Voto in Usa, a che ora si saprà il vincitore? Dipende tutto dagli ‘Swing States’: quali sono e quanto valgono

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trump harris 1024x576In America si vota oggi per l’elezione del presidente degli Stati Uniti, una sfida sempre emozionante e nel caso di questa tornata elettorale preceduta da colpi di scena, polemiche e scenografici raduni, mentre sullo sfondo mai come ora imperano gravissimi conflitti internazionali. I seggi apriranno oggi tra le 5 e le 10 del mattino, a seconda delle regole stabilite dai 50 governi federali. Tra i primi seggi che si apriranno, ci sono quelli dell’East coast, che apriranno alle 6 (quando in Italia sarà mezzogiorno). Anche le chiusure saranno scaglionate, ma le prime arriveranno quando in Italia saranno l’1 di notte. Il maggior numero di stati chiudere tra le 2 e le 3. Ecco perchè è probabile che un’idea del risultato si abbia tra le 3 e le 4 della notte. Gli ultimi seggi a chiudere, invece, ad esempio quelli delle Hawai, chiuderanno quando in Italia sarà ormai l’alba di mercoledì. Ma il risultato, è molto probabile, per quell’ora si conoscerà già.

TUTTO DIPENDE DAGLI SWING STATES, COSA SONO

Per capire l’esito del risultato, è fondamentale tenere d’occhio i sette ‘Swing States’, ovvero gli Stati ‘in bilico’, che potrebbero andare a uno oppure all’altro candidato riservando sorprese. Si tratta di Arizona, North Carolina, Georgia, Michigan, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin. La partita per i candidati si disputa principalmente qui, perchè gli altri Stati bene o male sono già apertamente ‘schierati’ con Trump o Harris. Lo stato più ‘pesante’, tra questi, è la Pennsylvania: chi la vince ottiene infatti 19 grandi elettori. Ogni Stato assegna a uno dei due candidati un certo numero di elettori (proporzionalmente al numero di abitanti), e per essere eletti presidenti bisogna metterne insieme almeno 270. Oltre alla Pennsylvania, anche la Georgia e la North Carolina hanno un peso importante, perchè valgono 16 elettori. La rapidità con cui si potrà conoscere l’esito delle elezioni, dipende proprio da questo, dall’assegnazione di questi sette Stati. Se, ad esempio, Donald Trump dovesse ‘prendere’ anche la Pennsylvania (oltre a Georgia e North Carolina che nei sondaggi stanno con il tycoon), allora con ogni probabilità avrebbe vinto e l’esito si dovrebbe conoscere molto preso, già intorno alle 2 o alle 3 di notte. Altrimenti si dovrà aspettare di più. O la chiusura successiva, un’ora dopo, quando arriveranno anche Arizona (11 grandi elettori), Michigan (15 grandi elettori) e Wisconsin (10 grandi elettori). Oppure quella dopo ancora, quando i seggi si chiuderanno nell’ultimo Stato in bilico, il Nevada (6 grandi elettori). Se l’assegnazione degli Stati in bilico, invece, non avverrà in modo chiaro, il verdetto non potrà essere immediato. Scordiamoci di conoscere (con certezza, almeno) il vincitore nella notte tra martedì e mercoledì. Nel 2020, ad esempio, ci vollero ben quattro giorni per il conteggio dei voti.

QUANDO CHIUDONO I SEGGI

Per andare con ordine, le prime informazioni sull’esito del voto arriveranno dopo l’1 di notte. A quell’ora, infatti, cominceranno a chiudere il primo gruppo di seggi: la chiusura è prevista per quell’ora in Georgia (che è uno degli stati chiave e assegna 16 grandi elettori), Indiana, Kentucky, South Carolina, Vermont e Virginia.

A seguire, quando in Italia sarà l’1.30, si chiuderanno i seggi in North Carolina (16 grandi elettori), ma anche in West Virginia e in Ohio. Alle 2 di notte arriva la chiusura massiccia, in 17 Stati gli Stati Usa in cui chiudono i seggi, inclusa la cruciale Pennsylvania, che mette in palio 19 grandi elettori. Chiudono a quell’ora anche Oklahoma, Missouri, Tennessee, Mississippi, Alabama, Florida, Maine, New Hampshire, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New Jersey, Delaware, Maryland e la capitale Washington.

