Il green pass non serve a nulla per volare negli Usa. Nemmeno se si è guariti dal Covid

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7b0b33ed0573057123e9bfd1c0b2e48bAGI – La valigia è pronta. I caricabatteria per computer e smartphone sono nello zaino. In tasca c’è il passaporto con un bel visto rilasciato dall’ambasciata Usa. E, dato che il Center for disease control degli Stati Uniti esenta chi è guarito dal Covid dal tampone entro 24 ore dalla partenza, nell’altra tasca ci sono i vecchi esiti del tampone positivo, di quello negativo e soprattutto il green pass europeo da guarigione, una sorta di passepartout che dovrebbe aprire tutte le porte. Tutte tranne quelle dell’America.

“Mi presento al banco del check-in della United e mi dicono che il green pass da guarigione non basta” racconta all’AGI uno studente universitario in partenza per il Nord Carolina, “serve una dichiarazione del medico curante che certifichi che ho il permesso di volare. O, in alternativa, un tampone”. Ma non un tampone qualunque.

Così il nostro studente si precipita nel centro tamponi allestito da Aeroporti di Roma nel Terminal 3 di Fiumicino. C’è un po’ di fila – non è l’unico in quelle condizioni – e inoltre il tampone rapido offerto gratuitamente da Adr per le autorità americane non è abbastanza: ne serve uno particolare che costa 20 euro. Quando gli viene consegnato l’esito corre ai banchi di accettazione, ma è troppo tardi: il check-in è chiuso e il volo perduto.

“Possibile che una lettera firmata da un medico condotto valga più di una certificazione emessa dal ministero della Salute?” protesta lo studente. “È possibile”, spiega all’AGI Francesco Albertario, responsabile dell’ufficio stampa di Adr, “perché ogni compagnia segue le direttive del Paese di appartenenza e, per decreto ministeriale, Aeroporti di Roma può solo verificare la temperatura dei passeggeri all’ingresso nel terminal e che siano in possesso del green pass, ma non può mettere parola sulla sua validità per il volo”.

Il consiglio è di controllare sul sito ‘Viaggiare sicuri’ che a sua volta rimanda alla pagina della Cdc che illustra le regole per entrare negli Usa. Ed è qui che le cose si fanno meno chiare, perché il Cdc esenta sì i guariti dal tampone, ma a condizione che abbiano “il risultato positivo del test su un campione prelevato non più di 90 giorni prima del volo e una lettera di un operatore sanitario autorizzato o di un funzionario della sanità pubblica in cui si afferma che si è autorizzati a viaggiare”. ‘Clear to travel’, letteralmente. Ed è quello che manca nel green pass da guarigione (e anche negli altri) dove in effetti si legge chiaramente che non si tratta di un documento di viaggio.

Cosa fare allora per presentarsi al check-in di un volo per gli Usa senza l’angoscia di un imprevisto? Bisogna che un medico rilasci una dichiarazione in carta intestata con firma e timbro in due lingue in cui sia specificato che si è guariti dal Covid, che non si è più contagiosi e che si può viaggiare. Clear to travel, per l’appunto. E portarsi dietro il referto del tampone positivo e di quello negativo, con buona pace del green pass che serve giusto per entrare nel terminal e per Washington è carta straccia. Il consiglio di chi ci è passato ed è rimasto a terra? “Fatevi anche un bel tampone rapido prima di partire” dice lo studente. Cintura e bretelle, si diceva un tempo.




No della Corte Suprema Usa all’obbligo del vaccino nelle grandi aziende

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213307002 09c7b318 a1c0 40e0 bfc6 67e45bb7c71fAGI –  La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato la decisione del presidente Joe Biden di imporre il vaccino anti-Covid alle imprese con più di 100 dipendenti.

La Corte ha invece confermato l’obbligo della vaccinazione per i lavoratori delle strutture sanitarie che ricevono fondi federali.

Negli Stati Uniti, dove sono morte più di 800 mila persone a causa del Covid, solo il 63 per cento del Paese risulta pienamente vaccinato e di questi solo il 37 per cento ha ricevuto la terza dose.

Dopo mesi di appelli pubblici a vaccinarsi, Biden ha quindi deciso di rendere obbligatoria la vaccinazione nelle aziende che impiegano 100 o più lavoratori.

Ma i sei giudici conservatori della Corte Suprema hanno stabilito che l’obbligo rappresenterebbe una “significativa invasione della vita e della salute di un vasto numero di dipendenti”.

