Un campo neutro per la pace: perché solo il Vaticano può offrire un vero tavolo di dialogo tra Russia e Ucraina

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cq5dam.thumbnail.cropped.750.422In un’intervista rilasciata a Vatican News, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, ha ribadito la disponibilità del Vaticano a ospitare eventuali negoziati di pace tra Russia e Ucraina. L’invito, espresso pubblicamente da Papa Leone XIV, non rappresenta un’offerta di mediazione—che presuppone una richiesta formale da entrambe le parti—ma un gesto concreto: mettere a disposizione un luogo neutrale e protetto per favorire l’inizio del dialogo.

Una tradizione di diplomazia al di sopra delle parti

La Santa Sede ha alle spalle una lunga storia di diplomazia silenziosa e credibile. Già il predecessore di Leone XIV, Papa Francesco, a guerra ormai scoppiata, si recò personalmente dall’ambasciatore russo presso la Santa Sede. Un gesto straordinario che mostrava la determinazione della Chiesa cattolica a non restare spettatrice passiva del conflitto. Anche oggi, con Papa Leone XIV, questa tradizione di diplomazia morale prosegue, rafforzata dall’indipendenza politica e spirituale che da secoli contraddistingue il Vaticano.

Nonostante le origini americane del Pontefice, la Russia non ha motivo di temere un’agenda occidentale mascherata. Il Papa non rappresenta Washington, né Bruxelles, né la NATO. Il Vaticano è uno Stato indipendente che non partecipa a alleanze militari, né ha interessi economici in gioco. È questa neutralità autentica che rende la Santa Sede un potenziale campo da gioco accettabile per entrambi i contendenti.

Un luogo protetto, non solo simbolico

A differenza di altre sedi proposte, come Ginevra, la cui neutralità è stata sempre più compromessa da pressioni internazionali e allineamenti politici, il Vaticano mantiene la sua posizione equidistante. La Svizzera, per decenni simbolo della diplomazia neutrale, ha in parte perso questo ruolo agli occhi di Mosca. Il Vaticano rimane oggi forse l’unico spazio al mondo che possa essere definito davvero super partes.

Oltre alla neutralità, c’è anche la questione della sicurezza. Il Vaticano è uno dei luoghi più protetti al mondo. I sistemi utilizzati durante il Conclave, con schermature elettroniche avanzate che impediscono qualsiasi forma di intercettazione, offrono garanzie uniche. La Gendarmeria Vaticana e la Guardia Svizzera assicurano una sorveglianza costante, mentre l’intero perimetro è controllato in modo rigoroso. In un’epoca di cyber-spionaggio e guerre dell’informazione, un luogo così schermato potrebbe rivelarsi essenziale per garantire trattative riservate.

Un invito, non una pressione

Cardinal Parolin ha chiarito che la proposta del Vaticano non implica alcun tipo di imposizione. “Non si tratta di una mediazione, perché una mediazione deve essere richiesta dalle parti. In questo caso, c’è stata soltanto l’offerta pubblica di disponibilità ad accogliere un eventuale incontro.” Un’offerta dunque incondizionata, libera, che lascia spazio alla volontà autonoma di Russia e Ucraina.

Parolin ha poi ribadito l’urgenza della situazione: “È urgente, innanzitutto, una tregua, per mettere fine alle devastazioni, alle città distrutte, ai civili che perdono la loro vita. E poi è urgente arrivare a una pace stabile, giusta e duratura, pertanto accettata e concordata da entrambe le parti.”

La Russia accetti il campo di gioco

L’invito del Vaticano non è una manovra diplomatica mascherata, ma una piattaforma reale per il dialogo. La Russia non ha nulla da temere da Papa Leone XIV, che si è già dimostrato indipendente rispetto ai blocchi geopolitici. Anzi, accettare questa offerta potrebbe rappresentare un gesto di forza, non di debolezza. Scegliere il Vaticano come sede di colloqui sarebbe riconoscere un terreno in cui nessuno ha il vantaggio, ma tutti hanno da guadagnare: la fine del conflitto, la ricostruzione della fiducia e, forse, l’inizio di una nuova architettura di sicurezza in Europa.

Una scelta che potrebbe fare la storia

Il valore del gesto papale sta nella sua disarmante semplicità: offrire uno spazio. Non un piano di pace, non una proposta politica, ma un luogo. Un luogo dove le parole possano riprendere il posto delle armi. Un luogo che, per i credenti, ha una forza spirituale, ma che anche per i laici può rappresentare un’occasione irripetibile.