Alle 3 è in programma la chiusura dei seggi in altri 15 Stati tra cui il repubblicano Texas e altri tre Stati chiave: Arizona, Wisconsin e Michigan. Una volta chiusi anche questi, il verdetto dovrebbe esserci. Alle 3 si chiude il voto nel Wyoming, North Dakota, South Dakota, Nebraska, Iowa, Kansas, Louisiana, New Mexico, Colorado, Minnesota e New York.

Tra le 4 e le 5, chiudono i seggi di Utah, Montana e arriva anche l’ultimo ‘swing state’, ovvero il Nevada. Poi California, Oregon, Washington e Idaho. Gli ultimi seggi a chiudere, tra le 6 e le 7, sono quelli delle Hawaii e dell’Alaska.

Agenzia DIRE – www.dire.it




USA. Oggi è l’ “Election day”

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donald trump kamala harris 1024x576È arrivato l’Election Day del 5 novembre, ossia le elezioni che decideranno chi sarà il 47esimo presidente degli Stati Uniti, uno dei ruoli più potenti del mondo. Un appuntamento anticipato da colpi di scena, polemiche e spettacolari raduni, sullo sfondo di stravolgimenti e conflitti internazionali.

ELEZIONI AL VIA, A DIXVILLE A MEZZANOTTE TRUMP-HARRIS 3-3

I primi risultati elettoral arrivano da Dixville Notch, nel New Hampshire, dove il tradizionale voto di mezzanotte si è concluso con un pareggio per tre a tre fra la candidata democratica alla Casa Bianca Kamala Harris e l’ex presidente repubblicano Donald Trump.

La località si trova a pochi chilometri dal confine con il Canada. Al voto, che dal 1960 si tiene subito dopo la mezzanotte, nel primo martedì di novembre elettorale, hanno partecipato sei aventi diritto: quattro sarebbero di orientamento repubblicano, riferisce l’emittente Cnn, mentre due non avrebbero mai dichiarato alcuna affiliazione. Anche questa volta, gli elettori si sono riuniti al Balsams Hotel non appena aperto il seggio.

E anche questa volta il risultato del voto è stato annunciato prima di tutti gli altri nei 50 Stati americani, che saranno perlopiù espressi a partire dalle sette di mattina ora locale, non prima delle 11 in Italia.

Secondo Les Otten, uno dei votanti di Dixville Notch, citato dalla Cnn, la pubblicazione del tre a tre rappresenta “una lezione civile” per il Paese e “può aiutare gli americani a capire che votare è un parte importante dei loro diritti come cittadini”.

Nelle ultime due elezioni gli abitanti di Dixville Notch si sono espressi in favore dei candidati democratici alla Casa Bianca: prima per Hillary Clinton, sconfitta nel 2016, poi per Joe Biden, vincitore nel 2020. 

GLI ORARI DEL VOTO

I seggi apriranno oggi tra le 5 e le 10 del mattino, a seconda delle regole stabilite dai 50 governi federali. Quando i primi seggi (nel Maine) apriranno e si comincerà a votare, in Italia saranno le 11. In alcuni Stati tuttavia l’orario viene stabilito autonomamente dalle singole contee o municipalità. Anche l’orario di chiusura è facoltativo. I primi stati a chiudere (tra cui il ‘pesante’ stato della Georgia che assegna 16 elettori), lo faranno quando in Italia sarà l’1 della notte tra martedì e mercoledì 6 novembre.
In Italia cominceremo ad avere notizie nella notte tra martedì e mercoledì 6. Se uno dei due presidenti conquisterà subito un sufficiente numero di stati di peso (compresi i cosiddetti ‘swing States‘ o stati in bilico), allora intorno alle 3-4 di questa notte il vincitore sarà già chiaro. In caso contrario, potrebbero servire giorni per decretare chi sarà il nuovo presidente. Nel 2020 ce ne vollero quattro.

