L’uragano Lorena verso la Bassa California

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031155 5day cone no line and windMentre in Atlantico continua la  vigilanza sull’evoluzione della onda tropicale che attraverso l’oceano si sta dirigendo verso le acque dei Caraibi e del Nord America, dall’altra parte del continente americano una minaccia concreta è quella dell’uragano Lorena che tra domani e venerdì interesserà le coste della Bassa California.

Attualmente i suoi venti massimi soffiano a 120 km all’ora ma si prevede che nelle prossime ore Lorena perderá forza trasformandosi in una pur pericolosa tormenta tropicale toccando terra.




Uragani: una nuova minaccia sta percorrendo l’Atlantico

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capturaUna nuova minaccia sta percorrendo l’Atlantico e si dirige verso il continente americano. Si tratta di una depressione che, secondo gli esperti del Centro Uragani di Miami, non ha, al momento, la possibilità di trasformarsi in tormenta tropicale ma che comunque va seguita con attenzione.

La depressione sta viaggiando verso nord nord ovest e tra qualche giorno sapremo se potrà costituire un pericolo oppure no.

Nell’area delPacifico al momento non ci sono minacce.

Il mese di settembre, come è noto, è il periodo più pericoloso per la formazione degli uragani. Di solito il momento più critico arriva dopo la metà del mese.




Trump schiera la Guardia Nazionale a Washington D.C. Un’emergenza fasulla?

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1536x864 cmsv2 523eef71 be53 5524 bdc4 5ccbcdf6bac9 9421276La nostra capitale è stata invasa da bande violente e criminali assetate di sangue, folle vaganti di giovani selvaggi, maniaci drogati e senzatetto”. Così il presidente Donald Trump mentre cercava di giustificare il bisogno di schierare la Guardia Nazionale a Washington D.C. Come spesso fa, il presidente Usa annuncia emergenze per giustificare azioni che fanno pensare a un regime autoritario. Tutti i problemi vanno risolti con la forza e secondo l’attuale inquilino della Casa Bianca bisogna agire con la mano dura per mostrare anche la sua potenza personale.

Ogni Stato americano ha la propria Guardia Nazionale sotto il comando del governatore. L’uso di questi riservisti si concentra su emergenze naturali come inondazioni, uragani, e in pochi casi anche per mantenere la pace in casi di manifestazioni che non possono essere gestite dalla polizia locale. Washington D.C. non è uno Stato come forse meriterebbe di essere ma i suoi 700 mila residenti sono serviti dal sindaco, rimanendo però sotto il controllo del Congresso e la Guardia Nazionale sotto il comando del presidente. Trump ne sa qualcosa nel bene e nel male. Durante il suo primo mandato lui usò la Guardia Nazionale per rispondere a manifestazioni principalmente pacifiche durante il periodo caldo dell’uccisione di George Floyd nel maggio del 2020 a Minneapolis nello Stato del Minnesota. A quei tempi Trump era adiratissimo con le autorità del Minnesota per le manifestazioni e chiese all’allora ministro della Difesa Mark Esper se si potesse sparare ai manifestanti.

Il crimine nella capitale statunitense è sceso al punto più basso in 30 anni. Dal 2023 al 2024 il tasso di reati è diminuito del 35 percento. Difficile capire la logica di Trump che sembra essere stato influenzato da qualche attacco che avrà visto riportato dalle notizie. Il presidente Usa ha le sue definizioni di ciò che richiede l’uso della Guardia Nazionale. Durante gli assalti al Campidoglio del 6 gennaio 2021, incitati proprio da Trump, la Guardia Nazionale non fu chiamata per tre ore. Il presidente ha accusato Nancy Pelosi di essere stata responsabile dichiarando falsamente che l’allora speaker controllasse la Guardia Nazionale. Infatti, come lui sapeva e sa bene adesso, il comandante della Guardia nazionale di Washington D. C. è proprio lui, il presidente. Non solo Trump aspettò tre ore permettendo il saccheggio del Campidoglio ma nel primo giorno del suo secondo mandato ha concesso la grazia a tutti coloro che erano stati condannati per l’insurrezione del 6 gennaio. Per Trump non erano criminali ma “patrioti” perché dopotutto erano lì per bloccare la certificazione del suo avversario, Joe Biden, il vincitore dell’elezione del 2020.

