragi sull’alto Veneto, lungo i litorali toscani e sulle aree tra Lazio e Campania; da segnalare poi il ritorno della neve, con i fiocchi che è tornata a cadere sull’arco alpino intorno ai 12.00 metri di quota.

Anche nel corso della giornata di giovedì 4 novembre il tempo risulterà molto instabile al Centro e al Sud, mentre al Nord assisteremo a un generale miglioramento, in attesa di un weekend durante il quale l’atmosfera sarà ancora ben lungi dal tornare tranquilla.

La situazione in Sardegna

Allagamenti e gravi disagi  nell’Oristanese, a causa delle abbondanti precipitazioni che hanno fatto scattare l’emergenza. I vigili del fuoco del comando provinciale di Oristano sono al lavoro ininterrottamente da ore nel capoluogo, a Marrubiu, Arborea, Terralba e Santa Giusta. Sono già stati effettuati 25 interventi e altri sono in corso. Gli allagamenti hanno interessato abitazioni, scantinati e diverse strade. Si è resa necessaria la chiusura delle scuole sia a Terralba (a eccezione delle scuole superiori), che a Marrubiu. I sindaci Sandro Pili e Luca Corrias hanno emesso le ordinanze, valide per la giornata di oggi.

A Terralba anche le squadre del Comune hanno operato con gli autospurgo. Ad Arborea sono in azione le botti degli allevatori per pompare l’acqua da alcune strade allagate, mentre in campagna sono presenti gli addetti del Consorzio di bonifica dell’Oristanese. A Uras la situazione dei corsi d’acqua che attraversano l’abitato è tenuta sotto controllo costantemente e al momento è nella norma. Si segnalano disagi anche alla circolazione stradale oltre che in alcuni centri urbani, lungo le provinciali, con ulteriori smottamenti dopo quelli registrati già lunedì l’altro ieri. A Cuglieri sono state interessate dagli smottamenti due strade nella zona agricola del paese, una a nord e una a sud. Il sindaco Andrea Loche ha fatto sapere che si sta provvedendo a liberarle e a metterle in sicurezza.

La neve in Alto Adige

Sulle montagne dell’Alto Adige sono attesi anche oltre 50 centimetri di neve. Lunedì i fiocchi bianchi avevano già fatto capolino attorno ai 1.400 metri ma nelle prossime ore il limite delle nevicate potrebbe scendere anche a 800 metri. La ‘linea ideale’ delle nevicate dovrebbe confermarsi quella della Val Sarentino-Val d’Ultimo ma anche sulla vicina Val Passiria è prevista una forte precipitazione.

L’allarme in Liguria

Giornata di intense piogge in Liguria. Arpal ha prolungato l’allerta gialla per temporali, scattata mercoledì mattina alle 6 sino alle 20 sul settore centrale della regione, ovvero lungo la costa da Spotorno a Camogli comprese, Val Polcevera e Alta Val Bisagno. Durerà invece sino alla notte sul levante e relativo entroterra. I venti forti meridionali a Levante, il mare molto mosso, localmente agitato, sempre giovedì, a Levante. Al momento la cumulata massima oraria è stata di 28 millimetri a Panesi (Cogorno), che registra anche quella totale più elevata dalla mezzanotte: 62 millimetri.

Il maltempo nel Golfo di Napoli

Vento forte e mare forza 5 nel golfo di Napoli. I collegamenti con le isole minori, Ischia, Procida e Capri sono stati interrotti. Sospese tutte le corse di aliscafi e navi in partenza da Napoli dai moli Beverello e Porta di Massa. A viaggiare solo alcuni traghetti da e per Pozzuoli. Molti i problemi nelle operazioni di ormeggio nei porti partenopei, al punto da richiedere anche l’intervento dei rimorchiatori.

Il maltempo ha rallentato l’attracco, con momenti di tensione tra i passeggeri, nel porto di Calata di Massa a Napoli della nave Driade che era partita da Capri con la corsa delle 9,40. Gli oltre 100 passeggeri a bordo sono scesi a terra alle 12:30 dopo una lunga traversata tra Capri e Napoli. Paura tra i passeggeri alcuni dei quali hanno temuto una collisione con la banchina.

A Napoli, parchi e cimiteri chiusi per ordinanza del sindaco. In alcuni comuni della provincia, disposta anche la schiusura di scuole, così come in diversi centri del Salernitano. A Cava de’ Tirreni qualche disagio a causa della pioggia si registra nelle frazioni e l’invito del sindaco è a evitare spostamenti se non strettamente necessari fino “alla cessazione dell’allerta arancione”. Nel Casertano, allagamenti di strade e negozi soprattutto nell’area di Castel Volturno.




