Odoguardi (MAIE): “Procede a gonfie vele il lavoro in Nord e Centro America”

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odoguardi madeVincenzo Odoguardi, vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Di recente sei stato protagonista, tuo malgrado, di un botta e risposta con la senatrice eletta in Nord America con il Pd, Francesca La Marca. Nella discussione è intervenuto anche Luciano Vecchi, capo del Pd nel mondo. Hai qualcosa da controreplicare?

Che sia intervenuto il buon Vecchi va benissimo, siamo in un regime di democrazia e ognuno è libero di dire quello che pensa. Le domande che ho posto nel mio intervento, in ogni caso, restano senza risposte. Noi lavoriamo per le comunità italiane all’estero, quelle che vengono sistematicamente ignorate: basti pensare ai pensionati italiani nel mondo che ancora oggi pagano le tasse pur venendo esclusi dal sistema sanitario nazionale.

Mi spiace davvero dover ascoltare qualche politico, che fa parte della stessa coalizione di Vecchi, che dice che noi italiani all’estero non apportiamo all’Italia sufficientemente, quando la verità è che noi che viviamo e lavoriamo oltre confine facciamo girare la ruota dell’economia italiana. Gli italiani all’estero, quelli regolarmente iscritti all’AIRE, sono ormai oltre sei milioni, ma se consideriamo anche discenenti e oriundi arriviamo a sessanta milioni, un’altra Italia oltre l’Italia.

Sono proprio gli italiani nel mondo i primi promotori del made in Italy all’estero: immaginiamo che ognuno di loro spenda almeno mille euro l’anno in prodotti italiani, tra enogastronomia, moda, auto-motive, reparto casa e tanto altro ancora. Lascio fare i calcoli al buon Vecchi, in modo tale che lui e i suoi colleghi Pd possano rendersi davvero conto di ciò che noi italiani nel mondo rappresentiamo per l’economia italiana.

Vecchi ha parlato di “insulti” alla senatrice…

Non è nel mio stile, non se sarei nemmeno capace. Ho espresso legittime critiche politiche e giudizi politici personali. Spero sia ancora consentito farlo senza essere accusati di lesa maestà.

Come procede il lavoro del MAIE in Nord e Centro America?

A gonfie vele, a duemila all’ora. Ogni giorno siamo al lavoro per crescere come Movimento e per essere sempre più vicini ai nostri fratelli italiani all’estero, per raccogliere le loro richieste e per assisterli quando ne hanno bisogno.

Concretamente, come vi state muovendo?

Comunicazione e territorio. Se vuoi fare politica nel terzo millennio hai bisogno di organizzarti al meglio con una comunicazione costante, puntuale, multicanale, anche di servizio; territorio, perché guai ad allontanarsi dalla comunità, si rischia di perdere il polso e il termometro della situazione. Invece a noi piace stare in mezzo alla gente, teniamo ancora al contatto fisico e a guardare negli occhi i connazionali.

Ti abbiamo visto molto attivo in Nord America in queste ultime settimane

E’ la seconda fase del percorso MAIE che prende vita. In questa parte del mondo, dopo le Politiche del 2022, ci siamo concentrati su Caraibi e America Centrale, per rafforzare ulteriormente la nostra presenza in quei Paesi, dove il nostro Movimento è già alla guida di importanti Comites e dove i diversi coordinamenti sono molto attivi e organizzati.

In Nord America il MAIE sta crescendo grazie alla passione di tanti italiani, addetti ai lavori e non, che hanno deciso di seguirci in questo progetto, prima di tutto culturale e poi politico. La presenza del presidente del MAIE Ricardo Merlo a New York in occasione dell’ultimo Columbus Day, con i diversi incontri portati avanti con i principali rappresentanti della comunità italiana locale, è un chiaro segnale della nostra volontà politica di giocare anche in USA un ruolo da protagonisti. Senza dimenticare il Canada, dove pure siamo stati di recente e dove sono nati coordinamenti guidati tutti da persone bene inserite nel tessuto sociale italiano locale. Ci sono tutti i presupposti per continuare a fare bene.

