E’ morto Gianni Nazzaro, il cantante aveva 72 anni

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nazzaro gianni fg ipa 768x512Il cantante e attore Gianni Nazzaro, che con le sue canzoni romantiche ha segnato un tratto della musica leggera degli anni ’70, tra le cui hit spicca “Quanto è bella lei”, è morto oggi al policlinico Gemelli di Roma, in seguito ad un tumore ai polmoni, all’età di 72 anni. La notizia della scomparsa è stata data all’Adnkronos dalla sua compagna, Nada Ovcina, che è stata anche sua agente e ufficio stampa Era nato come Giovanni Nazzaro a Napoli il 27 ottobre 1948.

Il debutto artistico avviene nel 1965, con lo pseudonimo di Buddy, imitando con successo le voci di Bobby Solo, Adriano Celentano, Gianni Morandi e altri artisti in incisioni discografiche di secondo piano. Nel 1967 partecipa al Festival di Napoli con il brano “Sulo ppe mme e ppe te”, non accedendo però alla finale. Finito questo periodo pionieristico si fa notare a “Un disco per l’estate” del 1968 con il brano “Solo noi”. L’anno successivo partecipa con “Incontri d’estate” al Cantagiro. Vince il Festival di Napoli 1970 con “Me chiamme ammore”, mentre si classifica al primo posto ad “Un disco per l’estate” 1972 con “Quanto è bella lei”, forse il suo più grande successo, e due anni dopo con “Questo sì che è amore”.

Tra i successi di Nazzaro, concentrati soprattutto negli anni Settanta, figurano “L’amore è una colomba” (1970), “Bianchi cristalli sereni” (1971), “Non voglio innamorarmi mai” (1972), “A modo mio” (1974, scritta da Claudio Baglioni e Antonio Coggio), tutte presentate al Festival di Sanremo, ed “In fondo all’anima”.

Nazzaro partecipa al Festival di Sanremo 1983 con il brano “Mi sono innamorato di mia moglie”, scritto da Daniele Pace, ottenendo un buon esito commerciale. Nel 1987 tenta nuovamente di partecipare al Festival di Sanremo ma il brano da lui proposto, “Perdere l’amore”, viene scartato alle selezioni. Ironia della sorte, lo stesso brano viene ripresentato l’anno successivo da Massimo Ranieri (di cui Nazzaro si è sempre considerato un rivale, a causa delle stesse origini, umili e napoletane, dello stesso genere di canzoni e della stessa casa discografica per buona parte della carriera); e questa volta non solo viene selezionato, ma addirittura vincerà la manifestazione. Nazzaro polemizzerà a lungo con gli organizzatori per la sua esclusione.

In occasione del Festival di Sanremo 1994 fa parte del gruppo Squadra Italia, costituito per l’occasione, cantando il brano “Una vecchia canzone italiana”. Nel 1998 ha ricoperto il ruolo del padre di Sara De Vito (Serena Autieri) nella soap opera “Un posto al sole”, tornando nel cast principale nel 2009. Nel 2007 ha anche recitato nella soap “Incantesimo”. Dal 2010 al 2016 partecipa assiduamente, anche come presentatore, alla trasmissione promozionale canora ‘MilleVoci’, in onda su un circuito di emittenti locali. Nel 2011-2012 è stato impegnato nello spettacolo musicale “Noi che, gli anni migliori” al Teatro Salone Margherita di Roma. Nel 2014 ha partecipato al programma “Tale e quale show”, condotto da Carlo Conti su Rai 1, vincendo una puntata interpretando proprio “Perdere l’amore”.

Gianni Nazzaro è stato legato a Nada Ovcina, che gli ha dato due figli: Giovanni Junior, nato nel 1973, e Giorgia, nata nel 1976. Dopo la separazione, si è legato a Catherine Frank (vero nome Pleite Armonia Del Carmen), una ex indossatrice francese, che gli ha dato due figli: Davide e Mattia. Nel 2016 ha riallacciato i rapporti con la Ovcina dopo un grave incidente stradale che li ha visti coinvolti in Francia: il cantante ha perso un rene e ha rischiato di rimanere paralizzato. Nada, oltre a essere stata la sua compagna, gli ha fatto anche da manager, agente e ufficio stampa.

