Gli incendi in Canada inquinano il cielo di New York
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Il cielo di New York è di un colore a metà tra il marrone e l’arancione, velato, come nebbioso. Ma non si tratta di nebbia, bensì di fumo e fuliggine, oltre a particelle di cenere, che arrivano dal non lontano Canada, dove da giorni sono in corso pesanti incendi. Il fenomeno, anziché migliorare, è andato peggiorando e ora le autorità della metropoli stanno correndo ai ripari e consigliano alle persone di rimanere in casa: l’aria è troppo inquinata e potrebbe essere pericolosa. Basti pensare che l’indice della qualità dell’aria, a causa del fumo e della cenere degli incendi in Canada, ha raggiunto quota 342: un numero altissimo, che mette New York tra le città più inquinate al mondo (insieme a Jakarta e Nuova Delhi). Oltre allo stato di New York, sono interessati dal problema della maxi nube di fumo tutti gli stati americani del Nord Est, quelli che affacciano sull’Atlantico: sono coinvolti 13 stati, da New York e il New England fino al South Carolina.
“SE POTETE STATE AL CHIUSO”
Il governatore di New York, Kathy Hochul, ha parlato di “un’emergenza che potrebbe durare alcuni giorni. Bisogna prepararsi per il lungo termine”. E ha mandato questo messaggio: “Se potete stare al chiuso, state al chiuso“. Perchè respirare l’aria, in questo momento, è nocivo per i residenti. Le scuole di New York hanno cancellato le attività all’aperto, il sindaco di New York invita i residenti a rimanere poco tempo all’aperto o a usare la mascherina. La densa coltre di fumo (che rende invisibili a distanza i grattacieli) sta creando problemi anche negli aeroporti, per una questione di visibilità.
ag. dire – www.dire.it
Odoguardi (MAIE): “A Boston consegneremo 2 borse di studio a figli di italiani che si sono distinti negli studi”
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Lo scorso 25 maggio a Washington DC si è tenuta la 34esima edizione del National Education and Leadership Awards (NELA) Gala, organizzata dalla Sons of Italy Foundation, il braccio filantropico di Order Sons and Daughters of Italy in America (OSDIA).
Erano presenti, tra gli altri, l’Ambasciatrice d’Italia Mariangela Zappia, Presidente Onoraria del Gala, e cinque personalità della collettività italo-americana che sono state insignite quest’anno per il loro contributo a favore della collettività: il Membro del Congresso Bill Pascrell, co-presidente della Italian American Congressional Delegation; l’attore Tony Lo Bianco; e figure di spicco del mondo imprenditoriale statunitense quali Anthony Naccarato, Jill Albertelli e Augustin Tellez.
E’ stata una serata celebrativa del contributo degli italo americani al successo degli Stati Uniti e delle solide relazioni con l’Italia; durante l’evento, sono state attribuite borse di studio a giovani italo-americani meritevoli.
Come vicepresidente MAIE, un movimento culturale nato da e per gli italiani all’estero, plaudo all’iniziativa e rivolgo le mie più vive congratulazioni alle personalità italo-americane premiate. Organizzazioni come la Sons of Italy Foundation svolgono certamente un ruolo fondamentale nel mantenere vive le tradizioni italiane e nel tenere alta la bandiera dell’italianità.
Come Movimento Associativo Italiani all’Estero, presente anche negli Stati Uniti, teniamo moltissimo alla diffusione della cultura italiana nel mondo. Anche per questo, lo ricordo con fierezza, come MAIE, quando siamo stati al governo, abbiamo contribuito con forza a stanziare la somma record di 50 milioni di euro per la promozione della nostra cultura e delle lingua italiana all’estero. E sempre come MAIE, nelle prossime settimane consegneremo a Boston, nella sede del Club Italia, due borse di studio a figli di residenti italiani che si sono distinti in questo anno accademico.
Da parte nostra, continua l’impegno a favore degli italiani residenti oltre confine e del Sistema Italia nel mondo.
