Washington: la guida di Eduitalia

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la dolce lingua g“In un anno scolastico diverso dal 2020-2021, sono lieto di presentare questa nuova, quinta edizione della Guida di Eduitalia – “Study in Italy” e continuare non solo quella che è diventata una consuetudine graditissima, ma anche esprimere un sincero apprezzamento a un’Associazione che, negli anni, si è distinta come partner affidabile e generoso dell’Ambasciata nella sua missione di promozione della lingua e della cultura italiana.” Queste le parole con cui l’Ambasciatore d’Italia a Washington, Armando Varricchio, ha introdotto la presentazione della Guida di Eduitalia, con la quale è attiva ormai dal 2013 una “continua collaborazione”.
“Attraverso le sue 111 istituzioni, che includono scuole, università e accademie italiane – ha aggiunto ancora Varricchio -, Eduitalia offre una varietà di corsi di lingua e cultura per soddisfare le molteplici e diverse esigenze degli studenti in alcune delle migliori località del nostro bel Paese. Allo stesso modo, la domanda per imparare l’italiano negli Stati Uniti continua ad essere forte, come dimostrano i 2.518 esami di italiano AP sostenuti dagli studenti lo scorso maggio, proprio nel pieno della crisi pandemica. Il più recente rapporto” porte aperte “di l’International Education Institute ha evidenziato come nell’anno scolastico 2018/19, per il settimo anno consecutivo, l’Italia sia stata il secondo Paese di destinazione all’estero per il turismo studentesco con un totale di 39.043 studenti americani (solo 315 in meno rispetto al leader, la lingua inglese Regno Unito”.
Secondo il diplomatico italiano questi numeri sono dei numeri “significativi, e dobbiamo utilizzarli per rilanciare l’apprendimento dell’italiano, partendo dal limitare la perdita di iscrizioni degli studenti ai corsi e mantenendo gli ottimi risultati finora raggiunti. Edultalia gioca un ruolo fondamentale in questo. Infatti, offrendo borse di studio agli studenti più meritevoli, a docenti che si distinguono per impegno e dedizione nell’insegnamento dell’italiano, ea figure di spicco come presidi e supervisori che inseriscono corsi di italiano nei propri curricula scolastici, l’Associazione contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del piano di rilancio, lavorando fianco a fianco con la rete diplomatica e consolare statunitense”.
“Quest’anno – ha evidenziato il diplomatico – ricorre il 700° anniversario della morte di Dante, e fornisce quindi un ulteriore incentivo per imparare l’italiano. Eduitalia offre molte diverse opzioni per soggiornare e studiare in Italia, e per praticare la lingua del “Sommo Poeta” (il “Sommo Poeta”) nella sua terra natale, il nostro stesso Bel Paese”. (aise)




“Cooperazione tra Italia e Usa per la ripresa”. Yellen e Visco si telefonano

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210524053 aebbec69 4af6 4a6e aa19 bbbf41a32a7fAGI – Gli Stati Uniti intendono “continuare a collaborare da vicino con l’Italia durante la sua presidenza del G20 sulle condivise priorità: porre fine alla pandemia, sostenere una forte ed equilibrata ripresa economica globale, aumentare gli aiuti ai paesi a basso reddito e affrontare con forza il cambiamento climatico“.

È quanto ha detto il ministro del Tesoro americano, Janet Yellen, al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, durante una telefonata. Lo riferisce il ministero del Tesoro statunitense in una nota.

Le sfide in agenda

Le sfide poste dalla crisi legata al Covid-19 richiedono un rafforzamento della cooperazione globale in materia di misure economiche e fiscali. Ed è questo uno degli argomenti sul tavolo della prima riunione dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali del G20 che si terrà venerdì’ prossimo sotto la Presidenza italiana.

L’incontro si terrà in modalità virtuale. La Presidenza italiana del G20 ha avuto inizio il 1 dicembre 2020. Una nota di Bankitalia ricorda che in questi mesi, i rappresentanti dei Membri, dei Paesi ospiti e delle Organizzazioni Internazionali si sono già incontrati regolarmente negli incontri della filiera finanziaria del G20, per definire l’agenda dei lavori e affrontare le pressioni che sta subendo l’economia globale in questa fase.

La filiera finanziaria del G20 (Finance Track) si occupa nello specifico di affrontare temi economici, fiscali e monetari a livello globale. Dall’inizio della pandemia di Covid-19, il Finance Track del G20 si è impegnato per limitare l’impatto della crisi sull’economia globale, cercando al tempo stesso di favorire una ripresa economica forte, sostenibile e inclusiva.

Nel meeting in programma venerdì, Ministri e Governatori discuteranno il programma di lavoro e le priorità identificate per il 2021. Priorità che sono definite all’interno della cornice delle 3P che costituiscono i temi chiave della Presidenza italiana del G20: Persone, Pianeta, Prosperità.

I Ministri e i Governatori discuteranno della necessità di sostenere una ripresa trasformativa per un’uscita rapida dalla crisi e per riportare l’economia mondiale sul sentiero della crescita.

Inoltre, valuteranno i progressi compiuti dai gruppi di lavoro e si confronteranno sui temi collegati a salute, ambiente, sostegno alle economie piu’ fragili e tassazione internazionale. Al centro del dibattito anche questioni relative alla regolamentazione finanziaria, all’inclusione finanziaria e alla finanza sostenibile.




Non c’è pace per Boeing

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152854103 ba4b1bfb 6f82 4535 9971 2969aae00ea2AGI – Boeing di nuovo nella tempesta. Dopo i due incidenti mortali in Indonesia del volo operato da Lion Air (del 29 ottobre del 2018 con 189 vittime) e in Etiopia di quello della Ethiopian Airlines (del 10 marzo 2019 dove morirono 157 persone), nuovi dubbi emergono sulla sicurezza dei velivoli dopo i guasti ad alcuni aerei prodotti dalla compagnia americana.

Il guasto di Denver

Domenica a Denver (Colorado) negli Stati Uniti un Boeing 777 ha avuto un guasto in fase di decollo e ha perso alcuni pezzi in volo facendoli cadere su un’area residenziale della città.
Fortunatamente, a differenza di due anni fa, l’aereo, con a bordo 231 passeggeri e 10 membri dell’equipaggio, è riuscito a far ritorno all’aeroporto di Denver dove è atterrato in sicurezza e senza che ci fossero feriti. L’incidente ha messo in allarme la casa madre che ha chiesto alle compagnie di mettere a terra tutti i velivoli con il motore del tipo di quello in questione. La United ha confermato di aver già sospeso le operazioni di 56 velivoli. Intanto, in Usa, la Faa e il National Transportation Safety Board hanno avviato un’inchiesta sull’accaduto.