ADNKRONOS




Il Papa benedice gli anziani: sono una risorsa, non uno scarto

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160211578 54a0cee7 89e0 4f84 aa11 851b37f99291“I nonni e gli anziani non sono degli avanzi di vita, degli scarti da buttare”. Papa Francesco, nella prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, istituita da lui, nella quarta domenica di luglio, in prossimità della festa dei Santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù, ritorna a puntualizzare il pericolo di una “cultura dello scarto” ed esorta a una “nuova alleanza tra giovani e anziani” perché “spesso, nelle nostre società, abbiamo consegnato la vita all’idea che ‘ognuno pensa per sé’. Ma questo uccide!”.

Le parole del Pontefice sono state pronunciate da monsignor Rino Fisichella che ha presieduto al suo posto (Francesco è ancora convalescente dopo l’intervento chirurgico al colon del 4 luglio scorso) la celebrazione della messa in Vaticano che ha visto la partecipazione di circa 2.000 persone della Diocesi e di associazioni impegnate nella pastorale della terza età. Presenti anche un centinaio di anziani usciti per la prima volta dalle strutture residenziali in cui vivono dopo più di un anno di isolamento.

Francesco, paragonando lo sguardo di Gesù a quello dei nonni, sottolinea come i nonni “dopo una vita fatta di sacrifici, non sono stati indifferenti con noi o indaffarati senza di noi. Hanno avuto occhi attenti, colmi di tenerezza”. “Siamo passati tutti dalle ginocchia dei nonni, che ci hanno tenuti in braccio. Ed è anche grazie a questo amore che siamo diventati adulti”, scrive e confessa: “Soffro quando vedo una società che corre, indaffarata, indifferente, presa da troppe cose e incapace di fermarsi per rivolgere uno sguardo, un saluto, una carezza. Ho paura di una società nella quale siamo tutti una folla anonima e non siamo più capaci di alzare lo sguardo e riconoscerci”. Il suo invito è di non perdere “la memoria di cui gli anziani sono portatori, perché siamo figli di quella storia e senza radici appassiremo”, di non dimenticarsi di loro ma creare un’alleanza con loro, imparare “a fermarci, a riconoscerli, ad ascoltarli. Non scartiamoli mai” ma “custodiamoli nell’amore” perché “i nonni e gli anziani sono pane che nutre la nostra vita”. E se “impariamo a condividere con loro del tempo”, osserva, “ne usciremo migliori”.

Dopo la recita dell’Angelus Francesco ribadisce il concetto: “Senza il dialogo tra i giovani e i nonni, la storia non va avanti, la vita non va avanti: c’è bisogno di riprendere questo, è una sfida per la nostra cultura. I nonni hanno diritto a sognare guardando i giovani, e i giovani hanno diritto al coraggio della profezia prendendo la linfa dai nonni”. “I nonni hanno la linfa della storia che sale e dà forza all’albero che cresce”. E invita ancora i giovani a incontrare i nonni e gli anziani. Questo “farà felici tutti”.

Sempre dopo la recita della preghiera mariana, Bergoglio esprime la sua vicinanza e solidarietà alle vittime delle inondazioni in Cina e ricorda l’apertura, a Tokyo, delle trentaduesime Olimpiadi. “In questo tempo di pandemia, questi Giochi siano un segno di speranza, un segno di fratellanza universale all’insegna del sano agonismo”, sottolinea.  AGI.IT




In migliaia da nord a sud in piazza contro il green pass

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173120466 0a864e13 b707 4234 9423 df29cac28a16AGI – Diverse migliaia di persone in piazza questo pomeriggio in circa 80 città italiane per manifestare contro il green pass e quella che definiscono “dittatura sanitaria”. Proteste non solo nelle grandi città – a Roma in piazza del Popolo, Milano in piazza Fontana, Genova in piazza de Ferrari, Torino in piazza Castello, a Napoli in piazza Dante – e in moltissimi capoluoghi di provincia, ma anche in diversi centri più piccoli come Nizza Monferrato, Saluzzo, Montebelluna, Foligno. “Libertà, libertà” lo slogan urlato ovunque.

