USA: un tribunale blocca il trasferimento dei minori migranti nelle carceri per adulti

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imagesNegli Stati Uniti, un giudice federale ha temporaneamente fermato l’applicazione di una norma che prevedeva il trasferimento dei minori non accompagnati – al compimento del diciottesimo anno – dalle strutture giovanili ai centri di detenzione per adulti.

La misura, sostenuta dall’amministrazione Trump nell’ambito della stretta sull’immigrazione, era stata contestata da associazioni legali e umanitarie, che parlavano di rischio di violazioni gravi dei diritti umani. Il tribunale ha accolto le istanze cautelari, sottolineando che i giovani coinvolti sono spesso ragazzi fuggiti da guerre, povertà o violenze familiari, e meritano un trattamento differente da quello riservato ai detenuti comuni.

La decisione rappresenta un duro colpo per l’ICE, l’agenzia che gestisce i centri di detenzione per immigrati, e apre un fronte legale che potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema.

Per gli italiani all’estero che vivono negli Stati Uniti, la sentenza ricorda l’importanza di monitorare i diritti dei minori e di mantenere rapporti con i consolati in caso di situazioni delicate che coinvolgano ragazzi italiani o italo-discendenti in difficoltà.




Tormenta tropicale Imelda sulle Bahamas: rotta verso l’Atlantico, senza minacce dirette per gli Stati Uniti

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291158 5day cone no line and windLa stagione degli uragani atlantici torna a far parlare di sé con la formazione della tormenta tropicale Imelda, che questa mattina si trovava sulle Bahamas centrali con venti massimi sostenuti di circa 80 km/h. Secondo il Centro Nazionale Uragani (NHC) di Miami, il sistema si muove lentamente verso nord a circa 15 km/h.

La situazione attuale

Alle 8 di oggi (ora della costa orientale USA), Imelda aveva già portato piogge torrenziali e raffiche di vento sulle isole bahamensi, dove le autorità hanno lanciato allerte per inondazioni improvvise e mareggiate lungo le coste. Nonostante le condizioni difficili per la popolazione locale, la tempesta non dovrebbe trasformarsi in una minaccia diretta per gli Stati Uniti continentali.

La traiettoria prevista

Le previsioni del NHC indicano che Imelda continuerà a muoversi verso nord nelle prossime 24-36 ore, intensificandosi fino a raggiungere lo status di uragano mentre attraverserà le acque aperte dell’Atlantico. Nei giorni successivi la tempesta dovrebbe piegare verso nord-est, puntando in mare aperto e allontanandosi dal continente americano.

L’unica terra che potrebbe subire impatti significativi, oltre alle Bahamas, è Bermuda, che rientra nella traiettoria potenziale della tempesta tra giovedì e venerdì.

Nessuna minaccia per gli USA

Per la costa orientale statunitense, da Florida a Carolina del Nord, non si prevedono effetti diretti: solo un aumento delle onde e delle correnti di risacca nei prossimi giorni. Un segnale positivo in una stagione che finora ha già visto diversi sistemi tropicali svilupparsi nell’Atlantico.

Un promemoria per la stagione

Gli esperti ricordano che la stagione degli uragani atlantici prosegue fino al 30 novembre, e che anche sistemi che non colpiscono direttamente il continente possono comunque portare piogge e mareggiate pericolose alle isole caraibiche.




La Depressione Tropicale “Nine” si dirige verso gli Stati Uniti

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271150 5day cone no line and windIl National Hurricane Center (NHC) di Miami ha emesso un avviso intermedio riguardante la Depressione Tropicale Nine, localizzata questa mattina alle 8:00 (ora della costa Est USA) a circa 22.0°N di latitudine e 75.9°W di longitudine, nei pressi delle Bahamas meridionali.

Al momento, i venti massimi sostenuti raggiungono le 35 miglia orarie (56 km/h), mentre il sistema si muove verso nord-ovest a 7 mph (11 km/h). Secondo gli esperti del NHC, nelle prossime 24-48 ore il ciclone potrebbe rafforzarsi gradualmente fino a raggiungere lo stadio di tempesta tropicale e successivamente di uragano nel suo tragitto verso la Florida.