Un incidente simile aveva coinvolto un altro Boeing 777 della Japan Airlines lo scorso 4 dicembre durante un volo partito da Tokyo e diretto a Naha, nell’isola di Okinawa. Per questo, anche il ministero dei Trasporti giapponese ha ordinato alle aerolinee domestiche, All Nippon Airlines (Ana) e Japan Airlines (Jal), di sospendere temporaneamente i voli che riguardano i Boeing 777. Ana e Jal posseggono rispettivamente 19 e 13 aerei 777-200.

Messi a terra tutti i Boeing 777

Intanto oggi la Boeing ha annunciato che i 128 velivoli 777 in servizio a livello mondiale, equipaggiati con motore modello Pratt & Whitney, lo stesso del guasto sui cieli di Denver sono stati tutti messi a terra. La compagnia americana aveva “raccomandato” la sospensione dei voli già domenica sera; la raccomandazione era stata seguita dalle compagnie aeree che operano con questi aeromobili: oltre alla United Airlines e alle due compagnie giapponesi anche la Korean Asiana Airlines, che hanno messo a terra i loro mezzi.

Sabato un problema a un 747 in Olanda

Sabato un altro incidente ha colpito un Boeing 747 della compagnia aerea Longtail Aviation che ha perso frammenti di uno dei suoi motori poco dopo il decollo all’aeroporto di Maastricht Aachen, nei Paesi Bassi, diretto a New York. Appena rilevata l’avaria al motore, l’aereo ha deviato la rotta ed è atterrato in sicurezza all’aeroporto di Liegi, in Belgio. I detriti del motore sono precipitati nel comune olandese di Meerssen, ferendo due persone, tra cui una donna, ricoverata in ospedale per un trauma cranico. Diverse auto ed edifici sono stati danneggiati dalla caduta dei pezzi dell’aereo.

A seguito dell’accaduto, l’Olanda ha avviato un’indagine per capire cosa abbia provocato l’incidente. “La nostra indagine è ancora in una fase preliminare, è troppo presto per trarre conclusioni”, ha spiegato una portavoce del Dutch Safety Board.

Boeing ha chiuso il 2020 con un rosso di 12 mld

Il produttore di arei ancora si lecca le ferite dopo la messa a terra, durata 18 mesi, del suo modello 737 Max e dall’impatto della pandemia Covid-19 sul trasporto aereo. Boeing ha chiuso il 2020 con una perdita di quasi 12 miliardi di dollari (11,9 mld) e ricavi in calo del 24% a 58 miliardi. Non meglio sono andati gli ultimi tre mesi dell’anno scorso: la perdita e’ stata di 8,4 miliardi di dollari dopo aver accantonato 6,5 miliardi di dollari per il progetto 777X, la cui commercializzazione è slittata alla fine del 2023. Per il gigante dei cieli si tratta del secondo bilancio di fila in rosso, dopo i 636 milioni di perdite registrate nel 2019.




Los Angeles celebra i 700 anni dalla morte di Dante

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5francescaLOS ANGELES\ aise\ – La città di Los Angeles celebra il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri (1265-1321) con una serie di iniziative organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura in coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Washington DC e sotto gli auspici dei Consolati Generali d’Italia di Los Angeles e di Houston.
Tra queste, l’originale serie ‘Dante on Film’, dedicata alla figura e all’opera del Sommo Poeta nel cinema.
Il ciclo sarà inaugurato il prossimo 10 febbraio, sul canale Youtube dell’Istituto Italiano di Cultura, con un video sull’importanza di Francesca da Rimini, tragica protagonista del V canto dell’Inferno, nel cinema muto americano. Il video sarà presentato da Massimo Ciavolella, Distinguished Professor of Italian Studies, UCLA Department of European Languages and Transcultural Studies e già direttore dell’UCLA Center for Medieval and Renaissance Studies. La presentazione è organizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini, ed introdotta da Silvia Chiave, Console Generale d’Italia a Los Angeles.
In occasione dell’8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, l’IIC ha in programma l’accoglienza di alcuni studenti di UCLA per un evento planetario: ‘Baci dal Mondo/Worldwide Kisses’ flash mob ecumenico in tributo a Dante e Francesca da Rimini.
Studenti e insegnanti di 21 università dei cinque continenti reciteranno, animeranno e commenteranno, nella lingua del loro paese, i versi di Francesca del V canto, in un susseguirsi di dirette streaming diffuse attraverso i social media e un sito dedicato (bacidalmondo.com) con regia e spettacolarizzazione dal Teatro Galli di Rimini. L’iniziativa, dedicata ad una donna antica ma straordinariamente moderna, emblema di amore, baci ma anche di libertà e coraggio, è progettata e organizzata dal Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini e promossa dai Comuni di Rimini e di Gradara.
Il programma delle celebrazioni per Dante prosegue l’11 marzo con la presentazione del libro “Francesca Da Rimini Storia di un mito. Letteratura, arti visive e musica tra XIV E XXI secolo” (Maggioli Editore, 2019) di Ferruccio Farina, direttore del Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini. Il volume, attraverso materiali letterari e artistici mai analizzati fino ad ora, ripercorre la storia del mito di Francesca che ha affascinato e influenzato la cultura occidentale attraverso le opere poetiche, teatrali, cinematografiche, i dipinti, le sculture e le musiche di più di mille artisti d’ogni continente che l’hanno resa celebre come emblema di libertà e di virtù. Anche questo intervento, sarà disponibile sul canale Youtube dell’Istituto.
Nuovo appuntamento, il 25 marzo, di “Dante on Film” con “Filming Italy: Dante 700”, presentato con Filming Italy Los Angeles, con un’esclusiva sezione di letture dantesche da parte di ospiti d’eccezione sia dell’edizione 2021 sia delle edizioni passate del festival. Il 25 marzo, fra l’altro, ricorre il “Dantedì”, l’annuale giornata ufficiale dedicata a Dante Alighieri in Italia e nel mondo.
In occasione del “Dantedì”, e in collaborazione con la Cineteca di Bologna, verrà presentata la proiezione online de “L’Inferno”, film muto del 1911, introdotto da Gianluca Farinelli, Direttore della Cineteca. La rassegna è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles con Agnus Dei Production sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia di Los Angeles e promossa con gli Istituti Italiani di Cultura di Chicago, New York, San Francisco e Washington DC.
“Dantedì” vedrà inoltre l’inaugurazione, a Los Angeles, di “Drawing Dante Uno, nessuno e centomila volti”: esposizione presso un palazzo del centro storico di Ravenna, a pochi passi dalla tomba del sommo poeta, di 30 opere parte delle prime quattro edizioni di Dante Plus, mostra collettiva sul volto di Dante Alighieri a cui partecipano alcuni artisti, fra i quali Milo Manara, Mauro Gatti, Resli Tale e Ilaria Urbinati. La retrospettiva sarà fruibile attraverso un tour virtuale accompagnato dalla presentazione di Federico Ciattaglia, Console Generale d’Italia a Houston.
Nel mese di aprile, “Dante on Film” proseguirà con due webinar. Il primo, in programma l’8 aprile: Alessandro Marianantoni, Direttore di Mediars, illustrerà l’influenza di Dante nel cinema e nella televisione attraverso degli intriganti collage di immagini, video e musica. Il secondo appuntamento online sarà il 28 aprile: l’artista losangelino Sandow Birk e il regista Sean Meredith presenteranno il loro “Dante’s Inferno” (2008, 76’ – MoMA Film Archive permanent collection) adattamento cinematografico dell’omonimo volume illustrato da Birk con testi di Marcus Sanders (Chronicle Books, 2004), a sua volta adattamento moderno dell’Inferno di Dante. (aise) 