Se Trump da presidente controlla la Guardia Nazionale di Washington D. C. non copre lo stesso ruolo con quelle dei cinquanta Stati che sono sotto il comando dei rispettivi governatori. Ma anche qui Trump è riuscito a fabbricare un’emergenza a Los Angeles, prendendo il comando della Guardia Nazionale della California. Il governatore Gavin Newsom ha protestato, denunciando Trump, e vincendo nella prima causa. Poi la Corte di Appello favorì Trump e 5000 agenti rimasero a Los Angeles per difendere gli agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) come pure le strutture federali. Per dare manforte alla Guardia Nazionale Trump inviò anche 700 Marines, senza considerare che questi soldati non hanno addestramento per mantenere l’ordine pubblico come lo sono gli agenti della polizia locale e statale. La presenza della Guardia Nazionale e dei Marines colora la situazione di emergenza come se gli Stati Uniti fossero invasi da nemici stranieri. L’uso dell’esercito sembra essere favorito da Trump anche all’estero per risolvere il problema della droga. Il New York Times ha riportato recentemente che Trump ha firmato una direttiva che autorizzerebbe l’uso di forze militari americane in America Latina per spazzare via i cartelli di droga.

“Abbiamo altre città che sono in pessimo stato. Non perderemo le nostre città”, ha continuato Trump durante il suo annuncio di dispiegare la Guardia Nazionale a Washington D. C. Il presidente Usa ha specificamente nominato Los Angeles, Baltimora, Oakland, New York e Chicago, che guarda caso, sono tutte governate dai democratici. L’uso della Guardia Nazionale a Washington D.C., a Los Angeles, e potenzialmente in altre città dovrebbe rivelare la forza di un presidente. In realtà si tratta di distrarre dai problemi del Paese. I più recenti sondaggi ce lo confermano. Secondo il New York Times la media dei sondaggi ci rivela che il 52 percento degli americani disapprova l’operato di Trump e il 44 percento approva. Ma vi sono altre nubi: gli americani non si fidano di Trump (53 % vs. 31%).




In arrivo Erin, un fortissimo uragano

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111444 5day cone no line and windNelle acque dell’Atlantico sta prendendo forza, Erin, attualmente tormenta tropicale che, secondo gli esperti, si trasformerà nei prossimi giorni in un potentissimo uragano.

Attualmente è ancora lontano e si sta dirigendo verso ovest. Mercoledì prenderà forza di uragano per aumentare via via di intensità fino ad essere “devastante” nella giornata di sabato quando ancora sarà in acque oceaniche. La tendenza lo porterebbe a interessare le coste degli Stati Uniti.

Gli esperti del Centro Uragani di Miami lo stanno monitorando e ne seguono la traiettoria emettendo costantemente un aggiornamento dei loro bollettini.




Vertice Trump-Putin a Ferragosto in Alaska, Zelensky: “Senza Kiev qualsiasi accordo non sarà di pace”

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trump putin 1024x576Niente Colosseo o Fori imperiali, il faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin avrà come scenografia le vette innevate e i ghiacciai dell’Alaska. Lo annuncia, con tanto di data, lo stesso presidente Usa dal ‘suo’ Truth Social: “L’attesissimo incontro tra me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, e il presidente russo Vladimir Putin, avrà luogo venerdì prossimo, 15 agosto 2025, nel Grande Stato dell’Alaska. Ulteriori dettagli seguiranno”. Così il post apparso in serata ieri, venerdì 8 agosto, a una settimana esatta dall’incontro programmato.

