Mattarella e la Shoah, “ricordare è un dovere di civiltà”

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122837871 0992c414 c33a 4b30 8c96 2d1195d80b80AGI – “Ricordare esprime un dovere di civiltà”: è l’avvertimento lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante una cerimonia al Quirinale nel “Giorno della Memoria”. “Ci accostiamo al tema della memoria con commozione e turbamento, con dubbi e interrogativi irrisolti” perché l’Olocausto rappresenta un paradosso, “uomini contro l’umanità”, ha detto il Capo dello Stato.

Le parole di odio

“Le parole, specialmente se sono di odio, non restano a lungo senza conseguenze”, ha sottolineato Mattarella, osservando che faremmo una “offesa grave” a tutte le vittime della Shoah “se considerassimo quella infausta stagione come un accidente della storia da mettere tra parentesi, se insomma rinchiudessimo soltanto nella memoria quei tragici accadimenti chiudendo gli occhi sulle origini che hanno avuto e sulle loro dinamiche. Il fascismo, il nazismo, il razzismo non furono funghi velenosi nati per caso nel giardino ben curato della civiltà europea. Furono il prodotto di pulsioni, di correnti pseudo culturali e persino di mode e atteggiamenti che affondavano le radici nei decenni e persino nei secoli precedenti”

La premiazione degli studenti

Prima della cerimonia Mattarella ha  premiato le scuole che si sono distinte nel concorso “I giovani ricordano la Shoah”, giunto alla sua 19esima edizione e promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione. Il Giorno della Memoria viene celebrato il 27 gennaio, la data in cui nel 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz svelando al mondo l’orrore del campo di concentramento, uno dei luoghi del genocidio nazista, liberandone i pochi superstiti.

Il monito di Papa Francesco

“Ricordare”, ha sottolineato Papa Francesco al termine dell’Udienza generale, “è anche stare attenti perché queste cose possono succedere un’altra volta, incominciando da proposte ideologiche che vogliono salvare un popolo e finiscono per distruggere un popolo e l’umanità. State attenti a come è incominciata questa strada di morte, di sterminio, di brutalità”.

Il ricordo dell’Europa

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha definito la Shoah “la più abietta tra le tragedie della storia” che “lasciò il posto alla scintilla della speranza”. “L’antisemitismo alza la sua brutta testa in Europa. In molti modi si è normalizzato in modo inquietante. Questo è intollerabile”, ha denunciato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “Combattere l’antisemitismo con tutta la forza è il nostro dovere comune. Il discorso antisemita è incitamento all’odio. E lo puniremo”, ha assicurato Michel. “Fare memoria è quindi un dovere perché quanto è successo non possa accadere di nuovo perché ci pone ogni volta di fronte al lato più oscuro dell’umanità, alla perdita totale del sentimento più elementare della pietà”, ha dichiarato il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli.




Conte si è dimesso

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unnamedGiuseppe Conte ha rassegnato le dimissionio nelle mani del Presidente Mattarella.

Questi inizierà domani le nuove consultazioni.

Si parla di un “Conte ter” nel caso questi sia sostenuto da una ampia maggioranza. Diversamente andremo alle elezioni.




Italia flagellata da neve e pioggia, danni per milioni di euro

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122559812 1bcc99c6 d588 45ec 8b69 815cbe31729bAGI –  Italia sott’acqua da nord a sud a causa di un ciclone in transito che ha rovesciato sulla penisola pioggia a volontà con temporali e vento. Come segnala il sito www.ilmeteo.it, dalla mattinata piove su Sardegna, Toscana, Marche, Umbria e tutto il resto del comparto tirrenico, dal Lazio alla Campania, fino al nord della Calabria. Su queste zone insisteranno forti piogge, temporali e locali nubifragi. Precipitazioni sparse sono attese sul resto del Centro-Sud. Con il passare delle ore però, andrà migliorando invece la situazione in Emilia-Romagna.