L’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari presso le strutture che ricevono finanziamenti federali è stato invece approvato con un voto 5-4, con due conservatori – il giudice capo John Roberts e il giudice Brett Kavanaugh – che si sono uniti ai liberali.

 




New York. Inferno nel Bronx: edificio in fiamme, 19 morti tra cui 9 bambini

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200847338 e446a8c9 f6ac 481a b79b 63662254930aAGI – Almeno diciannove morti, tra cui nove minori, di cui alcuni bambini molto piccoli, e sessantatré feriti. È il bilancio di un incendio scoppiato intorno alle 11 di mattina in un palazzo di diciannove piani sulla 181ª Street, zona West, nel Bronx, vicino alla Fordham University, un quartiere di edilizia popolare.

Il nome e l’età delle vittime, al momento, non sono stati forniti ma visto il primo bilancio, questo è considerato il peggior incendio a New York negli ultimi trent’anni. Dei 63 feriti, gran parte sono vittime delle esalazioni di fumo, alcune hanno avuto un inizio di arresto cardiocircolatorio. Ricoverate in cinque ospedali, sono 32 le persone in pericolo di vita, mentre per altre nove si parla di “gravi condizioni”.

L’incendio è scoppiato in un appartamento su due piani, tra il secondo e terzo, e da lì si è propagato velocemente verso l’alto, favorito dal fatto che la porta della casa era aperta. È partito dalla camera da letto di un appartamento, a causa di una stufetta elettrica malfunzionante. Lo ha annunciato un responsbaile dei vigili del fuoro della citta’, in un briefing con la stampa trasmesso dalle tv americane

Il palazzo è di quelli ad “alveare”, con centoventi appartamenti. Le fiamme hanno occupato velocemente il pianerottolo, e raggiunto altri abitazioni in un modo così rapido da ricordare il tragico precedente di appena quattro giorni fa quando, a Philadelphia, un incendio aveva provocato dodici morti, di cui otto minori.

In quel caso si era parlato di surriscaldamento di un albero di Natale e della mancata attivazione del sistema anti-incendio. Anche nel devastante rogo del Bronx potrebbe esserci stato un cattivo funzionamento degli allarmi. Testimoni hanno raccontato di essersi resi conto dell’incendio solo dopo aver sentito le urla provenire dal pianerottolo, un particolare che potrebbe far pensare a una disfunzione del sistema di sicurezza.

Negli edifici di gran parte dell’America è installato, generalmente, almeno un alert, che scatta al primo apparire del fumo e innesca una sirena assordante. Molti appartamenti sono dotati anche di diffusori idrici, i cosiddetti “sprinklers”, che partono in automatico davanti alla presenza di fumo. Forse non c’erano, forse non si sono attivati.

“E’ ciò che vogliamo accertare – ha dichiarato il nuovo sindaco, Eric Adams – che ha seguito in prima persona l’intervento – andremo fino in fondo con le indagini. Questa è una tragedia terribile, terribile”. “Le persone – ha aggiunto il commissioner dei pompieri, Dan Nigro – sono rimaste intrappolate negli appartamenti”.

I duecento vigili del fuoco, che hanno impiegato due ore per spegnere il rogo, hanno trovato persone svenute o morte in ogni piano del palazzo. Adams e Nigro hanno definito l’incendio il “peggiore a New York in più di trent’anni”.

L’ultima grande tragedia era avvenuta il 25 marzo 1990 quando le fiamme, appiccate nella discoteca abusiva dell’Happy Land, nel Bronx, provocarono la morte di 87 persone. Oltre all’assenza di sistemi anti-incendio, erano state bloccate tutte le vie d’uscita.




New York. Italiano si spacciava per editore e agente letterario per rubare manoscritti agli scrittori

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detienen a un italiano que se hacia pasar por editor y agente literario para robarle manuscritos a escritores 800x445Un cittadino italiano di 29 anni è stato arrestato mercoledì all’aeroporto di New York (USA) con l’accusa di spacciarsi per editore e agente con l’intenzione di rubare manoscritti inediti, riferisce il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Filippo Bernardini, che lavorava nell’editoria, avrebbe ottenuto fraudolentemente centinaia di manoscritti di romanzi e altri libri. “Apparentemente Bernardini si è fatto passare per un manager dell’industria editoriale per chiedere ad autori, incluso un vincitore del Premio Pulitzer, d’inviargli manoscritti prima della pubblicazione a proprio vantaggio”, ha affermato Damian Williams, procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York.

