Chi ha ucciso Thompson? A New York è caccia al killer. Cosa sappiamo finora

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Alle 6:44 del mattino, il killer vede il suo uomo nella fredda penombra fuori dal New York Hilton Midtown. Brian Thompson, 50 anni, amministratore delegato di UnitedHealthcare, il leader di una delle più grandi compagnie del paese, cammina anonimo, in un abito blu, verso l’ingresso dell’hotel che ha ospitato Elvis Presley e Ronald Reagan. Il killer salta fuori da dietro un’auto e punta la pistola allungata dal silenziatore. Spara. Thompson muore. Siamo al centro di Manhattan, vicino al Museum of Modern Art e al Rockefeller Center, è pieno zeppo di telecamere ovunque. E’ una storia enorme.

gd qejhxaaafz2xgd dxbfxeaamo5sIl capitolo successivo è una caccia all’uomo misterioso, come non si vedeva da anni in America. Poliziotti, cani e droni, i video di sorveglianza, un cellulare caduto e persino i dati di Citi Bike. Una ricerca a tappeto.

Il killer indossava una giacca scura con cappuccio e uno zaino grigio, con il volto coperto fino al naso. Il video ormai virale riprende l’arrivo di Thompson. L’assassino si avvicina e spara almeno tre volte, colpendolo alle gambe e alla schiena. La vittima riesce a fare un paio di passi e si gira per affrontare l’aggressore prima di crollare sul marciapiede. La pistola si è inceppata, ma il killer risolve e continua a sparare. Thompson è accasciato contro un muro. Il killer punta la pistola un’ultima volta, poi se ne va.

gd dxbhwyael4qgCorre. Attraversa la strada e via. Taglia un passaggio pedonale fino alla West 55th Street poi sale su una bici e pedala verso nord, fino a Central Park.

Gli agenti, secondo la rete tv ABC hanno recuperato sul marciapiede una cartuccia calibro 9. Il killer di avrebbe lasciato un messaggio incidendo tre parole sulle pallottole della sua pistola: deny, defend, depose. Negare, difendere, Deporre.  

Gli agenti hanno recuperato anche un cellulare e gli investigatori stanno conducendo un’analisi forense per verificare se sia collegato all’agguato. La polizia scava nel background di Thompson per trovare indizi, un movente qualsiasi. Di recente aveva ricevuto diverse minacce. Ma gli amministratori delegati delle aziende sanitarie spesso ricevono minacce a causa della natura del loro lavoro.

Thompson è stato promosso a amministratore delegato di UnitedHealthcare, con sede in Minnesota, nell’aprile 2021. L’anno scorso ha ricevuto un pacchetto di retribuzione totale di 10,2 milioni di dollari, tra stipendio e azioni. Ha trascorso più di 20 anni scalando i ranghi della sua divisione assicurativa, che è tra le più grandi della nazione con 372 miliardi di dollari di fatturato l’anno scorso e circa 140.000 dipendenti. Durante il suo mandato, i profitti di UnitedHealthcare sono aumentati, con guadagni che hanno superato i 16 miliardi di dollari nel 2023.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

 




New York, ucciso per strada il ceo del colosso assicurativo UnitedHealthCare Brian Thompson

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0cqq9bexÈ stato ucciso a New York Brian Thompson, il ceo del colosso assicurativo sanitario UnitedHealthCare. L’agguato poco prima delle 7 di mattina nel pieno centro di Manhattan.

Il 50enne è stato colpito al petto da colpi d’arma da fuoco mentre, a piedi, si recava all’hotel Hilton per partecipare a una conferenza della sua società. Trasportato d’urgenza al Mt. Sinai Hospital, è stato dichiarato morto poco dopo.

A sparare un uomo dal volto coperto da una maschera nera e con un giaccone color crema, che è poi fuggito dileguandosi (secondo alcune fonti) in bicicletta. Il killer non sarebbe un ospite dell’hotel, ma avrebbe aspettato in strada Thompson per poi sparargli più colpi. Sono già partite le indagini del caso. Resta sconosciuto, al momento, il movente che ha portato all’omicidio.

