Politiche 2022: da domani duplicati dei plichi in ambasciate e consolati

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10politica2022Si entra nel vivo delle operazioni di voto all’estero: i connazionali iscritti all’Aire e i cittadini temporaneamente all’estero che ne hanno fatto richiesta stanno ricevendo in questi giorni i plichi elettorali.
Chi non lo avesse ancora ricevuto da domani, 11 dicembre, può chiederne un duplicato al proprio consolato di riferimento.
Per richiedere il duplicato, le sedi hanno predisposto un modulo da compilare e inviare via mail; in alcuni casi è possibile recarsi di persona nella sede.
Il duplicato può essere inviato per posta (se sussistono i tempi per la ricezione del plico) o consegnato di persona: per questo, le sedi hanno già previsto aperture straordinarie nei giorni precedenti il voto. Tutte le informazioni sono sui siti web di Ambasciate e consolati.
Gli italiani all’estero devono inviare il plico con le schede votate in modo che arrivi ai consolati entro le 16.00 (ora locale) di giovedì 22 settembre. (aise) 




Vincenzo Odoguardi, candidato al Senato per il MAIE in Nord e Centro America: “Riapriremo il Consolato di Newark”

vincenzo odoguardi nuovo volto maie senato nordamerica
818c8589 9ccf 4793 89a5 a8aa71efd412Non è soltanto una promessa basata sull’esito delle prossime elezioni2022, ma bensì una chiara dichiarazione di un movimento politico, quello del MAIE Mondiale, l’unico Movimento nato all’estero per rappresentare e tutelare i diritti degli italiani all’estero, che si presenta alle prossime elezionipolitiche2022 con degli obiettivi ben precisi.
Come ha già saputo dimostrare, a seguito della riapertura di:
✅ Ambasciata di Santo Domingo (Repubblica Dominicana)
✅ Ambasciata di Montevideo (Uruguay)
✅ Consolato di Manchester (Inghilterra)
✅ Consolato di Tenerife (Spagna)
✅ Consolato di Vitoria Spirito Santo (Brasile).
Il MAIE pone in alto alla sua lista la riapertura negli Stati Uniti del CONSOLATO GENERALE D’ITALIA DI NEWARK nello stato del New Jersey.
In un articolo pubblicato dall’allora coordinatore USA del MAIE su “La Voce di New York”, attribuivamo questa scellerata decisione a persone incompetenti e all’incapacità a contrastarle dei nostri rappresentanti politici che, con il pretesto della “revisione della spesa”, avevano perpetrata una grande ingiustizia ai danni della Comunità del New Jersey e dell’intera Comunità del “Tristate”.
Il nostro impegno non deve apparire come una promessa elettorale ma come un qualcosa che fa parte dei nostri programmi: RIAPRIRE TUTTE LE SEDI CONSOLARI CHE SONO STATE CHIUSE DAI PARTITI ROMANI.
Come accaduto proprio con il consolato di Newark, la cui chiusura era stata incredibilmente motivata sostenendo che la comunità italiana di quell’area era ben integrata e vantava di una vicinanza geografica a New York, tale da garantire il facile raggiungimento del Consolato Generale della Grande Mela.
Questo per il MAIE ha rappresentato una decisione folle, priva di sensibilità e rispetto verso la Comunità Italiana del New Jersey.
ECCO PERCHE’ RIAPRIREMO IL CONSOLATO DI NEWARK.



Il MAIE aprirà a Boston uno Sportello Italia

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Ieri, in un incontro con i rappresentanti della comunità Italiana di Boston, riuniti al Club Italia Malden, il MAIE ha presentato i suoi candidati e il programma per le #elezioni2022.
I nostri connazionali rappresentanti delle Associazioni hanno esposto i problemi delle comunità Italiane e il MAIE si è impegnato ad aprire, prima della fine di quest’anno, uno Sportello Italia per raccogliere i vari casi degli Italiani e spingerli per una risoluzione.
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Perché il MAIE è l’unico Movimento che combatte per i diritti degli italiani all’estero

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sok2065 1140x815Sin dal momento della sua fondazione, il MAIE (Movimento Associazionistico Italiani all’Estero) ha avuto l’obiettivo di dedicare i suoi sforzi agli italiani all’estero.