Tutto questo in vista delle prossime elezioni politiche immagino, anche grazie all’alleanza con Noi Moderati di Maurizio Lupi.

No, tutto questo per continuare ad essere a fianco degli italiani all’estero, dovunque si trovino. Le elezioni per noi del MAIE sono solo una tappa del percorso, non l’obiettivo, che resta sempre quello di lavorare a muso duro per migliorare la qualità di vita dei nostri connazionali. Quella con Noi Moderati è un’alleanza politica che servirà al MAIE a far contare di più la propria voce a Roma, a tutto vantaggio degli italiani nel mondo.

da italiachiamaitalia.it




New York. Luigi Mangione rischia la pena di morte: ecco perché

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luigi mangione 1024x576Luigi Mangione potrebbe essere condannato alla pena di morte. L’ipotesi, molto remota, potrebbe però non essere esclusa del tutto, visti i gravi capi di imputazione a suo carico, tra cui l’omicidio di primo grado con l’aggravante del terrorismo, reato, che comporta una pena obbligatoria di ergastolo senza libertà condizionata. Infatti, anche se il processo del 26enne, accusato per l’omicidio del Ceo di UnitedHealthcare Brian Thompson, si svolgerà nello Stato di New York, dove la pena di morte è stata sospesa dal 2004, questo non impedisce ai procutori federali di richiederla.

Stando a quanto riportato dalla Cnn, Mangione è stato incriminato per 11 capi d’accusa a New York a cui si aggiungono anche quelli della Pennsylvania per l’arma da fuoco stampata in 3D e la falsa carta d’identità di cui era presumibilmente in possesso al momento dell’arrestato. Mangione è comparso davanti a un giudice federale a New York poco prima delle 15:00 (ora locale) dopo essere stato trasferito dalla Pennsylvania. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 18 gennaio. Attualmente il ragazzo si trova nel carcere federale di New York, lo stesso dove si trova Puff Daddy.

Il caso Mangione, però, continua a dividere l’opinione pubblica. Nonostante l’omicidio compiuto, infatti sono diversi i sostenitori del ragazzo. Fuori dal tribunale, si è radunata una folla di circa cento persone. Alcune indossavano anche il cappellino verde, come il personaggio Luigi di Super Mario, tipico dei suoi fan. La vicenda, seppur drammatica, ha acceso i riflettori sul problema delle assicurazioni sanitarie che colpisce molti cittadini americani.

Agenzia DIRE – www.dire.it



Trump: basta con l’ora legale, costa troppo

captura

capturaDonald Trump ha dichiarato che, quando tornerà al potere il 20 gennaio, il suo partito lavorerà per “eliminare l’ora legale” negli Stati Uniti, al fine di evitare cambi di orario due volte l’anno. “L’ora legale è impraticabile e molto costosa per il nostro Paese”, ha dichiarato il presidente eletto sulla sua piattaforma Truth Social.

La proposta per eliminare l’ora legale

Elon Musk, il multimiliardario recentemente nominato da Donald Trump a capo di una commissione incaricata di tagliare la spesa pubblica, aveva commentato sul suo social network X un sondaggio di fine novembre, secondo il quale oltre l’80% degli elettori dichiarava di voler eliminare l’ora legale.

“Sembra che la gente voglia abolire i fastidiosi cambi di orario”, ha scritto il boss di SpaceX e Tesla.

Ma la volontà di Donald Trump di eliminare l’ora legale sembra contraddire la posizione maggioritaria del Partito Repubblicano, che nel 2022 ha lanciato una proposta di legge per renderla permanente. La misura, che è passata all’unanimità al Senato ma non è riuscita a passare nell’altra camera del Congresso, avrebbe messo fine ai cambiamenti di orario. Ma avrebbe anche comportato albe molto tardive in alcuni Stati in inverno.

