Monte Bianco: forte disappunto per l’iniziativa unilaterale francese

montebianco

montebiancoSu istruzione del ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, l’Ambasciata d’Italia a Parigi ha espresso formalmente alle autorità francesi il “forte disappunto” italiano per le misure di protezione del sito naturale del Monte Bianco adottate dalla Prefettura dell’Alta Savoia per regolamentare le attività praticate nella zona dagli alpinisti e che hanno investito anche territori sotto sovranità italiana.
Nella nota ufficiale trasmessa alle autorità francesi, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha ricordato che “la parte francese aveva espresso la propria disponibilità ad affrontare queste questioni all’interno della Commissione mista che si occupa della manutenzione dei confini”. In questo quadro il ministro Di Maio ha tenuto a che fosse ricordato che Italia e Francia avevano concordato sulla necessità di “evitare qualsiasi iniziativa unilaterale delle autorità locali” su queste zone.
Il ministro ha anche chiesto che fosse formulata alle autorità francesi la richiesta di intervenire sulla Prefettura dell’Alta Savoia, affinché questa non includa “nelle misure ufficiali locali le zone oltre confine rientranti in territorio italiano, e ricadenti come tali sotto la sovranità nazionale dell’Italia”.
In ogni caso, “tali misure unilaterali che non possono e non devono incidere sul territorio italiano” ha indicato chiaramente il ministro Di Maio “non potranno avere alcun effetto e non sono riconosciute dall’Italia”.




Carta di identità elettronica: da novembre anche in Olanda

cieg 1

cieg 1Dal prossimo 2 novembre la Carta d’Identità Elettronica (CIE) sarà rilasciata anche dalla cancelleria consolare dell’Ambasciata italiana a L’Aja. Diventano sempre di più, dunque, i Paesi europei dove sarà possibile richiedere la Cie.
A L’Aja non sarà più possibile chiedere il formato cartaceo: dal 2 novembre sarà possibile presentare la richiesta della nuova Carta d’Identità Elettronica seguendo le dettagliate istruzioni che l’Ambasciata ha pubblicato qui.




Il 10 novembre il funzionario consolare sará a Stoccarda

mannheim

mannheimSi terrà il prossimo 10 novembre la permanenza del funzionario del Consolato generale d’Italia a Stoccarda presso la Missione Cattolica italiana a Mannheim (68159 Mannheim, Via D 6,9 – 11, secondo piano).
Il funzionario riceverà i connazionali dalle 10:30 alle 15:30 (con una pausa tra le ore 13:00 e le 13:30): in questa occasione, come di consueto, verranno acquisite le impronte digitali di chi ha bisogno di rinnovare passaporto e verranno consegnate le carte d’identità già richieste in precedenza per posta. A partire dal 1° ottobre, il Consolato Generale d’Italia a Stoccarda rilascia la Carta di d’identità elettronica o CIE (formato tessera plastificata).
Il servizio – ricordano da Stoccarda – è riservato prioritariamente alle persone che hanno difficoltà motorie e alle persone anziane. Per questo, alla luce dei tempi limitati e anche per garantire un flusso ordinato di pubblico, NON si riceveranno persone che non si siano precedentemente prenotate.




Arriva anche in Svizzera la carta d’identità elettronica

cieg

ciegA novembre la carta di identità elettronica sarà rilasciata anche in Svizzera. Ne dà notizia l’Ambasciata italiana a Berna spiegando che, a partire dal 16 novembre, gli Uffici Consolari potranno rilasciano il documento solo in formato tessera plastificata.
Dunque, dal 16 ottobre non sarà più possibile richiedere il rilascio delle carte d’identità cartacee (CIC); le domande che pervenissero oltre tale data non saranno prese in considerazione.
Dal 2 novembre prossimo i connazionali potranno prenotarsi per il rilascio della CIE obbligatoriamente attraverso il Prenota Online (non è possibile chiedere la CIE direttamente allo sportello, senza appuntamento).
L’ambasciata ha pubblicato una brochure esplicativa sul nuovo servizio. È possibile anche visionare un video informativo su che cos’è la CIE, come si ottiene e come funziona cliccando qui.




