Una tempesta di neve, ghiaccio e pioggia è attesa questa settimana negli Stati Uniti. Secondo le previsioni meteo, l’ondata di freddo polare attraverserà tutto il Paese, da ovest a est, e riguarderà fino a 150 milioni di americani.
La prima zona a sperimentare la tempesta di neve e ghiaccio sarà la costa occidentale dove sono attesi tra i venti e trenta centimetri di neve. Il freddo si dirigerà verso est e colpirà, a metà settimana, l’Iowa, New York e alcune zone del New England. Ghiaccio previsto anche a Chicago, Milwaukee, Detroit e Cleveland. Martedì e mercoledì rischio inondazioni in Kentucky, Illinois, il sud dell’Indiana e l’Ohio. A rischio anche le aree tra il Texas e il Mississippi, nel sud degli Stati Uniti.
agi.it
Disastro in Ohio, le immagini dell’acqua contaminata fanno il giro del mondo
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
A due settimane dal deragliamento del treno in Ohio, che ha causato la dispersione di sostanze chimiche nell’aria, c’è ancora preoccupazione tra i residenti di East Palestine. La cittadina, situata nei pressi della zona dell’incidente, è stata la più esposta alla nube tossica e, ad oggi, l’incertezza sulle conseguenze ambientali sta creando ansia e paura.
DISASTRO IN OHIO, LE CONSEGUENZE PER L’AMBIENTE
L’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) ha rassicurato i residenti sui risultati dei test che affermano che l’aria è sicura e l’acqua è potabile. Tuttavia, le immagini diffuse in rete instillano dubbi.
Nei giorni successivi al deragliamento, molti residenti hanno accusato malessere, come mal di testa e occhi irritati. Inoltre, si è verificata una massiccia moria di pesci nei fiumi limitrofi. Le ultime immagini che circolano in rete mostrano le acque dei corsi d’acqua che sembrano reagire alle sostanze chimiche. Nel frattempo, ai residenti è stato consigliato di bere acqua in bottiglia.
L’INCIDENTE
Il 3 febbraio scorso, un treno cargo della Norfolk Southern Railroad che trasportava cloruro di vinile, un pericoloso gas tossico, è deragliato nei pressi di East Palestine, in Ohio. Per evitare una disastrosa esplosione, i funzionari hanno deciso di intervenire con un rilascio controllato delle sostanze chimiche contenute nei vagoni. Nel corso dell’operazione, è stata predisposta l’evacuazione momentanea dei residenti, che sono potuti rientrare nelle loro case già dal 9 febbraio.
L’amministrazione Biden ha offerto il sostegno del Dipartimento statunitense della salute e dei servizi umani (HHS) e il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) per gli abitanti di East Palestine.
ag DIRE – www.dire.it
Tajani a New York. L’intervista della “Voce”
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
Dal suono di quelle prime sirene è passato ormai un anno. Era il 24 febbraio 2022 e alle luci dell’alba la notizia fece il giro del mondo: “È iniziata la guerra, la Russia ha invaso l’Ucraina”. Si parlò per qualche settimana di un conflitto lampo e invece, dopo dodici mesi e una fase di stallo che sembra non avere soluzione a breve termine, i morti sono più di 100.000.
Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, è atteso all’ONU per rappresentare in prima persona la posizione dell’Italia nello scacchiere internazionale. Sarà il primo esponente del governo presieduto da Giorgia Meloni a recarsi in visita ufficiale negli Stati Uniti.
Il 22-24 febbraio alle Nazioni Unite si riuniranno il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale per fare il punto a un anno esatto dall’inizio della guerra in Ucraina. Lei verrà a New York per partecipare dal vivo. Che valore ha la sua presenza negli Stati Uniti?
“La mia presenza a New York a un anno dall’aggressione della Russia all’Ucraina è un chiaro segnale di sostegno al ruolo che l’ONU sta avendo in questa crisi, sia con la condanna dell’aggressione russa da parte dell’Assemblea Generale, sia attraverso l’azione del Segretario Generale Guterres per l’accordo sull’esportazione di grano dal Mar Nero.
