REX, un grande romanzo d’avventura

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1Debbo dire che è stato un lavoro faticoso ma estremamente gratificante. Da oggi “REX, il medaglione di Aton”, il romanzo d’avventura che Enzo Odoguardi e io abbiamo scritto a quattro mani, approda finalmente nelle librerie italiane per i titoli di Falco Editore.

Dico “finalmente” perché un libro è come un figlio, lo si attende per mesi e, nelle ultime settimane, l’attesa diventa spasmodica.

Quando Enzo, che ha fatto una formidabile ricerca storica e scientifica, mi ha proposto “l’avventura di scrivere REX” con lui non sapevo se ce l’avrei fatta a tornare a scrivere un romanzo. Era passato tanto tempo dal mio ultimo, Las Terrenas Goodbye, e la penna mi si era un po’ esaurita.

REX è stato come una ricarica. I primi capitoli che Enzo mi ha inviato, scritti da lui, mi sono piaciuti tantissimo. Io non aveva mai elaborato un romanzo di questo tipo, tra storia e fiction, e la scommessa con me stesso è stata estremamente stimolante.

Ci eravamo proposti di terminarlo in agosto e, invece, in aprile avevamo già scritto la parola fine sull’ultima delle quasi 400 pagine del romanzo.

Nessuno tema! Sono 400 pagine che scorrono rapidamente, tremendamente avvincenti e che portano il lettore a continuare, una dopo l’altra, fino ad arrivare alla fine del mistero. Si, perché per conoscere appieno il mistero di Rex occorre arrivare proprio fino all’ultima frase, direi fino all’ultima parola.

“La storia di REX – dicono le note che accompagnano il volume – è basata su eventi, posti e caratteri reali, relazionati alla ricerca della mitica tomba del re de Visigoti, Alarico, cercata da molte persone, compreso lo stesso Hitler… Dalla devastante ritirata di un ufficiale Italiano dalla Russia, durante la seconda guerra mondiale, si apre una “cassa di
Pandora”, settant’anni dopo, con la scoperta, dentro i suoi effetti personali, di un oggetto che porterà il Professor Bill Hutton e il suo gruppo di ricercatori a ripercorrere 13,000 anni di storia, mettendo alla luce verità esplosive per chi vorrebbe gestire il nuovo ordine mondiale.
Dietro di loro agenzie di servizi segreti e personaggi “dietro le quinte” li seguiranno per impadronirsi di uno dei segreti più
nascosti dell’umanità.
“La chiave” viene tramandata da secoli attraverso poche e difficili informazioni, nascoste negli anfratti di un sistema ancestrale e di gruppi elitari che controllano il nostro pianeta.
Se fosse di dominio pubblico il mondo come lo conosciamo oggi non esisterebbe più.
Per arrivarci il professore William Hutton deve andare oltre i concetti e i limiti degli insegnamenti tramandati da secoli,
in una vera caccia al tesoro contro il tempo e soprattutto contro la storia come la conosciamo”.

E poi, collegato al libro, c’è un grande concorso a premi, una vera e propria caccia al tesoro, perché nel libro ci sono degli indizi che, se riuniti e studiati, porteranno a individuare delle coordinate dietro le quali sta la soluzione dell’enigma. E per chi ce la farà a scoprirla, pioveranno ricchissimi premi: 10 mila euro, un viaggio di una settimana in un’isola dei Caraibi, forniture di vini del Vecchio Mondo… Troverete il regolamento completo al sito https://rexthehunt.com/

Quindi REX…state con noi. Ne vale la pena!

Il libro è in vendita nelle librerie italiane e al sito di Falco Editore:

http://www.falcoeditore.com/prodotto/rex-medaglione-aton/

al prezzo di lancio di 17 euro e cinquanta, anziché 19.50.

 

 

 




L’Italia è ‘virtualmente’ bianca

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175256537 73838b9c 3822 444b a0a0 7631b7718a88AGI – L’Italia è virtualmente in zona bianca. L’incidenza nazionale, con i dati sui contagi di oggi, è scesa infatti a 49 casi per centomila abitanti, appena meno della fatidica soglia dei 50 casi per centomila, la quota sotto cui è possibile, secondo ministero della Salute e Iss, riprendere una piena attività di tracciamento abbandonando gran parte delle misure di contenimento. In sintesi, la soglia della zona bianca.