La tempesta polare che ha trasformato New York in una città fantasma

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211151965 bcd7b381 a66b 4d01 8d1c c61d844ae3bcAGI – La prima grande tempesta americana del 2021 colpisce New York. Sulla sua traiettoria 110 milioni di persone, ovvero un americano su tre. Da ieri notte la Grande Mela è imbiancata, polare, deserta. Sono attesi sessanta centimetri di neve entro domattina, ma intanto la situazione è già d’emergenza e quasi lunare: dall’Upper East Side ad Harlem, dalla Fifth Avenue a Times Square, si sentono solo i rumori delle macchine spala neve. Chiuse le scuole, sospese migliaia di vaccinazioni, chiuso il Javits Center, dove è stato allestito il più grande centro di vaccinazione della città, dimezzati i servizi bus e metro, l’aeroporto LaGuardia ha cancellato tutti i voli commerciali, il Jfk l’85 per cento dei collegamenti.

Migliaia di addetti del municipio sono al lavoro da domenica notte per spargere il sale sulle strade. I palazzi di lusso a Madison e Park Avenue si differenziano perché i portieri da stamani spalano la neve davanti ai portoni. Per tutti gli altri pazienza: in alcuni punti della città la neve ha già raggiunto i trenta centimetri ed è difficile camminare lungo i marciapiedi. Central Park, come da tradizione, ha assunto presto l’aspetto di un parco giochi siberiano: centinaia di bambini sono arrivati muniti di slittino e si sono divertiti a scendere lungo i pendii che si affacciano sulla Fifth Avenue o il Dakota Palace dove visse e morì John Lennon.

I newyorkesi sono sempre molto previdenti e organizzati: visto che la tempesta “Orlena” era attesa da giorni, in città si è registrato il boom degli acquisti di slittini. Le ricche famiglie che vivono sulla Quinta, invece, si sono presentate a Central Park con gonfiabili di plastica buoni per il taboga estivo, su cui hanno fatto salire i figli più piccoli.

Con il passare delle ore la temperatura è scesa sotto i cinque gradi, alcuni tratti di strada, soprattutto a ridosso del ventoso East River, spazzato da raffiche che viaggiavano a una velocità di 60 chilometri orari, sono ghiacciati. Sotto molti lampioni si sono formati stalagtiti di ghiaccio. Il novanta per cento dei negozi, nel cuore di Manhattan, è rimasto chiuso. Lo stesso è avvenuto per le boutique sulla Quinta. Non c’è stato neanche bisogno di mettere l’avviso. Semideserta anche Times Square, popolata solo di spalatori e di qualche temerario che si è voluto fare un selfie ricordo.

“Non sottovalutate questa tempesta – ha detto il sindaco, Bill de Blasio – è una cosa molto seria. Chi può, resti a casa”. I newyorkesi lo hanno ascoltato. Erano cinque anni che New York non viveva un’atmosfera polare come questa: nel gennaio 2016 caddero quasi settanta centimetri di neve. Un record, dicono i meteorologi, che potrebbe essere battuto.




Romina Arena, una grande artista con l’Italia nel cuore

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6b7a4058 3f69 4b6b 9d8d e9bac23f87cdUna delle voci femminili più straordinarie dell’attuale panorama musicale americano e mondiale è italiana. Parliamo di Romina Arena, una grande cantante, dotata di una voce che graffia ed accarezza allo stesso tempo, in grado di toccare tutte le corde del profondo dell’anima.

Lo sanno gli americani che hanno, da subito, saputo valorizzarla. Lo sanno gli australiani, i giapponesi, i latini cui Romina ha dedicato applauditissimi concerti. La apprezzava moltissimo il grande Ennio Morricone.

Purtroppo “nessuno è profeta in patria” recita il detto. La maggioranza degli italiani ancora non sa chi è la italianissima, Romina Arena, palermitana, una estensione vocale di 5 ottave, una voce angelica che, ascoltandola, ci ha fatto ricordare la migliore Barbra Streisand.

Romina, che vive da tempo a Los Angeles, ha iniziato a cantare a 4 anni “con la Disney – racconta -, quando ho cominciato a lavorare in programmi televisivi con Topolino club e bambini di altre Nazioni cantando canzoni per i cartoni animati. Ecco perché, fin da bambina parlo, canto e scrivo in dieci lingue differenti. Poi ho frequentato l’Accademia di Danza Classica della grande insegnante Milena Mirri Dispenza. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare una famosa ballerina, ma quando mio padre ci abbandonò (mia madre ed io) mia madre decise che il ballo portava via tutti i soldi che facevo con la Disney o altri progetti televisivi, quindi continuai con il canto.

Ho preso lezioni di canto classico, ma il mio talento è una dote naturale. E del mio successo ringrazio Dio”.

A chi ti ispiri? Quali cantanti hanno contribuito maggiormente alla tua formazione musicale?

La mia grande ispirazione viene da molti artisti classici, italiani e stranieri. Da Mario Lanza a Mario Del Monaco, la mia preferita di sempre Edith Piaf, la grande Barbra Streisand, Dalida, Steve Nicks, Nana Mouskouri e, visto che sono scrittrice, autrice e compositrice, quando si tratta di musica da composizione e di temi di colonne sonore, sono sempre stata ispirata dal mio grande Maestro e Mentore Ennio Morricone.