L’Italia ha da sempre un ruolo da protagonista nel sostegno al multilateralismo. Siamo il primo contributore di Caschi Blu tra i Paesi occidentali e tra i principali contributori al bilancio dell’ONU. Allo stesso tempo, promuoviamo anche una riforma del Consiglio di Sicurezza per renderlo più rappresentativo, democratico, trasparente, responsabile ed efficace nel rispondere alle crisi internazionali”.
L’Italia ha annunciato l’investimento più grande in Libia degli ultimi 25 anni nel comparto del gas e lei, insieme al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stato in visita a Tripoli. Che scenario vede per l’Italia sul piano energetico? Le sanzioni imposte alla Russia, a un anno di distanza dal conflitto, hanno ottenuto il risultato sperato o l’economia di Mosca ha saputo reggere il colpo come forse non ci si aspettava?
“L’Italia punta nell’immediato a rafforzare il ruolo di hub energetico in Europa, per la sicurezza del nostro Paese e dell’UE nel suo complesso, e a raggiungere l’autonomia dalle forniture russe entro il 2024, diversificando le fonti di approvvigionamenti e potenziando infrastrutture esistenti.
Grazie alla nostra posizione geografica, alla tradizionale amicizia che vantiamo con i Paesi del Mediterraneo e alla capacità delle nostre imprese, l’azione di questo governo si è distinta per aver rimesso il Mediteranno al centro dello scacchiere energetico europeo.
La visita a Tripoli con il Presidente Meloni si colloca in una più ampia azione dell’Italia a tutela dei propri interessi nel Mediterraneo – come dimostrano le mie recenti visite al Cairo, ad Ankara e a Tunisi, nonché quella del Presidente Meloni ad Algeri – e ha consentito la fima da parte di ENI di un importante accordo con la National Oil Corporation (NOC)”.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tripoli con la Ministra degli Esteri del governo di unità nazionale libico Najla El Mangoush
All’inizio del suo mandato ha detto di voler essere il punto di riferimento per gli Italiani residenti all’estero. Dato che, durante la formazione del governo, non è stato ricreato il Ministero degli Italiani nel Mondo, in che modo la Farnesina e lei stesso siete intenzionati ad aiutare chi risiede fuori dai confini nazionali?
“Un punto di riferimento forte per i nostri connazionali all’estero già esiste: è la rete diplomatico-consolare che eroga servizi consolari e presta assistenza ai connazionali in difficoltà. Ci stiamo impegnando per una maggiore digitalizzazione dei nostri servizi, che consentirà non solo risparmi di spesa ma anche e soprattutto uno snellimento delle procedure burocratiche a tutto vantaggio dei connazionali. In prospettiva, prevediamo di fare passi avanti anche nell’attuazione del voto elettronico.
Oltre a questo, sosteniamo i nostri connazionali attraverso numerose iniziative in campo culturale e informativo, finalizzate a far conoscere la storia della nostra emigrazione nei paesi di destinazione”.
Il 3 febbraio ha incontrato il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, lavorando anche con lui per promuovere il progetto “Turismo delle radici” e valorizzando un turismo di ritorno delle comunità italiane all’estero. Cosa si aspetta per l’Italia da un progetto come questo? Un ritorno economico, di immagine o reputazionale?
“L’Italia ha il privilegio di godere di questo grande patrimonio rappresentato dalle sue comunità all’estero, più di 80 milioni di persone, che deve essere valorizzato e coltivato affinché possa durare nel tempo e tramandarsi di generazione in generazione. Dobbiamo considerare queste persone come nostri partner di eccellenza perché sono i primi ambasciatori del nostro Paese e i primi consumatori dei prodotti Made in Italy.
I viaggi delle radici consentono di creare o rinsaldare un legame con tutti gli italiani nel mondo, anche in termini di scambi culturali e di competenze che si possono generare.