Il parametro, come noto, si applica su base regionale, ma il superamento della soglia psicologica a livello nazionale è comunque uno spartiacque: basti pensare che l’ultima volta con un’incidenza sotto la soglia risale all’11 ottobre 2020, oltre 7 mesi fa. Allora però si era in piena salita, con un tasso di aumento che sfiorava il 100% settimanale, mentre oggi, dopo due terribili ondate con picchi a novembre (con incidenza schizzata a 414 per centomila) e a marzo (267), siamo in un calo che sfiora il 30% settimanale.

Si profila, dunque, un giugno in bianco per oltre metà Penisola almeno, con regioni come Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna che hanno grandi chance di promozione. L’attesa è ora per il monitoraggio di venerdì e per i prossimi: la norma prevede infatti che ci siano tre monitoraggi consecutivi con incidenza sotto 50 (e rischio basso) per consentire a una regione di guadagnare l’ambita zona bianca, dove a scanso di ulteriori modifiche, di cui le Regioni stanno discutendo, non c’è coprifuoco, tutto è aperto, rimarrebbero solo l’obbligo di mascherine e le misure antiassembramento che i singoli governatori possono approntare.

Le prime tre Regioni sicure della promozione immediata sono la Sardegna (la prima e unica finora ad aver sperimentato la zona bianca), da tre settimane con numeri bassissimi e un’incidenza scesa a 14 casi per centomila; il Friuli Venezia Giulia, con un’incidenza di 18 casi; e il Molise, con appena 11 casi per centomila. Dall’inizio della prossima settimana finiranno in bianco. Dovranno aspettare altri sette giorni per completare le tre settimane consecutive invece l’Abruzzo (incidenza attuale 34), la Liguria (31), l’Umbria (31) e il Veneto (31): per loro la data da segnare sul calendario è il 7 giugno.

La settimana successiva si candidano almeno altre tre regioni di peso, che probabilmente inizieranno con il monitoraggio di dopodomani (che certificherà la discesa sotto quota 50) il loro conto alla rovescia: la Lombardia (incidenza attuale 48), il Lazio (49,6) e l’Emilia Romagna (49,6), con qualche residua speranza per il Piemonte (incidenza a 51,5, ma il monitoraggio considererà i dati di domani) e per la Puglia (51,8).




Vinti 156 milioni al SuperEnalotto con una schedina da 2 euro

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unnamedAGI – SuperEnalotto rende milionaria Montappone (Fermo) con un 6 da oltre 156 milioni di euro. La vincita del Jackpot è stata realizzata a Montappone presso il punto di vendita Sisal Tabacchi Rivendita 3, situato in via Roma, 53.

Quella di stasera è la prima vincita con punti sei del 2021. La sestina vincente è stata: 1,7,37,43,63,81 – Jolly 34 – SuperStar 26. Il sei è stato centrato con una schedina da 2 euro.

Con quella di stasera sono 125 le vincite con punti 6 realizzate dalla nascita del SuperEnalotto. Il 6 mancava dal 7 luglio 2020 quando era stato vinto a Sassari (SP) un Jackpot da oltre 59 milioni di euro.

Il sindaco: “Come una favola”

“La vincita al SuperEnalotto è per Montappone come una favola: sono senza parole, perché una cosa del genere capita in uno spazio temporale pazzesco”, ha commentato all’AGI Mauro Ferranti, che dal 2014 guida il Paese con la lista civica “Fare Comune”.

“Spero che abbia vinto una persona che ha bisogno, che sa quello che significa la sofferenza e un domani possa pensare a chi sta peggio, garantendo un aiuto, e magari anche fare un investimento in paese o per il paese”, ha osservato.

Caccia al vincitore

E’ stata presa d’assalto l’attività commerciale di generi alimentari e tabacchi “Serio Tulliani”, in via Roma, gestita da Gianmario Mennecozzi. Il titolare della ricevitoria è stato festeggiato da parenti e amici.

Appena si è diffusa la notizia è iniziata la caccia al super vincitore: tutte le ipotesi sono aperte, anche che sia una persona di passaggio che ha tentato la fortuna entrando nel locale, ubicato all’ingresso del paese.

Allo Stato tornano 31 milioni

Trentuno milioni e 240mila euro del Jackpot centrato questa sera con il SuperEnalotto, riporta agipronews, torneranno nelle casse dello Stato: è l’effetto della “tassa sulla fortuna” – introdotta a gennaio 2012 e modificata con l’ultima legge di bilancio – che prevede un prelievo del 20%, calcolato sulla parte eccedente i 500 euro di vincita.

