Anthony Fauci: “Le restrizioni apparterranno presto al passato”
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – “Le restrizioni saranno presto una cosa del passato”. Intervistato dal Financial Times, Anthony Fauci si mostra più ottimista che mai sull’andamento dell’epidemia da coronavirus e indica una prospettiva in cui saranno le autorità sanitarie locali a gestire la risposta al virus e non più l’amministrazione Biden.
Il consigliere del presidente americano per la lotta al Covid, da sempre fautore di una linea rigorosa, si dice “certo” di una “uscita da una fase pandemica vera e propria verso una situazione in cui le decisioni saranno prese a un livello locale. Inoltre, le persone decideranno da sole come comportarsi con il virus”.
Fauci evita di utilizzare il termine “endemico” per definire l’attuale andamento della pandemia, e preferisce parlare di una situazione di “equilibrio”, in cui il governo federale non avrà la necessità di tenere costantemente sotto controllo i livelli del contagio. “Non c’è modo di eradicare questo virus – aggiunge – ma spero che ci stiamo avvicinando a un momento in cui avremo abbastanza persone vaccinate e abbastanza persone protette dopo aver preso il Covid, che le restrizioni diventeranno una cosa del passato”.
Quanto alle dosi di richiamo, al booster, per l’immunologo “dipende dal soggetto: una persona normale, un trentenne in salute, senza patologie pregresse, potrà fare il booster una volta ogni quattro cinque anni”.
Biden: “Tutta la Nato pronta a reagire se la Russia invade l’Ucraina”
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – “Se la Russia invade l’Ucraina, noi siamo pronti, tutta la Nato è pronta” a reagire.
Lo ha assicurato il presidente americano Joe Biden in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz.
“Se la Russia invaderà l’Ucraina, intendo se supererà il confine, ci sarà una risposta e noi metteremo fine” a quell’azione.
Ha detto il presidente Biden, rispondendo alla domanda dei reporter, che chiedevano se dall’incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz fossero venute rassicurazioni su una risposta comune.
Se Russia invade chiuderemo Nord Stream 2
Il presidente americano Joe Biden ha “promesso” di chiudere il gasdotto Nord Stream 2 se la Russia invaderà l’Ucraina. “Non ci sarà più un Nord Stream 2. Metteremo fine a tutto questo. Prometto che lo faremo”, ha assicurato ai giornalisti durante la conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz.
Pronti a continuare colloqui con Russia
“Siamo pronti a continuare i colloqui in buona fede con la Russia” sulla crisi ucraina. Lo ha affermato il presidente americano Joe Biden, in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz alla Casa Bianca.
Nuovo Console Onorario in New Jersey: ultimi giorni per le candidature
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
NEW YORK\ aise\ – Scade il prossimo 15 febbraio il termine per presentare la propria candidatura per la selezione del nuovo Console Onorario in New Jersey.
La procedura di nomina è stata avviata dal Consolato Generale d’Italia a New York; il nuovo Console Onorario – che avrà competenza sulle contee dello Stato del New Jersey (Bergen, Hudson, Morris, Passaic, Sussex, Union, Warren, Essex, Middlesex, Monmouth, Hunterdon, Mercer, Somerset) – opererà alle dipendenze del Consolato Generale a New York e sarà chiamato a svolgere funzioni di assistenza dei connazionali e tutela degli interessi italiani nel territorio di competenza.
L’incarico, ricorda il Consolato generale – è a titolo onorifico e gratuito e non comporta l’attivazione di alcun rapporto di pubblico impiego o di lavoro subordinato con il Consolato Generale d’Italia a New York né con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Le spese per il funzionamento dell’Ufficio consolare onorario sono a carico del titolare dell’Ufficio stesso, con l’eccezione dei rimborsi previsti per alcune categorie di spese, in particolare quelle postali e telefoniche e quelle per sussidi ai connazionali.
