Piazza San Pietro: 250 mila persone per l’estremo saluto a Papa Francesco

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La bara di Papa Francesco, portata in spalla da 14 sediari fuori dalla Basilica di San Pietro, è stata adagiata sul sagrato. L’uscita dalla Basilica è stata accolta da un lungo applauso dei presenti. Così sono iniziati i funerali del pontefice scomparso lo scorso 21 aprile. Sopra la bara del pontefice, il Maestro delle cerimonie, monsignor Diego Ravelli, ha posizionato un Vangelo aperto.

Poco prima dell’inizio delle esequie, all’interno della Basilica di San Pietro diversi capi di Stato hanno reso omaggio alla bara del Pontefice defunto. Tra loro il presidente Usa Donald Trump, accompagnato dalla moglie Melania. Tra i primi anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, e il presidente argentino Javier Milei, con la consorte. Sono quasi 170 le delegazioni provenienti da tutto il mondo

Una piazza silenziosa ha, invece, atteso l’arrivo del feretro sul sagrato della Basilica di San Pietro. A un’ora dall’inizio delle esequie, la Questura riferiva di 100mila persone già presenti. Sono 250mila le persone che hanno partecipato ai funerali di Papa Francesco. Lo rende noto la sala stampa vaticana.

MESSA IN DIVERSE LINGUE

La processione di cardinali e vescovi ha introdotto l’inizio dei funerali per papa Francesco, sul sagrato della Basilica di San Pietro. La cerimonia è presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. Con lui concelebrano 220 cardinali e 750 tra vescovi e sacerdoti.

Durante la messa, che cade nell’Ottava di Pasqua, è stata letta come prima lettura il brano, dagli Atti degli Apostoli, in cui Pietro rammenta Passione, morte e risurrezione di Gesù. La seconda lettura è stata un brano della Lettera di San Paolo ai Filippesi mentre il Vangelo, da un passaggio di Giovanni, racconta dell’apparizione di Gesù risorto ai suoi discepoli. Brani che richiamano il ministero del Papa, successore di Pietro e vescovo di Roma. Nel corso delle celebrazioni, le letture sono state pronunciate in lingue diverse: la prima in inglese, la seconda in spagnolo, il Vangelo in latino – lingua liturgica per la Chiesa cattolica.

DA MELONI A TRUMP ECCO DISPOSIZIONE DELEGAZIONI

In prima fila, alla sinistra del feretro posizionato a terra sul sagrato di San Pietro, ci sono i rappresentanti dell’Italia. Accanto quelli dell’Argentina, sua terra Natale. Le 160 delegazioni arrivate da tutto il mondo a Roma per il funerale di Papa Francesco hanno preso posto in piazza San Pietro per assistere alla cerimonia, che a breve prenderà il via. La disposizione dei posti ha seguito lo stesso protocollo utilizzato per i funerali di papa Wojtyla e del pontefice emerito Joseph Ratzinger.

La delegazione italiana, 20 persone in tutto, è composta tra gli altri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la figlia Laura, e dalla premier Giorgia Meloni. Presenti anche il presidente del Senato e della Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. E ancora: il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Dieci persone rappresentano l’argentina, dal presidente Javier Milei alla sorella Karina, segretaria gnerale fino al ministro degli Esteri Gerardo Werthein.

Secondo il protocollo in prima fila ci sono i sovrani regnanti di religione cattolica, come il re di Spagna Felipe VI e la regina Letizia Ortiz, re Filippo del Belgio e la regina Mathilde, Alberto II di Monaco, il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, John Timothy Dunlap. Poi sarà la volta dei regnanti non cattolici come Carlo XVI Gustavo di Svezia, il principe William del Regno Unito e il principe ereditario di Norvegia Haakon.

Foto dei leader di Antonio Fraioli

I posti delle altre delegazioni sono stati assegnati secondo l’ordine alfabeto francese, a partire dai capi di Stato della Germania e dell’Austria, Frank Walter Steinmeier e Alexander van der Bellen. Poi quello albanese Bajram Begaj e angolano João Manuel Gonçalves Lourenço.

Il presidente Usa Donald Trump, presente insieme alla moglie Melania, siede tra il capo di stato estone Alar Karis e l’omologo finlandese Alexander Stubb, seguito a sua volta dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla consorte Brigitte.

Più lontano invece il leader ucraino Volodymyr Zelensky – in forse fino all’ultimo momento – che ha vicino la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa e la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola. Per l’Onu c’è il segretario generale Antonio Guterres, mentre la Cina è rappresentata dal vice presidente Chen Chin-Jen.

OMELIA CARDINALE GIOVANNI BATTISTA RE: CUORE TRISTE, MA SORRETTI DA FEDE

“In questa maestosa piazza di San Pietro, nella quale Papa Francesco tante volte ha celebrato l’Eucarestia e presieduto grandi incontri nel corso di questi 12 anni, siamo raccolti in preghiera attorno alle sue spoglie mortali col cuore triste, ma sorretti dalla certezza della fede, che ci assicura che l’esistenza umana non termina nella tomba, ma nella casa del Padre in una vita di felicità che non conoscerà tramonto”. Con queste parole il cardinale Giovanni Battista Re ha iniziato l’omelia nei funerali di Papa Francesco, che si stanno svolgendo sul sagrato di San Pietro.