Il regolamento del SuperEnalotto, spiega Agipronews, prevede che il vincitore del Jackpot – se ha giocato in una ricevitoria – puo’ presentare entro 90 giorni il tagliando vincente ad uno degli Uffici Premi di Sisal S.p.A (dal lunedi’ al venerdi’ dalle 9 alle 13) in Via A. Tocqueville 13 a Milano o in Viale Sacco e Vanzetti 89 a Roma. Se la giocata è stata effettuata online, si dovrà presentare la stampa della giocata vincente, un documento di identità valido ed il codice fiscale.

Il paese dei cappelli

Poco più di 1.600 abitanti in provincia di Fermo, nelle Marche, 370 metri sul livello del mare, il piccolo centro di Montappone vive soprattutto con le attività artigianali, come la rinomata produzione di articoli per arredamento, in vimini o in midollino, e l’arte del merletto apprezzata in tutta Italia. Inoltre, Montappone è famosa per la produzione del cappello, la cui arte è custodita da numerosi anni in un museo particolarmente visitato.

Grazie alla produzione di alcuni rinomati cappelli, il paese vanta la presenza di numerose industrie per la produzione dei complementi di abbigliamento. Il cappello classico e artigianale prodotto in questa zona è quello realizzato con paglia. Si producono anche borsette in truciolo, giunco e altri materiali, e lavorano anche numerose botteghe di ceramica.




Draghi: “Eliminare i divieti all’export di vaccini”

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105944047 cbeff11a c3fb 4d98 90be f6cd27acd35eAGI – “I vaccini anti Covid-19 sono il prodotto di complesse catene di fornitura, che si estendono in molti paesi, ognuno dei quali si basa sulla propria capacità e competenza industriale. La Dichiarazione di Roma difende giustamente il ruolo del sistema di scambi multilaterali e in particolare il ruolo centrale dell’Organizzazione mondiale del commercio. Dobbiamo preservare il commercio transfrontaliero ed eliminare barriere commerciali ingiustificate e divieti generali di esportazione. Questo è essenziale se vogliamo reagire efficacemente agli shock”. Lo afferma il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, concludendo i lavori del Global Health summit. L’Italia ha la Presidenza di turno del G20.

Per Draghi “il Global Health Summit è un puntuale promemoria del potere della cooperazione multilaterale. La pandemia ha mostrato che dobbiamo superare i confini se vogliamo affrontare le sfide dei nostri tempi.
Fra queste non vi e’ solo la pandemia, ma anche le disuguaglianze globali e il cambiamento climatico. I contributi al dibattito odierno serviranno come solida base per rafforzare la nostra risposta all’attuale emergenza sanitaria e alle crisi future. Questo è lo spirito della Dichiarazione di Roma, una serie di principi che ci garantiranno una migliore preparazione per una possibile futura pandemia. Consentitemi ora di approfondire alcuni di questi punti: è essenziale rafforzare il ruolo delle istituzioni multilaterali, nel campo della salute globale e oltre”.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata istituita nel 1948 per svolgere un ruolo di coordinamento nel controllo delle epidemie e nella standardizzazione dei farmaci. Il suo ruolo è altrettanto importante nel mondo di oggi. Dobbiamo fornire all’OMS finanziamenti sostenibili e prevedibili e consentire ad essa di diventare più efficace.
Come abbiamo appreso durante questa crisi, una forte guida internazionale e’ fondamentale per garantire che sia in atto un efficace sistema di allerta precoce e che i governi possano condividere rapidamente le loro migliori pratiche per prevenire, contenere e gestire una pandemia”.

“Vaccinare il mondo e farlo velocemente”

“Mentre ci prepariamo per la prossima pandemia, la nostra priorità deve essere garantire che tutti noi superiamo quella attuale insieme. Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo velocemente”. Lo afferma il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, aprendo i lavori del Global Health summit a villa Pamphili.

Il premier sottolinea che il Global Health summit è “un evento speciale della presidenza italiana del G20 tenuto in collaborazione con la Commissione europea. Vorrei ringraziare la Presidente Ursula von der Leyen per aver co-ospitato questo evento”.

“La pandemia Covid-19 – dice Draghi – ha dimostrato l’importanza della cooperazione internazionale per affrontare la crisi sanitaria attuale e quelle future. Dobbiamo guardare attraverso Paesi e discipline diversi se vogliamo capire cosa sia andato storto durante questa pandemia e cosa possiamo fare meglio in futuro. La relazioni degli esperti scientifici, tra cui Brusaferro e Piot, hanno fornito una guida essenziale per le nostre deliberazioni e, in particolare, per la Dichiarazione di Roma che presenteremo oggi”.