Lo conobbi alla tenera età di 13 anni, quando convinsi mia madre a portarmi a Roma, grazie anche alla nostra conoscenza con il grande regista Oscar Giuseppe Tornatore, proveniente da Bagheria, in provincia di Palermo da dove vengo io, che ci portò subito a casa del Maestro .

Io, allora teen ager, invece di cantare temi di canzoni del primo amore sono sempre stata affascinata dalle grandi colonne sonore dei grandi film di Sergio Leone e chiaramente dalle musiche di Morricone. Il resto  della mia storia è conosciuto. A livello musicale  sono riuscita non soltanto ad essere la cantante Italo Americana piu popolare negli USA e nel mondo, anche grazie alla mia conoscenza delle lingue, ma ho avuto l’onore di essere una compositrice di colonne sonore di grande successo, e lo devo tutto a Morricone, a mia madre Rita, che ha investito le  sue preziose energie nel portarmi avanti e credere in me, e, ancor piu importante, devo tutto a Dio.

Come scegli le tue canzoni?

Generalmente io scrivo tutte le mie canzoni. Adoro l’idea di potere esprimere i miei sentimenti piu intimi, i miei pensieri, gli amori, le mie emozioni più nascoste in musica, così che tutti, e specialmente le donne, possano sentirsi ispirate, motivate ad amare, a dare se stesse per quello in cui credono, perché le mie canzoni parlano molto di questo: aiutare il mondo a credere nel potere dei sogni!

Inoltre mi piace scrivere musica e canzoni che possano trasportare la gente ad essere più vicina a Dio, ed in questo momento ne abbiamo piu bisogno che mai. Spero che i miei fans si sentano connessi al vero messaggio, speciale e profondo, che ci porta l’universo!

Quando si tratta di canzoni più conosciute, come ‘covers’, cioè canzoni che alcuni dei miei artisti preferiti hanno portato al successo, devono essere brani che mi toccano profondamente in un modo o in un altro. Non lascio niente al caso.

Parlaci dei tuoi collaboratori, arrangiatori, musicisti.

Ci vorrebbe una vita intera per descrivere l’immensità, il talento e la dedizione di coloro che hanno contribuito al mio successo musicale, ma, per darvi una piccola e succinta idea, direi che alcuni in particolare mi hanno fatto sognare come artista, nel senso che non mi sarei mai aspettata, io piccola immigrante siciliana in America, di riuscire a lavorare con i grandi con i quali ho fatto delle canzoni magnifiche.

Innanzi tutto il grande Ennio Morricone, che letteralmente  mi ha cambiato la vita. Mi ci sono voluti 20 anni per incidere un grandissimo disco e una collaborazione con lui, ma l’ho fatto e la sua influenza mi ha cambiata totalmente. Quando è morto il Maestro, parte di me è morta con lui, poiché da lui ho imparato tutto quello che so come artista e compositrice, ma anche, molto piu importante, mi ha insegnato ad essere un essere umano con il cuore sempre aperto ad ascoltare e amare.

Ho lavorato con il grandissimo Kevin Savigar, un eccezonale compositore, arrangiatore, autore e produttore discografico inglese, che è conosciuto per aver scritto alcuni dei successi piu famosi di Rod Stewart, come ‘FOREVER YOUNG’, ‘MAGGIE MAY” e molti altri. Con lui ho scritto due canzoni stupende che presto lancerò con il mio prossimo disco.

Ho lavorato con il grandissimo Chuck Howard, vincitore di molti Grammy di musica country, che ha prodotto e lanciato la bravissima cantante country americana Leann Rimes, con il suo famosissimo single ‘HOW DO I LIVE”, con cui ho pure lavorato a dei pezzi stupendi che presto saranno lanciati.

E ho fatto un intero disco con uno dei più importanti produttori discografici della storia americana, il fantastico Bon Johnston, che è colui che ha scoperto, lanciato e prodotto eccezionali stars come Bob Dylan, Willie Nelson, Johnny Cash, Simon & Garfunkel e una ragazzina siciliana dl nome di Romina Arena…

Ho avuto l’onore di scrivere e registrare un intero album con il grande Bob ma, sfortunatamente, come accade nelle più grandi case discografiche, non è stato mai lanciato e purtroppo è stato messo via, “shelved” come si dice in inglese.

Sfortunatamente, come Morricone, anche Bob non c’è più. Ha sempre creduto in me e ho imparato da lui come produrre un artista, come riuscire a ottenere il meglio vocalmente e ottenere il miglior suono durante la registrazione. Ci sono altri grandi che hanno lavorato con me, ma direi che questi sono coloro che mi hanno formata come artista più di chiunque altro.

Molto conosciuta negli Stati Uniti e in tante parti del mondo, quasi sconosciuta in Italia. Perché?

Questa è una domanda che, forse, dovresti fare alle case discografiche Italiane! Quelle americane sono sempre state innamorate della mia musica, quindi, come artista Italo Americana, ho sempre creduto che il mercato italiano mi avrebbe abbracciata, ma in realtà il successo mondiale è arrivato in America, in Giappone, Australia, in Sud America e anche in tante altre parti dell’Europa. Adesso certi grandi progetti mi porteranno nuovamente in Italia, specialmente con i grandi film musicali di cui sarò la star, compositrice, sceneggiatrice e produttice esecutiva con uno degli studios cinematografici piu grandi americani, quindi credo proprio che mi riscatterò.

Questo anche perché ho sempre promosso la nostra amatissima Italia in tutto ciò che faccio, dai miei libri, alle canzoni, ai film, ai musicals… Quindi, spero con il cuore che il pubblico Italiano mi possa amare musicalmente come il resto di milioni di fans che ho in America e nel mondo!

Io sono sempre stata paragonata ad una versione giovane di Celine Dion o una femminile più pop di Andrea Bocelli, ed il pubblico americano, milioni di persone, mi ha sostenuta. Ma, cosa posso dirti, forse la classica frase ‘nessuno è profeta in Patria?.

cinematica“Cinematica volume 1”, il tuo ultimo album, personalmente lo ritengo il migliore tra quelli che ho ascoltato.

È stata una produzione per la mia propria etichetta discografica, la  POPERASTAR RECORDS. Ed è una compilation di temi molto popolari di grandi film che io ho sempre amato. La musica e il cinema sono fratelli, vanno benissimo insieme, e quando ascoltiamo una certa melodia questa ci ricorda un momento importante della nostra vita. Ma, alle volte, succede anche che un film ci cambia la vita e la scelta di certi temi è una combinazione di tutte e due.

Il disco sta avendo un successo incredibile e non vedo l’ora di lanciare volume due, e volume 3 e cosi’ via!