GLI ELETTORI

Alle urne sono chiamati a recarsi 161 milioni e 420mila elettori su una popolazione di circa 330 milioni: questo, almeno, il numero di aventi diritto che si sono registrati nel 2022, contro i 168 milioni e 310mila del 2020. Il sistema americano prevede infatti la registrazione obbligatoria e consente di votare di persona, nei seggi, oppure per posta o e-mail. Così, negli anni, sempre più Stati hanno optato per anticipare l’Election Day approfittando degli strumenti digitali. Il primo ad aprire le votazioni per email è stato l’Alabama, lo scorso 11 settembre. A seguire, il 20 settembre, hanno iniziato a esprimersi in Minnesota, Dakota del Sud e Virginia.

CHI VOTA PER POSTA

Possono inoltre votare per posta o email i soldati di stanza in Stati diversi da quello di appartenenza, come illustra il portale del Federal Voting assistence Program (https://www.fvap.gov/) mentre sul sito https://vote.gov/ si accede a tutte le informazioni necessarie per chi risiede dall’estero e per tante altre fattispecie: giovani alle prese con la prima votazione, persone con disabilità, cittadini senza fissa dimora o che hanno acquisito da poco la cittadinanza. Alle elezioni del 2020, quando Joe Biden batté Donald Trump, l’affluenza fu del 66,8%.

TRUMP E GLI IMPEACHMENT, KAMALA CHE SOCCORRE BIDEN

Nel segreto dell’urna, l’elettore potrà scegliere tra il candidato repubblicano Donald Trump – già presidente tra il 2016 e il 2020, il primo candidato presidente della storia americana ad affrontare due impeachment – e la vicepresidente uscente, la democratica Kamala Harris, subentrata a Joe Biden, che si è ritirato a quattro mesi dal voto. Sebbene la politica statunitense sia storicamente dominata dal bipartitismo, con “Great Old Party” e Dem che si alternano alla Casa Bianca, ci sono in lizza anche candidati indipendenti, oppure sostenuti da partiti politici minori. Tra questi, spiccnno i nomi di Jill Stein dei Verdi e Chase Oliver per il Partito libertario.

IL VOTO È INDIRETTO: ECCO COME FUNZIONA

Ma come funziona il sistema elettorale americano? Lo scrutinio è indiretto. Il singolo elettore infatti non vota direttamente per il candidato prescelto, me per uno dei grandi elettori che rappresentano il suo Stato – e che nella stragrande maggioranza dei casi sono di pari numero ai seggi che lo Stato vanta al Congresso.

I GRANDI ELETTORI E LA QUOTA 270

Si tratta quindi di una cifra proporzionale alla popolosità del singolo Stato: si va da un minimo di tre a un massimo di 54, come nel caso della California.
Questi a loro volta formeranno il Collegio elettorale, incaricato di scegliere il nuovo presidente. I grandi elettori sono in totale 538, ossia la somma di deputati e senatori al Congresso (535), più tre rappresentanti del Distretto di Columbia, dove si trova la capitale Washington. Quindi, il candidato che ambisce alla Casa Bianca deve raggiungere almeno quota 270. Da qui il termine “Road to 270“.
Il sistema è maggioritario, ciò significa che vale il meccanismo “winner takes all”: chi vince uno Stato otterrà tutti i voti espressi in quello Stato. I grandi elettori, a loro volta, vanno a formare il Collegio elettorale, che si riunirà per votare il presidente e il vicepresidente a gennaio.

I 7 SWING STATES O ‘STATI IN BILICO’

Gli Stati in totale sono 50, di cui la maggior parte storicamente orientata verso il partito repubblicano o democratico. A fare la differenza sono quindi i cosiddetti “Swing States“, ossia quelli in cui nei quattro anni di mandato l’affiliazione politica potrebbe cambiare. In questa tornata elettorale secondo gli analisti saranno Arizona, Carolina del Nord, Georgia, Michigan, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin. La partita per i candidati si sta infatti disputando principalmente qui.