“Vorrei inoltre ringraziare – prosegue Draghi – le oltre 100 organizzazioni non governative e della società civile. In particolare, molte grazie a Global Citizen per aver organizzato Vax Live: il concerto che ha riunito il mondo. L’evento ha raggiunto milioni di persone e ha sensibilizzato sul tema principale e sugli obiettivi del Global Health Summit. Ha permesso di garantire 26 milioni di dosi di vaccino da parte di governi, filantropi e settore privato da donare a Paesi a basso e medio reddito, più altri 302 milioni di dollari per strumenti medici”.

“Per prima volta normalità si avvicina”

“Per la prima volta la normalità si avvicina” afferma Draghi. Che continua: “La pandemia da Covid-19 ha devastato le nostre società’. Più’ di 3,4 milioni di persone sono morte a causa del virus secondo i dati ufficiali, ma il bilancio delle vittime e’ sicuramente molto più’ alto. L’anno scorso, l’equivalente di 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno sono andati persi a livello globale, pari a circa quattro volte quelli persi durante la crisi finanziaria. Almeno 1,5 miliardi di studenti non avevano frequentato la scuola nel marzo dello scorso anno.

Circa 700 milioni di studenti, ancora oggi, non ricevono un’istruzione in presenza. La crisi globale non è finita. Dobbiamo agire in fretta, altrimenti questi costi umani, economici e sociali rischiano di salire ancora in modo significativo. In Europa abbiamo risposto in modo energico e coordinato. I nostri medici e infermieri hanno assistito migliaia di pazienti, spesso in ospedali sovraffollati”.

“La mia gratitudine va a loro per il loro servizio così altruista, che è costato la vita a molti di loro. I nostri governi e le nostre banche centrali hanno avviato diversi cicli di stimoli fiscali e monetari, che hanno contribuito a salvare posti di lavoro e prevenire fallimenti indesiderati. I nostri scienziati hanno sviluppato una serie di vaccini efficaci, con una velocità senza precedenti. Li stiamo somministrando velocemente, iniziando dagli anziani e dai più fragili, e garantendoli gratuitamente a tutti. Dopo un anno e mezzo, stiamo iniziando a vedere la fine di questa tragedia”.

“L’Italia è una guida per la risposta globale”

“L’Italia ha promosso una strategia in quattro punti per aiutare i paesi più fragili del mondo. Allocare diritti speciali di prelievo, per sostenere la bilancia dei pagamenti dei paesi bisognosi. Rifornire rapidamente l’Associazione Internazionale per lo Sviluppo. Incoraggiare le banche multilaterali di sviluppo a potenziare le loro attività di finanziamento netto. E sospendere temporaneamente i pagamenti relativi al rimborso del debito per proteggere i paesi bisognosi”.

“L’Italia è stata uno dei paesi colpiti per primi e piu’ duramente dalla pandemia. Abbiamo imparato le nostre lezioni e vogliamo metterle a frutto. Nella veste di presidenza del G20, vogliamo guidare la spinta globale a progettare migliori risposte globali alle crisi sanitarie attuali e future”.

“La sospensione brevetti non risolve”

“Dobbiamo revocare i divieti generalizzati di esportazione, soprattutto nei paesi più poveri. Purtroppo, molti paesi non possono permettersi di pagare questi vaccini. Dobbiamo anche aiutare i paesi a basso reddito, compresa l’Africa, a produrre i propri vaccini.

Probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione e’ essenziale. Una proposta e’ quella d’introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19. L’Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche. Ma questa proposta non garantisce che i paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini.

Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con competenze specializzate”.

Le priorità di von der Leyen

La Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, rimarca: “Oggi ci focalizziamo su tre obiettivi, controllare la pandemia dappertutto. Assicurarci che i vaccini arrivino a tutti, non sono con la condivisione e l’export ma anche aumentando la capacità produttiva in tante regioni. Il terzo obiettivo è prepararci meglio alle pandemie”.




E’ morto Franco Battiato, cantautore attraverso i generi

franco battiato dies aged 76

franco battiato dies aged 76

Franco Battiato è morto in mattinata, a 76 anni, nella sua residenza di Milo. I funerali avverranno in forma privata. Il cantautore era nato a Ionia il 23 marzo del 1945.

Ha spaziato tra una grande quantità di generi, dalla musica pop a quella colta, toccando momenti di avanguardia e raggiungendo una grande popolarità.

Per Franco Battiato sono passati oltre 50 anni dalle sue prime esperienze musicali a Milano, dal suo primo contratto discografico ottenuto grazie al suo grande amico Giorgio Gaber che tra l’altro, insieme a Caterina Caselli, (i due conducevano il programma “Diamoci del tu”) ha ospitato, nel 1967, la sua prima apparizione televisiva.

