Ancora Trump

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054510171 09bd5821 4ef7 41a6 9119 dc53c7d78bb8È ufficiale, Donald Trump è in corsa per la Casa Bianca. La campagna per le presidenziali del 2024 entra nel vivo mentre ancora si contano i voti del Midterm.

The Donald ha inviato le carte alla Federal Election Commission (Fec) e fatto “il grande annuncio” a Mar-a-Lago, come promesso: “Per rendere l’America di nuovo grande e gloriosa”, “Il ritorno dell’America inizia ora”, “Non c’è mai stato un movimento come il nostro”, “Con Biden sono stati due anni di dolore”.

Un discorso di un’ora

Un’ora di discorso, e se il tono è stato quello di una Maga rally, lo scenario è stato quello delle grandi occasioni, la sala da ballo di Mar-a-Lago, 2000 metri quadrati di stucchi bianchi e dorati, 514 posti a sedere, 33 bandiere americane per incorniciare il palco presidenziale.

l 16 agosto del 2015 Trump lanciò la sua prima campagna scendendo da una scala mobile dorata nell’atrio della sua “torre” newyorchese, circondato dalla famiglia al completo. A Mar-a-Lago c’erano solo Melania e il figlio Barron, insieme ad alcuni fedelissimi amici e advisor, Roger Stone, Kash Patel, Sebastian Gorka, Mike Lindell.

Nel 2015 si era presentato agli elettori come l’uomo d’affari di successo, la star della reality tv in grado di “drenare lo stagno di Washington” al grido di “Build the Wall”, “Costruiamo il Muro”.

La rinascita dopo la sconfitta

Oggi lancia la sua candidatura dopo una nuova sconfitta elettorale e mentre su di lui incombono le inchieste per l’assalto al Congresso, i documenti classificati nascosti nella sua residenza della Florida e le accuse di frode fiscale.

Anche i media conservatori sembrano avergli voltato le spalle. Rupert Murdoch (magnate di un impero che va da Fox News al Wall Street Journal e fino al New York Post) avrebbe detto chiaramente a The Donald di non appoggiare la sua ricandidatura. Gli preferisce Ron DeSantis che proprio Murdoch avrebbe ribattezzato “Ron DeFuture”.

Ma Trump non si ferma: “Con la mia leadership siano stati una grande e gloriosa nazione, ora siamo in declino”, mentre la Russia lancia missili in Polonia “noi abbiamo un presidente che si addormenta” ai vertici internazionali.

Colpa dei cinesi

Quanto al “deludente” risultato del Midterm per i repubblicani (per usare le parole di DeSantis), Trump smentisce: “Abbiamo riconquistato il Congresso” e “licenziato la Speaker Nancy Pelosi”.

La sconfitta del 2020? Colpa delle interferenze cinesi e del voto anticipato che va abolito. L’annuncio era stato pianificato da mesi. A gestire la sua campagna dovrebbero essere Chris LaCivita e Susie Wiles con la collaborazione di Brian Jack che è stato suo direttore politico alla Casa Bianca e che guida le operazioni politiche di Kevin McCarthy, appena confermato leader Gop alla Camera.

Per la prima volta, il suo quartier generale non sarà a New York ma in Florida, nuovo baricentro della politica americana. Nella storia statunitense, solo un altro presidente si è ricandidato 4 anni dopo aver lasciato la Casa Bianca, il democratico Grover Cleveland che vinse la rielezione nel 1892.

agi.it




Biden: “Improbabile che il missile sia partito dalla Russia”

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joe biden imagoeconomica 1648383 min“Improbabile” che il missile caduto ieri in territorio polacco, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, sia partito dalla Russia: lo ha detto il presidente americano Joe Biden, a Bali, in Indonesia, a margine del vertice del G20.

L’INCHIESTA NON È ANCORA CONCLUSA

In risposta alla domanda di un cronista, il capo di Stato ha fatto riferimento a “informazioni preliminari che contraddicono” la ricostruzione di una responsabilità diretta da parte di Mosca. Biden ha aggiunto che l’inchiesta sull’esplosione, che in Polonia ieri ha causato due morti, non è ancora conclusa. “Vedremo”, ha concluso il presidente americano.

FONTI USA: IPOTESI MISSILE DI CONTRAEREA KIEV

Il missile caduto in territorio polacco che ieri ha provocato la morte di due persone sarebbe stato lanciato dalla contraerea dell’Ucraina in risposta a un bombardamento russo: lo hanno riferito tre funzionari americani citati dall’agenzia di stampa Associated Press.

I responsabili, coinvolti in un’inchiesta per l’accertamento dei fatti, hanno parlato chiedendo fosse mantenuto il loro anonimato. Oggi il presidente americano Joe Biden ha definito “improbabile” che il missile, caduto presso il villaggio di Przedwodow, sia partito dalla Russia.

ag. DIRE – www.dire.it




Alessandro Crocco, presidente del Comites di New York: “Il sogno americano è sempre vivo, bisogna crederci”.