UnitedHealthCare è una società che vende polizze assicurative e sanitarie in tutta America attraverso i suoi 100mila dipendenti. Nel 2023 ha dichiarato un fatturato di oltre 371 milioni di dollari. Thompson ci lavorava da 20 anni e nel 2021 aveva assunto la carica di Ceo.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Alleanza Noi Moderati-MAIE/ Odoguardi: grande passo avanti per il Movimento, potenzialità enormi

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odoguardi“L’alleanza politica tra il MAIE e Noi Moderati è un fatto di fondamentale importanza: è la prima volta nella storia che il movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo stringe un patto politico del genere con un partito italiano; un’alleanza annunciata in maniera ufficiale in conferenza stampa alla Camera e che rappresenta senza alcun dubbio un enorme passo avanti per il nostro Movimento”. Così in una nota il vicepresidente del MAIE Vincenzo Odoguardi a commento dell’ufficializzazione dell’alleanza politica mercoledì scorso alla Camera.
Assente alla conferenza per irrevocabili impegni presi in precedenza, Odoguardi sostiene che così “il MAIE conquista, in Italia, uno spazio politico sempre più grande e continua ad essere protagonista della politica nazionale, anche e soprattutto per quanto riguarda gli italiani all’estero. Sullo sfondo dell’alleanza – sottolinea Odoguardi – un ampio orizzonte verso le politiche 2027, con potenzialità enormi. Ci attendono anni di grande lavoro e di grande impegno, per continuare a crescere sul territorio – ed essere così ancora più vicini ai nostri connazionali – e per fare del nostro meglio a livello parlamentare, portando soluzioni adeguate alle richieste degli italiani all’estero, dovunque siano nel mondo”.
“Per quanto riguarda il Nord e Centro America, in particolare, siamo già al lavoro per programmare un 2025 ricco di eventi ed iniziative: ad essere protagonista saranno la cultura, il made in Italy, le eccellenze italiane, gli italiani che vivono in questa parte di mondo e che hanno saputo farsi amare e apprezzare dalla propria comunità. E chiunque sarà il benvenuto”, conclude il vicepresidente MAIE. (aise) 




Usa. Sicurezza globale: Trump incontra il segretario generale Nato

trump rutte doppia combo afp

trump rutte doppia combo afpMentre la Russia e Putin minacciano Usa e Europa e la guerra in Medio Oriente si inasprisce, il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte a Palm Beach, in Florida. Ad annunciarlo la portavoce dell’Alleanza Atlantica, precisando che il faccia a faccia si è svolto ieri.

“Hanno discusso di tutte le questioni di sicurezza globale che l’Alleanza deve affrontare“, ha affermato Farah Dakhlallah in una breve dichiarazione.

Dal Tesoro al Cdc, le nuove nomine

Il manager miliardario degli hedge fund, Scott Bessent, è stato intanto scelto come nuovo segretario al Tesoro dal presidente eletto, Donald Trump. Lo ha riferito il New York Times, sottolineando come Bessent avrà il delicato compito di guidare un’agenda economica che dovrebbe essere costruita attorno all’aumento dei dazi e al taglio delle tasse. Bessent, il fondatore della società di investimento Key Square Capital Management, è stato nell’ultimo anno tra i principali consiglieri di Trump in materia economica. Tra i punti centrali della sua idea di economia, sottolinea il giornale, ci sono la riduzione dei sussidi governativi, la deregolamentazione e l’aumento della produzione nazionale di energia. A differenza di molti a Wall Street, Bessent – 62 anni – è anche un sostenitore del ricorso ai dazi.

Continua intanto a prendere forma la squadra di governo. Oltre a Bessent, il presidente eletto ha annunciato una nuova raffica di nome, a partire da Russell T. Vought, una figura chiave dell’agenda politica conservatrice chiamata ‘Project 2025’, per guidare l’Ufficio di Gestione e Bilancio (Office of Management and Budget).

La deputata dell’Oregon, Lori Chavez-DeRemer, sarà la nuova segretaria al Lavoro, Martin A. Makary dirigerà la Food and Drug Administration ed, infine, Dave Weldon, ex membro del Congresso della Florida, sarà il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Centers for Disease Control and Prevention).

Trump vuole indagare sulle elezioni 2020

Secondo due persone vicine al team di transizione di Trump, il presidente eletto intenderebbe intanto licenziare l’intera squadra che ha lavorato con il procuratore speciale Jack Smith e usare il dipartimento di Giustizia Usa per indagare sulle elezioni del 2020. A rivelarlo è il ‘Washington Post’.

“Trump – scrive il quotidiano Usa che cita una delle fonti – sta anche pianificando di riunire squadre investigative all’interno del Dipartimento di Giustizia per andare a caccia di prove negli Stati in bilico e dimostrare che ci sono stati brogli durante le elezioni del 2020“.