 

beautiful surprise“A Beautiful surprise”, del 2019, disco prevalentemente natalizio che contiene tutte interpretazioni di grande intensità. In particolare Fly me home, Brahms Lullaby e Volerò. Come è nata l’idea di questa produzione?

Questo  è uno degli album natalizi che sento di più. “A BEAUTIFUL SURPRISE”, a dir la verità, all’inizio era una canzone-tema che avevo scritto per la Disney, per un nuovo cartone animato che era in cerca di un brano che lo rappresentasse, ma poi  non è stata utilizzata per quel progetto poiché quel cartone era stato cancellato, quindi, una volta che la canzone è diventata disponibile per altro uso e visto che lo stile è così magico, ho deciso di utilizzarla come tema principale dell’omonimo disco natalizio!

Brahms Lullaby è sempre stata un’altra mia canzone favorita, specialmente poiché mia madre, quando ero bambina, mi faceva ascoltare al piano questa bellissima ninna nanna, in particolare la mattina di Natale, lei suonicchiava al nostro  bellissimo pianoforte bianco verticale (che abbiamo ancora in Italia!) quando cui mi svegliavo per aprire i regali, quindi dovevo per forza includere questa canzone!

E per quanto riguarda VOLERÒ, ne sono fiera poichè è il brano, che ho scritto originariamente in inglese, e si chiama FLY ME HOME, che ho composto con il grandissimo e famoso pianista famoso americano Jim Wilson, per il nostro speciale televisivo sulla PBS Americana.

È stata scritta e dedicata a tutti gli uomini e donne soldato che lottano per la nostra libertà e la pace.  Ho sempre pensato a questi esseri coraggiosi che lottano per noi, alla loro solitudine e tristezza nello stare lontano ogni giorno da coloro che amano. FLY ME HOME celebra la loro vita e il loro sogno di potere riabbracciare presto coloro che amano e dai quali sono lontani. VOLERÒ è una sua versione più d’amore, in Italiano.

Italy The Music Journey“Italy: The Music Journey” del 2016, un viaggio nelle musiche da film italiane. Ho visto che prediligi interpretare i temi dei film. C’è una ragione?

Si come ho detto prima, sono cresciuta innamorandomi delle musiche da film, fin da quando ho incontrato il Maestro Morricone. C’è un qualcosa di tipicamente magico nelle colonne sonore e io mi perdo in quei suoni cinematici!

Con quale criterio hai scelto le canzoni di questa produzione con sapore di casa nostra?

Ho scritto un libro best seller con lo stesso titolo del disco che, alla fine, è proprio quello che ha ispirato il disco. Il libro, intitolato in Inglese ‘WHERE DID THEY FILM THAT?ITALY”, in Italiano “Dove hanno fatto quel film? Italia”, trasporta i lettori sulle locations dei film più famosi girati in Italia dal PADRINO, a CINEMA PARADISO, a LA VITA È BELLA… Il libro è anche una guida turistica ed ho deciso di estendere questa nuova “brand” che ho creato anche attraverso le note e dar vita alla versione musicale del libro! Chiaramente al fine di promuovere la nostra Italia! Musica e film sono i metodi più emozionanti e diretti per creare una connessione forte con gli ascoltatori, specialmente quando si tratta di promuovere l’Italia che è la Patria del cinema e della musica nel mondo!

Morricone Uncovered“Morricone uncovered” è uscito nel 2012.

Conobbi Ennio da bambina. A 13 anni volevo fare un disco con lui o una colonna sonora, ma lui mi disse che non ero pronta, di costruirmi prima una carriera fatta di importanti momenti e collaborazioni, perché poi lui potesse essere coinvolto.  Mi ci sono voluti quasi vent’anni per lavorare insieme. Grazie al nostro comune ex agente e al figlio che ci hanno fatto nuovamente incontrare nella stessa casa meravigliosa dove l’ho visto quando ero ragazzina, con mia madre, a Roma.

Il Maestro ha conociuto i miei grandi successi mondiali e abbiamo deciso di fare questo straordinario disco insieme, dove, per la prima volta, lui mi ha dato il permesso di scrivere parole originali in diverse lingue straniere. Abbiamo scelto 15 temi musicali dei suoi film più importanti  ma anche di quelli non così super popolari, poi di quelli un po’ più vecchi, come PER  UN  PUGNO DI DOLLARI, GLI INTOCCABILI e C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA e molte altre stupende colonne sonore. E abbiamo registrato questo album di cui io sono enormemente orgogliosa!  Il disco ha avuto un successo megalattico in tutto il mondo!

Romanza“Romanza”, del 2010, presenta alcune bellissime canzoni in italiano: Ricordi, Volerò e una splendida cover della dolcissima”A te” di Jovanotti.

È uno degli album che ho inciso con le mie canzoni del cuore, con un tocco d’Italianità. Infatti ho scritto RICORDI come tributo alla mia splendida Sicilia e all’Italia. È specialmente dedicata a tutti coloro che hanno dovuto lasciare la loro terra natía per inseguire i loro sogni, ma che, come me, non si dimenticano mai delle loro origini.

Oggi milioni di Italo Americani, e non solo, riconoscono che questa canzone esprime un grande amore per l’Italia. Prego e spero che possa dare a milioni in più tanto calore e onestà. Inoltre, A TE  è una canzone dolcissima di Jovanotti che io ho voluto fortemente incidere e spero di averlo fatto in modo tale che tutti, ascoltandola, possano sentire il battito del mio cuore!

Hai mai pensato di incidere qualcosa di più in spagnolo? Magari un disco intero? Il mercato in lingua spagnolo è molto interessante. Nei tuoi dischi ho ascoltato solo “Verte amor”, dell’anno scorso, “El amor” in “Beautiful Surprise”, un pezzo di “It’s imposible” (Somos Novios) di Armando Manzanero, qualcosina in “Until”, “Mi corazon” in “Morricone uncovered”.

Sì, sto lavorando a due albums in lingua spagnola perchè ho moltissimi fans in Messico così come in Sud America, dove ho recentemente avuto un enorme successo grazie a uno dei grandi speciali televisivi, un “concerto sul ghiaccio” che ho scritto e creato, dove ero la protagonista, e ho prodotto come produttrice esecutiva, insieme al mio manager Jay Hall,  per la DISNEY, LA ABC TV NETWORK e LA ESPN.

Il concerto ha visto presenti i piu grandi campioni Olimpici sul ghiaccio come Brian Boitano, Kristi Yagamuchi, Nancy Kerrigan, Kim Messiner, ha avuto un così grande successo mondiale per la DISNEY/ABC/ESPN da realizzare 100 milioni di telespettatori, grazie anche alla ESPN+ streaming!