A Roma i manifestanti hanno scandito “No al green pass” e “libertà”. Alcuni hanno sventolato bandiere tricolori. In uno dei cartelli esposti, si legge ‘No al green pass, sì cure domiciliari’. “Partecipiamo a queste manifestazioni da cittadini, senza i nostri simboli. Spero siano proteste di popolo e che non vengano strumentalizzate”, afferma in una nota Luca Marsella, consigliere municipale a Roma di Casapound. A Milano almeno 3.000 persone al grido di “Libertà, libertà” e “No Green Pass” hanno percorso senza una meta precisa le vie attorno a Piazza del Duomo. Esposto anche uno striscione “Fuori i Big Pharma dallo Stato. No alle multinazionali”, cori di “La pagherete tutta, la pagherete cara”.

“No alla segregazione vaccinale”

A Torino, dove già venerdì si era tenuta un’affollata manifestazione, un corteo con lo striscione “Uniti per la libertà di scelta contro ogni discriminazione”. A Macerata uno striscione “Green is the new black. No alla segregazione vaccinale”. A Bari il corteo si è formato in piazza Ferrarese, dopo un passaparola che nei giorni scorsi si è svolto sui social e nelle chat, poi si è diretto verso piazza della Libertà, dove ha sede la Prefettura. Sono esposti striscioni contro il Governo e le norme anticovid. Vengono urlati slogan come “Libertà”, “No green pass” e “Giù le mani dai bambini”. La manifestazione si svolge in contemporanea anche in altre città della Puglia, a partire da Lecce.

Oltre un migliaio le persone in piazza a Genova: giovani, famiglie, anziani hanno invaso il quadrilatero di De Ferrari con cartelli e slogan. Qualcuno hai indossato la stella di David gialla sul petto con scritto “non vaccinato”. Tra i primi a prendere la parola al megafono, Leonardo Sinigaglia, 22enne genovese, studente di storia: “Non sono il portavoce di nessun movimento. E’ qualcosa che è montato sui social, rappresentando evidentemente il pensiero di moltissime persone che oggi sono in piazza”. Sinigaglia, che non è vaccinato e ha scelto di non farlo perché “la campagna vaccinale è l’ennesimo modo dello Stato di lavarsi la coscienza: continuano ad attribuire la colpa della crisi sanitaria e di quella sociale alle scelte degli individui”.Si è visto anche un cartello con “boycott green pass” scritto in nero sulla bandiera italiana con il simbolo delle SS naziste.

Due le manifestazioni organizzate a Firenze. Diverse centinaia di persone che si sono date appuntamento, con un tam tam via social, in piazza della Signoria.




Green Pass: l’Italia scende in piazza

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081211844 4b0f257c 6fdc 4212 aa77 7af5811b41b1Dal 6 agosto, avere in tasca (o sullo smartphone) un Green pass ci permetterà di accedere a una lunga serie di attività, dai ristoranti a cinema e palestre. Ma la nuova misura introdotta dal governo Draghi ha scatenato anche dissensi e proteste. A Torino, ad esempio, duemila persone si sono riunite in Piazza Castello per il “No paura day”, manifestazione lanciata giorni fa per protestare contro l’uso del certificato verde e dell’obbligo vaccinale.

Riuniti in nome della “libertà” – “Facciamo vedere a tutti cosa vuol dire essere uomini liberi”, ha urlato uno degli organizzatori dell’evento, mentre la folla radunata nel centro di Torino scandiva il grido “libertà”. Tra gli speaker era presente anche Ugo Mattei, docente universitario e candidato sindaco in città. Maurizio Giordano, avvocato intervenuto durante la manifestazione, ha sostenuto che “il Green pass va contro la normativa europea”.