Le candidature, insieme ad un curriculum vitae, potranno essere inviate entro il 15 febbraio 2022 per posta elettronica all’indirizzo email: cg.newyork@esteri.it. (aise)
Vetturino italoamericano di Central Park ucciso a coltellate a New York
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – Un giovane italoamericano è stato ucciso a coltellate all’uscita di un ristorante, a Brooklyn. Il suo assassino, un ragazzo di 19 anni, è stato arrestato.
È accaduto sabato notte, fuori da un ristorante messicano, Catrina’s Bar and Grill, sulla Terza Avenue, a Bay Ridge, zona popolata di italoamericani, asiatici e ispanici.
Per motivi su cui sta indagando la polizia, la vittima, Antony D’Onofrio, 22 anni, di Brooklyn, i cui genitori sarebbero italiani, padre di Latina e madre siciliana, è stato colpito al petto. Quando la polizia è arrivata, il giovane era già privo di sensi. Portato in ospedale, è morto poco dopo.
Sul posto era stata trovata un’altra persona, della stessa età di D’Onofrio, con ferite alla testa, ma non è in pericolo di vita. Poche ore dopo gli agenti hanno individuato e arrestato il presunto assassino: Kevin Cuatlacuati.
Sui social raccontano che D’Onofrio portava i turisti in carrozza lungo i viali di Central Park, sognando di fare il pilota. Uno dei consiglieri della zona, Justin Brannan, ha lanciato dure accuse ai proprietari del pub.
“Questo atto di violenza senza senso – ha scritto sui social – fa parte di un percorso illegale ben documentato avviato dentro e fuori da questo locale negli anni. È chiaro che i proprietari di Catrina’s non hanno nessuna intenzione di seguire la legge, nessun riguardo verso il vicinato e ancora meno verso i propri clienti. Sto lavorando con i miei colleghi per fare in modo che la licenza al locale venga tolta”.
Un video di tre minuti e mezzo pieno di immagini struggenti, accompagnate dal brano “I’ll Be Missing You” interpretato da Puff Daddy. Lo ricordano così, su Facebook gli amici Anthony D’Onofrio, il ragazzo di 22 anni, nato a Brooklyn, vetturino a Central Park con il sogno di diventare pilota d’aerei, ucciso sabato a coltellate fuori da un locale.
“In questa mattinata fredda e nevosa – scrive Francesco Paolo Riccobono – sono stato svegliato da una telefonata che ha fatto a pezzi il mio cuore. Il mio caro amico Anthony è morto”.
Le immagini in memoria di Anthony mostrano il ragazzo alla guida di una carrozza bianca e viola per i viali di Central Park, lui alla guida di un piccolo aereo, in sella a un cavallo, con la madre, sulla moto, accanto a una statua che raffigura la Madonna, lui sorridente, mentre in palestra finge di sollevare pesi e, invece, ha due bottiglie sulle spalle.
“Era uno che ha lavorato duro – ricorda l’amico su Facebook – era un vetturino di seconda generazione e siciliano americano di prima generazione. Questa cosa mi ha fatto pensare che dobbiamo amare e prenderci cura di chi abbiamo vicino perche’ non sappiamo mai cosa possa succedere a loro o a voi: Riposa in paradiso, ti voglio bene, fratellino”.
D’Onofrio era figlio di una siciliana, Antonella Maggio, e di Giuseppe D’Onofrio, di Castelforte, Latina, entrambi partiti da giovani per gli Stati Uniti in cerca di fortuna. A Brooklyn era nato Anthony, che aveva seguito le orme del padre, diventando una delle figure di riferimento tra i vetturini di Central Park e adorato dai colleghi grazie al suo carattere sempre cordiale, positivo. Ai turisti italiani che sono saliti in questi anni sulla sua carrozza, D’Onofrio raccontava delle sue origini.
“Non so neanche da dove cominciare – scrive la sorella, Bianca – mio fratello, il mio protettore, il mio eroe, e adesso il mio angelo, se n’e’ andato via e io sento’ gia’, in modo infinito, la sua assenza”.
