De Santis decide di sostenere Trump e si ritira dalle Primarie

ron desantis in october 2023

 

agi.it




Odoguardi (MAIE): cresce il turismo delle radici. Così si promuove l’Italia all’estero”

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odoguardiSono tantissime le iniziative messe in campo dal ministero degli Esteri e da quello del Turismo per fare in modo che i discendenti dei nostri emigrati possano recarsi in Italia alla scoperta delle proprie origini e per fare visita a quei luoghi che videro partire i propri antenati”. “Un progetto”, il “2024, anno del Turismo delle Radici”, che secondo quanto detto da Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, “sarà in grado di restituire vitalità ai borghi italiani, troppo spesso dimenticati, alimentando anche l’economia locale, oltre a far conoscere le bellezze del nostro Paese a chi vive lontano dallo Stivale ma ha l’Italia nel sangue”.
“Le radici italiane, la nostra cultura, le nostre tradizioni. E poi la bellezza incomparabile dei borghi italiani, sempre più al centro di un nuovo turismo, quello di ritorno appunto – ha detto ancora Odoguardi -. Proprio come accade con il caso di Taverna, in Calabria, borgo d’impronta medievale del catanzarese e città natale di Mattia Preti, tra i protagonisti del seicento pittorico italiano, che concorrerà al titolo di Capitale italiana della cultura 2027. Sarebbe davvero un’opportunità storica per un borgo come Taverna e per tutto il territorio che lo circonda”.
“Come MAIE ci siamo impegnati fin da subito, in ambito Turismo delle Radici, per coinvolgere al meglio i nostri connazionali, lavorando sempre in stretta collaborazione con le istituzioni italiane, come la Farnesina, e con gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, Comites e CGIE – ha proseguito ancora il vicepresidente MAIE -. Secondo Ivana Jelinic, presidente e ceo Enit, si stanno raccogliendo segnali di crescita da mercati per certi versi sorprendenti, a partire dai cospicui arrivi brasiliani o sudamericani, per arrivare ad americani, canadesi, coreani, vietnamiti e indonesiani attratti dai nostri particolarismi regionali”.
“Un’iniziativa, quella del turismo di ritorno, a cui ha lavorato alacremente anche il MAIE durante la sua esperienza di governo; progetto che sta già dando frutti importanti e che siamo convinti continuerà a crescere nel tempo”, ha concluso Odoguardi. (aise) 




Trump a valanga in Iowa. “Riprendiamoci l’America”

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c3f72831b0f6552415b0d7cc0aef7745Donald Trump vince la prima tappa delle primarie repubblicane in Iowa a valanga, in meno di mezz’ora dall’apertura dei caucus, con poco più del 50% dei voti e un distacco record di circa 30 punti, oltre il doppio del primato di Bob Dole nel 1988.

Stando ai risultati parziali dei caucus in Iowa, sui 40 delegati dello Stato per la convention dei repubblicani Donald Trump ne ottiene 20, Ron DeSantis 8 e Nikky Haley 7.

Lo riporta la Cnn.

ansa.it




Si è spento improvvisamente Marco Nobili, Console Generale a Vancouver

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img 9129È con grande dispiacere e incredulità che riportiamo la notizia della improvvisa scomparsa a soli 57 anni di Marco Nobili, Console Generale a Vancouver, avvenuta nella notte di venerdì scorso per un malore improvviso nella sua abitazione canadese.

Nativo di Montebelluna in provincia di Treviso,  cresciuto a Oderzo, dopo gli studi aveva intrapreso la carriera diplomatica, prima come Vice Ambasciatore a Khartoum in Sudan, poi  come Console in Croazia, Stati Uniti, Argentina e Svizzera.

Quattro lauree, l’ultima in Relazioni Internazionali, era stato nominato Console Generale d’Italia a Vancouver nel settembre dell’anno scorso, mostrandosi da subito, come sua abitudine, molto attivo e parte integrante della comunità italiana locale.

In questo momento di grande sgomento e sconforto vogliamo ricordare il recente accoglimento in Consolato della Delegazione dell’ICC – Italian Culinary Consortium della British Columbia, capitanata dallo Chef Giovanni Trigona, in cui si era discusso della difesa del Made in Italy e della battaglia dell’Italian Sound in supporto dei prodotti italiani autentici.