La pace non si impone, si costruisce. E per cominciare a costruirla serve prima di tutto incontrarsi. Il Vaticano, oggi più che mai, è pronto ad aprire le sue porte.




OTTAWA – S.M. Re Carlo III, in uno storico discorso del trono: “Il Canada è davvero forte e libero!”

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7d59104e b8b4 45f8 9785 d2fd716a97d1Lo scorso martedì, Re Carlo in visita di Stato in Canada, ha pronunciato uno storico discorso, con accanto la Regina Camilla, nella camera reale del Senato, illustrando l’agenda del nuovo governo liberale per la sessione parlamentare imminente; inoltre ha anche affrontato con delicatezza la questione che sta a cuore a molti canadesi, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, i suoi dazi e le provocazioni del 51° Stato americano: ‘’Il Canada ha sempre dato l’esempio al mondo con la sua condotta ed i suoi valori, come forza del bene”, ha affermato. “Come ci ricorda l’inno, il vero Nord è davvero forte e libero!“

Re Carlo, che per l’occasione ha indossato al collo una medaglia dell’Ordine del Canada, ha osservato di aver assistito ad un rinnovato “orgoglio nazionale, colmo di unità e speranza” e di provare “la più grande ammirazione per l’identità unica canadese”, che ha affermato essere conosciuta in tutto il mondo per il coraggio, il sacrificio, la diversità e la gentilezza.

“Ogni volta che vengo qui, un po’ di Canada mi entra nel sangue, e da lì direttamente nel cuore”, ha dichiarato il Re e Capo di Stato Canadese.

1f9c9140 bc56 4390 b890 6c6203292b76Re Carlo è venuto in Canada su richiesta del Primo Ministro Mark Carney, un invito che il capo del governo ha inteso come un modo per affermare la sovranità del Canada come monarchia costituzionale.

“La Corona è da tempo un simbolo di unità per il Canada. Rappresenta anche stabilità e continuità, dal passato al presente”, ha affermato, mentre senatori, parlamentari, gli ex primi ministri Justin Trudeau, Stephen Harper e Kim Campbell, I giudici della Corte Suprema, i più alti ufficiali militari e i leaders indigeni, tra gli altri, osservavano in una Camera Rossa gremita.

Nella parte del discorso scritta da Carney e dal suo team, King Charles III ha affermato che le relazioni del Canada con gli Stati Uniti stanno cambiando e che il Paese sta affrontando ‘’delle sfide senza precedenti”.

5d920638 82d1 473d bbd2 3239b1afa383Oltre all’impegno a rivalutare il duraturo rapporto tra Canada e Stati Uniti, ha affermato che il governo sarà impegnato in altre questioni: costruire un Canada più accessibile tagliando le imposte sul reddito e la GST sulle case per chi acquista per la prima volta, abbattendo le barriere commerciali interne per promuovere il libero scambio in Canada e costruendo un paese più sicuro, rafforzando i confini e assumendo più agenti di polizia per reprimere la criminalità.

Il governo di Carney promette inoltre di “ricostruire la fiducia dei canadesi nell’immigrazione ripristinando l’equilibrio del sistema” e di promuovere la riconciliazione con gli indigeni.

Parlando brevemente con i giornalisti dopo il discorso del Sovrano, il Primo Ministro Canadese Mark Carney ha affermato che il discorso di Re Carlo riguardava la valorizzazione e la preservazione delle “istituzioni canadesi” ed è stato pronunciato “brillantemente” da Sua Maestà. “La nostra sovranità è forte”, ha affermato Mr. Carney. E noi tutti in Canada siamo con lui.




Cittadino italiano sequestrato a New York: arriva il secondo arresto, è un trader svizzero

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grz5ordxgaixmerSi è consegnato spontaneamente alla polizia di New York William Duplessie, trader svizzero attivo nel settore delle criptovalute, ritenuto il secondo responsabile del sequestro di Michael Valentino Teofrasto Carturan, cittadino italiano trattenuto e torturato per diciassette giorni in un appartamento di lusso nel cuore di SoHo, Manhattan.

Secondo quanto riferito dalle autorità, Duplessie avrebbe agito in concorso con John Woeltz, altro trader noto nell’ambiente crypto, già arrestato il 24 maggio durante un blitz della polizia scattato pochi minuti dopo la fuga della vittima. Carturan, infatti, sarebbe riuscito ad allontanarsi dall’appartamento e, scalzo e visibilmente scosso, avrebbe chiesto aiuto a un agente in strada. Le immagini del suo salvataggio, diffuse in esclusiva da NBC New York, mostrano l’uomo in bermuda, mentre implora assistenza.

