Messico, il cardinale Parolin in visita ufficiale: incontri con il governo e la Chiesa

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Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede e tra le figure più autorevoli della diplomazia vaticana, è arrivato in Messico per una visita ufficiale che prevede incontri con le massime autorità civili ed ecclesiastiche del Paese. Il viaggio conferma gli stretti rapporti tra il Vaticano e il Messico, una delle nazioni con il maggior numero di cattolici al mondo.

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Nel corso della sua permanenza, il cardinale incontrerà la presidente Claudia Sheinbaum, esponenti del governo federale e i vertici della Conferenza dell’Episcopato Messicano. In programma anche celebrazioni religiose e momenti di dialogo dedicati alle principali sfide sociali del Paese, tra cui la violenza, le migrazioni, la povertà e il ruolo della Chiesa nella promozione della pace e della coesione sociale.

Un diplomatico che conosce bene il Messico

Per il cardinale Parolin non si tratta di una visita in un Paese sconosciuto. Tra il 1989 e il 1992 prestò infatti servizio presso la Nunziatura Apostolica in Messico, contribuendo al percorso che portò alla ripresa delle relazioni diplomatiche tra il governo messicano e la Santa Sede dopo oltre un secolo di interruzione. Un’esperienza che gli ha permesso di conoscere da vicino la realtà politica, religiosa e sociale del Paese.

Proprio per questo il suo ritorno assume anche un valore simbolico, in un momento in cui il Messico continua ad affrontare problemi complessi, dalla sicurezza alla gestione dei flussi migratori, senza dimenticare le profonde disuguaglianze economiche che caratterizzano alcune regioni del Paese.

Dialogo tra istituzioni

Secondo fonti ecclesiastiche, la visita punta a rafforzare il dialogo tra la Santa Sede e le autorità messicane, valorizzando il contributo che la Chiesa cattolica continua a offrire nei campi dell’educazione, dell’assistenza sociale e della promozione dei diritti umani.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alla collaborazione sui temi umanitari e al sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione, argomenti che negli ultimi anni sono stati al centro dell’azione pastorale della Chiesa messicana.

Un messaggio che guarda all’intera America Latina

La missione del cardinale Parolin va oltre i rapporti bilaterali tra Vaticano e Messico. Il viaggio rappresenta infatti un’occasione per riaffermare il ruolo della diplomazia della Santa Sede in America Latina, una regione che continua ad affrontare importanti sfide economiche, sociali e politiche.

Per gli italiani residenti in Messico e in Centro America, la visita del Segretario di Stato vaticano rappresenta un evento di rilievo internazionale, destinato a rafforzare il dialogo tra istituzioni civili e religiose in uno dei Paesi più influenti del continente americano.

 

foto Puntodincontro.mx




Messico, il “Plan México” accelera lo sviluppo: investimenti, industria e nuove opportunità

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Il Messico guarda al futuro con un ambizioso programma di sviluppo economico destinato a rafforzare la competitività del Paese e ad attrarre nuovi investimenti internazionali. Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha rilanciato il “Plan México”, una strategia che punta a modernizzare infrastrutture, sostenere l’industria manifatturiera e favorire l’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del Paese come una delle principali economie dell’America Latina.

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Il piano comprende 18 progetti strategici che spaziano dalla logistica ai trasporti, dall’energia alla digitalizzazione, fino al rafforzamento della produzione industriale. L’obiettivo dichiarato è aumentare gli investimenti complessivi fino al 28% del Prodotto interno lordo e creare circa 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro, soprattutto nel settore manifatturiero.

Una risposta alle sfide internazionali

L’iniziativa nasce anche per rafforzare la capacità del Messico di affrontare un contesto economico sempre più competitivo, caratterizzato da tensioni commerciali e dall’introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti.

