USA. La bufera artica provoca decine di morti

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214918086 a09483c7 ab25 4eba b7c3 3aae46a5bb62Buffalo è rimasto l’epicentro americano della tempesta artica che ha provocato più di cinquanta vittime in tutti gli Stati Uniti. Più della metà viveva in questa città di 270 mila abitanti, nella parte occidentale dello Stato di New York, da giorni sepolta sotto la neve.

Il “bomb cyclone”, come lo chiamano gli americani, in questa area ha finora ucciso ventisette persone, tra cui molte rimaste congelate nelle auto bloccate dalla tempesta. Il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare nelle prossime ore.

“È un tipo di tempesta – ha ammesso il sindaco, Byron Brown – che capita una volta nella vita, ma era previsto. Però affrontiamo anche venti forti che rendono la situazione ancora più dura”.

Dopo tre giorni di emergenza, in queste ore si registrano piccoli segnali di miglioramento. Migliaia di persone escono dalle case in cerca di cibo. I soldati della Guardia nazionale stanno distribuendo aiuti nelle comunità isolate.

A complicare le operazioni di soccorso, però, ci sono le auto abbandonate in mezzo alla strada e ora sepolte dalla neve. In alcune di queste sono state trovate persone morte congelate, soprattutto per arresto cardiaco. Un uomo di ventisette anni è morto nella sua casa di Lockport dopo che la neve aveva bloccato le tubature esterne di una caldaia e finito per convogliare in casa le esalazioni di monossido di carbonio.

La nevicata dovrebbe finire martedì mattina, ma nella notte cadranno altri dieci-dodici centimetri di neve, che si aggiungeranno al metro e dieci caduto finora. È stato un Natale al buio per più di dodicimila utenze, cifra che, considerando la media di coloro che vivono in una casa, significa che il blackout di acqua, riscaldamento e luce ha riguardato almeno trentamila persone.

Buffalo è nello Stato di New York, ma non è New York, che dista più di 500 chilometri: i turisti nella Grande Mela sognavano la nevicata per rendere più magica l’atmosfera natalizia. Hanno trovato un tempo rigido, con punte di -6 e -10, ma nient’altro. Non ci sono state nevicate, solo una leggera spruzzata il 23 dicembre, subito sostituita dal sole. Oggi le temperature si sono alzate e la situazione dovrebbe migliorare nei prossimi giorni.

Il freddo record ha interessato un’area vasta che va dai Grandi Laghi vicino al Canada al Rio Grande lungo il confine con il Messico. Circa il 60% della popolazione statunitense e’ stata raggiunta da un’allerta meteo e le temperature sono crollate drasticamente al di sotto del normale da Est delle Montagne Rocciose agli Appalachi.

agi.it




Usa nella morsa del gelo: è ‘Snow-apocalypse’

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163730363 f6e2110c 2186 4c87 b446 1825cde38234Più di duecento milioni di americani sotto la morsa della tempesta polare, un milione senza energia elettrica, il tutto alla vigilia del Natale quando si calcola che 110 milioni di persone si mettano in moto (anche se magari solo per tragitti brevi, 80 km o più da casa) per raggiungere i cari, tra il 23 dicembre e il 2 gennaio. Stato d’emergenza in dodici Stati, da New York al Kentucky, guardia nazionale schierata, 3400 voli cancellati soltanto oggi, avvisi a non uscire inviati sui cellulari di milioni di persone.

I media stanno chiamando la tempesta in molti modi, da “snowageddon” a “snowapocalypse” a “bomb cyclone“, ma alla fine basta aprire la finestra per sentire sul volto la “carezza” di una lama di ghiaccio che comincia a essere presente anche nella City, New York, dove la temperatura dovrebbe scendere nelle prossime ore a -6. Ma meno sei gradi, considerata la situazione generale americana di queste ore, è quasi da clima tropicale: in Wyoming, nelle scorse ore, la temperatura è passata da 3 a -16 nel giro di mezz’ora, in alcune zone di montagna dovrebbe toccare i -56. Ma ci sono anche i -30 nella notte di Chicago, i -11 a Dallas, Texas, nel sud del Paese.