La traiettoria prevista

Il cono di previsione pubblicato dal NHC mostra che la Depressione “Nine” dovrebbe attraversare le Bahamas e raggiungere la costa della Florida tra domenica e lunedì.

  • Domenica 28 settembre: previsto un impatto diretto sulle Bahamas con venti da tempesta tropicale.
  • Lunedì 29 settembre: il centro del sistema dovrebbe trovarsi in prossimità della costa orientale della Florida.
  • Da martedì 30 settembre a giovedì 2 ottobre: il ciclone, probabilmente già uragano, dovrebbe risalire lungo la costa sud-orientale degli Stati Uniti, interessando Georgia e Carolina del Sud.

Rischi e allerte

  • Piogge intense: accumuli significativi sono attesi sulle Bahamas e sulla Florida, con possibili inondazioni improvvise.
  • Venti forti: la forza dei venti aumenterà progressivamente; già oggi sono attese condizioni da tempesta tropicale nelle zone più vicine al centro del sistema.
  • Mareggiate: le aree costiere di Bahamas e Florida orientale devono prepararsi a onde alte e pericolose correnti di risacca.

Le autorità locali hanno già emesso allerta tempesta tropicale per alcune zone delle Bahamas e invitano i residenti della Florida a monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Gli esperti sottolineano che la “Nine” ha un alto potenziale di intensificazione una volta raggiunte le acque più calde dell’Atlantico occidentale. Se il trend verrà confermato, entro l’inizio della prossima settimana il sistema potrebbe trasformarsi in un uragano di categoria 1 o 2, con venti superiori ai 120 km/h.

Il NHC ricorda che condizioni pericolose possono verificarsi anche al di fuori del cono di previsione e invita le popolazioni interessate a predisporre piani di emergenza.

 




Il Ministro Tajani alla 80^ Assemblea Generale delle Nazioni Unite

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onu imagesIl Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, è a New York da oggi al 25 settembre per partecipare, accompagnando il Presidente del Consiglio dei Ministri, alla settimana di Alto Livello della 80ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA). Il tema di quest’anno per il dibattito generale – “Meglio insieme: 80 anni e oltre per la pace, lo sviluppo e i diritti umani” – darà ai leader mondiali l’opportunità di riflettere sui risultati ottenuti e sulle prospettive del multilateralismo nell’anno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario dell’Organizzazione. Particolare attenzione sarà dedicata alle principali crisi internazionali e al coordinamento con i partner coinvolti. Nella giornata di oggi, lunedì 22, il Ministro Tajani parteciperà alla Conferenza di Alto Livello sulla Soluzione a Due Stati, convocata da Francia e Arabia Saudita, e alla Ministeriale Esteri informale G7, convocata dalla presidenza di turno canadese. La giornata di martedì sarà dedicata a Gaza, all’Ucraina e al continente africano. Sui primi due temi il Consiglio di Sicurezza terrà due specifici dibattiti.