TG 24




Miami. Decine di condomini di lusso stanno sprofondando

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sunny isles reimagined mjo 1Secondo una ricerca dell’Università di Miami, decine di condomini e hotel di lusso sulla spiaggia a Surfside, Bal Harbour, Miami Beach e Sunny Isles stanno affondando a un ritmo “inaspettato” e quasi il 70% degli edifici nel nord e nel centro di Sunny Isles sono colpiti.

Lo studio, pubblicato venerdì sera, ha identificato un totale di 35 edifici che sono sprofondati fino a 3 pollici tra il 2016 e il 2023, tra cui le iconiche Surf Club Towers e Faena Hotel, la Porsche Design Tower, The Ritz-Carlton Residences, Trump Tower III e Trump International Beach Resort. Insieme, i grattacieli ospitano decine di migliaia di residenti e turisti.

Alcuni hanno più di 300 appartamenti, compresi alcuni che costano milioni di dollari. “Quasi tutti gli edifici sulla costa stanno affondando”, ha detto al Miami Herald Falk Amelung, geofisico della Rosenstiel School of Marine, Atmospheric and Earth Sciences dell’Università di Miami e autore principale dello studio. “È troppo.”

I dati preliminari mostrano anche segni che anche alcuni edifici lungo le coste di Broward e Palm Beach stanno affondando.

da Nuevo Herald




Trump: “Giorgia Meloni? Una leader e una persona fantastica”. La replica della premier

meloni trump

meloni trump

Donald Trump, ancora una volta, ha elogiato Giorgia Meloni. Interpellato da Simona Spatti di Class Cnbc, il presidente degli Stati Uniti D’America ha rilasciato parole di stima per la premier: “È una leader e una persona fantastica”.

Lo scambio di battute con la gornalista è avvenuto sul Floor del New York Stock Exchange. Il presidente aveva suonato la campanella di apertura della Borsa. “Amo l’Italia”, ha anche detto prima di andare via in compagnia della first lady Melania. E alla domanda sulla possibilità di lavorare e parlare con Meloni di Europa ha risposto: “Si”. Qualche giorno fa, tornando dalla riapertura di Notre Dame a Parigi, al New York Post, Trump aveva ripetuto quasi la stessa frase: “È una vera e propria fonte di energia, è fantastica”.

La risposta della premier non si è fatta attendere: “Grazie per le belle parole“, ha scritto sui social.

Agenzia DIRE – www.dire.it




New York. Luigi Mangione in tribunale: ecco cosa ha gridato ai giornalisti (VIDEO)

luigi mangione 1

luigi mangione 1La prima cosa che ha fatto, mentre stava uscendo dal mezzo della polizia che lo ha condotto in tribunale, è stato guardare verso al pubblico di cronisti che lo sta aspettando. Quindi ha iniziato a urlare, voltandosi indietro più volte, a testa alta, nella tipica tuta arancione dei detenuti statunitensi. Ai due agenti che lo affiancavano, se ne sono subito aggiunti altri tre, per spingerlo ad entrare in tribunale. L’arrivo di Luigi Mangione, il 26enne accusato di avere ucciso il ceo di United Healthcare Brian Thompson nella sede della giustizia di Hollidaysburg, in Pennsylvania è stato turbolento.

COSA HA DETTO

Dopo essersi voltato e accertato della presenza dei giornalisti e delle troupe, ha gridato una fase parzialmente comprensibile. “Completely out of touch and an insult to the intelligence of the American people”, ovvero “…completamente fuori dal mondo e un insulto all’intelligenza del popolo americano” sono le parole che i presenti hanno potuto ascoltare e distinguere.

NIENTE LIBERTÀ SU CAUZIONE

Mangione era atteso per un’udienza dedicata alla sua estradizione nello Stato di New York, dopo il suo arresto di ieri nel McDonald’s di Altoona, dove un dipendente del fast food lo ha riconosciuto e ha avvisato subito la polizia. Nel corso dell’udienza, come era prevedibile per un delitto così cruento e alla luce delle prove in mano agli inquirenti, il giudice gli ha negato la libertà su cauzione.