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310128126 5967184563312408 5776573689354073360 n“Si emigra per realizzarsi, per inseguire un sogno, per soddisfare la voglia di fare e d’investire soprattutto su se stessi, ma necessariamente ci si porta dietro la propria storia, la propria identità, stolto sarebbe o è chi non lo fa. Quando si decide di partire, oggi forse è anche sbagliato usare il termine ‘emigrare’, perché si è cittadini del mondo, e si trova casa dove le tue aspirazioni trovano concretezza. Non si rinnegano le proprie radici, ci si rifiuta di far parte di un sistema che non ti appartiene e che è limitante per colpa dell’assenza di opportunità, dettate da una cattiva politica che ha relegato il sud, la Calabria ancora di più, ad essere vittima di una mancanza di prospettive e crescita.

Ma anche questo, va rivisto e letto in una nuova ottica e visione, che è quella che chi ‘emigra’, nella maggior parte dei casi, lo fa per scelta, non è più l’unica soluzione, quella che avevano i nostri nonni e ancora più indietro. Non si parte più con le valigie di cartone, ma con consapevolezza, determinazione, preparazione, per poter raggiungere obiettivi e realizzarsi”.

Sono parole di Alessandro Crocco, un giovane calabrese che, 11 anni fa, è arrivato a New York e in poco tempo, con capacità e caparbietà non comuni, è riuscito a “farsi un nome” non solo nella Grande Mela ma anche in tutti gli Stati Uniti, dove è molto conosciuto e apprezzato.

Crocco, presidente del Comites di New York, è nato 35 anni fa ad Acri, piccolo centro della provincia di Cosenza.

Dopo aver studiato all’Università Santa Croce, a Roma, è andato a vivere negli “States” dove ha completato gli studi conseguendo un Bachelor in Business e Relazioni Internazionali all’Università del Minnesota.

Vive a White Plains, New York, con la moglie, Annamaria, e la figlia, Serena.

È un imprenditore nel settore food and beverage con interessi nella ristorazione ed importazione, ricopre il ruolo di CEO e Financial Analyst di diverse aziende, nel business immobiliare e capital investiment. “Occupo molto del mio tempo nel settore non profit – dichiara -, in azioni filantropiche e come vicepresidente di sviluppo presso diverse organizzazioni a carattere umanitario”.

Nel 2021, è stato eletto, come il più votato in tutti gli Stati Uniti, Presidente dei Comites di New York, New Jersey e Connecticut. Da poco ha ricevuto la nomina di Consultore, della ‘Consulta dei Calabresi all’estero’, l’organismo attraverso il quale viene perseguita la politica regionale in materia di relazioni con le comunità calabresi nel mondo.

Quando gli si chiede che cosa ricorda della sua Calabria, risponde subito: “Tutto! In Calabria c’è la mia famiglia, i miei affetti, molti amici. Ci sono i ricordi, c’è la mia infanzia e porto con me quei valori che mi hanno forgiato. Ad Acri torno spesso, appena posso.

 

A soli 35 anni Alessandro Crocco è già un imprenditore affermato: White Plans, Papi, pasta e pinsa”, tanto per citare alcuni dei suoi locali di successo. Quali sono i suoi futuri obiettivi?

“Si, sono partito investendo nella ristorazione e nel Made in Italy, ma ho poi deciso di percorrere altre strade investendo in diversi settori, come già espresso.

Per quanto riguarda ‘White Plans. Papi, pasta e pinsa”, oggi classificata tra le pinserie certificate nel mondo, invece, mi piace considerarla come una grande scommessa vinta, su cui ancora stiamo lavorando e investendo molto. Il progetto è quello di recuperare l’interesse verso la cucina italiana, puntando su un concept che parte dai nostri prodotti tipici, come la pasta e la pizza, ne esalta la genuinità e la qualità degli ingredienti, altamente salutari e che sono alla base della nostra Dieta Mediterranea, e arriva, in una sorta di storytelling, a raccontarne la storia. In un piatto italiano non ci sono solo gusto e sapori ma è condito con gli ingredienti delle tradizioni, culture, della convivialità e dell’ospitalità che contraddistinguono il Bel Paese”.

 

Cosa fa nel suo tempo libero?

Bella domanda! Non ho molto tempo libero perché considero tutto un impegno, anche lo stesso volontariato. Ma sicuramente quello che ho lo dedico alla mia famiglia e soprattuto a mia figlia Serena e viaggiare. Scelgo una metà è parto.

Crocco rivela la sua fede calcistica per i colori nerazzurri dell’Inter, “ma sono appassionato anche degli sport americani, come il baseball e vivendo a New York, seguo gli ‘Yankees’ “.

 

Gli chiediamo, per curiosità, qual è lultimo libro che ha letto, l’ultimo film che ha visto, il tipo di musica che predilige.