Sono la prima Italiana, nata in Italia, ad aver prodotto e essere stata la protagonista di un concerto in uno degli spettacoli televisivi nel network americano della Disney! Direi che è stata una una meravigliosa soddisfazione!

Quali sono i tuoi progetti a breve ed a lungo termine? Il film sulla tua vita?

In questo momento non posso parlarne molto, non solo perché tutto è sotto contratto ma, anche per scaramanzia, preferisco non raccontarne i dettagli o, almeno, non ancora, ma ci sono dei progetti incredibili.

Abbiamo firmato con uno dei più importanti produttori di Hollywood, che ha vinto diversi Oscars, che sta producendo con la mia compagnia THE ROMINA ARENA COMPANY un grande film sulla mia vita, un musical per Broadway e anche un bellissimo cartone animato, con libri e giocattoli per bambini!  Inoltre abbiamo concluso un importantissimo contratto per dei musicals e films che ho scritto e per i quali sarò compositrice, produttrice esecutiva e protagonista. Due nuovi dischi, in particolare uno in inglese, che sarà tradotto in diverse lingue e dal quale, come al solito, saranno tratte delle bellissime colonne sonore per altri grandi film diretti da incredibili e famosi registi e produttori!

Una cosa molto bella, che mi rende fierissima, è che ho stretto una bellissima collaborazione con una grandissima partner e star del cinema Italiano, forse una delle donne più amate dal pubblico italiano nel mondo, la bellissima e supertalentosa attrice e donna di grande imprenditorialità, la splendida Claudia Gerini. Stiamo facendo delle cose meravigliose insieme! Presto avrete delle sorprese incredibili!

Il MIRE., il Movimento Italiani Residenti all’Estero, ti ha nominata Ambasciatrice dell’Eccellenza italiana nel mondo. Come pensi di portare avanti questo incarico?

Prima di tutto vorrei ringraziare pubblicamente un uomo meraviglioso sotto tutti gli aspetti, un grandissimo leader, un uomo e un genio che io apprezzo moltissimo, il fantastico presidente del M.I.R.E. Vincenzo Odoguardi, per il grandissimo onore che mi ha fatto di darmi questo importante titolo e ruolo!

Io ho sempre promosso la nostra amatissima Italia in tutto quello che faccio e che ho fatto nel passato. Per me è la cosa piu importante. L’Italia mi manca moltissimo e desidero che il mondo capisca cosa significhi la nostra Patria e ne ammiri la sua bellezza in tutti i modi possibile!

Nel MIRE il mio ruolo è quello di creare progetti, eventi, premi, manifestazioni, ma anche prodotti che possano rappresentare, attraverso delle esperienze uniche, la nostra Italia nel mondo, e chiaramente il mio desiderio piu grande è quello di essere il filo conduttore che porti a tutte le cose più belle che danno luce al nostro BEL PAESE, con amore e dignità.

Intervista raccolta da Ennio Marchetti




Usa, inizia l’era di Joe Biden

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Captura 1Alle 18, ora italiana, il giuramento del nuovo capo della Casa Bianca, che si appresta a ribaltare le politiche trumpiane: pronti 17 ordini esecutivi, subito la riforma dell’immigrazione e lo stop al Muro con il Messico.

Gli auguri di Obama: “È il tuo momento”.

Trump non partecipa alla cerimonia ma lascia il tradizionale biglietto al suo successore. Poi si rivolge ai suoi: “In qualche modo tornerò”. E come ultimo atto grazia l’ex consigliere Bannon e altre 72 persone.  AGI




La mia notte al checkpoint Washington DC

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185136353 3699d4bb 67db 4b04 9683 0830fae0f238Duecentomila bandiere e 26 mila militari. Cosa sta succedendo? I repubblicani denunciano una “occupazione militare”, battaglia politica contro i dem. Di certo, i numeri sono senza precedenti, come le immagini. Un po’ di storia.

Dopo l’assassinio di Martin Luther King, avvenuto a Memphis il 4 aprile del 1968, il presidente Lyndon Johnson dispiegò nella capitale 13 mila agenti federali per contrastare i disordini che seguirono l’uccisione del leader nero. Questa è Washington che attende Joe Biden per l’Inauguration Day. Il presidente non guarderà un fiume di americani giurando a Capitol Hill, ma un campo di bandiere che rappresentano tutti coloro che non sono potuti arrivare nella capitale.

Noi ci siamo, facciamo i cronisti, ma arrivarci è stata un’avventura.

Lunedì mattina, Martin Luther King Day, giorno di festa in America, parto da Houston, l’aeroporto Bush non è particolarmente affollato, ma davanti all’imbarco per il volo Washington DC-Reagan, lo scalo cittadino, si materializza una massa: 3 agenti della TSA (Transportation Security Administration); 4 poliziotti; 2 agenti del Secret Service (non tanto secret, o hanno la scritta che li qualifica o si riconoscono subito dagli auricolari); la deputata democratica del Texas Sheila Jackson Lee, 71 anni, afroamericana, da 14 anni eletta al Congresso, accompagnata da un’assistente.

Di solito, allo stesso gate ci sono al massimo tre hostess. Due che assistono i passeggeri e una che chiama al microfono l’imbarco. I controlli sono finiti, bagagli e documenti hanno passato il check, ma anche in questo caso succede qualcosa di nuovo quando è il momento di salire sull’aereo. Il biglietto non basta più, la polizia aeroportuale vuole vedere ancora i documenti, poi l’hostess passa il biglietto allo scanner e segue un altro controllo del bagaglio a mano. Finalmente a bordo.

La business class è piena (l’economy no), strano di questi tempi, ma siamo alla vigilia del giuramento di Biden e chi conta va a Capitol Hill.

Tre ore di volo, atterraggio a Reagan Airport poco dopo le 20, finora è andata bene. Bagaglio ritirato, zero fila, taxi, faccio rotta verso un albergo vicino al Campidoglio. L’auto arriva in centro in 15 minuti. Poi comincia un’altra storia. Che storia? Quella dei checkpoint di Washington DC. Primo checkpoint.

Sono trascorsi tre mesi dall’ultima missione nella capitale americana, ma la città è irriconoscibile. Sembra il territorio di un’occupazione militare. Il taxi viene fermato da uno schieramento di soldati che sbarra la strada con i mezzi militari. Il tassista abbassa il finestrino. “Di qui non si passa, andate in un altro ingresso”. Non vale niente, le credenziali media di fronte all’Esercito svaniscono, le prenotazioni degli alberghi aperti sono carta straccia, sembra l’applicazione di una legge marziale che in realtà non c’è, ma nei fatti esiste.