IL 6 GENNAIO LA NOMINA FORMALE DEL NUOVO PRESIDENTE

Il 5 novembre gli elettori votano anche per il rinnovo del Congresso – formato da 435 deputati e 100 senatori – e per scegliere undici governatori. Il 6 gennaio, il Collegio elettorale riunito al Senato per la prima riunione in seduta comune del Congresso esprimerà le scelte dei cittadini e voterà il nuovo presidente, che si insedierà il 20 gennaio.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Elezioni Usa, a New York superato il milione di voti anticipati: domani l’election day

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donald trump kamala harris 1024x576Ultimo giorno, ieri, per esprimere il proprio il voto anticipato. In mattinata una lunga fila di persone era in paziente attesa davanti all’ingresso del Richard Gilder Center for Science, Education and Innovation, nel Museo di Storia Naturale a Manhattan, eletto per l’occasione uno degli “early voting site”, testimoniava il rinnovato interesse dei newyorchesi per il voto anticipato.
Un post pubblicato in mattinata su X dal NYC Board of Elections ha dichiarato che era stato “ufficialmente raggiunto il milione di votanti anticipati”. Intorno all’una di pomeriggio ora locale l’attesa stimata era di circa 45 minuti-un’ora. Alle 17 si sono chiusi definitivamente i seggi. “Every vote matters”, ogni voto conta, recitavano i cartelli elettorali sui pulmini in giro per la città, invitando i cittadini ad esprimere il proprio voto. L’appuntamento per l’election day è per domani, 5 novembre.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it




Congresso MAIE delle Americhe: un successo per la difesa degli Italiani all’Estero (FOTO)

congresso maie americhe

congresso maie americheIl Congresso del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) delle Americhe, tenutosi il 26 ottobre 2024 in Argentina, ha riunito le comunità italiane di Nord, Centro e Sud America. Oltre 200 dirigenti e attivisti del MAIE si sono incontrati per discutere temi cruciali legati ai diritti degli italiani all’estero. Tra i partecipanti di rilievo c’erano rappresentanti dei Comites (Comitati degli Italiani all’Estero), del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e numerosi coordinatori provenienti da diversi Paesi. Questo evento ha rafforzato il ruolo del MAIE come unico movimento politico presente in Parlamento dedicato esclusivamente alla tutela degli italiani all’estero.

Il Riconoscimento del Vicepresidente Vincenzo Odoguardi

Uno dei momenti più significativi del congresso è stato il riconoscimento del lavoro straordinario del vicepresidente del MAIE per il Nord e Centro America, Commendatore Vincenzo Odoguardi. Odoguardi è stato elogiato dal Presidente del MAIE Ricardo Merlo, dal Senatore Mario Borghese e dall’Onorevole Franco Tirelli. Grazie alla sua leadership, il MAIE ha rafforzato la sua presenza nel Nord e Centro America. Attualmente, conta oltre 53 coordinatori nella regione. Questo lavoro ha reso il MAIE la terza forza politica più rappresentativa degli italiani all’estero, subito dopo il Partito Democratico e la coalizione di centrodestra.

Il Supporto del MAIE agli Italiani all’Estero

Il MAIE si distingue come l’unico movimento politico in Parlamento che si occupa esclusivamente degli italiani all’estero. Durante il congresso, numerosi coordinatori hanno condiviso le loro esperienze e discusso delle iniziative locali. Queste azioni mirano a migliorare la qualità della vita degli italiani all’estero e a preservare la cultura italiana.

L’Impatto del Congresso sulle Comunità Italiane

La presenza di oltre 200 attivisti e rappresentanti di diverse organizzazioni dimostra quanto sia forte e radicata la presenza del MAIE. Questo evento ha mostrato come il movimento stia unendo gli italiani in diverse nazioni delle Americhe. La partecipazione di coordinatori da tutto il continente è stata un chiaro segno dell’efficacia del MAIE e del suo impegno costante per le comunità italiane all’estero.

