Intelligenza artificiale: il ministro Messa firma l’accordo di cooperazione Italia-Usa

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29messausaSono stati diversi in questi giorni gli incontri, in video collegamento, del ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, organizzati grazie al supporto dell’Ambasciata italiana negli Stati Uniti guidata da Mariangela Zappia, con rappresentanti di istituzioni statunitensi per consolidare rapporti bilaterali nell’ambito della ricerca scientifica.
Il primo appuntamento è stato con il direttore della National Science Foundation (NSF) degli Stati Uniti d’America, Sethuraman Panchanathan. Con lui, il ministro Messa ha firmato un accordo di cooperazione strutturata sull’intelligenza artificiale, incentrata su attività congiunte di ricerca, innovazione e formazione tra Italia e Usa. Dopo Germania e Svizzera, l’Italia è il terzo Stato ad aver sottoscritto una intesa di ricerca di questa tipologia. Il protocollo, che ha una durata di tre anni, intende favorire lo scambio di idee e di esperienze tra ricercatori per la promozione di iniziative scientifiche congiunte.

Tra gli incontri “statunitensi” di questi giorni c’è stato anche quello con Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Tra i punti del confronto, il nuovo Centro Nazionale per la Preparazione Pandemica (National Center for Pandemic Preparedness – NCPP) a Siena che sarà cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, insieme ai Ministeri della Salute e dell’Economia e dello Sviluppo Economico.
Importante è stato l’incontro con i ricercatori rappresentanti delle principali associazioni di scienziati italiani negli Stati Uniti. Il ministro Messa ha presentato le nuove misure previste dal PNRR, in particolare l’investimento che mira ad attrarre giovani ricercatori beneficiari di grant internazionali di alto profilo, la riforma dei programmi di dottorato, quella per favorire la mobilità e la semplificazione e i nuovi stanziamenti previsti per la ricerca: dal Fondo Italiano per la Scienza al Fondo Italiano per la Scienza Applicata, ai Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale.
“Dobbiamo consolidare e rafforzare confronti e collaborazioni”, ha spiegato Messa. “Favorire gli scambi a livello internazionale, condividere esperienze e risultati è indispensabile per poter vincere le sfide che ci attendono. È essenziale investire sui giovani, sulla formazione e sulla ricerca”, ha concluso. (aise)




Torna Trump e ‘prenota’ la Casa Bianca

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203301064 60b88cac 8672 4f16 9e4c 23ef616bda70La “ricetta” di Donald Trump per il futuro dell’America, assediata dalla criminalità e dall’emergenza immigrazione: pena di morte per i trafficanti di droga, più polizia nelle strade e rimozione degli homeless da tutti gli spazi pubblici. “Renderemo di nuovo l’America sicura – ha promesso – ristabiliremo legge e ordine. A novembre conquisteremo Camera e Senato, e nel 2024 la Casa Bianca“.

In un discorso di un’ora e mezza, tenuto al Marriott Marquis, il super hotel sede della convention conservatrice di America First, Trump ha segnato il suo ritorno a Washington, a più di un anno e mezzo dall’ultima volta, quando aveva lasciato la Casa Bianca nel giorno più triste della sua carriera di presidente.

L’intervento del tycoon era atteso perché arrivava a pochi giorni dell’ultima audizione della commissione d’inchiesta della Camera che ha documentato l’inazione di Trump durante le tre drammatiche ore dell’assalto al Campidoglio. Come chiedevano i suoi consiglieri e la famiglia, Trump ha evitato di “guardare all’indietro” e puntato sul futuro, come un candidato presidenziale ‘in pectorè.

Anche questa volta non è arrivato l’annuncio ufficiale, ma Trump ha voluto dare un’immagine rassicurante, usando un timbro moderato nel tono della voce ma non nei contenuti, sempre duri, irriverenti, offensivi nei confronti degli avversari. Forse ha influito anche la natura generazionale della platea, diversa da quella dei giovani conservatori che, la settimana scorsa, lo aveva accolto a Tampa, Florida.