Washington: una serata per celebrare il contributo degli italoamericano al successo USA
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Una serata celebrativa del contributo degli italo americani al successo degli Stati Uniti e delle solide relazioni con l’Italia, nel corso della quale sono state attribuite borse di studio a giovani italo-americani meritevoli. Questo il tema conduttore della 34esima edizione del National Education and Leadership Awards (NELA) Gala, organizzata il 25 maggio a Washington DC dalla Sons of Italy Foundation, il braccio filantropico di Order Sons and Daughters of Italy in America (OSDIA). Presente l’ambasciatrice d’Italia negli USA, Mariangela Zappia (foto), presidentessa onoraria del Gala, e le cinque personalità della collettività italo-americana che sono state insignite quest’anno per il loro contributo a favore della collettività: il membro del Congresso Bill Pascrell, co-presidente della Italian American Congressional Delegation; l’attore Tony Lo Bianco; e figure di spicco del mondo imprenditoriale statunitense quali Anthony Naccarato, Jill Albertelli e Augustin Tellez.
“Le relazioni tra i nostri due Paesi rappresentano un’alleanza indistruttibile, una partnership strategica e una lunga, profonda amicizia”, ha osservato l’ambasciatrice Zappia richiamando quanto disse la presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, lo scorso anno nel suo primo messaggio alla comunità italo americana. L’ambasciatrice ha inoltre ricordato le tragiche morti e i danni in Emilia-Romagna, ringraziando la comunità italo-americana per la solidarietà concreta dimostrata ed esprimendo ammirazione per la forza, il coraggio e la determinazione della popolazione locale in questi momenti così difficili: “ma non è una sorpresa”, ha detto Zappia, “tutti noi sappiamo quanto forti, coraggiosi e resilienti siano gli italiani”.
Ospiti del Gala anche Joseph Sciame, presidente della Sons of Italy Foundation, Robert Bianchi, presidente Nazionale di Order Sons and Daughters of Italy in America (OSDIA), e l’attore Joe Mantegna, che ha introdotto sul palco i vari momenti della serata.
Nel corso del suo intervento l’ambasciatrice Zappia ha evidenziato l’importante ruolo di OSDIA e della comunità italo americana nella promozione dell’insegnamento dell’italiano, terza lingua straniera più studiata negli Usa nel 2021, e del turismo americano verso l’Italia, primaria destinazione straniera per gli americani con circa 3 milioni di statunitensi che hanno visitato il nostro Paese nel 2022. Ha valorizzato inoltre la candidatura di Roma a ospitare l’Esposizione Universale 2030, incentrata su “Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione” e ha valorizzato l’importante ruolo che la grande comunità italo americana, stimata in circa 20 milioni di cittadini americani, avrà nella promozione di una nuova campagna dedicata al “Turismo delle Radici” per unire riscoperta delle proprie origini alla valorizzazione del grande patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano. (aise)
New York sprofonda. I grattacieli pesano troppo
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
L’innalzamento del livello del mare e i cambiamenti climatici non sono i soli pericoli che minacciano la sopravvivenza futura delle città costiere ovunque nel mondo. Il terreno sotto New York City sta sprofondando di 1-2 millimetri all’anno a causa della pressione esercitata dall’enorme massa di edifici, infrastrutture e di oltre 8,5 milioni di residenti.
A rivelare uno scenario preoccupante è uno studio realizzato da diverse entità, tra cui United States Geological Survey (USGS), rilanciato dalla Bbc. Per rendere l’idea del peso che il terreno deve supportare, i ricercatori hanno fatto una stima numerica: su New York City, con una superficie di 777 km2, gravano 762 milioni di tonnellate di cemento, vetro e acciaio, di soli edifici. Per avere un quadro più completo bisognerebbe integrare infissi, accessori e mobili all’interno di quei milioni di edifici oltre alle infrastrutture di trasporto e gli 8,5 milioni di persone che la abitano.