“PLEBISCITO DI AFFETTO, HA TOCCATO MENTI E CUORI”

“A nome del Collegio dei Cardinali ringrazio cordialmente tutti per la vostra presenza. Con intensità di sentimento rivolgo un deferente saluto e vivo ringraziamento ai Capi di Stato, ai Capi di Governo e alle delegazioni ufficiali venute da numerosi Paesi ad esprimere affetto, venerazione e stima verso il Papa che ci ha lasciati”, ha sottolineato il cardinale. “Il plebiscito di manifestazioni di affetto e di partecipazione, che abbiamo visto in questi giorni dopo il suo passaggio da questa terra all’eternità, ci dice quanto l’intenso Pontificato di Papa Francesco abbia toccato le menti ed i cuori“, ha aggiunto.

“NEL CUORE SUA IMMAGINE TRA FOLLA PASQUA”

“La sua ultima immagine, che rimarrà nei nostri occhi e nel nostro cuore, è quella di domenica scorsa, Solennità di Pasqua, quando Papa Francesco, nonostante i gravi problemi di salute, ha voluto impartirci la benedizione dal balcone della Basilica di San Pietro e poi è sceso in questa piazza per salutare dalla papamobile scoperta tutta la grande folla convenuta per la Messa di Pasqua“, ha continuato.

“BUON PASTORE HA DATO VITA PER SUE PECORE”

“Con la nostra preghiera vogliamo ora affidare l’anima dell’amato Pontefice a Dio- ha proseguito Giovanni Battista Re- perché Gli conceda l’eterna felicità nell’orizzonte luminoso e glorioso del suo immenso amore. Ci illumina e ci guida la pagina del Vangelo, nella quale è risuonata la voce stessa di Cristo che interpellava il primo degli Apostoli: ‘Pietro, mi ami tu più di costoro?’. E la risposta di Pietro era stata pronta e sincera: ‘Signore, Tu conosci tutto; Tu sai che ti voglio bene!’. E Gesù gli affidò la grande missione: ‘Pasci le mie pecore’. Sarà questo il compito costante di Pietro e dei suoi Successori, un servizio di amore sulla scia del Maestro e Signore Gesù Cristo. Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza, Papa Francesco ha scelto di percorrere questa via di donazione fino all’ultimo giorno della sua vita terrena“.

“Egli ha seguito le orme del suo Signore, il buon Pastore, che ha amato le sue pecore fino a dare per loro la sua stessa vita. E lo ha fatto con forza e serenità, vicino al suo gregge, la Chiesa di Dio, memore della frase di Gesù citata dall’Apostolo Paolo: ‘C’è più gioia nel dare che nel ricevere’ (Atti, 20,35)”, ha detto.

“IL NOME FRANCESCO SCELTA DI PROGRAMMA”

“Quando il Card. Bergoglio, il 13 marzo del 2013, fu eletto dal Conclave a succedere a Papa Benedetto XVI, aveva alle spalle gli anni di vita religiosa nella Compagnia di Gesù e soprattutto era arricchito dall’esperienza di 21 anni di ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, prima come Ausiliare, poi come Coadiutore e in seguito, soprattutto, come Arcivescovo. La decisione di prendere il nome Francesco apparve subito come la scelta di un programma e di uno stile su cui egli voleva impostare il suo Pontificato, cercando di ispirarsi allo spirito di San Francesco d’Assisi”, ha aggiunto.

“Conservò il suo temperamento e la sua forma di guida pastorale, e diede subito l’impronta della sua forte personalità nel governo della Chiesa, instaurando un contatto diretto con le singole persone e con le popolazioni, desideroso di essere vicino a tutti, con spiccata attenzione alle persone in difficoltà, spendendosi senza misura, in particolare per gli ultimi della terra, gli emarginati. È stato un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti. Inoltre è stato un Papa attento al nuovo che emergeva nella società ed a quanto lo Spirito Santo suscitava nella Chiesa”, ha sottolineato.

“PER LUI CHIESA È CASA DI TUTTI”

“Il suo carisma dell’accoglienza e dell’ascolto, unito ad un modo di comportarsi proprio della sensibilità del giorno d’oggi, ha toccato i cuori, cercando di risvegliare le energie morali e spirituali. Il primato dell’evangelizzazione è stato la guida del suo Pontificato, diffondendo, con una chiara impronta missionaria, la gioia del Vangelo, che è stata il titolo della sua prima Esortazione Apostolica Evangelii gaudium. Una gioia che colma di fiducia e speranza il cuore di tutti coloro che si affidano a Dio”, ha affermato.

“Filo conduttore della sua missione è stata anche la convinzione che la Chiesa è una casa per tutti; una casa dalle porte sempre aperte. Ha più volte fatto ricorso all’immagine della Chiesa come ‘ospedale da campo’ dopo una battaglia in cui vi sono stati molti feriti; una Chiesa desiderosa di prendersi cura con determinazione dei problemi delle persone e dei grandi affanni che lacerano il mondo contemporaneo; una Chiesa capace di chinarsi su ogni uomo, al di là di ogni credo o condizione, curandone le ferite”, ha aggiunto il Cardinale.