Secondo l’accusa, l’uomo, che viveva a Londra (Regno Unito), ha iniziato la sua attività illegale almeno dall’agosto 2016, creando account di posta elettronica falsi e siti Web che sembrano entità reali. Inoltre, Bernardini ha partecipato a uno schema di “phishing” per accedere a un database gestito da una società di ricerca di talenti letterari con sede a New York.

L’italiano è accusato di frode nelle telecomunicazioni, che prevede una pena massima di 20 anni di reclusione, nonché di furto d’identità aggravato, punibile con la pena di 2 anni.

Reddenoticias.online




YouAbroad: a Natale studenti italiani restano negli Usa per fare volontariato

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14studentiitausaROMA\ aise\ – Hanno 17 anni e sono decisi, impegnati, altruisti e credono che ogni piccolo gesto individuale possa contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Sono gli studenti italiani di quarta superiore che, partiti a fine agosto con l’organizzazione YouAbroad per studiare un anno all’estero, trascorreranno il Natale lontano dalla propria famiglia, restando negli Stati Uniti e facendo volontariato.
C’è chi serve piatti caldi alla mensa dei poveri, chi impacchetta doni per i bambini meno fortunati, chi organizza banche del sangue per le donazioni agli enti sanitari… E poi ancora chi gestisce raccolte fondi durante le partite di baseball, chi organizza mercatini charity di biscotti e indumenti usati, chi consegna la spesa alle famiglie indigenti…
Nei piccoli paesi degli States dove gli Exchange Student di YouAbroad stanno vivendo, riporta l’associazione, sono tante le occasioni per rendersi utili alla comunità e alcuni di loro rinunciano al Natale in Italia per continuare a farlo anche durante le feste, quando il tempo e le opportunità per dedicarsi al volontariato aumentano.
Niente abbracci alla mamma, niente regali sotto l’albero, nessun volto familiare da rivedere dopo mesi, ma ugualmente tanta soddisfazione e felicità. Perché fare del bene fa bene a chi lo riceve e anche a chi lo fa.
YouAbroad ha raccolto tre delle loro storie.
Giorgia Polito di Rho (Milano) quest’anno studentessa a St. Louis, Missouri (USA)
“Il 19 agosto scorso sono partita per quello che è sempre stato il mio sogno: l’anno all’estero. Sono passati quasi 4 mesi da quel giorno e posso dire che salire su quell’aereo per gli Stati Uniti è stata la scelta migliore della mia vita. E non parlo tanto del “sogno americano”, delle partite di football e degli armadietti nei corridoi della scuola. Lo dico perché sto imparando tanto, sto crescendo e sto scoprendo lati di me stessa che non conoscevo. Ho avuto l’opportunità di visitare tantissimi posti, di provare sport che mai avrei fatto in Italia e di vivere emozioni indescrivibili. Tra tutte, una delle esperienze che mi rimarrà sempre nel mio cuore è il volontariato. Io e alcune mie amiche stiamo partecipando alla Operation Christmas Child: ci occupiamo di impacchettare regali per i bambini che purtroppo non avranno la possibilità di vivere un Natale con tutto quello a cui noi siamo sempre state abituate. Selezioniamo vari oggetti, giochi e vestiti, decoriamo le scatole e scriviamo i biglietti di auguri. È un’attività bellissima che mi fa sentire una persona migliore; so che si tratta solo di un piccolo gesto ma sono certa che non ci voglia poi molto per far nascere un sorriso sul volto di un bambino che la vita ha messo a dura prova. Credo che sia questo il mio regalo di Natale più bello e non me lo sarei mai aspettato”.
Sara Gorlani di Brescia quest’anno studentessa a Monroe, North Carolina (USA)