Il governo messicano punta a favorire il cosiddetto nearshoring, cioè il trasferimento di produzioni industriali vicino al mercato nordamericano. Grazie alla vicinanza geografica con gli Stati Uniti e agli accordi commerciali esistenti, il Messico continua infatti ad attirare numerose aziende internazionali interessate a realizzare stabilimenti produttivi nel Paese.

Opportunità anche per le imprese italiane

Il rafforzamento delle infrastrutture e della capacità produttiva potrebbe creare nuove opportunità anche per le aziende italiane già presenti in Messico o interessate a investire nel mercato latinoamericano.

I settori che potrebbero beneficiare maggiormente del piano sono la meccanica, l’automazione industriale, la logistica, l’energia, l’agroalimentare e le tecnologie per la produzione sostenibile, comparti nei quali le imprese italiane vantano competenze riconosciute a livello internazionale.

Il Messico rappresenta inoltre uno dei principali partner economici dell’Italia nel continente americano e continua ad attirare investimenti grazie alla dimensione del suo mercato interno e alla posizione strategica tra Nord e Centro America.

Crescita e modernizzazione

Oltre agli aspetti economici, il “Plan México” punta a migliorare la competitività del Paese attraverso investimenti in ricerca, istruzione, innovazione e infrastrutture moderne, favorendo una crescita più equilibrata tra le diverse regioni.

Per gli italiani residenti in Messico e per gli imprenditori che operano nel Paese, il nuovo programma rappresenta un segnale di fiducia nelle prospettive dell’economia messicana e nella volontà del governo di consolidare il ruolo del Paese come uno dei principali motori economici del continente americano.




Messico, il nuovo ponte di Cancún rivoluziona il turismo: tempi di percorrenza ridotti e più opportunità per l’economia

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Il Messico continua a investire nelle grandi infrastrutture turistiche. Dopo anni di lavori è stato inaugurato il Ponte Vehicular Nichupté, un’opera destinata a cambiare la mobilità di Cancún, una delle principali destinazioni turistiche dell’America Latina e meta ogni anno di migliaia di italiani.

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L’infrastruttura, lunga 11,2 chilometri, collega direttamente il centro cittadino con la celebre Zona Hotelera attraversando la laguna Nichupté. Si tratta del ponte più lungo del Messico costruito sull’acqua e uno dei più importanti progetti infrastrutturali realizzati nel Paese negli ultimi anni.

Meno traffico, più sicurezza

Prima della costruzione del ponte, l’accesso alla zona alberghiera dipendeva quasi esclusivamente da un’unica arteria stradale, spesso congestionata, soprattutto durante l’alta stagione turistica o in caso di incidenti.

Grazie al nuovo collegamento, i tempi di percorrenza potranno ridursi fino a 45 minuti, migliorando gli spostamenti di residenti, lavoratori e milioni di visitatori che ogni anno scelgono Cancún per le proprie vacanze.

Un impulso al turismo internazionale

Il turismo rappresenta uno dei principali motori dell’economia messicana e il governo continua a investire in aeroporti, ferrovie e infrastrutture per sostenere la crescita del settore. La strategia punta anche a distribuire i flussi turistici verso nuove destinazioni e a migliorare l’esperienza dei visitatori con servizi più efficienti e collegamenti più rapidi.

Per gli operatori turistici italiani e per le numerose agenzie che propongono il Messico come destinazione, il miglioramento della mobilità rappresenta un elemento importante per aumentare l’attrattività della Riviera Maya e offrire servizi sempre più competitivi.

Interesse anche per gli italiani

Cancún è una delle mete preferite dagli italiani che scelgono il Messico per vacanze balneari, viaggi culturali o di nozze. La nuova infrastruttura contribuirà non solo a ridurre il traffico, ma anche a rendere più agevoli i collegamenti con alberghi, porti turistici e servizi.

L’investimento conferma la volontà del Messico di continuare a puntare sul turismo come leva di sviluppo economico, con particolare attenzione alla sostenibilità, alla qualità delle infrastrutture e all’accoglienza internazionale. Per la comunità italiana residente nel Paese e per le imprese del settore turistico, il nuovo ponte rappresenta un segnale concreto di modernizzazione e di fiducia nella crescita del territorio.