Da noi tutti una preghiera commossa per un gentiluomo sempre aperto per ogni problematica comunitaria.

Lascia la moglie, i due figli e la sorella Luisa ai quali vanno le nostre più sentite condoglianze.




Odoguardi (MAIE): “Auspichiamo, non da oggi, un Ministero per gli Italiani nel Mondo”

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images“Nell’ultima Legge di Bilancio è contenuta una misura che prevede multe fino a 5mila euro agli italiani nel mondo che non si iscrivono all’AIRE. Iscriversi all’Anagrafe degli italiani all’estero, per un italiano che vive oltre confine, è davvero molto importante, per tanti motivi –  afferma il vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi – In particolare, è estremamente utile per fare capire allo Stato italiano quale sia il numero reale dei connazionali residenti all’estero; quanto, quindi, contino le comunità italiane nel mondo, e quanto sia necessario offrire loro servizi efficienti in tempi dignitosi, investendo le risorse necessarie.

Se la rete consolare talvolta dimostra delle carenze – fa notare Odoguardi -, è anche perché a essa vengono dati fondi in base al numero degli iscritti AIRE, non a quello delle effettive presenze di connazionali.
Oggi abbiamo circa 6 milioni di italiani all’estero regolarmente iscritti, ma in realtà – tra cittadini italiani non registrati e oriundi – il numero si stima sia almeno dieci volte maggiore. Ovvio che i Consolati non siano in grado di reggere un peso e una pressione simile – fa rilevare il vice presidente del MAIE – Vogliamo sperare che l’esecutivo, con questo provvedimento, stia cercando di mettere in atto uno sforzo per riconoscere l’effettiva entità della diaspora italiana, e che dunque si muova di conseguenza, destinando maggiori fondi all’universo dell’emigrazione e ai servizi consolari. Se gli italiani nel mondo non si registrano all’AIRE, sono destinati a restare nell’oblio.

“Come Movimento Associativo Italiani all’Estero – conclude Odoguardi la sua dichiarazione – auspichiamo, non da oggi, un ministero per gli Italiani nel mondo, che possa prendersi cura di tutte le problematiche che riguardano quei connazionali che vivono lontano dallo Stivale”.




New York: rinnovo passaporti per i connazionali residenti in New Jersey

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passaporto23 Venerdì 9 febbraio, a partire dalle ore 9:00, presso i locali della Italian American Association a Ocean, nel New Jersey, i connazionali iscritti all’AIRE e residenti in New Jersey esclusivamente nelle Contee di Bergen, Hudson, Morris, Passaic, Sussex, Union, Warren, Essex, Middlesex, Monmouth, Hunterdon, Mercer e Somerset, potranno presentare la richiesta del rilascio del passaporto su appuntamento. A comunicarlo è il Consolato Generale d’Italia a New York, spiegando che gli interessati potranno richiedere un appuntamento fino al 7 febbraio scrivendo una email a newyork.missioni@esteri.it e allegando il modulo di richiesta scaricabile dal sito del Consolato e copia del precedente passaporto, se posseduto.
I connazionali riceveranno una email di conferma dell’appuntamento, che indicherà l’orario a cui presentarsi presso l’Italian American Association di Ocean. Il 9 febbraio non saranno ammessi coloro che non avessero ricevuto tale email di conferma. Nel caso non fosse possibile soddisfare tutte le richieste, verrà data priorità ai connazionali con età superiore ai 75 anni e a coloro che motiveranno, nella email di richiesta dell’appuntamento, la difficoltà a recarsi presso il Consolato Generale di New York o il Consolato Onorario di Elmwood Park.
La consegna del passaporto avverrà poi per posta prioritaria all’indirizzo indicato dal connazionale, che dovrà presentare il giorno dell’appuntamento tutta la documentazione richiesta e una busta priority mail preaffrancata con tracking number per la spedizione del passaporto al proprio domicilio.
I connazionali a cui verrà dato un appuntamento dovranno recarsi presso l’Italian American Association of the Township of Ocean, al 1110 di State Highway 35 South, Ocean, NJ 07712. (aise)




Tajani a colloquio con la Ministra degli Esteri del Canada

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fgtwtzcwaae6gb9ll Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha avuto un proficuo colloquio telefonico con la Ministra degli Esteri del Canada, Mélanie Joly.