“Ribadirò il sostegno italiano al processo per il riconoscimento del futuro Stato palestinese, una volta che esso sarà stato costituito, con la riunificazione di Gaza e Cisgiordania. Uno Stato palestinese libero da Hamas, come sancito dalla Risoluzione ONU co-sponsorizzata dall’Italia adottata il 12 settembre scorso. Ricorderò anche il nostro impegno per la popolazione civile attraverso l’iniziativa Food For Gaza, con nuove evacuazioni sanitarie previste nelle prossime settimane. Riaffermeremo anche la nostra contrarietà all’occupazione di Gaza e della Cisgiordania, che mettono a rischio la realizzazione della Soluzione a Due Stati, e all’offensiva di terra lanciata da Israele per i suoi rischi sulla popolazione civile” ha dichiarato il Ministro Tajani. “Sull’Ucraina, discuteremo con i partner di come aumentare la pressione sulla Russia per spingerla a tornare al tavolo negoziale, ribadendo il nostro sostegno per una pace giusta e duratura con adeguate garanzie di sicurezza per Kiev e per l’Europa come quelle proposte dall’Italia sul modello dell’art. 5 NATO”, ha indicato Tajani. Sull’Africa, la missione a New York consentirà al Ministro di riaffermare l’impegno italiano per la stabilità, lo sviluppo e la prosperità del continente africano in numerosi incontri bilaterali con i partner africani. Il Ministro aprirà inoltre i lavori dell’evento italiano organizzato da Sant’Egidio, alla presenza del Presidente della Repubblica Centrafricana Faustin-Archange Touadéra. Nella giornata di mercoledì, il titolare della Farnesina presidierà la riunione dei Ministri degli Esteri dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia) insieme al Gruppo “Amici dei Balcani Occidentali” (Austria, Croazia, Cechia, Grecia, Slovacchia e Slovenia), nel solco del consolidato impegno italiano per rafforzare il partenariato con i partner regionali. Alla riunione sarà presente anche la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, al fine di promuovere una sempre più alta attenzione sul processo di integrazione europea della Regione da parte delle istituzioni europee. Tajani avrà anche una serie di incontri bilaterali per discutere del rafforzamento delle relazioni bilaterali e confrontarsi sulle crisi più urgenti. La missione all’UNGA si concluderà con una tappa in Consolato per incontrare le imprese italiane e gli esponenti locali della comunità italiana e italo-americana. La circoscrizione di New York comprende circa 300 aziende italiane e 110.000 connazionali.(Inform)




Odoguardi e l’impegno del MAIE per la promozione della cultura italiana nel mondo

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odoguardi italianoLa Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, giunta quest’anno alla sua XXV edizione, si terrà dal 13 al 19 ottobre e avrà come tema “Italofonia: lingua oltre i confini”.

Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, l’iniziativa celebra – nell’anno della prima Conferenza internazionale dell’Italofonia e in continuità con la quinta edizione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo – lo spazio linguistico, culturale e sociale dell’italiano, immaginando una comunità globale unita dalla passione per la nostra lingua e dal legame con l’Italia.

Grazie al lavoro della rete diplomatico-consolare italiana e alla collaborazione con gli enti promotori della lingua, la Settimana offrirà in tutto il mondo un calendario ricco di appuntamenti ed eventi culturali.

Come MAIE conosciamo bene il valore della lingua e della cultura italiane all’estero. Non a caso, durante la presenza del MAIE al governo, abbiamo contribuito a stanziare la cifra record di 50 milioni di euro a sostegno della diffusione dell’italiano nel mondo.

“La nostra cultura è il nostro tesoro, la lingua italiana la nostra identità: è ciò che ci contraddistingue nel mondo più di ogni altra cosa”. Così dichiarava l’allora Sottosegretario agli Esteri, il presidente del MAIE Ricardo Merlo. Parole che condividiamo pienamente e che rappresentano la nostra linea guida.

Siamo convinti che l’Italia sia, prima di tutto, una grande potenza culturale. Per questo, come Movimento Associativo Italiani all’Estero, continuiamo a impegnarci perché la nostra lingua sia sempre più protagonista nel mondo: con iniziative culturali sui territori, sostenendo chi promuove l’italiano all’estero e lavorando in Parlamento per garantire le risorse necessarie a rafforzarne la diffusione, anche attraverso il sostegno agli enti gestori.

In occasione del mio prossimo tour negli Stati Uniti, previsto proprio nei giorni della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, incontrerò rappresentanti delle istituzioni locali per discutere anche del tema del sostegno alla cultura e alla lingua italiana all’estero. Sarà l’occasione per ribadire l’impegno del MAIE a favore di chi, ogni giorno, tiene alta la bandiera della nostra identità culturale oltre confine”.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente mondiale del MAIE




Uragani. Una nuova minaccia si profila in Atlantico

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huraUna nuova minaccia per le coste americane si sta profilando in Atlantico. Si tratta di una perturbazione, partita come sempre al largo delle coste africane di Capo Verde, e che si sta dirigendo verso il continente americano.

Stando alle proiezioni ha il 50% di possibilitá di svilupparsi in tormenta tropicale nei prossimi sette giorni e si dirige verso ovest nord ovest.