Continueranno a soffiare forti di venti di Libeccio su tutti i bacini occidentali ed in particolare in Sardegna e sul medio e basso Tirreno dove ci attendiamo raffiche fino a 100km/h e numerose mareggiate sui settori esposti. Nel corso del pomeriggio si prevede ancora forte maltempo al Sud e su gran parte del Centro. Forti temporali e nubifragi si concentreranno su Campania e settori centro-settentrionali della Calabria. Possibili intensi rovesci anche nel Lazio fino a Roma.

Ci sarà spazio inoltre per nevicate a tratti anche sotto forma di bufera sul comparto appenninico centrale sopra i 700/900m di quota e a quote più alte su quello meridionale. Si attenueranno poi le piogge sulla Toscana, mentre il Nord continuerà a vivere un contesto atmosferico più tranquillo. Solo dalla serata il meteo darà segnali di miglioramento anche al Centro-Sud con rovesci sparsi limitati al nord della Puglia e al basso Tirreno.

Ma come spiega il Centro Meteo Italiano, tutti i paesi europei sono interessati da una forte depressione con correnti fredde e per quanto riguarda l’Italia, la prossima settimana sarà ancora all’insegna dell’instabilità con “temperature in calo e la neve che tornerà a cadere non solo sulle Alpi ma anche a quote medio basse e sull’Appennino. Abbondanti nevicate sulle Alpi, soprattutto nel settore centro orientale anche dell’ordine di 80-100 centimetri”. Una situazione che, spiega il centro meteo italiano, puo’ “destabilizzare il manto nevoso con alto rischio valanghe. Solo nella seconda parte della prossima settimana sembra possibile un ritorno alla normalità”.

Ma il maltempo, rileva la Coldiretti, sta provocando danni e disagi nella campagne, frane e smottamenti con danni per milioni di euro. Molti paesi sono isolati, strade rurali sono interrotte, fiumi sono esondati. I corsi d’acqua, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra, sono gonfi per la pioggia e lo scioglimento del manto nevoso con allagamenti diffusi e frane nelle campagne in una situazione in cui lungo la Penisola sono ben 91,3% dei comuni italiani hanno parte del territorio in pericolo di dissesto idrogeologico.

Sono finiti sott’acqua aree golenali ma anche terreni coltivati a grano, orzo oltre ed erba medica con la necessità di provvedere nuovamente alle semine ma la pioggia non stop ha colpito anche la produzione di verdura e frutta come gli agrumi del villacidrese, uno dei territorio più vocati della Sardegna, dove l’acqua caduta ha compromesso l’annata colpendo soprattutto le clementine che contano perdite oltre il 70% con punte del 100% e la richiesta di calamità.

A Roma, colpita violentemente dalla pioggia e da temporali, si sono verificati allagamenti in diverse zone ed è stata disposta la chiusura delle banchine sul fiume Tevere. Con l’ultima perturbazione salgono a 32 gli eventi estremi tra grandinate, tornado, nevicate anomale, valanghe e bombe d’acqua che hanno colpito lungo tutta la Penisola dall’inizio dell’anno.




Governo al countdown, numeri strettissimi per Bonafede.

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unnamed 1AGI – Si vanno via via assottigliando i numeri al Senato a sostegno del Guardasigilli Alfonso Bonafede, in vista del voto sulla relazione sullo stato della giustizia. E se tutti i ‘critici’ confermeranno il ‘no’, la maggioranza rischia di essere battuta. Il voto dell’Aula di palazzo Madama potrebbe svolgersi già mercoledì (alla Camera è già stato fissato), anche se nelle ultime ore si ipotizza un possibile slittamento a giovedì.