(foto di apertura, fonte: X)

Agenzia DIRE – www.dire.it

 




New York. L’italoamericano Luigi Mangione accusato dell’omicidio di Brian Thompson

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10lavocediny italoamericanoLuigi Mangione, il 26enne sospettato di aver assassinato il CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson a New York, è stato formalmente accusato di omicidio volontario e possesso di arma da fuoco dalla procura di Manhattan, poche ore dopo essere stato incriminato da un tribunale della Pennsylvania per reati legati al possesso di armi e alla falsificazione dei documenti.

Il 26enne, che rimane in carcere in Pennsylvania senza possibilità di cauzione, era stato identificato in un McDonald’s di Altoona, in Pennsylvania, da uno dei dipendenti del fast food, che aveva dato subito l’allarme. Chiunque avesse collaborato con le indagini avrebbe potuto ricevere una ricompensa da 50.000 dollari, promessi da FBI e polizia di New York.

Secondo quanto ricostruito dalle autorità, Mangione si è brillantemente laureato in ingegneria informatica all’Università della Pennsylvania, ed è nato e cresciuto a Baltimora, in Maryland, da una famiglia di lontane origini italoamericane. Il cugino è deputato del Maryland Nino Mangione. I bisnonni erano originari di Pazzano in provincia di Reggio Calabria. Nessuno dei due aveva più sentito il figlio da qualche giorno ed entrambi hanno appreso la notizia dai giornali”. A scriverne è Federica Farina in un pezzo pubblicato in queste ore da “La Voce di New York”, quotidiano online edito negli Stati Uniti e diretto da Giampaolo Pioli.
“Secondo il suo account LinkedIn, Mangione lavorava come ingegnere dei dati presso il rivenditore automobilistico TrueCar, anche se un portavoce dell’azienda ha dichiarato a CBS News che Mangione non lavorava più lì dal 2023. Mentre era all’università, ha lavorato come assistente all’insegnamento e ha fondato un club di sviluppo di videogiochi, secondo il suo account LinkedIn.
Secondo quanto ha riferito il capo dei Detective di NYPD, Joseph Kenny, il giovane quando è stato fermato era in possesso di una pistola simile a quella usata nella sparatoria, forse creata con stampante 3D, oltre a quattro documenti falsi e un manifesto di due pagine scritto a mano, una sintesi delle motivazioni per cui avrebbe commesso l’omicidio, fra cui anche il modo in cui è stato trattato uno dei suoi parenti deceduti. Si legge: “Questi parassiti se la sono cercata… Chiedo scusa per ogni trauma, ma andava fatto”.
Nei post condivisi su LinkedIn, il 26enne esprime sentimenti di rabbia nei confronti dell’industria delle assicurazioni sanitarie che proliferano sui mali degli americani. E ancora, si leggono pensieri contro il capitalismo e il cambiamento climatico.
La caccia all’uomo si era estesa fuori dallo Stato di New York appena sono state diffuse le immagini del sospettato a bordo di un taxi che si stava dirigendo verso il terminal dei pullman di Port Authority, sulla 42esima Strada.