Persino il presidente Joe Biden, nel suo messaggio natalizio, ha invitato a state attenti al gelo e a restare a casa, se possibile. Ma anche la casa non è sempre la situazione migliore. La tempesta polare sta facendo saltare i sistemi elettrici: secondo il sito poweroutage.us, più di un milione di utenti è rimasto senza corrente alle 8 di mattina.

Gli Stati più colpiti

Il North Carolina è il più colpito, con 147 mila utenze fuori gioco, 115 mila in Georgia, 70 mila in Connecticut e Texas, altre migliaia in Massachusetts, New Hampshire e New York. E la parola ‘utenzè puo’ indicare anche nuclei familiari, per cui le persone rimaste senza energia, acqua e riscaldamento potrebbero essere cinque milioni. Hollywood non ha inventato niente: qui ogni tempesta diventa davvero apocalittica.

L’aeroporto di Seattle, nello Stato di Washington, ha chiuso le piste a causa del ghiaccio, centinaia di voli sono stati cancellati. A Memphis e Indianapoli FeDex ha interrotto per ore il servizio di consegne perchè gli stabilimenti sono in tilt. Nella Nashville di Elvis Preasley neanche il suo rock bollente potrebbe fare molto in queste ore: fa -16 gradi, nella citta’ del Tennessee non faceva cosi’ freddo da ventisei anni. Alla neve e al vortice artico si aggiungono le piogge, che negli Stati Uniti portano a inondazioni: onde alte sei mesi nel Lago Erie e fino a otto nell’Ontario.

Situazione d’emergenza in New Jersey, allagamenti nello Stato di New York, dove i residenti di Hoover Beach sono stati fatti evacuare ieri sera. Solo a New York City, dove la neve non è ancora arrivata, nei due aeroporti più importanti è gia’ il caos. Migliaia di turisti in attesa di tornare a casa rischiano di restare a terra e di passare in aeroporto il Natale: nelle ultime quattro ore sono stati cancellati quasi 250 voli, di cui 190 in partenza dal La Guardia e 45 dal Jfk. Altri 29 sono stati annullati nel vicino Newark Liberty International, in New Jersey. Quando comincia a fare cosi’ freddo è troppo presto solo immaginare una tregua. Le previsioni indicano che la situazione restera’ d’emergenza per tutte le vacanze, almeno fino all’1 gennaio. Le bandiere americane esposte sulla North Main Street a Hudson, Ohio, sono così congelate da sembrare di pietra. C’è da capire: nella notte la temperatura è passata da 0 a -12.

Le bandiere di pietra sono diventate il simbolo di questa ondata artica, ma per i cultori del genere non c’è fretta: secondo le previsioni, ci sarà’ tutto il tempo per passare da Hudson e andarle ad accarezzare, come fanno adesso i turisti vicini al monumento dedicato a Balto, a Central Park, New York, dove la patina di ghiaccio si è formata sul muso dell’ husky siberiano più famoso della storia, lui si’ che adesso sente aria di casa.

agi.it




Smantellata rete della ‘ndrangheta che si era estesa anche a New York

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Gli arrestati sono accusati di reati quali associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione illegale di armi e munizioni.

Mentre si svolgevano gli arresti in Italia, l’Fbi ha effettuato diverse perquisizioni nell’area di Manhattan, a New York, legate alle persone arrestate.

L’ipotesi degli inquirenti è che il clan di Corigliano Comito abbia deciso di espandersi sempre di più, e abbia attivato a New York un gruppo satellite composto da italo-americani che vivevano da tempo nella metropoli americana e che gestivano diverse attività illegali .

Durante i raid sarebbero state rinvenute anche numerose armi da fuoco, tra cui pistole e fucili, che sarebbero state utilizzate dagli indagati per rafforzare le proprie capacità operative.

Le indagini hanno rilevato numerosi casi di estorsione ai danni di imprenditori calabresi i cui proventi sono stati utilizzati per alimentare una cassa comune gestita dal capofamiglia che ha poi suddiviso tra i membri del clan.