Il giudice Kavanaugh sorride a Trump: lo scontro con la collega Sotomayor sui diritti dei latinos

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imagesNel 2023 la Corte Suprema americana eliminò i programmi di “affirmative action” che misero fine alla leggera preferenza che le università concedevano all’ammissione di studenti di gruppi minoritari. I criteri di ammissione non si basavano solo sull’appartenenza a una certa etnia o gruppo razziale ma questi fattori erano anche considerati per cercare di correggere squilibri storici e favorire gruppi svantaggiati. La Corte Suprema decise che l’affirmative action violava i diritti degli studenti bianchi perché non rispettava il Quattordicesimo Emendamento della Costituzione.

Adesso la Corte Suprema ha assestato un altro colpo ai gruppi minoritari decretando che l’amministrazione Trump può continuare le retate di migranti usando i sospetti di razza, etnia, o lingua per le detenzioni che avvengono a Los Angeles. La decisione della Corte Suprema era stata causata da una denuncia della ACLU, American Civil Liberties Union, la quale sosteneva che le retate indiscriminate violano il Quarto Emendamento della Costituzione. Questo emendamento garantisce agli americani il diritto da perquisizioni irragionevoli, garantendo il diritto alla sicurezza personale e dei propri beni. L’articolo non menziona che il colore della pelle, l’etnia, la lingua parlata possono essere esclusi da questi diritti. La Corte del Distretto Centrale della California aveva dato ragione alla ACLU sospendendo le retate. La decisione di emergenza della Corte Suprema però, con un voto di 6-3, ha deciso infatti che queste caratteristiche possono rappresentare sospetti ragionevoli per detenere individui potenzialmente senza diritto di essere negli Usa legalmente. La decisione non è finale ma permette temporaneamente la continuazione delle retate indiscriminate condotte dall’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia incaricata dell’immigrazione e il controllo delle frontiere, fin quando il percorso legale delle Corti Inferiori abbiano concluso il loro iter.

Scrivendo per la maggioranza il giudice Brett Kavanaugh, uno dei tre togati alla Corte Suprema nominati da Trump, ha descritto le azioni dell’Ice a Los Angeles come “brevi fermi investigativi”. Gli individui fermati, secondo Kavanaugh, saranno rimessi in libertà in pochissimo tempo. Difficile capire in quale pianeta vive il giudice Kavanaugh. I media negli ultimi mesi ci hanno informato con video e rapporti che le retate condotte dall’Ice sono spesso brutali. Gli agenti, a differenza di altre forze dell’ordine, si coprono il volto con maschere, dando una chiara impressione di sequestrare persone da strade, posti di lavoro, scuole, ristoranti, e persino appena usciti da aule di tribunali dove si recano per sbrigare pratiche di immigrazione. Difficile credere che Kavanaugh non sia al corrente. Impossibile credere le sue parole specialmente quando la stessa Corte Suprema con un voto di 9-0, incluso quello di Kavanaugh, alcuni mesi fa decise che il migrante Kilmar Abrego Garcia del Guatemala era stato deportato illegalmente a El Salvador. La Corte Suprema decise che l’amministrazione doveva facilitare il suo ritorno dalle orribili carceri perché era stato deportato illegalmente. Dopo tre mesi Abrego Garcia è stato riportato negli Usa dove però continua il suo calvario con altre accuse del governo. Numerosi altri casi di individui abusati e deportati sono emersi negli ultimi mesi e in alcune situazioni sono stati minacciati di deportazione in Paesi africani dove questi individui non hanno nessun legame.

Ma al di là della superficiale giustificazione di Kavanaugh sta di fatto che detenere individui per il semplice fatto di parlare spagnolo, di fare lavori manuali, per il colore della loro pelle dovrebbe essere platealmente illegale non solo come principio ma anche perché queste retate spesso includono cittadini americani. Se alcuni di questi individui non hanno documenti legali in tasca che in America non sono necessari eccetto in casi specifici, vengono detenuti. Il censimento ci informa che negli Usa 65 milioni di americani sono classificati come Latinos che potrebbero essere detenuti. E non si tratta solo di Latinos. Anche altri individui di colore di diverse parti del mondo possono essere facilmente sospettati e detenuti. La maggioranza dei 200 mila migranti deportati durante il secondo mandato di Trump sono di origini ispaniche ma altri migranti cinesi, indiani e africani sono stati espulsi.