Gli investigatori newyorkesi hanno collaborato con l’FBI, gli US Marshall, spingendosi fino ad Atlanta perché, secondo le ricostruzioni, l’uomo sarebbe arrivato a Manhattan il 24 novembre scorso a bordo di un pullman partito dalla Georgia. Poi avrebbe perlustrato il luogo del delitto e si sarebbe recato in un ostello sulla 104esima Strada dove ha alloggiato fino alla mattina dell’omicidio. Da lì, sarebbe partita la fuga, prima con una bicicletta verso Central Park e poi tornando verso la stazione.
“Siamo sconvolti da questa notizia”, ha dichiarato la famiglia del presunto killer in un comunicato pubblicato su X. “Purtroppo non possiamo commentare le notizie che riguardano Luigi Mangione. Sappiamo solo quello che abbiamo letto sui media”, continua il post. “Offriamo le nostre preghiere alla famiglia di Brian Thompson e chiediamo alle persone di pregare per tutte le persone coinvolte”.
Nei giorni scorsi, il sindaco Eric Adams aveva ammesso che le autorità avevano identificato il suo nome, senza avere intenzione di rivelarlo per non interferire con le indagini. “Se lo facciamo diamo una soffiata alla persona che stiamo cercando e non vogliamo assolutamente dargli un vantaggio. Lasciamo che continui a credere di potersi nascondere dietro la maschera. Abbiamo rivelato il suo volto. Riveleremo chi è e lo consegneremo alla giustizia”.
Intanto l’opinione pubblica è in fibrillazione. Lo scorso sabato, a New York, è stato organizzato un contest per i sosia del killer, tutti vestiti con parka, mascherine, passamontagna o sorrisi. Un utente ha pubblicato su Reddit la marca del parka con cui è stato fotografato il sospettato dalle telecamere di sorveglianza, uno Sherpa Lined Two Picket Hooded Trucker Jacket della Levi’s. Nelle ultime 48 ore, Macy’s ne ha venduti più di 700”. (aise) 




Consolato Generale di Los Angeles, celebrata la nona edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

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consolato generale di los angeles celebrata la nona edizione della settimana della cucina italiana nel mondo immagine9 340x223A Los Angeles, la nona edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è stata celebrata attraverso un fitto calendario di attività che hanno coinvolto il Consolato Generale e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Fondamentale è stato il contributo di tutti i partner locali coinvolti, dalla Camera di Commercio Italo-Americana per la Costa Occidentale (IACCW), al COMITES di Los Angeles e la locale antenna ENIT, dalla rappresentanza di Los Angeles dell’Accademia Italiana della Cucina, alla National Italian American Foundation (NIAF), dall’Università Pepperdine di Malibu a Eataly Los Angeles. Gli eventi organizzati a Los Angeles, Malibu e Orange County, in linea con il tema di quest’anno, hanno valorizzato il ruolo delle comunità all’estero nella diffusione del patrimonio alimentare italiano nel mondo e i benefici ampiamente documentati della dieta mediterranea sulla salute attraverso show culinari, dibattiti accademici, incontri B2B, spettacoli teatrali e degustazioni. Le celebrazioni della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si sono aperte durante il Gala annuale della locale Camera di Commercio (IACCW), che ha celebrato il patrimonio culinario e culturale della regione Sicilia, rappresentata