La famiglia mafiosa era dedita anche al traffico di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina e marijuana, che acquistava da vari fornitori nella provincia di Crotone e distribuiva in tutto il territorio controllato.

In un’attività parallela della Polizia Giudiziaria italiana, sono stati sequestrati e rinvenuti in un complesso residenziale di clan circa 1.100 chili di marijuana.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche quattro fucili e una pistola e sono state raccolte prove di atti intimidatori commessi da familiari per accrescere il proprio potere sul territorio, come l’immissione di piccole bombe nei distributori automatici.

“L’operazione di oggi completa un ciclo repressivo che negli ultimi 10 giorni” ha permesso “l’esecuzione da parte della Polizia di Stato di 200 arresti”, ha spiegato il direttore del Nucleo Anticrimine della Polizia italiana, Francesco Messina.




Il Comites NY chiude il primo anno di attività all’insegna di operatività, impegno e grande lavoro di squadra

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16comitesnyCon l’ultima riunione il Comites New York ha chiuso il suo primo anno di attività. I rappresentanti del Tristate hanno all’unanimità espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto fin qui. Promotori e protagonisti di molte iniziative ed eventi di spessore che hanno avuto un grande seguito e un risalto mediatico notevole. Quella che si era presentata sin dall’inizio come una squadra giovane e competente ha mostrato operatività, impegno e grande affiatamento, ingredienti rilevanti in un contesto in mutamento che vede i Comites stessi in una nuova e non facile lettura e interpretazione del loro ruolo.
In un calendario pieno si è contributo a rinsaldare il legame con la madre patria, facendosi promotori di quell’italianità, del Made in Italy, attraverso la conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e con un occhio di riguardo verso la lingua.
Solo nel mese di novembre si sono ricordate figure come Maria Callas, Pierpaolo Pasolini e Grazia Deledda, facendo diventare New York cassa di risonanza del racconto di grandi uomini e donne che hanno dato lustro al nostro Paese e che, attraverso la lettura delle loro vite e opere in chiave moderna, rappresentano un viatico di conoscenza e riscoperta delle proprie radici e identità.
Ogni Commissione ha offerto spunti di riflessione e momenti di aggregazione importanti con le nostre comunità e con le comunità americane in una commistione d’interessi comuni che ha rinsaldato ponti, ma ha anche aperto a nuove visione e prospettive di esperienze reciproche che, senza dubbio, favoriranno in un prossimo futuro opportunità di crescita condivise.
Dallo sport, quindi, agli eventi sull’enogastronomia e sulle eccellenze italiane, dalla scienza all’internazionalizzazione, ai momenti di sensibilizzazione sui diritti civili ai giovani, si è inteso ridare al Comites il suo spazio originario di tramite e interfaccia nei rapporti con gli italiani ivi residenti e le istituzioni.
Tra gli incontri più sentiti e partecipati quello sulla violenza domestica e di genere, promosso con l’intenzione di creare una rete di supporto inclusiva per far conoscere alla comunità italiana e italo-americana quali siano i diritti a New York e come accedere, in sintonia con professionisti, associazioni e istituzioni, ai servizi di sostegno. Un impegno sociale ribadito, anche, in difesa dei diritti LGBTIQ+, che ha visto per la volta la partecipazione del Comites alla Pride Parade di New York.
Primo appuntamento, anche, per il Columbus Day, dove ha sfilato una propria rappresentanza e che ha assunto un significato rilevante: rinnovare un legame antico, riconoscere un grande patrimonio espresso attraverso chi ha creduto in quel sogno e ancora oggi lo trattiene nella memoria e che diventa esempio da trasmette alle nuove generazioni. E proprio i giovani sono diventati l’ossatura e il movente di questo cambio di passo che offre una nuova visione non solo nelle azioni ma nell’interpretazione del fenomeno dell’emigrazione, che va analizzata non più solo sotto l’aspetto antropologico e sociale, ma va rivisto e letto in una nuova ottica che è quella che chi “emigra”, nella maggior parte dei casi, lo fa per scelta. Non si parte più con le valigie di cartone ma con consapevolezza, determinazione, preparazione, per poter raggiungere obiettivi e realizzarsi. Esiste una nuova generazione cui va prestata attenzione proprio per il valore che rappresenta e che esige una nuova collocazione nelle discussioni e nei processi di sviluppo. Offrire occasioni di scambi, di esperienze reciproche che accrescano quell’appartenenza e ancora di più conoscenza delle tante Italie, restituendo l’immagine, persa, svenduta, del Bel Paese che tende ad un futuro diverso grazie anche al contributo di quel valore aggiunto che sono gli italiani all’estero.
Su questo tema, diversi sono stati gli incontri, uno su tutti la prima edizione, tenutasi il 1° maggio, della “Italian Community Resource Fair”, organizzata con lo scopo di aiutare gli italiani della Big Apple a indirizzare al meglio le loro abilità professionali e personali in un mercato complesso e competitivo come quello americano, con un occhio di riguardo verso le nuove generazioni e chi sceglie, oggi, gli Stati Uniti come meta per realizzarsi e investire.
Non sono mancati, inoltre, anche interventi rivolti a stimolare l’azione politica, attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali, sui temi che stanno più a cuore alle comunità all’estero in merito a quei servizi e quell’ascolto di cui necessitano e hanno diritto: dalla riforma del voto all’estero alla rivisitazione della legge riferita all’Anagrafe e censimento degli italiani all’estero (AIRE), a quei provvedimenti che sostengano il rinnovamento di molti degli ambiti, degli enti e degli organismi che promuovono e mantengono le relazioni istituzionali, come i Comites.
A prova di ciò e dell’impegno profuso è intervenuta la Fondazione Migrantes, che ha dedicato il Rapporto Italiani nel Mondo 2022 (RIM) alla rappresentanza e ai Comitati degli italiani all’estero, con un capitolo che ha esaltato e messo in evidenza proprio il lavoro svolto nel Tristate.
Elemento che non è passato inosservato è stato anche il nuovo modo di comunicare attraverso l’utilizzo di un linguaggio più diretto e chiaro, supportato dai nuovi mezzi e strumenti di comunicazione, come i social, che garantiscono non solo una conoscenza più diretta dell’organismo, sia nelle funzioni sia nelle azioni, ma anche quella partecipazione democratica e attiva, su cui il Comites NY ha inteso fondare il proprio agire.
“In sintesi”, ha affermato il presidente Alessandro Crocco in un’intervista, “la comunità italiana, con quella forza dirompente, caparbia e consapevole che la contraddistingue, deve essere guidata e indirizzata per rispondere alle sfide del cambiamento e conquistare una dignitosa posizione all’interno dei processi e di quella nuova globalizzazione che, anche e soprattutto dopo la pandemia, guarda sempre di più alle comunità come valore ed essenza delle azioni e delle scelte”. (aise)