Vogliamo creare un’adeguata offerta turistica per consentire ai nostri connazionali all’estero e ai loro discendenti di vivere l’Italia delle radici, permettere loro di investire nei piccoli Comuni italiani, di valorizzarli e considerarli come un luogo accogliente in cui tornare tutte le volte che vogliono e in cui sentirsi a casa”.
A fine gennaio ha avuto un incontro con l’Alto Commissario dell’UNHCR Filippo Grandi. In che modo l’Italia si sta coordinando con le Nazioni Unite per affrontare il tema dei migranti? Da un governo di centrodestra gli italiani si devono aspettare posizioni decise su questo tema?
“La collaborazione dell’Italia con le Agenzie delle Nazioni Unite operanti nel settore è fondamentale nell’attuazione della strategia migratoria italiana basata sul contrasto ai trafficanti di esseri umani, su canali legali di migrazione e sui corridoi umanitari.
I nostri rapporti con UNHCR sono eccellenti e caratterizzati da un’identità di vedute sulla necessità di fornire aiuti concreti soprattutto nei Paesi di transito. Insieme a UNHCR siamo già intervenuti, e continueremo a farlo, per creare opportunità alternative alle migrazioni nei Paesi prioritari per i flussi”.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’Alto Commissario Filippo Grandi
Tornando agli italiani residenti all’estero, è sempre più evidente il fatto che i Consolati, almeno negli Stati Uniti, abbiano problemi con i fondi da destinare al loro personale. Il costo della vita aumenta, l’euro si è deprezzato rispetto al dollaro, ma gli stipendi non sembrano essersi adeguati a questa tendenza. Una speranza per migliorare la situazione poteva essere l’ultima legge di bilancio, ma pare che non vi siano stati cambi di passo significativi. Per la Farnesina questo è un problema prioritario? E nel caso, qual è la strategia per risolverlo?
“La valorizzazione del nostro capitale umano è e deve essere una priorità. Sin dai primi giorni dell’aggressione russa in Ucraina, e dell’instabilità economica internazionale che ne è conseguita, il Ministero degli Esteri ha adottato misure concrete a sostegno del proprio personale a contratto, non limitato unicamente ad aumenti contributivi. Abbiamo recentemente introdotto l’”Assegno per situazioni di famiglia”, che ha ripristinato una misura di sostegno al nucleo familiare del personale a contratto, di cui potrà beneficiare una platea più ampia di dipendenti, incluso il personale in servizio negli Stati Uniti.
Siamo coscienti dell’effetto negativo che la svalutazione dell’euro ha sulla retribuzione del personale statunitense. Stiamo valutando come intervenire, d’intesa con altri Ministeri”.
Gli Stati Uniti insistono sul fatto che il contributo dei paesi europei alla NATO sia ancora troppo basso. L’Italia è pronta a soddisfare la clausola del 2% del PIL da destinare all’Alleanza Atlantica?
“L’Italia si è sempre distinta, per impegno e determinazione, all’interno dell’Alleanza. Le nostre credenziali transatlantiche sono impeccabili. Abbiamo accresciuto in misura considerevole le risorse destinate alla difesa in rapporto al PIL rispetto al 2015. Soprattutto, abbiamo nel corso degli anni costantemente accresciuto il nostro contributo nazionale a operazioni e missioni dell’Alleanza e al dispiegamento dei suoi dispositivi di deterrenza e difesa in ogni dominio operativo.
Oggi siamo il primo contributore in termini di uomini per attività militari dell’Alleanza. Siamo orgogliosi di detenere il comando delle sue due principali missioni fuori area, in Kosovo e in Iraq, oltre a quello del battaglione multinazionale dispiegato in Bulgaria. Con le nostre forze terrestri siamo presenti in Ungheria e Lettonia; con quelle aeree, a rotazione, pattugliamo i cieli dell’intero fianco Est, dall’Islanda ai Balcani passando per la Polonia e la Romania, infine con quelle navali presidiamo l’intero bacino del Mediterraneo e partecipiamo a tutte le principali attività Alleate”.