dal consorzio “Italian Fancy Food Brokers” e dal distretto Valle dei Templi, onorando la città di Agrigento, Capitale della Cultura nel 2025. IACCW ha successivamente organizzato, avvalendosi della collaborazione con “Italian Fancy Food Brokers” e l’antenna locale di ENIT, un evento “B2B” incentrato sulla valorizzazione della regione e dei prodotti enogastronomici siciliani presso il ristorante “N10” di Alessandro Del Piero. L’apertura ufficiale della nona edizione della Settimana della Cucina a Los Angeles si è svolta presso l’Istituto Italiano di Cultura, attraverso un “cooking show” sull’arte della preparazione del panino italiano a cura dello Chef Alessandro Frassica, proprietario della paninoteca “Ino panino” a Firenze , e la pluripremiata Chef statunitense Nancy Silverton, alla quale la Console Generale Valentini, a nome del Presidente della Repubblica Italiana, ha conferito l’onorificenza di Cavaliere OSI per il rilevante ruolo svolto a favore dell’internazionalizzazione delle eccellenze enogastronomiche italiane attraverso collaborazioni tra chef statunitensi e italiani, tra i quali lo stesso Frassica. Altro evento di punta della Settimana è stato il panel organizzato in collaborazione con il Comites di Los Angeles presso l’Università Pepperdine di Malibu. La tavola rotonda, che ha raccolto un pubblico di circa 150 persone tra studenti ed esponenti della locale comunità italiana, si è focalizzata sull’utilizzo nella cucina italiana e sui benefici per la salute di due prodotti di eccellenza del “Made in Italy”: l’olio d’oliva e l’aceto balsamico. Tra i relatori erano presenti: Maura Fanti, ricercatrice presso l’USC Longevity Institute del Prof. Valter Longo; lo Chef Tommaso Iorio, fondatore dell’impresa di catering “Tuscany at Home”; Fabrizio Cuomo in rappresentanza dello storico acetificio italiano De Nigris; Sunnie DeLano, docente di nutrizione alla Pepperdine. La discussione, moderata e co-organizzata dalla Professoressa Brittany Corbucci del dipartimento di italiano delle Pepperdine, è stata preceduta da un momento di degustazione di prodotti tipici italiani, valorizzati dall’olio d’oliva e dall’aceto balsamico. Il Consolato Generale di Los Angeles ha portato la Settimana della Cucina nella Contea di Orange, dove lo chef Frassica ha presentato l’arte della preparazione di panini gourmet italiani presso il ristorante Antonello, luogo di riferimento per la comunità di oltre 2.000 italiani a Orange County. Questa iniziativa è stata frutto di una collaborazione con la rappresentante locale della National Italian American Foundation (NIAF) e la locale antenna ENIT. In parallelo, nella stessa serata, si è svolto a Los Angeles lo spettacolo teatrale di Gaia Mencagli “Storie di Uova e Farina”, patrocinato dall’Istituto Italiano di Cultura. Infine, la delegazione di Los Angeles dell’Accademia Italiana della Cucina, in collaborazione con l’associazione culturale Azzurra, ha ospitato la serata conclusiva della Settimana presso il ristorante LA Puglia. I partecipanti hanno degustato una cena incentrata sulla dieta mediterranea e sulle radici culinarie italiane. Il programma ha anche previsto presentazione del libro “The Garrubbo Guide” di Edwin Garrubbo, volto a sensibilizzare i lettori americani sull’importanza di una dieta sana esplorando la cucina italiana. (Inform)