Indagine nei Comites e CGIE: Servono? Ritardi, alti costi e poca utilità! Rispondono gli esperti

0c12919e 1973 44fd a3af e531be39444f

0c12919e 1973 44fd a3af e531be39444fI comitati degli italiani all’estero (Comites) sin dalla loro creazione nel 1985 dovrebbero fungere da organismi rappresentativi della collettività italiana, i cui membri vengono eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare esistente al mondo, dove almeno tremila connazionali risultano iscritti nell’elenco aggiornato di cui all’art. 5, comma 1, della Legge 459/2001.

In rappresentanza degli italiani residenti in circoscrizioni con meno di questo volume i Comitati possono essere nominati dall’Autorità diplomatico-consolare.

Ascoltando diverse fonti autorevoli e informate sui fatti mi sono chiesto quale sia la situazione oggi, vista da Roma e dall’interno degli stessi organi di rappresentanza.

Doveroso ringraziare per le informazioni ricevute l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli, parlamentare di Forza Italia, eletta dagli italiani all’estero, come pure il prof. Gerardo Petta e il sig. Ippazio Calabrese, membri Comites in Svizzera in rappresentanza di circa 200.000 italiani iscritti AIRE nei cantoni che fanno riferimento al Consolato di Zurigo.

 

Il problema dei ritardi nell’espressione di voto.

“Sappiamo tutti che i Comites si trovano già in regime di proroga per quanto concerne la scadenza del mandato prevista per il 17 aprile 2020” afferma giustamente l’Onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli, ribadendo, inoltre, che il decreto legge c.d. Milleproroghe ha stabilito il rinvio della data per lo svolgimento delle suddette elezioni, indicando un arco temporale molto ampio (tra il 15 aprile e il 31 dicembre 2021). Questo ha prodotto un’ingiustificabile incertezza sui tempi e un’eccessiva discrezionalità mentre anche il fatto di prevedere un voto per corrispondenza, preceduto dalla richiesta dell’elettore di esprimere il voto, la cosiddetta opzione inversa per cui voti se lo richiedi, richiederebbe date certe per garantire l’organizzazione del percorso elettorale.

Le iniziative nel rispetto del diritto di rappresentanza degli italiani all’estero

“Per questa ragione – ci fa sapere l’On. Nissoli –  ho presentato un ordine del giorno, accolto dal governo (n. 9/2325-AR/111. Fitzgerald Nissoli). In sede di approvazione del disegno di legge di conversione del decreto legge Milleproroghe, lo scorso 19 febbraio 2020, ho chiesto che il governo definisse una data certa per le elezioni dei Comites, visto che non è stata ancora definita.

Il 17 settembre scorso ho presentato una risoluzione in Commissione Esteri in cui il Governo si impegna “a definire con urgenza una data certa per lo svolgimento delle elezioni dei Comites, nel rispetto dei tempi legislativamente indicati”.

Giusta e ammirevole la battaglia della signora Fucsia Fitzerald Nissoli. L’onorevole ci ricorda che “al fine di sensibilizzare per tempo le nostre numerose collettività all’estero e accrescere la loro partecipazione al voto, ritengo – e conclude-   che l’elezione dei Comites sia un appuntamento democraticamente molto rilevante ed atteso dai connazionali; quindi va considerato in maniera adeguata dal governo e da tutta la politica nazionale”.

 

Utilità degli organi di rappresentanza, costi e risoluzioni concrete.

L’ho chiesto al prof. Gerardo Petta, attuale membro del Comites di Zurigo, che mi scrive:

“Continuo a pensare, insieme ad altri,  che i Comites risveglino scarso interesse nei cittadini e svolgano di fatto una funzione poco utile. Una indicazione in tal senso viene, ad esempio, dalla bassissima partecipazione alle elezioni per il rinnovo dei Comitati. Basti ricordare che all’ultimo rinnovo dei Comites, nell’anno 2015, ha votato soltanto il 3.75 per cento degli elettori. Questo dato offre, da solo, il senso di un fallimento.