Non sorprende dunque il dissenso della giudice liberal Sonia Sotomayor la quale ha scritto che non dovremmo “vivere in un Paese in cui il governo può sequestrare chiunque abbia un aspetto latino, parli spagnolo e sembri svolgere un lavoro sottopagato”. La giudice Sotomayor ha ribadito l’importanza di rispettare le “libertà costituzionali” invece di buttarle via.

“Non si tratta di far rispettare le leggi sull’immigrazione, ma di prendere di mira i latinoamericani e chiunque non assomigli o non parli come l’idea di americano di Stephen Miller, compresi cittadini e bambini statunitensi, per danneggiare deliberatamente le famiglie e le piccole imprese della California”. Questa la reazione di Gavin Newsom, il governatore della California, che negli ultimi mesi è divenuto una delle poche voci che contrasta le azioni autoritarie di Trump. Più dura e non imprecisa la reazione di George Galvis, direttore esecutivo delle Communities United for Restorative Youth Justice (CURYJ), un’associazione dedicata a proteggere politiche che criminalizzano i giovani. In un’intervista a Anita Chabria del Los Angeles Times, Galvis ha dichiarato che si tratta veramente di subordinazione razziale….. che promuove la supremazia dei bianchi”.

 

 

 

 

 




Il MAIE non si ferma: insieme agli italiani di Irapuato

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maie irapuato messicoI​l presidente del Comites Messico Giovanni Buzzurro e il vicepresidente Antonio Mariniello hanno partecipato alla Festa dei Discendenti Italiani di Irapuato, nello Stato di Guanajuato.

Sabato 6 settembre 2025, nella suggestiva cornice della Hacienda Arandas (1650), si è svolta la Festa dei Discendenti Italiani di Irapuato, nello Stato di Guanajuato. All’evento hanno preso parte oltre 200 connazionali e discendenti italiani, provenienti anche dagli stati confinanti come Michoacán e Stato del Messico.

A rappresentare le istituzioni italiane in Messico erano presenti il presidente del Comites Messico Giovanni Buzzurro, anche Coordinatore MAIE per il Messico, e il vicepresidente Antonio Mariniello, Coordinatore MAIE per il Distretto Federale.

L’incontro, curato con passione dagli organizzatori Edgar Zanella e Miguel Ángel Zanella, ha previsto momenti istituzionali e conviviali. Il venerdì, la delegazione è stata accolta dalle autorità locali al palazzo municipale, con visita guidata al centro storico e al murales di Salvador Almaraz, per poi cenare presso il ristorante El Jardín della discendente Lorena Zenni.

img 20250908 wa0008Il giorno successivo, alla Hacienda, si sono svolti i festeggiamenti con il passaggio di presidenza dell’associazione da Miguel Ángel Zanella León Virginia Lorenzzini Spezzia (“Yoni”).

Nel suo discorso, Giovanni Buzzurro ha ricordato l’importanza di questi eventi come strumenti di coesione comunitaria e di orgoglio identitario:

“Essere italiani significa appartenere a una storia millenaria, patria del Rinascimento, dell’arte, della scienza e della dieta mediterranea. Dobbiamo sentirci orgogliosi ogni giorno delle nostre origini.”

Antonio Mariniello ha invece sottolineato i valori tipici degli italiani:

“Famiglie unite, ospitalità e affetto: sono questi i tratti che contraddistinguono la nostra comunità, sempre pronta ad accogliere anche chi incontra per la prima volta.”

img 20250908 wa0007La serata, ospitata da Arturo Costantini, gestore della Hacienda, si è confermata un momento di festa, cultura e italianità. Come ha sottolineato Edgar Zanella, “questa comunità, che prima del 2023 non si era mai ritrovata in modo così compatto, oggi è felice di incontrarsi e collaborare.”