Green pass, ecco dove sarà obbligatorio

Il Green pass come il nazismo – Una bandiera verde con al centro una svastica e la scritta “Green pass obbligatorio: lotta perché non accada”. Questo macabro accostamento è stato rivendicato anche da Marco Milani, segretario romano aggiunto del sindacato di polizia locale. L’uomo, che sfoggia l’immagine anche nel suo profilo Whatsapp, ha dichiarato a Il Messaggero di essere convinto che “tra dieci anni la gente parlerà del certificato verde come al momento parla del nazismo. Un paragone improponibile? Forse oggi, ma anche quando c’era il nazismo la scienza ti diceva che l’omosessualità era una malattia e quindi se non ti curavi dovevi metterti la stella gialla. Ora, ottant’anni dopo, la scienza dice cose diverse”.

A Roma “i vigili non faranno multe” – Nella Capitale il malcontento per il certificato verde serpeggia tra le forze dell’ordine. Sempre secondo Milani, infatti, “il tasso di applicazione delle contravvenzioni per il Green pass sarà nullo”. E aggiunge: “Io farò di tutto per non essere assegnato ai controlli sul certificato. E poi stiamo parlando di dpcm, che sono solo atti amministrativi  e non hanno obbligo di contravvenzione”.

La reazione dei caschi bianchi – Non tutti i colleghi però sono dello stesso avviso del segretario Milani. L’Associazione romana vigili urbani (Arvu) ha invitato tutti gli agenti “a far rispettare le regole, compreso il Green pass a cui siamo pienamente favorevoli, perché solo con i vaccini batteremo il virus». Anche dal Comando Generale arrivano disposizioni analoghe e minacce di azoni disciplinari per gli inadempienti.

Da Tgcom.24.mediaset.it




Si media sul Green pass, confronto con le regioni e poi i partiti

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190316393 ff7a511d 514b 4dfe a715 d46268e6117fAGI – “Ormai abbiamo imparato a conoscerlo. Sta accumulando dati e informazioni, poi ci illustrerà il decreto…”. Un ministro non nega che il lavoro sul green pass sia tutto nelle mani del premier Draghi.

Riferisce che il presidente del Consiglio si sta rapportando con gli altri leader europei e con il mondo scientifico, che poi metterà sul tavolo un modello che si avvicina a quello del presidente della Repubblica Macron, anche se sarà più soft.

Si procede per fasi

Ormai è deciso che si andrà per fasi. Per poter cenare al chiuso servirà aver fatto una prima dose di vaccino, poi a settembre ne saranno necessarie due. Al momento il provvedimento, che conterrà anche la proroga della scadenza fino a fine dicembre, varrà solo per l’immediato. Ovvero per mettere nero su bianco i criteri per partecipare ai grandi eventi, come concerti e discoteche, oppure come comportarsi negli spazi chiusi e nei viaggi a lunga percorrenza. Per quanto riguarda la scuola e il trasporto pubblico se ne parlerà più avanti.

Pochi margini per i partiti

I partiti hanno preso posizione ma ci sono pochi margini per mettersi di traverso. Draghi è determinato ad agire prima che la curva dei contagi salga a livello degli altri Paesi europei. Prima è previsto il confronto con le regioni che fanno scudo sulla possibilità di applicare il green pass anche alle zone bianche e poi si aprirà una vera interlocuzione con i partiti.

La Lega rivendicherà la possibilità di riaprire le discoteche ma Salvini resta fortemente contrario a un sistema che nelle intenzioni dell’esecutivo deve premiare chi ha esposto il braccio per la siringa.

“Assurdo escludere dalla vita sociale 30 milioni d’italiani. Bisogna invogliare e portare al vaccino chi è sopra i 60 anni, senza parlare di multe. Sento raccapriccianti proposte di obblighi vaccinali per i ragazzini di 13 anni e per gli insegnanti, proposte incredibili di licenziamenti di lavoratori”, protesta Salvini.

Ma nel partito di via Bellerio c’è anche chi, pur essendo critico sul green pass, ritiene che occorrerebbe non esporsi per evitare di fare il controcanto al premier. E vorrebbe che si tenesse una linea più netta sulla necessità che si vaccinino tutti. Ma sulla gestione della nuova fase c’è al momento fibrillazione soprattutto tra il governo e i presidenti di Regioni, la maggior parte dei quali a guida centrodestra.