Un altro segno negativo è la rinuncia da parte degli stessi Comites ai compiti di critica e di stimolo, che aiutino a migliorare la qualità dei servizi consolari.

Assistiamo con una punta di sconforto alle relazioni, secondo noi troppo strette, che intercorrono tra i presidenti dei Comites con i consoli e con gli ambasciatori. Lo diciamo francamente: non ci piace l’eccessiva intimità di rapporti, il darsi del tu, le comuni visite in pizzeria, l’andare a braccetto così come si fa tra vecchi amici.

Noi pensiamo che spetta ai Comites chiedere conto ai Consoli del mediocre stato dei servizi consolari.

Invece, spesso, assistiamo solo ad appelli in cui si chiede alla Farnesina e al governo l’assegnazione di nuove risorse. Tali richieste, sia ben chiaro, riflettono un’esigenza reale, ma sono anche un comodo alibi, secondo noi, per non affrontare i più pressanti problemi di natura organizzativa”.

 

Riduzione dei parlamentari e spese dei Comites in termini di reale utilità.

Il prof. Gerardo Petta, stimato membro del Comites di Zurigo, sostiene che la riduzione dei parlamentari all’estero si sarebbe potuta evitare, eliminando proprio due organismi inutili dell’emigrazione, come i Comites e il CGIE. Entrambi hanno una spesa elevata, circa 25 milioni di Euro per i 5 anni del loro mandato. Solo per le ultime votazioni del 2015 sono stati spesi circa 9 milioni di Euro, dato che, a elezioni in corso, si è dovuto spostare la data perchè si erano iscritti per il diritto di voto pochissimi connazionali. Comunque alla fine, nonostante la proroga di circa 6 mesi, ha votato solo, come ho accennato precedentemente, il 3,75 % degli elettori (in poche parole i nostri amici). Dire che i Comites e il CGIE rappresentano la comunità italiana all’estero è una presa per i fondelli.

A capo di questi organismi ci sono, guardando al presente storico e non solo, sempre gli stessi personaggi, impedendo così quel riciclaggio di pensiero e di potere a garanzia dell’uguaglianza di trattamento e della certezza di diritto che, mi permetto di ribadire a tutti i parlamentari, in modo equo ed equidistante.

I Comites e il CGIE potrebbero essere forse rimpiazzati da un nuovo organismo per l’emigrazione, con rappresentanti in loco nominati in proporzione alla consistenza numerica dei vari partiti presenti nel Parlamento italiano e dell’espressione di voto espresso partito per partito e avere la stessa proporzione parlamentare in rappresentanza degli italiani fuori dai confini nazionali. Il vantaggio sarebbe anche economico, questo nuovo organo della collettività italiana risulterebbe quasi a costo zero e sarebbe certamente molto più utile  ed efficace.

Parole importanti basate sull’esperienza. Il Ministro Luigi di Maio e tutto lo staff istituzionale della Farnesina dovrebbero iniziare a riflettere con l’intenzione di valutare e proporre soluzioni accettate e quindi condivise dall’elettorato residente all’estero, non venire soltanto sotto elezioni a raccontarci belle favole per bambini ad ogni tornata elettorale per poi sparire nella nebbia romana.

 

Farnesina, Comites e CGIE rappresentano ancora l’emigrazione italiana?

Su questo argomento interviene Ippazio Calabrese, membro Comites di Zurigo, il quale mi ricorda che Comites e CGIE sono i più a diretto contatto con la comunità italiana. Dovrebbero  d’ufficio  rappresentarla proattivamente, prevenendo ogni situazione al fine di evitare qualsiasi diverbio, vigilare e mantenere alte le antenne, stando accorti sopratutto a che certe situazioni noiose non si pongano in essere.