Ritiene ci possano essere ripercussioni sul governo dopo le dichiarazioni di Berlusconi su Zelensky? Berlusconi ha espresso la posizione di Forza Italia o ha parlato a titolo personale?
“Il governo ha una posizione molto chiara sul conflitto in Ucraina. E Berlusconi è un uomo di pace che da sempre sta dalla parte dell’Occidente, della NATO e degli Stati Uniti. Lo dimostrano i fatti concreti. Tutta Forza Italia ha sempre votato alla stessa maniera. Si tratta di capire quale strada bisogna percorrere per ottenere una pace giusta, che garantisca l’indipendenza dell’Ucraina”.
da la Voce di New York – Nicola Corradi
Canada. “La vie des formes“: all’IIC di Montreal la mostra omaggio al designer Umberto Riva
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
In occasione della Giornata del Design 2023, l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal ospiterà dall’8 marzo al 31 maggio la mostra “La vie des formes“ sull’architetto e designer milanese Umberto Riva (1928-2021), maestro della cultura progettuale italiana del Novecento.
Uno degli aspetti più notevoli della carriera di Riva, il cui archivio è conservato presso il Centre Canadien d’Architecture di Montréal, sta nell’estrema varietà della sua opera, che spazia dalle lampade agli edifici, dagli interni domestici ai quadri, fino al disegno dello spazio urbano e del paesaggio. Allo stesso tempo, tale varietà è messa a sistema dalla sua peculiare ricerca artistica, che unisce insieme architettura, design, pittura e grafica in modo coerente e originale. Grazie a questa capacità, Umberto Riva ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’Oro alla Carriera dalla Triennale di Milano.
La mostra, curata da Gabriele Neri, sarà introdotta da un estratto del film “Umberto Riva” di Francesca Molteni e Claudia Adragna, prodotto da Muse Factory of Projects.
Umberto Riva (Milano, 1928 – Palermo, 2021) ha studiato architettura a Milano e Venezia, dove si è laureato nel 1959. Da allora, il suo lavoro ha affrontato spazi urbani, edifici pubblici e privati, la dimensione paesaggistica, interni domestici, allestimenti di mostre, ristrutturazioni, grafica, arredo, disegno della luce e molto altro ancora, in parallelo all’attività di pittore. I suoi progetti sono stati esposti in molte sedi internazionali, tra cui la Biennale di Parigi, la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, il Centre Canadien d’Architecture di Montréal (dove è conservato il suo archivio) e diverse gallerie. Ha insegnato nelle Università di Milano, Venezia, Palermo e Nancy. Nel 1998 è stato nominato membro dell’Accademia di San Luca a Roma.
Tra i suoi progetti architettonici si ricordano le case per vacanze in Sardegna (Casa Di Palma, 1960; Case di Palma, 1972, Casa Tabanelli, 1974) e in Puglia (Casa Miggiano, 1996; Casa Mieli, 2015); le case a Milano (Casa in via Paravia, 1967; Casa Frea, 1982; Casa Insinga 1989; Casa Righi, 2003; Casa Mieli Ballerini, 2004); la chiesa di San Corbiniano a Roma (2011); le tante mostre allestite in musei quali la Triennale di Milano, il Palladio Museum di Vicenza, il Centre Canadien d’Architecture di Montréal, il MAXXI di Roma; ecc. Nel campo del design Umberto Riva ha disegnato lampade e arredi per molte aziende e gallerie (tra cui FontanaArte, Francesconi, VeArt Scorzè, Artemide, Barovier & Toso, Tacchini, Bonacina, Poltronova, Morelato, Fontana Arte, Bigelli Marmi, Driade, Antonia Jannone, Giustini/Stagetti, ecc.). (aise)
Washington. Si riunisce il Consiglio Italia – USA
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
L’Ambasciata d’Italia a Washington ha ospitato la riunione annuale del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti in America, dopo due anni d’interruzione a causa della pandemia.
