Il Comites San Francisco dibatte il futuro del Made in Italy

30sanfrancisco

30sanfranciscoCome un mercato in evoluzione e la Generazione Z influenzeranno il riconoscimento del Made in Italy, la proprietà intellettuale e il futuro del lusso? Se ne discuterà a San Francisco, il prossimo 5 maggio, nell’ambito de “Il futuro del made in Italy. Rischi e opportunità nella protezione dei marchi”, dibattito organizzato dal Comites, in collaborazione con l’Agenzia Ice e l’Istituto Italiano di Cultura.
Appuntamento dalle 16.00 presso Innovit – Italian Innovation and Culture Hub (710 Sansome Street) a San Francisco.
Interverranno Davide Accomazzo (Cio, Thalassa Pepperdine University), Daniel Langer (Ceo, Equitè), Matteo Daste (Corporate Finance and Technology Lawyer Meyer – Brown), Juliana Pisani (Pisani Law, PC-Real Estate Law Firm) e Alessandra Zago (Business Developer Zago Hospitality). (aise)




Stati Uniti. L’autista dello scuolabus sviene, 13enne si mette al volante e salva i compagni

194308034 148a1ef6 6a0f 4686 a8e9 a9787f860e08

194308034 148a1ef6 6a0f 4686 a8e9 a9787f860e08Un adolescente di 13 anni ha evitato che lo scuolabus su cui viaggiava si schiantasse dopo che l’autista era svenuto. Dillon Reeves “è saltato fuori dal suo sedile, ha gettato lo zaino, è corso verso la parte anteriore dello scuolabus, ha afferrato il volante ed è riuscito a fermare” il veicolo in mezzo alla strada, ha dichiarato Robert Livernois, direttore delle scuole pubbliche di un distretto del Michigan settentrionale, in una conferenza stampa.

L’autista dell’autobus, che stava riportando a casa circa 60 studenti del Carter College di Warren, a nord di Detroit, “ha perso conoscenza” al volante, ha detto Livernois. In un video diffuso dalle autorità, l’autista sviene e lo studente si mette al volante, frena e riesce a fermare l’autobus nonostante il panico e le urla dei bambini spaventati. Poi grida ai suoi compagni di classe di chiamare “immediatamente” i soccorsi. Secondo la CNN, l’autista è stato ricoverato in ospedale ed è in condizioni stabili.

Dillon Reeves “ha evitato quello che avrebbe potuto essere un incidente molto tragico”, ha commentato su Facebook il consigliere comunale Jonathan Lafferty. I genitori dello studente, Steve e Ireta Reeves, hanno dichiarato in conferenza stampa che il figlio è un “piccolo eroe”.

agi.it




New York. La bandiera della Regione Toscana al Museo Garibaldi di States Island

8022d27e 55c4 4c62 88c6 b4b02d951865

8022d27e 55c4 4c62 88c6 b4b02d951865Giornata tutta toscana ieri al Museo Garibaldi Meucci di Staten Island con la presenza del Presidente Eugenio Giani che con una delegazione della Regione Toscana: (Cristina Manetti, Capo Gabinetto del Presidente, Federica Fratoni, Consigliere, Diego Petrucci Consigliere, Tedeschi Ernesto Paolo, Responsabile Ufficio di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale, Cristina Manetti, Capo Gabinetto, Serena Nannotti, Consigliere Speciale del Presidente.) ha voluto rendere omaggio a Meucci e Garibaldi. Anni fa era venuto Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, in forma privata, ma è la prima volta che un Presidente della Regione che ha dato i natali a Meucci viene in forma ufficiale. Un incontro sentito ed emozionante.