Sarà la Conferenza dei capigruppo del Senato, convocata per martedì, a pronunciare l’ultima parola. Fatto sta che il pallottoliere, salvo sorprese, parla chiaro: al momento appare difficile per la maggioranza possa bissare i 156 voti favorevoli alla fiducia incassati dal governo la scorsa settimana. Ad oggi, infatti, i sì certi a sostegno del ministro della Giustizia, sulla carta ed escludendo possibili assenze giustificate, sono 145 (36 Pd, 92 M5s, 6 Leu, 5 Maie, 6 su 8 delle Autonomie, in quanto Casini ha spiegato che sarà difficile il suo voto favorevole e sulla presenza della senatrice a vita Elena Cattaneo non si hanno certezze).

Difficile, inoltre, che la senatrice a vita Liliana Segre, arrivata a Roma martedì scorso proprio per votare la fiducia al Conte II, sia nuovamente tra i presenti in Aula.

I voti contrari (sempre sulla carta e salvo assenze) sono invece 136 (19 FdI, 63 Lega e 54 Forza Italia, compresi i 3 Udc, con Saccone che ha annunciato il suo no). Ci sono poi i 2 senatori di Idea Cambiamo, che farebbero salire i ‘no’ a 138. A questi numeri, però, potrebbero sommarsi i 18 senatori di Italia viva: quasi certo il ‘no’ di Riccardo Nencini (che invece in extremis e grazie al ‘Var’ aveva votato si’ alla fiducia martedi’ scorso).

Teresa Bellanova ha assicurato che i renziani “ascolteranno Bonefede e valuteranno, ma se la relazione si basa sulle idee che Bonafede ha portato avanti negli anni è difficile che Italia Viva possa votarla”. Fonti parlamentari giallorosse ipotizzano un’astensione dei renziani, che però non trova alcuna conferma. Se i senatori di Iv dovessero votare contro, il fronte del ‘no’ a Bonafede arriverebbe a toccare quota 156, quindi i voti a favore del Guardasigilli sarebbero distanziati di 11.

Da considerare, poi, i voti dei singoli senatori del gruppo Misto che non hanno votato la fiducia al governo, come gli ex M5s Mario Giarrusso o Tiziana Drago, oppure quelli che invece hanno detto sì, come Lello Ciampolillo o Gregorio De Falco. Singoli voti che, comunque, farebbero oscillare di poco i numeri, rendendo quindi determinanti i 18 dei renziani.

Infine, da considerare i due ex FI, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, che hanno votato a favore della fiducia martedì scorso. Sotto i riflettori anche le possibili assenze ‘strategiche’ (tra gli ‘attenzionati’ alcuni tra i senatori azzurri e quelli dell’area centrista).




Queste le regole per viaggiare in Europa in questo periodo

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135057232 5628f3f8 900f 49fe b025 a2004d2b13daAGI – Scoraggiare i viaggi “non essenziali” salvando al tempo stesso il mercato interno: è la linea emersa al Consiglio europeo per limitare la diffusione del coronavirus. “Siamo pienamente convinti che le frontiere debbano rimanere aperte”, ha sottolineato il presidente Charles Michel. Tuttavia, ha precisato, “è possibile una stretta per quanto riguarda gli spostamenti non essenziali”.

Si attende, quindi, una proposta da parte della Commissione Ue lunedì prossimo nel tentativo di coordinare le azioni messe in campo dai singoli Stati membri. Si parla, in particolare, di una nuova zona, color rosso scuro, nella quale rientrerebbero i Paesi in cui la pandemia corre velocemente.

“I viaggiatori in partenza da questa zona dovranno fare un test e saranno sottoposti ad una quarantena” all’arrivo, ha anticipato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. La Germania ha già evocato il ritorno di un controllo alle frontiere qualora la situazione continuasse a peggiorare. Ma von der Leyen esclude questa strada in quanto “farebbe precipitare la nostra economia e non avrebbe alcun effetto sulla diffusione del virus”.