L’Italia torna protagonista alla FIL di Guadalajara: nove giorni di cultura, spettacolo e tradizioni

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Dal 28 novembre al 6 dicembre il nostro Paese sarà ospite d’onore della più importante fiera del libro in lingua spagnola, con un ricco programma che spazia dalla letteratura alla musica, dal cinema alla gastronomia.

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Dal 28 novembre al 6 dicembre 2026 gli occhi del mondo editoriale saranno puntati su Guadalajara, in Messico, dove si svolgerà una nuova edizione della Fiera Internazionale del Libro (FIL), la più importante manifestazione letteraria del mondo in lingua spagnola. Quest’anno l’Italia sarà il Paese Ospite d’Onore, con un programma che metterà in vetrina il meglio della sua produzione culturale.

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La presenza italiana non si limiterà ai libri. Il calendario degli eventi comprenderà concerti, mostre, proiezioni cinematografiche, incontri con scrittori, spettacoli e iniziative dedicate alla cucina regionale, offrendo ai visitatori un’immagine completa dell’identità culturale del nostro Paese.

Per l’occasione sarà allestito un grande padiglione espositivo nel quale troveranno spazio decine di case editrici italiane, una libreria con pubblicazioni in italiano e in spagnolo e numerosi incontri con autori, editori e professionisti del settore. L’obiettivo è favorire lo scambio culturale e rafforzare i rapporti editoriali tra Italia, Messico e America Latina.

La musica sarà uno degli elementi centrali della partecipazione italiana. Sul palco si alterneranno artisti provenienti da esperienze e generi differenti, dal jazz alla canzone d’autore, fino alla musica popolare, offrendo al pubblico un viaggio attraverso le sonorità che caratterizzano il panorama musicale italiano contemporaneo.

Anche il cinema avrà uno spazio importante, con una selezione di opere recenti e di grandi classici che hanno segnato la storia della cinematografia italiana. Le arti visive contribuiranno a completare il programma con esposizioni dedicate al dialogo tra tradizione e innovazione.

Non poteva mancare la gastronomia, uno dei simboli più apprezzati del Made in Italy. Degustazioni, dimostrazioni culinarie e incontri con esperti permetteranno ai visitatori di conoscere prodotti, ricette e tradizioni provenienti dalle diverse regioni italiane.

La partecipazione alla FIL rappresenta un’importante occasione di promozione internazionale per il nostro Paese. Oltre a valorizzare il patrimonio letterario, l’Italia potrà presentarsi come un sistema culturale capace di unire editoria, arte, musica, cinema, design e cucina, rafforzando i legami con il Messico e con l’intero continente latinoamericano.

Con centinaia di migliaia di visitatori attesi e la presenza dei principali operatori del settore editoriale internazionale, la Fiera di Guadalajara si conferma una straordinaria vetrina mondiale. Per l’Italia sarà l’opportunità di raccontare la propria creatività, le proprie eccellenze e quella ricchezza culturale che continua a renderla un punto di riferimento ben oltre i confini nazionali.




Messico. L’Italia si prepara a conquistare Guadalajara con libri, arte e cultura

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L’Italia sarà protagonista della 40ª edizione della Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, in programma dal 28 novembre al 6 dicembre, partecipando come Paese ospite d’onore a uno degli appuntamenti editoriali più importanti del mondo ispanofono.

Presentando l’iniziativa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che la manifestazione rappresenta un’occasione unica per promuovere l’eccellenza culturale italiana e rafforzare i rapporti con il Messico e con l’intera America Latina.

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L’obiettivo è ampliare la presenza dell’editoria italiana in un mercato che conta oltre 300 milioni di potenziali lettori, favorendo nuovi accordi tra editori, la vendita dei diritti d’autore, le traduzioni in spagnolo e l’internazionalizzazione delle case editrici italiane, con particolare attenzione alle realtà indipendenti e di piccole dimensioni.