Lungo questi decenni Franco Battiato ha costruito un percorso davvero unico nel panorama italiano. Un ironico libero pensatore che ha praticato l’arte della provocazione e che ha avuto pure una breve esperienza (non retribuita) come assessore alla Regione Sicilia con la giunta Crocetta, durata da novembre 2013 a marzo 2014 e finita in modo a dir poco burrascoso.

“Franco Battiato era un genio ed era geniale in tutto quello che faceva, e oggi per Milo, ma per il mondo della cultura in generale, è uno giorno di grande tristezza”. Così Alfio Cosentino sindaco del paese dell’Etna dove l’artista aveva comprato una villa annunciando “il lutto cittadino il giorno dei funerali”. “In generale – ricorda Cosentino – Battiato non si vedeva molto in giro, era una persona molta riservata, ma alla mano. Era un piacere parlare con lui e in paese gli volevano tutti bene. Per anni ci ha aiutato a organizzare manifestazioni estive e molti grandi artisti venivano per lui”.

Ansa.it




L’Italia riparte col coprifuoco alle 23. Ecco il timing delle riaperture

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170049600 f78961ab 89ca 40b9 877f 6a902fc5b21eAGI –  La cabina di regia ha deciso all’unanimità e in soli 60 minuti il timing delle riaperture. A breve comincerà il Consiglio dei Ministri, che approverà l’apposito decreto legge. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha detto che le riaperture sono “graduali” allo scopo di monitorare “gli effetti delle misure sulla pandemia”.

Allo studio del Cts c’è l’ipotesi di prolungare la seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna anche oltre il quarantaduesimo giorno. Per il futuro l’indice di contagio non si misurerà con l’Rt, ma con il tasso di ospedalizzazione nell’area medica e in terapia intensiva. I criteri di valutazione passeranno da 21 a 12.

È prevista una deroga al coprifuoco dalle 23 per coloro che a Reggio Emilia assisteranno in presenza alla finale di Coppa Italia tra Juventus e Atalanta. Da questa decisione si desume che il decreto legge entrerà in vigore entro mercoledì 19 maggio.

Ecco nel dettaglio le misure decise dalla cabina di regia:

Dal 1 giugno FVG, Molise e Sardegna zona bianca. Dal 7 giugno anche Abruzzo, Veneto e Liguria. Nelle regioni in zona bianca valgono solo le regole di comportamento (mascherina, distanziamenti). Non c’è coprifuoco.

Zona gialla: riaperture e graduale abolizione del coprifuoco– Coprifuoco in zona gialla dalle ore 23.00 a partire da subito (entrata in vigore del dl) – Dalle ore 24:00 a partire dal 7 giugno. Superamento totale del coprifuoco dal 21 giugno.

Ristorazione:Riaperture già programmate: dal 1 giugno sarà consentito anche al chiuso il consumo al tavolo dalle ore 5:00 alle ore 18:00.
Proposta in ingresso in Cdm: riapertura ristoranti al chiuso anche la sera dal 1 giugno

Esercizi commerciali in mercati e centri commerciali, gallerie e parchi commerciali nelle giornate festive e prefestive. Proposta in ingresso in Cdm: riapertura a partire dal 22 maggio (primo weekend successivo al dl).

Attività di palestre, piscine, centri termali. Riaperture programmate: dal 15 maggio hanno riaperto le piscine all’aperto; dal 1 giugno le palestre; dal 1 luglio i centri termali. Proposta in ingresso in Cdm: Anticipazione al 24 maggio della riapertura delle palestre. Riapertura a partire dal 1 luglio di piscine al chiuso e centri benessere.

Presenza di pubblico in eventi e competizioni sportive:la presenza di pubblico è autorizzata per tutti gli eventi e competizioni sportive dal 1 giugno all’aperto e dal 1 luglio al chiuso nei limiti già fissati (capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso), e non più limitatamente alle competizioni d’interesse nazionale.

Impianti di risalita in montagna. Riapertura degli impianti dal 22 maggio alle condizioni indicate dalle linee guida.

Attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò. Riapertura dal 1 luglio.

Attività di parchi tematici e di divertimento: Anticipata la riapertura al 15 giugno.

Attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi: Riapertura di tutte le attività dal 1 luglio.

Attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso: restano sospese.

Feste, comprese quelle dopo cerimonie civili e religiose. Ripartenza delle feste successive a cerimonie civili o religiose, dal 15 giugno, anche al chiuso. Agli ospiti sarà richiesto il pass.

Corsi di formazione pubblici e privati: Ripresa in presenza dal 1° luglio.