Nel corso dell’operazione, gli agenti hanno trovato Woeltz in accappatoio e lo hanno fermato senza opporre resistenza. Con il suo arresto, gli investigatori hanno avviato una serie di interrogatori, portando oggi alla svolta rappresentata dalla cattura di Duplessie.

A gettare nuova luce sul profilo psicologico del primo arrestato è stata la madre, Joan Woeltz, che in un’intervista al New York Daily News ha descritto il figlio come un “entusiasta precoce del mondo crypto”, ma anche come una persona vulnerabile, che sarebbe stata “manipolata e isolata dalla famiglia da un altro trader”. Senza mai fare nomi, la donna ha lasciato intendere che dietro l’intero piano potrebbe esserci proprio Duplessie.

Nell’indagine è comparso anche il nome di Beatrice Folchi, 24 anni, italiana residente da anni a New York e assistente personale di Woeltz. La giovane è stata ascoltata dagli inquirenti ma, al momento, non risulta indagata ed è stata rilasciata dopo l’interrogatorio.

Il caso, ancora avvolto da diversi interrogativi, sembra ruotare attorno a un intreccio di interessi economici, criptovalute e relazioni personali deteriorate, che ha portato a un’escalation di violenza. Le autorità stanno ora cercando di chiarire i motivi del sequestro e il ruolo preciso dei soggetti coinvolti.

Agenzia DIRE – www.dire.it




“Stop ai colloqui per il visto”: Trump va avanti nella crociata contro atenei e studenti stranieri

il segretario generale della nato visita gli stati uniti

il segretario generale della nato visita gli stati uniti
DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

L’amministrazione di Trump sospende i colloqui per i visti studenteschi e valuta l’estensione dei controlli sui social media. È l’ultimo attacco alle università, molte delle quali dipendono fortemente dagli studenti stranieri per i finanziamenti. A rivelarlo è Politico, quotidiano statunitense, secondo cui il governo trumpiano sta valutando l’obbligo, per tutti gli studenti stranieri che intendono fare domanda di studio negli Stati Uniti, di sottoporsi a un controllo sui social media: si tratta, chiarisce la testata, di “un’espansione significativa rispetto alle precedenti iniziative in tal senso”, ovvero controlli sui social limitati a studenti individuati come partecipanti alle proteste contro le azioni di Israele a Gaza.

L’ORDINE, A FIRMA DI RUBIO, INVIATO AD AMBASCIATE E CONSOLATI

In vista di questo iter di verifica obbligatorio, l’amministrazione sta prescrivendo alle ambasciate e alle sezioni consolari statunitensi di sospendere la programmazione di nuovi colloqui per i richiedenti di visto per studenti: a confermarlo, secondo il quotidiano, sarebbe un cablogramma di cui è venuto in possesso, datato martedì e firmato dal Segretario di Stato Marco Rubio. Questo il testo riportato del messaggio: “Con effetto immediato in preparazione di un’espansione dei controlli e delle verifiche obbligatorie sui social media, le sezioni consolari non dovrebbero aumentare la capacità di appuntamenti per i visti per studenti o visitatori di scambio, fino a quando non saranno emanate ulteriori linee guida dal Dipartimento di Stato che prevediamo nei prossimi giorni”.

GLI EFFETTI

Politico spiega poi quali effetti ha un dispositivo di questo tipo: “Se l’amministrazione attuasse il piano, potrebbe rallentare notevolmente l’elaborazione dei visti per studenti- si chiarisce- Potrebbe anche danneggiare molte università che fanno in larga parte affidamento sugli studenti stranieri per rimpinguare le proprie casse”.

Queste misure per i visti studenteschi si aggiungono a una serie di provvedimenti e regole che hanno preso di mira le università più prestigiose degli Usa, tra cui Harvard, considerate troppo progressiste e permissive, incapaci di fermare l’ondata di antisemitismo nei campus. Di pari passo, vanno le misure nazionali repressive sull’immigrazione che stanno coinvolgendo anche gli studenti.