IL RITORNO DI PUTIN NEGLI STATES DOPO 10 ANNI

L’annuncio di Trump, ricorda la Cnn, arriva nel giorno fissato come termine ultimo per Putin” per concludere la pace”, altrimenti sarebbe piovuta- questa la minaccia del Tycoon- una severa punizione economica. L’incontro è oltretutto un punto di svolta nei rapporti tra i due Paesi, il presidente russo non torna negli Stati Uniti dal 2015-ben dieci anni- e non incontra Trump dal 2018.

TRUMP: “NELL’ACCORDO SCAMBI DI TERRITORI”

Il post ‘ufficiale’ di Trump è arrivato dopo che aveva anticipato, in mattinata, nell’incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, quali possano essere i termini di un potenziale accordo di pace per porre fine alla guerra in Ucraina: l’accordo infatti, ha detto il presidente, potrebbe includere “alcuni scambi di territori a vantaggio sia dell’Ucraina che della Russia”. “Il territorio è conteso da tre anni e mezzo- ha aggiunto Trump- Molti russi sono morti, molti ucraini sono morti, quindi stiamo valutando la situazione. Stiamo cercando di recuperarne alcuni e di scambiarne altri. È complicato, in realtà non è affatto facile. Ne recupereremo alcuni, ne scambieremo altri”.

LA CONFERMA DAL CREMLINO: “L’ALASKA SOLUZIONE LOGICA”

Dal Cremlino è arrivata la confermato del vertice in Alaska tra il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo statunitense Donald Trump. La scelta della location, lo Stato più grande della Federazione a stelle e strisce, è stata definita da Mosca come “abbastanza logica”. “La Russia e gli Stati Uniti sono vicini, confinanti”, ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere e assistente del Cremlino. “Sembra abbastanza logico che la nostra delegazione debba semplicemente volare attraverso lo Stretto di Bering e che un vertice così importante e atteso tra i leader dei due Paesi si tenga in Alaska”.

TRUMP GIÀ INVITATO AD UN SUCCESSIVO INCONTRO IN RUSSIA

Non solo, la visita in territorio americano, lascia aspettative su un successivo incontro in territorio russo, per la necessaria reciprocità diplomatica. E sarebbe il senso dell’intervento dello stesso Ushakov, riportato dall’agenzia Interfax: “Il Cremlino- sostiene infatti il leader russo- si aspetta che, dopo l’Alaska, il successivo incontro tra i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump si svolga in territorio russo”. E l’invito sarebbe già stato fatto al presidente degli Stati Uniti.

L’ESCLUSO ZELENSKY: “SENZA UCRAINA QUALUNQUE ACCORDO NON PORTERÀ LA PACE”

La notizia del faccia a faccia tra Trump e Putin è stato accolto freddamente dalla controparte ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky infatti non è incluso tra gli ‘invitati’, sebbene il destino del suo Paese sia proprio l’oggetto dell’incontro. Così affida parole di scetticismo sui social: “L’Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare la pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che non coinvolga l’Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace”, tuona. “Non porterà a nulla. Sono decisioni nate morte. Sono decisioni impraticabili- va avanti- E tutti abbiamo bisogno di una pace vera e autentica. Una pace che la gente rispetti”.

“GLI UCRAINI NON REGALERANNO TERRA ALL’OCCUPANTE”

Un altro messaggio in cui mette in chiaro i suoi paletti lo affida poi a Telegram: “Gli ucraini difendono ciò che è loro. Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell’Ucraina. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all’occupante”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




La tormenta tropicale Ivo verso la costa del Messico

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080843 5day cone no line and windIvo si sta muovendo verso ovest-nordovest a circa 21 mph (33 km/h). Sabato si prevede una diminuzione della velocità di avanzamento e una virata verso ovest, e questo movimento dovrebbe proseguire fino al fine settimana.
Secondo le previsioni, si prevede che Ivo passi ben a sud della penisola della Bassa California.

I venti massimi sostenuti sono prossimi a 60 mph (95 km/h) con raffiche più intense. Si prevede un rafforzamento per il giorno successivo o giù di lì, e Ivo potrebbe trasformarsi in un uragano nel corso della giornata o in questa notte. L’indebolimento dovrebbe iniziare nel fine settimana.