Nato dall’idea del Senatore Ricardo Merlo, l’uscente Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il MAIE è a oggi l’unico movimento politico che lotta per i diritti dei connazionali che risiedono al di fuori dell’Italia.

Il fatto che il MAIE nasca da italiani all’estero, non solo è per noi un orgoglio che teniamo a rimarcare. Essere noi in prima persona italiani all’estero, ci dà la possibilità di avere una prospettiva diversa su quelle che sono le problematiche di chi è nella nostra stessa situazione. Abbiamo vissuto in prima persona il disagio di doversi recare in un consolato a migliaia di chilometri di distanza; abbiamo vissuto in prima persona il problema dei tempi di attesa lunghissimi per ricevere un documento; abbiamo vissuto in prima persona il disagio di non avere più l’assistenza sanitaria in Italia.

Ma non sono solo i disagi e le problematiche ciò di cui questo movimento politico vuole farsi carico, questo rappresenta solo una delle facce della medaglia. 

Essere italiani nel mondo significa, per noi del MAIErappresentare sempre, in tutto e per tutto, l’Italia nel mondo. Oltre la volontà di dare una soluzione alle problematiche delle nostre comunità, c’è il desiderio di dare visibilità a quello che noi siamo come italiani all’estero. Noi, in quanto italiani all’estero siamo gli ambasciatori della cultura italiana. E per cultura intendo tutto, dalla gastronomia alla storia, all’arte, alle tradizioni, eccetera. Siamo noi che portiamo l’Italia fuori dai confini nazionali e quindi tutti questi aspetti devono essere evidenziati. Si tratta di esperienze, di tradizioni che devono essere conservate e devono avere il giusto spazio all’interno della politica.

Questo è quello che fa il MAIE per le comunità italiane. Da un lato c’è la risoluzione delle problematiche storiche, dei servizi che mancano. Dall’altro si vuole portare avanti quello che è l’imprenditoria, la cultura, le tradizioni, quello che la lingua, il turismo, in una parola, il Made in Italy. 

Vincenzo Odoguardi – Foto: Victor Sokolowicz

La categoria degli italiani all’estero, da sempre poco tenuta in considerazione nei discorsi politici dei partiti romani, torna al centro dell’attenzione grazie al programma elettorale del MAIE.

La comunità d’italiani all’estero ha bisogno di una rappresentanza solida, non solo nel Parlamento, ma proprio a livello governativo. Questa rappresentanza può essere garantita soltanto attraverso il Ministero per gli italiani nel mondo. Soltanto con un nostro ministero possiamo iniziare a sanare le vecchie fratture, dando una soluzione ai problemi che da sempre affliggono gli italiani all’estero. La differenza tra l’avere uno o due deputati e l’avere un intero Ministero è sostanziale. Come allo stesso modo è sostanziale la differenza tra il votare per un partito romano, i cui rappresentanti devono necessariamente dare priorità alle problematiche nazionali, e il votare per il MAIE, che nasce dall’iniziativa di persone che vivono all’estero e concentra tutte le sue energie per risolvere i problemi dei connazionali sparsi per il mondo.

La differenza tra un partito tradizionale, e il MAIE è che quest’ultimo vede nel tessuto sociale delle comunità italiane le necessità che le stesse hanno, cerca di portarle a casa e risolverle.

Vincenzo Odoguardi – da La Voce di New York




Il MAIE tra gli italiani di Chicago

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302447863 133088006105223 8572340562631031452 nIeri le comunità 💚🤍❤️ di #Chicago hanno ricevuto il MAIE Nord e Centro America, nei locali del Mazzini Verdi Club.
Più di 20 Associazioni e Federazioni Italiane dell’Illinois in rappresentanza di oltre 15.000 Italiani, si sono riunite per ascoltare e appoggiare le candidature di Pasquale Patrick Capriati, residente a Chicago con la sua famiglia da oltre 55 anni e presidente della Federazione Regione Puglia di Chicago, e #VincenzoOdoguardi, candidato al Senato e coordinatore #MAIE nella circoscrizione Nord America, America Centrale e Caraibi, giunto per l’occasione da Boston.
Hanno partecipato all’incontro Ron Onesti, presidente del JC&CIA, Joint Civic Committe of Italian America, organizzazione umbrella della comunità italiana e italo americana di Chicago in rappresentanza di 50 associazioni, e i rappresentanti delle federazioni pugliesi, siciliane e calabresi della città più importante nello Stato dell’Illinois, seconda in assoluto come destinazione dell’emigrazione italiana negli USA a partire dagli anni 20.
302200928 133088099438547 4708380828986294370 nLe associazioni che rappresentano circa 15,000 Italiani hanno dato il loro appoggio alle candidature dell’unico Movimento politico nato all’estero per gli #italianinelmondo.