“VIAGGIO IN IRAQ NEL 2021 NELLA STORIA”

“Dei suoi 47 faticosi Viaggi Apostolici resterà nella storia in modo particolare quello in Iraq nel 2021, compiuto sfidando ogni rischio. Quella difficile Visita Apostolica è stata un balsamo sulle ferite aperte della popolazione irachena, che tanto aveva sofferto per l’opera disumana dell’ISIS. È stato questo un Viaggio importante anche per il dialogo interreligioso, un’altra dimensione rilevante della sua opera pastorale. Con la Visita Apostolica del 2024 a quattro Nazioni dell’Asia-Oceania, il Papa ha raggiunto la periferia più periferica del mondo”, ha ricordato.

“MISERICORDIA E GIOIA VANGELO SUE PAROLE CHIAVE”

“Papa Francesco ha sempre messo al centro il Vangelo della misericordia, sottolineando ripetutamente che Dio non si stanca di perdonarci: Egli perdona sempre qualunque sia la situazione di chi chiede perdono e ritorna sulla retta via. Volle il Giubileo Straordinario della Misericordia, mettendo in luce che la misericordia è ‘il cuore del Vangelo’. Misericordia e gioia del Vangelo sono due parole chiave di Papa Francesco”, ha continuato.

“NESSUNO SI SALVA DA SOLO”

“In contrasto con quella che ha definito ‘la cultura dello scarto’– haaggiunto- ha parlato della cultura dell’incontro e della solidarietà. Il tema della fraternità ha attraversato tutto il suo Pontificato con toni vibranti. Nella Lettera Enciclica ‘Fratelli tutti’ ha voluto far rinascere un’aspirazione mondiale alla fraternità, perché tutti figli del medesimo Padre che sta nei cieli. Con forza ha spesso ricordato che apparteniamo tutti alla medesima famiglia umana. Nel 2019, durante il viaggio negli Emirati Arabi Uniti, Papa Francesco ha firmato un documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’, richiamando la comune paternità di Dio. Rivolgendosi agli uomini e alle donne di tutto il mondo, con la Lettera Enciclica Laudato si’ ha richiamato l’attenzione sui doveri e sulla corresponsabilità nei riguardi della casa comune. ‘Nessuno si salva da solo’“.

“SUA ESORTAZIONE ‘COSTRUIRE PONTI NON MURI’”

“‘Costruire ponti e non muri’– ha detto- è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni. In unione spirituale con tutta la Cristianità siamo qui numerosi a pregare per Papa Francesco perché Dio lo accolga nell’immensità del suo amore”.

FRANCESCO TI CHIEDIAMO DI PREGARE PER NOI

“Papa Francesco soleva concludere i suoi discorsi ed i suoi incontri dicendo: ‘Non dimenticatevi di pregare per me’. Caro Papa Francesco, ora chiediamo a Te di pregare per noi e che dal cielo Tu benedica la Chiesa, benedica Roma, benedica il mondo intero, come domenica scorsa hai fatto dal balcone di questa Basilica in un ultimo abbraccio con tutto il popolo di Dio, ma idealmente anche con l’umanità che cerca la verità con cuore sincero e tiene alta la fiaccola della speranza”, ha concluso tra gli applausi della folla.

OMELIA, APPLAUSI PER PASSAGGI SU MIGRANTI, PACE E MURI DA ABBATTERE

Sono diversi i passaggi in cui l’omelia pronunciata dal cardinale Giovanni Battista Re per funerali di Papa Francesco ha raccolto gli applausi dei fedeli presenti. Il primo è in occasione delle parole dedicate all’attenzione del Pontefice agli ultimi e ai migranti e in particolare al “significativo” primo viaggio di Papa Francesco a Lampedusa. Stesso esito anche quando il cardinale ha ricordato “la celebrazione di una Messa al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, in occasione del suo viaggio in Messico”. Applausi anche quando Giovanni Battista Re ha richiamato alla memoria le parole del Santo Padre “Nessuno si salva da solo”.

Ma il momento in cui la folla ha accompagnato con intenso calore l’omelia c’è stato quando il cardinale ha elogiato Papa Francesco e la sua voce “incessantemente elevata” per “implorare la pace”. Così come quando ha ribadito che “la guerra lascia sempre il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




25 aprile, Mattarella: “È sempre tempo di Resistenza” (VIDEO)

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona di alloro al Milite Ignoto, all’Altare della Patria, per la cerimonia in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione.

Il Capo dello Stato è accompagnato – tra gli altri – dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, dal presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, e dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Al termine della Cerimonia, Mattarella è salito sull’auto presidenziale ed è partito poi per Genova, dove parteciperà ad altre iniziative per il 25 aprile.

APPLAUSI E STANDING OVATION PER MATTARELLA A GENOVA

Un lunghissimo applauso e la standing ovation dei presenti ha accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima che prendesse la parola dal palco del Teatro Ivo Chiesa di Genova, dove sono in programma gli interventi istituzionali per l’80esimo anniversario della Liberazione.