I venti da tempesta tropicale si estendono verso l’esterno fino a 45 miglia (75 km) dal centro.

Le onde generate da Ivo continueranno a colpire la costa sud-occidentale del Messico per circa un giorno e si prevede che raggiungeranno la parte meridionale della penisola della Bassa California nel corso della giornata. È probabile che  provochino condizioni di risacca e correnti di risacca pericolose per la vita. .




Trump-Putin: “Vertice nei prossimi giorni. Trilaterale con Zelensky? Solo un’ipotesi”

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imagoeconomica 1271025 1024x683Il presidente Usa, Donald Trump, e l’omologo russo, Vladimir Putin, sono pronti a incontrarsi per tentare di porre fine alla guerra in Ucraina. L’inquilino della Casa Bianca ieri sera ha detto che ci sono “ottime prospettive” di tenere un vertice con Mosca. E questa mattina è arrivata la conferma del Cremlino, che ha parlato di un incontro tra i leader “nei prossimi giorni”.

IL CREMLINO AVVIA I PREPARATIVI PER IL VERTICE

“Su suggerimento della parte americana, è stato sostanzialmente raggiunto un accordo per tenere un incontro bilaterale al massimo livello nei prossimi giorni, ovvero un incontro tra il presidente Putin e Donald Trump”, ha dichiarato poco fa il consigliere del Cremlino, Yuri Ushakov, alla tv russa, aggiungendo che “stiamo ora avviando preparativi concreti insieme ai nostri colleghi americani”. Non è ancora chiaro dove si terrà il vertice.

L’OTTIMISMO DI TRUMP

Trump ieri sera, rispondendo a domanda, nello Studio Ovale, sulle possibilità di un incontro a breve termine con Putin, aveva detto: “abbiamo avuto degli ottimi colloqui con il presidente Putin oggi, e ci sono ottime probabilità che potremmo arrivare alla fine della strada. Quella strada è stata lunga e continua a esserlo ma ci sono buone probabilità che ci sarà un incontro molto presto”

INCONTRO PRODUTTIVO A MOSCA TRA WITKOFF E PUTIN

I commenti di Trump sono seguiti a un incontro a Mosca tra Putin e l’inviato statunitense, Steve Witkoff, che il presidente Usa ha definito, su Truth Social, “altamente produttivo”. “Sono stati fatti grandi progressi! E ho aggiornato alcuni dei nostri alleati europei. Tutti concordano che questa guerra deve finire e lavoreremo per questo nei giorni e nelle settimane a venire”.

CASA BIANCA, MOSCA HA CHIESTO DI INCONTRARE TRUMP

Un incontro faccia a faccia del genere sarebbe il primo tra un presidente statunitense e il capo del Cremlino da quando Joe Biden incontrò Putin a Ginevra a giugno 2021, circa otto mesi prima che la Russia lanciasse il primo attacco contro l’Ucraina. Putin e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, invece, non si incontrano da dicembre 2019. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato ieri sera che “i russi hanno espresso il desiderio di incontrare il presidente Trump, e il presidente è disponibile a incontrare sia il presidente Putin che il presidente Zelensky”.

ZELENSKY, RUSSIA PIU’ INCLINE A CESSATE IL FUOCO

Il presidente ucraino ha espresso un cauto ottimismo sui progressi nei negoziati di pace, citando i segnali di un potenziale cambiamento nella posizione della Russia sulla guerra in Ucraina dopo i colloqui tra Putin e Witkoff. “La Russia ora sembra essere più incline a un cessate il fuoco: la pressione sta funzionando”, ha detto Zelensky nel suo discorso serale, poche ore dopo essere stato informato da Trump sull’esito del colloquio di ieri a Mosca tra il suo inviato e il capo del Cremlino. “La chiave è assicurarsi che non ingannino nessuno nei dettagli, né noi, né gli Stati Uniti”, ha aggiunto Zelensky, parlando dei russi.

SANZIONI SECONDARIE IN ARRIVO PER MOSCA?