Il maltempo travolge la Sicilia, una vittima a Gravina di Catania

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162041442 5cf67ac7 520c 433d ba38 bc45e6ac5b27AGI – Violenti nubifragi e raffiche di vento hanno travolto la Sicilia. Sono decine le richieste di intervento da parte di famiglie che sono rimaste isolate e numerosi gli automobilisti soccorsi dalla Protezione civile regionale. Le zone maggiormente colpite sono quelle a Sud del capoluogo etneo.

Una persona è morta annegata a Gravina di Catania, sulla quale da ore imperversa un nubifragio. Si tratta di un uomo di 53 anni nato a Pedara, ma residente a Catania. Secondo una prima ricostruzione, l’automobilista era sceso dalla vettura allagata, ed è stato improvvisamente trascinato dalla forza dell’acqua. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani, la vittima si trovava a Gravina di passaggio.

A Misterbianco, per lo smottamento di fango e detriti provenienti da Monte Cardillo, sono state fatte evacuare quattro famiglie. È stata liberata l’unica strada di collegamento, ma per precauzione gli abitanti hanno lasciato le case, mentre la zona è costantemente monitorata dai volontari della Protezione civile.

A Catania alcune strade si sono trasformate in torrenti, anche per l’accumulo dell’acqua piovana che si riversa sulla città dai paesi etnei. Nella città è di nuovo straripato il fiume Simeto, ingrossato dall’ondata violentissima di maltempo e pioggia. Il personale di Anas ha chiuso alla circolazione la strada statale 192 “Della Valle del Dittaino” in prossimità del km 81, allagato. Inoltre, la tangenziale ovest è stata chiusa al traffico, in direzione Messina, al km 3,200. La sede autostradale è allagata all’altezza di Gravina di Catania, dove è morta annegata una persona.

Allagamenti i registrano anche al villaggio Santa Maria Goretti, attiguo all’aeroporto, nella zona industriale e nelle zone a mare della Plaia e di “Vaccarizzo”. Invasa anche la strada statale 114 che collega Catania e Siracusa. A Mascali, in contrada Fondachello, sono state chiuse alcune strade e alcuni automobilisti sono stati soccorsi. I vigili del fuoco sono al lavoro ed hanno eseguito 214 interventi movimentando 429 operatori.

Resta critica la situazione anche a Messina. È stato chiuso un tratto dell’autostrada che la collega a Catania per la caduta di un masso. Particolarmente colpito dal maltempo è stato anche il versante jonico della provincia, dove si sono verificati smottamenti e allagamenti. Più tranquilla è la situazione in città dove a metà giornata il maltempo ha concesso una tregua. I vigili del fuoco sono intervenuti sopratutto nella zona di Letojanni e Taormina per allagamenti e smottamenti a causa della pioggia, che sta causando disagi un po’ ovunque.

Una frana ha portato alla chiusura della strada provinciale che collega Santa Teresa Riva con Savoca e Casalvecchio siculo, e si lavora per ripristinarla. Sulla zona tirrenica a causa dello straripamento del torrente Fitalia è stata disposta la chiusura temporanea al transito di un tratto della strada provinciale n.157″Tortoriciana” , anche qui si cerca di intervenire per ripristinare il transito dei mezzi.