Le regole decise dai principali Paesi europei

FRANCIA. A partire dalla mezzanotte di domenica prossima anche chi arriva da un paese Ue dovrà essersi sottoposto a un tampone molecolare non meno di 72 ore prima della partenza e essere negativo. Fino a oggi era richiesto solo a coloro che arrivavano da un Paese esterno all’Ue. L’obbligo, ha comunque precisato l’Eliseo, non riguarderà né i lavoratori trasfrontalieri né chi lavora nel settore dei trasporti. –

GERMANIA. Al momento, sono in vigore dei controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut. Tutta l’Italia e diversi altri Paesi europei sono considerati aree a rischio. Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in queste aree devono segnalare il proprio ingresso registrandosi online sul portale https://www.einreiseanmeldung.de. Le uniche eccezioni all’obbligo di registrazione riguardano i casi di transito (in area a rischio o in Germania), i casi di ingresso dall’area di frontiera per meno di 24 ore o quelli di ingresso per trasporto di merci o persone.

Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio devono inoltre rispettare un periodo di quarantena di 10 giorni. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l’ingresso nel Paese.

A partire dal 14 gennaio, oltre a tale obbligo di quarantena, è anche in vigore un obbligo generale di tampone all’ingresso. Salvo nei casi di esenzione previsti, chiunque entri in Germania da un Paese a rischio dovrà cioè presentare un tampone negativo (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Germania (con esito scritto in inglese, tedesco o francese) oppure sottoporsi al tampone entro 48 ore dal momento dell’arrivo. Tale obbligo non sostituisce quello della quarantena, ma è aggiuntivo. Nelle ordinanze dei Lander sé tuttavia prevista una serie di casi di esenzione da tali obblighi.

SPAGNA. È consentito l’ingresso da tutti i Paesi europei appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Chi arriva dall’Italia e dagli altri Paesi Ue (ad eccezione dell’Irlanda) e da una quarantina di Paesi extra Ue, deve presentare un certificato che attesti di essersi sottoposto a un tampone molecolare, risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese.

Non sono ammessi i test rapidi antigenici. Prima dell’arrivo nel Paese per via aerea o marittima è necessario anche compilare un modulo, attraverso il sito Internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. I viaggi non imprescindibili da Paesi extra Ue sono limitati fino al 31 gennaio 2021.

REGNO UNITO. Ai viaggiatori in ingresso vengono richiesti tre adempimenti: la compilazione di un formulario online, un isolamento cautelare di 10 giorni, che può essere ridotto a 5 giorni qualora vengano soddisfatte alcune condizioni. Infine, a partire dal 18 gennaio scorso chi si reca in Inghilterra da qualsiasi paese e’ tenuto a esibire all’imbarco l’esito negativo di un test effettuato nei 3 giorni precedenti la partenza.

Esentati dal test i viaggiatori provenienti da Irlanda, Irlanda del Nord, Scozia, Galles, Isola di Man, Jersey o Guernsey, Isola di Ascensione, Sant’Elena e Isole Falkland e i bambini di età inferiore agli 11 anni, ma anche chi viaggia verso il Regno Unito per cure mediche urgenti o per accompagnare qualcuno che è in viaggio per cure mediche urgenti. Sono esentati anche i funzionari di frontiera e doganali, gli autotrasportatori e altre determinate categorie professionali. Presentarsi sprovvisti di un certificato o con un certificato incompleto è considerato un reato ed è sanzionabile (fino a 500 sterline).

GRECIA. Tutti i viaggiatori sono tenuti a presentare un test molecolare negativo (in inglese) effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo. Per poter accedere nel Paese rimane, inoltre, condizione indispensabile la compilazione di un modulo online. Per tutti coloro che faranno ingresso nel Paese fino all’8 febbraio (ma il provvedimento e’ passibile di proroga) e’ previsto l’obbligo di rispettare un periodo di autoisolamento fiduciario di sette giorni (o, in caso di permanenza per periodi inferiori, per tutto il periodo di permanenza). In aggiunta, e’ previsto a campione un test rapido effettuato all’arrivo in aeroporto.




