Crew Dragon é agganciata alla stazione spaziale (dal VIVO)

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La navicella della SpaceX di Elon Musk, la Crew Dragon, con a bordo i due astronauti della Nasa, Doug Hurley e Bob Behnken, è partita sabato dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida, sotto gli occhi del presidente Usa Donald Trump.

Si é agganciata alla stazione spaziale ed i due astronauti stanno svolgendo il loro lavoro come dimostrano le spettacolari immagini dal vivo che vi stiamo proponendo.

 

 




USA. Due morti nelle proteste per la morte di Floyd

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AGI – È stata una lunga notte di rabbia negli Stati Uniti, finita con la morte di due persone, un manifestante di 19 anni a Detroit e un agente della sicurezza federale a Oakland. I feriti sono decine, i fermati dalla polizia centinaia. Tutto in nome della richiesta di giustizia per l’afroamericano George Floyd, ucciso lunedì durante un arresto, a Minneapolis. Anche se per il presidente Trump i manifestanti che hanno assediato la Casa Bianca poco hanno a che vedere con l’accaduto. Per la morte di Floyd finora è stato incriminato solo un agente, Derek Chauvin, che peraltro oggi è stato lasciato dalla moglie. Nelle scorse ora i manifestanti hanno vandalizzato la sua abitazione.152222899 f67f5d4d 448a 4ff7 a5fe ddfcd1e51d0f

A Oakland, in California, un agente del Servizio di protezione federale è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco e un altro è rimasto ferito. Nella notte almeno 7.500 persone erano scese nelle strade della città per manifestare, ha riferito il dipartimento di polizia alla Cnn. “Due agenti dei Servizi di protezione federale di stanza all’edificio federale di Oakland Downtown hanno subito ferite da arma da fuoco. Sfortunatamente, uno di loro non ce l’ha fatta”, ha dichiarato la polizia. Il servizio federale di protezione, che rientra nel dipartimento di sicurezza nazionale, fornisce servizi di sicurezza e di contrasto presso le strutture del governo degli Stati Uniti.

Casa Bianca in lockdown

A Detroit un ragazzo di 19 anni è stato ucciso vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square. Gli spari contro la folla sono partiti da un’auto in corsa e la polizia indaga ancora sull’autore. Nella capitale, invece per ore diversi cittadini si sono scontrati con i Secret service che proteggono la Casa Bianca, in lockdown per sicurezza.

Il presidente Donald Trump è tornato ad attaccarli su Twitter: “Quegli scontri hanno poco a che fare con la memoria di George Floyd”, ha tuonato su Twitter. “Gli uomini del Secret service sono stati molto professionali ma se qualcuno di loro avesse superato la recinzione si sarebbe trovato di frontei  cani più feroci e le armi più minacciose che io abbia mai visto. Trump poi attaccato il sindaco della capitale, Muriel Bowser, accusandola di “non aver permesso alla polizia della DC di intervenire”.​

Incendi, saccheggi e coprifuoco

Non solo Washington, da New York a Dallas, da Houston a Las Vegas, da Des Moines a Memphis e Portland, sono state date alla fiamme auto della polizia e diversi negozi sono stati saccheggiati. A Portland il sindaco ha dichiarato stato d’emergenza e coprifuoco notturno. Stato d’emergenza anche in Georgia.

Minneapolis non è stato sufficiente il coprifuoco dalle 20 alle 6. Il governatore ha parlato di “situazione estremamente pericolosa” e ha annunciato che dispiegherà altri militari della Guardia nazionale per un totale di 1.700 unità in campo. E il Pentagono non esclude l’intervento della polizia militare.

La famiglia di Floyd vuole un’altra autopsia

Non aiuta a placare l’ira il risultato della prima autopsia a Floyd: secondo il referto “non vi sono elementi fisici che indichino un’asfissia traumatica o strangolamento” nonostante l’agente lo abbia tenuto bloccato a terra con un ginocchio sul collo per 8 minuti e 53 secondi.

Secondo il referto, riportato dai media americani, “gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”. Ora la famiglia, che non si fida delle autorità di Minneapolis, chiede un secondo esame autoptico indipendente.