Corridoi turistici Covid-free: la nuova Ordinanza del Ministero della Salute

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30ordinanzaROMA\ aise\ – L’Italia riapre le frontiere per le più ambite mete turistiche internazionali. Dal 28 settembre una nuova Ordinanza del Ministero della Salute ha istituito dei Corridoi turistici Covid-free per i territori di Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam), al ritorno dai quali non sarà necessario effettuare l’isolamento fiduciario.
Per poter beneficiare di questa eccezione, i passeggeri dovranno: esibire all’imbarco il Green Pass ed un test negativo effettuato nelle ultime 48 ore; sottoporsi, se la permanenza all’estero è superiore a sette giorni, ad ulteriore test in loco; esibire, al rientro nel territorio nazionale, un test negativo effettuato nelle quarantotto ore antecedenti all’imbarco; sottoporsi, all’arrivo all’aeroporto nazionale, ad un ultimo, ulteriore test che risulti negativo.
Con la stessa Ordinanza inoltre il Ministero della Salute ha riconosciuto l’equivalenza di alcuni vaccini, somministrati da autorità sanitarie estere, a quelli effettuati nell’ambito del Piano nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2. Si tratta, in particolare, di: vaccini riconosciuti da EMA – Agenzia Europea per i Medicinali; Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza di AstraZeneca; R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca; Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.
A seguito di tale riconoscimento i vaccini summenzionati sono considerati validi ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19 a favore dei cittadini italiani (anche residenti all’estero) e ai loro familiari conviventi, nonché ai cittadini stranieri che dimorano in Italia per motivi di lavoro o studio e a tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati vaccinati all’estero.
Inoltre le certificazioni verdi COVID-19 rilasciate dalle autorità sanitarie straniere a seguito di vaccinazione con i vaccini summenzionati (oltre ai vaccini autorizzati da EMA) sono considerate come equipollenti per le finalità previste dalla legge, purché riportino le informazioni di cui alla circolare in oggetto (dati identificativi del titolare, dati relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino, dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato) e siano redatte in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco (ove fossero rilasciate in un’altra lingua, dovranno essere accompagnate da una traduzione giurata). (aise)




Lisbona: l’Ambasciata presenta una Guida pratica per i pensionati italiani in Portogallo

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29lisbonaLISBONA\ aise\ – Una Guida pratica per i pensionati italiani in Portogallo è stata presentata ieri dall’Ambasciata d’Italia a Lisbona, che l’ha realizzata in collaborazione con lo Studio Legale SRS Advogados.
La Guida intende porsi come un documento informativo per i cittadini italiani residenti in Portogallo, contenente le principali disposizioni in materia pensionistica nel Paese, tra cui i benefici fiscali previsti a favore dei pensionati italiani residenti in Portogallo, le diverse modalità di pagamento delle pensioni e dell’accertamento dell’esistenza in vita, nonché le norme legate all’emergenza Covid–19.
La Guida è disponibile anche on line e si può scaricare interamente a questo link. (aise)




Lione: i nuovi orari di apertura al pubblico del Comites

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28lioneLIONE\ aise\ – Sono cambiati lunedì scorso gli orari di apertura al pubblico e di permanenza telefonica del Comites di Lione.
Gli uffici sono aperti il lunedì e il mercoledì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30. Il contatto telefonico rimane lo stesso: 09 51 84 75 59. Il Comites è raggiungibile anche per email comites.italie.lyon@gmail.com. (aise) 




Discoteche, Giorgetti: “Chiedo di rivalutare la riapertura”

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giorgetti fgAgli altri ministri “chiedo di rivalutare la riapertura delle discoteche, non per il significato economico, che è importante, ma per il significato simbolico. C’è un diritto al lavoro per qualche migliaia di lavoratori che il governo non è in grado di garantire e se non puoi garantirlo è sempre una sconfitta”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all’assemblea annuale di Confcommercio.

Per quanto riguarda invece l’approvazione del Recovery Plan “è stata importantissima, ma per adesso siamo al ‘plan’, quello che manca è il ‘recovery’. Servono attori, interpreti che prendano il copione e lo declinino. Quello che deve fare lo Stato è creare le condizioni per l’iniziativa privata”, ha spiegato Giorgetti.

In Italia, ha continuato, “diventerà recovery se verrà rimessa al centro e rivalutata la cultura del lavoro e d’impresa. Altrimenti non si riuscirà a far scattare quell’incendio duraturo per la crescita di cui abbiamo bisogno per il futuro del Paese e delle nuove generazioni”.

“Nel Pnrr sono scritte tante riforme, che dobbiamo ancora approvare. Una tra tutte è quella sulla concorrenza, che nei prossimi giorni andremo ad approvare in Cdm”, annuncia quindi il ministro.

DISCOTECHE SUL PIEDE DI GUERRA, PRONTE ALLA PIAZZA

“Io mi auguro che alla fine prevalga il buon senso nei confronti di Draghi e dei ministri interessati per darci una data certa per la ripartenza e per una riapertura entro il 31 ottobre alimenti si va a consegnare un intero settore del Paese in mano alla malavita organizzata”. A lanciare all’allarme all’Adnkronos è Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, il sindacato italiano dei locali da ballo, in attesa di una decisione sulla data di riapertura delle discoteche. I locali da ballo sono sul piede di guerra: “Noi continuiamo con la via del dialogo per vedere, con grande responsabilità, di poter riaprire nell’immediato. Se non succederà decideremo le iniziative che si vorranno portare avanti: nessuna manifestazione violenta, ma ci faremo sentire”, avverte.