“AZZERARE I CONTRATTI FEDERALI CON HARVARD”

In particolare, non si ferma la battaglia intrapresa dall’amministrazione centrale contro Harvard: Secondo quanto riportano alcune testate americane, il governo è pronto ad annullare tutti i contratti federali con l’ateneo di Cambridge, nel Massachusetts. Non solo: secondo il New York Times il taglio previsto è di altri 100 milioni di dollari, che si aggiungono ai 3,2 milioni di fondi congelati il mese scorso. Il quotidiano infatti riferisce i contenuti di una lettera inviata dalla Casa Bianca alle agenzie federali, in cui si chiede di “trovare fornitori alternativi” all’ateneo di Harvard per i servizi futuri. Il presidente di Harvard, Alan Garber, ha denunciato la misura come “illegale e ingiustificata”.
La battaglia governo- università andrà avanti nei tribunali: diversi atenei hanno avviato diverse cause legali per ottenere il ripristino dei fondi e del diritto di accogliere studenti stranieri.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Farnesina: entrati a Gaza i restanti 6 camion di “Food for Gaza”

palestinians receive food cooked by a charity kitchen, in beit lahia

xfarnesina entrati a gaza i restanti 6 camion di food for gaza immagine26Dopo l’ingresso ieri dei primi 9 camion campioni finanziati dal progetto Food for Gaza e affidati al Programma Alimentare Mondiale, oggi- rende noto la Farnesina – sono arrivati anche i restanti 6 sul lato palestinese del valico israeliano di Kerem Shalom. I camion sono stati modificati per poter fungere da “muletti” all’interno della Striscia e distribuire farina e altri aiuti alimentari nei vari punti di distribuzione gestiti o riconosciuti dal PAM. Donati dall’Italia al Programma alimentare mondiale, l’impiego dei 15 camion varrà deciso dal PAM stesso sulla base della situazione e della valutazione del rischio a Gaza, preservando l’incolumità e la sicurezza del personale in loco.(Inform)




Primi camion italiani del programma “Food for Gaza” entrano nella Striscia

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a3bc81273ca0769958cc19befbef00f2Sono entrati nella Striscia di Gaza i primi 9 dei 15 camion finanziati dal Governo italiano attraverso il progetto “Food for Gaza” e donati al Pam (Programma alimentare mondiale – WFP) dell’Onu. Grazie alla collaborazione con il Pam, i 9 camion sono arrivati adesso sul lato palestinese del valico israeliano di Kerem Shalom, percorso che dovrebbero seguire i restanti 6 nelle prossime ore.

I camion sono stati modificati per poter fungere da “muletti” all’interno della Striscia e distribuire farina e altri aiuti alimentari nei vari punti di distribuzione gestiti o riconosciuti dal Pam. In queste ore la situazione nella Striscia è molto delicata, si sono registrati molti assalti della popolazione sia ai veicoli in movimento che ai panifici e ai centri di distribuzione.

Il nuovo arrivo di aiuti si somma agli interventi umanitari precedenti compiuti dal Governo italiano, che ha già mobilitato 35 milioni di euro e più di 100 tonnellate di alimenti e forniture mediche a favore della popolazione di Gaza.




Trump: “Putin è impazzito, non so cosa diavolo gli sia preso”

incontro meloni trump

incontro meloni trump

Ogni tanto Donald Trump fa finta di aver capito. Ha uno sbuffo d’orgoglio ed esterna, per non passare proprio per fesso. Poi magari se lo rimangia. E’ un elastico. E quindi, all’indomani del più massiccio attacco aereo russo in tre anni di guerra, il presidente americano è costretto a dirsi “sorpreso” da Putin. Parlando con i giornalisti nel New Jersey prima di salire a bordo dell’Air Force One, Trump ha detto di “non essere contento” dell’intensificarsi degli attacchi russi, soprattutto mentre i due Paesi in teoria starebbero negoziando un accordo di cessate il fuoco: “Sta uccidendo un sacco di gente, e non so che diavolo sia successo a Putin. Lo conosco da molto tempo. Sono sempre andato d’accordo con lui. Ma sta lanciando razzi sulle città e uccidendo gente, e questo non mi piace affatto. Siamo nel bel mezzo delle trattative e lui sta lanciando razzi su Kiev e altre città”.

Ore dopo, Trump ha continuato a criticare Putin, ribadendo sui social che il leader russo “è completamente impazzito” e sta lanciando missili e droni sulle città ucraine “senza alcun motivo. Sta uccidendo inutilmente un sacco di persone, e non parlo solo di soldati”, ha scritto Trump.

“Ho sempre detto che lui vuole TUTTA l’Ucraina, non solo una parte, e forse si sta rivelando giusto, ma se lo facesse, porterebbe alla caduta della Russia!”, ha scritto.