Il Friuli punta a rafforzare il legame con gli Stati Uniti

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6biniusa“In un momento storico caratterizzato da una forte incertezza e da equilibri globali in costante cambiamento, il Friuli Venezia Giulia lavora per rafforzare il rapporto istituzionale ed economico con gli Stati Uniti e le reciproche occasioni di business. Per le imprese regionali il mercato statunitense rappresenta un’opportunità da esplorare, forti anche di un interscambio commerciale che negli ultimi cinque anni si è consolidato e ha raggiunto i suoi massimi storici, stabilmente al di sopra dei 2,2 miliardi di euro“. Lo ha detto l’assessore alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenendo a Milano, nel palazzo Giureconsulti, all’anteprima della terza edizione di Open Dialogues for the Future, evento atteso i prossimi 6 e 7 marzo a Udine.
L’evento è stato presentato nei giorni scorsi da Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di commercio Pordenone-Udine mentre sulla prospettiva istituzionale è intervenuta Mariangela Zappia, ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti d’America.
Filippo Malinverno coordinatore di Open Dialogues for the Future The European House-Ambrosetti ha illustrato il programma e le anticipazioni della terza edizione di Open Dialogues for Future mentre il direttore scientifico Federico Rampini ha affrontato il tema legato ai nuovi equilibri dell’America.
“L’intuizione alla base di Open Dialogues for Future è vincente – ha commentato Bini -: creare un evento ricorrente, di carattere locale e nazionale, capace di rendere Udine e il Friuli Venezia Giulia il centro di riferimento di un dibattito concreto che si consolida nel tempo, sui grandi temi della geopolitica e geoeconomia. Un dibattito di alto profilo, come gli ospiti intervenuti oggi, in grado di fornire a imprenditori e cittadini dati di realtà e analisi qualificate per comprendere il nostro presente e anticipare le sfide future”.
“Nel contesto internazionale, il Friuli Venezia Giulia – ha precisato Bini – si è mosso con anticipo e con una scelta chiara di campo: occidentale e atlantista. In questi anni gli Stati americani stanno divenendo partner importanti e alleati strategici, come dimostrano la recente sinergia con la National italian american foundation (Niaf) e l’accordo siglato dal presidente Fedriga con lo Stato della Virginia, che prevede tra le altre cose una collaborazione tra imprese e istituzioni per condividere opportunità di business e una reciproca attività di promozione turistica nei rispettivi territori”.
Nel suo intervento conclusivo, Bini ha offerto una panoramica sui rapporti commerciali Fvg-Usa ricordando come dal 2018 l’interscambio tra i due territori ha raggiunto i suoi massimi storici, con l’export che si è attestato stabilmente sopra i 2,2 miliardi di euro annui. Secondo i dati più aggiornati della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, nel primo trimestre del 2024 la crescita è proseguita in maniera netta, con l’export che è triplicato rispetto allo stesso periodo del 2023.
“Questi numeri – ha proseguito Bini – fanno degli Stati Uniti il secondo partner commerciale del Friuli Venezia Giulia, appena dietro la Germania. I rapporti reciproci non sono mai stati così stretti e anche gli investimenti ne hanno beneficiato: non soltanto le imprese regionali – come Roncadin, Solari e Biofarma – si sono affacciate sul mercato americano, ma è cresciuta anche la presenza di imprese da oltre oceano in Regione”. Ottimi dati anche sul fronte turistico, sempre secondo Bini: “nel 2023 le presenze di turisti americani in Friuli Venezia Giulia hanno sfiorato quota 130mila, con una crescita del +18,8% rispetto all’anno precedente”.
L’appuntamento organizzato dalla Camera di commercio Pordenone-Udine ha visto anche la partecipazione di Giuseppe Morandini presidente della Fondazione Friuli, Roberto Pinton rettore dell’Università degli studi di Udine e Robert Allegrini presidente della National italian american foundation. (aise) 




Omicidio Thompson, passo falso del killer: “Volto scoperto perché flirtava con la receptionist”

omicidio brian thompson scena combo killer afp

omicidio brian thompson scena combo killer afpPolizia sempre più vicina all’identità dell’uomo sospettato di aver ucciso il Ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson, mercoledì a New York. A dirlo sono state fonti della polizia alla ABC News, che spiegano come gli investigatori siano riusciti a trovare un’immagine dell’uomo a volto scoperto poiché “impegnato a flirtare” con la receptionist che lo aveva registrato presso l’HI New York City Hostel nell’Upper West Side, dove sembra che condividesse una stanza con altre due persone.

Mentre si trovava al banco del check-in, infatti, le fonti hanno spiegato che la donna ha chiesto al presunto killer di “vedere il suo sorriso”. Il sospetto assassino ha così obbedito, abbassando la mascherina abbastanza a lungo da consentire alla telecamera di sorveglianza di catturare il suo volto. Gli investigatori hanno quindi esaminato altri ostelli della zona mostrando la foto del sospettato. La polizia ha intanto stabilito che l’uomo si è registrato nella struttura dell’Upper West Side utilizzando un documento del New Jersey non suo. Il presunto assassino è arrivato a New York il mese scorso su un autobus Greyhound da Atlanta, tuttavia non si sarebbe registrato nell’ostello fino al 30 novembre scorso.

L’uomo armato ha sparato a Thompson a distanza ravvicinata mercoledì mattina fuori da un hotel Hilton dove l’amministratore delegato stava partecipando a una conferenza. L'”attacco sfacciato e mirato” è stato “premeditato”, ha detto il commissario della polizia di New York, Jessica Tisch. Sui bossoli rinvenuti sulla scena erano scritte le parole “negare”, “difendere” e “deporre”, hanno detto fonti di polizia. Il movente al momento resta sconosciuto e la pistola usata nella sparatoria non è ancora stata ritrovata, dicono le fonti.

adnkronos.com