Il Ruolo del MAIE in Nord e Centro America

Il MAIE oggi ha una presenza significativa in Nord e Centro America, dove oltre 53 coordinatori lavorano per connettere le comunità italiane. Questo impegno costante ha permesso al MAIE di crescere notevolmente e di rappresentare gli interessi degli italiani in tutto il continente americano. Il movimento è diventato una forza politica di rilievo non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale, rappresentando una vera alternativa politica per chi vive fuori dall’Italia.

Il Futuro del MAIE: Crescita e Sostegno agli Italiani nel Mondo

Il Movimento Associativo Italiani all’Estero continua a perseguire il suo obiettivo principale: rappresentare e difendere gli italiani che vivono lontano dalla madrepatria. Durante il congresso, il Presidente Ricardo Merlo ha sottolineato che il MAIE continuerà a essere al fianco degli italiani all’estero, lavorando per tutelare i loro diritti e rafforzare i legami culturali con l’Italia.

Il futuro del MAIE appare luminoso, con un numero crescente di attivisti e simpatizzanti. Questo movimento continua a essere una risorsa fondamentale per gli italiani che desiderano mantenere vivo il loro legame con le tradizioni italiane e far valere i propri diritti politici e sociali.

Il Congresso del MAIE: Un Momento Cruciale

Il Congresso del MAIE delle Americhe, tenutosi il 26 ottobre 2024, è stato un evento cruciale per il movimento e per la difesa degli italiani all’estero. Grazie all’impegno di figure come Vincenzo Odoguardi e ai tanti coordinatori presenti, il MAIE si conferma come una delle principali forze politiche dedicate agli italiani all’estero. La presenza di oltre 200 partecipanti, tra cui rappresentanti del CGIE (MAIE) e dei Comites (MAIE), testimonia la crescente importanza del MAIE a livello internazionale.

In un contesto in cui i diritti degli italiani all’estero sono spesso a rischio, il MAIE rimane un punto di riferimento. Il movimento lavora senza sosta per assicurare che la voce degli italiani all’estero sia ascoltata e che i loro interessi siano rappresentati in Parlamento.

In un contesto in cui i diritti degli italiani all’estero sono spesso a rischio, il MAIE rimane un punto di riferimento. Il movimento lavora senza sosta per assicurare che la voce degli italiani all’estero sia ascoltata e che i loro interessi siano rappresentati in Parlamento.




Washington, Ambasciatrice Zappia apre evento su ricostruzione Ucraina

washington ambasciatrice zappia apre evento su ricostruzione ucraina

washington ambasciatrice zappia apre evento su ricostruzione ucrainaL’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha aperto ieri l’evento “Partnerships for Reconstruction: the Road to the Rome Ukraine Reconstruction Conference 2025”, a cui ha partecipato il Ministro delle Finanze ucraino, Serhii Marchenko. L’iniziativa, ospitata all’Ambasciata d’Italia a Washington, in collaborazione con l’Ambasciata ucraina, era dedicata a un confronto sulle principali iniziative internazionali a sostegno dell’Ucraina in vista della prossima Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina 2025, che si terrà a Roma il 10 e 11 luglio prossimi e che riunirà leader internazionali, anche del settore privato, per coordinare e facilitare la ricostruzione del Paese dopo le devastazioni della brutale aggressione russa.

Nel suo intervento di apertura, l’Ambasciatrice Zappia ha sottolineato: “L’Italia è in prima linea a sostegno dell’Ucraina, a livello bilaterale, come Presidenza del G7 e in ogni foro multilaterale, in difesa dei valori di democrazia, libertà e stato di diritto. Anche con la Conferenza sulla Ricostruzione dell’anno prossimo, continueremo a svolgere un ruolo di primo piano. Ci concentreremo anche sulla preservazione del patrimonio culturale e la ricostruzione di centri storici e città, aspetti chiave del processo di ricostruzione.”

Dopo i saluti introduttivi dell’Ambasciatrice Zappia e dell’Ambasciatrice ucraina Oksana Markarova, è seguita una tavola rotonda, che è stata animata dal Ministro delle Finanze ucraino Marchenko, dall’Under Secretary of Commerce statunitense Marisa Lago, dall’Inviato Speciale della Farnesina per la ricostruzione dell’Ucraina Davide La Cecilia, dall’Assistant Administrator di USAID Erin McKee, oltre che dalla Vice Presidente della Banca Mondiale Antonella Bassani e dal Rappresentante del Fondo Monetario Internazionale in Ucraina Gavin Gray. All’evento ha partecipato anche Penny Pritzker, Rappresentante Speciale degli Stati Uniti per la ripresa economica dell’Ucraina.