Ad accogliere i partecipanti la sera del 6 febbraio a Villa Firenze l’ambasciatrice d’Italia negli USA, Mariangela Zappia, accanto alla quale sono intervenuti l’assistant secretary per l’Europa e l’Eurasia del Dipartimento di Stato, Karen Donfried, e Moisés Naím, distinguished fellow del Carnegie Endowment for International Peace.
Il 7 febbraio, poi, l’Ambasciata d’Italia ha ospitato il workshop del Consiglio, intitolato “Fast Forward: A Brave New World Coming”. Sono intervenuti in video-collegamento in apertura il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e il presidente onorario dell’associazione, l’ad e vice presidente esecutivo di Pirelli Marco Tronchetti Provera. Hanno inviato video-messaggi il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Lollobrigida. Il ministro della Difesa Crosetto ha inviato un messaggio scritto. Ha partecipato ai lavori a Washington la vice presidente della Camera dei Deputati, Anna Ascani.
Il workshop, a porte chiuse, si è articolato in sessioni dedicate allo scenario geopolitico, alle sfide e alle opportunità delle nuove tecnologie, al ruolo dell’Italia nello scenario internazionale e alla promozione del made in Italy e alle sfide della sostenibilità e dell’inclusione. Sono intervenuti rappresentanti italiani e statunitensi del mondo degli affari e della finanza, dell’alta formazione e dei media. Ha chiuso i lavori il vice presidente del Consiglio Italia-USA, Gianni Riotta.
“Il Consiglio Italia USA è da sempre un proficuo foro di dialogo e confronto tra esponenti di alto livello del mondo degli affari, dei media e dell’alta formazione dei nostri due Paesi”, ha evidenziato l’ambasciatrice Zappia nel suo intervento. “Anche quest’anno la riunione ha offerto l’occasione per una riflessione sullo scenario geopolitico ed economico globale e per riaffermare l’importanza della relazione speciale tra Italia e Stati Uniti e il ruolo di impulso che insieme ricopriamo sul piano internazionale”.
Il Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti è un’associazione nata nel 1983 su iniziativa di Gianni Agnelli e David Rockefeller per promuovere le relazioni bilaterali attraverso il dialogo e il confronto tra dirigenti di industria, economia e finanza, manager, professionisti, scienziati, esponenti della comunicazione e dei media, studiosi, italiani e americani. È attualmente presidente onorario Marco Tronchetti Provera. Domenico Siniscalco, managing director e vice presidente di Morgan Stanley, è l’attuale presidente. Gianni Riotta, visiting professor alla Princeton University, è vice presidente esecutivo. (aise)
Gli emiliano-romagnoli ricordano la tragedia nella miniera di Dawson, nel New Mexico
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
Oggi, 8 febbraio, ricorre il centenario della seconda grande tragedia (per numero di vittime) avvenuta nella miniera n.1 della Stag Canyon coal mine di Dawson, New Mexico, Stati Uniti.
La tragedia è rievocata dalla Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo: “Dawson, nello Stato americano del New Mexico, detiene il triste primato del numero più alto di lavoratori morti in disgrazie minerarie in tutta la storia dell’emigrazione italiana.
Il 22 ottobre 1913, il gas esplose allo Stag Canyon numero 2. Fra le 263 vittime, 140 erano italiane e, di queste, 38 avevano lasciato l’Appennino modenese per cercare fortuna in quel lontano Stato: 17 erano di Fiumalbo, 15 di Monfestino di Serramazzoni, 3 di Pievepelago, 2 di Riolunato e 1 di Fanano.