“Sono arrivata il 13 agosto a Monroe, una cittadina di circa 30.000 abitanti nel North Carolina. Qui la vita è molto diversa da quella in Italia, ci si deve abituare ad una routine frenetica e ad un incalzante ritmo di impegni che si susseguono dalla mattina alle 6 fino alla sera alle 23.
Quello che mi ha colpita di più è che qui la maggior parte dei ragazzi partecipa e svolge molte attività di volontariato, soprattutto con la chiesa locale, che è molto attiva sul territorio.
La mia prima esperienza in questo ambito è stata in occasione della Festa del Ringraziamento, durante la quale abbiamo organizzato e servito quasi 2.000 pasti ai poveri e portato borse di alimenti ai bisognosi. Abbiamo caricato circa 750 pacchi con alimenti di prima necessità come pasta e cibo in scatola. È stato un grande lavoro che ha coinvolto molti volontari e che, grazie ad una efficiente organizzazione, ha permesso la buona riuscita dell’iniziativa.
Una bellissima esperienza che voglio ripetere per le feste di Natale perché si tratta di una lezione di vita che a scuola non si può imparare. Grazie al volontariato dai più valore a ciò che hai, ti rendi conto di quanto sei fortunato e capisci che l’America non è, come spesso si crede alla mia età, solo il Paese della felicità e del benessere. Quello che facciamo è solo un piccolo gesto per 2.000 persone e 450 famiglie che vivono nella nostra stessa comunità con difficoltà che noi non possiamo nemmeno immaginare. Sono felice per quanto ho fatto ma molto di più per quanto ho ricevuto, per come le persone mi hanno accolta ed integrata fin da subito senza pregiudizi e con il sorriso”.
Martina Malcotti di Carasco (Genova) quest’anno studentessa a Dodgeville, Wisconsin (USA)
“Sono ormai tre mesi che sono qui in Wisconsin per il mio anno all’estero e sono ogni giorno più grata di essere capitata nel paesino in cui mi trovo. Adoro il fatto che la scuola e il resto della comunità lavorino in sinergia e collaborino in una miriade di modi differenti, specialmente tramite il volontariato. La mia scuola fornisce svariate opportunità di volontariato per gli studenti e penso che sia un ottimo modo per coinvolgere i ragazzi e dare una mano a chi ne ha bisogno. Da quando sono arrivata qui, per esempio, la scuola ha già organizzato – in collaborazione con la Croce Rossa Americana – due raccolte di sangue allestite nella libreria dell’edificio scolastico. Noi studenti abbiamo avuto la possibilità di aiutare ad allestire la libreria, registrare i donatori che si presentavano, essere a loro disposizione durante la donazione e riordinare la libreria a fine giornata. Entrambe le giornate sono state un successo grazie alla partecipazione attiva di studenti, insegnanti, genitori e altri membri della comunità che si sono offerti di donare il sangue!
In questi giorni invece stiamo organizzando una raccolta di biscotti e altri dolciumi da vendere tramite la chiesa locale, il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza. Le occasioni charity sono tantissime: durante l’intervallo di una partita di football, per esempio, abbiamo organizzato un “Miracle Minute”, ovvero un minuto in cui noi volontari abbiamo girato tra gli spalti con dei contenitori per raccogliere le offerte delle persone presenti alla partita; in appena un minuto siamo riusciti a raccogliere più di 1.000 dollari!
Rimarrò qui anche a Natale per continuare a prendere parte a queste iniziative, perché penso sia questo il vero spirito delle feste! Ed è senza dubbio questa la cosa che più amo di questo posto: quando qualcuno ha bisogno, la scuola, la comunità, la chiesa sono sempre pronti a dire: “Presente! Sono qui, non sei solo!””. (aise) 