New York riaprirá l’8 giugno

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architecture 1853552 1920New York City sta per entrare nella prima fase di riapertura l’8 giugno, ha dichiarato oggi il Governatore Andrew Cuomo, annunciando che cinque zone del nord dello Stato ora passeranno lla fase due, che comprende attivitá come parrucchieri e saloni di bellezza.

La città più popolosa degli Stati Uniti, che è diventata l’epicentro del paese per la pandemia di coronavirus, è vicina a soddisfare tutte le misure stabilite dallo Stato per una riapertura graduale e sicura, secondo Cuomo.

“Siamo in procinto di aprire l’8 giugno”, ha detto il Governatore nella sua odierna conferenza stampa, sebbene abbia avvertito che “la riapertura non significa che le cose saranno le stesse di prima”. (Reuters)




Il coronavirus cancella la maratona di Boston

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bostonLa 124a edizione della popolarissima Maratona di Boston non ci sará. L’evento é stato cancellato dagli organizzatori per evitare contagi da Covid19.

In una dichiarazione alla stampa il sindaco della cittá, Marty Walsh, ha ricordato che la gara avrebbe giá dovuto essere disputata in aprile e che si era deciso di rinviarla al prossimo 14 di settembre. Invece, anche questa data, é stata annullata per motivi di salute pubblica.

“Non c’e’ modo di tenere il solito formato di gara senza portare un gran numero di persone – ha detto il primo cittadino – non sarebbe stato responsabile o realistico il 14 settembre o qualsiasi momento di quest’anno”.

Con le sue 124 edizioni la maratona di Boston é la piú antica gara del mondo nel suo genere. La prima era stata disputata nel 1897.

Il calendario statunitense delle maratone per il 2020 prevede altre due gare che, al momento, continuano ad essere in programma. Si tratta delle maratone di Chicago, l’11 ottobre, e quella di New York, prevista per il 1 di novembre.

 




Trump firmerà oggi un ordine esecutivo contro i social media

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trump 2815558 1920Il presidente Donald Trump firmerà questa sera un ordine esecutivo sui social media. Lo ha anticipato la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, parlando con i cronisti a bordo dell’Air Force One, di ritorno da Cape Canaveral, in Florida.

Trump ha minacciato di chiudere Twitter dopo lo scontro sull’allerta disinformazione attivata dalla società che cinguetta.

La Casa Bianca ha successivamente precisato che l’ordine esecutivo di Trump sarà firmato giovedì.

Dura la reazione di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook: “Bisogna prima capire che cosa intenda fare, tuttavia, in linea generale, non mi sembra una giusta reazione da parte del governo censurare una piattaforma perché si è preoccupati della censura”. (agi.it)




In California del Sud gli italiani impegnati contro il Coronavirus

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27losLa serie #Italiandigitaltownhall è sbarcata sulla West Coast con un evento con medici e scienziati italiani impegnati contro il Covid-19 nella California del Sud.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, l’ambasciatore d’Italia negli Armando Varricchio ha aperto ieri, 26 maggio, i lavori del quarto appuntamento, alla presenza della console generale a Los Angeles, Silvia Chiave.
Nel corso dell’emergenza Covid-19 la California del Sud ha registrato un numero di contagi relativamente contenuto a fronte di misure rigide di lockdown che hanno consentito in questi ultimi giorni una progressiva riapertura dell’economia in diverse Contee.
I relatori Emanuela Bonfoco (Medicina d’urgenza e Generale, UCLA), Federica Raia (prof.ssa di Scienze dell’apprendimento, informazione e medicina, UCLA), Alessandro Sette (immunologo presso il La Jolla Institute of Immunology di San Diego e membro di ISSNAF) e Alberto Collazzoni (psicologo del Renewed Freedom Center) hanno fornito una panoramica sulla gestione della crisi nelle grandi aeree metropolitane di Los Angeles San Diego. La conversazione, moderata dalla giornalista RAI e fondatrice della società Ibiscsus Media, Valentina Martelli, ha messo in luce punti di forza e criticità della risposta alla crisi nella California del Sud, offrendo ai tanti partecipanti online un quadro chiaro e puntuale per aiutare a discernere i fatti dalle informazioni fuorvianti sul virus.
Bonfoco ha ricordato l’impatto del Covid-19 sulle modalità di diagnosi e di gestione degli accessi alle strutture ospedaliere e sottolineato l’importanza della telemedicina nel quadro dell’emergenza covid-19, mentre Collazzoni ha affrontato le conseguenze psicologiche della crisi. Raia ha illustrato le conseguenze sui processi di apprendimento e comunicazione nelle prassi mediche e sulle interazioni sociali. Infine Sette ha tracciato un quadro degli studi condotti sulla risposta immunitaria al virus e per la ricerca di un vaccino contro il covid-19 e fornito utili informazioni sui passi in avanti che si stanno registrando in questo campo.
La conversazione, come sottolineato dall’ambasciatore Varricchio in chiusura, ha messo in evidenza come “anche sulla West Coast la risposta all’emergenza e la ricerca di un vaccino e di una cura contro il covid-19 abbiano potuto avvalersi degli autorevoli contributi di numerosi scienziati, ricercatori e medici italiani. La loro expertise ha rappresentato e continua a rappresentare una fonte di informazioni chiare e affidabili per tutti i residenti, italiani e non, nel Sud della California”.
La conversazione trasmessa in diretta sul canale Facebook del Consolato Generale di Los Angeles è stata seguita da oltre 180 persone in diretta.
La serie #italiandigitaltownhall concluderà a San Francisco il prossimo 4 giugno. (aise)