A nome della dirigenza del MAIE, il Vicepresidente On. Comm. Vincenzo Odoguardi ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto in Messico dai due coordinatori Buzzurro e Mariniello:

“Il loro impegno, la loro presenza costante e la capacità di fare rete sono la dimostrazione concreta di cosa significhi essere sempre al fianco degli italiani nel mondo. Il Messico è un esempio virtuoso di comunità viva e orgogliosa delle proprie radici.”

Buzzurro ha concluso annunciando con entusiasmo la sua presenza alla quarta edizione della festa: un appuntamento ormai immancabile per rafforzare i legami con la comunità italo-discendente di Irapuato.




Washington: l’ambasciatore Peronaci presenta le credenziali al presidente Trump

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peronaci esternoMarco Peronaci, il nuovo ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, è stato ricevuto il 5 settembre alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a cui ha presentato le Lettere Credenziali.
“La calorosa accoglienza che mi ha riservato il presidente Trump e la rapidità con cui mi ha consentito di presente le lettere credenziali, a soli pochi giorni dal mio arrivo a Washington, sono la migliore dimostrazione della forza e della vitalità delle relazioni tra Italia e Stati Uniti”, ha commentato l’ambasciatore.
Nel suo incontro con il capo dello Stato americano, l’ambasciatore Peronaci ha trasmesso i calorosi saluti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, auspicando di contribuire a rafforzare ulteriormente la straordinaria amicizia tra i due Paesi.
“Le parole di sincera amicizia per l’Italia e di profonda stima verso la presidente del Consiglio Meloni ci permettono di guardare al futuro dei rapporti tra Roma e Washington con grande fiducia”, ha aggiunto.
La proficua collaborazione sui molti dossier dell’attualità internazionale offre prospettive di sviluppo dei rapporti bilaterali particolarmente positive, anche grazie all’intenso dialogo e ai continui contatti tra il vice presidente e ministro degli Affari Esteri Tajani e il segretario di Stato Rubio. (aise)




USA: Il nuovo ambasciatore Peronaci a Washington presenta il suo fitto programma

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img 5352Il nuovo ambasciatore italiano negli USA, Marco Peronaci, subentrato a Mariangela Zappia, ha fatto il suo debutto a Washington DC con un ampio programma di lavoro e un occhio attento al dialogo con gli italiani presenti negli States.