Fauci avverte: “Il vaccino anti-covid potrebbe diventare stagionale”

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221941924 b99ae724 5dd7 4d9e 9c42 e32386135b08AGI – “Speriamo di non dover vaccinare le persone continuamente, ma dobbiamo lasciare aperta la possibilità che sarà richiesto di fare un vaccino stagionale, non lo sappiamo per certo adesso. Dobbiamo aspettare e vedere cosa sarà richiesto nei prossimi mesi”. Lo ha detto a Sky TG24 Anthony Fauci, immunologo e chief medical advisor della Casa Bianca.

È possibile “che una quarta dose sia necessaria, ma spero che non succeda”, ha aggiunto Fauci. Per l’immunologo la terza dose potrebbe dare una protezione che va al di là dei sei mesi. Fauci ha anche affermato che si prevede che la variante Omicron diventi quella dominante negli Usa “nelle prossime settimane”.

Fauci ha spiegato che i vaccini per i bambini dai cinque agli undici anni “sono sicuri. Tutte le informazioni che abbiamo, tutti i dati, indicano che i vaccini sono molto sicuri nei minori. Non ci sono stati casi problematici finora, per cui questo vaccino si sta dimostrando sicuro ed efficace nei minori in quella fascia d’età”.

L’incidenza di miocarditi, ha aggiunto, “è minima, soprattutto nei bambini tra i cinque e gli undici anni non abbiamo visto casi di miocardite, quando li riscontriamo sono rari e soprattutto nei ragazzi adolescenti o alla fine dei vent’anni”.




Chi era il dottorando italiano ucciso a New York

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200639718 fba205a0 23b2 4f8b 9b0b 60c14be4f783AGI – Stava tornando a piedi al campus della Columbia dopo l’allenamento con la sua squadra di calcio, il NY International Fc, dove giocava da difensore, quando Davide Giri ha trovato il suo assassino.

A un isolato dal Morningside Park, dove nel dicembre 2019 venne uccisa una studentessa di 18 anni, Tessa Majors, Giri, 30 anni, dottorando alla Columbia con un lungo elenco di master di prestigio conseguiti in tutto il mondo, dal Politecnico di Torino a Shangai, è stato accoltellato all’addome da una persona che poi è fuggita a piedi.

Secondo una prima ricostruzione della polizia, Giri sarebbe riuscito a trascinarsi per strada, in cerca di aiuto, prima di perdere i sensi, all’angolo tra la 123 Street e Amsterdam Avenue, a sud di Harlem. Portato al vicino Mount Sinai Saint Luke’s Hospital, l’uomo è morto poco dopo.

Secondo la polizia, l’assassino sarebbe Vincent Pinkney, afroamericano di 25 anni, undici precedenti per rapina e aggressione, in libertà vigilata, membro di una gang criminale chiamata EveryBody Killer. Pinkney è stato riconosciuto dal testimone di una seconda aggressione, avvenuta poco distante e un quarto d’ora dopo quella a Giri. Anche in questo caso la vittima è italiana: si tratta di un turista arrivato a New York da pochi giorni, Robert Malastina, 27 anni.

Malastina è stato accoltellato alla schiena mentre camminava all’angolo tra la 110 Street e Cathedral Parkway, dove si trova il ristorante italiano ‘Giovannie’s’. Ricoverato in ospedale, sarebbe in “condizioni stabili”, ma non in pericolo di vita. I due italiani potrebbero essere stati scelti a caso in un tentativo di rapina finita male.

Il presidente della Columbia University, Lee Bollinger, ha parlato di “notizia inspiegabilmente triste e profondamente sconvolgente”. Giri viveva da anni al campus insieme agli altri studenti. Il club dove giocava a calcio lo ha ricordato con un post su Facebook, corredato da foto riprese durante le partite.

“Non ci sono parole per descrivere quello che stiamo provando – scrivono – l’altra sera, dopo l’allenamento e mentre era diretto a casa, il nostro compagno e pilastro del club, Davide Giri, èì stato ucciso a coltellate”.

“Davide – continuano – era la persona più bella e brillante della squadra. Aveva visto l’Italia vincere gli Europei, l’Inter riportare lo scudetto a casa, ed era stato un grande protagonista dei nostri successi in questi anni”. “Ti vogliamo bene, amico – concludono – eri la roccia della difesa e noi giocheremo e vinceremo per te, perche’ e’ quello che avresti voluto. Un leone non muore mai, si addormenta”.




STATI UNITI | Nissoli (FI): I miei emendamenti al PNRR e al Bilancio per migliorare i servizi per gli italiani all’estero

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fucsia usa 800x445“In questo periodo alla Camera dei Deputati ci stiamo occupando della legge di attuazione del PNRR mentre al Senato stanno esaminando la legge di bilancio.

Sono due provvedimenti che si integrano e per i quali ho predisposto emendamenti di interesse per la Comunità italiana all’estero. Ma, mentre alla Camera li ho potuti presentare direttamente al PNRR chiedendo maggiori risorse per la rete estera del MAECI in maniera da sostenere meglio le imprese che operano sui mercati esteri e nel contempo garantire la tutela dei diritti dei lavoratori a contratto locale, per il Senato, invece, per quanto riguarda la legge di bilancio, ho messo a punto un pacchetto di emendamenti che il Gruppo parlamentare ha trasmesso ai Colleghi dell’altro ramo del Parlamento.

Infatti, la legge di bilancio, una volta approvata al Senato si prevede che sarà difficile modificarla una volta che arriverà alla Camera.