“Dalla Liguria è venuta una forte lezione sulla moralità della Resistenza, sulle ragioni di fondo che si opponevano al dominio dell’uomo sull’uomo, si opponevano a un conflitto nato non per difendere la propria comunità ma come aggressione alla libertà di altri popoli”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha dovuto aspettare alcuni secondi che terminassero gli applausi.

“Assumendo comportamenti elementari di rispetto e di solidarietà– ha aggiunto il Capo dello Stato- i partigiani si uniformavano a quel Codice di Cichero, che faceva sì che, nelle formazioni, il capo dovesse mangiare per ultimo, potesse addormentarsi solo una volta accertato personalmente che tutto funzionasse e fosse in ordine, avesse i turni di guardia più gravosi, che non si bestemmiasse, che non si molestassero le donne, che non si requisisse senza pagare il dovuto, che si dovesse dividere con gli altri qualunque cosa si ricevesse”.

Il presidente ha continuato: “Nel 1945 l’Italia si unì nuovamente – Sud e Nord – dopo che quest’ultimo era stato separato e trattenuto in ostaggio dai nazisti e dalla Repubblica di Salò. Tante le sofferenze e i caratteri originali della Resistenza ligure, solidamente collegata ai centri di Torino e di Milano e destinata, come essi, a soffrire sino in fondo la barbarie nazista e fascista”.

MATTARELLA: “NON POSSIAMO ARRENDERCI AD ASSENTEISMO CITTADINI DA COSA PUBBLICA”

“È l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà. Da questi principi fondativi viene un appello: non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità. Anche per rispettare i sacrifici che il nostro popolo ha dovuto sopportare per tornare a essere cittadini, titolari di diritti di libertà”.

MATTARELLA: “NO PACE SOLO PER ALCUNI, È GRANDE LEZIONE PAPA FRANCESCO”

“Non ci può essere pace soltanto per alcuni. Benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri. È la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco”, ha proseguito Mattarella.

“Nella sua ‘Fratelli tutti’, ci ha esortato a superare ‘conflitti anacronistici’ ricordandoci che ‘ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte… Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti’”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

MATTARELLA: “PATRIOTI SEPPERO ASSUMERE RESPONSABILITÀ GOVERNO”

“Con le stragi della Pasqua di sangue del 1944 alla Benedicta, di Fontanafredda di Masone, all’Olivetta di Portofino, a Costa Binella di Testico, alla Foce del Centa di Albenga, a Molini di Triora, Torre Paponi di Pietrabruna ove due sacerdoti vennero arsi vivi, a Ressora di Arcola. Qui si sviluppa la maturazione politica di patrioti che sanno assumere, accanto alle operazioni militari di sabotaggio e di contrasto alle forze di occupazione, responsabilità di governo“, ha detto il presidente.

“Qui si collocano anelli di quell’arco di esperienze di ‘zone libere’ che confermano la presenza sul territorio delle formazioni partigiane e la stretta relazione con le popolazioni. Qui, con la libera Repubblica di Pigna e di Triora nell’Imperiese, di Torriglia nel Genovese, della Repubblica del Vara in Alta Val di Vara nello Spezzino, emerge la dimostrazione della estraneità tra regime e popolazioni. Questo si manifestava nelle vallate, e trovava conferma nelle città dalle quali migliaia di donne e uomini vennero ignobilmente avviate al lavoro coatto in Germania, alla deportazione verso il lager di Mauthausen. E la fabbrica, le fabbriche, si manifestarono, una volta di più, luoghi di solidarietà, scuole di democrazia, con la crescita di coscienza sindacale, e la costituzione delle squadre di difesa operaia. Con gli scioperi nel Savonese e nello Spezzino alla fine del 1943 e nel 1944- ha aggiunto Mattarella- che conferirono una forte spinta all’allargamento del consenso verso il movimento partigiano. Gli scioperi a Genova del 1943 sino al giugno del 1944, sino allo sciopero insurrezionale del 1945″.

Per Mattarella “è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata”.

MELONI: “NAZIONE RIAFFERMA CENTRALITÀ VALORI NEGATI DA REGIME FASCISTA”

“Oggi l’Italia celebra l’ottantesimo Anniversario della Liberazione. In questa giornata, la Nazione onora la sua ritrovata libertà e riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato e che da settantasette anni sono incisi nella Costituzione repubblicana. La democrazia trova forza e vigore se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto e sulla libertà e non sulla sopraffazione, l’odio e la delegittimazione dell’avversario politico”. Così in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Oggi rinnoviamo il nostro impegno affinché questa ricorrenza possa diventare sempre di più un momento di concordia nazionale, nel nome della libertà e della democrazia, contro ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e violenza politica”, aggiunge la premier.