Alla domanda se stesse prendendo in considerazione l’imposizione di ulteriori sanzioni contro la Russia, cosa che ha minacciato più volte, Trump ha risposto: “Assolutamente, sta uccidendo un sacco di persone”.

Ma Trump – ormai è un canovaccio – ha avuto parole dure anche per il presidente ucraino Zelensky: “Non sta facendo un favore al suo Paese parlando in quel modo. Tutto ciò che esce dalla sua bocca crea problemi. Non mi piace, ed è meglio che la finisca”.

Trump ha poi dichiarato che rinvierà l’imposizione di dazi del 50 percento su tutte le importazioni dall’Unione Europea fino al 9 luglio, per dare più tempo ai negoziati commerciali.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Napoli in festa, in migliaia festeggiano lo scudetto in piazza e al murale di Maradona c’è chi chiede la grazia

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È scudetto. Al triplice fisco dell’arbitro, piazza del Plebiscito è gremita e la tensione del match si libera in un unico grande abbraccio azzurro. Fumogeni, fuochi d’artificio, cori e tante lacrime per le decine di migliaia di persone che hanno deciso di seguire la partita dal maxischermo installato nella piazza simbolo della città di Napoli. Tutti ora sono con gli occhi incollati allo schermo, in attesa di seguire la premiazione della squadra. Poi sarà festa.

CALCIO. CAROSELLI E FUMOGENI, GRANDE FESTA AL VOMERO

Caroselli a via Cilea, via Scarlatti gremita di gente e grande festa sotto il balcone del nonno di via Luca Giordano, dopo quella di due anni fa, per il quarto scudetto del Napoli. Luogo di ritrovo di tanti già nel 2023, dal balcone addobbato a festa, oggi ma anche nei giorni scorsi, partono cori per celebrare la squadra allenata da Antonio Conte. La zona pedonale del Vomero è avvolta dalla nebbia dei tanti fumogeni accesi dai tifosi che cantano e ballano per festeggiare il ritorno del tricolore a Napoli dopo appena due anni.

PELLEGRINAGGIO A MURALE MARADONA TRA CHI RINGRAZIA E CHI CHIEDE UNA GRAZIA

Sì, ci sono i fumogeni con quel loro odore acre che spezza il fiato e con quel rosso che infiamma gli occhi. Sì, ci sono le trombette che risuonano tutto intorno, i decibel alti, altissimi, che stordiscono. Sì, ci sono le bandiere delle dimensioni più diverse che sventolano in ogni direzione e lambiscono e colpiscono i volti di chi passa nei vicoli stretti stretti. Sì, c’è tutto ciò, c’è insieme e appassionatamente ai Quartieri Spagnoli dove il quarto scudetto vinto dal Napoli questa sera è la ragione di una festa che, è tale l’energia che si respira, potrebbe non finire mai. Migliaia di persone si muovono nel labirinto dei Quartieri con un obiettivo: raggiungere il murale di Maradona in via de Deo. Il loro pellegrinaggio, come ogni pellegrinaggio che si rispetti, si sostanzia di fede e di pazienza che permette di accettare la lentezza dell’avanzare verso la meta. E questa sera i pellegrini si dirigono all’iconica opera per ringraziare più che per chiedere una grazia. Tutti, o quasi. Perchè tra i tanti che si dirigono per rendere grazie c’è anche chi alla Dire ammette di avere un desiderio per cui chiederà l’intercessione del Pibe de Oro: che Antonio Conte accompagni la squadra campione d’Italia nell’avventura della Champions.

A PIAZZA VANVITELLI CAROSELLI DI GIOVANISSIMI IN SCOOTER

Folla, bandiere e fumogeni a piazza Vanvitelli per festeggiare lo scudetto appena conquistato dal Napoli di Antonio Conte. La strada, che non è chiusa al traffico veicolare, in questi minuti è teatro di caroselli di giovanissimi in scooter circondati da tifosi in festa.

 

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Il governo Usa può davvero impedire ad Harvard di iscrivere studenti stranieri?

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L’amministrazione Trump vuole impedire ad Harvard di iscrivere studenti internazionali. L’ha annunciato segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem, quella famosa per aver sparato al suo cucciolo di cane perché non le obbediva. E’ una mossa violenta, che dice tantissimo di cosa stanno diventando gli Stati Uniti. Ad Harvard, più di un quarto degli studenti totali, ovvero 6.800, proviene da altri Paesi.
La domanda successiva è: può farlo davvero? E come è possibile? La risposta breve è: sì, può.