Pressing Conte sui moderati, si lavora alla quarta gamba

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220220435 0831c870 b0df 4209 b718 b8284c74c08cAlla Camera c’è il lavoro di ‘scouting’ di Tabacci che ha già raccolto 13 adesioni, al Senato sono in tanti a muoversi per arrivare ad un gruppo nuovo che possa fungere da soccorso della maggioranza e rimescolare le carte nelle commissioni. “Ne prendiamo undici”, promette un sottosegretario pentastellato.

L’obiettivo è arrivare subito ad una formazione di dieci componenti. Pressing nei confronti di tre renziani (si parla di Comincini, Marino e Grimani) affinché escano da Iv. Ma nel mirino sono finiti, sempre a palazzo Madama, due senatori azzurri mentre è difficile ricomporre con gli ex pentastellati che hanno votato ieri no alla fiducia. “Ho cercato di parlare con loro – osserva un ‘big’ M5s -. Una mi ha ricordato di quando si mise a piangere, un altro mi ha mandato a quel paese, il terzo mi ha preso in giro”.

In ogni caso va ancora avanti al Senato la campagna di rafforzamento del fronte rosso-giallo. Che quella sia la direzione è emerso anche nel vertice che il premier ha avuto con i leader della sua maggioranza prima di andare al Colle. Un incontro interlocutorio, viene riferito. Nella maggioranza si sostiene che in questa fase il presidente della Repubblica non voglia in alcun modo smettere i panni dell’arbitro, che abbia preso atto del voto di fiducia di ieri a palazzo Madama. “Ma è chiaro che non potrà passare troppo tempo”, dice la stessa fonte mentre il dem Bettini è tornato ad agitare lo spettro delle urne, qualora non si riuscisse ad allargare la maggioranza.

Lo scopo del fronte rosso-giallo è quello di stringere sulla costituzione della ‘quarta gamba’ prima di mercoledì quando alle Camere si voterà la relazione dello stato della giustizia del Guardasigilli Bonafede. Un passaggio delicato tanto che c’e’ chi nella maggioranza ipotizza che il responsabile di via Arenula possa entrare nel gioco del rimpasto, anche per lasciare spazio al dem Orlando ma soprattutto per sminare il terreno. Ma una fonte pentastellata frena: “La composizione M5s non si tocca, se i dem vogliono ridiscutere dei propri ministri lo possono fare al proprio interno”. Renzi comunque si metterà di traverso sul tema della giustizia, l’ha già promesso. Altri, invece, nel partito frenano. Chiedono al proprio leader di firmare un patto di non belligeranza, di mettere da parte i temi divisivi e di trattare sulle riforme. “Non andremo con il cappello in mano. Dopo lo scostamento di bilancio e il dl ristori avremo mani libere”, promette Renzi che per tenere uniti i gruppi ha usato in ogni caso toni non bellicosi nella sua E-news: “Noi siamo sempre impegnati per l’interesse del Paese e sempre pronti a dare una mano facendo sentire in Aula il peso della nostra presenza”.

Nel gruppo di Iv, sempre più infastidito per le continue telefonate che ricevono i senatori, si ricorda come fu proprio Nencini l’unico a votare contro la fiducia a Bonafede alcuni mesi fa. “Non voteremo più le porcate del ministro della Giustizia”, promette l’ala dura, mentre una parte di deputati e senatori puntano a riaprire i canali del dialogo. “Tra qualche giorno si aprirà il confronto tra di noi tra chi vuole rientrare in maggioranza e chi sceglierà l’opposizione”, prevede un deputato renziano.  Il presidente del Consiglio Conte che ieri sera ha visto anche l’ex azzurra Rossi, tiene la porta aperta agli azzurri. Un deputato forzista che gli ha parlato la mette così: “Mi ha detto che vuole sul serio lanciare un progetto nuovo che raccolga le forze europeiste, fossi giovane avrei detto di si’…”. Il premier ha sottolineato con i suoi interlocutori in FI di puntare a ‘persone spendibili’ per un’operazione ‘nobile’, non solo per raccogliere alcuni voti, anche per superare le perplessità di una parte della maggioranza. Un progetto dunque che accolga soprattutto i moderati centristi affinché l’operazione di allargamento abbia piena legittimità politica. “Ecco in prospettiva – osserva un senatore di FI – è più attrattiva l’ipotesi di una lista Conte che il piano ‘sovranista’ di Meloni e Salvini”.