New York non è l’unica metropoli che ‘sprofonda’
Secondo lo studio, a causa della pressione esercitata sul terreno sulla quale la Grande Mela è stata costruita, questo si affossa di 1-2 mm all’anno, che va aggiunto all’innalzamento del livello del mare di 3-4 mm nello stesso arco temporale, causando in pochi anni problematiche significative per la metropoli americana. In realtà a New York non si tratta di un fenomeno nuovo poiché la città ha già sofferto di subsidenza dalla fine dell’ultima era glaciale. Sollevate dal peso delle calotte glaciali, alcune terre sulla costa orientale si stanno espandendo, mentre altre parti della massa continentale costiera, inclusa la parte su cui si trova New York City, sembrano stabilizzarsi.
“Quel rilassamento causa la subsidenza”, ha sottolineato Tom Parsons, geofisico ricercatore presso il Pacific Coastal and Marine Science Center dell’USGS a Moffett Field, in California. Ma il caso di New York è emblematico di una problematica globale che riguarda altre città costiere messe in pericolo dall’effetto coniugato dell’urbanizzazione, del peso demografico e dei cambiamenti climatici che si manifestano ad esempio con l’innalzamento del mare.
Uno spartiacque si è manifestato nel 2020, momento in cui su scala mondiale la massa di oggetti fabbricati dall’uomo ha superato quella costituita da tutta la biomassa vivente. Col risultato che alcune città, come Jakarta, capitale dell’Indonesia stanno affondando molto più velocemente di altre, a causa dell’azione combinata di subsidenza e innalzamento del livello del mare.
“In alcune città stiamo assistendo a una subsidenza di pochi centimetri all’anno”, ha riferito Steven D’Hondt, professore di oceanografia all’Università del Rhode Island a Narragansett. A questo ritmo, stanno affondando molto più velocemente di quanto il livello del mare si stia alzando per affrontarlo, quindi “dovremmo aumentare lo scioglimento del ghiaccio di un ordine di grandezza per corrispondere a quello”. Nel 2022 D’Hondt realizzò con altri uno studio sulla base di immagini satellitari per misurare i tassi di subsidenza in 99 città costiere di tutto il mondo.
Il sud est asiatico è più a rischio
“Se la subsidenza continua a tassi recenti, queste città saranno flagellate da gravi eventi alluvionali molto prima del previsto”, avevano scritto D’Hondt e i suoi colleghi Pei-Chin Wu e Matt Wei, entrambi dell’Università del Rhode Island. Il Sud-Est asiatico è ai primi posti nell’elenco delle città che subiscono il cedimento più rapido.
Parti di Jakarta si stanno abbassando tra 2 cm e 5 cm all’anno, ma accanto a lei, che sta per essere sostituita come capitale dell’Indonesia da una città in costruzione a 1996 km di distanza, ci sono Manila (Filippine), Chittagong (Bangladesh), Karachi (Pakistan) e Tianjin (Cina), che subiscono già danni alle infrastrutture e frequenti inondazioni. Inoltre un’ampia porzione di Semarang in Indonesia sta affondando di 2-3 cm all’anno, mentre un’area significativa nel Nord di Tampa Bay, in Florida, si sta abbassando di 6 mm ogni anno.
Nel frattempo, anche se non si trova sulla costa, Città del Messico sta affondando in modo sorprendentemente preoccupante di 50 cm all’anno, conseguenza del lontano intervento dei coloni spagnoli che hanno prosciugato le sue falde acquifere sottostanti quando l’hanno occupata. La ricerca ha suggerito che potrebbero volerci altri 150 anni prima che l’affondamento si fermi. Man mano che l’ambiente costruito dall’uomo continua a crescere, aggiunge pressione al suolo e al substrato roccioso sottostante che può portare al cedimento.