Nell’evidenziare lo stato eccellente delle relazioni bilaterali, il Vice Presidente Tajani ha illustrato le linee guida della Presidenza italiana del G7, a partire dalla situazione in Medio Oriente e in Ucraina.

“Ho voluto ringraziare l’amica Mélanie per lo spirito di collaborazione con cui il Canada guarda all’agenda della presidenza italiana del G7. Roma e Ottawa condividono una visione comune su molti dossier, a cominciare dal sostegno all’Ucraina contro l’invasione russa” – ha affermato Tajani.

Nel corso del colloquio i due Ministri si sono concentrati sugli ultimi sviluppi della situazione a Gaza e hanno concordato circa la necessità di evitare una regionalizzazione del conflitto e di accelerare il percorso verso una soluzione politica e diplomatica che porti alla soluzione dei due popoli, due Stati. “È importante lavorare insieme fin d’ora anche alla preparazione degli scenari del dopo guerra, in maniera da dare una prospettiva concreta agli attori nella regione e alla popolazione civile. Bisogna creare un futuro di pace e stabilità per Gaza e per tutta la regione pensando già da ora a quando termineranno le ostilità” – ha aggiunto Tajani.
Oltre a confermare la crescente attenzione del Governo verso la regione dell’Indo-Pacifico, il Vicepremier ha offerto il sostegno italiano alla visione canadese sull’Artico. “Su questa regione del mondo si concentra in modo sempre più evidente l’attenzione politica di diversi Paesi. Il G7 a presidenza italiana non sottovaluterà l’importanza strategica di questo tema”.

“Come Presidenza italiana intendiamo valorizzare il carattere politico e strategico delle riunioni G7 Esteri: di fronte alle sfide internazionali attuali occorre rafforzare il livello di coordinamento e la coesione tra i Partner” ha concluso Tajani.




Al via la presidenza italiana del G7, oggi telefonata Tajani-Blinken

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downloadDal 1 gennaio, l’Italia ricopre la Presidenza del G7, un foro che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante nella tutela del sistema internazionale basato sulle regole e i valori democratici e nel far fronte alle sfide del nostro tempo.

Sotto la guida del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, verranno organizzate quattro delle riunioni ministeriali G7: due riunioni dei Ministri degli Esteri ad aprile (Capri) e poi in autunno a Fiuggi; una riunione dei Ministri del Commercio Internazionale a luglio (Reggio Calabria) e una riunione dei Ministri dello Sviluppo in autunno (Pescara).

L’anno della presidenza italiana del G7 avrà il suo culmine nel vertice dei Capi di stato e di Governo che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospiterà a Borgo Egnazia (Puglia) a giugno. Specifiche sessioni ministeriali saranno dedicate ai principali argomenti dell’attualità internazionale, da industria e spazio a interni, passando per infrastrutture e trasporti, clima, energia e ambiente, finanze, giustizia, ricerca, lavoro, agricoltura e salute.

La Presidenza italiana avrà fra le sue priorità, innanzitutto, il rispetto dell’ordine internazionale, profondamente scosso dalla guerra russa in Ucraina e dal conflitto in Medio Oriente, due temi su cui l’Italia manterrà alta l’attenzione dei partner e della comunità internazionale.

Ucraina e Medio Oriente saranno alcuni dei temi nell’agenda del colloquio che Tajani ha in programma oggi con il Segretario di Stato Usa Antony Blinken e che affronterà nei prossimi colloqui con i colleghi del Gruppo, in vista dell’avvio concreto dall’azione comune.