GUALTIERI: “PAGINA FONDAMENTALE, MANTENIAMO VIVA MEMORIA”

“Ottant’anni fa, il 25 aprile 1945, l’Italia riconquistò la libertà. Ricordiamo con profonda gratitudine il sacrificio e la determinazione di quelle donne e quegli uomini che lottarono contro il Nazifascismo e riscattarono il Paese. Roma, città Medaglia d’oro per la Resistenza, onora oggi la memoria di tutti coloro che si sono battuti per consegnarci un’Italia libera e democratica. Il loro esempio ci guida ancora oggi nell’impegno quotidiano per difendere e promuovere i principi fondamentali della nostra Repubblica: libertà, democrazia, giustizia sociale e uguaglianza nei diritti. Manteniamo viva la memoria di quella pagina fondamentale della nostra Storia, trasformandola in ispirazione per difendere quelle conquiste e costruire insieme un futuro migliore. Buona Festa della Liberazione a tutte e a tutti”. Lo scrive sui social il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Ecco la tomba di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore: la foto

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foto a 2 sito 2025 04 24t165734.786 1024x576La tomba di Papa Francesco è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione “Franciscus” e la riproduzione della sua croce pettorale. Informazioni, queste, condivise dalla Santa Sede anche con una fotografia a corredo.

“La tomba è stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della basilica di Santa Maria Maggiore” si riferisce nella comunicazione. “La tomba è situata nei pressi dell’Altare di San Francesco”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Papa Francesco “non si è reso conto, non ha sofferto”: il prof. Alfieri racconta gli ultimi istanti

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screenshot 2025 04 22 211424“Quando sono arrivato a Santa Marta il Santo Padre era ancora vivo, aveva gli occhi aperti, aveva l’ossigeno, aveva una flebo, però non era vigile. Bisognava capire che cosa avesse, non era un problema respiratorio, era ancora vivo però era in coma”: il ricordo degli ultimi istanti di vita di Papa Francesco nell’intervista esclusiva al professor Sergio Alfieri, del Policlinico Gemelli, andata in onda questa sera, martedì 22 aprile, al Tg 1.

Il capo équipe al Gemelli che lo aveva seguito nell’ultimo lungo ricovero, è stato tra la stretta cerchia di persone vicina al Pontefice nel momento del trapasso. E una cosa può dirla per rassicurare i fedeli e chi ha voluto bene a Francesco: “Se ha sofferto? Non si è reso conto, sarà partito un embolo, avrà avuto un ictus, e questo lo posso dire con certezza: il Santo Padre non ha sofferto”, ha risposto così infatti alla domanda diretta del giornalista.

Quindi al microfono del Tg 1 racconta i giorni precedenti alla sua morte, come lo aveva trovato nelle ultime visite di controllo: “Mercoledì scorso in Vaticano, con i colleghi del Gemelli, l’abbiamo trovato in ripresa, convalescente, ancora un po’ affaticato ma in grande forma”, spiega Alfieri. Poi lo aveva rivisto sabato santo: “Una cosa mi ha colpito: gli ho detto ‘Santo Padre, è stato anche a visitare le persone che sono in carcere?’ Lui mi ha detto di sì e che però era affranto perché non gli aveva potuto lavare i piedi”.

Lunedì mattina al capezzale di Papa Francesco, a Santa Marta, quando lo ha trovato con gli occhi aperti ma non vigile, Alfieri ha subito compreso che si trattava di qualcosa di serio: “Bisognava capire che cosa avesse, l’ho ascoltato col fonendoscopio in entrambi i campi polmonari, ma non era un problema respiratorio”, ovvero la sue condizioni non erano riconducibili alle patologie per cui era stato 28 giorni ricoverato e curato al Policlinico. Di lì a poco Bergoglio è spirato, così, senza accorgersene, senza dolore è arrivato alla “casa di Dio”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Venezuela, l’imprenditore Giancarlo Spinelli è in carcere da 15 mesi: «Accusato di terrorismo e traffico d’armi ma è innocente»

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680a20faab92bIl 21 febbraio del 2024 è stato arrestato a Caracas, dove vive da quando aveva pochi anni. Di Giancarlo Spinelli, 59 anni, nato a Cesena, italo-venezuelano, scrive il Resto del Carlino: sarebbe accusato nel Paese sudamericano di terrorismo, tradimento della patria, associazione a delinquere e traffico di armi.

Le accuse contro Giancarlo Spinelli

E’ stato prima rinchiuso nel carcere Helicoide, uno dei più duri del Venezuela e da febbraio di quest’anno è stato trasferito nel penitenziario Yare III, nello stato del Miranda. A denunciare la situazione è il cugino, omonimo di Giancarlo Spinelli. «E’ innocente. E’ stato arrestato con pesanti accuse, ma sono false. Giancarlo conosce persone influenti nel governo, non è un eversivo. E’ rinchiuso in un lager, dove non ci sono letti».

Solo la moglie riuscirebbe ad incontrarlo e la famiglia si è affidata ad un avvocato venezuelano: «Da un paio di giorni – continua il cugino parlando con il quotidiano – non ho notizie di lui, è malato, soffre di problemi di intestino e di pressione. Pochi escono vivi da quelle prigioni». Spinelli per lavoro riparava e modificava le armi. L’ambasciata italiana e il consolato a Caracas starebbero seguendo il caso e mantengono contatti con la moglie.

Il precedente di Alberto Trentin

Sempre in Venezuela da cinque mesi è recluso il cooperante italiano, Alberto Trentini, per cui sono in atto contatti diplomatici per la liberazione.

da Il Corriere di Bologna




Odoguardi (MAIE): “Un italiano è per sempre, dovunque nasca nel mondo”

odoguardi maie loghi

Un concetto deve essere chiaro, ed è proprio su quello – con i nostri emendamenti – che puntiamo come Movimento Associativo Italiani all’Estero: il figlio o il nipote di un italiano è italiano dovunque nasca nel mondo.