Il Comites Houston al console generale Lorenzini: collaboriamo per il bene della comunità

15houston

15houstonIl Comites di Houston, in Texas, ha incontrato il nuovo console generale Mauro Lorenzini e il personale del Consolato per discutere di come collaborare alla programmazione di iniziative congiunte e ai servizi consolari, sulla base delle indicazioni che il Comites ha raccolto ascoltando la comunità italiana.
Si è parlato in particolare di rinnovo passaporti, iscrizione AIRE, stato civile e cittadinanza e, come ricorda il Comites sulla sua pagina Facebook, “una novità importante per i passaporti è che il portale prenot@mi per la prenotazione dell’appuntamento del rinnovo del passaporto viene aggiornato giornalmente con nuovi appuntamenti. Gli appuntamenti sono disponibili a partire da un mese dal giorno in cui si accede al portale. Le disponibilità vengono aggiornate ogni giorno nel tardo pomeriggio, si consiglia quindi di accedere al portale in tale fascia oraria per controllare i nuovi appuntamenti disponibili”.
Per velocizzare il processo delle pratiche, il Comites raccomanda inoltre di controllare di avere a disposizione tutti i documenti necessari e che tutti siano stati inviati correttamente.
“Siamo molto felici di questa rinnovata collaborazione con il Consolato che”, prosegue il Comites su Facebook, “siamo sicuri ci permetterà di poter meglio veicolare le esigenze della comunità italiana di Texas, Arkansas, Louisiana e Oklahoma”.
Al console Mauro Lorenzini e a tutto il personale del Consolato Generale il Comites rivolge infine il proprio ringraziamento “per il tempo dedicatoci durante l’incontro e per la loro disponibilità”. (aise)