Catherine Flumiani Ambasciatrice a Bratislava

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flumianiROMA\ aise\ – “Sono onorata di iniziare la mia missione in Slovacchia, paese amico ed Alleato. Con il concorso delle realtà italiane presenti in Slovacchia lavoreremo insieme per la ripresa economica ed un futuro fondato sui valori europei e transatlantici”. Così Catherine Flumiani, da oggi nuova Ambasciatrice d’Italia a Bratislava, dove succede a Gabriele Meucci.

Nata a Varese, classe 1969, Flumiani si laurea in scienze politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed entra in carriera diplomatica nel 1994.

Il primo incarico alla Farnesina è alla Direzione Generale Affari Politici; nel 1997 è secondo segretario commerciale ad Amman, dove nel 1999 viene confermata con funzioni di Primo segretario commerciale.

Nel 2001 è primo segretario per l’emigrazione e gli affari sociali a Berlino; tre anni dopo torna a Roma, questa volta alla DG Paesi Mediterraneo e Medio Oriente.

Nel 2007 è incaricata di svolgere le funzioni di Capo Ufficio V della DG Paesi Europa, incarico che lascia due anni dopo quando diventa Consigliere alla Rappresentanza permanente presso il Consiglio Atlantico a Bruxelles.

Nel 2014 è di nuovo a Roma alla DG Affari Politici e Sicurezza; nel 2016 è primo consigliere a Washington dove negli anni successivi viene confermata prima con funzioni di Ministro consigliere commerciale e poi con funzioni di Ministro consigliere. (aise)




Draghi: “Green pass per circolare liberamente in Italia da metà maggio”

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150847617 f216dc69 2a4b 4479 996e a72452845e00AGI –  Dalla metà di giugno i turisti che sono stati vaccinati potranno circolare liberamente in Europa, “il green passa sarà pienamente operativo” ma nell’attesa “il governo italiano ha introdotto un pass verde nazionale che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio”.

Mario Draghi presenzia la conferenza stampa al termine del vertice ministeriale del G20 e accelera sul via libera agli spostamenti tra turisti: “Grazie al pass – osserva – saranno in grado di spostarsi da un paese all’altro senza quarantena, a patto che possano dimostrare di essere guariti dal Covid, vaccinati o negativi a un tampone”.

Il turismo – premette il premier alla presenza del ministro Garavaglia – è un settore essenziale per l’Italia, “l’economia dopo la pandemia sarà diversa ma non ho dubbi che il turismo si riprenderà e sarà più forte di prima, anche migliore”.

Il presidente del Consiglio punta dunque al rilancio, il nostro Paese vive di turismo, “la pandemia ci ha costretti a chiudere temporaneamente, il mondo vuole viaggiare in Italia e l’Italia è pronta a dare il benvenuto al mondo”.

Il Capo dell’esecutivo annuncia anche che sul fronte delle riaperture l’obiettivo e’ procedere speditamente nei prossimi giorni. “Le nostre montagne, le nostre spiagge, le città e le nostre campagne stanno riaprendo e questo processo accelererà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

Ma nel frattempo occorre intanto sostenere il settore in difficoltà: “Il governo intende offrire un aiuto all’industria turistica che ha avuto tanto danno da questa chiusura cosi’ prolungata”, sottolinea Draghi che ricorda come nel Pnrr saranno destinati fondi ad hoc. Inoltre occorre lavorare per regole chiare e semplici per fare in modo che “i turisti possano tornare in Italia e viaggiare in sicurezza”.

L’appello ai ministri del G20 è dunque quello di prenotare le vostre vacanze in Italia: “Naturalmente non vediamo l’ora di riaccogliervi di nuovo”. Ma il presidente del Consiglio fissa anche dei paletti: “Il G20 e le direttive per il futuro del Turismo sono – rimarca – una base per una ripresa del turismo a livello globale e affermano il bisogno di renderlo più’ sostenibile e inclusivo, per proteggere anche l’ambiente e fare in modo che ci sia un’inclusione delle comunità locali”.




L’Inter è campione d’Italia dopo 11 anni

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162227897 eba10149 4c10 4527 9747 abfbbf90a5a8AGI – L’Inter ha vinto il suo 19mo scudetto: la matematica è arrivata nel pomeriggio, con il pareggio dell’Atalanta per 1-1 dell’Atalanta sul campo del Sassuolo. Il vantaggio dei nerazzurri di Antonio Conte è ora di 13 punti, incolmabili nelle ultime quattro giornate di campionato.