“La Presidenza avrà una naturale proiezione nel Mediterraneo, su cui abbiamo la responsabilità di promuovere soluzioni che favoriscano pace e stabilità per l’intera regione, a partire dal conflitto attualmente in corso in Medio Oriente. Continueremo inoltre a sostenere convintamente l’Ucraina, anche sul fronte della ricostruzione”, commenta Tajani. “Centrale sarà l’attenzione che verrà dedicata ai Balcani – area che da sempre ha un’importanza strategica per la stabilità di tutta l’Europa – e all’Africa, un continente con cui vogliamo promuovere partenariati paritari, efficaci e mutualmente vantaggiosi con i paesi africani, per la sicurezza e resilienza del continente”.

Il rapporto con tutti i protagonisti globali sarà uno dei temi cardine della Presidenza dell’Italia, consapevole del fatto che la complessità delle sfide globali richiede un confronto profondo e senza barriere, che guarderà anche all’area dell’Indo-Pacifico, una regione in forte crescita e al centro di una crescente competizione internazionale.

La Presidenza italiana non mancherà di affrontare temi decisivi come: cambiamento climatico e perdita di biodiversità; commercio internazionale basato sulle regole; transizione digitale, incluso lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale; raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile; il nesso tra sviluppo e migrazioni. “L’Italia confermerà con chiarezza nell’agenda del G7 le questioni migratorie” – ha commentato il Vicepremier. “Si tratta di una priorità che il governo ha posto in ogni sede e su cui abbiamo avviato a luglio un percorso condiviso con la comunità internazionale, lanciando il “Processo di Roma” con la Conferenza su Migrazioni e Sviluppo che abbiamo ospitato alla Farnesina, coinvolgendo i Paesi del Mediterraneo, africani e del Golfo”.

Nell’affrontare temi e sfide tanto complessi, la Presidenza italiana cercherà di distinguersi per un metodo improntato al dialogo e alla collaborazione – mantenendo sempre fermi i capisaldi del rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani – lavorando insieme ai partner per cercare soluzioni innovative in grado di promuovere la stabilità nei principali quadranti di crisi e lo sviluppo sostenibile delle economie emergenti.




È morto Henry Kissinger. Aveva 100 anni

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immagine singola per sito 11Henry Kissinger, forza dominante e polarizzante nella politica estera degli Stati Uniti, è morto all’età di cento anni“: questo il titolo scelto oggi dall’emittente Cnn per annunciare la scomparsa dell’ex segretario di Stato americano.

Origini ebraiche, in fuga dall’Europa alla vigilia della Seconda guerra mondiale, giunto negli Usa 15enne, Kissinger è morto nella sua casa in Connecticut. Fu premio Nobel per la pace nel 1973, insieme con Le Duc Tho, per aver avviato la composizione del conflitto in Vietnam. Nello stesso anno, sostenne il golpe di Augusto Pinochet contro il presidente Salvador Allende in Cile. Fu anche artefice della cosiddetta “diplomazia del ping-pong“, la politica delle visite e del dialogo con la Cina comunista.

“E’ una perdita terribile per entrambi i Paesi e per il mondo” ha scritto sul social network X l’ambasciatore di Pechino a Washington, Xie Feng.

ag Dire – www.dire.it




L’Ambasciatore De Chiara: «Italia e Messico hanno molte possibilità di collaborazione»

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luigidechiarab2vmediavertRiproduciamo di seguito l’intervista realizzata all’Ambasciatore d’Italia in Messico, Luigi De Chiara, da B2V Media, portale di contenuti, eventi e relazioni aziendali per il settore imprenditoriale in Messico. 

Qual è stata la sua esperienza come Ambasciatore d’Italia in Messico?

Tra i compiti degli ambasciatori la comunicazione pubblica è sempre più importante, per questo ogni iniziativa di questo tipo mi fa molto piacere.

Il Messico è certamente un Paese dell’America Latina, ma ha anche una lunga e dinamica frontiera con gli Stati Uniti, appartiene al G20 ed è membro dell’OCSE. È una nazione economicamente importante e politicamente molto attiva, soprattutto nel quadro multilaterale delle Nazioni Unite, motivo per cui offre un’ampia finestra di possibilità di collaborazione con l’Italia.

Com’è l’esperienza di collaborare con il Messico?