“Riscoperta” la statua di Colombo a South Philadelphia: il plauso della Niaf

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17colombo“La National Italian American Foundation plaude alla decisione della Commonwealth Court che ha stabilito la rimozione della “scatola” che da due anni copre la statua di Colombo a Marconi Plaza a South Philadelphia”. Così, in una nota, il presidente della Niaf, Robert Allegrini, a commento della sentenza della Commonwealth Court of Pennsylvania, che la scorsa settimana ha stabilito la rimozione della copertura della statua, decisa dalla municipalità due anni fa, nel pieno delle manifestazioni seguite all’omicidio di George Floyd.
“La sentenza – continua Allegrini – rappresenta una vittoria per tutti quegli americani consapevoli del fatto che il coraggioso viaggio di Cristoforo Colombo stato il catalizzatore che ha avviato oltre 500 anni di immigrazione nelle Americhe da parte di persone provenienti da ogni angolo della Terra, tutte alla ricerca di una vita migliore per le loro famiglie”.
La statua, liberata dalla “scatola” di legno che l’ha nascosta per due anni, è stata scolpita 146 anni da Emanuele Caroni e da qualche giorno è tornata a far bella mostra di sé in Marconi Plaza.(aise)




Il Comites Houston incontra il console generale Lorenzini: pronti a collaborare per il bene della comunità

15houston

15houstonIl Comites di Houston, in Texas, ha incontrato il nuovo console generale Mauro Lorenzini e il personale del Consolato per discutere di come collaborare alla programmazione di iniziative congiunte e ai servizi consolari, sulla base delle indicazioni che il Comites ha raccolto ascoltando la comunità italiana.
Si è parlato in particolare di rinnovo passaporti, iscrizione AIRE, stato civile e cittadinanza e, come ricorda il Comites sulla sua pagina Facebook, “una novità importante per i passaporti è che il portale prenot@mi per la prenotazione dell’appuntamento del rinnovo del passaporto viene aggiornato giornalmente con nuovi appuntamenti. Gli appuntamenti sono disponibili a partire da un mese dal giorno in cui si accede al portale. Le disponibilità vengono aggiornate ogni giorno nel tardo pomeriggio, si consiglia quindi di accedere al portale in tale fascia oraria per controllare i nuovi appuntamenti disponibili”.
Per velocizzare il processo delle pratiche, il Comites raccomanda inoltre di controllare di avere a disposizione tutti i documenti necessari e che tutti siano stati inviati correttamente.
“Siamo molto felici di questa rinnovata collaborazione con il Consolato che”, prosegue il Comites su Facebook, “siamo sicuri ci permetterà di poter meglio veicolare le esigenze della comunità italiana di Texas, Arkansas, Louisiana e Oklahoma”.
Al console Mauro Lorenzini e a tutto il personale del Consolato Generale il Comites rivolge infine il proprio ringraziamento “per il tempo dedicatoci durante l’incontro e per la loro disponibilità”. (aise)