Dieci anni dopo, l’8 febbraio 1923, nel campo numero 1 si consumò un’altra tragedia: i morti furono 123, una ventina gli italiani. Fra questi, i modenesi Pacifico Santi di Fiumalbo, 31 anni, già scampato alla disgrazia del 1913, e Luigi Cassai nato a Pievepelago nel 1896. Il prossimo 8 febbraio nello Stato di New Mexico si celebrerà il centenario della tragedia del 1923.
La miniera di Dawson, la più vasta del New Messico, era considerata un modello e molto sicura, perché dotata di attrezzature all’avanguardia. Il 40 per cento dei minatori che vi lavoravano proveniva dall’Italia, ma c’erano anche greci, slavi, francesi, gallesi, scozzesi, messicani, tedeschi, polacchi, svedesi, finlandesi, giapponesi, cinesi e statunitensi.
La miniera era sfruttata dalla Stag Canyon Fuel Company. Il prodotto estratto, molto volatile e bituminoso, aveva ottime proprietà sia per uso domestico sia nelle fonderie del rame e per la costruzione di binari delle ferrovie. Dal 1899, quando fu aperta, fino al 28 aprile 1950, quando uscì l’ultimo carico di carbone dal pozzo numero 6, l’unico dei cinque esistenti rimasto in attività a quella data, produsse 33 milioni di tonnellate di carbone vendibili.
Moltissime disgrazie minerarie – ricorda infine la Consulta – si sono verificate negli Stati Uniti e in Europa nel secolo scorso, con molte vittime tra i nostri emigrati. Negli States, gli episodi più gravi sono accaduti nel 1900 a Scofield (Utah) con 200 morti, nel 1907 a Monongah (West Virginia) con 362 morti, nel 1909 a Cherry (Illinois) con 259 (44 gli emiliani), nel 1913 a Dawson (New Messico) con 263 vittime (140 quelle italiane) e ancora Dawson, nel 1923, con 123 morti. In Europa, la più grave è stata quella di Marcinelle (Belgio) avvenuta l’8 agosto 1956: 262 i morti, 136 gli italiani”. (Inform)
Messico. Medici italiani volontari nel Chapas
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
Un gruppo di medici volontari italiani svolgerà una campagna di chirurgia ginecologica e urologica dal 10 al 25 marzo presso l’ospedale San Carlos, ad Altamirano, Messico centro-meridionale, zona d’influenza della guerriglia zapatista lanciata in armi nel 1994 e situata in una zona ad alta marginalità e con una maggioranza di popolazione indigena.
L’iniziativa si svolge nell’ambito della collaborazione in materia sanitaria tra Messico e Italia e con l’obiettivo di aiutare a superare il ritardo chirurgico nelle aree povere del Chiapas, vicino al confine con il Guatemala.
L’iniziativa si svolge dal 2004, anno in cui è stata promossa per la prima volta sotto il coordinamento della ricercatrice sociale Claretta Gagna, scomparsa nel gennaio 2021, con il supporto dell’imprenditore Adalberto Cortesi, scomparso nel marzo del 2020.
Su invito dell’associazione civile Misión Chiapas, e in coordinamento con la Segreteria Sanitaria dello Stato del Chiapas, l’équipe guidata dal ginecologo Massimo Foglia effettuerà visite ecografiche ambulatoriali preoperatorie e interventi chirurgici su pazienti selezionati dal personale ospedaliero.
Parteciperanno l’urologo Giancarlo Sebastiani, la specialista in ostetricia Patrizia Casetta e gli anestesisti Gianna Zanette e Luca Dal Tin.
Come nelle 17 precedenti occasioni in cui è stata realizzata la Missione in Chiapas, l’iniziativa sarà supportata dal supporto logistico e dal coordinamento generale.
L’ospedale San Carlos lavora con un nucleo centrale di medici generici e specialisti, integrati da medici e paramedici volontari provenienti dal Messico e dall’estero.
L’ospedale è stato fondato nel 1969 dalla Missione Domenicana con il Vescovo di San Cristóbal de Las Casas, Samuel Ruiz García, esponente della Teologia della Liberazione, morto nel 2011, a causa della mancanza di assistenza sanitaria nella regione.
