È arrivato negli States quando era ancora un bambino e aveva solo 13 anni.
Altri avrebbero potuto facilmente dimenticare le proprie origini, ma lui no. Tant’è che, anni dopo, è diventato il sicuro punto di riferimento della grande comunità italiana di Chicago, il principale promotore del Made in Italy e della nostra enogastronomia nel Midwest.
Pasquale Capriati (detto Pat) nato a Mola di Bari, in Puglia, e residente a Chicago da oltre cinquanta anni, ha conosciuto e sposato una ragazza pugliese come lui, Carmela, figlia di emigrati, che gli ha regalato 2 figlie: Rosanna (eletta Miss Italia Nord America nel 2009), e direttrice della famosa casa di gioielli Cartier, e Costantina, che ha conseguito il dottorato in Farmacia alla University of Illinois (Chicago School of Pharmacy), ed è nonno felice di 3 nipotini. Tutti perfettamente integrati nella realtà americana, ma con un cuore italiano, come lui.
Laureatosi in Lettere Italiane, alla Loyola University di Chicago nel 1977, la sua profonda italianità lo ha portato a lavorare, prima con l’Ufficio del Vice Governatore dello Stato dell’Illinois nella capacità di Direttore dell’Illinois – Italy Trade Initiative, e, dal 1995, presso ICE Agenzia (Ufficio di Chicago) come responsabile per il coordinamento negli USA delle attività promozionali con la Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
Ma anche i suoi hobbies sono fortemente influenzati dalle sue radici. Pat, infatti, all’età di 15 anni ha formato con il fratello e 3 altri amici italiani del quartiere, un complesso musicale italiano, “I Diamanti”. Grazie alla musica, Pat è riuscito a finanziare i suoi studi presso la Loyola University of Chicago dove è stato uno dei fondatori dell’Italian Club of Loyola.
Nel settore editoriale, Pat cura, per la rivista mensile italoamericana con diffusione nazionale, “Fra Noi”, una rubrica intitolata “I Tempi d’Oro”, dedicata a personaggi dello spettacolo e della musica pop italiana, e conduce “Domenica Insieme”, un programma settimanale (in diretta streaming) di musica italiana seguito in tutto il mondo.
Abbiamo intervistato Pat Capriati per i lettori di Fatti Nostri.
Cosa ricordi dei tuoi trascorsi italiani?
Ricordo i bellissimi paesaggi, la nostra cultura e le tradizioni, lo splendore delle feste patronali, la nostra storia e i monumenti millenari, la musica, i riti della domenica (messa, pranzo e poi tutti al cinema), la bontà dei cibi. Adoro la pasta, la pizza, i frutti di mare, i formaggi, le mozzarelle di bufala, i gelati, e poi la pasta e ancora pasta…
Perché hai deciso di emigrare negli Stati Uniti e di stabilirti a Chicago?
Mio padre decise di trasferire la nostra famiglia in America per darci un nuovo futuro… Chicago è la città dove si erano trasferiti i miei nonni materni.
Com’è stato il tuo approccio con gli Stati Uniti?
Arrivato da bambino, dopo due settimane dal nostro arrivo, Chicago ha visto la più grande bufera di neve nella sua storia. Venendo dalla Puglia, non avevo mai visto tanta neve in vita mia…. Ricordo anche che ero rimasto appiccicato alla finestra per giorni, guardando la nuova vita americana: il traffico, le auto della polizia, i vigili del fuoco, gli autobus, era tutto come in un film.
Pat Capriati, come abbiamo avuto modo di sottolineare, dedica il suo tempo libero all’associazionismo italiano, ama il calcio (tifoso della Juventus), adora leggere, apprendere e “scoprire cose nuove”.
Presidente della Federazione Regione Puglia, componente del Consiglio Generale Pugliesi nel Mondo, e primo presidente della Confederazione (Stati Uniti – Canada) Regione Puglia, sei considerato un sicuro punto di riferimento per i nostri connazionali.
Sono attivo nell’ambito dell’associazionismo italiano dall’eta’ di 25 anni. Ho fondato e sono l’attuale presidente della Federazione Regione Puglia Chicago, e componente del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo. In riconoscimento del mio impegno a favore della comunità italiana, ho ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.
Il Midwest degli USA, in modo particolare le città di Chicago (Illinois), Milwaukee (Wisconsin), St. Louis (Missouri), Detroit (Michigan) e Cleveland (Ohio), sono state, dagli anni 1950 fino al 2000, le mete preferite per centinaia di migliaia di italiani.
“Qui il nostro associazionismo – commenta Capriati – è ancora molto sentito, anche se ne siamo al tramonto. Oggi non è possibile emigrare in America dall’Italia, e di conseguenza viene a mancare il vivaio di nuovi italiani in arrivo. L’emigrazione italiana negli USA si è ridotta a ospitare studenti e professionisti muniti di permesso di residenza o di lavoro. Giunti alla seconda e terza generazione, molti dei nostri giovani non parlano italiano”.
Il tuo impegno come Marketing Promotion Senior Manager di ICE Agenzia (Istituto Nazionale per il Commercio Estero) di Chicago, in particolare per quanto riguarda il settore agroalimentare italiano, ti porta spesso a viaggiare nel nostro Paese. Sei appena tornato da Bologna. Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti in Italia nel settore e a cosa, in particolare, saranno dedicati?
A Bologna ho guidato una delegazione di buyer della GDO (grande distribuzione organizzata) statunitense alla fiera MARCA, importante manifestazione del settore “private label”. I miei prossimi impegni di lavoro, mi riporteranno presto in Italia per altre due importanti appuntamenti fieristici del settore agroalimentare: Cibus Connecting Italy (Parma), e TuttoFood (Milano).
Recentemente Pat Capriati è stato nominato Coordinatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) per la zona di Chicago e del Midwest.
Gli chiediamo: come ti sei avvicinato al MAIE e perché credi in questo Movimento?
A seguito di varie segnalazioni giunte a Enzo Odoguardi e a Giuseppe Cacace da parte di esponenti della comunità italiana di Chicago, sono stato contattato e invitato a candidarmi alla Camera dei Deputati durante la recente elezione elettorale. Sono rimasto molto colpito ed entusiasmato dalla storia del MAIE e ho pienamente sposato gli ideali del nostro Movimento. Ritengo fermamente che il MAIE costituisce l’unica entità nel panorama politico italiano (a differenza dei partiti tradizionali romani), in grado di garantire e rappresentare le istanze e i diritti dei nostri cittadini italiani residenti all’estero.
Come considerano il Maie i nostri connazionali del Midwest?
Ritengo che il MAIE è ancora in una fase embrionale nel Midwest degli USA. Sarà importante farci conoscere. La mia missione sarà quella di impegnarmi in attività a favore dei cittadini italiani per guadagnare la loro fiducia, rispetto e credibilità. Sarà importante inculcare nella loro mente il messaggio che il MAIE è l’unico partito che vede come sua unica priorità la tutela dei diritti dei cittadini italiani residenti all’estro.
Quali sono le sue possibilità di crescita.
Le possibilità di crescita nel nord America, America centrale e i Caraibi sono ottime. Dobbiamo continuare a crescere e a fare arrivare il nostro messaggio ai cittadini italiani residenti in Nord America, America Centrale e Caraibi.