Libro, sto leggendo Deep Work, Cal Newport. Ultimo film: Top Gun. Non ho particolari preferenze sul tipo di musica.

 

alessandro croccoLa comunità italiana a New York, e più in generale negli Stati Uniti, è molto importante oltre che numerosa. Le nuove generazioni quanto sono legate al nostro Paese? Lo chiedo, in particolare, al presidente del Comites di New York. È ancora vivo il cosiddetto sogno americano? E, se c’è, qual è il suo sogno americano” non ancora realizzato?

Ormai da qualche anno e, in particolar modo, nelle ultime generazioni vi è una riscoperta dell’appartenenza al Paese dei propri avi. E questo spinge sempre di più verso la conoscenza delle proprie radici e della storia delle proprie terre. È vero, esistono molte ‘Little Italy’ nel mondo, a New York sono tantissime. È possibile incontrare connazionali dal background più disparato, dai ricercatori e professori universitari, business ed imprenditoria, figure istituzionali e politici ma anche cultura e spettacolo. E in tutti ho riscontrato la grande volontà di lavorare insieme e di riscoprire, promuovere quell’italianità che è un carattere distintivo in tutto il mondo.

Probabilmente, e lasciatemelo dire, siamo più noi oriundi ad apprezzare e ad amare l’Italia e i suoi patrimoni che l’Italia stessa. Vivere a Roma non è lo stesso che osservarla con gli occhi di chi ci ritorna per tanti e ovvi motivi. La sensazione di grandezza e magnificenza che ti trasmette è indiscutibile, al di là delle problematiche, delle vicissitudini che la toccano e, comprendo, che per chi ci vive sono importanti ma è anche vero che, per cambiare le cose, devi prima riconoscerne il valore, farti meravigliare, e poi reagire per migliorare la situazione. E questo l’ho imparato qui.

È vero che s’insegue il ‘sogno americano’, si, ancora vivo e in cui credono in molti, ma per raggiungerlo c’è bisogno di determinazione, sacrificio, lavoro, tanto lavoro. Vi deve essere la consapevolezza che nulla ti viene ‘offerto’ o ‘regalato’. L’America non ha steccati, non è pregiudizievole verso chi non ha le possibilità ma grande intelligenza, è senza dubbio meritocratica (quello che forse manca all’Italia e  in particolare modo nel Meridione dove se ne avverte di più il vuoto) ma è anche molto selettiva. Realizzi quel sogno se lo meriti!

Io mi ritengo molto fortunato, ho già realizzato forse molto di più di quello che immaginavo, arrivando qui 11 anni fa. Ho 35 anni, non credo assolutamente di essere arrivato, in nessun senso e soprattutto, come diceva qualcuno, ‘nel mezzo del cammin di nostra vita’, anzi… spero e se Dio vuole, di averne altrettanti per realizzare altre cose. Cosa, non lo so…

 

gruppo comites 1A proposito di Comites, quali sono i progetti su cui state lavorando?

I Comites rappresentano un grande strumento per tutto ciò che ho detto: riscoperta dell’italianità, conoscenza delle proprie radici, rinsaldare i legami con il proprio Paese, instaurare rapporti economici e di business. C’è bisogno di una nuova visione e di nuove prospettive dove considerare quel ponte mai reciso con l’Italia e i propri paesi d’origine non soltanto da un punto di vista affettivo ma riconoscendo un valore ancor maggiore che deve concretizzarsi in una comunione d’intenti e d’interesse bipartisan. Riportare l’Italia nei contesti internazionali e valorizzare il Made in Italy è un percorso che bisogna intraprendere insieme, riconoscendo ad entrambi, a chi è partito e a chi è rimasto, lo stesso valore.

Ecco perché i Comites sono anche lo strumento per portare avanti questioni e battaglie che ancora non hanno trovato soluzione, come quella sulla cittadinanza italiana per coloro che l’hanno ingiustamente persa o sulla riforma del voto all’estero. Ed altre problematiche a cui, in questo caso, la politica deve rispondere.

E poi c’è l’aiuto e il sostegno che possiamo e dobbiamo dare ai residenti all’estero: sanità, sociale, studio, lavoro, economia. In fondo è quello che ci appartiene di più, proprio come italiani, l’essere comunità!

 

La lingua italiana è una delle più belle, se non la più bella, del mondo. Come farla conoscere e imparare ai giovani italoamericani che non la conoscono o la conoscono poco? Così pure, come incentivare la nostra cultura, illustrare le nostre tradizioni, ma non solo, dare alle nuove generazioni la giusta immagine di un Paese moderno?

Incentivare, prima di tutto la conoscenza: della cultura e delle tradizioni italiane, e la lingua n’è la massima espressione, degli usi, costumi, dei grandi patrimoni materiali e immateriali, attraverso iniziative, eventi, momenti di aggregazione e condivisone. E in realtà è quello che stiamo già facendo con il Comites, e i tanti eventi che ci hanno visto, nell’ultimo periodo, protagonisti ne sono una prova.

Durante le celebrazioni del Columbus Day, ho espresso un mio pensiero che va anche in questa direzione e che mi piace condividere con voi: “L’orizzonte americano è vasto e le radici italiane sono fortissime. Dobbiamo preservarle, andando oltre il passato e correggendo gli errori del passato. L’Empire State Building, il più famoso grattacielo di New York, costruito proprio grazie al lavoro, nella maggior parte, degli immigrati italiani, viene colorato con il tricolore della bandiera italiana, a sottolineare di quanto questa giornata sia di notevole importanza per entrambi i Paesi. Tutto questo assume un significato ancora più rilevante: rinnovare un legame antico, riconoscere un grande patrimonio espresso attraverso chi ha creduto in quel sogno e ancora oggi lo trattiene nella memoria e diventa esempio da trasmette alle nuove generazioni. In onore di quei grandi uomini, di quella visione che deve continuare a muovere il mondo, globalizzato ma fatto di comunità che disegnano il futuro delle nazioni”.

 

Cosa si fa negli Usa per incentivare il cosiddetto Turismo delle radici”?

Il ‘Turismo delle Radici’ rispecchia quello che fin qui abbiamo detto. Il bisogno e la voglia di riscoprire le proprie origini ha creato un ponte con i territori e le realtà che hanno dato i natali ai propri avi. Le iniziative sono tante, l’Italia sia a livello di governo sia regionale sta investendo molto su questo. Lo stesso PNRR contempla una fetta cospicua d’investimenti per incrementare e sviluppare il Turismo delle Radici e che s’intersecano necessariamente con progetti e programmi d’interesse comune, a cui anche gli USA stanno rispondendo in maniera positiva. Perché ciò contribuisce, inoltre, a ridare dignità ai connazionali all’estero ritenendoli un grande patrimonio da riscoprire e su cui, come in questo caso, investire.

 

consuñltaIn cosa consiste la sua attività di consultore per gli USA della Consulta dei Calabresi nel Mondo.

La Consulta sin dalla sua definizione, con la legge regionale n. 8 del 2018, ha ripensato il rapporto con le comunità dei Calabresi nel mondo e con la variegata compagine degli organismi, delle associazioni, federazioni e comunità, intessendo rapporti sempre più sinergici e di collaborazione. Il mio impegno sarà quello d’intensificare, rendendo maggiormente operativa e continuativa, la funzione della Consulta, attraverso azioni ancora più mirate e determinate e proponendo spunti di riflessione su cui confrontarsi e costruire una visione nuova che diventi viatico d’interessi e opportunità comuni. La Calabria è una terra che ha sofferto e continua a soffrire molto e ha invece grandi potenzialità.

 

rv photo 2022 05 14 21 36 34Collabora anche con la Arcidiocesi, specialmente per quello che è chiamato lObolo del Cardinale”. Ce ne vuole parlare?

L’Obolo del Cardinale’ offre un’azione pastorale e caritativa verso le famiglie e le persone bisognose, sostenendo economicamente le parrocchie che ne hanno bisogno. Inoltre sostiene iniziative di evangelizzazione e educazione ai principi e valori cattolici ed è impegnata a formare i sacerdoti di domani.

 

Consiglierebbe a un connazionale di emigrare negli Stati Uniti? E, in caso positivo, quali sono i settori, e i luoghi, dove con più facilità potrebbe trovare lavoro?

La risposta a questa domanda l’ho già data, rappresentando il perché oggi si parte, quali sono a monte le motivazioni e gli interessi per i quali si scegli di lasciare la propria terra e la propria famiglia. Non esiste la certezza di riuscire a realizzare ciò che si spera, come al contrario è possibile andare oltre le proprie aspettative e superare i propri sogni. Non c’è, quindi, un lavoro, un settore o un luogo più determinato o determinante degli altri perché tu possa realizzarti. L’importante è partire e investire su se stessi e trovare ciò che più ti rappresenta e nel quale sai di poter fare la differenza. Bisogna essere dei grandi sognatori e visionari, porsi degli obiettivi e delle mete continue, non fermarsi al primo traguardo o alla prima caduta ma imprimere in quello che fai una forte accelerata e andare sempre oltre.

L’ho già detto, non si parte con la valigia di cartone, oggi si esportano menti non solo braccia. Quindi qualcuno arriva con già un suo mestiere e un suo background su cui può investire, altri devono e possono trovarlo. Ciò che fa la differenza è credere di potercela fare, andare oltre le difficoltà, e all’inizio credetemi sono davvero tante e pesanti. Determinazione, caparbietà, studio, lavoro sono questi gli ingredienti del successo. E il successo non è quello quantificabile in denaro ma quello che ti rende libero e felice. È questo il vero ‘sogno americano’!”

 




Nasce il Comitato di Presidenza del MAIE: Merlo presidente, Odoguardi vice

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maie cdp 768x399È nato il Comitato di Presidenza del MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL’ESTERO (MAIE). Ne dà notizia il presidente del Movimento, Sen. Ricardo Merlo, che è presidente del Comitato stesso. Oltre a lui, ne fanno parte Vincenzo Odoguardi, come vicepresidente, tutti i parlamentari del MAIE, ovunque siano stati eletti, e i coordinatori continentali del Movimento: Mario Borghese, senatore MAIE; Franco Tirelli, deputato MAIE; Ricky Filosa, coordinatore MAIE Europa; Mariano Gazzola, coordinatore MAIE Sudamerica; Giuseppe Cacace, coordinatore MAIE Centro America; Daniel Ramundo, parlamentare eletto nel Parlasur.

“Con la nascita di questo Comitato il MAIE vuole strutturarsi al meglio, anche a livello formale, per poter portare avanti il lavoro che da anni svolge a favore degli italiani nel mondo: difendere i diritti e gli interessi dei nostri connazionali residenti all’estero resta la priorità numero uno del nostro Movimento”, spiega il presidente Merlo.

Odoguardi da parte sua dichiara: “Come MAIE puntiamo a crescere ulteriormente tra le comunità italiane residenti in particolare in Nord e Centro America, ma guardiamo con grande interesse e volontà di partecipare anche all’Europa e alla IV ripartizione estera, quella che comprende, tra l’altro, Australia, Asia e Sudafrica. Siamo convinti che un Movimento autonomo e indipendente dalla partitocrazia romana possa dare un forte contributo anche in quelle zone del mondo”, conclude il vicepresidente.

“Il Comitato – si legge nel primo punto dell’atto costitutivo – è uno strumento d’indirizzo politico e ha il compito di collaborare con il Presidente del MAIE per indicare, suggerire, proporre le linee politiche da seguire al fine di operare nel miglior modo possibile a favore degli italiani residenti all’estero e per relazionarsi in questo senso con le istituzioni italiane”.

“Il Comitato – precisa il punto due – elabora proposte ed esprime pareri su tutte le potenziali iniziative riguardanti i bisogni della comunità italiana all’estero, eventualmente collaborando alla predisposizione di testi legislativi finalizzati al miglioramento della vita sociale e culturale, dell’assistenza sociale e scolastica, della formazione professionale, della ricreazione, sport e tempo libero della collettività nazionale”.

Mariano Gazzola, eletto per acclamazione Segretario del Comitato, sottolinea: “Dal 2008 il MAIE si è sempre battuto nell’interesse dei nostri connazionali residenti oltre confine. A livello parlamentare, nel corso del tempo, siamo stati per tanti anni opposizione, abbiamo poi toccato con mano l’esperienza di governo e abbiamo saputo far parte della maggioranza. Crediamo – continua Gazzola – che i tempi siano maturi per dare al Movimento una marcia in più, a livello di politica italiana ma anche in ambito internazionale. Siamo convinti – conclude – che questo Comitato MAIE possa assumere una grande importanza ed essere di grande aiuto in questo senso”.

da italiachiamaitalia.it




USA. Oggi l’annuncio della candidatura di Trump?

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215547782 fbdf8e73 dfc2 4c52 b762 e286891afb50Il ‘grande giorno’ dell’annuncio di Donald Trump è arrivato. O, almeno, dovrebbe.

Perché quello in cui il tycoon dovrebbe ufficializzare la sua candidatura per le presidenziali del 2024 è un appuntamento che, secondo i media americani, si sarebbe dovuto celebrare già altre volte: a inizio settembre, dopo il Labor Day, poi nell’ultimo comizio prima del voto, in Ohio, poi il 9 novembre, dopo il voto, e infine il 15 a Mar-a-Lago, nel resort in Florida di Trump.

Tra le date c’era anche il giorno di Thanksgiving, il vero Natale americano, il 24 novembre, ultimo giovedì del mese, ma alla luce degli ultimi sviluppi si sarebbe potuto tenere la notte di Halloween, considerati gli ’spettri’ della sconfitta al Senato per i Repubblicani.

Alla fine i consiglieri del suo staff hanno spezzato i dubbi e dato appuntamento per martedì 15 novembre,

Non un giorno scelto a caso. È il giorno dopo la scadenza del termine fissato dalla commissione d’inchiesta del Congresso, che aveva convocato il tycoon a testimoniare sui fatti del 6 gennaio 2021, quello dell’insurrezione a Washington. Come ogni cosa che lo riguarda, Trump ci arriverà con tutto il carico di tensioni, popolarità e controindicazioni: un’ala del Partito repubblicano ha provato a convincerlo a rimandare l’annuncio, per non compromettere la corsa di senatore in Georgia del suo candidato, l’ex campione di football Herschel Walker, che il 6 dicembre andrà al ballottaggio con il democratico Raphael Warnock.

Se i liberal dovessero aggiudicarsi anche questa sfida, finirebbero addirittura per avere cinquantuno seggi, uno in più di questa legislatura, e dunque persino in grado di neutralizzare il peso di uno dei due moderati, Joe Manchin e Kyrsten Sinema, che in questi due anni hanno tenuto il partito sotto scacco.
Trump non vuole rinviare l’annuncio, perché lo considererebbe “umiliante”, un segno di debolezza proprio nel momento in cui gli americani conservatori cominciano a guardare al governatore della Florida Ron DeSantis come il candidato da lanciare nel 2024.

Se c’è una cosa che Trump non contempla nel suo personale dizionario è la parola ‘debolezza’. Tutti i media si stanno preparando al “very big announcement”: la Cbs ha inviato da giorni una troupe a Mar-a-Lago, lo stesso ha fatto la la Cnn. Il Washington Post ha predisposto aggiornamenti live. La buona notizia per molti giornalisti è il fatto che raggiungere Miami da Washington è molto semplice, ma non lo sarà prevedere che cosa ne verrà fuori. O, almeno, non più di quanto avvenne nel 2016 quando Trump annunciò la sua tumultuosa candidatura alle presidenziali.

Allora bisognava tenere a bada un personaggio che aveva appena attaccato sui social Barack Obama, di cui aveva messo in dubbio l’origine americana. Sei anni fa i media erano convinti che il passaggio istituzionale della candidatura avrebbe finito per moderare i toni e contenere l’esuberanza del miliardario newyorkese. Previsione non azzeccata. Adesso Trump arriva dopo essere stato accusato di aver promosso l’insurrezione del 6 gennaio e dopo aver denunciato i brogli elettorali in Pennsylvania, Nevada e Arizona. In più ha quattro procure che gli stanno alle calcagna.

Sei anni fa l’annuncio dominò i notiziari, e adesso? La crescita verticale di popolarità di DeSantis, su cui si sono già spalmati i media di Rupert Murdoch come Fox News e New York Post, potrebbe togliere forza al momento mediatico del “big announcement”, ma non l’effetto drammatico che avrà sul Gop. Chi non confermerà il pieno appoggio a Trump è destinato a finire nel mirino dei supporter del tycoon.

Alcuni rappresentanti del partito hanno già mandato segnali di freddezza. “I candidati di Trump – ha commentato il senatore repubblicano della Louisiana Bill Cassidy – hanno fatto male. Ora dobbiamo guardare al futuro, il popolo americano vuole idee nuove”. E, sottinteso, candidati nuovi. L’ex governatore del New Jersey, Chris Christie, lo ha attaccato in modo frontale: “Questa sconfitta ha un solo responsabile: Donald Trump”. Il fedelissimo Josh Hawley, quello che aveva salutato l’insurrezione del 6 gennaio, ha dichiarato “morto il vecchio partito repubblicano”, ma senza indicare stavolta con chi comincerà quello “nuovo”.

Sui social molti elettori conservatori invocano DeSantis e scaricano Trump che, intanto, ha attribuito la colpa del mezzo flop delle elezioni sul leader dei Repubblicani al Senato Mitch McConnell. Clima molto trumpiano, ma con una differenza: nel 2016 il grande avversario del tycoon sarebbero stati i Democratici. Stavolta, saranno quelli del suo stesso partito e il fatto che l’annuncio arriverà da quella Florida che sta lanciando il suo potenziale sfidante, sembra la chiusura del cerchio, o l’inizio dello scontro.

agi.it




Il Senato USA ancora ai democratici

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024555108 f64fe06d 1276 4346 a358 7eb5c4e1476eI democratici manterranno la loro ristretta maggioranza al Senato per i prossimi due anni, secondo le proiezioni di Cnn e Nbc, dopo le vittorie ottenute nelle serrate competizioni elettorali in Nevada e Arizona. I democratici ora hanno 50 seggi al Senato contro i 49 dei repubblicani.

In Nevada, la CNN prevede che la senatrice democratica Catherine Cortez Masto, ex pubblico ministero e procuratore generale dello stato, sconfiggerà il repubblicano Adam Laxalt, suo successore nell’ufficio del procuratore generale e figlio e nipote di ex senatori.

In Arizona, la CNN prevede che il senatore democratico Mark Kelly, ex astronauta e marito dell’ex rappresentante Gabrielle Giffords, sconfiggerà il repubblicano Blake Masters, un venture capitalist sostenuto da Trump e supportato dal magnate della tecnologia ed emergente megadonatore del GOP Peter Thiel.

La corsa della Georgia tra il senatore democratico Raphael Warnock e lo sfidante repubblicano Herschel Walker è diretta al ballottaggio di dicembre dopo che nessuno dei due candidati ha superato la soglia del 50% martedì.

Anche se i repubblicani vincessero il ballottaggio in Georgia, tuttavia, la vicepresidente Kamala Harris continuerebbe a esprimere il voto decisivo in un Senato equamente diviso per garantire la maggioranza democratica.

Finora solo un seggio al Senato è passato di mano alle elezioni di medio termine del 2022: Pennsylvania, dove il vicegovernatore democratico John Fetterman, che ha condotto la sua campagna ancora convalescente da un ictus di maggio, ha sconfitto il repubblicano Mehmet Oz, il famoso medico che aveva ottenuto la benedizione dall’ex presidente Donald Trump.

I repubblicani hanno difeso con successo i loro posti in gare combattute in Florida, North Carolina, Ohio e Wisconsin, mentre i democratici hanno mantenuto i loro posti in quelle competitive in Arizona, Colorado, Nevada e New Hampshire.

E’ un’ottima notizia per l’amministrazione Biden, perché l’elezione di giudici e la nomina di ambasciatori e membri del gabinetto non saranno sotto l’egida di un Senato nelle mani di Mitch McConnell ma di competenza di Chuck Schumer che manterrà il suo ruolo di leader della maggioranza.

L’importanza della Georgia

L’affermazione dei democratici in Senato rappresenta un notevole risultato nelle elezioni di medio termine e un ribaltamento della previsioni che davano per scontata la vittoria repubblicana in entrambe le camere del Congresso.

Tradizionalmente, le elezioni di Midterm puniscono il partito al potere e, con l’aumento dell’inflazione e la popolarità di Biden in caduta libera, i repubblicani si aspettavano di cavalcare una irresistibile “onda rossa” e conquistare sia il Senato che la Camera.

Ma l’ondata non è mai andata molto oltre un’increspatura anche se la conquista del controllo del Senato non deve fare dimenticare che la Georgia attende ancora il ballottaggio, fissato per dicembre.

Né il senatore democratico Raphael Warnock né lo sfidante repubblicano Herschel Walker hanno superato la soglia del 50% necessaria per vincere le elezioni di martedì e anche se una eventuale vittoria repubblicana sarebbe solo simbolica , quella in Georgia si preannuncia come una sfida non meno dura.

I democratici puntano a ottenere una netta maggioranza e i repubblicani a dare un segnale forte all’elettorato e al Congresso. La sfida finale si allunga ancora un po’.

agi.it




Elezioni midterm Usa 2022, Nancy Pelosi rieletta alla Camera dei rappresentanti. Le congratulazioni del presidente della Regione Toscana Giani

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pelosi giani03“Mi congratulo con Nancy Pelosi per la sua brillante conferma alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. La conferma della Pelosi alla Camera dei rappresentanti è una buona notizia per la Toscana. Mi auguro che possa contribuire a migliorare ulteriormente i già buoni rapporti di collaborazione tra l’Italia e gli Stati Uniti”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla notizia della rielezione di Nancy D’Alesandro Pelosi, eminente esponente della comunità italo-americana, nell’undicesimo collegio elettorale della California. Pelosi, candidata del Partito democratico, ha sconfitto al primo turno l’esponente del Partito repubblicano John Dennis. Speaker della Camera dei rappresentanti dal 2007 al 2011 e nuovamente dal 2019, Nancy Pelosi è stata la prima donna e prima italoamericana a ricoprire questa carica. È stata anche  la prima donna a guidare un partito politico in una delle Camere del Congresso, come capogruppo democratico.

Giani ha incontrato Nancy Pelosi  in occasione della visita effettuata a fine ottobre per ritirare a Washington il diploma  di “Regione d’onore 2022” conferito alla Toscana dalla Niaf-National Italian America Foundation . Il presidente della Regione ha incontrato Pelosi, con la quale sono state affrontate tematiche riguardanti le relazioni tra Toscana e Stati Uniti, insieme al presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo e al portavoce dell’opposizione Marco Landi.(Inform)




New York. Comites e Italian Women Usa discutono di violenza domestica

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9volenzaIn vista della prossima Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), il Comites di New York e l’associazione Italian Women Usa organizzano il 15 novembre una conferenza su come riconoscere la violenza domestica.
L’incontro inizierà alle 18.00 nella sede del Consolato generale a New York.
Scopo dell’iniziativa è diffondere la consapevolezza su cosa sia la violenza domestica e condividere informazioni sulle risorse di supporto a chi ne è vittima.
Moderati da Doc Dougherty, attore e vittima di violenza domestica da bambino, interverranno la giornalista Francesca Di MatteoCeyenne Doroshow (fondatrice di G.L.I.T.S., che interverrà in particolare sulla violenza domestica sulla comunità transgender), la giudice Jessica Earle Gargan, le avvocate Germana Giordano e Nancy M. Green, specializzate in diritto di famiglia, e Susan Henner, avvocato specializzato in immigrazione, Wanda Lucibello, Vice Presidente associato del Crime Victim Assistance Program, Safe Horizon; la terapista Alessandra Sabbatini, e Jara Traina, General Counsel all’ufficio per la prevenzione della violenza domestica al New York State Office. Prevista anche la testimonianza di una connazionale, per una prospettiva sulla violenza domestica su una italiana migrante.
La partecipazione all’incontro è gratuita, ma occorre registrarsi qui(aise) 




DeSantis, un trionfo in Florida e una terra promessa

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050402208 210ec7b9 ac06 4cb4 8c4c b5c5cd207447Il voto di Midterm non è ancora consolidato, la maggioranza del Congresso è tutta da scoprire, ma una cosa è certa: la campagna per le presidenziali inizia domani e parte dalla Florida. Dice Donald Trump: “Stanno succedendo tante cose buone”. E se lo dice lui, che spesso ne combina di cattive, allora almeno questo è vero.