“Un certo livello di questo cedimento avviene naturalmente. Tuttavia, può essere notevolmente accelerato dagli esseri umani, non solo dal carico dei nostri edifici, ma dalla nostra estrazione di acque sotterranee e dalla nostra produzione di petrolio e gas in profondità”, ha fatto notare Wei.
Il contributo relativo di ciascuno di questi fenomeni varia da luogo a luogo, rendendo difficile la comprensione del problema della subsidenza costiera. Le soluzioni ci sono ma variano a seconda delle cause locali di cedimento. La prima, più ovvia, hanno suggerito i ricercatori, è smettere di costruire. L’assestamento del terreno sotto gli edifici è generalmente completato uno o due anni dopo la costruzione. Sebbene gran parte di New York City abbia un substrato roccioso di scisto, marmo e gneiss, queste rocce hanno un grado di elasticità e fratture che spiegano parte del cedimento.
“Ma il terreno ricco di argilla e i materiali di riempimento artificiali che sono particolarmente diffusi nella parte bassa di Manhattan possono causare alcune delle maggiori quantità di subsidenza”, secondo gli autori dello studio. Quindi garantire che gli edifici più grandi siano posizionati su una base rocciosa più solida potrebbe aiutare a ridurre la tendenza al ribasso.
Un’altra soluzione, almeno per alcuni luoghi, è quella di rallentare il prelievo delle acque sotterranee e l’estrazione dalle falde acquifere sotterranee. Ineluttabilmente la crescente urbanizzazione aumenterà la quantità di acque sotterranee estratte e si combinerà con ancora più costruzioni per far fronte alla crescente popolazione. Pertanto sarà necessario trovare modi più sostenibili per soddisfare il fabbisogno idrico della città e mantenere i livelli delle acque sotterranee.
Le città costiere corrono ai ripari
Finora, però, le città costiere stanno elaborando piani spesso disordinati e imperfetti di costruzione e manutenzione, puntando ad esempio sulla costruzione di dighe marittime per contrastare le inondazioni. A Tokyo, ad esempio, l’adattamento alla subsidenza del suolo prevede da un lato la costruzione di strutture fisiche come dighe in cemento, stazioni di pompaggio e paratoie, unita a misure sociali come prove di evacuazione e sistema di allerta precoce. In alcuni casi sono i residenti stessi a intervenire con soluzioni ad hoc.
Già nel 2021 una ricerca ha documentato che i residenti di Jakarta, Manila e Ho Chi Minh City hanno sollevato i pavimenti in casa, spostato gli elettrodomestici e costruito ponti improvvisati tra le case in zone paludose. Poi sono stati costruiti serbatoi di attenuazione che si trovano sottoterra e rilasciano l’acqua piovana a una velocità controllata e lenta.
“Penso che i governi debbano essere preoccupati. Se non vogliono avere una massiccia perdita di infrastrutture e capacita’ economica in pochi decenni, devono iniziare a pianificare subito”, ha suggerito D’Hondt. Tra le soluzioni innovative già emerse in occasione della tavola rotonda sulle città galleggianti, organizzata dalle Nazioni Unite nel 2019, c’e’ l’idea di realizzare strutture di pontoni. Cruciale per il loro futuro l’eliminazione dei gas serra che impedirebbe o ritarderebbe almeno un po’ lo scioglimento delle calotte polari, rallentando l’innalzamento del livello del mare.
agi.it
Oggi DeSantis annuncerà su Twitter la sua candidatura a Usa 2024
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Ron DeSantis annuncerà la sua candidatura alle presidenziali Usa del 2024 oggi su Twitter Spaces, durante un colloquio con Elon Musk, il miliardario nuovo patron della piattaforma. Dopo mesi di attesa di una candidatura scontata, e giorni di anticipazioni riguardo all’annuncio previsto per questa settimana, il portavoce del governatore della Florida ha confermato che DeSantis entrerà ufficialmente nella corsa per la nomination repubblicana come principale sfidante di Donald Trump.