Migliaia di firme raccolte in poche ore a sostegno della petizione del MAIE per ripristinare il Ministero degli Italiani all’Estero

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

Il MAIE nasce da e per gli italiani all’estero e a loro si dedicano le attenzioni dei politici che fanno parte di questo Movimento.

Primo fra tutti Vincenzo Odoguardi, candidato MAIE al Senato per la ripartizione America Settentrionale e Centrale, che nei giorni scorsi ha lanciato sul noto sito Change.org, una petizione per ripristinare il Ministero per gli italiani nel mondo.

Come si legge nel testo pubblicato:

“Come specificato sul sito dell’Archivio del Senato italiano, le materie di competenza del MIM riguardavano: le politiche generali concernenti le collettività italiane all’estero; l’informazione, l’aggiornamento e la promozione culturale; l’intervento coordinato dello Stato e delle Regioni; la valorizzazione del ruolo degli imprenditori italiani residenti all’estero.

Da lì il MAIE vuole ripartire: dare il giusto riconoscimento a tutti gli italiani che vivono fuori dalla madrepatria grazie ad un’entità ministeriale che possa risolverne le problematiche. Dovrà trattarsi di un’entità non gestita dai tradizionali partiti romani, ma da chi si trova sul territorio e conosce e capisce le differenti necessità degli italiani.”

Il MAIE, che ci tiene a collocarsi al di sopra dei partiti romani, concentra la sua azione a completo vantaggio degli italiani all’estero. Fortemente radicato in Argentina, dove nasce, il Movimento ha costruito un solido sostegno in tutto il continente americano. Il Ministero per gli italiani nel mondo è un punto chiave del programma elettorale del MAIE. “Abbiamo voluto lanciare questa petizione per far conoscere il progetto a un pubblico più ampio e per dimostrare che non si tratta di un capriccio elettorale senza fondamento, ma di un bisogno che i cittadini, soprattutto i residenti all’estero, sentono come urgente”, spiega Vincenzo Odoguardi.

In effetti il successo riscontrato con la raccolta firme lascia intuire una certa necessità da parte dei connazionali di ricevere un’attenzione diversa e più puntuale rispetto alle loro problematiche.

“Chi vive all’estero ha esigenze specifiche che non sempre vengono prese in considerazione dai partiti romani. Noi del MAIE puntiamo un faro su queste esigenze, che tra l’altro sono diverse a seconda delle comunità. Tali differenze rendono ancora più necessaria l’istituzione di un’entità che se ne occupi in maniera specifica. Da lì nasce l’importanza del Ministero per gli italiani nel mondo, specifica Odoguardi.

Il MIM, che per alcuni mandati governativi aveva funzionato come ministero senza portafoglio, è poi stato inglobato sotto il Ministero degli Esteri durante il governo Prodi.

“Noi vogliamo che il Ministero per gli italiani nel mondo sia un ministero con portafogliocon piena capacità decisionale e d’investimento. Gli italiani residenti all’estero non smettono di essere italiani e, pertanto, hanno gli stessi diritti e doveri di chi rimane a vivere sul territorio nazionale. Allo stesso tempo, hanno bisogno delle stesse tutele e incentivi, degli stessi investimenti per le loro attività imprenditoriali e culturali”, rimarca il candidato al Senato Vincenzo Odoguardi.

 

da La Voce di New York




Elezioni 2022.Tutti i candidati di Camera e Senato nel Nord e Centro America

crollano i votanti alle comunali, a roma il 5% in meno

crollano i votanti alle comunali, a roma il 5% in meno

A un mese dal voto, la campagna elettorale si infiamma. I partiti hanno tutti pubblicato le loro liste e per la circoscrizione Nord e Centro America la competizione è iniziata.