Per statuto il Comites non ha forza politica, di conseguenza è libero dal doversi affezionare ad un particolare colore politico, pensato e voluto per garantre l’imparzialità di trattamento tra italiani.

È anche vero  che, a volte, si dovrebbe avere il coraggio di prendere decisioni o posizioni anche impopolari o scomode, oltrepassare il confine di silenzio di partito, avere magari in futuro più poteri per poter mediare con le istituzioni nel rispetto dell’incarico a noi oggi dato in modo diretto e democratico.

Questa è certamente un’ottima riflessione e una valida soluzione perchè le nostre comunità italiane nel mondo ci seguano e possano contare su di noi per poter essere davvero dei validi rappresentanti quando saremo chiamati  ad esplicare la nostra funzione al loro servizio.

Il nostro Stato ha un modo di fare un po’ sui generis: annulla senza mai proporre alternative, «arrangiatevi!». I nostri rappresentanti politici eletti all’estero dovrebbero sostenerci indipendentemente dal partito che essi rappresentano, devono imparare ad essere uniti negli intenti e nelle risoluzioni.

Auspicherei   –  conclude il rappresentante del Comites di Zurigo –  che i Comites  possano ricevere dalla nuova  riforma più competenze,  oltre alla possibilità di poter locare degli  uffici di rappresentanza in modo da dare e ricevere  informazioni direttamente dai connazionali, rilevare anomalie e disagi dei residenti all’estero, proporre iniziative valide per il bene dei connazionali nonché per il Paese Italia, soprattutto in questo momento di preoccupazione e  confusione mondiale causato dalla pandemia.

Credo fermamente che i parlamentari eletti all’estero debbano comportarsi come se fossero degli arti allungati oltre la frontiera, pronti a sostenere sempre l’emigrazione italiana nel mondo, non solo quando conviene per fini elettorali.

Attualmente il Governo dimentica gli italiani nel mondo ma non dimentica gli immigrati che arrivano in Italia. Per costoro il tempo in Parlamento lo si trova sempre! Sia per discutere il loro presente che il  loro futuro. Al contrario verso decine di milioni di italiani all’estero si porge con insufficiente volontà e determinazione, pur dovendo coscientemente pensare agli italiani in primis e dopo a chi vorrebbe diventarlo.

Personalmente credo che il tempo dedicato agli italiani, ovunque essi risiedono, debba essere rispettato in relazione alla percentuale di elettori. Infatti l’8% del diritto di voto complessivo viene espresso all’estero. È quindi giustamente esigibile che venga spesa da tutto il Parlameento la stessa percentuale in termini di tempo del lavoro parlamentare, tempo che andrebbe utilizzato per rispondere alle istanze ricevute, per risolvere le problematiche da sempre presenti, per  incentivare e migliorare  le interazioni tra tutte le parti, nell’interesse del Paese e dei cittadini  italiani sul pianeta Terra, perchè è qui che siamo noi, non sulla Luna, come vorrebbero farci pensare ogni qualvolta esigiamo i nostri diritti.

Il sangue non è acqua, nè dolce nè salata, è sague italiano come quello di chi siede in Parlamento.