Intanto, si avvicina la scadenza (domani) imposta da Trump a Mosca per il raggiungimento di un cessate il fuoco con Kiev ed evitare l’imposizione di sanzioni secondarie, che colpirebbero i Paesi che acquistano petrolio russo con una tariffa del 100%. Non è chiaro se l’amministrazione Trump darà seguito, però, alla sua minaccia di imporre nuove sanzioni contro Mosca. Ieri mattina un funzionario della Casa Bianca aveva dichiarato che le sanzioni secondarie sarebbero state comunque implementate domani. Tuttavia, più tardi ieri su Fox Business, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha affermato che Trump deciderà se imporre le sanzioni secondarie nelle prossime 24-36 ore, aggiungendo che, in seguito all’incontro con Witkoff, gli Usa ora hanno una migliore comprensione delle condizioni in base alle quali la Russia sarebbe stata pronta a porre fine ai combattimenti.

CREMLINO: “NESSUNA DISCUSSIONE SU EVENTUALE TRILATERALE”

“Per quanto riguarda l’opzione di un incontro trilaterale” tra il presidente russo Vladimir Putin e gli omologhi di Usa e Ucraina, Donald Trump e Volodymyr Zelensky “che per qualche motivo è stata menzionata ieri da Washington, questa opzione è stata semplicemente menzionata dal rappresentante americano” Steve Witkoff “durante l’incontro al Cremlino.

Ma non è stata discussa specificamente. Lo ha dichiarato il consigliere del Cremlino, Yuri Ushakov, aggiungendo che “la parte russa ha lasciato questa opzione completamente senza commenti. Proponiamo, innanzitutto, di concentrarci sulla preparazione di un incontro bilaterale con Trump e crediamo che la cosa principale sia che questo incontro sia proficuo e produttivo”.

(Francesca Costantini – francesca.costantini@mfnewswires.it)

Agenzia DIRE – www.dire.it




Sparatoria a Manhattan: un uomo apre il fuoco in un grattacielo e uccide cinque persone

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new york post sparatoria new yorkCamminava per strada con un fucile semiautomatico Ar-15 come se nulla fosse, poi l’entrata nel grattacielo di Park Avenue, e la strage. Così è iniziata la sparatoria, che ieri ha sorpreso Manhattan alle 18.30, nel cuore di New York. A provocarla è stato Shane Tamura, 27 anni, di Las Vegas, che senza essere fermato, è riuscito ad entrare nel palazzo e a fare fuoco. Secondo la Cnn, la prima vittima è stato il poliziotto presente all’ingresso: 36 anni, originario del Bangladesh, sarebbe diventato padre tra un mese. Poi la salita in ascensore fino al 33esimo piano. Qui Tamura avrebbe ucciso altre quattro persone prima di puntare l’arma contro se stesso e uccidersi.

Nel palazzo, sono presenti compagnie molto importanti. Tra queste: Blackstone, una delle compagnie di investimenti più grandi al mondo, il quartier generale della National Football League (NFL), la Deutsche Bank, JP Morgan e il Consolato d’Irlanda. Ancora sconosciuto il reale movente dell’assassino che soffriva di problemi mentali ma un regolare porto d’armi. Accanto alle persone uccise, ci sarebbero anche sei feriti, di cui due in gravi condizioni.

Per la Cnn, stando alla documentazione che aveva con sé Tamura, potrebbe esserci un collegamento tra la Nfl e la patologia di cui soffriva il ragazzo: vale a dire l’encefalopatia traumatica cronica (CTE), malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cervello, causata da ripetuti traumi craunici alla testa. Una condizione riscontrata in moltissimi giocatori della NFL. Ma tutto è ancora da verificare.