La partecipazione italiana non si limiterà ai libri. Il programma comprenderà incontri con scrittori, mostre, concerti, eventi dedicati al cinema, al design, alla gastronomia e agli scambi accademici, offrendo un ampio panorama della creatività e della cultura del nostro Paese.

Diciotto anni dopo l’ultima partecipazione come ospite d’onore, l’Italia torna così alla FIL di Guadalajara con l’ambizione di consolidare la propria presenza culturale nel continente latinoamericano e di creare nuove opportunità di collaborazione nel settore editoriale e culturale.

 




Il Messico resta la porta d’ingresso delle imprese italiane nel mercato nordamericano

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Tra investimenti, industria e nuove opportunità, il Paese continua a rappresentare il ponte ideale verso Stati Uniti e Canada.

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CITTÀ DEL MESSICO – Mentre l’economia mondiale continua a fare i conti con tensioni commerciali e nuovi equilibri geopolitici, il Messico conferma il proprio ruolo di piattaforma strategica per le imprese italiane che guardano al mercato nordamericano.

Con oltre 130 milioni di abitanti, una rete di accordi commerciali tra le più estese al mondo e una posizione geografica privilegiata tra Stati Uniti e America Latina, il Messico continua ad attrarre investimenti internazionali e rappresenta una destinazione di crescente interesse anche per il sistema produttivo italiano.

Uno dei fattori che rende il Paese particolarmente competitivo è l’accordo di libero scambio tra Messico, Stati Uniti e Canada (USMCA), che consente alle aziende insediate sul territorio messicano di accedere con condizioni favorevoli al più grande mercato del continente. La revisione dell’accordo, attualmente al centro del confronto tra i tre Paesi, è seguita con grande attenzione dal mondo imprenditoriale, ma il Messico continua a essere considerato una base produttiva di primaria importanza.

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Le imprese italiane presenti nel Paese operano in numerosi settori: automotive, componentistica, meccanica di precisione, infrastrutture, energia, agroalimentare, moda e design. Molte hanno scelto di realizzare stabilimenti produttivi destinati non solo al mercato locale, ma anche all’esportazione verso Stati Uniti e Canada.

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Negli ultimi anni anche il fenomeno del nearshoring, ovvero il trasferimento delle produzioni in Paesi vicini ai grandi mercati di consumo, ha favorito il Messico. Numerose aziende internazionali hanno deciso di spostare parte della produzione dall’Asia al territorio messicano, attratte dalla vicinanza agli Stati Uniti, da una forza lavoro qualificata e da una rete logistica sempre più efficiente.

Anche per le imprese italiane questo scenario apre nuove opportunità. Non si tratta soltanto di esportare prodotti “Made in Italy”, ma di produrre direttamente in Messico per servire l’intero mercato nordamericano, riducendo tempi di consegna, costi logistici e rischi legati alle catene di approvvigionamento internazionali.

A rafforzare i rapporti economici contribuisce anche la presenza di una dinamica comunità imprenditoriale italiana, sostenuta dall’Ambasciata d’Italia, dalla Camera di Commercio Italiana in Messico e dalle istituzioni impegnate nella promozione degli investimenti e degli scambi commerciali.

Naturalmente non mancano le sfide. Le incertezze dell’economia globale, la sicurezza in alcune aree del Paese e l’evoluzione delle politiche commerciali richiedono agli investitori un’attenta valutazione. Tuttavia, il quadro complessivo continua a essere positivo e il Messico mantiene un ruolo centrale nelle strategie di internazionalizzazione delle aziende italiane.

Per molti imprenditori il Messico non rappresenta più soltanto un mercato emergente, ma il punto di partenza per conquistare tutto il Nord America. È questa la ragione per cui, nonostante i cambiamenti dell’economia mondiale, il Paese continua a essere considerato una delle destinazioni più interessanti per chi guarda oltre i confini europei.