La “autentica tavola italiana” in mostra virtuale a Madrid

23ccis

23ccisLa Camera di Commercio e Industria Italiana in Spagna ha realizzato ieri mattina “The Authentic Italian Table”, iniziativa promossa e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per valorizzare e salvaguardare il prodotto agroalimentare autentico italiano, i loro territori di origine e le tradizioni legate alla loro produzione e al loro consumo. In particolare, l’evento, realizzato in formato online, si è focalizzato su cinque regioni italiane, rappresentative dell’ampia diversità e ricchezza gastronomica e culturale del Belpaese: le Marche, la Lombardia, la Toscana, L’Emilia Romagna e la Calabria.
Un viaggio virtuale tra sapori e tradizioni regionali attraverso la proiezione di video inediti dedicati ai cinque territori menzionati e realizzati grazie alla collaborazione con esperti e operatori delsettore enogastronomico: gli chef Alessandro Cresta (Mo’ Better Food) e Manfredi Bosco (presidente della delegazione in Spagna della Federazione Italiana Cuochi e chef del ristorante Pante di Madrid), la blogger e foodie lover Celeste Garcia de la Banda (El Blog de Celeste), la CEO di Negrini SL, Nicoletta Negrini, che dirige una delle principali imprese di distribuzione di prodotti italiani nella penisola iberica, e il giornalista Alberto Luchini, conisciuto critico gastronomico e direttore della rivista spagnola La Luna de Metrópoli.
Ciascuno di loro ha contribuito ad avvicinare gli assistenti alla cultura enogastronomica regionale dell’Italia, raccontando curiosità, aneddoti ed esperienze personali legate ai prodotti presentati e al loro territorio di origine. Tra i 18 prodotti protagonisti dell’evento si possono menzionare i formaggi Pecorino Toscano Val d’Orcia DOP, Caciocavallo, Taleggio e Gorgonzola DOP, gli insaccati ‘nduja calabrese, finocchiona toscana e mortadella di Bologna Igp, i pici toscani ed i garganelli marchigiani (due formati di pasta poco conosciuti in Spagna), i vini Lambrusco DOP, Buon Governo all’uso toscano, e l’aceto balsamico di Modena Igp.
Il numeroso pubblico che ha assistito all’evento ha avuto la possibilità di mettere alla prova le proprie conoscenze sulla gastronomia italiana rispondendo a una serie di domande che sono state proiettate in diversi momenti durante l’evento. I più veloci a farlo correttamente sono stati premiati con un buono per la degustazione di 10 piatti italiani autentici elaborati dai ristoranti italiani che partecipano all’iniziativa “10 platos hoy para degustarlos mañana”, nell’ambito della quale si offre la possibilità di assaporare ricette regionali tipiche e poco conosciute nel paese iberico, attraverso una formula innovativa, che permette la degustazione sia a casa che nei locali stessi.




26 settembre: giornata europea delle lingue

23eulingue

23eulingueSensibilizzare l’ampia varietà di lingue presenti in Europa. Promuovere la diversità culturale e linguistica. Incoraggiare tutti gli europei ad imparare lingue, alimentando anche il lavoro in altri Stati membri e così accrescere l’economia delle imprese. È questa l’idea alla base della Giornata Europea delle Lingue, European Day of Languages (EDL), in programma come ogni anno il 26 settembre. Tale giornata è nata su iniziativa del Consiglio d’Europa, che nel 2001, assieme alla Commissione europea, ha organizzato l’Anno Europeo delle Lingue.
Le attività realizzate in quell’anno celebrarono le diversità linguistiche in Europa e promossero l’apprendimento delle lingue. E visto il successo ottenuto, il Consiglio d’Europa dichiarò il 26 settembre come “Giornata Europea delle Lingue”.
Diversi sono gli obiettivi generali della giornata: da promuovere l’importanza dell’apprendimento delle lingue e diversificare la gamma di lingue imparate, che devono essere preservate e favorite; da incoraggiare l’apprendimento delle lingue durante tutto l’arco della vita dentro e fuori la scuola, a incrementare il plurilinguismo e la comprensione interculturale.
Per avvicinare maggiormente i cittadini, le istituzioni, le associazioni, le scuole e tutti coloro che sono interessati all’apprendimento delle lingue durante tutto l’arco della vita, il Consiglio d’Europa, assieme al Centro Europeo di Lingue Moderne di Graz del Consiglio d’Europa, ha realizzato il sito ufficiale di tale giornata (http://edl.ecml.at/, tradotto in 37 lingue, ultima lingua aggiunta il gallese) all’interno del quale si possono trovare innumerevoli informazioni sulla giornata, giochi, svaghi linguistici (language trivia, gioco del linguaggio dei segni ecc ecc) e concorsi video e foto.
Parteciperanno alla giornata molti degli istituti culturali e linguisti europei, associazioni, università e, in particolare, le scuole.
Sono 22 gli eventi organizzati in Italia, ripartiti equamente tra nord, centro e sud, che coinvolgo per lo più scuole pubbliche e iniziative di sensibilizzazione di istituti linguistici. Gli eventi toccheranno la Sardegna, la Sicilia, la Puglia, le Marche, il Lazio, l’Umbria, Emilia-Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.