Washington: l’Ambasciatrice Zappia introduce la Guida Eduitalia-Study in Italy
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
WASHINGTON\ aise\ – L’edizione di quest’anno della Guida Eduitalia-Study in Italy vanta la preziosa testimonianza d’introduzione dell’Ambasciatrice d’Italia a Washington, Mariangela Zappia.
Guida Eduitalia che – come comunicato recentemente – ha l’onore di essere introdotta anche dalla presentazione del Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Benedetto Della Vedova.
L’Ambasciatrice ha dedicato un pensiero speciale agli studenti e a quel loro sacrificio, che durante la pandemia, si è saputo trasformare in resilienza, capacità e passione per lo studio.
“Con le parole di uno dei 21 vincitori della IX edizione della Cerimonia del Premio Eduitalia: “Saper parlare italiano è un modo per capire meglio il mondo dell’arte italiana, e aver vinto ora una borsa di studio in Italia mi riempie di felicità”. Questo messaggio ha risuonato fortemente con tutti i soggetti coinvolti, non solo perché riconosce l’importanza della lingua italiana, ma soprattutto perché è arrivato da studenti che sono stati profondamente colpiti dalla crisi pandemica. Infatti, con l’interruzione delle lezioni in presenza, sostituite dalla didattica a distanza, hanno dovuto lavorare ancora di più, mano nella mano con i loro insegnanti, dimostrando non solo grande resilienza, ma capacità e volontà di continuare ad imparare la nostra lingua con impegno – e passione.”.
Il 2022 è l’anno della X^ edizione della Cerimonia del Premio Eduitalia, sinergia di successo, che lega Eduitalia all’Ambasciata: “Attraverso le sue 113 istituzioni associate – prosegue nella presentazione l’Ambasciatrice – e in accordo con l’Osservatorio Nazionale delle Piano strategico linguistico, per il nono anno consecutivo Eduitalia è riuscita a sostenere e favorire lo studio della lingua italiana”. Lo ha fatto offrendo agli studenti l’opportunità di trascorrere dalle tre alle cinque settimane in Italia, in uno dei centri di formazione situati in alcune delle città più belle del nostro Paese, ricche di storia, arte e cultura, e offrendo a questi giovani l’opportunità di praticare l’italiano come “lingua viva””.
“Il solo numero di esami di italiano AP sostenuti (2.102) – la certificazione che riconosce la conoscenza dell’italiano negli Stati Uniti – così come il numero di scuole coinvolte (401) testimoniano che la passione per la lingua italiana è stata ancora più forte durante la pandemia”, ha concluso l’ambasciatrice. (aise)
Tempesta di neve, New York è completamente bianca
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – Da Times Square a Central Park immagini suggestive e da sogno con la metropoli imbiancata. A Central Park in molti si sono riversati con lo slittino.
La tempesta invernale, attesa da giorni, sta flagellando tutta la costa est, a cominciare dal Massachusetts, e ha finito per portare la neve anche a New York dove, dalla serata di venerdì, nevica in modo ininterrotto. Il fatto che sia il weekend ha reso meno caotica la situazione del traffico, ma molte strade non sono percorribili, soprattutto fuori da Manhattan.
Le auto parcheggiate sono ormai coperte dallo strato bianco. Le previsioni dicono che la neve continuerà a cadere ancora per qualche ora.
New Jersey, New York e Connecticut hanno dichiarato lo stato d’emergenza.
Troppi dipendenti malati di covid, scaffali dei supermercati Usa vuoti
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – La catena alimentare degli Stati Uniti è nuovamente sotto tensione, poiché dagli impianti di lavorazione ai negozi di alimentari, molti dipendenti sono stati contagiati da Omicron, e così gli scaffali dei supermercati vengono spesso lasciati vuoti.
Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, ad esempio, in Arizona, un lavoratore su 10 degli impianti di lavorazione e distribuzione di una grande azienda di prodotti ha contratto di recente il Covid.