Vanno dunque eliminate dal testo del tanto discusso decreto le parole “nato in Italia” che introducono pericolosamente il concetto di ius soli, come giustamente sottolineato dal presidente del MAIE Ricardo Merlo in una recente intervista.

Secondo le informazioni che ci giungono dal Palazzo, e secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, alcune forze politiche, anche all’interno del centrodestra stesso, non si trovano totalmente d’accordo con il decreto nella forma in cui è stato presentato – decreto che pure è stato votato all’unanimità dal Consiglio dei ministri – e stanno annunciando misure in grado di migliorarlo.

E’ il caso della Lega, per esempio, che sposa totalmente la visione del MAIE: le parole “nato in Italia” vanno assolutamente cancellate. Va proprio in questa direzione l’unico emendamento presentato dal Carroccio: l’obiettivo è chiarire che la riforma agisce nel perimetro dello ius sanguinis, che la trasmissione della cittadinanza fra genitore e figlio è automatica e che è italiano chi ha il nonno cittadino italiano, escludendo però – appunto – l’espressione “nato in Italia”.

In questi giorni continuiamo a ricevere messaggi da italiani residenti all’estero e dai loro discendenti, giustamente preoccupati a causa di un decreto che rischia di limitare con forza la trasmissione della cittadinanza ius sanguinis, spezzando così l’italianità nel mondo.

A tutti loro oggi possiamo dire che siamo fiduciosi: con il lavoro parlamentare e politico che stiamo portando avanti senza pausa, puntiamo a una riforma della cittadinanza – con cui siamo sempre stati d’accordo – che non dimentichi che l’emigrazione italiana fa parte della nostra Storia e che gli italiani nel mondo sono una enorme ricchezza per l’Italia. La battaglia continua.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




La salma di Papa Francesco è nella Basilica di San Pietro, fedeli in fila per entrare (VIDEO)

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salma papa francesco a san pietro fileminimizer“Laudetur Jesus Christus”: si è conclusa con le stesse parole con le quali era cominciata la diretta dei media vaticani dedicata al rito della traslazione della salma di papa Francesco. La bara con il corpo del pontefice è stata posta di fronte all’altare della confessione, senza catafalaco, nella basilica vaticana di San Pietro. Secondo quanto riferito dai media vaticani, durante il passaggio della processione con il feretro, in piazza erano presenti 20mila persone.

Dalle 11 le porte della basilica di San Pietro sono aperte per le migliaia di fedeli che vorranno rendere omaggio a papa Francesco e partecipare ai funerali che saranno officiati sabato dal cardinale Giovanni Battista Re. L’esposizione del corpo del pontefice durerà tre giorni, da oggi fino alla mezzanotte, domani dalle 7 alle 24 e poi dalle 7 fino alle 19 di venerdì.

IN PIAZZA O IN FILA PER ENTRARE, FEDELI RENDONO OMAGGIO A FRANCESCO

Un caldo sole accompagna i numerosi fedeli che dalle prime ore del mattino sono in fila in via di Porta Angelica per raggiungere i varchi sotto il colonnato del Bernini. In tanti stanno affollando la strada che conduce a San Pietro e rendere omaggio a Papa Francesco, morto lo scorso 21 aprile all’età di 88 anni. Da questa mattina, infatti, la Basilica sarà aperta aperta ai fedeli che vogliono salutare il pontefice argentino. Sabato i funerali. Tra i fedeli, numerosi quelli provenienti da Roma ma tra le persone che camminano strette l’una di fianco all’altra c’è anche chi è originario del Paese di Papa Bergoglio. “Io sono argentino ma vivo con la mia famiglia in Inghilterra- racconta Jorge all’agenzia Dire- oggi siamo tristi ma con la speranza che gli insegnamenti di Papa Francesco vivano sempre nei nostri cuori. Quello di oggi è un momento di rispetto per una figura che per il mio Paese e per tutto il mondo è stato un referente religioso e il Capo di Stato del Vaticano. Ma spiritualmente è stato importante per tutto il mondo. Ricordo di averlo conosciuto a Buenos Aires e l’ho visto quattro volte. In una di queste occasioni l’ho visto durante una messa per i migranti nel quartiere La Boca, mentre un’altra messa l’ha tenuta per la gente più povera della mia città, la Capitale Argentina. Ricordo Papa Francesco sempre con i più poveri”.

Tanti gli italiani in fila. Tra loro la signora Valeria, di Napoli. “Proprio questa mattina alle 9- racconta- avevamo l’udienza privata con Papa Francesco, ci è stata annullata una decina di giorni fa ma siamo qui per dare un ultimo saluto al nostro Papa, il Papa del popolo, delle persone comuni. La frase che diceva sempre e che ripeteva mia mamma era ‘Non vi dimenticate di pregare per me’: sicuramente noi tutti pregheremo per lui e spero che lui ci accolga con la sua preghiera davanti al Padre Celeste”.La signora Valeria ha un ricordo personale del Santo Padre che porterà sempre con sé. “Mia mamma era molto devota a Papa Francesco e ogni domenica ascoltava la sua preghiera dopo la messa. E il Papa diceva proprio ‘Non vi dimenticate di pregare per me’. Chiedeva questo alle persone comuni. E poi augurava anche il buon pranzo prima di spegnere il collegamento. Io ricorderò sempre anche il suo primo momento dopo la sua elezione a Papa: spero che tutti accolgano il suo invito a pregare per lui”.