“Dopo una chiusura ininterrotta da 19 mesi, dovendo pagare affitti, utenze, tasse, con anticipazione di cassa integrazione in deroga e mutui, un’azienda non ce la fa più a resistere – spiega – dichiara fallimento o cede al miglior offerente e in momenti di crisi come questa legata alla pandemia, a chi interessa un’azienda chiusa da 19 mesi se non alla malavita? Il governo si renda conto che c’è un rischio di questo tipo”.

“Il Cts non si è espresso nel merito, ma ha pensato solo ad aumentare la capienza di stadi, cinema e teatri, dimenticando ancora una volta il settore produttivo dell’intrattenimento delle sale da ballo e dello spettacolo”, aggiunge Pasca.

“Oggi, nella riunione del Cdm, non so se si è parlato di una data di ripartenza, l’1 ottobre ci sarà la cabina di regia – conclude – Ci sono state prese di posizione nette da parte del ministro Giorgetti, dei sottosegretari alla Salute Sileri e Costa, di Salvini e di tanti altri. Perché tenere ancora chiuse le discoteche quando tutto il Paese ha riaperto?”. “C’è un pregiudizio ideologico contro questo settore e i giovani che frequentano le discoteche? Il governo si rende conto che così si favorisce l’abusivismo?”, si chiede il presidente di Silb-Fipe.

ADNKRONOS




Colonia: primi incontri ufficiali per il nuovo Console generale Luis Cavalieri

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27cavalieriCOLONIA\ aise\ – Console generale a Colonia dal 1° settembre, Luis Cavalieri la scorsa settimana è stato ricevuto dalla sindaca Henriette Reker che ha convocato il corpo consolare nella nuova sede dell’Archivio storico della città. Cavalieri ha anche incontrato Jakub Wawrzyniak, console generale della Polonia e decano del Corpo Consolare del Nord Reno Westfalia.
Nato a San Paolo, in Brasile, classe 1969, Cavalieri si laurea in Scienze Politiche all’Università di Perugia ed entra in carriera diplomatica nel 2002.
Come primo incarico alla Farnesina viene assegnato alla Direzione Generale per i Paesi delle Americhe. Nel settembre 2005 assume come Secondo Segretario a Maputo, dove viene confermato come Primo Segretario nel dicembre 2006.
Due anni dopo, nel luglio 2008, è inviato a Caracas con funzioni di Console. Rimane in Venezuela fino all’ottobre 2010 quando assume a Montevideo come Primo Segretario e Vice Capo Missione.
Promosso Consigliere di Legazione il 2 luglio 2013, rientra a Roma ed è assegnato alla Direzione Generale Mondializzazione, Ufficio X, Sudamerica.
Nel 2014 viene nominato Capo della Segreteria del Sottosegretario di Stato e nel 2017 viene confermato Capo Segreteria del Vice Ministro.
Nell’agosto 2017 assume le funzioni di Consigliere a Madrid e dal 1° settembre scorso è Console Generale a Colonia. (aise) 




Varsavia: una corsa per celebrare l’amicizia tra Italia e Polonia

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16runnersVARSAVIA\ aise\ – L’Ambasciata d’Italia a Varsavia ha riunito per l’iniziativa “Run on Together” oltre 600 “runners” che hanno partecipato alla corsa che si è snodata, nei giorni scorsi, per 5 chilometri nel parco Kepa Potocka della città.
L’iniziativa, finanziata dall’Enit insieme ad alcune tra le principali aziende italiane presenti in Polonia, è stata ideata per celebrare l’amicizia italo-polacca e allo stesso tempo per lanciare un messaggio di speranza e ottimismo dopo oltre un anno segnato dalla pandemia. Non a caso l’iniziativa è stata denominata “Run on Together”, proprio per trasmettere l’idea di due Paesi che vogliono voltare pagina, “correndo” assieme fuori dalla pandemia.
L’evento, inoltre, è stato occasione per organizzare un’iniziativa benefica a favore del Rifugio per animali “Paluch”, il più importante della Capitale polacca al quale i cittadini di Varsavia sono molto legati, cui è stato interamente devoluto l’incasso delle quote di registrazione. L’evento ha consentito, infine, di promuovere, attraverso un maxischermo, le principali destinazioni turistiche del nostro Paese nell’ottica di stimolare ancora più efficacemente la ripresa dei flussi dopo i mesi più duri del Covid. (aise) 




Che cosa ha intenzione di fare il governo contro il caro bollette

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133809940 79228cab b219 4676 99a4 ce0f62ce1b4cAGI – Il governo è al lavoro per evitare i rincari in bolletta in arrivo con l’autunno. Un intervento sollecitato trasversalmente nel mondo politico. E una delle strade da percorrere potrebbe essere la riduzione dell’Iva o un ritocco degli oneri di sistema.