In Massachusetts, le malattie dei dipendenti hanno rallentato il flusso di pesce verso supermercati e ristoranti. Una catena di alimentari nel sud-est degli Stati Uniti ha dovuto assumere lavoratori temporanei dopo che circa un terzo dei dipendenti dei suoi centri di distribuzione si era ammalato.
I dirigenti e gli analisti dell’industria alimentare avvertono che la situazione potrebbe persistere per settimane o mesi, anche se l’attuale ondata di Covid-19 sembra che si stia attenuando. Le recenti assenze dei lavoratori legate al virus si sono aggiunte alle continue interruzioni dei rifornimenti e dei trasporti, rendendo alcuni alimenti quasi introvabili.
Quasi due anni fa, il primo lockdown aveva fatto registrare un’impennata negli acquisti di alimentare: gli americani avevano svuotato gli scaffali dei negozi di prodotti come carne e articoli di carta.
Ma ora le carenze di approvvigionamento stanno mostrando tutta la loro debolezza. La mancanza di lavoratori lascia una più ampia gamma di prodotti a corto di scorte con disponibilità che a volte cambiano di giorno in giorno.
Gli operatori dei supermercati e i produttori di cibo ribattono che le forniture complessive sono oltre la sufficienza, nonostante le continue carenze di manodopera e le difficoltà di trasporto delle merci. A loro giudizio, i clienti trovano sempre quello che cercano, anche se potrebbero dover optare per marche diverse.
Secondo i dati della società di ricerche di mercato IRI, i livelli di scorte di prodotti alimentari presso i rivenditori statunitensi hanno raggiunto l’86% per la settimana terminata il 16 gennaio. Si tratta di un livello inferiore alla scorsa estate e ai livelli pre-pandemia di oltre il 90%.
Bevande sportive, biscotti congelati e pasta fresca sono tra i prodotti più difficili da trovare, con livelli di scorte tra il 60% e il 70%. I dati IRI mostrano che i tassi di scorte sono più bassi in stati come l’Alaska e la West Virginia.
“Ci aspettavamo che i problemi di approvvigionamento si risolvessero ma Omicron ha complicato la situazione”, ha detto Vivek Sankaran, amministratore delegato di Albertsons Cos.
Secondo gli analisti del settore, le tensioni che continuano negli impianti di confezionamento della carne e degli alimenti confezionati si tradurranno giocoforza in carenze per i consumatori.
Il Dipartimento dell’Agricoltura ha riferito che la macellazione del bestiame e la produzione di carne bovina nella settimana del 14 gennaio sono diminuite di circa il 5% rispetto a un anno prima, con una macellazione di maiali del 9%.
La lavorazione dei polli è stata inferiore di circa il 4% rispetto alla settimana terminata l’8 gennaio mentre la carenza di manodopera colpisce anche la lavorazione del latte e la produzione di formaggio.
Secondo un esperto di Rabobank, la situazione non è dietro l’angolo: poiché spesso ci vogliono settimane perché la carne raggiunga gli scaffali dei negozi dagli stabilimenti, le carenze di manodopera legate a Omicron presso i produttori potrebbero prolungare i problemi di approvvigionamento.
Anche i fornitori di verdure dell’ovest, che forniscono la maggior parte delle verdure a foglia dell’America durante l’inverno, devono affrontare sfide di produzione.
Steve Church, co-presidente di Church Brothers Farms, un’azienda di prodotti con sede in California, ha ad esempio raccontato che circa il 10% dei dipendenti del suo impianto di lavorazione e distribuzione di verdure in Arizona era a casa malato mentre gli altri che sono in servizio stanno facendo gli straordinari per spedire le verdure tagliate fresche e le insalate in busta verso i negozi di alimentari e ristoranti come Walmart. e Chipotle Mexican Grill.
I costi delle aziende alimentari e delle catene di supermercati stanno aumentando mentre cercano disperatamente di restare operativi on meno dipendenti.