L’auto gira intorno a Capitol Hill per cercare un altro varco d’accesso. Andiamo avanti. Secondo checkpoint. Ancora la stessa formazione: i carri che bloccano la strada, i soldati armati che la difendono. Sono tutti giovanissimi, nessuno vive a Washington, di fatto non conoscono la città e non hanno idea di come indirizzare l’automobilista o la persona che a piedi cerca di raggiungere la sua meta. Senza bussola. I soldati stavolta sono più gentili, ma ugualmente inflessibili: “Da qui non si passa”. Siamo costretti a andare avanti, ma non si per dove.

Chiamo il direttore dell’AGI, qualche ora prima ha passato il checkpoint in taxi, tra la Sesta Strada e C Street. Solo lui, a quanto pare, tanto che quando spiego ai poliziotti che lo hanno lasciato transitare in auto, mi dicono che “non è vero”. Intanto sono passate le 21, continuiamo a girare, il tassista comincia a perdere la pazienza, il tassametro va, ma capisco che tra poco mi lascerà a terra.

Terzo checkpoint. Solita formazione, carri, soldati, mitragliatore, blocchi di cemento. Cerco il via libera mostrando il badge media rilasciato dal Dipartimento di Stato, un documento ufficiale del governo americano. Finalmente un barlume: “Ok, può passare, ma solo a piedi”. Con i bagagli, due personal computer, meno 3 gradi e l’albergo a circa tre miglia, in una Washington più deserta che mai. Mi arrendo, ok cammino.

Arranco per mezz’ora, mi fermo davanti all’Hyatt Regency, dove ci sono dei giornalisti che stanno facendo delle riprese con lo sfondo del Campidoglio. Anche qui la strada è sbarrata dai blocchi di cemento e da altri carri blindati dell’Esercito. Chiedo alla concierge dell’Hyatt se c’à una macchina disponibile. Niente da fare, non si può passare la barriera. Ma devo proseguire a piedi e con le valigie, non ho altra scelta davvero. Scatta la fase stanchezza (e paura).

Secret Service. A piedi supero la barriera, in strada siamo in due: io e il buio. Sono dentro la zona protetta, senza sapere esattamente se posso camminarci o no. Grande mistero notturno. Subito risolto. Mi ferma il Secret Service e mi chiede con una certa vivacità e sorpresa: “Lei come e’ arrivata qui?”. Risposta candida: “A piedi”. Contro replica dell’agente segreto: “Ma chi l’ha fatta passare?”. Risposta ultra semplice: “L’Esercito”. Elementare, Watson. Riepiloghiamo: sono a Washington, è notte, cammino da più di un’ora, dopo tre di volo, mi hanno fermato e interrogato l’Esercito degli Stati Uniti, la polizia e ora il Secret Service chiede lumi. Così scopro che la Guardia nazionale non sa cosa fa il servizio segreto che a sua volta non sa cosa fa la polizia. Notevole.

A un certo punto domando all’agente: “Può chiedere a un suo collega da quale checkpoint posso passare per raggiungere l’albergo?”. Risposta: “Lei non sa perché, ma noi non ci parliamo, e comunque da qui non può passare”. Bene, il dilemma giunge alla fase isterica, mi metto a piangere, e chiedo dove secondo loro dovrei andare a dormire, tutti gli altri hotel aperti sono infatti esauriti. Sei agenti del Secret Service, si guardano in faccia stralunati, si trovano di fronte alla grande minaccia di una donna con i bagagli, le lacrime e il freddo addosso. E sono passate le 22.

A un certo punto, vedo parcheggiata una golf cart con tanto di scritta Secret Service e… “Potete accompagnarmi voi, con quella lì, in albergo?”. Risposta in coro dei sei agenti: “No, non possiamo lasciare il checkpoint”. Assì? Piango ancora di più. A quel punto chiamano il capo. Gli racconto di nuovo tutta la storia, dall’aeroporto fino all’incontro con i suoi agenti. Negli occhi gli brilla un moto di pietà. E succede l’inatteso: prende le mie valigie, le mette a bordo della golf cart e mi dice: “Sali”. Ho pensato, è andata, mi accompagna in albergo. Invece no, mi spiega che l’auto è elettrica e non ha l’autonomia per arrivare all’hotel. E dove andiamo allora? Sembra un film di Mel Brooks.

L’agente del Secret Service fa una telefonata. “Ti metto al sicuro, ti porto da un amico poliziotto al checkpoint di Union Station, è un italo-americano, si chiama Pietro”.

Riepiloghiamo: sono a Washington, su una golf cart con il capo di una squadra del Secret Service che mi sta portando da Pietro, un poliziotto italo-americano, la mia ultima speranza. Arriviamo a Union Station, in mezzo alla strada, insieme ai carri blindati, c’è una volante. A bordo c’è lui, Pietro. Parla napoletano stretto. Suo padre è partenopeo, ma lui è nato e cresciuto qui. Saluto il capo del Secret Service, lo ringrazio, ora sono tranquilla, Pietro mi porterà in albergo. Illusione. “Da qua ora chiamo un Uber e gli dico dove ti deve portare”. Arriva la macchina, l’autista è etiope, giovane a Washington DC da dieci anni. Dove siamo diretti? Sempre là, sulla Sesta Strada all’incrocio con C Street Southwest. Arriviamo al checkpoint, lo stesso dove ero stata tre ore prima. I soldati ci fermano, chiedono i documenti, i miei e quelli dell’autista e… miracolo, ci lasciano passare. Arrivo di fronte all’hotel, è tutto esaurito, è pieno di soldati della Guardia Nazionale. E’ quasi mezzanotte, ho vinto l’ultimo biglietto della lotteria notturna del checkpoint Washington DC.  AGI




Nel mondo sono state somministrate 5,1 milioni di dosi di vaccino. La metà negli Usa

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133015991 71539179 c5e8 47ab bfcc d88e8e9e68a8La pandemia da nuovo coronavirus mette in ginocchio il mondo, ma dai primi di dicembre è cominciata una campagna vaccinale, la più imponente della storia, con l’obiettivo di rimettere in moto il pianeta: secondo i dati di Bloomberg, sono state somministrate finora 5,1 milioni di dosi in 22 Paesi: la metà circa, 2,32 milioni, è stata erogata negli Stati Uniti dove la campagna è cominciata il 14 dicembre.

I vaccini più promettenti al momento sono 9 (Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca/Oxford, Sinovac Biotech, Gamaleya, CanSino Biologics, SinoPharm, Novavax e Johnson&Johnson) ma solo i primi 7 sono a disposizione del pubblico. La maggior parte di questi vaccini richiede due dosi prese ad alcune settimane di distanza.