Dopo la chat su Twitter, prevista alle 18, la mezzanotte in Italia, vi sarà la diffusione del classico video di annuncio della candidatura e anche un’intervista a Fox News, l’emittente storicamente di riferimento dei conservatori americani. Ma la vera sorpresa è il coinvolgimento di Twitter dell’era Musk nell’annuncio del repubblicano. La discussione sul social tra DeSantis e Musk sarà moderata da David Sacks, imprenditore tech, amico di Musk che è uno dei grandi finanziatori pro DeSantis che proprio questo weekend si riuniscono in un grande albergo di Miami per incontrare il governatore ed il suo team e dare inizio ufficialmente alla raccolta dei fondi per la sua campagna.
adnkronos.com
New York. Il ristorante tipico, fondato da un italiano, dove tutte le cuoche sono nonne
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Qualsiasi piatto preparato che vien descritto nel menu come “della nonna” guadagna un prestigio che non gli garantisce comunque una stella Michelin o un sole Repsol. Lo sanno anche a Staten Island, New York (USA). Lì, un ristorante chiamato Enoteca María ha i migliori chef e cuochi: sono vere nonne di diversi paesi che preparano le loro ricette stellari.
Più di trenta donne mettono in tavola ricette tipiche provenienti da Algeria, Argentina, Colombia, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Kazakistan, Corea, Messico, Filippine, Polonia, Portorico, Sri Lanka, Siria, Taiwan, Turchia e Venezuela.
Il fondatore dell’Enoteca Maria è Jody Scaravella, un italiano residente negli Stati Uniti che ha deciso nel suo ristorante di rendere omaggio a sua nonna, Maria, attraverso le nonne del mondo. Ma anche, come spiega sul suo sito web, il suo obiettivo è collegare culture diverse attraverso la gastronomia.
“L’obiettivo di Nonnas in Training (Nonne in formazione) è mantenere viva la trasmissione di tecniche e conoscenze da una generazione e da una cultura all’altra”, spiegano. Le nonne al timone della cucina dell’Enoteca Maria insegnano agli aspiranti chef in un corso giornaliero gratuito. «L’unico neo è che non puoi scegliere la nazionalità dello chef con cui studierai», chiariscono.
Con tutte le ricette, l’idea di Scaravella è quella di scrivere un grande libro virtuale dal titolo “Nonnas of the World”, dove chi vuole può caricare una breve biografia della nonna, tre foto e una ricetta, sempre nella propria lingua madre.
tradotto e rivisto da eldebate.com
USA. “Come riscoprirsi in una vita all’estero”, è il prossimo evento del Comites Houston
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Il prossimo evento del Comites Houston “𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒐𝒑𝒓𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒊𝒏 𝒖𝒏𝒂 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒆𝒔𝒕𝒆𝒓𝒐“ si terrà presso l’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥 & 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐲 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐞𝐫.
“È per noi un grande onore essere ospitati nella storica Milford House nel Museum District di Houston e collaborare con questa prestigiosa istituzione – afferma il Comites in una nota – Da oltre 45 anni, l’𝐈𝐂𝐂𝐂 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞, 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨. Fondata nel 1976 come organizzazione parapluie che coordinava oltre 20 club italiani nella zona di Houston, nel 1982, l’ICCC è diventata una non-profit consolidando il suo impegno nel servire italiani a Houston, italo-americani e italofili. 🤝🌍
L’ICCC offre una varietà di servizi e attività per promuovere la cultura e il patrimonio italiano, tra cui:
🇮🇹 La Scuola di Lingua Italiana con corsi di italiano per adulti e bambini, tenuti da insegnanti madrelingua altamente qualificati.
📖Conferenze su storia, letteratura e musica
🍷Degustazioni di vini e cene dedicate alle regioni italiane
🍝Corsi di cucina per appassionati della gastronomia italiana
🎬Proiezioni di film contemporanei
👓Corsi di arricchimento culturale
📖Presentazioni di libri.