C’è chi come a Northport, Stop & Shop ha offerto ai dipendenti sindacalizzati la paga degli straordinari per coprire i turni del personale malato e ha chiesto ai dipendenti part-time di lavorare più ore. Ma la situazione a lungo andare può diventare insostenibile.
La misteriosa compagnia aerea americana che fa sognare i cospirazionisti
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – In America c’è una compagnia aerea che non vende biglietti, non comunica la lista dei suoi passeggeri e le cui destinazioni non appaiono sui tabelloni. Eppure esiste da cinquant’anni, i suoi voli appaiono nel monitoraggio del traffico aereo e i suoi apparecchi non vengono affatto nascosti alla vista. Non ha nemmeno un nome ma ormai ci si è abituati a chiamarla ‘Janet Airlines’ dalla parola che i suoi selezionatissimi piloti utilizzano come indicativo di chiamata.
C’è chi dice sia l’acronimo di “Just Another Inexistent Terminal” (“solo un altro terminale inesistente”) o di un più prosaico “Joint Air Network for Employee Transportation” (“rete aerea congiunta per il trasporto dei dipendenti”). E non sono certo queste le teorie più fantasiose scaturite dal mistero che ne circonda le operazioni.
La maggior parte dei voli partono dall’aeroporto internazionale McCarran di Las Vegas, in un settore lontano dalle piste commerciali ma visibile. Nei pressi c’è un settore militare operativo più vasto della Sicilia della quale fa parte una delle destinazioni principali dell’enigmatico vettore: l’Area 51, designazione notissima a chiunque conosca anche in modo superficiale le più celebri teorie del complotto. È nell’Area 51 che si dice sia conservato il corpo dell’alieno che, il 2 luglio ’47, sarebbe precipitato a Roswell a bordo di un Ufo.
È in questa fetta di deserto del Nevada che, secondo alcuni appassionati di cospirazioni, sarebbe stato filmato quello sbarco sulla Luna che – dicono loro – non sarebbe mai avvenuto (ma la versione più popolare, quella dove compare Stanley Kubrick alla regia, sostiene che il set fosse la Norton Air Force Base di San Bernardino).
La “Janet Airlines” ha quindi fatto volare sulle ali della fantasia molti complottisti. Il riserbo che circonda le sue attività ha fatto sì che in molti ritengano che quei velivoli trasportino “uomini in nero” impegnati a studiare i segreti della vita extraterrestre o a sperimentare tecnologie da altri mondi, mantenendone l’umanità all’oscuro. O che, ogni tanto, trasportino gli alieni stessi.
È invece decisamente plausibile che “Janet” trasporti personale militare impegnato in operazioni supersegrete. Per quel poco che se ne sa dopo la declassificazione nel 2013 di numerosi documenti della Cia, l’Area 51 ospita test riservati su tecnologie aerospaziali.
Al collaudo di armamenti e all’addestramento sono inoltre dedicate anche le poche altre mete di Janet Airlines: la Edwards Area Force Base, la China Lake Naval Station, l’Air Force Plant 42 e l’Area 52, nello Utah, dove, secondo alcune teorie della cospirazione più recenti, sarebbero state spostate tutte le prove dell’esistenza di extraterrestri un tempo serbate nell’Area 51, ormai “bruciata”. Ed è proprio nello Utah, nell’ufficio della Hill Air Force Base a Layton, secondo documenti ufficiali, che la compagnia aerea sarebbe registrata per poter operare a livello nazionale.
Quel poco che si sa di Janet Airlines è che ha una flotta di 11 aerei – sei B737-600 e cinque Beechcraft 1900 e 200C – che decollano e atterrano (ma senza spegnere il trasponder, come vorrebbero i più immaginosi) sempre al Gold Coast Terminal, lontano dalla zona commerciale. La fusoliera del velivolo ha solo una striscia rossa o blu che corre da un capo all’altro, senza alcun logo o iscrizione. C’è solo il numero di registrazione stampato sulla coda.