Fibrillazione nei gruppi azzurri, con Berlusconi che però ha garantito di tenere unito il gruppo. “Deve tornare a Roma per serrare i ranghi”, dice perfino uno dei ‘berluscones’. Il centrista Cesa, durante il vertice tenutosi oggi al quale hanno partecipato Salvini, Meloni, Toti e Lupi, ha sottolineato – viene riferito – come occorra un progetto in prospettiva per evitare fuoriuscite nell’altro campo. Sono gli stessi timori degli azzurri che in questi giorni hanno cercato di convincere Meloni a tenere una posizione più morbida, non sul voto senza se e senza ma. “Dobbiamo capire cosa vuol fare con il terzo step del suo mandato” il premier Conte, con l’Udc “l’interlocuzione è aperta”, ha detto al tg 1 la senatrice centrista Binetti. “Evocando le urne ingrossiamo il partito di Conte”, il ‘refrain’ in FI. Sull’eventualità di cercare di sparigliare le carte era convinto, spiega un ‘big’ lumbard, anche il numero due del partito di via Bellerio Giorgetti che allo stesso tempo è convinto che il premier si dissanguerà e non arriverà al semestre bianco.

I leader del centrodestra domani saranno ricevuti al Quirinale dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Un incontro per chiedere, tra l’altro, al presidente della Repubblica per mettere fine alla “compravendita parlamentare”. Ma il premier e la maggioranza vanno avanti nell’operazione e anche l’ipotesi del ‘Conte ter’ è stata congelata. Per i vertici dem si potrà mettere mano alla squadra in un secondo momento (c’e’ da occupare le caselle dell’Agricoltura e della Famiglia), anche se nei gruppi parlamentari ci si interroga sulla possibilita’ di andare avanti senza una vera svolta, soprattutto nelle commissioni.  Si agitano anche i gruppi parlamentari pentastellati. Dieci senatori hanno intenzione di chiedere un incontro con Conte non per sbarrare la strada all’operazione ‘volenterosi’ ma per chiedere eguale attenzione ai temi del Movimento. “Non è possibile che il premier – spiega un senatore – parli per tre ore con Causin e non con noi”. Ma nel fronte M5s c’e’ soddisfazione per l’esito del voto di ieri e la convinzione che si possa andare avanti con i ‘costruttori’. Occorre lavorare ad un gruppo di responsabili del centrodestra, l’idea che è stata avanzata nel vertice di oggi tra Salvini, Meloni, Tajani, Lupi, Toti e Cesa. Ma la preoccupazione che l’argine possa cedere c’e’ sia in IV che in FI. Lo spazio del centro, ora che si cercherà di accelerare su una legge elettorale di tipo proporzionale, è sempre più conteso.   AGI




Il Governo ‘chiama’ i moderati. Forza Italia teme altre fuoriuscite

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151641848 174d773e 212c 4cee 98f4 578718594548Prima il vertice di maggioranza poi probabilmente il confronto con il Capo dello Stato per valutare la situazione che si è venuta a creare dopo lo strappo con Renzi nell’Aula. Il premier Giuseppe Conte punta a prendere tempo, ad allargare la maggioranza, ma anche ieri sera con i ministri si è comunque mostrato soddisfatto del risultato raggiunto. E’ arrivato, prima del voto finale, nella sala di governo a palazzo Madama. Che ci fate qui? Io vado a palazzo Chigi, sperando di poterci restare…, la battuta in versione sorridente, del premier