Ciro Moriello racconta a Italian’s News la triste realtá di Atlantic City, Las Vegas e del New Jersey flagellate dal Covid19

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Ciro MorielloCiro Moriello é uno di quegli italiani che, negli Stati Uniti, hanno saputo farsi strada. Tanta strada.

Napoletano di Monte Procida, aveva appena 18 anni quando é sbarcato nel New Jersey con tante speranze e tanta voglia di lavorare.

E’ diventato un ristoratore di grande successo, presidente del Princeton Italian American Sportsman Club e coordinatore MIRE.

Per vent’anni Ciro é stato anche un riconosciutissimo empresario musicale ed ha portato negli Stati Uniti alcuni dei piú importante interpreti della musica leggera italiana.

In questo periodo il coronavirus ha praticamente messo in ginocchio, in tutto il mondo, la maggior parte delle attivitá economiche ed anche gli Stati Uniti, come purtroppo sappiamo, non sono esenti dai funesti sviluppi della pandemia.

Ciro Moriello, un paio di giorni fa, é stato ad Atlantic City, una delle mete mondiali del divertimento.

Racconta: “Mi sono sentito male, una città del genere è una macchina per generare denaro dando lavoro a migliaia di persone.

Personalmente – ricorda –  ho avuto l’onore di lavorare con i Casino di Atlantic City.

Per vent’anni ho organizzato concerti dei più grandi artisti italiani quali Morandi, Baglioni, i Pooh, Antonella Clerici con i ragazzi di “Ti lascio una canzone”, Gigi d’Alessio e tanti altri.

Andare oggi ad Atlantic City é come entrare in una città fantasma. Giuro che fa pena… La domanda che mi pongo é: come si potrá ricominciare? Come si rimetterá in moto una macchina del genere?  Tanti ristoranti, tanti negozi e tante macchine da gioco, tanti alberghi, tutta questa gente…

Io e mia moglie Rosanna volevamo mangiare qualcosa e non abbiamo trovato nulla aperto, una cosa terribile.

Mi ricordo molto bene perché io ho lavorato con il Taj Mahal, il Casino più grande di Atlantic City – prosegue Ciro Moriello –  che questo aveva bisogno di fatturare  minimo di 1 milione di dollari al giorno per pagarsi le spese. Sto parlando di vent’anni fa, oggi forse di 500.000 – Dava lavoro a molta gente. Quando organizzavo dei concerti il Taj Mahal disponeva di un teatro, dove potevano stare 1400 persone, e una arena che ne poteva contenere 5200. Il 90% delle volte io usavo l’arena e vedevo quanti operai vi lavoravano, cominciando dalla sicurezza, poi lo stage, i manager, gli ingegneri del suono, quelli delle luci, il box office, ecc.

Temo che tutte queste persone ora siano senza un lavoro. Come si fa? Questa non é Atlantic City…!”.

Ciro racconta che a Las Vegas accade lo stesso “ed anche in New Jersey le cose non vanno bene – spiega – Il Governatore non ci fa aprire, si parla di riprendere a metá giugno o forse alla fine, non lo sappiamo. A Princeton, dove esiste una delle migliori Universitá del mondo, le strade sono completamente vuote, non si vede nessuno. Ricordo che io e mia moglie andavamo a fare delle belle passeggiate all’interno dell’Universitá ed era bellissimo. Oggi in giro non c’é nessuno.