Sono 15 i candidati che corrono per la Camera (dove verranno eletti 2 deputati) e 8 per il Senato (dove vincerà un solo senatore).

Il MAIE presenta alla Camera Angelo Viro, Paolo Giuseppe Canciani, Ciro Moriello, Pasquale Capriati e al Senato Vincenzo Odoguardi e Antonio Vespa

Il Centrodestra schiera alla Camera Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), Federico Felli (Lega), Fucsia Nissoli (Forza Italia) e Antonio Zara (Fratelli d’Italia). Al Senato, invece, i nomi di Vincenzo Arcobelli (Fratelli d’Italia) e Isabella Oliveri (Lega).

Il Partito Democratico propone per la Camera Christian Di Sanzo, Gianluca Galletto, Michela Di Marco e Vera Rosati, mentre per il Senato Francesca La Marca e Pasquale Nesticò.

Il Movimento 5 stelle candida alla Camera Jonas Di Gregorio Iaffaldano, Giovanni Evangelista, Clirime Ibrahimllari e Paola Pegoraro, scegliendo poi per il Senato Anna Fumagalli e Virginia Baglione.

Azione e Italia Viva indicano Francesco Cacchioli, Claudio Vignola e Vincenzo Pascale alla Camera e Daniele Severi Bruni e Michele Auriemma al Senato.

Nessun candidato per Alleanza Verdi e Sinistra, né alla Camera né al Senato, così come per +Europa.

da La Voce di New York




Vincenzo Odoguardi: le problematiche degli italiani all’estero sono diverse da quelli in patria

foto vincenzo odoguardi

foto vincenzo odoguardi

Il candidato al Senato nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale illustra il programma del MAIE.

Manca ormai un mese alla data del 25 settembre, giorno in cui gli italiani sono chiamati al voto.

Tempistiche diverse riguardano gli italiani all’estero, che arrivano a questo momento con grande anticipo, per consentire il rientro in Italia delle schede elettorali compilate.

“Il sistema di voto attuale per gli italiani all’estero crea non pochi problemi. Ritardi nell’invio delle schede elettorali, voti che non rientrano in tempo per essere scrutinati. Insomma, ancora una volta si dimostra che gli italiani all’estero sono considerati di serie B” – interviene Vincenzo Odoguardi, candidato al Senato con il MAIE nella circoscrizione estera di America Settentrionale e Centrale.

“Senza parlare del fatto che il numero di persone che partecipano al voto è nettamente minore rispetto al numero di persone che realmente risiedono all’estero. Parliamo di 6 milioni di votanti contro gli oltre 50 milioni di residenti all’estero. Si tratta di un divario incredibile che va sanato. C’è un’altra patria fuori dai confini nazionali e non siamo in grado di raggiungerla con le politiche attuali”, continua l’ex console onorario Odoguardi.

Il problema principale risiede negli svantaggi che si incontrano nell’iscriversi all’AIRE, l’anagrafe degli italiani all’estero. Tra gli altri, il pagamento dell’IMU sulla prima casa in Italia e l’impossibilità di accedere ai servizi sanitari in patria, con il conseguente obbligo di ripiegare sui sistemi del paese in cui si risiede.

“Nel programma politico del MAIE queste problematiche ricoprono da sempre uno spazio molto importante. La consapevolezza che noi abbiamo delle necessità degli italiani all’estero deriva dal fatto che noi per primi rientriamo in questa categoria. Il nostro Movimento nasce proprio da un gruppo d’italiani residenti all’estero che hanno deciso di rimboccarsi le maniche per i propri connazionali nella stessa situazione”, spiega il candidato Vincenzo Odoguardi.

“Ci sono molti problemi che dall’Italia non si percepiscono, noi del MAIE ce ne facciamo carico rappresentandoli in un programma politico riassumibile in 13 punti”, continua Odoguardi.