Oggi alla Conferenza delle Regioni si è deciso di aspettare le mosse del governo. Sul tavolo va avanti un dialogo sui parametri da introdurre per le fasce a colori, ovvero con l’introduzione di nuove soglie che comprenderanno i numeri delle ospedalizzazioni.

“Bisogna permettere in sicurezza la ripresa di attività fino ad oggi non consentite o limitate”, la linea dei ‘governatori’ che hanno proposto inoltre che il passaggio da zona bianca a gialla avvenga con il 30% dei posti letto occupati negli ospedali e il 20% nelle terapie intensive.

“Salvare il turismo estivo”

Un’asticella alta proprio per mettere un freno alle logiche ‘rigoriste’ e – spiega una fonte – “cercare di salvare il turismo estivo”. L’esecutivo modificherà quelle percentuali. “Mi auguro non ci siano scelte draconiane, improvvise, imponderate, che escludono la maggioranza degli italiani dal diritto al lavoro, allo spostamento”, dice ancora Salvini.

FI e Italia viva sono per l’estensione del ‘green pass’. “Sono fiduciosa che si trovi un accordo non solo all’interno della maggioranza, ma anche con le Regioni, il Green pass serve per incentivare le vaccinazioni e dall’altro evitare possibili nuove chiusure”, sottolinea il ministro degli Affari Regionali Gelmini.

“Il nostro approccio è che per partire economicamente, per essere tutti più liberi sia necessario un Green pass, un’applicazione intelligente e scrupolosa”, afferma il segretario del Pd Letta. “I politici si assumano le loro responsabilità, non mettano un green pass che alla fine è un obbligo mascherato”, il parere della presidente Fdi Meloni. Il governo invece sembrerebbe orientare a frenare sull’ipotesi di obbligare la vaccinazione nei luoghi di lavoro.

La convocazione del Cdm cheprevisto per giovedì 22 luglio non è stata ancora diramata. Un segnale che il presidente del Consiglio sta ancora limando il dl ma al momento non è previsto uno slittamento della riunione.

Intanto i casi di contagio continuano a salire: nelle ultime 24 ore si registrano 4.259 nuove infezioni e 21 decessi. Intanto il governo è al lavoro sull’ipotesi di allungare i tempi della vaccinazione per chi è guarito dal virus.




L’Ue vuole vietare i pagamenti in contanti oltre i 10 mila euro

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150613747 3d5ed034 47dd 406d a999 bd00cb98fed1AGI – “I pagamenti in contanti di grandi dimensioni rappresentano per i criminali un modo semplice per riciclare denaro, poiché è molto difficile rilevare le transazioni” e per questo “la Commissione ha proposto un limite di 10 mila euro a livello Ue per i pagamenti in contanti di importo elevato”.

È quanto si legge nel documento Ue sul pacchetto di proposte anti-riciclaggio adottato dal Collegio dei commissari. “Questo limite a livello Ue è abbastanza alto da non mettere in discussione l’euro come moneta a corso legale e riconosce il ruolo vitale del contante“, si legge nella nota. “I limiti esistono già in circa due terzi degli Stati membri, ma gli importi variano”, fa notare Palazzo Berlaymont. I limiti nazionali inferiori ai 10 mila euro, per la Commissione, “possono rimanere in vigore”.

“Limitare i pagamenti di grandi dimensioni in contanti rende più difficile per i criminali riciclare denaro sporco”, è la speranza dell’esecutivo Ue, che introdurrà anche un divieto contro la possibilità di “fornire portafogli di criptovalute anonimi, così come i conti bancari anonimi sono già vietati dalle regole Ue”.

La proposta della Commissione comprende misure pensate per migliorare “il quadro normativo Ue esistente tenendo conto delle sfide nuove ed emergenti legate all’innovazione tecnologica”, come i problemi posti da “valute virtuali, flussi finanziari più integrati nel mercato unico e la natura globale delle organizzazioni terroristiche”.