Un progetto per pianificazione costiera tra Italia e Grecia

23triton

23tritonInterventi di bioingegneria, tra i quali il ripascimento della spiaggia, il ripristino dei cordoni dunali e il dragaggio del porto peschereccio, per mitigare gli effetti dell’erosione e preservare il paesaggio di uno dei tratti più apprezzati e naturalisticamente rilevanti della costa pugliese.
Si tratta dell’esperienza realizzata ad Ugento (provincia di Lecce), individuata come caso pilota nell’ambito del progetto Triton, che sarà presentata lunedì 28 settembre (ore 10.00 – 12.00) nell’evento online “Pianificazione costiera e il caso pilota di Ugento”, organizzato da Regione Puglia e ARTI – Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione – nelle attività di disseminazione del progetto finanziato dal Programma Interreg Grecia – Italia.
L’iniziativa mira a illustrare i principali aspetti della pianificazione costiera in Puglia, con un particolare focus sulle azioni messe in atto dal Comune di Ugento, che sono state oggetto di studio da parte dei partner del progetto Triton e selezionate, insieme a quelle di Bari, tra quelle proposte dai Comuni costieri pugliesi.
L’evento online sarà moderato da Nicolò Carnimeo, dell’Università degli Studi di Bari, e introdotto da Giuseppe Pastore, dirigente della Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia, che illustra le attività del progetto Triton.
L’erosione costiera è un fenomeno complesso che interessa i sistemi naturali e umani, comprese le attività economiche sul mare. Per questo è necessaria un’attenta attività di programmazione per la gestione delle coste: sulle tematiche della pianificazione costiera e della sostenibilità in Puglia interverranno Giuseppe Roberto Tomasicchio, dell’Università del Salento, e Michele Chieco, della Sezione Studio e Supporto alla Legislazione e alle Politiche di Garanzia del Consiglio Regionale della Puglia.
Le azioni svolte per mitigare gli effetti dell’erosione saranno presentate dal sindaco di Ugento, Massimo Lecci, dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Luca Casciaro e da Simona Bramato, dell’Università del Salento e Comune di Specchia. Elisa Furlan, del CMCC – Centro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, descriverà l’analisi compiuta nell’ambito del progetto Triton sul caso pilota di Ugento, che consiste nello studio dell’evoluzione del litorale nel tempo, utilizzando tecniche di telerilevamento, e l’analisi multi-scenario attraverso lo sviluppo e l’applicazione di un modello probabilistico basato sulle più recenti metodologie di machine learning.
Conclude l’evento Carlo Gadaleta Caldarola, project manager di ARTI per Triton.
Al termine dell’evento verrà proiettato il video formativo realizzato nel corso del progetto, che presenta e analizza il caso pilota di Ugento.
Per ricevere il link allo streaming, è necessario registrarsi entro il 25 settembre alle 12:00? utilizzando il form disponibile al seguente link: https://www.arti.puglia.it/eventi/triton-evento-online-pianificazione-costiera-e-il-caso-pilota-di-ugento.




Gli effetti del Coronavirus sui servizi consolari

virus 4915859 1920

virus 4915859 1920Col fine di avviare un utile confronto coi lettori e col nuovo console generale a Zurigo, dr. Gabriele Altana,  ci permettiamo di riassumere, qui di seguito, la situazione del consolato generale, così come appare nella nostra impressione, alla luce soprattutto delle misure decise dopo l’avvento del  Coronavirus.