“Io studio a Roma- afferma Benedetta, 21 anni di Catanzaro- e ho sempre sentito la vicinanza con il Pontefice. Credo che sia stato un Papa buono. Purtroppo non ho avuto molte occasioni per poter venire in Vaticano e credo che questa sia una delle esperienze migliori. Vediamo se riuscirò a venire anche per i funerali. Ora vivo l’atmosfera di Roma: c’è tanta attesa, sento anche il calore degli altri fedeli, sono una persona molto religiosa. Mi sento onorata di poter vivere in questa città così bella e così grande che ci ha dato molto, ovviamente anche grazie al Papa”. Benedetta affida poi un pensiero al futuro Papa, proprio in memoria di Papa Bergoglio. “Francesco è stato un Papa progressista, quindi da questo nuovo Pontefice mi aspetto che si facciano altri passi avanti in questo senso e che non si torni indietro”. Infine un ricordo personale. “La sua umiltà. L’ho sempre visto in televisione, sui social e attraverso i telegiornali: è stato un Papa umile, questo è il ricordo che ho di lui insieme al suo viso buono”.

Intanto la macchina organizzativa non si ferma. Tante le ragazze e i ragazzi della Protezione Civile incaricati di accogliere i fedeli e di assicurare che tutto si svolga nel migliore dei modi. “Siamo partiti da Aprilia verso le 4:40 del mattino- spiega Christian, 19 anni- siamo arrivati per organizzarci con la Regione Lazio e ora siamo qui nella postazione di Porta Angelica dalle 5:30-6:00. Al momento tutto sta andando bene. C’è stata qualche richiesta per aiutare le persone disabili- conclude- ma per adesso il passaggio delle persone scorre fluentemente”.

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La Repubblica Dominicana ha arrestato ed espulso 48 donne incinte e 39 partorienti

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haiti 2 48 donne incinte, 39 partorienti e 48 minorenni. La Direzione Generale delle Migrazioni della Repubblica Dominicana le ha arrestate, per cacciarle. E ha avviato le operazioni di rimpatrio per decine di cittadini haitiani ricoverati negli ospedali pubblici del Paese. Le procedure sono state supervisionate personalmente dal direttore dell’agenzia, il viceammiraglio Luis Rafael Lee Ballester, presso il centro di detenzione per migranti irregolari di Haina. “È fondamentale un controllo diretto per garantire il rispetto dei diritti umani nel quadro di una politica migratoria rigorosa ma equa”, ha dichiarato il responsabile.

Secondo quanto comunicato dalla DGM, le donne sono state trasportate a bordo di nuovi autobus appositamente equipaggiati, messi a disposizione per il trasferimento in condizioni definite “confortevoli”.

Il governo dominicano sta disperatamente cercando di contenere l’ingresso di migranti irregolari haitiani, in particolare in seguito al deterioramento della crisi umanitaria che colpisce Haiti. Il Paese caraibico, tra i più poveri al mondo, è in larga parte sotto il controllo di gruppi armati. Per contenere le ricadute della crisi, la Repubblica Dominicana ha rafforzato i controlli alla frontiera, costruendo anche un muro lungo parte del confine, e ha esteso le verifiche alle strutture sanitarie.

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Tutti i leader del mondo a Roma per il funerale di Papa Francesco

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leader mondiali a roma 1024x576Lo aveva chiamato “il più brasiliano tra gli argentini” e allora Luiz Inácio Lula da Silva è uno dei presidenti che non potrà mancare. Uno tra tanti, da decine di Paesi e cinque continenti, per l’addio a papa Francesco, sabato alle 10, in piazza San Pietro. La conferma Lula l’ha data ieri sera, la notte in Italia e in Vaticano. Il presidente brasiliano ha detto che ci sarà sottolineando ancora una volta l’importanza dell’impegno globale di Francesco per la lotta contro la povertà, le ingiustizie sociali e i cambiamenti climatici. E forse non è un caso che il primo viaggio all’estero di Francesco fosse stato in Brasile, nel 2013, con Lula già presidente. C’erano state poi le canonizzazioni di due religiosi e 30 cattolici brasiliani martirizzati nel XVII secolo. Poi, nel 2019, dopo l’enciclica Laudato si’, la scelta di tenere in Vaticano il Sinodo speciale per l’Amazzonia.

Prima e dopo quella di Lula, sono arrivate tante conferme di partecipazione. La lista dettagliata sarà diffusa dalla Santa Sede solo in prossimità delle esequie ma è già chiaro che le presenze saranno numerose e di rilievo globale.