Messico e Unione Europea rafforzano la partnership: più commercio e nuove opportunità per le imprese italiane

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Il Messico e l’Unione Europea rafforzano i loro rapporti economici e politici con la firma degli accordi modernizzati che puntano ad ampliare il commercio, gli investimenti e la cooperazione nei settori strategici. L’intesa apre nuove opportunità anche per le imprese italiane, già molto presenti nel mercato messicano.

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Il nuovo accordo prevede una maggiore apertura dei mercati, procedure più semplici per le aziende, nuove opportunità per il settore agroalimentare europeo e una più stretta collaborazione nelle tecnologie pulite, nella transizione energetica e nella digitalizzazione. L’Unione Europea considera il Messico uno dei partner più importanti dell’America Latina.

Il commercio tra UE e Messico vale oggi circa 100 miliardi di euro l’anno tra beni e servizi. Per l’Italia il Messico rappresenta il primo mercato di destinazione dell’export in America Latina e uno dei Paesi con le maggiori prospettive di crescita per il Made in Italy.

Secondo Bruxelles, il rafforzamento della partnership consentirà di sviluppare nuove collaborazioni nei settori della mobilità sostenibile, dell’economia circolare, delle materie prime critiche e delle infrastrutture, offrendo ulteriori occasioni di investimento alle imprese europee.




Il Mariachi, l’anima musicale del Messico

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Il Messico ha regalato al mondo molte espressioni culturali diventate universali: la cucina, i colori delle sue feste popolari, il Día de los Muertos e, naturalmente, il mariachi, una musica che riesce a raccontare la gioia, l’amore, la nostalgia e l’orgoglio di un intero popolo.

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Bastano poche note di violino, il suono squillante delle trombe e il ritmo profondo del guitarrón per riconoscere immediatamente una melodia mariachi. Oggi è uno dei simboli più conosciuti del Messico, ma la sua storia affonda le radici in un passato lontano.

Le origini nel cuore del Jalisco

La maggior parte degli studiosi fa risalire la nascita del mariachi allo Stato di Jalisco, nella parte occidentale del Messico, e in particolare nella zona di Cocula, spesso definita “la culla del mariachi”.

Nel XIX secolo piccoli gruppi di musicisti contadini animavano matrimoni, feste religiose e celebrazioni popolari. La loro musica era il risultato dell’incontro tra diverse culture: quella indigena, quella spagnola portata dai conquistadores e, in misura minore, le influenze africane giunte nel continente durante il periodo coloniale.

Il termine “mariachi” ha un’origine ancora oggi discussa. Una leggenda racconta che derivi dalla parola francese mariage (matrimonio), introdotta durante l’intervento francese in Messico nell’Ottocento. Tuttavia, gli storici ritengono questa spiegazione poco probabile, poiché il termine era già utilizzato prima dell’arrivo dei francesi. L’ipotesi oggi più accreditata è che abbia origine da una lingua indigena della regione di Jalisco.

Gli strumenti del mariachi

Un’orchestra mariachi tradizionale comprende diversi strumenti che, insieme, creano un suono potente e inconfondibile.

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I violini eseguono la melodia principale, mentre le trombe, introdotte all’inizio del Novecento, conferiscono brillantezza e solennità. Le chitarre accompagnano il ritmo insieme alla vihuela, uno strumento tipicamente messicano dal timbro vivace, e al guitarrón, un grande basso acustico che rappresenta il cuore ritmico del gruppo.

I musicisti indossano il celebre abito charro, riccamente decorato con ricami e bottoni metallici, completato dall’immancabile sombrero.

Dalle campagne ai palcoscenici del mondo

Per molti anni il mariachi rimase una tradizione rurale. La sua grande diffusione arrivò negli anni Trenta del Novecento grazie alla radio e soprattutto al cinema messicano dell’epoca d’oro.