0e4169c9 ef0d 4026 9035 7d87ed8f0d22Ad accogliere il Presidente, oltre ai tanti Toscani, il Presidente Joseph Sciame CEO/Chair Emeritus GGM Board of Commissioner & President Sons of Italy Foundation e il Borough President di Staten Island Vito Fossella , e tantissime autorita’ tra cui: Hon. Nicole Malliotakis, Congresswoman of Staten Island, Hon. Jessica Scarcella, NY State Senator, John.Sam Pirozzolo, NY State Assemblyman, Hon. Michael Tannousis NY State Assemblyman, Hon David Carr NY City Council, President, Italian American Caucus , Dr. Frances R. Cascio Commissioner del Garibaldi Meucci Museum..Numerosi i presidenti di organizzazioni e associazioni Italo Americane: Ivana Giuntoli McCotter, Italian Welfare League , Mary Rose Barrano Morris, NOIAW President Greater New York Region, Italian Heritage Culture Committee of New York, Presidente Joseph Sciame e molti degli appartenenti al Board:, Genny La Delfa, Lucrezia Lindia, Rosa Casiello O’Day, Josephine Majetta, Mico Delianova Licastro , Delegato Coni per gli USA, Dr. VIsco e graditissima la presenza del Direttore dell’ICE e Coordinatore rete Usa, Dr.Antonino Laspina e Signora. E poi tanti Toscani del Viola Club con le bellissime sciarpe viola della “Fiorentina”. Presente anche il Dr. Lorenzo Velardo.CFO Ferragamo America e Signora coi figli. Vito Catalano, importante fotografo della Comunità a immortalare la giornata con le sue foto.. Naturalmente c’ero anch’io che assieme a Joan Migliori Marchi, abbiamo organizzato questo incontro. Joan, Presidente della Tuscan Association of New York. e’ la figlia del famoso Senatore Americano di origine Toscana John J. Marchi. Uno dei traghetti che fa la spola da Manhattan a Staten Island porta il suo nome.
Questo piccolo Museo, ma scrigno importantissimo di storia, non solo d’Italia ma del Mondo, ci ha fatto rivivere sentimenti di solidarieta’ e orgoglio di essere Italiani e questo evento semplice ma importante ha voluto celebrare non solo Meucci e Garibaldi, ma la Comunita’ Italo Americana che si e’ sempre battuta e continua a battersi col cuore per i valori in cui crede. La storia di Antonio Meucci ripropone quella di tanti migranti, discriminati, ingannati, sfruttati perche’ non sanno parlare correttamente la lingua dei Paesi che li ospitano.” Anni fa la comunita’ Italo Americana decise di intervenire per rivendicare un’importante scoperta tutta Italiana: l’invenzione del telefono da parte di Antonio Meucci.
d4481083 2a49 4cf4 96a1 b0f2bb982466Una grande operazione da parte degli Italo Americani che si organizzarono formando un Comitato di cui facevano parte oltre al prof. Basilio Catania, il giudice della Corte Suprema dello Stato di New York, Dominic R Massaro, veri promotori di questa battaglia insieme a Filomena Ricciardi, instancabile Segretaria del Comitato e traduttrice degli Atti. Molti leaders si unirono a questa operazione dandone supporto operativo e finanziario. Presidenti di varie Associazioni e Fondazioni tra cui Frank Guarini, NIAF, Lawrence Auriana Columbus Citizens Foundation, Joseph Sciame della Fondazione Orders Sons and Daughters of Italy in America i proprietari e curatori del Museo Garibaldi Meucci. Poi Vito Fossella, proprio lo stesso Fossella che oggi e’ qui con noi, allora Congressman, presentò al Congresso la documentazione con le prove della scoperta di Meucci. Ma alla fine la verità viene a galla e la giustizia trionfa. L’11 Giugno del 2002 Il Congresso degli Stati Uniti, con la risoluzione 269, ha riconosciuto ufficialmente il fiorentino Antonio Meucci come primo inventore del telefono e non Alexander Bell.
e21e1627 57d9 4067 a581 35a934817364Tanti sono i ricordi che rivivo. Sono certa che Meucci il cui corpo riposa sotto un monumento di pietra in quel giardino sarà’ contento. La massima autorita’ della sua Regione:la Toscana e’ venuto a rendergli omaggio e con un discorso molto sentito in Inglese, emozionato nel trovarsi in quel lembo di terra e in quella piccola casetta , ora museo, dove due grandi della nostra storia avevano vissuto, e’ stato molto apprezzato dai presenti e noi Italiani d’America siamo riconoscenti al Presidente Toscano di averci onorato con la sua presenza e vicinanza assieme alla sua delegazione della Regione Toscana. La bandiera della Regione Toscana e le foto della documentazione del primo telefono nato a Firenze e donati al Museo dal Presidente Eugenio Giani saranno cimeli importantissimi del Museo. Sono certa che la sua visita rimarrà impressa nella Storia del Museo e degli Italiani d’America, Grazie Presidente!