New York. Speranza Scappucci: la prima donna italiana sul podio del Metropolitan

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28speranzascappucci“Stefano Albertini la presenta come la prima donna italiana a dirigere l’orchestra della Scala di Milano e la prima a dirigere quella del Metropolitan di New York, ma Speranza Scappucci, alla Casa Italiana Zerilli Marimò per una conversazione sulla lirica con Fred Plotkin, non ama soffermarsi sul primato di genere, “si finisce sempre per parlare di questo, parliamo di musica piuttosto” ha detto a una giornalista in passato. E di musica si è parlato, ascoltando persino diverse interpretazioni di tenori in uno stesso brano diretto da lei in tempi e teatri diversi e commentandole insieme. “Mi fa piacere sentire che a distanza di tanti anni ho mantenuto lo stesso tempo” ha detto sorridendo soddisfatta soffermandosi poi su particolari tecnici”. Ne scrive Luciana Capretti per “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.
“Soddisfatta di sé Speranza Scappucci deve essere certamente. Al Met è arrivata dopo un lungo percorso: è stata assistente di Muti per 8 anni a Salisburgo, ha diretto la Staatsoper viennese, l’Opera di Roma, e orchestre a Chicago, Glyndebourne e New York, dal 2017 fino allo scorso anno ha diretto la Royal Opéra de Wallonie a Liegi. “Maestra Scappucci” è ora a New York per dirigere il Rigoletto. Il New York Times ha scritto che “ha scolpito la musica con contrasti dinamici e ha dato sostegno ai suoi cantanti con attenzione ai cambiamenti di tempo. …..ha portato a galla un vuoto desolante nei fiati e negli archi che ha sottolineato la futilità delle battaglie di Rigoletto.” Le cronache ci dicono che il suo arrivo sul podio ha scatenato grandi applausi: era il suo debutto al Met, ma a New York è di casa.
“Sono nata a Roma e ho studiato all’Accademia di Santa Cecilia – ha detto al pubblico della Casa Italiana – Mio padre era il responsabile del notiziario pomeridiano di Radio Vaticana e noi dopo la scuola spesso andavamo da lui. A quei tempi l’Accademia di Santa Cecilia era a Via della Conciliazione, davanti a San Pietro, nello stesso palazzo della radio. Sempre lì c’erano i concerti e ne andavo a sentire tantissimi perché mio padre aveva i biglietti scontati e io ne approfittavo. Un giorno ho sentito un famoso pianista ungherese, György Sándor, era stato studente di Bela Bartok e si era trasferito negli Stati Uniti dopo la guerra. Dopo il concerto sono andata a salutarlo, gli ho spiegato che ero una pianista e lui mi ha detto perché non vieni a farmi sentire qualcosa. Emozionata l’indomani ho suonato la 109 di Beethoven che stavo studiando in quel periodo per il mio concerto di diploma e lui mi ha detto: insegno alla Julliard School, vieni a fare la prova, non è facile, ci sono 500 pianisti che concorrono per 20 posti. Sono andata, e la mia vita è cambiata”.
L’impatto con la Julliard school è stato difficile e facile al tempo stesso, “avevamo studiato molta armonia e storia della musica all’Accademia e dopo 6 mesi l’insegnante di quel corso mi ha chiesto di farle da assistente, ma tecnicamente non mi sentivo così brava come certi miei colleghi che mi sembravano eccezionali” conclude con modestia aggiungendo che per mantenersi lavorava nella libreria della scuola piegando magliette e solo dopo le è stato affidato l’incarico di responsabilità …di stare alla cassa!
Speranza Scappucci parla di sè con ironia, ma traspare la sua assoluta sicurezza, è sorridente, ma determinata. Ha frequentato la scuola americana a Roma, parla perfettamente l’inglese ma anche il francese e ha perfezionato di recente il tedesco e studiato il russo: “conoscere la lingua del libretto permette di comprendere meglio la drammaturgia”.
La passione per la lirica è iniziata da bambina perché il padre la ascoltava a casa, ma è aumentata accompagnando al pianoforte i cantanti per mantenersi agli studi. “L’opera è complessa perché hai a che fare con tanti artisti, tu gli dai la tua visione ma poi è una collaborazione e quindi io posso avere un tempo in testa, ma se il soprano ha una voce più leggera di quello che immaginavo la mia idea finisce lì. La stessa cosa succede con il coro e l’orchestra. Tu crei l’energia, ma senza di loro sei niente.” Quando era giovane Speranza Scappucci con un gruppo da camera andava a suonare negli ospedali e nelle case per anziani ora a chi le chiede qual è il suo sogno risponde che oltre a dirigere le grandi opere le piacerebbe fare un concerto su una grande piazza, di solidarietà, per i migranti e per la pace.
Il Rigoletto diretto da Speranza Scappucci al Metropolitan si replica fino al 29 dicembre”. (aise)