Film interpretati da grandi artisti come Jorge Negrete e Pedro Infante contribuirono a trasformare il mariachi nel simbolo musicale dell’intero Paese.

Da allora questa musica ha conquistato il mondo, accompagnando non solo le feste popolari, ma anche concerti internazionali, festival e grandi eventi culturali.

Un patrimonio dell’umanità

Nel 2011 l’UNESCO ha inserito il mariachi nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, riconoscendone il valore storico e culturale.

Oggi il mariachi continua a essere una presenza immancabile nelle serenate, nei matrimoni, nelle feste patronali, nei compleanni e persino nei funerali, perché la sua musica accompagna tutti i momenti più importanti della vita.

Più che un semplice genere musicale, il mariachi rappresenta l’identità del popolo messicano: una tradizione che continua a emozionare generazioni di ascoltatori e che, a oltre un secolo dalla sua nascita, conserva intatto il suo fascino.




Messico, accordo per promuovere la cultura italiana in TV e radio

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Il governo dello Stato di Jalisco e la Fondazione Amigos de Italia hanno rinnovato l’accordo di collaborazione con il Sistema Jalisciense de Radio y Televisión per rafforzare la diffusione della cultura italiana attraverso i canali radiotelevisivi pubblici dello Stato messicano.

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L’intesa, firmata il 24 giugno, punta ad ampliare la presenza di programmi e contenuti dedicati all’Italia in vista della prossima Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, il più importante appuntamento editoriale dell’America Latina, che quest’anno vedrà l’Italia come Paese ospite d’onore.

La collaborazione prevede la realizzazione e la diffusione di iniziative culturali, interviste, documentari e approfondimenti sulla lingua, la letteratura, il cinema, la musica e le tradizioni italiane, con l’obiettivo di rafforzare i legami culturali tra Italia e Messico e avvicinare il pubblico messicano al patrimonio culturale del nostro Paese.

L’accordo rappresenta un ulteriore passo nel percorso di preparazione alla partecipazione italiana alla FIL di Guadalajara, un evento che ogni anno richiama centinaia di migliaia di visitatori e migliaia di operatori del mondo editoriale provenienti da tutto il mondo.

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Dallo spazio alla tutela dell’ambiente: Italia e Messico rafforzano la collaborazione scientifica

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La collaborazione tra Italia e Messico compie un nuovo passo avanti grazie alla firma di tre accordi destinati a rafforzare i rapporti tra università, centri di ricerca e istituzioni dei due Paesi. Le intese riguardano settori strategici come la ricerca spaziale, l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e la formazione di nuove figure scientifiche.

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L’obiettivo è creare una rete stabile di cooperazione che favorisca lo scambio di conoscenze, la realizzazione di progetti congiunti e la mobilità di ricercatori, docenti e studenti. L’iniziativa conferma la volontà di Italia e Messico di investire nella scienza come strumento di sviluppo economico e sociale.

Tra i temi al centro della collaborazione figurano l’osservazione della Terra, le tecnologie spaziali applicate al monitoraggio ambientale, la gestione sostenibile delle risorse naturali e le sfide poste dai cambiamenti climatici. Ambiti nei quali i due Paesi possono mettere a fattor comune competenze ed esperienze complementari.

Gli accordi testimoniano il crescente dinamismo delle relazioni scientifiche italo-messicane e si inseriscono in un quadro più ampio di cooperazione che negli ultimi anni ha visto aumentare gli scambi accademici, i programmi di ricerca condivisi e le iniziative per il trasferimento tecnologico.

Per i ricercatori delle due nazioni si aprono così nuove opportunità di collaborazione, con la prospettiva di sviluppare progetti capaci di produrre benefici concreti sia sul piano scientifico sia su quello ambientale. Un ponte tra Europa e America Latina che guarda al futuro attraverso la conoscenza, l’innovazione e la sostenibilità.

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