I PRIMI LEADER CONFERMATI

Ha annunciato che ci sarà, il presidente americano Donald Trump, insieme con la “first lady” Melania. E stamane sono stati confermati gli arrivi del capo di Stato francese, Emmanuel Macron, dell’ucraino Volodymyr Zelensky e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Non ci sarà il presidente russo Vladimir Putin, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini commessi durante il conflitto tra Mosca e Kiev. In piazza San Pietro arriverà invece il patriarca ortodosso Kirill, che aveva incontrato e sottoscritto con Francesco una dichiarazione ecumenica all’Avana, a Cuba, nel 2016.

NON DEFINITE LE SCELTE DELLA CINA

Non ancora definite o comunicate le scelte della Cina. Un portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha espresso cordoglio per la morte del papa ma a una domanda diretta su chi rappresenterà Pechino sabato ha risposto di “non avere informazioni”. Sul piano dei rapporti bilaterali, però, il responsabile ha evidenziato il rilievo del pontificato di Francesco. “La Cina è pronta a lavorare con il Vaticano”, ha detto Guo, “per continuare a migliorare i rapporti”. La Santa Sede e Pechino avevano siglato un accordo sulla nomina dei vescovi nel 2018, poi rinnovato lo scorso anno.

Restando in Asia, a partire sarà anche Jose Ramos-Horta, presidente di Timor est: Stato emerso da una guerra di liberazione, nell’arcipelago delle Piccole isole della Sonda, meta lo scorso anno del viaggio più lungo del pontificato di Francesco, “quasi alla fine del mondo”, proseguito anche in Oceania.

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Papa Francesco, i funerali si terranno sabato alle 10 sul sagrato di San Pietro

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imagoeconomica 2003321 fileminimizerSabato 26 aprile 2025 alle ore 10, primo giorno dei Novendiali, sul sagrato della Basilica di San Pietro sarà celebrata la Santa messa esequiale del Romano pontefice Francesco, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis: così la Santa Sede in una nota.

A presiedere la liturgia sarà il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. Potranno concelebrare: i patriarchi e i cardinali, che si troveranno, entro le ore 9, nella Cappella di San Sebastiano in Basilica, portando con sé la mitra bianca damascata; gli arcivescovi e i vescovi, che si troveranno, entro le ore 8.30, al Braccio di Costantino, portando con sé amitto, camice, cingolo e mitra bianca semplice; i presbiteri, che si troveranno, entro le ore 8.30, direttamente nel settore loro riservato in Piazza San Pietro, dove indosseranno l’amitto, il camice, il cingolo e la stola rossa che avranno portato con sé. Al termine della celebrazione eucaristica avranno luogo l’Ultima commendatio e la Valedictio. Nella nota, firmata da Diego Ravelli, arcivescovo titolare di Recanati, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie si legge anche che “di seguito il feretro del Romano pontefice sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione”.

DOMANI ALLE 9 LA TRASLAZIONE, DA SANTA MARTA A SAN PIETRO

Da piazza Santa Marta a piazza dei Protomartiri romani e poi dall’Arco delle campane fino in piazza San Pietro e all’ingresso nella Basilica vaticana attraverso la porta centrale: questo l’itinerario della processione della traslazione del corpo di papa Francesco, in programma domani alle 9. A comunicare i dettagli sul percorso e sui tempi è stata oggi la Santa sede, attraverso una nota. “Domani alle 9 la bara con il defunto Romano pontefice Francesco sarà portata dalla cappella della Domus Sanctae Marthae alla Basilica papale di San Pietro, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis” si legge nel testo. “Dopo il momento di preghiera, presieduto da Sua eminenza reverendissima il signor cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa romana Chiesa, ha inizio la traslazione”. Poi, sul percorso: “La processione percorrerà la piazza Santa Marta e la piazza dei Protomartiri romani; dall’Arco delle campane uscirà in piazza San Pietro ed entrerà nella Basilica vaticana attraverso la porta centrale”.

La Santa Sede informa ancora: “Presso l’altare della Confessione il cardinale Camerlengo presiederà la liturgia della Parola, al termine della quale avranno inizio le visite alla salma del Romano pontefice”. Nella nota si continua: “I patriarchi e i cardinali, indossando l’abito corale loro proprio, si troveranno nella Cappella della Domus Sanctae Marthae per le ore 8.45. Gli arcivescovi e i vescovi, i canonici del capitolo vaticano, i penitenzieri minori vaticani ordinari e, in conformità al Motu proprio ‘Pontificalis Domus’, tutti i componenti della cappella pontificia, indossando l’abito corale loro proprio, si troveranno in piazza Santa Marta per le ore 8.30”.

DOMENICA A SAN PIETRO SECONDA MESSA ESEQUIALE CON GIOVANI

Una messa esequiale in suffragio di papa Francesco si terrà domenica in piazza San Pietro con la partecipazione anche dei giovani partecipanti al Giubileo degli adolescenti che vorranno prendervi parte: lo ha riferito il direttore della santa stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

“Sarà la seconda del ciclo del novendiale”, è stato specificato, con riferimento al funerale previsto sabato, “e sarà celebrata dal cardinale Pietro Parolin”. Bruni ha aggiunto: “I ragazzi che avranno fatto il loro Giubileo saranno benvenuti in piazza domenica”. Il novendiale è il periodo di nove giorni di lutto che segue la morte di un papa.

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