Ebbene, la situazione del servizio, dispiace dirlo, è peggiorata. E’ stato  introdotto, come noto, il  contingentamento degli ingressi, è stato inaugurato , inoltre  il cosiddetto lavoro a distanza, una parte degli uffici funziona ora a ritmo ridotto, è stato introdotto altresì l’obbligo della prenotazione elettronica per gli appuntamenti di lavoro, una procedura, questa, in precedenza sconosciuta a Zurigo. Come conseguenza delle nuove misure, cominciano a formarsi arretrati di lavoro, così come sembrano crescere purtroppo le liste di attesa.

Come è noto, fino all’avvento del Coronavirus, a Zurigo non si registravano code, né liste di attesa e  non vi era l’obbligo di fissare un appuntamento per chiedere il rilascio del passaporto. Di fatto, l’ingresso in Consolato era libero e i servizi erano ” userfriendly”. Una situazione ottimale, che non nasceva dal caso, ma era il frutto della sapienza organizzativa  di un  precedente console generale attivo a Zurigo dal  2014 al 2016.

Il quadro che oggi si prospetta non può non preoccuparci. Purtroppo, gli indirizzi operativi sembrano discendere direttamente dal Governo, che sembra puntare decisamente sulla cosiddetta digitalizzazione dei servizi.

Su questa linea, sembra muoversi infatti la recente intesa siglata dal Ministro della Funzione pubblica coi sindacati del pubblico impiego, che prevede l’introduzione del lavoro da remoto per il 50 per cento dei lavoratori e delle lavoratrici e l’obbligo altresì per i cittadini di comunicare per via elettronica (ma non per telefono) con gli uffici pubblici.

E’ vero:  bisogna proteggersi dal Coronavirus  e  occorre evitare gli assembramenti. A noi sembra però che le  soluzioni finora adottate nei consolati  poco si curino delle attese dei cittadini o degli utenti.

Proprio pensando ai bisogni dei circa 200 mila connazionali residenti nella circoscrizione di Zurigo, ci permettiamo di suggerire che il consolato generale segua l’esempio di alcune scuole della Penisola, che hanno scaglionato l’orario di attività delle classi, sia al mattino che al pomeriggio.

Pensiamo che questo  esempio  possa essere seguito anche negli uffici consolari, ove gli sportelli per il pubblico potrebbero essere aperti, a turno, dalle 9 del mattino fino alle 18 di sera. Gli utenti potrebbero essere ricevuti, secondo l’ordine alfabetico, sia al mattino che al pomeriggio. In sostanza, invece di mandare a casa la metà del personale, questo potrebbe lavorare su due turni nell’arco dell’intera giornata.

Vorremmo anche ricordare che il consolato generale di Zurigo, per la rapidità dei servizi offerti ai cittadini, per la comodità inoltre di accesso agli uffici, per l’assenza altresì  di inutili vessazioni elettroniche, ha rappresentato, negli anni dal 2015 al marzo del 2020, un modello di riferimento di    straordinario significato.

A titolo di esempio, vorremmo  soltanto ricordare che i passaporti venivano qui rilasciati nell’arco di 15 minuti dalla presentazione della domanda, senza obblighi per altro di prenotazione elettronica,  senza obbligo perciò di registrarsi sul sito web del consolato, che ora  prevede una  complicata procedura di log-in, log –off, log- out, per usare la fraseologia degli informatici ministeriali.  Perché, ci domandiamo, una procedura tanto efficiente è stata d’un tratto annullata? Per i cittadini e per gli utenti il danno è evidente.

Comprendiamo, certo, l’emergenza del Coronavirus, ma non vorremmo che fosse anche una scusa per reimporre i controlli così cari alla nostra burocrazia. In ogni caso, chiediamo che si ritorni, sia pure con i necessari accorgimenti, alla precedente organizzazione del lavoro consolare, tanto più efficace e amichevole.