L’obiettivo dei rosso-gialli è ora sfilare altri esponenti di Iv, cercare di alimentare il dialogo con i centristi, incunearsi tra i moderati di Forza Italia. Il Pd non intende pressare oggi il premier ma dai gruppi parlamentari la richiesta è sempre la stessa: valutare anche la possibilità di arrivare ad un ‘Conte ter’. Magari non ora, ma soprattutto se non l’operazione ‘responsabile’ non dovesse decollare, occorrerà – questo il ragionamento – valutare altre strade, come appunto quella di un nuovo esecutivo.

Al momento sul tavolo ci sono i dicasteri dell’Agricoltura e della Famiglia, la possibilità di spacchettare il dicastero delle Infrastrutture ma non sono imminenti i cambi, il premier si prenderà almeno una decina di giorni. Ma sull’ipotesi ‘Conte ter’, una larga parte del Movimento fa argine. “Noi – spiega un ministro pentastellato – abbiamo vinto su tutta la linea. Abbiamo tenuto Conte a palazzo Chigi, ci siamo liberati di Renzi e abbiamo confermato la delegazione dei 5 stelle al governo. Se il Pd vorrà cambiare qualcosa lo potrà discutendo al proprio interno”.

In realtà anche tra i pentastellati c’è preoccupazione per come si procederà in Parlamento. E’ vero che Tabacci alla Camera spiega di avere 13 deputati, che non occorrerà formare un nuovo gruppo perché si agirà in deroga, ma nelle commissioni sarà dura andare avanti. “La maggioranza esiste ma non pensiamo di poter governare in questa situazione. Ci vuole una riflessione del presidente Conte, ci vuole un patto di legislatura chiaro – osserva il capogruppo dem al Senato, Marcucci -. Dobbiamo dimostrare che questa è una maggioranza che ha idee chiare, in grado di coinvolgere gruppi e singoli parlamentari”.

“Bisogna allargare la maggioranza o ci saranno elezioni, il Pd non le teme”, avverte il dirigente dem Bettini che suggerisce “personalità per coprire settori di grandissima importanza come l’Agricoltura” e poi, eventualmente, di apportare “degli adeguamenti” in un secondo momento.

Ora si gioca la partita vera, perché il timore non solo in Iv ma anche nel centrodestra è che l’argine possa venire meno, che altri deputati e senatori possano essere attratti dalla ‘quarta gamba’. Non è un caso che dai gruppi azzurri sia arrivata la richiesta a Berlusconi di tornare a Roma, di farsi vedere per serrare i ranghi del partito e non cedere la linea a Salvini e Meloni.

Il Cavaliere, soprattutto se ci dovesse essere l’incontro tra il centrodestra e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, punta ad essere nella Capitale. Ieri, dicono fonti parlamentari FI, si è speso per evitare ulteriori fuoriuscite ed è rimasto sorpreso dalla decisione della senatrice Rossi. Salvini, Meloni, Tajani, Lupi, Toti e Cesa, con Berlusconi in video collegamento, si stanno di nuovo incontrando alla Camera. Il pressing dei rosso-gialli sui moderati è sempre più forte, sul tavolo c’e’ anche l’offerta della legge elettorale di tipo proporzionale.

Dall’incontro verrà fuori la tesi che questo esecutivo non puo’ andare avanti, ma dentro FI non tutti sono d’accordo sulla necessità di tirare la giacchetta al Capo dello Stato. “Ora – dicono in FI – dobbiamo cercare di tenere botta. Se Berlusconi non presidia l’area di centro c’e’ il rischio che molti vedano in Conte il punto di approdo”. “Se lo scostamento di bilancio passa, come sara’, con i voti determinanti del centrodestra, il governo dovrà trarne le conclusioni”, sottolinea il numero due di FI, Tajani.   AGI