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha prospettato aumenti dal 31 al 42% ma ha anche assicurato che “il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie”.

Fonti governative confermano le indiscrezioni di stampa spiegando che la misura è allo studio ma non è ancora stata definita.

Il Mef è al lavoro ed è in corso il confronto con l’Arera che il primo ottobre aggiornerà le tariffe di luce e gas per l’ultimo trimestre dell’anno.

L’operazione potrebbe anche avvenire in due tempi: una misura tampone subito, per decreto, per ridurre gli oneri in bolletta, come fatto a luglio, e un intervento strutturale successivo da inserire in manovra o nel ddl concorrenza.

Secondo quanto viene riferito, si sta valutando di ridurre l’Iva per far fronte all’imminente aumento tariffario ma trattandosi di un’operazione “non semplice” e costosa nell’immediato, appare più probabile che il governo decida alla fine di ridurre la componente fiscale in bolletta o di agire temporaneamente sugli oneri di sistema.

La bolletta elettrica o del gas è composta infatti da varie voci.

Il cliente medio non paga solo quello che consuma ma, oltre alle imposte, altri servizi che vanno dal trasporto dell’energia, alla gestione del contatore, agli oneri di sistema che rappresentano la voce più ‘variegata’ dove entrano le componenti più diverse, dagli incentivi alle rinnovabili ai costi di smantellamento delle centrali nucleari.

La misura allo studio potrebbe arrivare con un decreto a breve, forse lo stesso decreto fiscale che dovrebbe, come di consueto, accompagnare la legge di bilancio.




Green pass e obbligo vaccinale, Cacciari: “Meccanismi autoritari”

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cacciari massimo mic fg“Tutto va bene perché c’è un’emergenza sanitaria? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l’obbligo di vaccinazione”. Massimo Cacciari motiva e illustra dubbi e perplessità sul green pass in Italia e sull’eventuale obbligo vaccinale.

“Il governo è legittimato a imporre un trattamento sanitario, è vero. Se ne discute la legittimità in chiave culturale, etica e politica. Tutto va bene perché c’è un’emergenza sanitaria? È lecito chiedere in base a quali criteri cesserà lo stato d’emergenza? Finirà quanto non c’è più un malato in terapia intensiva o quando nessuno ha più di 37,5 di febbre? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l’obbligo di vaccinazione. Ma scherziamo? Ai virologi non frega nulla delle derive culturali e politiche di questa società?”, dice Cacciari a Quarta Repubblica. “La forma a volte fa sostanza: sento usare parole come ‘stanare’ chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto?”, dice Cacciari. “Se arriva l’obbligo, bene: almeno sparisce l’ipocrisia. Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare”.

Provvedimenti come il green pass o l’eventuale obbligo vaccinale devono inserirsi in un quadro in cui “deve essere sempre garantito il rispetto della dignità della persona, la giurisdizione indica che la persona sia perfettamente informata. Mi domando se possiamo dire che le persone siano state correttamente informate sui vaccini e sulle loro conseguenze. Non c’è dubbio che i vaccini siano utili, ma questo non basta per dire che siamo correttamente informati”.

“Non esiste nessuna situazione priva di rischi, le aziende farmaceutiche non conoscono però le conseguenze a medio e lungo termine dei vaccini. In queste condizioni, come si fa a imporre il green pass? Siamo già arrivati al 70-80% della popolazione vaccinata, si continui così” cercando di convincere gli italiani. “Quando siamo arrivati a vaccinare tutta la popolazione sopra i 40-50 anni, che bisogno c’è di vaccinare gli adolescenti, che non corrono alcun rischio reale?”, afferma. “Non è vero che la situazione sia uguale ovunque: in moltissimi paesi non c’è obbligo di vaccinazione. In Danimarca la situazione si è normalizzata, in Germania non si sognano di vaccinare gli adolescenti”. (ADNKRONOS)