Nel 1976 la direzione dell’ospedale fu trasferita alle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, che hanno continuato a dirigere l’ospedale fino a oggi.
Il 1° gennaio 1994 i guerriglieri zapatisti insorsero e sebbene i combattimenti durassero solo pochi giorni, provocando circa 200 morti, il conflitto continua, mentre i ribelli mantengono il controllo di diverse zone autonome dove vigono le leggi ancestrali delle loro comunità.
(ANSA).
Il Comites Houston approva il bilancio 2023
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
Nella 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟑, il 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐞𝐬 𝐝𝐢 𝐇𝐨𝐮𝐬𝐭𝐨𝐧 ha approvato con largo anticipo rispetto al termine di legge il 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨.
In questo anno di transizione molta dell’attività del Comites si è focalizzata nel 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 dopo il commissariamento straordinario.
Nonostante non avessimo accesso ai fondi, abbiamo anticipato le prime spese del Comites in attesa di accedere ai rimborsi dei fondi del ministero grazie alla volontà personale dei consiglieri.
Ci siamo concentrati sullo sviluppo di un 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 (👉link in bio) sviluppato dalla Presidentessa della Commissione Comunizione Isabella Carrino, e 𝐝𝐮𝐞 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ insieme al nostro patrocinio al Premio di Poesia Italiani per il Futuro.
Abbiamo inoltre incontrato il nuovo 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐢𝐧𝐢 per riportare varie segnalazioni di accesso ai servizi consolari arrivateci attraverso il nostro 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨 (👉🏻link in bio).
A testimonianza del buon lavoro, a gennaio abbiamo ricevuto la notizia che il Comites ha ricevuto un 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝟒𝟎𝟎𝟎𝟎 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟑 specifico per progetti finalizzati al mondo dell’𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 – unico comites degli Stati Uniti, insieme a quello di New York, a ricevere un finanziamento integrativo.
Per gestire questo finanziamento abbiamo creato una 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐒𝐚𝐢𝐞𝐯𝐚, ricercatore a UTMB e membro del Comites. Della commissione fanno parte anche i 𝐜𝐨-𝐜𝐡𝐚𝐢𝐫𝐬 𝐝𝐢 𝐖𝐒𝐂 𝐈𝐒𝐒𝐍𝐀𝐅 come membri esterni che ci aiuteranno a sviluppare i relativi eventi. In questo anno speriamo quindi di moltiplicare le iniziative a sostegno della comunità della circoscrizione!
Comites Houston
Il MAIE crea MAIE Channel (VIDEO)
scritto da Ennio Marchetti | 20 Febbraio 2023
Il MAIE (Movimento Autonomo degli Italiani all’Estero) sta creando un proprio canale video totalmente dedicato all’italianità nel mondo.
Nel video che proponiamo il Presidente del Movimento, Ricardo Merlo, parla del MAIE e ne indica il percorso e gli obiettivi.
MAIE: Merlo, Odoguardi e Borghese a colloquio con il Sottosegretario Silli
scritto da Fatti Nostri | 20 Febbraio 2023
“Al ministero degli Esteri, nel palazzo della Farnesina, abbiamo incontrato Giorgio Silli, Sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo.
Con lui, insieme al presidente del MAIE, Ricardo Merlo, e al Senatore MAIE Mario Borghese, abbiamo parlato della necessità di migliorare i servizi consolari per i nostri connazionali.
Con la Legge di Bilancio, anche grazie all’impegno e al lavoro del nostro Movimento, sono stati trovati i fondi per l’assunzione di nuovo personale per i Consolati.
Ma questo non basta: è necessario velocizzare gli appuntamenti per rinnovare il passaporto e per la cittadinanza. Continuiamo a lavorare senza sosta per gli italiani all’estero”.
Lo ha dichiarato Vincenzo Odoguardi, vice Presidente del MAIE