Incentivo, sostegno, tutela e promozione. Sono questi i punti cardine del progetto del MAIE, tutto rivolto alle comunità italiane all’estero:

 Incentivo a iscriversi all’AIRE, agli scambi culturali all’insegna del “turismo delle radici” e alla coesione tra le comunità sul territorio;

● Sostegno alle istituzioni culturali e alle scuole italiane oltre confine, ai pensionati e alle iniziative volte all’acquisizione della cittadinanza italiana;

● Tutela dei diritti degli italiani all’estero in materia di migrazione, lavoro, assistenza, sanità e di riconoscimento delle qualifiche professionali e di studio;

● Promozione del Made in Italy, sia in riferimento all’imprenditoria che rispetto a cultura e lingua italiana.

Di fatto si tratta di un programma che nasce dall’esperienza diretta che Vincenzo Odoguardi e i suoi colleghi del Movimento hanno maturato sul campo, ascoltando e confrontandosi costantemente con le comunità italiane presenti sul territorio dell’America Settentrionale e Centrale.

adnkronos.com




La Voce di New York: “Vincenzo Odoguardi è il nuovo volto del MAIE per il Senato in Nord America”

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vincenzo odoguardi nuovo volto maie senato nordamericaSu La Voce di New York si parla di Vincenzo Odoguardi, il nuovo volto del MAIE per il Senato in Nord America: “Gli italiani all’estero hanno bisogno di un Ministero che si prenda cura subito delle problematiche delle comunità presenti nel mondo.”

C’era una volta il Ministero per gli italiani nel mondo (MIM). C’era una volta e adesso non c’è più.

Oggi il MAIE Nord America (Movimento Associativo Italiani all’Estero) chiede a gran voce che il Ministero per gli italiani nel mondo venga riaperto e torni alle sue funzioni e obiettivi originari. Gli italiani all’estero hanno bisogno di un organo che controlli e si prenda cura delle problematiche delle varie comunità presenti in tutto il mondo, non è più possibile ignorare tali esigenze.

L’ultima volta che è stato istituito questo ministero a guidarlo c’era Mirko Tremaglia, promotore della cosiddetta Legge Tremaglia, che ha esteso e facilitato il diritto al voto dei cittadini italiani residenti all’estero.

Nel 2006, durante il primo Governo Prodi, questo ministero scompare e le sue funzioni, che già erano limitate dal fatto che si trattasse di un ministero senza portafoglio, vengono inglobate all’interno del Ministero degli Esteri.

Da quel momento in poi pare che l’attenzione dei partiti di Roma nei confronti degli italiani che risiedono all’estero sia diminuita fino a quasi scomparire. Come se i circa 50 milioni di uomini e donne lontani dai confini nazionali non fossero un sufficiente motivo per prendere in seria considerazione le necessità di chi vive lontano dall’Italia.

La mancanza di una rappresentanza in Senato di politici che conoscano davvero la situazione delle comunità italiane all’estero rende complicata la gestione delle problematiche che le riguardano.

I politici tradizionali hanno come priorità gli interessi delle comunità locali, collocate sul territorio nazionale, ma chi si fa portavoce delle istanze delle comunità estere?

Il MAIE si inserisce in questo vuoto per colmarlo: in quanto primo partito nato all’estero e per i cittadini residenti all’estero, l’obiettivo primario che abbiamo è dare voce a tutti quegli italiani fuori dai confini nazionali, considerando le differenze delle varie comunità e il sentimento di appartenenza che le unisce.

Infatti, per quanto la varie comunità estere abbiano esigenze diverse, in tutte è ancora evidente un legame molto forte che le unisce alla loro terra di origine. Bisogna capire che quel sentimento va tutelato perché si traduce in una grande risorsa che nutre anche chi rimane.

A questo scopo si rende necessario il ripristino del Ministero per gli italiani nel mondo, per intenderlo come un ponte che connette non solo idealmente, ma anche concretamente, tutti gli italiani sparsi per il mondo.

Come specificato sul sito dell’Archivio del Senato italiano, le materie di competenza del MIM riguardavano: le politiche generali concernenti le collettività italiane all’estero; l’informazione, l’aggiornamento e la promozione culturale; l’intervento coordinato dello Stato e delle Regioni; la valorizzazione del ruolo degli imprenditori italiani residenti all’estero.