Gerardo Petta

consigliere Comites di Zurigo 




MIRE:  L’onda tricolore arriva in Europa

109566734 10207262253430564 6796937487450491569 n 1

109566734 10207262253430564 6796937487450491569 n 1Le abitudini degli italiani stanno cambiando, il mondo sta cambiando, noi tutti stiamo modificando il nostro stile di vita obbligati a fare i conti con la realtà odierna, complicata, prospera di rischi e di egoismi, spesso irriverente verso i veri meritevoli di attenzioni e rispetto, come lo sono tutti i cittadini italiani ovunque risiedono.

Il MIRE, Movimento degli italiani residenti all’estero, In questo clima di incertezza internazionale ha trovato la forza e il coraggio di prosperare, un’onda tricolore diretta a raggiungere quanti più italiani residenti nel mondo e con l’aiuto e il supporto degli stessi intende monitorare, sostenere, agevolare e dove possibile migliorarne la vita, soprattutto nei rapporti con la madre Patria.

In questo progetto ci crede fermamente Vincenzo Odoguardi, fondatore e presidente del MIRE, ben consapevole che anche in l’Europa è presente una grandissima comunità italiana a cui non deve mancare il sostegno del MIRE.

Il presidente Vincenzo Odoguardi, per questo, ha designato la signora Anna Mastrogiacomo che dallo scorso luglio già ricopre l’incarico di coordinatrice Europea, Cavaliere al merito della Repubblica -Anna Mastrogiacomo- è da anni impegnata nel sostenere e difendere gli italiani residenti all’estero con ammirevole passione e dedizione.

La neo coordinatrice, in pochi mesi dalla sua nomina, può contare sul supporto di molti collaboratori, coordinatori da Lei nominati e chiamati al rispetto non soltanto dello Statuto del MIRE ma soprattutto della missione di solidarietà verso l’emigrazione italiana nel mondo.

Al presidente Vincenzo Odoguardi, alla coordinatrice europea Anna Mastrogiacomo, al gruppo dei coordinatori del MIRE in America e negli altri continenti, come in Europa, precisamente in Svizzera, Scozia, Spagna, Danimarca, Albania, Kossovo, Polonia, Francia, Belgio, Inghilterra, Romania e Germania, va un grande augurio di buon lavoro e un immenso grazie per la loro dedizione al servizio del Paese, decisamente sorretti dalla più nobile delle virtù che consta nel dedicare il proprio tempo e impegnare se stessi concretamente e attivamente per il  bene degli altri.

Molto importante, per tutta la comunità italiana residente in Europa e non solo, il grande lavoro che  la coordinatrice europea sta svolgendo e svolgerà, a partire dai protocolli d’intesa, da Lei stessa voluti e conclusi con alcuni movimenti politici italiani attivi all’estero, al fine di poter meglio rappresentare i bisogni e i diritti degli italiani all’estero anche in Parlamento, vista l’assenza di produttività degli eletti in passato e designati a tale compito.

Spesso e volentieri si considera l’italiano emigrato come un fuggiasco e non come dovrebbe essere, ossia quella risorsa indispensabile che ha reso grande il nostro made in Italy nel tempo e nel mondo intero.

Anna Mastrogiacomo assicura che molti altri italiani saranno invogliati a voler collaborare con il MIRE, divenendo così al tempo stesso ricevitori e trasmettitori di italianità, semi della Patria pronti a germogliare ovunque ve ne sia voglia, bisogno o semplice richiesta, perché il MIRE non fa distinzioni di carattere politico o ideologico ma guarda avanti con attenzione, dedizione e intelligenza per garantire un futuro migliore a tutti gli italiani.

Non basta sognare un Paese diverso, è indispensabile dimostrare di amare l’Italia senza compromessi, gli stessi che continuano a dividere il Paese favorendo le altre Nazioni, molto compatte al loro interno e quindi in grado di sfruttare la nostra debolezza politica a loro vantaggio.