La Repubblica Dominicana ha arrestato ed espulso 48 donne incinte e 39 partorienti

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haiti 2 48 donne incinte, 39 partorienti e 48 minorenni. La Direzione Generale delle Migrazioni della Repubblica Dominicana le ha arrestate, per cacciarle. E ha avviato le operazioni di rimpatrio per decine di cittadini haitiani ricoverati negli ospedali pubblici del Paese. Le procedure sono state supervisionate personalmente dal direttore dell’agenzia, il viceammiraglio Luis Rafael Lee Ballester, presso il centro di detenzione per migranti irregolari di Haina. “È fondamentale un controllo diretto per garantire il rispetto dei diritti umani nel quadro di una politica migratoria rigorosa ma equa”, ha dichiarato il responsabile.

Secondo quanto comunicato dalla DGM, le donne sono state trasportate a bordo di nuovi autobus appositamente equipaggiati, messi a disposizione per il trasferimento in condizioni definite “confortevoli”.

Il governo dominicano sta disperatamente cercando di contenere l’ingresso di migranti irregolari haitiani, in particolare in seguito al deterioramento della crisi umanitaria che colpisce Haiti. Il Paese caraibico, tra i più poveri al mondo, è in larga parte sotto il controllo di gruppi armati. Per contenere le ricadute della crisi, la Repubblica Dominicana ha rafforzato i controlli alla frontiera, costruendo anche un muro lungo parte del confine, e ha esteso le verifiche alle strutture sanitarie.

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Tutti i leader del mondo a Roma per il funerale di Papa Francesco

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leader mondiali a roma 1024x576Lo aveva chiamato “il più brasiliano tra gli argentini” e allora Luiz Inácio Lula da Silva è uno dei presidenti che non potrà mancare. Uno tra tanti, da decine di Paesi e cinque continenti, per l’addio a papa Francesco, sabato alle 10, in piazza San Pietro. La conferma Lula l’ha data ieri sera, la notte in Italia e in Vaticano. Il presidente brasiliano ha detto che ci sarà sottolineando ancora una volta l’importanza dell’impegno globale di Francesco per la lotta contro la povertà, le ingiustizie sociali e i cambiamenti climatici. E forse non è un caso che il primo viaggio all’estero di Francesco fosse stato in Brasile, nel 2013, con Lula già presidente. C’erano state poi le canonizzazioni di due religiosi e 30 cattolici brasiliani martirizzati nel XVII secolo. Poi, nel 2019, dopo l’enciclica Laudato si’, la scelta di tenere in Vaticano il Sinodo speciale per l’Amazzonia.

Prima e dopo quella di Lula, sono arrivate tante conferme di partecipazione. La lista dettagliata sarà diffusa dalla Santa Sede solo in prossimità delle esequie ma è già chiaro che le presenze saranno numerose e di rilievo globale.

I PRIMI LEADER CONFERMATI

Ha annunciato che ci sarà, il presidente americano Donald Trump, insieme con la “first lady” Melania. E stamane sono stati confermati gli arrivi del capo di Stato francese, Emmanuel Macron, dell’ucraino Volodymyr Zelensky e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Non ci sarà il presidente russo Vladimir Putin, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini commessi durante il conflitto tra Mosca e Kiev. In piazza San Pietro arriverà invece il patriarca ortodosso Kirill, che aveva incontrato e sottoscritto con Francesco una dichiarazione ecumenica all’Avana, a Cuba, nel 2016.

NON DEFINITE LE SCELTE DELLA CINA

Non ancora definite o comunicate le scelte della Cina. Un portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha espresso cordoglio per la morte del papa ma a una domanda diretta su chi rappresenterà Pechino sabato ha risposto di “non avere informazioni”. Sul piano dei rapporti bilaterali, però, il responsabile ha evidenziato il rilievo del pontificato di Francesco. “La Cina è pronta a lavorare con il Vaticano”, ha detto Guo, “per continuare a migliorare i rapporti”. La Santa Sede e Pechino avevano siglato un accordo sulla nomina dei vescovi nel 2018, poi rinnovato lo scorso anno.