Oltre alla creazione della nuova Autorità Ue anti-riciclaggio e al limite alla circolazione del contante fissato a pagamenti fino a 10 mila euro, l’esecutivo Ue ha proposto la creazione di un codice unico europeo per l’attività di anti-riciclaggio e il contrasto al finanziamento del terrorismo. Un quadro normativo comune con il quale Bruxelles vuole mettere in campo, ad esempio, “norme più dettagliate in materia di adeguata verifica della clientela, titolarità effettiva, poteri e compiti delle autorità di vigilanza e delle Unità d’informazione finanziaria”.

“Verranno collegati i registri nazionali esistenti dei conti bancari, fornendo alle Unità d’informazione finanziaria un accesso più rapido alle informazioni sui conti bancari e sulle cassette di sicurezza“, si legge nel documento Ue. La Commissione fornirà inoltre alle autorità di contrasto dei crimini finanziari l’accesso a questo sistema, “accelerando le indagini finanziarie e il recupero dei proventi di reato nei casi transfrontalieri”.

L’esecutivo Ue mira anche a dare “piena applicazione” delle norme anti-riciclaggio e anti-terrorismo al settore delle criptovalute, “obbligando tutti i fornitori di servizi a condurre una ‘due diligence’ sui propri clienti”. “Il riciclaggio di denaro è un fenomeno globale che richiede una forte cooperazione internazionale”, si legge ancora nella nota che ricorda i sistemi esistenti d’inclusione nella lista nera e grigia delle giurisdizioni che non collaborano ai fini del contrasto delle attività finanziarie illecite.




Delta fa paura, cominciate le cancellazioni di viaggi-vacanze

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121148205 05bb1560 c6a0 4ecc be97 99d400e7682fAGI – La variante Delta spaventa gli italiani: crollano le prenotazioni per le vacanze dopo l’avvertimento della Farnesina sui viaggi all’estero e di fronte al rischio di una nuova stretta per frenare l’impennata dei contagi nel nostro Paese. Secondo le stime della Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo, nell’ultima settimana si è registrato un calo del 50% delle richieste di prenotazione sia per l’estero che per l’Italia.

Il numero degli italiani che avevano deciso di fare le vacanze oltre confine era già esiguo, rispetto al periodo pre-pandemia: si tratta, sempre secondo i dati della Federazione, del 15% delle prenotazioni. Ma ora si è innescata una brusca frenata delle richieste, accompagnata da un’ondata di cancellazioni, sia per le mete interne che per quelle al di fuori dei confini nazionali.

“L’avviso diramato dalla Farnesina sui rischi dei viaggi all’estero ha ingenerato subito grande preoccupazione e ha provocato un forte rallentamento nelle richieste questa settimana”, spiega all’AGI Ivana Jelinic, presidente nazionale Fiavet. “Tenendo conto che in questi giorni gli italiani stanno decidendo la partenza delle prossime 3-4 settimane – dice Jelinic – già abbiamo visto negli ultimi giorni un crollo della domanda e le persone hanno deciso di non confermare e di aspettare. Stiamo parlando, rispetto alla settimana precedente, quindi fino a lunedì 12 luglio, già di un 50% di richieste in meno di prenotazioni sia per l’Italia che per l’estero. Questo coadiuvato da un insorgere di domande di annullamento perché qualcuno, colto dai timori, ha preferito addirittura cancellare, e si tratta di cancellazioni anche per le settimane centrali di agosto”.

Secondo il presidente Fiavet, “l’elemento che inizia a preoccupare e che desta grande preoccupazione sono proprio le cancellazioni: da un lato per via di quello che sta succedendo all’estero, dall’altro perché le ipotesi di far diventare alcune Regioni gialle e il fatto che si stia alzando l’allerta sta spaventando le persone che preferiscono rinunciare alle vacanze”.

“Questa si conferma essere un’estate last minute, in cui in base alla situazione si decide. Per chi non è già partito e non ha una partenza imminente nei prossimi giorni – osserva Jelinic – questo è il momento di decidere. Non ci sono più le prenotazioni anticipate come succedeva in passato, ci si riduce all’ultimo minuto”.