In quell’occasione Trump era stato quasi rock, parlando spesso a braccio, alternando battute, scenette, lanciando anche messaggi nuovi. A Washington, invece, è stato il solito Trump, ma con la novità storica del mancato riferimento ai brogli elettorali, che non sembra più appassionare i suoi stessi sostenitori. Il tycoon ha solo sfiorato l’argomento, invocando un “nuovo sistema elettorale, che prevede solo voti su carta e che permetta “alle 11 di sera di sapere chi ha vinto”.

Per il resto, ha promesso di “rimuovere centinaia di migliaia di homeless dalle strade”, e spostarli in “zone disabitate, lontane dalle città”, creando accampamenti con servizi medici e psicologici, con l’obiettivo di aiutare i senza tetto a “reinserirsi nella società”. Trump ha inoltre chiesto nuove leggi per “rinforzare le protezioni e immunità dei poliziotti”, e invocato la pena di morte per i trafficanti di droga. “In quei Paesi in cui c’è la pena capitale – ha spiegato – non hanno problemi con la droga. Li’ vanno subito a processo e giustiziano i trafficanti, salvando centinaia di vite umane”.

Trump ha sostenuto l’esigenza di “mettere auto della polizia in ogni angolo delle città” per riportare sicurezza nelle persone, a cominciare da quelli della classe media, che “sentono di vivere in zone di guerra”. L’ex presidente ha, inoltre, difeso il Secondo emendamento, che stabilisce il diritto ad armarsi, e chiamato i poliziotti i “miei eroi”, anche se ha evitato di citare l’insurrezione del 6 gennaio 2021 al Campidoglio, distante solo tre chilometri dal luogo della convention.

Il tycoon ha insistito sul tema della criminalità e chiesto “risposte dure e anche sgradevoli” per rendere le città più sicure. “Noi – ha aggiunto – stiamo vivendo in un Paese diverso per una ragione principale: non c’è più rispetto per la legge, e dunque non c’è più neanche l’ordine. Il nostro Paese ora è un pozzo senza fondo del crimine”.

Dopo aver promesso nel 2016 di “drenare la palude” della corruzione a Washington, ora Trump cercherà di drenare il pozzo della criminalità. Sarà uno dei temi su cui si baserà la sua campagna elettorale. Perché, se anche non lo ha detto ufficialmente, da oggi, a Washington, è ripartita la campagna del tycoon per le presidenziali.

agi.it




Usa: la California brucia, ordine di evacuazione per 6.000 persone

la california brucia, migliaia di evacuati per le fiamme

la california brucia, migliaia di evacuati per le fiamme

California in fiamme mentre gli Stati Uniti sono nella morsa del caldo con temperature record dal nord al sud del Paese.

Un violento incendio, l’Oak Fire, scoppiato non lontano dal parco Yosemite, in California, ha costretto all’evacuazione di migliaia di persone e sta tenendo i pompieri impegnati giorno e notte nel tentativo di contenerlo.

Sono senza elettricità oltre 2.000 abitazioni.

Complici le alte temperature e la bassa umidità, le fiamme sono cresciute a dismisura in 24 ore, passando da un’area di 647 ettari a una di 4.815. “L’incendio si muove rapidamente ed è cresciuto in modo significativo”, hanno riferito i pompieri nell’ultimo aggiornamento, ammettendo le difficoltà nel domarlo. Al momento sono dispiegati oltre 400 vigili del fuoco, 40 elicotteri e 45 camion. Almeno 10 strutture residenziali e commerciali sono state divorate dalle fiamme e molte strade sono state chiuse.

Mentre la battaglia per l’Oak Fire prosegue, i pompieri hanno compiuto passi in avanti nel contenere il Washburn Fire, altro incendio divampato nei giorni scorsi e che ora appare “al 79%” domato. Le elevate temperature sono responsabili anche di altri incendi divampati negli Stati Uniti, dove 85 milioni di persone restano ancora oggi sotto l’allerta caldo.