 

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Il vaccino Pfizer-BioNTech, il primo ad annunciare dati clinici positivi nella fase 3, è ora approvato in Nord America, Europa e Medio Oriente (il 2 dicembre via libera nel Regno Unito, il 9 in Canada, l’11 in Usa e il 21 in Ue). Pfizer punta a produrre 1,3 miliardi di dosi entro il 2021.

Il vaccino Moderna, che utilizza la stessa tecnica della Pfizer ovvero il messenger Rna, è finora stato autorizzato il 18 dicembre in Usa e il 23 dicembre in Canada. Per i primi giorni del nuovo anno si attende il ‘via libera’ in Ue.

Il vaccino AstraZeneca ha ottenuto proprio oggi l’autorizzazione in Gran Bretagna. L’Agenzia europea del Farmaco ha invece fatto sapere di non aver neppure ricevuto la richiesta dalla casa farmaceutica e che è improbabile un’approvazione a gennaio.

USA: 2,320 milioni di dosi somministrate al 30 dicembre. Negli Usa si utilizza il vaccino Pfizer/BioNTech e anche il Moderna. L’amministrazione Trump aveva promesso 20 milioni di dosi distribuiti entro i primi di gennaio; il presidente eletto, Joe Biden, proprio ieri, ha lamentato la lentezza della campagna e ha promesso un’accelerata, “con un milione di dosi al giorno”.

UE: i Paesi Ue hanno cominciato le vaccinazioni questa settimana, domenica 27 il ‘V Day’. La Germania ad oggi ha vaccinato più di 78 mila persone, più indietro gli altri Paesi (ma i dati si riferiscono al 29 dicembre): la Slovenia 9.750, l’Italia 8.361, il Portogallo 7.585, la Danimarca 6.775, la Romania 2.778, l’Ungheria 2.461.

GB: la Gran Bretagna, primo Paese nel mondo occidentale a partire con le vaccinazioni l’8 dicembre, ha somministrato finora 625.981 dosi (dati al 24 dicembre): in Inghilterra, 521.594 dosi, in Scozia, 56.676, in Nord Irlanda 25.116, in Galles 22.595. Da lunedì 4 gennaio, il Regno Unito aggiunge alla campagna il siero di AstraZeneca, con l’obiettivo di arrivare a 50 milioni di persone vaccinate entro la primavera. La seconda dose dei vaccini contro il coronavirus verrà somministrata più tardi di quanto inizialmente previsto, per garantire una prima dose al maggior numero di persone e combattere il crescente tasso di contagio (seconda dose somministrata fino a tre mesi dopo).

ISRAELE: guida la corsa globale, ha già vaccinato oltre il sette per cento della sua popolazione in 9 giorni. Quasi mezzo milione di persone hanno ricevuto una dose del vaccino Pfizer/ BioNTech in un Paese che conta 8,7 milioni, il più alto tasso pro capite al mondo. Il governo ha ordinato una campagna di vaccinazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e ‘arruolato’ centinaia di medici militari nella campagna. Il governo aveva prenotato in anticipo tutti e tre i vaccini, Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

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CINA E RUSSIA: hanno autorizzato le prime dosi a luglio ed agosto, prima ancora che fossero interamente testate e hanno vaccinato la Cina più di un milione di persone (dati al 19 dicembre), la Russia 440mila (22 dicembre).

Anche qualche altro Paese ha già cominciato la vaccinazione: Canada, arrivato a 58.425 dosi (24 dicembre), Bahrein (56.041 al 29 dicembre), Messico (18.529 (29 dicembre), Cile 8.638 (27 dicembre), Kuwait 2.500 (29 dicembre).

Secondo Bloomberg, sono già state prenotate 8,15 miliardi di dosi, che basterebbero a coprire più della metà della popolazione mondiale (da tenere presente che la maggior parte dei vaccini richiedono due dosi). Ma al momento non è così perché i Paesi più ricchi hanno accumulato gli accordi di fornitura e alcuni vaccini sono difficili da conservare e consegnare nelle aree più sperdute del mondo.  AGI




Usa, i Grandi elettori scelgono Biden

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unnamed 1Il 20 gennaio 2021 la cerimonia di insediamento. Appena comunicato il risultato finale il Presidente eletto ha sottolineato: “la volontà del popolo ha prevalso, la vittoria è chiara”.  A Donald Trump, che non ha concesso la vittoria al rivale presentando una lunga serie di azioni legali, Biden ribatte che “la democrazia americana ha funzionato” perché i suoi ricorsi sono stati tutti giudicati “senza merito”. E comunque “se qualcuno ancora non lo sapesse quello che batte profondamente nel cuore del popolo americano è questo: la democrazia”.

L’ultimo licenziamento

Tempo pochi minuti e Trump pubblica un tweet: William Barr “lascerà la Casa Bianca prima di Natale per passare le vacanze con la sua famiglia”. Il ministro della giustizia dell’amministrazione uscente, cui Trump si era inizialmente affidato per condurre tanta parte della battaglia legale volta a rovesciare l’esito delle urne, si è dimesso.   Il presidente uscente ne sottolinea “l’incredibile lavoro” e precisa che l’incarico sarà assunto dal vice procuratore generale Jeff Rosen, per poco più di un mese, fino all’inaugurazione. Trumpiano di ferro, Barr ha preso ad un certo punto le distanze da “The Donald”, sottolineando che non sono emerse prove di brogli elettorali.

“Ci aspetta un lavoro urgente da fare: mettere la pandemia sotto controllo e vaccinare la nazione contro il virus”, fa sapere intanto il futuro presidente, riprendendo uno dei temi centrali della sua campagna elettorale e indirettamente ponendo l’accento su una delle accuse più spesso rivolte a Trump, vale a dire non aver fatto abbastanza contro il covid.

Prima emergenza il covid

I dati pubblicati quasi contemporaneamente all’annuncio della vittoria definitiva del candidato democratico sono preoccupanti. Nel giorno in cui si inizia la vaccinazione di massa I morti per il covid-19 in Usa hanno superato quota 300 mila: sono 300.267, mentre i casi di contagio, dall’inizio della pandemia, sono saliti a 16 milioni 388 mila.

 

Un’emergenza non solo sanitaria, ma anche sociale: dobbiamo, ha detto ancora Biden, “fornire aiuto immediato di cui hanno bisogno tanti americani così duramente colpiti” e poi “far riprendere l’economia come mai prima d’ora”.

 

Di certo il giuramento si terrà con modalità che Washington non ha mai visto nella sua storia.  AGI