Le destinazioni più gettonate, spiega, “sono Grecia, Spagna, Croazia e Malta. A Malta abbiamo un numero rilevante di connazionali, ragazzi, soprattutto minorenni, che stanno facendo le vacanze studio e che sono in quarantena perché risultati positivi o contatti diretti di positivi. In Spagna ci sono prevalentemente giovani italiani che hanno scelto di viaggiare per vacanza. Moltissimi sono i cosiddetti turisti fai da te che hanno deciso di partire e trovandosi nella situazione di essere risultati positivi devono fare isolamento e quarantena. Tuttavia, avendo organizzato il viaggio per conto proprio non sono coperti dall’assicurazione e i costi sono a loro carico”.

Il presidente Fiavet invita quindi i turisti italiani a “rivolgersi rigorosamente ai professionisti e a sottoscrivere le assicurazioni”. “Oggi – conclude – nel 90% dei casi il cliente la polizza assicurativa facoltativa l’acquista anche perché siamo in alta stagione”.




In Francia migliaia in piazza contro il Green Pass per entrare nei ristoranti

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135221285 ca46c664 b27f 41d2 a262 adbf451f3a20AGI – In Francia migliaia di persone si stanno radunando in diverse città per protestare contro il requisito del pass sanitario per entrare nei ristoranti, nei bar, nei cinema o per prendere l’aereo o il treno. La misura, annunciata lunedì sera dal presidente Emmanuel Macron per contrastare la diffusione della variante Delta, dovrebbe essere varata dal Consiglio dei ministri lunedì prossimo.

La manifestazione parigina, con appuntamento nel quattordicesimo arrondissement, è iniziata alle 14.30 ed è sostenuta dai “gilet gialli”. Sono già arrivate centinaia di persone, secondo quanto riferisce il sito di Le Parisien.

A Lille, nel nord del Paese, sono almeno 500 i manifestanti che sono già in strada. La protesta, hanno spiegato alcuni intervistati, è contro la “dittatura sanitaria”. Fra i partecipanti vi sono anche operatori sanitari che chiedono “più tempo” per vaccinarsi e bollano l’ultimatum del 15 settembre di Macron come “insopportabile”.

La protesta è in corso anche a Strasburgo, dove 600 persone dicono no alla “crescente soppressione delle liberta’”. Stessi slogan a Perpignan, nel sud della Francia, dove i manifestanti chiedono le dimissioni dell’inquilino dell’Eliseo al grido “libertà, libertà!”. Le proteste stanno iniziando anche a Bordeaux, Pau e Narbonne.




Stop dal 1 agosto al passaggio delle grandi navi a Venezia

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174842961 dfd1d6c2 cc67 4747 b1b2 eb3a2e3a4c95AGI – Dal primo agosto le grandi navi non potranno più transitare davanti a San Marco e sul canale della Giudecca. Lo stabilisce il decreto legge approvato nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri. Sono previsti risarcimenti per le aziende che saranno danneggiate da questa decisione. Le navi da crociera potranno attraccare provvisoriamente a Marghera. Il decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede il divieto di navigazione a Venezia e nelle vie marittime definite di interesse culturale.

Il divieto di navigazione è previsto per le navi con almeno una di queste caratteristiche: – più di 25.000 tonnellate di stazza lorda; – più di 180 metri di lunghezza; – più di 35 metri di altezza – produzione superiore allo 0,1% di zolfo. E’ previsto un fondo per garantire un contributo alle aziende dell’indotto e ai lavoratori. Le navi che non hanno le predette quattro caratteristiche, e che sono dunque considerate sostenibili, potranno continuare ad attraccare (si tratta di navi da crociera da circa 200 passeggeri). Il decreto entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

“Il Decreto adottato oggi costituisce un importante passaggio per la tutela del sistema lagunare veneziano”, è il commento di palazzo Chigi: queste norme intervengono nell’immediato con le cautele e i ristori necessari per mitigare l’impatto occupazionale sul settore e si affiancano al concorso di idee, il cui bando è già stato pubblicato, per la futura realizzazione e gestione di punti attracco fuori dalle aree protette della laguna con l’obiettivo di rendere compatibile l’attività croceristica con la salvaguardia paesaggistica e ambientale.