ANSA




Houston: tanti connazionali al primo incontro-aperitivo del Comites

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20houstonNumerosi i connazionali che sabato scorso, 16 luglio, hanno partecipato al primo incontro-aperitivo organizzato dal Comites di Houston presso il Caffè Fellini – Rice Village.
Un’occasione per far conoscere la missione del Comites e presentare le iniziative in corso e future, ma anche un importante momento di incontro per tutti gli italiani e le italiane presenti.
A fare gli onori di casa è stato il Presidente Christian Di Sanzo che, nel suo intervento, ha presentato il lavoro svolto finora dal Comitato che ha attivato un nuovo sito web, da cui si può accedere allo Sportello del Cittadino, ad una sezione “Risorse Utili” e alla Lista dei Professionisti che parlano italiano.
Il Presidente ha anche illustrato alcune iniziative importanti per la comunità italiana tra cui i Contributi della Farnesina per ricercatori, docenti, esperti, personalità e operatori culturali e il Premio di poesia multilingue e multi-generazionale per residenti e cittadini degli Stati Uniti promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, insieme al John D. Calandra Italian American Institute del CUNY e al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. (aise) 




“Sids Partnerships Award”: l’ONU premia l’Italia

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catturaL’Italia premiata alle Nazioni Unite con il “Sids Partnerships Award”, nella categoria sociale, per l’impegno a sostegno della lotta ai cambiamenti climatici.

Il riconoscimento, andato anche all’Alleanza dei piccoli stati insulari (AOSIS), è stato assegnato al progetto italiano di formazione “AOSIS Fellowship”, realizzato a favore dei giovani funzionari dei Paesi dell’Alleanza coinvolti in un periodo di formazione, dalla durata di un anno, presso le Nazioni Unite, con l’obiettivo di rafforzare le capacità negoziali e amministrative sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulla protezione dell’ambiente e degli oceani.

premio 1140x815Il programma di Borse di studio AOSIS rappresenta un’opportunità unica per i giovani professionisti in quanto riescono ad ottenere formazione pratica ed esperienza su questioni di diritto, politica e scienza utili ai processi di intermediazione e negoziazione.

Il premio, alla sua prima edizione, rappresenta il supporto concreto fornito dall’Italia al gruppo SIDS (comprendente 38 Stati Membri dell’ONU), maggiormente esposto all’impatto negativo del cambiamento climatico, a fenomeni metereologici estremi e in generale a shock esterni (da ultimo la pandemia da Covid-19 e la crisi alimentare ed energetica).

Il premio è stato ritirato dal Vice Rappresentante Permanente dell’Italia, l’ambasciatore Stefano Stefanile, che ha sottolineato l’importanza del partenariato sviluppato dall’Italia con AOSIS, volto a rafforzare il multilateralismo e sostenere l’azione comune per lo sviluppo sostenibile.

da La Voce di New York




Il 16 luglio a Houston debutta “l’Aperitivo del Comites”

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10aperitivoCreare networking tra i membri della comunità italiana, dare informazioni sul Comites e su come pul essere d’aiuto, accogliere i nuovi arrivati facilitandone il processo d’integrazione. Questi gli obiettivi del Comites di Houston che il prossimo 16 luglio organizza il suo primo incontro-aperitivo dalle 17.00 presso Fellini Caffè – Rice Village (5211 Kelvin Dr, Houston, TX 77005).
Durante l’evento, i membri del Comites saranno a disposizione per raccogliere suggerimenti per sviluppare iniziative e progetti futuri a beneficio della comunità. (aise) 




Clima, Trump: “Se gli oceani si alzano avremo più case vista mare”

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trump alaska afpL’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a sminuire l’aggravarsi della crisi climatica. “Avremo un po’ più di proprietà sulla spiaggia, che non è la cosa peggiore del mondo”, ha detto nel corso di un comizio ad Anchorage, in Alaska, in occasione delle primarie dei Repubblicani. “Ho sentito che gli oceani si alzeranno nei prossimi 300 anni. Abbiamo problemi più grandi di così”, ha detto l’ex presidente. Negli Stati Uniti, le elezioni del Congresso sono previste per novembre.

Trump ha anche lasciato intendere che vorrebbe ricandidarsi alle elezioni presidenziali del 2024: “Reclameremo la nostra magnifica Casa Bianca”, ha annunciato e ha ripetuto di essere stato privato della sua vittoria nelle elezioni del 2020 solo grazie alle frodi elettorali.

adnkronos.it




Chicago, sparatoria a parata 4 luglio a Highland Park: almeno 6 morti

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sparatoria usa nastyro afpAlmeno sei persone sono state uccise e oltre 30 sono rimaste ferite nella sparatoria alla parata del 4 luglio di Highland Park, in un sobborgo di Chicago. A dichiararlo ai giornalisti è stato Chris O’Neil, a capo della squadra di forze dell’ordine attiva sul luogo della sparatoria. O’Neil ha reso noto che le autorità stanno ancora cercando il sospetto, un uomo bianco tra i 18 e i 20 anni.