Il governo ha un enorme potere su chi entra negli Stati Uniti e chi no, spiega il New York Times. Per college e università, il Dipartimento della Sicurezza Interna dispone di un vasto sistema per gestire e monitorare le iscrizioni delle centinaia di migliaia di studenti internazionali che studiano in tutto il paese in qualsiasi momento. Le università hanno bisogno di una certificazione governativa per utilizzare il database noto come SEVIS, che sta per Student and Exchange Visitor Information System. Ed è proprio questa vulnerabilità che l’amministrazione Trump sta sfruttando contro Harvard.

Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha dichiarato di aver revocato con effetto immediato la certificazione che consente ad Harvard di accedere al SEVIS. In pratica Harvard inserisce i dati degli studenti stranieri nel SEVIS per dimostrare che lo studente è iscritto a tempo pieno e quindi soddisfa i termini del visto che gli è stato rilasciato. Paradossalmente gli studenti possono ancora avere visti validi, ma Harvard non è più in grado di registrarli.

La revoca del SEVIS per Harvard trasporta quasi 7.000 studenti in un limbo. O trovano un’altra università o vengono immediatamente espulsi in massa. Sempre che non intervenga un tribunale a bloccare la mossa di Trump. Infatti ad Harvard resta la possibilità di fare ricorso presso un tribunale federale nel Massachusetts.

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L’Istat conferma: i laureati scappano dall’Italia

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logo istat 426x223Presso la Sala della Regina di Montecitorio, è stato presentato il Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. Dopo i saluti del questore Paolo Trancassini, il rapporto è stato illustrato dal presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli. Per quanto riguarda il quadro demografico dal Rapporto si evidenzia come la dinamica demografica e sociale continui a riflettere trasformazioni profonde, che attraversano generazioni, territori e gruppi sociali. Al 1° gennaio 2025, la popolazione residente in Italia è scesa sotto i 59 milioni. La diminuzione della popolazione, in atto dal 2014, è determinata da una dinamica naturale (saldo tra nascite e decessi) fortemente negativa. La natalità continua a calare, sfavorita dal ridotto numero di donne in età fertile: nel 2024 si sono registrate solo 370 mila nascite, quasi 200 mila in meno rispetto al 2008. La fecondità ha toccato un minimo storico di 1,18 figli per donna e prosegue il rinvio della genitorialità. Dal Rapporto viene anche sottolineato come il saldo migratorio, pure essendo ampiamente positivo, è insufficiente a compensare la perdita di popolazione. Nel 2024 gli ingressi dall’estero sono 435 mila, in aumento rispetto al periodo pre-pandemico. Crescono, tuttavia, anche le uscite: 191 mila persone lasciano il Paese (+20,5 per cento rispetto al 2023), di cui oltre 156 mila cittadini italiani. Particolarmente preoccupante è l’aumento dell’espatrio tra i giovani 25-34enni laureati: 21 mila nel 2023, un record storico. I rientri sono pochi, con il risultato di una perdita netta di capitale umano qualificato pari a 97 mila giovani in dieci anni. L’Istat segnala anche che il 2024 segna la fine della crisi di mortalità legata alla pandemia. La speranza di vita alla nascita cresce, raggiungendo 83,4 anni, con un recupero completo rispetto ai livelli pre-Covid-19 sia per gli uomini sia per le donne. L’Italia si conferma inoltre tra i Paesi europei più longevi. Per l’Istat questo dato, in sé molto positivo, accentua l’invecchiamento della struttura per età della popolazione: un quarto dei residenti ha almeno 65 anni, il doppio rispetto ai minori di 15 anni. Gli ultraottantenni sono quasi 4,6 milioni e gli ultracentenari nel 2024 toccano un nuovo massimo, superando i 23.500. Le previsioni demografiche confermano inoltre un futuro segnato da ulteriore invecchiamento, calo delle nascite e crescente numero di decessi. Inoltre l’evoluzione dei flussi migratori, potenziale fattore di riequilibrio strutturale, presenta ampi margini di incertezza. Nel nuovo millennio, l’unico segmento di popolazione residente in crescita è rappresentato dagli stranieri e dai nuovi cittadini italiani. Al 1° gennaio 2025 si contano 5,4 milioni di residenti stranieri (il 9,2 per cento della popolazione); la comunità più numerosa è quella romena, seguita da quelle albanese e marocchina. Inoltre, – informa l’Istat – al 1° gennaio i cittadini che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono 1,9 milioni, in prevalenza originari di paesi extra-UE. (Inform)

foto da Il Sole 24 Ore