Agenzia DIRE-  www.dire.it

 




Negli Stati Uniti il Volto Santo di Manoppello: cerimonia al National Centre Padre Pio di Barto (Pennsylvania)

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facebook negli stati uniti il volto santo di manoppello cerimonia al national centre padre pio di barto pennsylvania immagine15 149x223In Pennsylvania, al National Centre Padre Pio di Barto, si è tenuta la cerimonia di intronizzazione del Volto Santo di Manoppello che sarà così esposto in forma permanente nella chiesa statunitense. La messa è stata celebrata il 15 luglio da monsignor Alfred Schlert, vescovo della diocesi di Allentown e da padre Antonio Gentili, rettore della Basilica di Manoppello volato negli Usa dopo che, nei giorni scorsi, la riproduzione dell’immagine del Volto Santo, era stata benedetta attraverso il contatto con il Sudario di Cristo, reliquia originale su cui è impresso il Volto di Gesù conservata da oltre quattrocento anni dai Frati Cappuccini proprio a Manoppello. Quindi, la reliquia da contatto è stata portata, negli Usa, a Barto per dare vita ad una nuova intronizzazione del Volto Santo nel National Centre for Padre Pio.

Comunicata anche dal sito ufficiale della Arcidiocesi di Philadelphia, la notizia è stata diffusa dalla Diocesi di Allentown, suffraganea della diocesi di San Francisco, attraverso un comunicato in cui si sostiene che Il Volto Santo “è una delle reliquie più venerate della cristianità” e che “secondo la tradizione, questo velo assorbì il primo respiro di Cristo risorto, imprimendo su di sé un’immagine vivida e inspiegabile del suo volto risorto. Gli studiosi moderni hanno confermato che l’immagine corrisponde perfettamente in tutte le sue misure al volto del Cristo morto sulla Sindone di Torino, rafforzandone l’autenticità e l’origine divina”. Un fenomeno, quello delle intronizzazioni del Volto Santo, che si sta diffondendo nel mondo, soprattutto dopo la visita al Santuario di Papa Benedetto XVI. In questo caso, è la prima volta che la motivazione viene collegata a Padre Pio, richiamando un episodio di cui fu testimone padre Domenico da Cese, che assistette alla bilocazione di Padre Pio davanti al Volto Santo all’alba dell’ultimo giorno della sua vita terrena. Da alcuni anni, infatti, sono sempre più frequenti pellegrinaggi, non solo dagli Stati Uniti, con programmi che uniscono Manoppello a San Giovanni Rotondo. “Ho accolto con profonda gioia l’invito proveniente dagli Stati Uniti. A Barto – ha detto Padre Antonio Gentili – ho trovato una comunità viva, accogliente e profondamente radicata nella fede, pronta a ricevere con devozione la reliquia da contatto del Volto Santo. Ringrazio di cuore il vescovo Alfred Schlert per la sua fraterna amicizia e per aver reso possibile questa significativa intronizzazione, che rafforza il legame spirituale tra Manoppello e il popolo americano”. “Con l’intronizzazione del Volto Santo, Manoppello e Barto diventano oggi due comunità sorelle, unite da un profondo legame spirituale e culturale. Ho chiesto a Padre Antonio – ha rimarcato il Sindaco Giorgio De Luca – di portare il nostro saluto a tutti gli italo-americani e agli abruzzesi presenti in Pennsylvania e a Philadelphia: li aspettiamo con gioia nella nostra Basilica e nella nostra città, che rimane per loro una casa pronta ad accoglierli”.(Inform)




Italia-Stati Uniti, il Ministro Tajani incontra a Washington il Segretario di Stato Rubio

x italia stati uniti il ministro tajani incontra a washington il segretario di stato rubio immagine19

x italia stati uniti il ministro tajani incontra a washington il segretario di stato rubio immagine19Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani è in missione a Washington per incontri con Autorità istituzionali statunitensi, esponenti della comunità imprenditoriale e rappresentanti della collettività italo-americana. Oggi Tajani ha avuto colloqui con il Segretario di Stato Marco Rubio. “Grazie Segretario Rubio per la tua accoglienza a Washington. Grazie per la tua amicizia” ,ha postato su Facebook al termine dell’incontro il Ministro Tajani, sottolineando che “le relazioni tra Italia e Stati Uniti rappresentano un pilastro dell’alleanza transatlantica” e che “nel solco dei nostri valori comuni, lavoriamo per la pace e la stabilità nei principali scenari di crisi”. (Inform)