USA. Terrore in un supermercato della Virginia. Sparatoria con 7 morti

mass shooting at chesapeake, virginia walmart

mass shooting at chesapeake, virginia walmart

Il movente non si conosce ancora, ma dopo l’ennesima sparatoria che martedì notte ha di nuovo scosso gli Stati Uniti a terra – in un supermercato Walmart della Virginia – c’erano sette corpi, incluso quello del responsabile della strage, il direttore del supermercato. “La polizia di Chesapeake conferma sette vittime, compreso il responsabile della sparatoria di ieri sera al Walmart di Sam’s Circle”, ha scritto questa mattina il Comune di Chesapeake sul suo account Twitter.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo ha aperto il fuoco poco dopo le 22:00 ed ha poi rivolto l’arma contro se stesso togliendosi la vita.

In quel momento il supermercato era particolarmente affollato di clienti impegnati negli ultimi acquisti per il cenone del Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento che si celebra domani.

“Le gente era molto amichevole, parlavano del Giorno del Ringraziamento, di quello che dovevano fare, di quello che dovevano comprare”, ha raccontato all’emittente 13News Now una residente del luogo, Terri Brown, che si trovata nel supermercato meno di due ore prima della carneficina.

“Siamo sconvolti da questo tragico evento avvenuto nel nostro punto vendita di Chesapeake, in Virginia”, ha fatto sapere questa mattina la Walmart in un comunicato. “Stiamo pregando per le persone colpite, per la comunità e per i nostri dipendenti”, prosegue la nota: “Stiamo lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine e siamo concentrati sul sostegno ai nostri dipendenti”.

La sparatoria della Virginia segue quella del Colorado avvenuta sabato notte in un nightclub gay di Colorado Springs, costata la vita a cinque persone: un’altra strage che ricorda quella in un locale frequentato da omosessuali a Orlando, in Florida, dove 49 persone furono uccise da un 29enne nel 2016.

Negli ultimi anni vi sono state numerose sparatorie in supermercrati e grandi magazzini negli Stati Uniti. Come quella del 2019, quando un 21enne ha aperto il fuoco in un Walmart di El Paso, causando 23 morti e 26 feriti. Lo scorso maggio, inoltre, un adolescente ha aperto il fuoco in un supermercato Tops di Buffalo, nello Stato di New York, uccidendo 10 persone e ferendone altre tre.

ansa.it




Passaporti: missione in New Jersey per il Consolato a New York

passaportoelettronico

passaportoelettronicoMissione a Nutley, nel New Jersey, per il Consolato generale d’Italia a New York che il prossimo 2 dicembre invierà un funzionario per raccogliere le impronte digitali dei connazionali che hanno bisogno di richiedere o rinnovare il passaporto.
La missione è rinvolta ai connazionali iscritti all’AIRE e residenti nello Stato del New Jersey (Contee di Bergen, Hudson, Morris, Passaic, Sussex, Union, Warren, Essex, Middlesex, Monmouth, Hunterdon, Mercer, Somerset): a partire dalle 9:00 del 2 dicembre sarà possibile presentare la richiesta del rilascio del passaporto su appuntamento presso i locali della Township di Nutley (Parks and Recreation Center – 44 Park Avenue – Room 201).
Gli interessati potranno richiedere fino al 30 novembre un appuntamento scrivendo a newyork.missioni@esteri.it e allegando il modulo di richiesta – pubblicato sul sito del consolato – e copia del precedente passaporto (se posseduto).
I connazionali riceveranno una email di conferma dell’appuntamento, che indicherà l’orario a cui presentarsi presso la Township of Nutley. Il 2 dicembre non saranno ammessi coloro che non avessero ricevuto tale email di conferma.
Nel caso non fosse possibile soddisfare tutte le richieste, verrà data priorità ai connazionali con età superiore ai 70 anni e a coloro che motiveranno la difficoltà a recarsi presso il Consolato Generale di New York direttamente nella email di richiesta dell’appuntamento.
La consegna del passaporto avverrà poi per posta prioritaria all’indirizzo indicato dal connazionale. (aise)