Per ulteriori informazioni sulle attività dell’ICCC, vi invitiamo a visitare il loro sito all’indirizzo: www.iccchouston.com
Jill Biden, la “first lady” dalle radici italiane
scritto da Fatti Nostri | 8 Giugno 2023
Un omaggio alla tradizione italiana, ricordando i pomeriggi da bambina guardando la nonna con le mani piene di farina, sentendo il profumo del pane appena sfornato. È quello contenuto nel messaggio che la first lady degli Stati Uniti, Jill Biden, in questi giorni in Europa, ha rivolto alla Noiaw, National Organization of Italian American Women, la più grande associazione delle donne italoamericane che sabato ha celebrato il 43° anno della fondazione, in un video che Agi ha potuto visionare.
Le radici italiane
Gli antenati di Jill Biden erano italiani, emigrati dal paese di Gesso, in Sicilia. Si chiamavano Giacoppo, o Giacobbo. Il loro cognome, come accadde a milioni di italiani, venne poi americanizzato e divenne Jacobs. Jill Jacobs Biden, però, non ha dimenticato le sue origini. “La casa di mia nonna – ha ricordato la first lady – era antica e ben arredata negli anni, ma io non ho mai dovuto preoccuparmi di non mettere i miei piedi sul divano o di lasciare le impronte sulle vetrine. Dovevo essere solo me stessa quando la mia famiglia passava ogni weekend nel sud del New Jersey e io mi svegliavo al profumo del pane italiano appena sfornato”.
“Amavo – ha aggiunto – vederla fare la pasta a mano, con il suo grembiule, le mani piene di farina, il profumo di basilico e di pomodoro fresco che dal giardino inondava la casa”. “Nei giorni – ha continuato la first lady – in cui preparava la salsa, io restavo affascinata dal modo musicale in cui sgridava in italiano mio nonno, quando lui lasciava il pesce a essiccarsi sul calorifero nel retro della casa, quando tornava dalla pesca. E quando lei mi abbracciava, e tutto in quell’attimo appariva perfetto. La sua casa era amore, risate e famiglia”.
Jill Biden ha ricordato come la nonna facesse sentire tutti a casa, non importava chi fosse. “Questi – ha ricordato – sono i valori che ho preso dalla mia parte italiana ed è ciò che ho portato con me alla Casa Bianca. Ma la cosa buffa riguardo mia nonna è che lei non era italiana. Quando si innamorò di mio nonno, lei si innamorò del cibo, la musica, la lingua e la cultura italiana proprio come è capitato a me. È diventata parte di lei e ovviamente non era la sola”.
“L’arte, la musica, le storie e la cultura italiana e italoamericana sono così profondamente intrecciate nel tessuto di questo Paese che la linea è sfumata. Noi possiamo trovare un pezzo della nostra terra in ogni angolo di questa nazione”.
Il ruolo delle donne italoamericane
“Ed è per questo – ha proseguito – che le donne italoamericane hanno allevato famiglie e abbattuto muri, costruito le nostre città e raggiunto i più alti livelli di influenza. Donne come quelle che oggi stiamo celebrando. Come le leader di questa organizzazione, dei nostri eletti, donne come tutte voi” e “naturalmente gli uomini che ci amano e ci onorano”.
L’evento celebrava anche tre personaggi della comunità italoamericana: Mary Calvi, giornalista televisiva della Cbs e scrittrice; Cristina Carabetta, avvocata e imprenditrice, e Joseph Sciame, vicepresidente della St. John’s University. La first lady ha concluso il video messaggio, ricordando quanto sia felice di condividere le origini italiane.
“Sono orgogliosa – ha rivelato – di far parte di questa eccezionale comunità, per questo mi complimento per i 43 fantastici anni in cui avete unito le persone, dato il dono dell’istruzione e costruito il nostro futuro sui valori che condividiamo. E grazie per il vostro impegno nel mantenere forte la nostra comunità negli anni che verranno”. Il messaggio è stato chiuso con un “grazie” pronunciato in italiano.
agi.it
Toronto. Anche in Canada il decoder gratis del MAIE
scritto da Alex Ziccarelli | 8 Giugno 2023
Ieri abbiamo intervistato Francesco Bisignano, il Coordinatore del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) a Toronto, in Canada.