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Non parliamo, poi, del settore della ristorazione… Sono proprietario di un ristorante che puó ospitare oltre 250 persone, con un bar, e non funziona più niente, tutto chiuso.

Insomma, siamo davvero di messi male. Ci hanno promesso che, forse, potevamo aprire un 50% dentro e fuori..  Speriamo.  Ho parlato con degli amici, anch’essi originari del mio paese, Monte di Procida. Alcuni sono imprenditori abbastanza grandi. Anche loro lamentano la stessa situazione: i ristoranti, nei malls, negli aeroporti e nelle città sono tutti chiusi”.




Tornano in Italia i connazionali bloccati in Florida sulle navi da crociera

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cruise ship 615116 1280Grazie all’opera incessante del Consolato Generale d’Italia a Miami, in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Washington e con la Farnesina, è stata raggiunta una soluzione per il caso dei connazionali bloccati sulle navi da crociera della società Royal Caribbean ferme al largo della Florida.
La “Freedom of the Seas” ha iniziato la scorsa notte la sua navigazione verso le isole Barbados, dove arriverà presumibilmente il 23 maggio. Da lì i 57 connazionali a bordo saranno trasferiti tramite voli charter a Londra, da dove potranno rientrare in Italia.
Anche le navi “Majesty of the Seas” ed “Empress of the Seas” sono in navigazione verso Southampton con arrivo previsto a inizio giugno e con successivo analogo rimpatrio via voli charter.
Il Consolato d’Italia a Miami e l’Unità di crisi della Farnesina hanno seguito fin dal primo momento il caso dei nostri connazionali bloccati sulle navi da crociera della società Royal Caribbean, una vicenda dai profili particolarmente complicati per via della pandemia globale in corso e delle restrizioni imposte dai Paesi interessati dalle rotte.
Incessante è stato il lavoro della rete diplomatico-consolare italiana negli Stati Uniti per giungere alla soluzione di un blocco che ha peraltro interessato 90mila marittimi di tutte le nazionalità, su oltre 100 navi al largo delle coste degli Stati Uniti. Quotidiani sono stati i loro contatti con la Royal Caribbean, con le autorità americane, con i connazionali e con i loro familiari. (aise)




Messico. L’economia riapre ma i casi di Covid19 sono record

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1964552Il Messico ha riferito che ieri i casi noti di coronavirus erano 54.346 2.713 in più rispetto al giorno precedente. Questo in una settimana in cui i settori economici considerati essenziali sono tornati alle attività o stanno attivando protocolli sanitari per riavviare il loro lavoro dopo settimane paralisi.

Il numero di nuovi casi segna un record giornaliero nel paese latinoamericano. Inoltre, il Messico ha accumulato sei giorni in cui l’aumento delle persone infette supera i 2.000.

“Ci aspettiamo un significativo aumento di casi confermati nei prossimi giorni”, ha dichiarato José Alomía, direttore generale di Epidemiologia presso il Ministero della Salute.

In una recente intervista con Reuters, il Sottosegretario alla Salute, Hugo López-Gatell, ha riconosciuto che “è molto probabile” che il numero effettivo di decessi correlati a COVID-19 in Messico sia sottovalutato, un paese che ha ricevuto critiche per il basso numero di test pro capite che esegue per rilevare il virus.

Lunedì il governo messicano ha rilasciato una serie di protocolli di sicurezza sanitaria per riaprire l’industria automobilistica, edile e mineraria, nonostante che si richieda un contenimento prolungato (Reuters).




Trump: “Continueró a prendere la idrossiclorochina”

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trump 2546104 1920 1“Continueró ad assumere la idrossiclorochina perché sono curioso di vedere i suoi effetti ed anche perché offre un ulteriore livello di sicurezza contro il Covid19”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump

“Penso che offra un ulteriore livello di sicurezza, potete chiedere a molti medici, ai lavoratori che sono in prima linea, molti non andranno al lavoro senza idrossiclorochina”, ha detto il presidente alla stampa, dopo un incontro con legislatori repubblicani nel Congresso.