Giuliana Ridolfi Cardillo




Detroit, Chicago, Workshop su sostenibilità nei corsi di italiano

italiano in verde. la sostenibilita nella classe di italiano.

italiano in verde. la sostenibilita nella classe di italiano.II Consolato d’Italia a Detroit e il Consolato Generale d’Italia a Chicago – Ufficio Scolastico presentano in collaborazione con l’University of Illinois at Chicago (UIC) il Workshop “Italiano in Verde. La sostenibilità nella Classe di Italiano”, in programma per il 20 aprile.

Nel corso del Workshop la Prof.ssa Chiara Trebaiocchi, Senior Preceptor e responsabile del programma di lingua italiana presso la Harvard University, proporrà spunti concreti e riflessioni metodologiche sui temi della sostenibilità ambientale, sociale e culturale nei corsi di italiano.

Il Workshop si concentra sul corso “Italiano in Verde”, progettato con un approccio didattico interdisciplinare e interamente dedicato alla sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare negli studenti di italiano la consapevolezza culturale e il pensiero critico e, nel contempo, un efficace apprendimento linguistico.




A New York è il giorno di The Donald, l’ex presidente incriminato

trump 1

trump 1A New York è il giorno di Donald Trump, primo ex presidente degli Stati Uniti a essere incriminato. Oggi, la serata in Italia, nel corso di un’udienza preliminare i magistrati di Manhattan decideranno se ci sono abbastanza prove per procedere contro di lui. L’inchiesta coordinata dall’attorney distrettuale Alvin Bragg riguarda pagamenti per 130mila dollari che un ex avvocato di Trump avrebbe fatto nel 2016 a Stephanie Clifford, attrice pornostar nota come Stormy Daniels, che anni prima aveva avuto una relazione con l’ex presidente (all’epoca già sposato con la moglie Melanie). L’obiettivo, stando all’accusa, sarebbe stato convincere la donna a mantenere questi trascorsi riservati. I soldi sarebbero stati versati dall’avvocato, Michael Cohen, poi rimborsato da Trump per spese di carattere “legale”. L’accusa, per via di questa classificazione, sarebbe di aver falsificato registri contabili. Un reato, questo, che a New York ha implicazioni penali.

La posizione di Trump si aggraverebbe nel caso i magistrati ritenessero che l’illecito sia stato compiuto con l’intento di nascondere un altro reato. Secondo la stampa americana, nel caso specifico il reato da coprire potrebbe essere stata una violazione delle norme in materia di finanziamento della campagna elettorale con un’aggravante di evasione fiscale. Il nesso con il voto, vinto da Trump in quello stesso 2016, sarebbe costituito dal fatto che l’allora candidato alla presidenza non avrebbe voluto far sapere ai cittadini americani della relazione con Stormy Daniels ritenendo che quella vicenda avrebbe potuto penalizzarlo.

Negli Stati Uniti le condanne per frodi di rilievo penale possono comportare fino a cinque anni di carcere, ma in molti casi i magistrati decidono per la sola libertà vigilata o per multe. La vicenda giudiziaria ha comunque un rilievo politico. Lo conferma l’ordine di allerta per migliaia di poliziotti predisposto a New York per scongiurare disordini da parte di sostenitori di Trump in occasione dell’udienza. Secondo diversi osservatori, però, anche in caso di condanna è improbabile che all’ex presidente sia preclusa la possibilità di candidarsi in vista delle elezioni per la Casa Bianca del 2024.

ag. Dire – www.dire.it




Trump incriminato. Primo Presidente americano nella storia

download

downloadDall’arrivo all’aeroporto LaGuardia di New York all’udienza in aula, come primo ex presidente degli Stati Uniti nella storia a essere incriminato: ecco, tra impronte digitali, ipotesi di manette e foto segnaletica, cosa prevedono le prossime ventiquattr’ore per Donald Trump.

Il tycoon lasca la Florida intorno a mezzogiorno, quando in Italia saranno le 18. L’aereo che lo porterà a New York dovrebbe atterrare all’aeroporto LaGuardia, intorno alle 15 (le 21 in Italia). Qui lo attenderà una lunga colonna di auto per la scorta.