Tali emendamenti al bilancio riguardano gli sgravi fiscali per gli immobili posseduti da cittadini italiani residenti all’estero, l’esonero dal pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, per gli iscritti AIRE, la possibilità di iscriversi al Sistema Sanitario Nazionale italiano con attribuzione della tessera sanitaria e la possibilità di scegliere il medico di base per gli iscritti AIRE che pagano le tasse in Italia:

Inoltre, ho previsto misure per il sostegno al cosiddetto “turismo delle origini”, misure per favorire l’internazionalizzazione della ricerca italiana, per il contrasto alla contraffazione e per la tutela del Made in Italy all’estero, per il potenziamento della rete consolare, per il sostegno ad enti, istituti, associazioni, fondazioni, misure per la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero nonché misure per rafforzare l’erogazione di servizi ai cittadini e alle imprese all’estero e  contributi per i titolari di uffici di Consolato onorario.

Sono dei miglioramenti per il funzionamento del nostro Sistema Paese che vengono incontro alle esigenze della nostra Comunità all’estero e all’internazionalizzazione della nostra economia che spero siano fatte proprie da chi è eletto all’estero al Senato e presentati per essere approvati dai senatori.”

Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.




New York: IIC e Regione Sicilia insieme per una mostra su Costanza d’Aragona

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26newyorkpalermoPALERMO\ aise\ – Una grande mostra a New York incentrata sulla figura di Costanza d’Aragona di cui il prossimo anno ricorrono ottocento anni dalla morte. È questo il progetto al quale sta lavorando l’Istituto italiano di cultura di New York che avrà il patrocinio della Regione Siciliana.
Proprio di questo si è discusso in queste ore a Palazzo Orléans, sede della Regione Sicilia, nell’intro tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, l’assessore dei Beni culturali, Alberto Samonà, e il direttore dell’IIC, Fabio Finotti.
L’incontro è servito per gettare insieme le basi di una collaborazione fra istituzioni e la mostra sarà il cuore di un progetto su più fronti che investirà vari ambiti della cultura siciliana e della centralità dell’Isola nel cuore del Mediterraneo. (aise) 




Thanksgiving a New York con il ritorno della Macy’s Parade

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185219700 cd019603 5e64 42c8 8a6b 518a996ae933AGI – La Macy’s Parade, la tradizionale sfilata di Thanksgiving a New York, è tornata dopo un anno di sfilata virtuale, a causa del Covid: con migliaia di persone, quindici palloni colorati gonfiati a elio, con omaggi a Baby Yoda, Pikachu e i Pokemon, 28 carri a tema, più di 800 clown, 10 bande musicali, nove gruppi di animatori e danzatori, e con i 4.500 volontari dislocati lungo i cinque chilometri della parata, da Central Park a Columbus Circle, fino ai grandi magazzini Macy’s sulla 34esima e Herald Square, nel cuore di Manhattan, passando per la 6 Avenue.

A salutare la 95esima edizione della sfilata, che ha aperto ufficialmente le celebrazioni che porteranno al Natale, una giornata non così gelida come quelle che hanno preceduto Thanksgiving, la festa più amata dagli americani. Il pubblico è tornato lungo le strade dopo un anno di lockdown. Migliaia, in piedi dietro i cordoni, hanno salutato i circa ottomila protagonisti.

Il presidente Joe Biden ha telefonato in diretta alla Nbc per salutare il ritorno alla parata dal vivo. “Dopo due anni – ha detto, parlando da Nantucket, Massachusetts – siamo tornati. L’America è tornata. Non c’è niente che ci impedisce di farcela”. Tutti i partecipanti alla sfilata dovevano essere vaccinati e indossare la mascherina. Ad alcuni cantanti è stato permesso di non usare la protezione.

La tragedia in Wisconsin, dove un’auto ha travolto e ucciso sei persone che partecipavano a una parata celebrativa, e ferito più di 40 persone, ha lasciato il segno anche a New York: misure di sicurezza rinforzate ovunque e blocchi di cemento per evitare qualsiasi imprevisto. Migliaia gli agenti in servizio fin dalla sera prima. Alla fine è andato tutto come previsto.

Ora è il momento del rito di Thanksgiving, con la riunione familiare davanti al tradizionale tacchino e poi fuori a fare shopping, dove proprio i grandi magazzini Macy’s – con i loro sconti fino al 70% – saranno presi d’assalto dal tardo pomeriggio. E domani, sarà il giorno del Black Friday, quello dei super sconti e del traffico congestionato. Come ai vecchi tempi, prima della pandemia.