Imprenditore di grande successo nel settore della ristorazione, gestisce come proprietario con grande professionalità alcuni fra i ristoranti italiani più conosciuti e apprezzati in città. Con il proprio gruppo imprenditoriale, possiede anche diverse gelaterie. Molto apprezzato da tutti coloro che lo conoscono, Francesco Bisignano è considerato da chiunque un ambasciatore del Made in Italy in terra canadese.
Oggetto dell’intervista, a cui ha partecipato in conference-call il Vice Presidente del Movimento Vincenzo Odoguardi, è stato il recente annuncio da parte del MAIE del regalo a tutti gli italiani iscritti all’AIRE di un decoder realizzato per visualizzare tutti i canali tv italiani, da quelli della RAI e di Mediaset fino ad arrivare alle televisioni regionali di tutta Italia. Saranno pìù di 350 emittenti e ogni utente sarà in grado di poterle guardare tutte. Naturalmente ci sarà anche il canale MAIE, che è già attivo sia attraverso il decoder che con l’apposita app. È un canale quasi perfezionato: chi lo desiderasse, oltre a guardarlo, potrà anche partecipare direttamente sul canale ed essere protagonista di quello che vorrà dire.
Il decoder si sta attualmente distribuendo negli Stati Uniti, molto presto anche in Canada ed è già in distribuzione in Centro America e fra poco in Brasile e poi sicuramente anche in Argentina e nel resto dei paesi dell’America del Sud.
Il decoder sarà distribuito gratuitamente con anche l’abbonamento per un anno senza alcun costo. In seguito ogni utente avrà la possibilità di riabbonarsi per una cifra che dovrebbe essere fra i 20 e i 30 dollari annui, un costo alla portata di chiunque. Ci sarà anche la possibilità di usufruire di alcuni servizi amministrativi e perfino di corsi in lingua italiana.
Al momento si sta organizzando un incontro per il lancio di questa iniziativa a Toronto per il mese di Giugno, nel corso della quale, oltre al Vice Presidente Odoguardi e, naturalmente, a Francesco Bisignano e alcune autorità locali di rilievo, è prevista anche la partecipazione del Presidente del MAIE, Ricardo Merlo.
Tutte le tv italiane gratis. È un regalo del MAIE
scritto da Ennio Marchetti | 8 Giugno 2023
“Il Maie sta regalando un decoder fatto per visualizzare tutti i canali tv italiani, da quelli della RAI e di Mediaset fino ad arrivare alle televisioni regionali di tutta Italia. Sono pìù di 350 e l’utente può guardarli tutti. Ovviamente dentro c’è anche il canale MAIE. Se l’utente lo desidera può guardare il canale del nostro Movimento.
Questo è un regalo che il MAIE fa agli iscritti AIRE della Repubblica Dominicana e non solo – afferma il vicepresidente del Movimento, Vincenzo Odoguardi(nella foto) – perché possano assistere alle trasmissioni delle tv italiane.
Il canale MAIE è già attivo sia attraverso il decoder che con la app. È un canale quasi perfezionato: chi desidera apportare qualcosa lo può fare direttamente sul canale e ognuno può essere protagonista di quello che vuole dire.
Il decoder si sta attualmente distribuendo negli Stati Uniti, in Canada – prosegue Odoguardi -, abbiamo iniziato in Centro America, l’altro giorno abbiamo cominciato a Las Terrenas e continueremo a distribuirlo nella Repubblica Dominicana e in tutti gli altri Paesi… in Venezuela, sta arrivando in Brasile e poi sicuramente anche in Argentina”.
Gli iscritti AIRE della Repubblica Dominicana lo possono avere iscrivendosi al link: