Elezioni. In Nord e Centro America ha votato solo il 21%

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309200102 132741889509224 5172826524937494967 nL’affluenza all’estero nella ripartizione America Settentrionale e Centrale è crollata di circa l’8% dalle ultime elezioni del 2018.
Il numero di votanti, già basso, è sceso al 21%.
Molti connazionali all’estero che avrebbero voluto votare, si sono trovati impossibilitati a farlo: i consolati ricevono in ritardo le schede e in ritardo le consegnano ai cittadini; molti connazionali non ricevono il plico con le schede e, a volte, quando li ricevono non compiono con le norme legali per rendere il voto valido.
Si tratta di un problema contestato da tempo, di una limitazione alla democrazia di cui gli italiani all’estero sono vittime indiscusse.
Ci si dimentica che il voto è un diritto e un dovere del cittadino, che bisognerebbe garantire a tutti, senza esclusioni.
Più che la volontà di fare polemica su un tema così importante, c’è la speranza che le forze di governo lavorino per questo, per evitare che di fronte a prossime chiamate al voto si riscontrino gli stessi problemi.



La Voce di New York/ Negli Usa, Canada e Centro America primo il Pd ma l’astensione dilaga

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circoscrizioneestero“Giorgia Meloni con l’alleanza di Centro-Destra (Fratelli d’Italia-Lega-Forza Italia) ha vinto nettamente un’elezione dove però il primo partito che prevale in assoluto non ha la fiamma nel simbolo ma è quello che gela il sistema democratico italiano: il partito di chi non è andato a votare conta circa il 36% degli italiani. Meloni orgogliosa si prepara ad entrare nella storia come la prima donna capo di un governo italiano e ieri notte, nel celebrare la vittoria ma riconoscendo il grave problema della massa d’Italiani che si è astenuta, ha usato i toni giusti: “Se vuoi entrare nella storia devi capire le responsabilità…. di governare per tutti gli italiani”. In un momento molto difficile anche sul fronte internazionale, sono parole sagge che, speriamo, siano seguite dai fatti”. Così scrive Stefano Vaccara, direttore de “La voce di New York”, che oggi pubblica sul quotidiano online l’analisi del voto nella ripartizione America Centrale e Settentrionale.
“Qui vogliamo analizzare il voto all’estero, che ancora una volta è interessante quanto preoccupante nel suo risultato statistico complessivo. Si inverte la tendenza rispetto all’Italia, con il PD che da solo, batte all’estero la coalizione di centro destra, e si conferma la prima scelta sia alla Camera che al Senato per chi vive fuori dai confini della madrepatria. Ma l’astensione all’estero sale e diventa ancora più traumatica di quella all’interno dei confini d’Italia. All’estero il 73% degli aventi diritto non ha votato. Nella ripartizione Centro—Nord America, è andata ancora peggio: gli astenuti sono il 79%.
Nella nostra ripartizione Centro-Nord America per lo scranno più ambito, quello al Senato, vince la già deputata del PD pei due legislature Francesca La Marca. La professoressa universitaria di letteratura nata in Canada da genitori siciliani, ha vinto contro un avversario temutissimo: Vincenzo Arcobelli di Fratelli d’Italia. L’ex pilota e addestratore militare residente da anni in Texas, attivo militante di destra fin dai tempi in cui Mirko Tremaglia organizzava i comitati tricolore nel mondo, ha sì raccolto tanti voti (8.257 voti in 189 sezioni su 190) ma non abbastanza per superare quelli ottenuti della neo senatrice La Marca, che tra Canada, Stati Uniti, Messico e i restanti paesi del centro America ne ha conquistati oltre mille in più: 9,882.
Da notare, in questa netta vittoria della candidata al Senato del PD (il suo “compagno” di lista, il medico di Filadelfia Pasquale Nesticò, ha raggiunto comunque un onorevole risultato con 4352 preferenze) che La Marca questa volta ha raccolto i suoi voti in modo più distribuito tra i territori della sconfinata circoscrizione elettorale. Infatti la neo senatrice preso 4137 voti nel suo Canada, ma ben 5.063 negli Stati Uniti (aggiungendo i 600 ottenuti in Messico e in America centrale). Ovviamente la corsa per il Senato, ancora più che alla Camera, obbligava tutti i candidati a essere competitivi nell’intera ripartizione. E questa volta La Marca, che appariva in passato troppo dipendente dal solo grande bacino di voti del Canada, ha superato la prova vincendo sul temuto avversario di Fratelli d’Italia che, invece, in Canada ha preso meno della metà dei consensi raccolti negli USA.
I due seggi in palio alla Camera sono andati rispettivamente uno al PD con Christian di Sanzo e uno ancora ad un candidato di Fratelli d’Italia, Andrea Di Giuseppe (in coalizione con FI-Lega) che è quello che ha raccolto il maggior numero di voti.
Praticamente al fotofinish la corsa nel PD, con Christian Di Sanzo che con 5.806 voti supera Vera Rosati che ne totalizza 5.746, con subito dietro Michela Di Marco con 4.949 voti mentre resta staccato il “newyorkese” Gianluca Galletto con 2236 preferenze. Se questo conteggio verrà confermato, date le poche decine di voti di differenza e non sarà richiesto il riconteggio, l’affermazione dell’ingegnere-manager Di Sanzo, residente in Texas ma con trascorsi anche a Boston e in California, risulterà definitiva ma anche “fortunata” perchè le due candidate del PD, Rosati e Di Marco, dividendo la loro vasta riserva di voti canadesi hanno fatto perdere al Canada quel controllo sul seggio della Camera per il Centrosinistra, che durava dall’inizio del voto per gli italiani all’estero.
Più facile nei numeri la corsa di Andrea Di Giuseppe di Fratelli d’Italia che conquista 6820 voti e strappa il seggio alla deputata Fucsia Nissoli, candidata da Forza Italia nella stessa lista che si ferma a 4267. Terzo Federico Felli della Lega raccoglie 2958, mentre Antonio Zara si ferma a 1541.
Di Giuseppe, designer romano residente in Florida e già presidente del Com.It.Es, ha battuto l’esperta deputata Nissoli appoggiata apertamente da Silvio Berlusconi che aveva già vinto due volte il seggio alla Camera, la prima volta con grande sorpresa addirittura nella “piccola” lista Monti per poi migrare in Forza Italia. Ma questa volta Nissoli non è riuscita a raccogliere abbastanza voti in Canada (solo 1270 facendosi superare anche lì da Di Giuseppe che ha raccolti 1662) mentre si è fatta quasi “doppiare” negli Stati Uniti dal candidato di Fratelli d’Italia che ha preso 4541 voti negli USA mentre Nissoli si è fermata a 2530.
Gl altri risultati ci dicono che nel Nord-Centro America il MAIE (Movimento Associativo Italiani Estero) è il terzo partito ma non sfonda come invece è avvenuto in Sud America, mentre il M5S con il 7,9% prende qui circa la metà dei voti percentuali che invece riesce a ottenere in Italia; Azione-Italia Viva di Calenda e Renzi, con il 7,6% invece ha ottenuto la stessa percentuale italiana.
Gli aventi diritto in questa ripartizione erano 411.997. A votare (dati per la Camera) sono stati 86.904 (21,09%). E qui un altro dato preoccupante: le schede nulle: 11.789; schede bianche: 1.152. Schede contestate: 112.
La Repubblica italiana avrà presto una nuova guida, e due dei 3 rappresentanti eletti dal Nord Centro America siederanno sugli scranni dell’opposizione. Peggio per loro? Di questi tempi, come ha dimostrato Giorgia Meloni, unica a saper restare all’opposizione col suo partito mentre Salvini e Berlusconi partecipavano al governo Draghi, non avere responsabilità può catapultare alle prossime elezioni anche verso un’inaspettata rinascita politica”.

Stefano Vaccara – La Voce di New York




Odoguardi (MAIE): “Grazie per aver dimostrato l’attaccamento al nostro Paese”

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308475847 857442388962352 2955014953323216858 nCari italiani e italiane all’estero, in un contesto politico in cui tutti i partiti a parte quello di Giorgia Meloni sono crollati, c’è un solo Movimento che è passato dal 7% al 10% e si tratta del MAIE nella ripartizione Nord e Centro America. In questa regione, infatti, abbiamo registrato una variazione percentuale del ben 30%, in una campagna elettorale di soli pochi mesi.
Accanto a questo stimolante risultato, mi preme fare gli auguri ai miei colleghi del MAIE Sud America, @franco.tirelli e @marioborghesedeputato, che hanno consolidato i numeri del 2018, confermandosi come primo partito della regione.
Estendo le congratulazioni anche al nuovo Governo appena scelto dagli italiani e ai rappresentanti per gli italiani all’estero che siederanno in Camera e Senato, @LaMarcaF (PD), @cdisanzo (PD), @adg.iovoto (Dx).
Il mio augurio è che i rappresentanti, tanto nazionali come della circoscrizione estero, mettano i cittadini italiani all’estero nella loro agenda, non solo a parole ma con fatti, con dimostrazioni concrete d’interesse per risolvere le loro necessità.
Io, come Coordinatore del MAIE Nord America, mi impegnerò in prima persona a portare avanti i punti che abbiamo inserito nel programma, a partire dalla rete consolare: lotterò e lotteremo per aprire consolati e ambasciate, per facilitare agli italiani all’estero tutti quei servizi ai quali ora hanno difficile accesso.
Al di sopra di tutte le analisi di vittoria e sconfitta, un dato fondamentale che mi preme mettere in evidenza è quello dell’astensionismo. I numeri, mai così bassi a livello nazionale, per quanto riguarda la Circoscrizione Estero diventano il sintomo di un sistema di voto che va rivisto.
Un grazie conclusivo va anche a tutto lo staff che ha partecipato a questa campagna pulita e onesta.
Alla luce di tutto ciò, infine, rinnovo il mio ringraziamento agli elettori, non solo a quelli che hanno scelto di darmi fiducia votando per il MAIE, ma a tutti coloro che hanno esercitato questo diritto al voto che in tutti i modi si cerca di delegittimare. Grazie per aver dimostrato l’attaccamento al nostro Paese.
Vincenzo Odoguardi



Politiche 2022. In Nord e Centro America il MAIE è la terza forza

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imagesIn Italia vince la destra, con Fratelli d’Italia primo partito al 26% e la coalizione che sfiora il 46% grazie all’apporto di Lega (9%), Forza Italia (8%) e Noi con l’italia (1%).

In Nord America, mentre il MAIE, con un 10%, ottiene un ottimo risultato piazzandosi davanti a 5 Stelle e al terzo Polo, alla Camera dei Deputati il Partito Democratico conquista il 38% dei voti, seguito dal centrodestra con il 36%.

Eletti sono Andrea Di Giuseppe con 6.780 preferenze, candidato di Fratelli d’Italia, e Christian Di Sanzo del Partito Democratico.

Al Senato il Partito Democratico ottiene il 40% dei voti, poi il centrodestra con il 34%, il MAIE al 9%, i 5 Stelle all’8% e il Terzo Polo al 7%.

L’unico posto disponibile lo ottiene Francesca La Marca.




Fondazione Italia – Usa: il 7 ottobre alla Camera la consegna del Premio America

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fondazioneitaliausaSi terrà il prossimo 7 ottobre a Roma, dalle 17 presso la Camera dei Deputati, Aula dei Gruppi Parlamentari, la cerimonia di conferimento del Premio America, promosso dalla Fondazione Italia USA.
I premiati per l’edizione 2022 sono Massimo Bottura, chef, Ilaria Capua, scienziato, Luigi Contu, direttore Ansa, Veronica Etro, stilista, Umberto Guidoni, astronauta, Luca Maestri, senior vice president Apple Inc., Alessandro Minuto Rizzo, già deputy secretary general of NATO, Francesca Nonino, responsabile comunicazione web Nonino, Nicola Piovani, compositore, premio Oscar, Melissa Satta, conduttrice televisiva, Jean-Claude Trichet, già presidente Banca Centrale Europea, e Valentina Vezzali, sottosegretario di Stato allo Sport.
Un premio speciale alla memoria è stato assegnato al magistrato Giovanni Falcone.
Nella cornice del Premio America la Fondazione Italia USA attribuirà anche tre medaglie della Camera dei Deputati ad altrettanti studenti di università americane: Mary Curran, Addison Hollomon, Alessia Luisa Vitiello. La cerimonia sarà condotta dalla giornalista Didi Leoni. (aise) 




Odoguardi (candidato MAIE al Senato in Centro e Nord America) agli italiani nel mondo: “C’è ancora tempo per votare, non lasciate che altri decidano al posto vostro”

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odoguardi banner1 2CI SIAMO. Finalmente è arrivato il momento più alto della nostra democrazia, quello del voto parlamentare, dove tutti possono e devono far valere il loro diritto al voto. Ovvio che la mia speranza sia quella che gli #ItalianiNelMondo sostengano il #MAIE, l’unico Movimento fondato da #Italianiallestero per gli italiani all’estero.

Ma quello che mi preme sottolineare con estrema forza è: qualunque sia la vostra posizione politica ANDATE A VOTARE. Non lasciate che altri decidano al posto vostro.

CHI PUÒ VOTARE Possono votare per la Camera e per il Senato (e quindi per la mia candidatura) i cittadini che hanno compiuto 18 anni.

COME VOTARE Avete ricevuto due schede, una per la Camera ed una per il Senato, che saranno esattamente identiche per quanto riguarda le modalità di voto. Per esprimere il vostro voto sulle schede vi basterà tracciare, con una penna di colore nero o blu, una croce sul simbolo della lista MAIE.

QUANDO VOTARE Tenete presente che le schede dovranno arrivare all’ufficio consolare (pena annullamento) entro e non oltre le ore 16 (ora locale) di giovedì 22 settembre. Gli elettori che l’11 settembre non abbiano ancora ricevuto il plico con le schede possono farne richiesta all’ufficio consolare.

Last but not least, voglio ringraziarvi tutti, uno per uno, dal profondo del mio cuore, per il vostro infinito sostegno, che in queste settimane di campagna elettorale è cresciuto giorno dopo giorno. Mi avete regalato emozioni immense e questo non lo dimenticherò mai.

Vincenzo Odoguardi
Candidato senatore con la lista MAIE nella ripartizione estera Nord e Centro America




Odoguardi: “Le problematiche degli italiani all’estero prima di tutto”

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

Il candidato al Senato del MAIE risponde alle domande de “La Voce di New York”.

Vincenzo Odoguardi nasce in Italia, a Cosenza, il 2 marzo del 1964. Da 30 anni rappresenta un’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Dopo il Master in Architettura presso l’Università di Liverpool e il Dottorato in Pianificazione Urbana presso la Northeastern University di Boston, si dedica a promuovere la Cultura Italiana all’estero, sostenendo i suoi connazionali sia come Presidente della Camera di Commercio che come Console Onorario d’Italia.

Da sempre vicino alle problematiche degli italiani all’estero, è stato uno dei fondatori del MAIE e oggi si candida al Senato nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America. “Il MAIE è l’unico movimento nato all’estero soltanto ed esclusivamente per le comunità italiane all’estero e in agenda ha soltanto i problemi delle comunità italiane nel mondo, non distoglie la sua attenzione da queste problematiche come fanno invece i partiti romani. La mia decisione di candidarmi è strettamente legata a queste caratteristiche del MAIE, non avrei potuto presentarmi con nessun altro partito che non rispettasse tali principi. Gli italiani all’estero vengono troppo spesso esclusi dai discorsi di Palazzo, quando invece meritano di essere riconosciuti e apprezzati per le loro potenzialità e ascoltati nelle loro necessità.”

Qual è secondo voi il problema più urgente dell’Italia e cosa proporreste per risolverlo? 

“I problemi dell’Italia sono molti. Molti di questi provengono dal fatto che  dovremmo ricordarci che i politici sono servitori degli italiani. Ciò significa che, in ordine di priorità, gli italiani precedono qualunque altra cosa, le problematiche degli italiani vengono prima di qualunque altra cosa. Quello che stiamo sperimentando, invece, è l’opposto: si vive in un clima di odio, l’uno contro l’altro, in cui l’obiettivo unico è quello di arrivare ad una posizione di potere. E in campagna elettorale si accentua ancora di più. Non credo sia questo il senso di essere servitore del popolo, che invece significa capire quali sono le problematiche e portarle avanti, in maniera congiunta, non disgiuntamente come si vede nella politica italiana”.

Il governo Draghi è stato un grande alleato degli Usa. Che posizione dovrà tener l’Italia nella prossima legislatura rispetto a Washington e nei confronti della guerra in Ucraina? 

Per rispondere a questa domanda è fondamentale tenere in considerazione che gli USA sono da sempre stati alleati dell’Italia, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, anche se forse non nel modo in cui avremmo voluto. La politica italiana è sempre stata una politica che si è avvicinata a quella statunitense, anche se alcuni partiti non sono particolarmente d’accordo”.

Le regole e le modalità del voto per gli italiani all’estero vi soddisfano o il sistema dovrebbe  essere cambiato ? E come?

Se parliamo di regole e modalità di voto per gli italiani all’estero apriamo un vaso di Pandora. Il voto per gli italiani all’estero è assolutamente antiquato, difficilissimo da gestire anche in termini logistici: non riesce a raggiungere il suo intento in una maniera soddisfacente. Le modalità di voto dovrebbero essere cambiate senza dubbio. L’ideale sarebbe farlo in una maniera più consona ai tempi moderni, che implichi la modalità elettronica, per esempio. Le proposte avanzate sono varie, ma nessun partito politico al governo le ha prese in considerazione. Di fatto, si tratta di uno dei punti che il MAIE ha inserito nella sua agenda”.

Pensate che l’istituzione del Com.It.Es (Comitato degli italiani all’estero) abbia bisogno di  essere riformato per servire i cittadini in maniera efficiente?

“I Com.It.Es sono nati dopo che è stato soppresso il dipartimento per gli italiani nel mondo. Credo che l’ente che debba farsi davvero carico delle comunità italiane nel mondo debba essere il proprio Ministero, il Ministero per gli italiani nel mondo. Il Com.It.Es, così com’è gestito e organizzato, è del tutto innecessario per gli italiani all’estero, scalfisce soltanto la punta dell’iceberg di quelli che sono i problemi degli italiani all’estero, ma non arriva a soluzioni utili o effettive”.

Quali sono le vostre difficoltà in questa campagna elettorale? Oltre a La Voce di New York, ci  sono state altre realtà istituzionali o private che hanno creato occasioni per farvi conoscere dai  cittadini iscritti all’Aire che fra pochi giorni dovranno votare per voi?

“Le difficoltà di questa campagna sono state e sono tantissime. In primo luogo c’è quella di riuscire a inviare e far recepire il messaggio alle comunità italiane che sono nel mondo, a causa del fatto che sono molto sparse sul territorio. Oltre La Voce di New York, nessuno ci ha invitato a prendere parte a un dibattito simile, così paritario. Sicuramente questa modalità allarga il potenziale bacino di utenza, dà una visibilità maggiore a tutti i candidati e lo fa attraverso un canale ufficiale e riconosciuto. In generale, la sensazione è che si continui a fare politica alla vecchia maniera, con i candidati che chiamano al voto, pensando all’individualismo della loro condizione, in quanto rappresentanti di un partito centrale a cui fanno riferimento. Al contrario noi chiamiamo a un voto che è per il Movimento, non per i singoli, ci consideriamo sempre un movimento, un’entità, un’associazione, un partito che è nato all’estero e per gli italiani all’estero. Questo è il messaggio diverso che vogliamo far arrivare ai nostri connazionali, nonostante le difficoltà di raggiungerli. C’è da dire che molte persone si sono allontanate dalla politica poiché insoddisfatte dal trattamento ricevuto; soprattutto tra gli italiani all’estero, che tendono a sentirsi proprio abbandonati dalle istituzioni. Ecco, il messaggio forte che dovrebbe passare attraverso qualunque mezzo, è che non è così, che gli italiani all’estero godono dello stesso rispetto, degli stessi diritti e delle stesse possibilità di chi risiede nel territorio nazionale. E questo vale tanto in campagna elettorale come tutto l’anno”.

da La Voce di New York




Odoguardi (candidato MAIE al Senato) propone più Consolati e Camere di Commercio tra Italia e America

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

Il programma del MAIE, il Movimento associativo per gli italiani all’estero, si gioca tutto su due filoni fondamentali: più diritti per i cittadini e più fondi a sostegno d’imprenditori e aziende, temi che coincidono nel progetto finale di valorizzazione del Made in Italy.

Sull’asse Italia-America corrono molte delle esportazioni dei prodotti italiani, come dimostra il rapporto 2022 di Confindustria. 

“Tra il vecchio e il nuovo continente ci sono rapporti di lunga data che meritano di essere consolidati, poiché ne trae beneficio non solo lo stato centrale italiano, ma anche tutte quelle aziende sparse nel mondo e fondate da imprenditori italiani”, interviene Vincenzo Odoguardi, candidato del MAIE per il Senato nella ripartizione America Settentrionale e Centrale.

L’elenco d’imprenditori italo-americani che hanno fatto la storia dell’economia statunitense è corposo e destinato a estendersi, considerando l’emigrazione sempre più qualificata degli ultimi anni e l’internazionalizzazione che ormai caratterizza il settore industriale.

“La tradizione imprenditoriale italiana è salva e continua grazie a una generazione di giovani che, fedeli alle tradizioni familiari, hanno portato innovazione e futuro all’interno delle aziende, permettendo di mantenere alto il vessillo del Made in Italy, commenta Odoguardi.

Per loro e per tutti gli imprenditori italiani all’estero sono a disposizione una serie di fondi pensati per far crescere le imprese e garantire continuità ai marchi italiani.

“Il problema è che spesso i bandi non vengono pubblicizzati a sufficienza e i cittadini ne vengono a conoscenza solo quando è troppo tardi. C’è bisogno di più organizzazione in questo senso. Io parlo degli italiani all’estero perché è di loro che noi del MAIE ci occupiamo nelle nostre politiche, ma il discorso si può estendere ai connazionali che risiedono in Italia”, spiega il candidato al Senato per il MAIE.

“Una soluzione sarebbe quella di valorizzare e rafforzare le Camere di commercio italiane all’estero, attraverso l’aumento dei fondi e la riforma dei regolamenti che organizzano il sistema. Dovrebbe essere una delle priorità del prossimo governo italiano per promuovere la presenza economica dell’Italia nel mondo. In questo modo si riuscirebbero a supportare le imprese sparse sul territorio internazionale e, allo stesso tempo, stringere migliori e più solidi rapporti con i Paesi ospitanti”, conclude sul tema Vincenzo Odoguardi, che per anni ha ricoperto il ruolo di Presidente di varie camere di commercio estere.

Con lo stesso scopo di rafforzare la presenza sul territorio e lavorare sul fronte della cooperazione internazionale, il MAIE include nel suo programma un importante punto che prevede l’apertura di nuovi consolati, non solo nel continente americano ma in qualunque altro luogo del mondo si renda necessario un supporto in loco per i cittadini.

“Ci sono comunità d’italiani all’estero che vivono lontane migliaia di chilometri dal primo consolato a disposizione. La Rete consolare è il biglietto da visita dell’Italia nel mondo. Per questo è necessario trovare una soluzione allo stato di catastrofe in cui verte. Dopo oltre 10 anni si è tornati a fare un concorso per assumere dipendenti: bisogna dare a ciascun consolato un numero di dipendenti adeguato a garantirne l’efficienza”, commenta Odoguardi, che prima di candidarsi al Senato è stato Console e Viceconsole d’Italia.

In ogni caso, tanto i consolati quanto le camere di commercio, sono funzionali a coprire in maniera più efficiente i bisogni degli italiani all’estero, priorità indiscussa del MAIE.

da La Voce di New York




La promozione del Made in Italy. Il ruolo del candidato MAIE Capriati

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downloadAlle prossime elezioni in Parlamento, tra i candidati alla Camera dei deputati nella Lista MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) nella circoscrizione estero Nord, Centro America e Caraibi, spicca la figura di Pasquale (Pat) Capriati, emigrato a Chicago con la famiglia da oltre 55 anni.

Laureatosi alla Loyola University of Chicago, Capriati si è impegnato sin dall’età di 20 anni nell’ambito dell’associazionismo italiano e, nella vita professionale, si batte per la difesa e promozione del “Made in Italy” agroalimentare, uno dei fiori all’occhiello del nostro Bel Paese. Importanti player del settore agroalimentare hanno accolto con entusiasmo la candidatura alla Camera di Pat Capriati e hanno voluto testimoniare la dedizione e l’importanza del suo contributo alla promozione del Made in Italy negli Stati Uniti.

Antonio Cellie, Amministratore delegato Fiere di Parma, afferma “Conosco Pat Capriati da oltre 10 anni, da quando segue il segmento dedicato ai prodotti private label all’ICE di Chicago (oggi Italian Trade Agency). Se l’Italia ha raggiunto quel risultato straordinario di 50 miliardi di esportazioni agroalimentare dai 20 che erano allora, buona parte del merito sulla geografia strategica negli Stati Uniti ce l’ha proprio Capriati”.

Marcello Valentini, Responsabile Export dell’azienda Divella, dice: “Ho avuto la fortuna di incontrare in diverse zone del mondo degli Italiani che con passione hanno promosso la vendita e il consumo dei prodotti alimentari italiani. Tra queste persone, spicca la figura di Pat Capriati”.

Conclude Adriano Mantova, presidente della Compagnia Alimentare Italiana: “Nel suo ruolo istituzionale, ho subito apprezzato di Capriati la sua professionalità, competenza, dedizione e il grande spirito di servizio nei confronti delle imprese italiane esportatrici come la nostra. Bravissimo tessitore di rapporti utili alle imprese e promotore di attività concrete mirate a sviluppare le vendite che hanno sortito risultati tangibili vista la crescita dell’export agroalimentare italiano degli ultimi anni”.

 

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Vincenzo Odoguardi (MAIE) in prima linea per le imprese italiane nel mondo

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odoguardi maie 768x404Politiche 2022, anche gli italiani nel mondo votano e così all’estero, come in Italia, siamo in piena campagna elettorale. Ricordando che i nostri connazionali residenti oltre confine votano per corrispondenza, si andrà avanti così fino al 22 settembre, ultimo giorno valido per poter consegnare le schede elettorali al proprio Consolato di riferimento.

Sono più o meno sempre gli stessi i temi messi sul tavolo dai vari candidati delle diverse forze politiche in campo e hanno a che vedere con la rete consolare, con la diffusione della cultura italiana nel mondo, con la promozione del made in Italy, con la cittadinanza italiana per chi l’ha persa o per coloro a cui ancora non viene riconosciuta, con l’Imu e il fisco. C’è un punto che spesso, però, viene dimenticato e che riguarda l’export, le imprese italiane e la loro internazionalizzazione, ovvero la conquista di nuove fette di mercato oltre i confini dello Stivale.

L’Italia, ma anche l’Europa, mette a disposizione delle imprese italiane finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato per aiutarle a espandersi nel mondo. Soldi con cui possono aprire nuove sedi all’estero, come negozi, uffici o show room, ma anche per commissionare studi di fattibilità – in modo tale da fare la scelta migliore – o sviluppare un progetto di e-commerce. Si tratta, appunto, di programmi d’inserimento sui mercati esteri che, a ben guardare, possono valere oro per quelle aziende in grado di presentare progetti validi.

L’importo massimo finanziabile in diversi casi può raggiungere anche il 100% del totale preventivato; un punto, questo, da tenere ben presente e che potrebbe consentire alle imprese e ai prodotti made in Italy di raggiungere quella marcia in più che altrimenti sarebbe più difficile da avere.

Fino a oggi, l’unica forza politica che abbiamo sentito affrontare questo tema è il Movimento Associativo Italiani all’Estero. In Nord America, in particolare, Vincenzo Odoguardi, candidato al Senato con il MAIE, sta puntando molto su questo aspetto. Ne parla a ogni incontro pubblico, sottolineando la necessità di tenere le antenne alzate, quando ci si trova davanti a certe opportunità.

Odoguardi, imprenditore, sa molto bene cosa vuol dire fare impresa. Conosce le difficoltà delle aziende e le loro necessità. E’ ovvio, dunque, che i suoi occhi guardino anche alle possibilità che vengono offerte dai finanziamenti italiani ma anche europei. La stessa UE, infatti, ha non pochi fondi a disposizione per finanziare attività d’impresa all’estero, anche nei mercati extra UE.

Vincenzo Odoguardi
Vincenzo Odoguardi

Ecco perché, per individuare i diversi tipi di finanziamento ovvero le diverse opportunità, vanno rafforzate anche le Camere di Commercio italiane nel mondo. Un altro dei punti su cui il MAIE batte parecchio, perché sa quanto sia in affanno il sistema camerale italiano all’estero, considerando anche il danno arrecato dalla pandemia, che ha costretto diverse Camere a una pausa forzata.

Le imprese italiane attive sui mercati internazionali possono inoltre contare su due nuovi schemi di agevolazione all’export messi a punto da SIMEST: si tratta di “Leasing all’esportazione” e “Lettere di credito export”, entrambi inclusi tra le agevolazioni “Contributo export”.

Insomma, le possibilità ci sono. Eppure nessun parlamentare eletto all’estero si è mai concentrato su questi argomenti; in realtà, nessuno di loro è mai riuscito ad andare oltre la retorica dei soliti accordi, dei soliti temi, di argomenti triti e ritriti, oltre i problemi che già conosciamo e a cui comunque nessuno di loro è riuscito, in tutti questi anni, a dare risposta.

Per il MAIE, invece, le imprese italiane, ovunque siano nel mondo, vanno sostenute e incoraggiate a fare sempre di più. Ecco perché, a prescindere da come andranno le elezioni, Odoguardi ha già in mente un progetto teso a fare rete tra le imprese italiane in Italia e quelle presenti all’estero per fare in modo di sviluppare nuovi scambi commerciali, nuove collaborazioni, con l’obiettivo d’internazionalizzare, renderle più forti e di aumentare ulteriormente la presenza del made in Italy nel mondo.

da italiachiamaitalia.it