Secondo il sito specializzato Jalopnik, quando gli aerei decollano da Las Vegas, comunicano con il dipartimento di controllo di McCarran tramite un nominativo chiamato “Janet 210” o “Janet 301”. Ma, una volta in aria, i voli diretti all’Area 51 si registrano con la Nellis Air Force Base, che sovrintende allo spazio aereo nel Nevada meridionale.
Sorvolato lo spazio aereo più ristretto del pianeta, il volo cambia frequenza e identificativo di chiamata. Così “Janet 210 o “Janet 301 diventano “Racer 25 o “Bones 58, a seconda dei casi. L’aeronautica militare statunitense non ha mai confermato di possedere l’aviolinea. C’è chi sostiene che ad amministrarla sia la società tecnologica Aecom che, nel 2018, pubblicò sul suo sito un’offerta di lavoro per piloti.
Il requisito principale previsto, spiega ‘La Nacion’, era che i candidati dessero il nulla osta per operare a un livello di sicurezza “top secret” e accettassero “indagini approfondite” sulla loro storia personale e familiare. Condizioni che non vengono poste da alcun vettore commerciale e che hanno sollevato sospetti. Ma, ancora una volta, non è giunta nessuna smentita o conferma ufficiale. Il mistero continua. L’unica cosa certa sono quegli aerei senza iscrizione che vanno e vengono dalle basi militari più segrete degli Stati Uniti.
Cosa rischia il traffico aereo negli Usa con il lancio del 5G
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – Alla fine ha ceduto anche Verizon. Dopo At&t anche l’altro colosso della telefonia mobile Usa ha deciso per un nuovo rinvio dell’accensione delle sue antenne 5G nei pressi degli aeroporti statunitensi. American Airlines e United avevano avvertito che, con l’accensione delle torrette, ci potrebbero essere “gravi problemi operativi” al trasporto aereo.
Con il 5G rischio “caos”
Tutto ha inizio a inizio dicembre, quando alcune compagnie statunitensi hanno avvertito del potenziale “caos” che potrebbe derivare dall’istallazione delle antenne nelle aree di decollo e atterraggio, temendo “potenziali interferenze” tra le frequenze usate dalla nuova tecnologia di internet mobile e la strumentazione degli aerei. At&t in una nota si è detta “sconcertata” dai ritardi dell’autorità americana, la Faa, mentre la Casa Bianca ha fatto sapere che sono in corso discussioni tra Faa e le compagnie aeree per risolvere lo stallo. Le anomalie al momento sono state riscontrate dalla Faa sui Boeing 787-8, 787-9 e 787-10 e potrebbero riguardare diversi sistemi dell’aereo senza essere evidenti fino a quando il velivolo non sia a bassa quota durante l’avvicinamento.
Quali rischi corrono gli aerei: le frequenze
Già lo scorso dicembre Airbus e Boeing avevano avvertito l’autorità americana dell’aviazione (Faa) dei rischi per le apparecchiature degli aerei. Il motivo è che le frequenze utilizzate dal 5G sono vicine a quelle utilizzate dai radioaltimetri degli aerei, gli strumenti che forniscono la distanza presente tra il velivolo e il suolo.
Agli operatori telefonici statunitensi è stata assegnata la banda di frequenza da 3,7 a 3,98 gigahertz (GHz) per il 5G, un diritto per il quale hanno pagato decine di miliardi di dollari. L’industria aerea teme però che questa frequenza interferisca con i dati dei radioaltimetri, essenziali per operazioni come l’atterraggio durante la notte o in condizioni di scarsa visibilità.
Questi operano nello spettro da 4.2 a 4.4 GHz. Non c’è quindi alcun rischio di interferenza tra le frequenze, ma, viene spiegato dalle società, la potenza di trasmissione delle antenne 5G potrebbero rappresentare comunque un problema per alcuni altimetri.
Un problema solo per gli Usa?