L’Inter ha conquistato il suo 19mo scudetto undici anni dopo quello del Triplete: la squadra di Antonio Conte, dopo un girone di andata chiuso tra alti e bassi, ha imposto un ritmo infernale a quello di ritorno in cui ha inanellato solo vittorie con la parentesi dei due pareggi con Napoli e Spezia.

Gli 82 punti che gli hanno assicurato un vantaggio incolmabile con quattro turni di anticipo sono il frutto di 25 vittorie (di cui 14 in casa), sette pareggi e due sole sconfitte. Un ritmo che costretto una Juve titubante nel primo anno di Andrea Pirlo all’abdicazione dopo nove scudetti di fila.

Per i nerazzurri la stagione era iniziata in modo altalenante, complice il Covid che aveva falcidiato la squadra nelle prime giornate. Sei gol subiti nelle prime due partite contro Benevento, Fiorentina e Lazio, poi a metà ottobre la sconfitta nel derby contro il Milan per 1 a 2 (doppietta di Ibrahimovic e gol di Lukaku).

Nel frattempo il cammino europeo si complica subito: appena due punti nelle prime tre sfide con Borussia M’Gladbach, Shakhtar Donetsk e Real Madrid.

Così a dicembre arriva l’eliminazione dalla Champions e anche dall’Europa League con il quarto posto finale: dopo la vittoria in casa dei tedeschi, l’Inter non va oltre il pareggio casalingo contro lo Shakhtar. I nerazzurri, però, si mantengono in scia al Milan in campionato e la partita della svolta arriva il 17 gennaio quando a San Siro arriva la Juve, che nel primo anno di Conte ha strappato sei punti su sei all’Inter.

Stavolta invece finisce 2 a 0 con gol dell’ex Arturo Vidal e di Nicolò Barella. La giornata dopo arriva il pareggio 0 a 0 a Udine e da li’ inizia un girone di ritorno stratosferico fatto di 12 vittorie consecutive (compreso quelle pesantissime con Lazio e Atalanta e un derby di ritorno vinto 2 a 1), prima dei pareggi contro Napoli e Spezia e dei successi Verona e Crotone. La Coppa Itala è sfumata in semifinale con la Juve, dopo la soddisfazione di un altro derby vinto nei quarti.

A turno in campionato le rivali sono rimaste indietro, a partire dal Milan campione d’inverno condannato da una serie di ko interni. L’Inter al secondo anno di cura Conte ha fatto sua la filosofia di agonismo, lacrime e sudore del tecnico salentino.

Alla conferma dell’efficacia della LuLa si è aggiunta la spinta sulla fascia destra di un Hakimi inarrestabile con sette gol e sei assist e un Barella cresciuto in modo esponenziale. Dietro il trio Bastoni-De Vrji-Skriniar ha formato una diga che ha richiamato alla mente la Bbc della Juve. E anche quelli che dovevano essere i comprimari, da Darmian a un Perisic ritrovato, si sono sempre fatti trovare pronti. Anche Capitan Handanovic, nonostante qualche incertezza, si e’ confermato un portiere affidabile e senza eguali in Serie A per la sua capacità con i piedi nella costruzione dal basso che esige Conte.

“Vincere uno scudetto con quattro giornate d’anticipo, vuol dire che è strameritato”, dice Antonio Conte, intervistato da Inter Tv. “Lo abbiamo meritato, non ci sono altri aggettivi per dire quello che abbiamo fatto”, ha aggiunto il tecnico, “è motivo di orgoglio e soddisfazione. Iniziare questa avventura con l’Inter non è stata una scelta facile. Potevo fare scelte più comode, ma sono per le decisioni importanti che mi danno qualcosa e che mi portano a fare qualcosa di straordinario. Sono stati due anni intensi”.




Vespa fa 75

vespa gts 75 3 4postdx grigio

vespa gts 75 3 4postdx grigioAnche i miti crescono . La Vespa compie 75 anni e Pontedera si prepara a festeggiare il  compleanno di uno dei simboli del Made in Italy con la Vespa 75th che nella estetica ricorda molto la MP6 del primo modello firmato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio

Era il 23 aprile del 1946 e quel giorno la Piaggio depositò il brevetto del motociclo destinato a rivoluzionare il modo di viaggiare degli italiani..

La  Vespa contribuì a rimettere in moto l’Italia uscita dalla guerra e poi, fabbricata  dall’India al Brasile, diventò simbolo di libertà e fenomeno di costume, leggenda vivente dell’ingegno e del design italico, copiata in mille modi ed esposta al Moma di New York. E campionessa di vendite, con oltre 18 milioni di di esemplari venduti dappertutto.