C’è festa nel resort di Mar-a-Lago, si celebra l’elezione del senatore Marco Rubio e quella di Ron DeSantis che fa il bis al governo della Florida, una vittoria-lampo. Rubio era il candidato di The Donald, DeSantis è l’uomo nuovo del Partito repubblicano.

I media dichiarano la vittoria di DeSantis subito dopo la chiusura delle urne, il vantaggio su Charlie Crist è del 20%, è l’affermazione no-limits di un 44enne che quattro anni prima aveva vinto con un distacco minimo di circa 30 mila voti e un riconteggio. Dopo il primo mandato, eccolo qua, in trionfo, conquista anche due contee blu, la ‘latina’ Miami-Dade (che da vent’anni era inespugnabile, l’ultimo a prenderla fu Jeb Bush) e la roccaforte progressista (e ultra-ricca), Palm Beach.

Altra coccarda blu che diventa rossa: la contea di Osceola, a maggioranza portoricana. “Sono onorato di aver conquistato la vostra fiducia e il vostro sostegno“, commenta DeSantis, non solo riconfermato alla guida del Sunshine State, ma addirittura proiettato (per ora virtualmente) nella corsa alla Casa Bianca.

Il 2024 è vicino e nello stesso tempo lontano. Lo scenario della corsa presidenziale emerge nel suo commento a caldo: “Non abbiamo solo vinto le elezioni, abbiamo riscritto la mappa politica”. La battaglia è gloria in Florida, che “è rimasta un rifugio sano in un mondo che è diventato pazzo”. E la guerra? C’è tempo per dichiararla, ammesso che lo voglia, in ogni caso l’obiettivo presto o tardi sarà la Presidenza degli Stati Uniti.

DeSantis ha i voti e anche i soldi: ha corso una campagna da 31 milioni di dollari, ma ne ha incassati 200 milioni in donazioni, la notizia è che ha risparmiato un tesoretto pari a 66 milioni di dollari. Per una campagna presidenziale sono una goccia, ma anche un buon inizio. Tre volte congressman, DeSantis dopo aver ottenuto quattro anni fa la nomination repubblicana a governatore della Florida, si è dimesso.

Non aveva la vittoria in tasca, ma è riuscito a superare le primarie da outsider contro il candidato dell’establishment del Gop proprio grazie all’endorsement di Donald Trump. È una ‘creatura’ dell’ex presidente e la sola idea che questo ‘figlio’ possa candidarsi alla Casa Bianca nel 2024 – per soprammercato senza il suo via libera – lo fa imbufalire, fino a battezzarlo con il nome di ‘Santimonious’.

La leadership di DeSantis è cresciuta durante la pandemia, quando si è opposto all’obbligatorieta’ del vaccino e ai lockdown, cosi’ la Florida ha tenuto botta durante la crisi. Il suo profilo oggi è quello di un ‘trumpiano’ che pensa e agisce da solo, forse ha un piano, forse no, quando ha fatto decollare due aerei pieni di immigrati clandestini verso Martha’s Vineyard, la base repubblicana ha fatto la ola.

Durante la campagna elettorale Trump e DeSantis non si sono mai incontrati, hanno tenuto comizi paralleli, ma su coste opposte. La distanza tra Ron e Don c’è, l’abbiamo vista anche nella notte del trionfo. Trump a Mar-a-Lago, DeSantis a Tampa dove ha definito il suo Stato come una “terra promessa”.

E di nuovo, siamo alla metafora biblica e a un contesto piu’ elevato, la piattaforma è la Florida, l’obiettivo è la nazione: “Ora, mentre il nostro paese annaspa a causa di una leadership fallimentare a Washington, la Florida è nella giusta direzione”. Indirizzo: 1600 Pennsylvania Avenue, Casa Bianca.

da agi.it




Il Patronato “Sportello Italia” del MAIE per tutti gli italiani all’estero

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catturaIl MAIE, Movimento Associativo degli Italiani all’Estero, mette a disposizione degli italiani all’estero una serie di servizi d consulenza. Basta rivolgersi ai suoi patronati “Sportello Italia”, scrivendo una semplice mail all’indirizzo di posta elettronica info@patronatoitalia.it.

Quali sono questi servizi? In particolare si tratta di:

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