L’ex presidente, come ha annunciato lui stesso, passerà la notte nella penthouse da cento milioni di dollari nella Trump Tower, sulla Fifth Avenue, nel cuore di Manhattan. La sua residenza, impreziosita da colonne di marmo placcate d’oro a ventiquattro carati, ha una vista panoramica su Central Park e un ascensore interno che lo collega agli uffici della Trump Organization, al 24 piano. L’area è circondata dai blocchi stradali e da poliziotti. Durante la presidenza, i costi della sicurezza per la sola Trump Tower, dove il tycoon è andato di rado, ammontarono a un milone di dollari al giorno.

Il trasferimento di Trump è seguito da un imponente apparato di sicurezza che vede in campo il Secret Service, cioè il servizio assegnato a ogni ex presidente, il dipartimento di polizia di New York e i funzionari del tribunale dove il tycoon è atteso martedì.

Trump verrà condotto in tribunale martedì pomeriggio, intorno alle 14 (le 20 in Italia). È probabile che passi prima dall’ufficio del procuratore distrettuale Alvin Bragg, che ha condotto l’inchiesta. Nell’aula del tribunale, probabilmente quella al quindicesimo piano, a Trump verranno letti i circa trenta capi di imputazione e verrà formalmente incriminato. Tutte le udienze e le altre attività previste nell’edificio verranno sospese, prima dell’arrivo di Trump.

L’ex presidente verra’ preso in consegna dalla squadra coordinata dagli inquirenti e sottoposto alla procedura di registrazione prevista per ogni persona incriminata di un reato. Di sicuro verranno prese le impronte digitali, mentre al momento non è ancora chiaro se gli verrà scattata la foto segnaletica, il cosiddetto ‘mug shot’, la ripresa frontale e di profilo.

Su questo ci sono opinioni divergenti: alcuni ritengono che sia superfluo, trattandosi di un personaggio famoso, altri ritengono che sia proprio per questo che vada sottoposto allo stesso trattamento di una persona comune. Le autorità sono preoccupate che un’eventuale foto segnaletica possa essere resa pubblica, nonostante nello Stato di New York, da pochi anni, sia considerata una violazione.

In genere gli accusati vengono rinchiusi in una cella, in attesa di essere fatti entrare in aula, ma con Trump non succederà. L’ex presidente quasi certamente sarà libero di muoversi.

Trump non dovrebbe essere ammanettato, considerando che è sottoposto alle misure di sicurezza garantite a ogni ex presidente.

Una volta finita la procedura, in genere un incriminato tornato libero lascia il palazzo del tribunale, passando dal portone principale che si affaccia sulla piazza di Lower Manhattan, dove spesso stazionano giornalisti e troupe televisive, ma è probabile che Trump, a meno che non lo chieda lui stesso, lasci il tribunale passando dai corridoi sul retro, dove lo attenderanno le auto della scorta.

L’ex presidente dovrebbe lasciare New York subito, per tornare nella sua residenza, il resort di Mar-a-Lago, Palm Beach, in Florida, dove alle 20,15 (le 2,15 in Italia) farà un discorso, rivolto agli americani.

agi.it




Washington, “Massimo Listri: Italian Wonder”, mostra in Ambasciata

img 20230403 wa00371

img 20230403 wa00371È stata inaugurata in Piazza Italia, nel cuore dell’Ambasciata italiana a Washington, la mostra “Massimo Listri: Italian Wonder”, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Washington in collaborazione con l’Ambasciata.

“Immagini senza tempo che portano capolavori dell’architettura italiana nel XXI secolo”, così l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia ha descritto la selezione di immagini del fotografo italiano Listri con il loro racconto fatto di interni, prospettive di palazzi, musei e altri luoghi straordinari in Italia.

“Massimo Listri ha un talento unico nel rappresentare l’arte, usare prospettive e dare vita agli interni dei più bei palazzi italiani attraverso foto che diventano a loro volta arte”, ha evidenziato l’Ambasciatrice Zappia. Un obiettivo quello di Listri che cerca l’armonia musicale e la perfezione divina dell’architettura, inseguendo la musica congelata negli spazi.

La mostra, curata dall’Arch. Renata Cristina Mazzantini, rimarrà aperta fino al 16 maggio.