Alla domanda sui piani di Trump per licenziare il team di Smith e indagare sulle elezioni del 2020, una portavoce di Trump ha fatto eco alla frequente affermazione del presidente eletto secondo cui i casi del Dipartimento di Giustizia contro di lui sono motivati politicamente. “Il Presidente Trump ha fatto una campagna elettorale per licenziare i burocrati disonesti e il popolo americano può aspettarsi che manterrà questa promessa”, ha dichiarato l’addetta stampa Karoline Leavitt in un comunicato. “Una delle molte ragioni per cui il Presidente Trump ha vinto le elezioni con una valanga di voti è che gli americani sono stufi di vedere i dollari delle loro tasse spesi per colpire i nemici politici dell’Amministrazione Biden-Harris piuttosto che per dare la caccia ai veri criminali violenti nelle nostre strade”.

Trump parla ancora spesso delle elezioni del 2020, che ha perso contro Joe Biden, e continua a insistere sul fatto che la vittoria gli sarebbe stata rubata. Il presidente eletto ha sostenuto fin dall’inizio che le indagini di Smith sui suoi sforzi per ribaltare la sconfitta, così come la sua presunta cattiva gestione di documenti riservati dopo aver lasciato la Casa Bianca, sono esempi degli attacchi contro di lui e che deve essere vendicato. Quando diventerà di nuovo presidente, Trump “vuole sbarazzarsi dei cattivi e delle persone che gli hanno dato la caccia”, ha detto una delle persone che hanno familiarità con i piani del presidente eletto.

adnkronos.com




Trump: “Useremo l’esercito per la deportazione di massa dei clandestini”

donald trump 47esimo presidente degli stati uniti

donald trump 47esimo presidente degli stati uniti

Donald Trump ha confermato la sua intenzione di dichiarare l’immigrazione illegale “emergenza nazionale”, e di utilizzare in qualche modo l’esercito statunitense per sostenere i suoi piani di deportazione di massa degli immigrati clandestini. Lo ha ribadito sulla sua piattaforma social, Truth, rispondendo a un post pubblicato all’inizio di questo mese da Tom Fitton, che gestisce il gruppo conservatore Judicial Watch.

Il Congresso concede a Presidente il potere di dichiarare emergenze nazionali a sua discrezione, sbloccando anche fondi che i legislatori avevano stanziato per altri scopi. Durante il suo primo mandato Trump aveva invocato questo potere per la costruzione di un muro di confine con il Messico.

L’intenzione, più volte ribadita dal suo entourage, sarebbe quella di costruire “vaste strutture di detenzione” per gli immigrati in attesa di essere deportati. Centro la cui gestione sarebbe affidata al Dipartimento per la sicurezza interna.

 

agenzia DIRE – www.dire.it




Silli, in Florida, incontra gli italiani di Miami

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x missione a miami il sottosegretario agli esteri silli incontra rappresentanti delle imprese la comunita scientifica e culturale italiana in florida immagine2 205x223Il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha compiuto una missione a Miami, contraddistinta da un articolato programma di incontri con la comunità imprenditoriale, scientifica e culturale italiana in Florida. Silli – informa la nota della Farnesina- ha incontrato alcune delle principali imprese italiane in Florida presso il Consolato Generale. “Il Sud-Est degli Stati Uniti, e in particolare Miami e la Florida, hanno registrato negli ultimi anni una robusta crescita economica e finanziaria, con un interscambio totale tra la Florida e l’Italia pari a 4,8 miliardi di dollari nel 2023” ha commentato il Sottosegretario, che ha proseguito “Questo stato ospita oltre quattrocento imprese italiane, che danno lavoro a migliaia di persone: oggi ho quindi rinnovato la costante attenzione del Governo a questa importante realtà, che dimostra la competitività del sistema industriale italiano anche sul mercato americano”. A seguire Silli si è intrattenuto con numerosi esponenti del mondo della cultura, della scienza e dell’imprenditoria italiana in Florida e nel sud-est degli Stati Uniti, nella cornice del nuovo Istituto Italiano di Cultura. “Siete una comunità in costante crescita” – ha dichiarato Silli “sono sempre di più i connazionali che si affermano, non solo nell’attività d’impresa, ma anche nei più svariati ambiti della società americana come studiosi, scienziati, artisti. Fate onore al Paese, il vostro successo è il successo dell’Italia”. Accompagnato dal Console Generale d’Italia e dai responsabili di Fincantieri Infrastructure, il Sottosegretario ha infine visitato il cantiere del nuovo Terminal passeggeri di MSC – fra i più grandi al mondo – in corso di realizzazione al porto di Miami. (Inform)

 




Silli a Miami: incontri con imprese e comunità scientifica e culturale italiana in Florida

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11sillimiamiIl Sottosegretario agli esteri Giorgio Silli venerdì scorso ha compiuto una missione a Miami per incontrare la comunità imprenditoriale, scientifica e culturale italiana in Florida.
“Il Sud-Est degli Stati Uniti, e in particolare Miami e la Florida, hanno registrato negli ultimi anni una robusta crescita economica e finanziaria, con un interscambio totale tra la Florida e l’Italia pari a 4,8 miliardi di dollari nel 2023” ha commentato il Sottosegretario a margine dell’incontro con alcune delle principali imprese italiane in Florida presso il Consolato Generale.
La Florida, ha ricordato, “ospita oltre quattrocento imprese italiane, che danno lavoro a migliaia di persone: ho quindi rinnovato la costante attenzione del Governo a questa importante realtà, che dimostra la competitività del sistema industriale italiano anche sul mercato americano”.
A seguire, il Sottosegretario Silli si è intrattenuto con numerosi esponenti del mondo della cultura, della scienza e dell’imprenditoria italiana in Florida e nel sud-est degli Stati Uniti, nella cornice del nuovo Istituto Italiano di Cultura. “Siete una comunità in costante crescita”, ha detto loro Silli. “Sono sempre di più i connazionali che si affermano, non solo nell’attività d’impresa, ma anche nei più svariati ambiti della società americana come studiosi, scienziati, artisti. Fate onore al Paese, il vostro successo è il successo dell’Italia”.
Accompagnato dal Console Generale d’Italia e dai responsabili di Fincantieri Infrastructure, il Sottosegretario ha infine visitato il cantiere del nuovo Terminal passeggeri di MSC – fra i più grandi al mondo – in corso di realizzazione al porto di Miami. (aise) 




Vladimir Putin si congratula con Donald Trump e apre al dialogo con il presidente

putin incontra il presidente iraniano masoud pezeshkian

putin incontra il presidente iraniano masoud pezeshkian
VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA

Nel suo primo discorso pubblico dopo la nuova elezione di Donald Trump a presidente degli Usa, Vladimir Putin si congratula con il tycoon. “Vorrei cogliere l’occasione per congratularmi con lui per la sua elezione a presidente degli Stati Uniti d’America”, ha detto durante una conferenza al Club Valdai, un forum internazionale a Sochi, nel mar Nero.  Una sessione plenaria nell’ambito del ventunesimo incontro annuale del Valdai Discussion Club intitolato “Pace duratura su quali basi? Sicurezza comune e pari opportunità di sviluppo nel 21° secolo”.

Cosa si aspetta da questo secondo mandato di Trump? “Non so cosa succederà ora, non ne ho idea”, ha aggiunto. In qualche modo, però, il presidente apre a un dialogo: “Ciò che ha detto sul desiderio di ripristinare le relazioni con la Russia e di porre fine alla crisi ucraina, a mio parere merita almeno attenzione“.

L’elogio a Trump continua con i complimenti per il modo in cui, lo scorso 14 luglio, ha affrontato l’attentato alla sua vita durante un comizio elettorale a Butller, in Pennsylvania: “Si è comportato, a mio parere, in modo molto corretto, coraggiosamente, come un vero uomo”.

Non si è fatta attendere la risposta di Trump che in un’intervista a Nbc News ha dichiarato: “Penso che parleremo. Lo penso veramente”, riferendosi alla possibilità di confrontarsi con Putin. Il 78enne, dopo la sua elezione, ha parlato con circa 70 leader mondiali, inclusi il presidente ucraino Zelensky e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ma non con Putin.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Trionfo Trump, quali errori ci sono dietro la sconfitta di Kamala Harris