Da lì il MAIE vuole ripartire: dare il giusto riconoscimento a tutti gli italiani che vivono fuori dalla madrepatria grazie ad un’entità ministeriale che possa risolverne le problematiche. Dovrà trattarsi di un’entità non gestita dai tradizionali partiti romani, ma da chi si trova sul territorio e conosce e capisce le differenti necessità degli italiani.




Elezioni 2022. Odoguardi (Maie), candidato al Senato per Nord e Centro America: “Gli italiani all’estero sono ambasciatori della cultura italiana nel mondo”

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

La migrazione italiana ha radici antiche nella storia dell’umanità. In America Settentrionale e Canada si è arrivati ormai alla quinta o sesta generazione d’immigrati.

Il risultato inevitabile di un fenomeno di così lunga durata è che le nuove generazioni rischiano di perdere il contatto con la terra d’origine, con le loro origini. Noi, non solo in quanto politici ma ancor di più in quanto italiani che hanno deciso di vivere all’estero, abbiamo il dovere civico e morale di tenere vivo quel contatto.

Ognuno di noi dovrebbe considerarsi come un ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Lingua, arte, storia, tradizioni, gastronomia: siamo noi che, emigrando, portiamo pezzi della nostra identità culturale altrove, fuori dalla nazione. Esportare, però, non basta. C’è bisogno di prendersi cura e mettere in mostra questa identità.

Questo lo si fa con misure a sostegno degli imprenditori italiani all’estero, ma anche incrementando i fondi dedicati alla realizzazione di feste ed eventi che sono la prova tangibile delle nostre tradizioni. La cultura italiana va intesa nel senso più ampio, inglobando tutte le sue sfaccettature.

Nel programma del MAIE Nord America si dedica molto spazio a questa tematica, che viene articolata soprattutto nei seguenti punti:

  • Difendere la promozione del Made in Italy e del Sistema Italia, compresa la messa in rete degli imprenditori italiani all’estero
  • Diffondere e promuovere la lingua e la cultura italiana, sostenendo le istituzioni culturali e le scuole italiane oltre confine, cercando di recuperare le risorse che negli ultimi anni sono state tagliate
  • Incentivare scambi culturali per i nostri giovani di discendenza italiana all’estero, affinché possano conoscere e approfondire le proprie origini

Siamo assolutamente convinti, infatti, che soltanto uno sforzo congiunto sui vari fronti possa far emergere i punti forti dell’italianità, di quello spirito che ci riconoscono a livello mondiale. 

Una delle espressioni di cui si è sentito molto parlare negli ultimi tempi è “turismo delle radici” “turismo di ritorno”. 

A causa della pandemia da Covid-19, infatti, molte persone che lavoravano o vivevano all’estero sono rientrate nei propri Paesi di origine. Convinto della necessità d’incrementare e sostenere il legame degli emigrati con la propria madrepatria, il MAIE ha deciso di dare un’espressione pratica a quello che fino ad ora era solo un concetto teorico.

Il progetto che riguarda il turismo delle radici è partito realizzando delle indagini in piccoli paesi e borghi italiani che hanno avuto una sostanziale emigrazione negli Stati Uniti e in Canada. I discendenti degli italiani che vivono in America vengono invitati a visitare il paese da cui ha avuto origine la migrazione della loro famiglia. Lì, il MAIE offre a ognuno alloggio gratuito per una settimana, in modo da dare una possibilità concreta d’indagare sulle proprie origini e ricercare la propria identità. Il legame con l’identità viene rafforzato dalla consegna del certificato di nascita del primo italiano della famiglia emigrato all’estero, documento fondamentale per la successiva richiesta della cittadinanza italiana.

Questa iniziativa consente di mettere in moto un circolo virtuoso che innesca tanti micro business o va a dare un boost all’imprenditoria locale, a completo vantaggio dell’economia del territorio. 

Al momento il programma riguarda un comprensorio di 22 paesi calabresi e alcune città degli Stati Uniti. Si tratta di un piccolo passo destinato a crescere nell’ottica di una più stretta cooperazione tra le comunità italiane distribuite sul territorio nazionale e le comunità italiane all’estero.

Vincenzo Odoguardi

 

da La Voce di New York