In ambasciata non ci occupiamo esclusivamente della cooperazione politica e commerciale, ma siamo, inoltre, una delle poche rappresentanze diplomatiche in questo Paese ad avere un addetto scientifico e tecnologico. Presto avremo anche un esperto fitosanitario, visto che siamo alla vigilia della firma dell’accordo tra l’Unione Europea e il Messico che faciliterà ulteriormente gli scambi bilaterali, soprattutto nel settore dei prodotti agricoli ed enogastronomici. Molto presto, infine, inaugureremo l’ufficio dell’addetto militare, un importante punto di contatto dopo l’intensificarsi negli ultimi anni della collaborazione tra le forze armate dei due Paesi. Molto interessante è lo scambio soprattutto tra la Guardia Nazionale e l’Arma dei Carabinieri —uno dei più antichi esempi di gendarmeria nazionale con compiti di sicurezza— con una rilevante trasmissione dell’esperienza italiana nel campo della tutela del patrimonio artistico e culturale.

Come vede l’Italia il Messico nell’ambito della crescita globale?

Il Messico è stato in un certo senso un Paese molto fortunato, perché negli ultimi anni tutti i problemi sorti a livello globale si sono trasformati in opportunità per la sua crescita economica. Credo che in questo momento esistano tutte le condizioni necessarie per lo sviluppo di una vera industria messicana. I settori pubblico e privato si sono tradizionalmente concentrati sull’attrazione degli investimenti esteri, ma credo che sarebbe necessaria una maggiore enfasi sulla promozione degli investimenti nazionali.

Qual è la sua visione sull’agenda 2030?

L’intera agenda 2030 riunisce in un unico codice gli obiettivi di sviluppo sostenibile che sono stati le grandi bandiere della visione politica dell’Unione Europea nel quadro delle Nazioni Unite negli ultimi 20-30 anni. Quando si parla di quest’agenda, molti pensano che si riferisca esclusivamente alla tutela dell’ambiente, ma non è esattamente così. È una visione della trasformazione del rapporto tra la comunità, il sistema economico e l’ambiente che li ospita. Negli ultimi 10-15 anni, a causa delle sfide globali che richiedono interventi molto urgenti —come il cambiamento climatico— si è parlato molto di sostenibilità e oggi questi temi occupano i primi posti delle priorità globali. Il Messico ha un ruolo di primo piano nel quadro delle Nazioni Unite nel dibattito sullo sviluppo e sulla tutela dell’ambiente, anche se mi sembra che nel contesto della cultura d’impresa sia un po’ più indietro di quanto ci si potrebbe aspettare. Ci sono esempi di aziende molto avanzate, ma il resto del Paese ha ancora molta strada da fare. È inevitabile, tuttavia, che considerazioni di questo tipo dovranno imporsi rapidamente nei prossimi anni.

Quali benefici può offrire l’Italia ai giovani messicani?

Disponiamo di strumenti come borse di studio del Ministero degli Affari Esteri e delle università, nonché un programma a livello europeo chiamato Erasmus Mundi che consente di completare programmi accademici in Messico con sei mesi o un anno in un ateneo europeo.

Qual è il ruolo che gioca il valore umano all’interno dell’Ambasciata?

All’Ambasciata lavora una squadra piccola: siamo circa 30 persone. Meno di 10 di noi provengono dall’Italia e il resto viene assunto localmente. Anche noi abbiamo problemi e cerchiamo di migliorare continuamente negli aspetti individuali e professionali come struttura organizzativa. Una delle cose che stiamo cercando di implementare è la piena uguaglianza di genere. Nei quattro anni che ho passato qui, tutte le persone che abbiamo assunto sono donne, senza bisogno di discriminazioni positive, ma unicamente a seguito dei concorsi che si sono svolti. D’altro canto, la trasparenza verso il pubblico circa le attività che svolgiamo è un valore molto importante e riduce il rischio che si possano verificare episodi di corruzione. Il lavoro di comunicazione e collaborazione con la comunità italiana è molto piacevole e gratificante. I nostri connazionali residenti in Messico sono perfettamente integrati nel Paese e, allo stesso tempo, generalmente non hanno bisogno dell’Ambasciata per mantenere i contatti con l’Italia.

Foto: B2VMedia

da puntodincontro.mx