matteo renzi politico, sullo sfondo kamala harris

matteo renzi politico, sullo sfondo kamala harris

A dispetto dei sondaggi che davano Donald Trump e Kamala Harris ‘vicini’, anzi vicinissimi, quella di Kamala Harris alle presidenziali americane del 5 novembre 2024 è stata una sonora sconfitta. Il tycoon ha preso molti più voti di quelli che i pronostici prevedevano, ha conquistato tutti gli Stati chiave, e in più la sinistra ha perso anche il Senato. Alla luce di questo risultato clamoroso, molti si interrogano su quali siano stati gli errori di Kamala Harris e del suo staff. A partire dalla Cnn. Gli errori, dicono gli esperti, sono stati molti, dalla discese in campo come subentro a Joe Biden che partiva come candidato uscente (e non destinato in modo evidente alla rielezione) alla scelta di non discostarsi da lui in nulla, evitando una qualunque linea di discontinuità che invece avrebbe potuto fruttare forse qualcosa, dall’aver puntato su personaggi del mondo della musica e dello spettacolo (due su tutti, Taylor Swift e Julia Roberts) all’aver dato del ‘fascista’ a Trump. Infine, ed è forse la cosa più grave, Harris non avrebbe ascoltato la ‘pancia’ degli americani.

L’INGOMBRANTE PRESENZA DI BIDEN

Tra gli errori che gli analisti attribuiscono alla corsa di Harris c’è prima di tutto la presenza ingombrante di Joe Biden, che dopo una campagna elettorale disastrosa ha infine deciso di ritirarsi nel luglio scorso, travolto dalla critiche e per una oggettiva incapacità di fronteggiare l’agguerrito rivale Donald Trump. Kamala Harris, che è stata la sua vice nel precedente mandato (ma è rimasta sempre in ombra, senza mai mettersi particolarmente in luce o farsi conoscere dagli americani), ha annunciato la sua discesa in campo pochi minuti dopo.

LA MANCANZA DI DISCONTINUITÀ

Ma è stato lungimirante presentarsi del tutto in continuità con un candidato già ‘spacciato’? Forse no. Se la discesa in campo è stata un azzardo (e molti lo avevano sconsigliato a Kamala, a maggior ragione alla luce della debacle che i dem avevano messo insieme alle midterm del 2022, con la perdita del controllo della Camera), forse è stato ancora più grave l’aver scelto di rimanere nel solco tracciato da Biden senza alcuna presa di distanza o scelta di discontinuità dalla sua politica che non aveva convinto gli americani. Due settimane prima del voto, in televisione, è stato chiesto a Kamala Harris cosa avrebbe fatto di diverso nei quattro anni di mandato di Biden. “Non c’è una singola cosa che mi viene in mente”, ha risposto Harris. Un grave errore, secondo gli analisti politici.

LO STAFF DIVISO

Tra gli esperti che in queste ore stanno facendo valutazioni della sconfitta, viene fatto notare anche il fatto che Kamala Harris ha avuto dietro di sè uno staff e un entourage poco armonioso, in cui convivevano dirigenti e manager fedeli a Biden (confermati sulla fiducia, in una situazione urgente e senza grandi spazi di manovra) e altri assistenti e figure ‘sue’. Ci sono stati dissidi e punti di vista diversi. La piattaforma intorno a lei non ha assunto una linea chiara e questo non ha aiutato.

L’ERRORE NELLA SCELTA DEL VICE, TROPPO TARDI E POCO CONOSCIUTO

Anche la scelta del numero due Tim Walz sarebbe stato un errore, o perlomeno una decisione discutibile. Innanzitutto perchè è arrivata troppo tardi: Walz è entrato in corsa il 6 agosto, gli americani non hanno avuto il tempo di conoscerlo. E poi anche per un’altra ragione: tra le possibilità c’era quella di assegnare il ruolo di vice al governatore della Pennsylvania Josh Shapiro, un personaggio molto popolare che avrebbe potuto portare Harris a trionfare nella Stato chiave che vale 19 grandi elettori. Molti le avevano detto di puntare su di lui, per il carisma oltre che per la popolarità (era stato identificato come ‘il nuovo Obama’). Lei ha nominato vice Tim Walz, probabilmente una scelta sbagliata al momento sbagliato.

LA ‘PANCIA’ DEGLI AMERICANI NON ASCOLTATA

Immigrazione clandestina, tasse, sicurezza nelle città, guerre, petrolio: i temi caldi agli americani, un popolo molto di ‘pancia’ nelle proprie valutazioni politiche, secondo gli analisti americani non sono stati affrontati da Kamala Harris in modo netto, concreto e sufficiente. Harris ha portato avanti una campagna più generalizzata, come spesso è proprio della sinistra, e anche questo non la avrebbe aiutata. Trump ha promesso cose precise (trivellazioni, dazi, fermare le guerre, stop all’immigrazione clandestina), Harris faceva discorsi per lo più di principio. In più, l’aver accusato Trump di essere ‘fascista’ e l’aver evocato addirittura il nome di Hitler è considerato anch’esso un errore grossolano da parte della democratica: non ci si fa forti (solo) demolendo e attaccando l’avversario.