Il Financial Times: la cucina tipica italiana in realtà è americana. E gli italiani si incazzano

pasta carbonara

pasta carbonaraNella prima domenica di primavera, complice forse il sonno perduto a causa del passaggio all’ora legale, in Italia è impazzata la polemica su un articolo del ‘Financial Times’ che mette in discussione le tradizioni culinarie di casa nostra. Un pezzo, quello a firma Marianna Giusti, che ha fatto saltare sulla sedia lettori comuni, associazioni come Coldiretti e politici, pronti a salire sulle barricate in difesa della cucina italiana, tra l’altro fresca di candidatura a patrimonio dell’Umanità e in una settimana già caldissima per le polemiche sulle farine di insetti. Proviamo a mettere ordine, partendo proprio dall’articolo della discordia.

I PROTAGONISTI DELL’ARTICOLO DEL FINANCIAL TIMES

La prima notizia, che forse non farà piacere a chi ha bollato come impreciso e insulso l’articolo del quotidiano economico britannico, è che il reportage è stato scritto da una italiana, che ha intervistato un italiano per sfidare l’intoccabilità del tema. Il succo del ragionamento del lungo articolo scritto per FT Weekend è che, sono parole della giornalista Giusti, “la nostra cucina nazionale, con la sua reputazione di tradizione e autenticità, è in realtà basata su bugie”. Per farlo, Giusti si è affidata all’accademico Alberto Grandi, autore del libro ‘Denominazione di origine inventata’ (2018), da cui è nato anche un podcast di successo. Grandi, come spiegato nell’articolo del FT, ha dedicato la sua carriera a sfatare i miti del cibo italiano.

UN ATTACCO ALLA CUCINA ITALIANA?

“Quando una comunità si sente deprivata del suo senso di identità a causa di un qualsiasi shock storico o frattura con il passato, inventa tradizioni che fungano da miti fondativi”, afferma Grandi. Nel caso italiano, questo shock sono i tempi duri della Seconda guerra mondiale dopo il Ventennio fascista. “La nazione aveva bisogno di un’identità che aiutasse a dimenticare le difficoltà passate, mentre chi era emigrato in America necessitava di miti che potessero dare dignità alle loro umili origini“, sottolinea la giornalista del Financial Times.

Ma non ci sono solo nobili sentimenti dietro questa idolatria del cibo nostrano. “Attorno al mito di un’antica tradizione culinaria, non toccata dalle moderne mode alimentari, sono cresciute intere aziende“, scrive Giusti. Che non manca di fare notare come anche la politica abbia capito il valore delle tradizioni culinarie, con alcuni partiti che ne hanno fatto un cavallo di battaglia. L’accademico Grandi non esita a parlare di “gastronazionalismo. Ma i nostri nonni sapevano che si trattava di bugie. La loro tradizione era provare a non morire di fame“.

LA CARBONARA

La contestata teoria di Grandi è che “la cucina tipica italiana è in verità più americana di quanto non sia italiana“. Ciò perché le migrazioni di massa di fine Ottocento e inizio Novecento verso gli Stati Uniti hanno prodotto profondi intrecci tra le culture gastronomiche di partenza e di arrivo. Ed ecco il primo esempio che ha fatto rabbrividire gli italiani: la pasta alla carbonara è una ricetta americana nata in Italia, viene scritto nell’articolo del FT citando lo storico del cibo Luca Cesari. Come noto, sono molte le ipotesi sull’origine di uno dei più celebri piatti della cucina romana, e per estensione italiana. Secondo Cesari, la maggioranza degli esperti è concorde nell’indicare che la prima carbonara è stata cucinata dallo chef italiano Renato Gualandi nel 1944, in una cena a Riccione per l’esercito degli Stati Uniti. “Gli americani avevano un bacon favoloso, un’ottima panna, del formaggio e tuorlo d’uovo in polvere”, sono le parole riportate dello chef.

Insomma, altro che panna vietata e ‘o guanciale o morte’. E Giusti segnala che in una ricetta della carbonara pubblicata a Chicago e risalente al 1952, si parlava di “bacon italiano” e non di “guanciale”. Ma non solo: nella rivista ‘La Cucina Italiana’ del 1954 ci sarebbe una ricetta della carbonara con groviera, e in quella del ristorante di Roma ‘Tre Scalini’ del 1958 addirittura con “prosciutto e funghi affettati e saltati“. Con il guanciale che avrebbe soppiantato il bacon solo negli anni Novanta, alla faccia della storia.