Il Senato vota la fiducia a Conte, 156 i Sì

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unnamedI voti contrari sono stati 140, gli astenuti 16. Al governo mancano 5 voti per raggiungere la soglia di 161 che costituisce la maggioranza assoluta. Il Quirinale prende atto del voto. Il premier: “Ora l’obiettivo è rendere più solida questa maggioranza”. Pd: scongiurato il salto nel buio. M5s: non ci sono maggioranze alternative. Renzi: non hanno i numeri, noi saremo all’opposizione. Il centrodestra chiede un colloquio con Mattarella. Meloni: “Non credo che il Colle chiuderà un occhio”. Bagarre in Aula per una frase di Salvini che cita Grillo: “I senatori a vita non muoiono mai”.  AGI




Le mani della mafia sui vaccini

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172932776 0f23abc5 6a90 4a98 af4b 8b943f8894ceSono i vaccini l’ultima frontiera del business della mafia in Italia. A lanciare l’allarme è il presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, durante la presentazione di un report sulla lotta alla criminalità organizzata in Italia e in Toscana. Calleri invita a vigilare sulla “distribuzione dei vaccini, sia influenzali che soprattutto quelli Covid”. In particolare “bisognerà prestare molta attenzione ai loro trasporti nel momento della distribuzione”.

Ma la mafia non ha messo gli occhi solo sui vaccini. In un momento in cui si investono grandi risorse sulla salute, è tutto il mondo della sanità a rischiare infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. “Pochi lo ricordano – prosegue Calleri – ma da anni la mafia si occupa di farmacie e parafarmacie” che “hanno un ruolo importante nel territorio e per questo sono appetibili: il traffico di farmaci, veri o falsi, o delle bombole di ossigeno sono un business che fa gola alla mafia”.

E ancora. “Un ulteriore rischio è quello degli appalti nelle forniture sanitarie, dove la fretta dovuta all’emergenza ha favorito i clan e le truffe”. Insomma, per il numero uno della Fondazione Caponnetto, il rischio è che uno degli effetti più negativi della pandemia sia quello di arricchire mafia, ‘ndrangheta e camorra.

Ma non è solo la sanità ad interessare le grandi organizzazioni criminali. Un altro dei settori più a rischio in questa fase – e la Toscana ne è un esempio – riguarda il turismo, “che risente in modo particolare della pandemia” e quindi registra “un aumento del rischio di infiltrazione criminale e mafiosa vista la inevitabile debolezza economica” e il pericolo che dietro a questa fase trovino spazio “usura e riciclaggio mediante acquisizione di attività”, ma anche “infiltrazioni criminali nelle proteste che mirano ad assumere informazioni su chi è in difficoltà”.

Le organizzazioni criminali sembrano dunque trarre nuova linfa dalla crisi economica e sanitaria in corso. “C’è un ‘tesorone’ da 3.000 miliardi di euro – spiega ancora Calleri – che è stato messo da parte dalle varie organizzazioni mafiose”. Una cifra “che permetterebbe di risanare il debito pubblico italiano” e sulla quale al contrario regna un silenzio che “non può che far rimanere esterrefatti”.

E mentre si creano le condizioni ideali per far prosperare la mafia, il contrasto alle grandi organizzazioni criminali segna uno dei suoi minimi storici. “Per quello che riguarda la lotta alla mafia – spiega ancora Calleri – oggi ci troviamo nel momento più buio degli ultimi 30 anni” perché “non è più un tema che trova spazio politico o che viene trattato”.  AGI




La Camera vota la fiducia con 321 sì

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immaginecartelloneLa Camera dei Deputati ha votato la fiducia al governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte,  approvando la mozione in tal senso presentata dalla maggioranza . Conte ha ottenuto  321 sì, 6 voti in più , quindi, della maggioranza assoluta dell’Assemblea di Montecitorio pari a 315 voti ; 259 sono stati i no e 27 gli astenuti.