Sono 31 i feriti ricoverati negli ospedali della regione. La maggior parte delle persone ricoverate ha riportato ferite di arma da fuoco, alcuni feriti sono rimasti travolti dal caos successivo alla sparatoria.

Il Chicago Sun Times ha riferito che la parata è iniziata intorno alle 10 del mattino a Highland Park, nella zona nord della città, ma è stata improvvisamente interrotta 10 minuti dopo. Diversi testimoni hanno detto al giornale di aver sentito degli spari. Centinaia di partecipanti alla parata – alcuni visibilmente insanguinati – sono fuggiti dal percorso della parata. Un giornalista del Sun-Times ha riferito di aver visto almeno tre corpi insanguinati sull’asfalto e coperti da lenzuola bianche.

Secondo quanto rende noto la Abc, citando fonti anonime, l’attentatore che ha aperto il fuoco è rimasto attivo fino a poco dopo le 11 (ora locale, le sei in Italia) e potrebbe aver sparato dal tetto di un edificio.

Il sindaco di Highland Park, Nancy Rotering ha esortato i residenti a restare in stato di “massima allerta” di fronte ad una situazione che resta “attiva”. “Tutto ciò che sappiamo è che questa è una situazione attiva ed esortiamo tutti a restare al chiuso ed in stato di massima allerta, rimanendo calmi. Contattate le persone a voi care ed assicuratevi che stiano al riparo e fate loro sapere che state al sicuro anche voi. Questa situazione, come sapete, evolve rapidamente e continueremo a tenervi aggiornati mano a mano che raccogliamo informazioni e stabilizziamo la situazione”, ha dichiarato fornendo le ultime informazioni sulla sparatoria.

adnkronos.it




Biden: “Cambieremo la decisione della Corte Suprema sull’aborto”

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162001301 0f75606c 4218 4706 aaca 464cc3f673f5Il presidente Joe Biden ha chiesto al Congresso di approvare una legge che ripristini il diritto all’aborto, in modo da aggirare la decisione della Corte Suprema. L’annuncio è arrivato nel momento in cui il Paese è entrato in un cortocircuito senza precedenti: diviso sull’aborto, spaventato dall’infrazione, infuriato per il prezzo del carburante, e con l’ombra di una recessione in agguato, dopo l’aumento dei tassi di interesse e il rischio che il ricorso al credito rallenti.

La questione più impellente è l’aborto e Biden sembra finito in un imbuto: in ventisei Stati sono pronti ad applicare la restrizione più dura, facendo seguito alla decisione della Corte Suprema che ha dichiarato illegale il ricorso all’interruzione di gravidanza, inclusi nei casi di stupro e incesto. Tredici Stati hanno già la legge pronta, ma in tre – Texas, Louisiana e Utah – l’applicazione è stata sospesa, in modo temporaneo, da giudici locali, che hanno accolto la richiesta d’emergenza presentata in tutti i tribunali dalla più grande rete americana di consultori, Planned Parenthood.

Entro metà luglio i giudici dovranno prendere una decisione. Quello potrebbe essere il momento in cui la nuova America anti-abortista sarà avviata a tutti gli effetti, mentre gli Stati della costa ovest, dalla California all’Oregon, sono pronti a lanciare un’offensiva e ad accogliere migliaia di donne in arrivo dagli Stati integralisti.

Stessa situazione nell’Illinois, dove l’aborto è legale, circondato solo da Stati che l’hanno abolito. Nel pieno della confusione e incertezza, Biden vuole portare a casa un risultato e farlo in fretta, correggendo l’errore commesso nell’ormai celebre intervento della settimana scorsa, alla vigilia del viaggio in Europa, quando si era limitato a dire che il tema dell’aborto sarebbe stato al centro delle elezioni di novembre per il rinnovo del Congresso, demandando agli elettori una soluzione.