IL PARMIGIANO

Secondo esempio di una tradizione che tradizione non sarebbe: il parmigiano reggiano. Che sì, ammette Grandi, ha oltre mille anni di storia. Ma prima degli anni Sessanta, spiega l’accademico, veniva prodotto in forme da 10 kg (contro i 40 attuali) racchiuse da una crosta nera. E soprattutto aveva una consistenza molto diversa da quella che conosciamo e apprezziamo oggi: era più grasso e più morbido, tanto che “qualcuno diceva addirittura che un segno della qualità di questo formaggio era che colasse una goccia di latte quando veniva pressato”.

La ricetta originale del parmigiano reggiano l’avrebbe preservata solo il Wisconsin, grazie agli immigrati italiani dei primi anni del Novecento, afferma Grandi. Nessuna evoluzione, al contrario di quanto accaduto in Italia, ma una fedeltà rimasta totale alla ricetta originale: e quindi chi volesse conoscere la tradizione del parmigiano, dovrebbe recarsi in Wisconsin.

LA PIZZA

Ma Grandi si spinge ancora più in là, provando ad abbattere un altro monolite come la pizza. “I dischi di pasta con sopra alcuni ingredienti” esistono ovunque nella cultura mediterranea, fa notare: dalla piada alla pita, passando anche per la pizza. Che però fino a metà del secolo scorso era un alimento mangiato da pochissimi italiani, quasi sempre poveri: secondo l’accademico, i soldati italo-americani spediti nella terra dei loro avi durante la Seconda guerra mondiale si stupivano del fatto che non ci fossero pizzerie nel Belpaese, comunicandolo con disappunto nelle proprie lettere alle famiglie. E secondo Grandi, il primo ristorante a servire esclusivamente pizza non aprì in Italia, ma a New York nel 1911.

I DOLCI: DAL PANETTONE AL TIRAMISÙ

E concludiamo questa carrellata di attacchi provenienti dal fuoco amico con due dessert: il panettone, che secondo Grandi prima del XX secolo era “una focaccia sottile e dura farcita con un po’ di uvetta, mangiata dai poveri e senza alcun legame con il Natale”. Dunque il panettone lievitato con la sua tipica forma a cupola che mangiamo oggi è solo una invenzione industriale, creata dall’intuizione di Angelo Motta negli anni Venti, dichiara Grandi. Che ne ha anche per il tiramisù: “In un Paese normale a nessuno importerebbe dove e quando è stato inventato un dolce“, dice sorridendo. Prima di ammettere che al ruolo di giurato nella prossima edizione del Mondiale di Tiramisù che si svolgerà a Treviso “non mancherebbe per nulla al mondo, nemmeno per una cena con il Papa”.

Perché magari non sarà fatta solo da piatti dalla tradizione storica come qualcuno vorrebbe farci credere, ma la cucina italiana resta amatissima da tutti. Anche da chi ne parla male.

ag DIRE – www.dire.it




Odoguardi (MAIE) incontra il Sottosegretario Silli: “Una riunione di alto contenuto politico per gli italiani all’estero”

odoguardi silli

odoguardi silliIn un incontro che sottolinea l’importanza del Movimento Associativo Italiani all’Estero in Nord e Centro America, il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha voluto riunirsi con il Vicepresidente del MAIE Vincenzo Odoguardi, esponente dell’unica formazione politica degli italiani all’estero presente nel Parlamento italiano.

Servizi consolari per gli italiani del Nord e Centro America, fondi per le Camere di Commercio dell’America Centrale, di Usa e Canada; la situazione degli enti promotori della lingua italiana, soprattutto per quanto riguarda l’America Settentrionale; e poi le problematiche circa l’ottenimento della residenza dominicana e conseguente iscrizione all’AIRE, oltre a un possibile accordo sulle doppie imposizioni fiscali tra Italia e Repubblica Dominicana. Senza dimenticare la convenzione tra Italia e RD per quanto riguarda le patenti di guida. Sono questi i temi principali che Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE, ha messo sul tavolo durante il suo faccia a faccia, giovedì 23 marzo, con il Sottosegretario agli Esteri, Giorgi Silli, in missione istituzionale nella Repubblica Dominicana.

Si è trattato di un incontro solo fra loro, durato circa un’ora, durante il quale i due si sono potuti confrontare sui temi che più da vicino interessano i connazionali residenti nella vasta ripartizione estera che va dal Canada fino a Panama. Ma la riunione è servita anche a confermare l’ok del Consiglio dei ministri al decreto sulle nomine governative del CGIE, oltre che a scattare insieme una fotografia sull’attuale situazione politica italiana.

“Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Odoguardi a conclusione dell’incontro – delle risposte che mi ha dato il Sottosegretario Silli rispetto a ogni argomento che abbiamo trattato. Ho anche potuto notare il suo interesse e la sua reale volontà di impegnarsi, come esponente del governo italiano, a risolvere alcune delle questioni più sentite dagli italiani che vivono e lavorano in Nord e Centro America. Come MAIE, non smetteremo di sollecitare un’azione positiva dell’esecutivo, per fare in modo che agli italiani residenti in questa parte del mondo venga dato ascolto e venga offerta la giusta attenzione”, ha concluso il vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

da italiachiamaitalia.it




Bocce e picnic per gli italoamericani di New York

20bocce

20bocceIl Comitato Olimpico Nazionale Italiano negli USA (Coni Usa) e il Comites NY hanno indetto il secondo Torneo di Bocce & picnic indirizzato alle famiglie delle comunità italiana, italoamericana e agli appassionati di lingua e cultura italiana.
Il Torneo si svolgerà sui tre campi di gara regolamentari del Pelham Bay Park, nel Bronx, sabato 1 aprile, dalle 11 del mattino alle 3 del pomeriggio. L’aspetto sportivo della manifestazione è affidato al Coni Usa, ideatore del programma. Il sostegno economico, organizzativo e promozionale è condiviso con il Comites NY.
L’edizione inaugurale della manifestazione si è svolta nel Queens lo scorso 21 ottobre con la partecipazione entusiasta di otto squadre e 25 giocatori, in parte non cittadini italiani, ma amanti dell’Italia e della sua lingua. Con questa iniziativa Coni USA e Comites NY desiderano creare un appuntamento annuale di aggregazione per la comunità, in cui si svolga attività fisica e di socializzazione che genera anche nuove amicizie.
Sono ammesse al torneo squadre da 2, 3 o 4 giocatrici e giocatori ciascuno di età non inferiore agli otto anni, impegnate in tre gironi all’italiana con finale conclusiva. Viene adottato il regolamento di gioco internazionale. Verranno premiate le prime tre squadre classificate, che saranno invitate a una finalissima in autunno in data e località da definire.
Per partecipare occorre iscriversi compilando il modulo che potrà essere richiesto via email a questo indirizzo: e.zanon@comitesny.org. Gli organizzatori suggeriscono un contributo di 60 dollari a squadra (15 a persona).
Per promuovere la socializzazione tra partecipanti, dopo le gare si svolgerà un picnic nell’area attrezzata adiacente al campo di bocce. I partecipanti devono provvedere alla propria colazione al sacco. Verranno distribuite gratis bottiglie di acqua.
A spiegare il perché dell’iniziativa e la scelta del torneo di bocce è Mico Delianova Licastro, responsabile del Coni Usa: “Si presta bene al coinvolgimento di tutti nelle famiglie delle nostre comunità, dai più piccoli a più grandi. È anche l’ideale per socializzare grazie alle sue facili regole e alle dinamiche sportive, in quanto offre ai partecipanti spazi per condividere strategie di gioco, stare all’aria aperta, discutere e mangiare cibo salutare, infine praticare la lingua italiana. Stiamo anche lavorando all’organizzazione di tornei a livello locale negli Stati della circoscrizione consolare di New York, New Jersey e Connecticut, i cui vincitori saranno invitati a partecipare ad una finale da tenersi in autunno. Intendiamo portare le nostre iniziative ludico-sportive in collaborazione con il Comites NY ed altre associazioni della comunità anche in ogni quartiere della città di New York”.
Per Leide Porcu, psicoanalista che presiede la commissione Comites Outreach Italiani e Italo-americani, Sport, Giovani e Mental Health, l’intenzione del Comites NY è quella di “proseguire a consolidare la nostra proficua collaborazione con il Coni Usa. Come Community Outreach Committee, promuoviamo gli eventi in linea con il #ProgettoBenessere, ovvero quelli che integrano salute fisica e mentale attraverso attività ricreative che contemplano attività fisica, ma anche integrazione comunitaria”. Infine il desiderio di “ascoltare la nostra comunità in quanto consideriamo benvenute idee che ispirino i nostri progetti futuri”. (aise)