IL CIRCO MEDIATICO

Nella sua corsa a presidente, Harris si è circondata di star del cinema e della musica che sono scese in campo per lei, da Beyoncé a Arnold Schwarzenegger, da Eminem a Julia Roberts, passando per l’icona Taylor Swift che è stata forse la scommessa numero uno della democratica. Errore tattico e di immagine, dicono gli analisti. Non solo perchè Taylor Swift (di cui dicevano spostasse milioni di voti) di fatto ha un seguito stratosferico soprattutto tra i minorenni, ma anche perchè molti americani sono stati forse infastiditi da tutta questo ‘brilluccicare’ hollywoodiano. Hanno fatto apparire Kamala Harris lontano dalle istanze popolari.

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Trump è il 47esimo Presidente degli Stati Uniti: “Sarà un’era magica per l’America”

trump presidente

trump presidenteDonald Trump è aritmeticamente il 47esimo Presidente degli Stati Uniti. AP, Fox News e la CNN hanno assegnato a Trump la vittoria in Pennsylvania, lo Stato chiave di queste elezioni con i suoi 19 grandi elettori. Ma al conto finale s’è aggiunta infine la vittoria in Wisconsin, consentendogli di raggiungere e superare i 270 grandi elettorali necessari per aggiudicarsi la Casa Bianca. Lo scrutinio continuerà solo per i numeri.

Trump diventa il primo criminale condannato ad andare alla Casa Bianca. A 78 anni è anche la persona più anziana mai eletta. Per la seconda volta nella storia statunitense un ex presidente è stato eletto a un secondo mandato non consecutivo al primo, come sottolinea Francesco Costa del Post. Era successo soltanto nell’Ottocento con Grover Cleveland. Per la seconda volta su due nella storia statunitense una candidata donna è stata sconfitta – entrambe le volte da Trump.

Trump era già salito sul palco a Palm Beach per pronunciare il suo primo discorso da nuovo Presidente degli Stati Uniti: “Guardate cosa sta succedendo, è incredibile. E’ molto chiaro che abbiamo vinto. Voglio ringraziare il popolo americano, sarò il vostro 47esimo Presidente degli Stati Uniti. Lotterò per voi ogni giorno, non mi fermerò finché non faremo degli Usa il posto che vogliamo e meritiamo. Questa sarà un’era magica per l’America“.

“Ritengo che questo sia stato il successo più grande della storia” ha detto Trump. “Non abbiamo mai avuto niente del genere. Ora aiuteremo il nostro Paese a riprendersi: ne ha bisogno disperatamente. Sistemeremo i nostri confini e tutto quello che va sistemato. Abbiamo fatto la storia stanotte. Abbiamo superato ostacoli che sembravano impossibili, raggiunto il risultato più incredibile.

“Dobbiamo chiudere i nostri confini”. Trump si è vantato che il partito repubblicano ha conquistato anche gruppi razziali che solitamente votano per i democratici: “Arrivavano da ogni parte, sindacalizzati, non sindacalizzati, afroamericani, ispanici, americani, asiaticoamericani, araboamericani, musulmani americani. Abbiamo tutti. Ed è stato meraviglioso. È stato un riallineamento storico, che ha unito cittadini di ogni estrazione sociale attorno a un nucleo comune di buon senso”.

“Lotterò per voi fino all’ultimo respiro e non mi riposerò finché non avrò reso l’America più forte e più ricca; questa sarà l’epoca d’oro dell’America. È stata una competizione dura e anche la vittoria in Senato è stata incredibile. Ora abbiamo nuovi senatori e forse sembra che assumeremo il controllo anche della Camera dei rappresentanti”.

Musk è un personaggio. È un tipo speciale, è un super genio. Dobbiamo proteggere i nostri geni. Non ne abbiamo così tanti. Dobbiamo proteggere i nostri super geni”.

Kamala Harris resterà invece, per ora, in silenzio. La vicepresidente non parlerà nell’immediato dall’Università di Howard, a Washington, dove sta seguendo lo scrutinio. La folla democratica sta via via scemando. Probabilmente parlerà quando in Italia sarà il primo pomeriggio.

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