“È con emozione e onore che assumo l’incarico di Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America. Ringrazio il Presidente della Repubblica e il Governo italiano per la fiducia. Mi impegnerò con tutto me stesso nelle mie nuove funzioni nell’interesse della nostra amata Italia”, ha esordito il nuovo Ambasciatore italiano a Washington, nel suo primo videomessaggio indirizzato alla comunità dopo aver assunto le sue funzioni da capo missione negli USA.
Politica estera, rapporti commerciali, il ruolo della collettività, dei ricercatori italiani e gli scambi culturali sono stati i temi toccati dal diplomatico che già la prossima settimana sarà in Texas per la sua prima visita ufficiale lontano da Washington.
“Arrivo a Washington in una fase eccezionalmente positiva dei rapporti bilaterali”, ha rilevato Peronaci. “Con la Dichiarazione congiunta adottata dal Presidente del Consiglio Meloni e dal Presidente Trump lo scorso aprile, è stato tracciato un percorso ambizioso e concreto per approfondire l’alleanza strategica tra i nostri Paesi. Roma e Washington lavorano fianco a fianco per la pace, la stabilità e la prosperità, unite da un patrimonio di valori e interessi condivisi e da una lunga storia di incontri e feconde relazioni. Un dialogo costante, scandito anche dai frequenti contatti del Vice Presidente del Consiglio Tajani con il Segretario di Stato Rubio, a testimonianza della profonda sintonia transatlantica”.
Sul fronte economico, Peronaci ha evidenziato che “gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale dell’Italia fuori dall’Europa. L’interscambio nel 2024 ha raggiunto la cifra record di circa 140 miliardi di dollari: una solida base su cui continuare a costruire. Accanto ai settori tradizionali del Made in Italy quali l’automotive, le eccellenze della cucina e del vino italiane [prosecco, prosciutto e parmigiano], la moda e il design, lavorerò per ampliare la collaborazione bilaterale alle aree a più alto contenuto di innovazione e valore aggiunto. Penso ad esempio allo spazio, dove collaboriamo con le più importanti aziende americane e con la NASA per garantire la nostra presenza nelle orbite basse, sulla Luna e su Marte, o alle tecnologie legate alle nuove energie come la fusione nucleare. L’Italia e il suo sistema delle imprese sono attori cruciali dell’economia americana: gli investimenti italiani ammontano a circa 43 miliardi di dollari, con 6.000 aziende a partecipazione italiana che danno lavoro a quasi 300.000 persone, anche in settori tecnologici di punta”.
Ed ha aggiunto: “Nel corso della mia missione intendo dedicare una forte attenzione al dialogo con i connazionali. Ai moltissimi italiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti rendendoci orgogliosi voglio confermare che l’Ambasciata, la rete consolare e tutto il Sistema Italia che qui opera sono al vostro fianco. Rivolgo un caloroso saluto alla numerosa comunità italo-americana, un ponte fondamentale tra i due Paesi. So di poter contare sul calore e l’affetto degli amici americani, che riflettono il rapporto così speciale che esiste tra Italia e Stati Uniti. Per molti americani, l’Italia è luogo iconico di arte e bellezza. Sono oltre quattro milioni i turisti americani che ogni anno vengono in visita nel nostro Paese. Ma per moltissimi giovani è anche un centro d’istruzione d’avanguardia: l’Italia è da anni la prima destinazione degli americani che decidono di studiare all’estero”.
Gli Stati Uniti, ha aggiunto l’amb. Peronaci, “ospitano anche una delle più significative comunità di ricercatori italiani, oltre 15.000, che con il loro impegno quotidiano contribuiscono allo sviluppo scientifico e tecnologico dei nostri Paesi, dalle scienze di base fino a settori di punta come l’intelligenza artificiale, il bio-medicale, le tecnologie quantistiche e lo spazio. Italia e Stati Uniti affondano le proprie radici negli stessi valori. L’intreccio di vicende storiche e umane ha comportato una commistione nelle arti, nella musica, nel cinema che ha prodotto risultati profondi e formidabili. Dall’architettura della capitale americana, con il Campidoglio, all’impronta che la società americana ha dato al grande cinema italiano, sono innumerevoli le influenze reciproche fra i nostri Paesi e culture”.
“L’arte contemporanea si è sviluppata proprio grazie a questi contatti”, ha rilevato ancora l’amb. Peronaci. “Una vicenda esemplificativa è quella di Fortunato Depero, artista che dall’Italia del futurismo è approdato a New York, dove si è mescolato con le avanguardie americane per poi rientrare nei luoghi di origine. Proprio alla figura di Depero è dedicata una mostra che apriremo il 9 settembre qui in Ambasciata, a fianco di tante altre importanti iniziative di diplomazia culturale che realizzeremo grazie alla rete consolare e agli Istituti di Cultura”.
L’Ambasciatore ha poi anticipato che la sua prima visita fuori da Washington “sarà già la prossima settimana in Texas, dove inaugurerò l’esposizione di statue dell’Antica Roma della Collezione Torlonia, a Fort Worth. Il valore delle nostre radici da un lato, e la ricerca artistica contemporanea dall’altro saranno i due poli attorno ai quali si articolerà il nostro impegno per raccontare l’Italia negli Stati Uniti”.
Il 2026, ha aggiunto, “sarà ricco di appuntamenti importanti, a partire dalle celebrazioni del 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza americana. Senza dimenticare le molte opportunità offerte dalla diplomazia dello sport, dai Mondiali di Calcio negli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, due anni prima di quelle di Los Angeles nel 2028. Guardiamo al futuro con fiducia ed energia: insieme sapremo cogliere le nuove opportunità che nascono dai profondi cambiamenti in corso. Il Presidente del Consiglio Meloni ha di recente osservato che l’Italia e gli Stati Uniti sono “nazioni sorelle”.
“È con questo spirito”, ha concluso l’amb. Peronaci, “che comincio oggi a lavorare, certo di poter contare sul sostegno di tutti voi per sviluppare in modo ottimale il potenziale delle nostre relazioni”.
da Il Giornale Diplomatico