“Questa non è una questione globale o europea, è davvero una questione specifica sull’uso del 5G e la sua implementazione negli Stati Uniti in termini di bande di frequenza e potenza”, ha detto il capo di Airbus, Guillaume Faury, a inizio gennaio. In Europa la banda di frequenza principale per il 5G è stata delimitata tra 3,4 e 3,8 GHz, frequenze che sono meno simili a quelle dei radioaltimetri in uso negli Stati Uniti. In Corea del Sud, un paese all’avanguardia nella diffusione della tecnologia mobile, le frequenze 5G non vanno oltre i 3,7 GHz.
Il Giappone, che permette ai suoi operatori di arrivare fino a 4,1 GHz, non prevede “nessuna misura di mitigazione sotto i 4 GHz”, cioè nessuna restrizione nello spettro in cui si svolgeranno le operazioni 5G negli Stati Uniti, “e non ci sono state segnalazioni d’interferenze”, sostiene il Ctia, l’organizzazione che riunisce l’industria americana della telefonia mobile. Al momento la palla è nel campo delle autorita’ americane, che potrebbero decidere un rinvio per tutti all’ultimo momento e cercare di risolvere l’impasse normativo e tecnico.
Gli ostaggi della sinagoga del Texas sono liberi, ucciso il sequestratore
scritto da Fatti Nostri | 10 Febbraio 2022
AGI – Sono tutte sane e salve le quattro persone tenute in ostaggio per 11 ore da un uomo nella sinagoga di Colleyville, in Texas: sono state liberate dalle forze dell’ordine che hanno fatto irruzione nel tempio con un blitz. Il sequestratore, che chiedeva la scarcerazione di una ex scienziata pakistana, Aafia Siddiqui– ‘Lady al-Qaeda’ come è meglio nota, condannata nel 2010 da un tribunale di New York a 86 anni di prigione per tentato omicidio di ufficiali americani in Afghanistan- è morto. La polizia lo ha identificato ma non ha ancora reso noto il nome e non è neppure chiaro perché abbia scelto la Congregazione Beth Israel per la sua azione.
Il presidente Joe Biden, che ha elogiato e ringraziato le forze dell’ordine, ha messo in guardia dai pericoli dell’antisemitismo e dall’aumento dell’estremismo; e l’accaduto ha rilanciato l’allarme nelle organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti, ma anche nel governo israeliano. L’Anti-Defamation League, un’organizzazione con sede in Usa che combatte l’antisemitismo, ha chiesto vigilanza per proteggere le sinagoghe e le istituzioni ebraiche.
E’ stato il governatore Greg Abbott ad annunciare la soluzione del dramma: “Le nostre preghiere sono state esaudite”. Poco prima i giornalisti sul posto, dove si erano raccolti circa 200 tra uomini delle forze dell’ordine e le ‘teste di cuoio’, avevano riferito di una forte esplosione e di spari; un ostaggio era stato rilasciato qualche ora prima.
Durante il live streaming trasmesso dalla sinagoga per la funzione mattutina, si era sentito un uomo parlare a voce molto alta e gridare minacce di morte e insulti oltrechè chiedere di chiamare sua sorella; ma il contesto di quanto stesse accadendo non era chiaro nè il video mostrava quanto stesse accadendo all’interno della sinagoga.
Il rabbino della sinagoga è Charlie Cytron-Walker, un uomo sposato e padre di due figli che ha assunto l’incarico nel 2006 e noto per avvicinare e le fedi. “Ha riunito gruppi cristiani e musulmani, non si scaglia contro le altre fedi, è l’esatto opposto”, ha raccontato Giovanni Capriglione, uno degli eletti nello Stato.
Ex scienziata pakistana, Siddiqui è stata condannata da un tribunale di New York nel 2010 a 86 anni di carcere per tentato omicidio di funzionari statunitensi in Afghanistan. La sua vicenda ha sempre suscitato irritazione in Pakistan.