Quel giorno di primavera del 1946  – la prima dopo le immani disgrazie della guerra – fu depositato a Firenze il brevetto  per una “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con  parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

Nel ritratto tracciato dall’Ansa, che  ripercorre le tappe di uno straordinario successo, si ricorda che è stato lo scooter destinato a  diventare il più famoso al mondo, nato dall’intuito di Enrico Piaggio, che voleva riconvertire  l’azienda di aeroplani di famiglia, e dal genio di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico  che non amava la motocicletta: insieme al disegnatore Mario D’Este, ne progettò una, l’Mp6,  che ne avesse le prestazioni ma con la “popolarità della bici e l’eleganza e la comodità  dell’automobile”.

Eliminò la catena, optò per una scocca portante a presa diretta, mise il  cambio sul manubrio per una guida più agevole, creò una sospensione a pantografo mutuata  dai carrelli degli aerei per facilitare il cambio gomma. A battezzarla ci pensò Piaggio: la forma  ampia ma dal “vitino” stretto gli sembrò una vespa.

Il primo modello uscito dallo stabilimento  di Pontedera, che non ha mai smesso di fabbricarla, fu la Vespa 98cc. Duemila esemplari la  prima produzione del ’46, più che quadruplicati l’anno dopo quando esce la 125, ‘non una  motocicletta – recita la pubblicità – ma piuttosto una piccola vettura a due ruote’, un milione a  10 anni dal debutto.

2136983847I vespisti ‘dilagano’, anche fuori confine: nel 1950 parte la produzione in Germania, nel 1953  sono diecimila le stazioni di servizio nel mondo e i Vespa club, ideati dallo stesso Piaggio,  contano 50.000 iscritti (oggi sono 60.000), mentre nel 1951 alla Giornata italiana della Vespa  sono in 20.000. ‘Per il vostro lavoro, per il vostro svago Vespizzatevi’ è lo slogan-imperativo in  quegli anni della casa di Pontedera che anche nelle campagne pubblicitarie fa storia,  segnando i cambi d’epoca. Tra tutte la più famosa, e surreale, ‘Chi Vespa mangia le mele (chi non Vespa no)’, inventata nel 1969 da Gilberto Filippetti: divide il mondo e ‘schiera’ lo scooter  con i giovani.

Tra i testimonial invece i migliori rimangono Gregory Peck e Audrey Hepburn in  ‘Vacanze romane’, anche se son decine le pellicole che l’hanno immortalata. La Vespa  insomma fa boom, anche in modelli, versioni e varianti: più di 150 in 7 decenni.

La più  ricercata dai collezionisti è la 125 U (che sta per utilitaria): lanciata nel 1953 per far concorrenza alla Lambretta Innocenti, estetica spartana ma costo ridotto, è prodotta in soli 7.000 esemplari.

Le più longeve la mitica 125 Primavera (varo 1968) e la successiva Px (1977), il ‘vespone’ che vanta il primato di singolo modello più venduto: 3 milioni. C’è il ‘vespino’ 50, ultima creatura di D’Ascanio per fare a meno della targa quando diventa  obbligatoria per le cilindrate superiori: 3,5 milioni commercializzati in più versioni dal 1963, tra cui l’ET4 del 2000, che promette 500 km con un pieno.

L’ET4 125 nasce invece nel cinquantenario: è la prima spinta da un motore a 4 tempi e ridà anche fiato all’azienda – due  ruote targato più venduto in Europa nel ’97 e ’98 – che sta attraversando anni difficili dopo quelli d’oro, e chiude il secolo passando addirittura al fondo tedesco Morgan Greenfell. Con Roberto Colaninno nel 2003 Piaggio torna italiana e poi in utile.

79fcd84505f43fbadfdb9a8f91c81ecfE la Vespa torna a  viaggiare: in un decennio triplica le vendite (complessivamente quasi un milione e mezzo,  166.000 l’anno scorso) e le fabbriche.

Allo stabilimento di Pontedera si affiancano prima  quello vietnamita di Vinh Phuc, poi quello indiano di Baramati.

Nel 2003 nasce la  Granturismo, la più grande e potente, nel 2012 la 946 che rievoca nel nome il suo anno di nascita ma guarda al futuro e nel 2015 esce in una nuova veste firmata da Giorgio Armani.  Affiancata, in commercio, dalla Primavera, la Sprint, la gamma Gts dalla grande scocca.

Un’avventura lunga 75 anni, celebrata con una versione speciale, caratterizzata da cromie uniche, e festeggiata in casa, a Pontedera come un altro tassello di un gioiello a due ruote che ruba ancora il cuore degli italiani.