Quella frase ha generato delusione tra i democratici. I segnali di malcontento sono arrivati alla Casa Bianca e Biden ha deciso di cambiare strategia e passare all’attacco. Ma i numeri, ancora una volta, come per la grande battaglia sul clima, non sono dalla sua parte. Per ottenere il via libera a una legge federale che aggiri il divieto della Corte Suprema c’è bisogno dell’approvazione di entrambe le camere e dunque del Senato, dove la situazione è di parità: 50 democratici e 50 repubblicani.

Il primo ostacolo è rappresentato dalla cosiddetta ‘filibuster’, l’equivalente del nostro ostruzionismo, regola di garanzia per le minoranze di poter portare all’infinito il dibattito su un tema, a meno che non si raggiunga una maggioranza di sessanta voti.  Biden da tempo vuole eliminarla, ma non ha la certezza di riuscirci: intanto servirebbero tutti e cinquanta i voti democratici, mentre i moderati Joe Manchin e Kyrsten Sinema si sono dichiarati contrari.

Anche se i progressisti ottenessero il risultato, c’è il rischio concreto di un effetto boomerang: se alle elezioni di Midterm, a novembre, i conservatori dovessero ottenere – come indicano tutti i sondaggi – la maggioranza di Camera e Senato, i progressisti non avrebbero neanche piu’ l’arma estrema del ‘filibuster’. Allo stesso tempo la maggioranza degli americani chiede a Biden di trovare una soluzione. L’appello ad approvare una legge sembra destinato a cadere nel vuoto. E in vista delle elezioni di novembre, sarebbe un altro motivo di delusione per gli elettori democratici.




Odoguardi (MAIE) a Toronto per incontrare la comunità italiana

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odoguardi toronto 768x403Continua senza sosta il lavoro del MAIE in America Settentrionale. Missione a Toronto, Canada, per Enzo Odoguardi, coordinatore MAIE Nord America. Una due giorni durante la quale Odoguardi ha incontrato, tra gli altri, Ernesto De Paola, presidente della Dante Alighieri di Toronto. Sul tavolo, la promozione della lingua e della cultura italiana, un tema molto caro al Movimento Associativo Italiani all’Estero. Tanto che, ha ricordato Odoguardi, quando è stato al governo, il MAIE ha contribuito con forza ad ottenere dall’esecutivo una somma record – 50 milioni di euro – per la promozione della lingua italiana nel mondo.

Odoguardi si è inoltre riunito con Paolo Canciani, giornalista, già candidato del MAIE alla Politiche del 2018 e autore del libro “La voce degli italiani in Canada”.

Canciani ha sottolineato quanto sia necessaria la presenza capillare in territorio canadese di una forza politica come il MAIE, che nasce per difendere senza se e senza ma i diritti degli italiani residenti all’estero, visto che i connazionali ivi residenti si sentono totalmente trascurati dal governo italiano e dagli eletti nei partiti romani.

Durante la missione canadese, anche il faccia a faccia con il presidente di Casa Calabria International, Enrico Mazzone. Lui ed Odoguardi hanno affrontato l’argomento che riguarda il turismo di ritorno, per fare in modo che i connazionali residenti in Canada e i loro discendenti possano essere agevolati nel visitare i loro luoghi d’origine in Italia. Odoguardi, imprenditore italoamericano di origine calabrese, ha assicurato pieno sostegno e collaborazione.

Tra gli appuntamenti in agenda, quello con una delegazione di imprenditori italiani e italo-canadesi guidata da Dominic Cataldi, anch’egli calabrese, tra i più importanti ristoratori italiani in Canada, titolare allo stesso tempo di una impresa che importa nel Paese del Nord America prodotti made in Italy. L’accento è stato posto proprio sul tema delle eccellenze dell’enogastronomia italiana: Odoguardi ha spiegato di voler coinvolgere fin da subito il mondo delle Camere di commercio italiane, anche per assistere le nostre imprese desiderose d’internazionalizzare.

Con la tappa di Toronto, dopo Miami, Boston e New York, si conclude questa prima missione MAIE in Nord America. Già nei prossimi giorni lo stesso Odoguardi annuncerà nuove missioni, che lo porteranno a visitare le comunità italiane residenti nelle altre circoscrizioni consolari di Usa e Canada.

da italiachiamaitalia.it