Al tempo stesso si concluderanno i lavori di completamento del Mose e si realizzerà in tempi brevi l’Autorità della Laguna con la rinascita del Magistrato alle acque”, prosegue palazzo Chigi.

 “È una giornata storica, dopo anni di attesa da parte di tutto il mondo. Dal primo agosto le grandi navi non passeranno più davanti a San Marco nel canale della Giudecca”, è stato il commento del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, al termine del Cdm che ha detto di essere “orgoglioso per avere mantenuto l’impegno”.
Franceschini ricorda che si tratta di una “decisione attesa dall’Unesco e da tutti coloro che sono stati a Venezia e sono rimasti stravolti dalla grandezza di queste navi passare nel luogo più fragile e bello del mondo. Una decisione importante. Ci saranno risarcimenti per chi subisce un danno per questa iniziativa ma finalmente l’Italia volta pagina”.
In Consiglio dei ministri “sono stati decisi investimenti per 157 milioni per realizzare approdi temporanei all’interno dell’area di Marghera – ha concluso il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini – un passo indispensabile per tutelare l’integrità ambientale, paesaggistica, artistica e culturale di Venezia, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.




La gioia in tutta l’Italia per il successo degli Azzurri dopo 53 anni

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233925519 fd906d5b dd41 42d6 85f0 7fa75f09e083AGI – È festa grande da nord a sud per una coppa, quella degli Europei, che mancava dal 1968, quando l’Italia vinse contro la Jugoslavia. Migliaia di persone si sono riversate nelle piazze italiane dopo la vittoria ai calci di rigore contro l’Inghilterra nel tempio di Wembley.

A piazza del Popolo, cuore della Capitale, si esulta con fumogeni colorati, abbracci e grida. L’impresa della nazionale di Roberto Mancini ha tenuto i tifosi incollati agli schermi fino all’ultimo calcio di rigore e ora si vivrà a una notte di festeggiamenti.

Dal palco della ‘fan zone’ i dj che hanno animato i tempi morti della partita ora stanno “pompando” la piazza con musica tecno, mentre tantissime persone sventolano i tricolori, che adesso si è trasformata in una discoteca a cielo aperto. Situazione simile a Milano. È piena piazza del Duomo dove si sono riversati migliaia di milanesi per celebrare vittoria della Nazionale.

Nonostante le transenne, il monumento a Vittorio Emanuele II è stato preso d’assalto da centinaia di giovani che ci si sono arrampicati. Anche qui, come a Roma, il trionfo azzurro viene celebrato con fumogeni, fuochi d’artificio, sventolio di bandiere tricolori e cori. Nelle vie del centro il traffico è in tilt per i caroselli delle auto mentre le strade sono percorse da un fiume di persone che cerca di raggiungere la piazza.

Un film a tinta azzurra che si ripete a Torino: migliaia di persone si sono riversate in strada per festeggiare la vittoria. Anche qui fuochi d’artificio, caroselli e tricolori stanno riempiendo le vie del centro e le piazze della città.

Nei giorni scorsi, come in tutto il Paese, le autorità avevano raccomandato di celebrare l’eventuale successo rispettando le norme anti-Covid. Festa speculare anche a Bologna, sotto le due Torri, tra le vie del centro e sui viali di circonvallazione, dove la gioia sembra incontenibile.

Da Piacenza a Rimini, in tutte le città della regione impazzano i festeggiamenti. Per la vittoria degli Azzurri è esplosa di gioia piazza De Ferrari, al centro di Genova. Persone in strada con bandiere, trombette, cori, fumogeni e petardi. Oltre 5 mila le persone in piazza, concentrate attorno alla fontana spenta e svuotata per l’occasione.

Dopo un inizio teso, con la presenza anche di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa, alla fine ha prevalso la festa. Tifosi impazziti in centro a Palermo. Bandiere tricolore, trombette e facce colorate di verde, bianco e rosso in piazza Politeama. Nel cuore del centro del capoluogo siciliano si riversano in strada i palermitani, subito dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma che consegna l’Europeo agli Azzurri.