È stata l’occasione per fare il punto sui progressi finora compiuti e per discutere dei prossimi passi, con particolare riferimento alla Piattaforma di Coordinamento Donatori Multi-Agenzia. Si è convenuto sull’importanza delle riforme, della decentralizzazione e del ruolo strategico che le collaborazioni pubblico-privato avranno per la ricostruzione dell’Ucraina.

A far da cornice all’evento, l’inaugurazione della mostra “Washington-Kyiv e ritorno”, realizzata dal fotografo italiano Massimo Listri e allestita nell’atrio dell’Ambasciata. L’esposizione sottolinea il profondo legame tra arte italiana e cultura ucraina, offrendo una preziosa testimonianza di opere ucraine ispirate da architetti italiani (Università di Kyiv, Palazzo presidenziale Mariinskyi) ed edifici che traggono ispirazione dal Rinascimento italiano (Chocolate House di Kyiv). L’esposizione, visitabile fino al 31 gennaio 2025, si compone di sedici fotografie di grandi dimensioni, scattate dopo l’invasione russa del 2022, in cui l’autore intende mettere in rilievo la fragilità del patrimonio ucraino minacciato dalla guerra e promuovere la cultura come strumento di dialogo e solidarietà.




La tormenta tropicale Oscar sulle Bahamas

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083559 5day cone no line and windOscar è arrivato alle Bahamas. Sta interessando la zona centrale e sud est dell’arcipelago. Si tratta comunque di una perturbazione poco organizzata e i cui venti massimi soffiano a 65 km orari.

È previsto cheOscar lascerà le Bahams questa notte o, al più tardi, nella giornata di domani, per dirigersi a nord, nell’Atlantico.

Gli esperti del Centro Uragani di Miami ne controllano la traiettoria per verificare se nei prossimi giorni interesserà le Bermuda.




Oscar è arrivato a Cuba

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115715 5day cone no line and windLa tormenta tropicale Oscar ha interessato nelle ultime ore la parte est di Cuba con venti massimi che soffiano a 75 km all’ora.

Nella giornata di domani Oscar si dirigerà verso le isole Turks e Caicos e quindi interesserà le Bahamas.

Secondo le previsioni degli esperti del Centro Uragani di Miami subito dopo la sua rotta continuerà a nord nelle acque aperte dell’Atlantico.




Odoguardi (MAIE): “Da New York il Movimento Associativo alla conquista degli USA”

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La partecipazione della delegazione del Movimento Associativo Italiani all’Estero, guidata dal presidente Ricardo Merlo, alle celebrazioni del Columbus Day, con la parata dell’orgoglio italiano in America nel cuore di New York, assume quest’anno un grande significato politico: il MAIE, dopo essersi rafforzato ulteriormente nella zona del Centro America e dei Caraibi, guarda agli Stati Uniti con grande interesse, pronto a radicarsi anche in territorio americano, per essere ancora più vicino ai connazionali.

Quello della Columbus Day Parade è stato solo uno dei tanti appuntamenti a cui hanno partecipato i vertici del Movimento Associativo. Insieme al presidente Merlo, infatti, oltre a celebrare Colombo e gli italiani d’America, nella Grande Mela abbiamo incontrato coloro che formeranno la squadra del coordinamento MAIE NY. Tutte persone che conoscono molto bene la comunità in cui vivono e di cui sono protagonisti a livello imprenditoriale, culturale, istituzionale.

La partecipazione alla serata di gala dell’Associazione Culturale Italiana di New York, inoltre, ci ha consentito di stringere relazioni con alcune delle personalità italiane più influenti di NY, ma non solo. In tanti hanno dimostrato di apprezzare la visione culturale del MAIE, esprimendo il proprio sostegno al Movimento Associativo.

Durante quell’occasione, il presidente dell’Associazione, Tony Di Piazza, ha consegnato il premio “Man of the Year” a Ricardo Merlo, per il suo percorso politico e istituzionale sempre teso a difendere i diritti degli italiani nel mondo. Anche in questo caso, un simbolo: gli italiani dell’America Settentrionale premiano un figlio di emigrati in America Latina, unendo così almeno per un attimo, con un filo tricolore invisibile, gli emigrati italiani di tutte le Americhe.

Proseguiremo con il lavoro in tutto il Nord America con crescente entusiasmo, pensando agli Stati Uniti, naturalmente, ma anche al Canada. Siamo partiti da New York, la circoscrizione consolare americana in cui vive il maggior numero di iscritti AIRE, ma arriveremo ovunque. Dovunque ci sia un italiano in America. Con il Movimento Associativo Italiani all’Estero la battaglia a favore dei diritti degli italiani all’estero continua.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




Washington, Ambasciatrice Zappia alle celebrazioni del Columbus Day

washington ambasciatrice zappia alle celebrazioni del columbus day

washington ambasciatrice zappia alle celebrazioni del columbus dayL’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha partecipato il 15 ottobre a New York alle celebrazioni del Columbus Day insieme alla Vicepresidente del Senato, Senatrice Licia Ronzulli, e al Vicepresidente della Camera dei Deputati, Onorevole Giorgio Mulè.

“Columbus Day è un giorno speciale per l’Italia negli Stati Uniti: celebriamo lo straordinario contributo che gli italo-americani hanno dato alla costruzione di questo Paese, al suo successo e alla realizzazione del sogno americano”, ha commentato l’Ambasciatrice. “I legami tra Italia e Stati Uniti, che si basano su principi e valori condivisi – democrazia, libertà e diritti umani – sono più forti che mai” ha aggiunto, sottolineando come la presenza di due importanti rappresentanti del Parlamento italiano sia una testimonianza di tale speciale partenariato.

Nel corso della parata, che ha portato il tricolore per le strade di New York, Zappia ha incontrato la Governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, e l’Arcivescovo di New York, il Cardinale Timothy Dolan, alla Cattedrale di Saint Patrick.

Significativa è stata anche la presenza di una nutrita rappresentanza del mondo istituzionale italiano a New York e di 9 gruppi regionali di Italea (il programma di promozione del turismo delle radici lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR), oltre che del COMITES di New York, della Scuola d’Italia a New York e degli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini.




Florida. Dopo gli uragani, il “batterio carnivoro”

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57c6c5cd 51d9 437a b844 b5f69e3c10acGli abitanti della Florida nelle aree colpite dagli uragani Helene e Milton affrontano un altro pericolo: il rischio di contrarre l’infezione dal mortale Vibrio vulnificus, noto come “batteri carnivori”, attraverso l’esposizione alle acque delle inondazioni.

Il Dipartimento statale della Salute ha riferito che le contee di Citrus, Hernando, Hillsborough, Lee, Pasco, Pinellas e Sarasota stanno registrando un insolito aumento di casi a causa degli impatti dell’uragano Helene.

In Florida sono stati registrati un totale di 70 casi e 11 decessi e, di questi, 38 infezioni e tre decessi sono legati a Helene, secondo i dati ufficiali dell’11 ottobre di quest’anno. Pinellas è la contea con il maggior numero di casi con 13 e un decesso.

Vibrio vive nelle acque costiere, comprese l’acqua salata e l’acqua salmastra, che è una miscela di acqua salata e acqua dolce. La maggior parte delle persone si infetta mangiando molluschi crudi o poco cotti, in particolare le ostriche. Alcuni quando una ferita aperta viene esposta all’acqua che contiene i batteri.

Eventi meteorologici estremi, come inondazioni costiere, uragani e mareggiate, possono far sì che le acque costiere entrino nelle aree interne, aumentando il rischio di infezioni da ferite da Vibrio per le persone esposte a tali acque, in particolare per gli sfollati anziani o con problemi di salute”.

 

Nuevo Herald