Restando in Asia, a partire sarà anche Jose Ramos-Horta, presidente di Timor est: Stato emerso da una guerra di liberazione, nell’arcipelago delle Piccole isole della Sonda, meta lo scorso anno del viaggio più lungo del pontificato di Francesco, “quasi alla fine del mondo”, proseguito anche in Oceania.

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Papa Francesco, i funerali si terranno sabato alle 10 sul sagrato di San Pietro

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imagoeconomica 2003321 fileminimizerSabato 26 aprile 2025 alle ore 10, primo giorno dei Novendiali, sul sagrato della Basilica di San Pietro sarà celebrata la Santa messa esequiale del Romano pontefice Francesco, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis: così la Santa Sede in una nota.

A presiedere la liturgia sarà il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. Potranno concelebrare: i patriarchi e i cardinali, che si troveranno, entro le ore 9, nella Cappella di San Sebastiano in Basilica, portando con sé la mitra bianca damascata; gli arcivescovi e i vescovi, che si troveranno, entro le ore 8.30, al Braccio di Costantino, portando con sé amitto, camice, cingolo e mitra bianca semplice; i presbiteri, che si troveranno, entro le ore 8.30, direttamente nel settore loro riservato in Piazza San Pietro, dove indosseranno l’amitto, il camice, il cingolo e la stola rossa che avranno portato con sé. Al termine della celebrazione eucaristica avranno luogo l’Ultima commendatio e la Valedictio. Nella nota, firmata da Diego Ravelli, arcivescovo titolare di Recanati, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie si legge anche che “di seguito il feretro del Romano pontefice sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione”.

DOMANI ALLE 9 LA TRASLAZIONE, DA SANTA MARTA A SAN PIETRO

Da piazza Santa Marta a piazza dei Protomartiri romani e poi dall’Arco delle campane fino in piazza San Pietro e all’ingresso nella Basilica vaticana attraverso la porta centrale: questo l’itinerario della processione della traslazione del corpo di papa Francesco, in programma domani alle 9. A comunicare i dettagli sul percorso e sui tempi è stata oggi la Santa sede, attraverso una nota. “Domani alle 9 la bara con il defunto Romano pontefice Francesco sarà portata dalla cappella della Domus Sanctae Marthae alla Basilica papale di San Pietro, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis” si legge nel testo. “Dopo il momento di preghiera, presieduto da Sua eminenza reverendissima il signor cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa romana Chiesa, ha inizio la traslazione”. Poi, sul percorso: “La processione percorrerà la piazza Santa Marta e la piazza dei Protomartiri romani; dall’Arco delle campane uscirà in piazza San Pietro ed entrerà nella Basilica vaticana attraverso la porta centrale”.

La Santa Sede informa ancora: “Presso l’altare della Confessione il cardinale Camerlengo presiederà la liturgia della Parola, al termine della quale avranno inizio le visite alla salma del Romano pontefice”. Nella nota si continua: “I patriarchi e i cardinali, indossando l’abito corale loro proprio, si troveranno nella Cappella della Domus Sanctae Marthae per le ore 8.45. Gli arcivescovi e i vescovi, i canonici del capitolo vaticano, i penitenzieri minori vaticani ordinari e, in conformità al Motu proprio ‘Pontificalis Domus’, tutti i componenti della cappella pontificia, indossando l’abito corale loro proprio, si troveranno in piazza Santa Marta per le ore 8.30”.

DOMENICA A SAN PIETRO SECONDA MESSA ESEQUIALE CON GIOVANI

Una messa esequiale in suffragio di papa Francesco si terrà domenica in piazza San Pietro con la partecipazione anche dei giovani partecipanti al Giubileo degli adolescenti che vorranno prendervi parte: lo ha riferito il direttore della santa stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

“Sarà la seconda del ciclo del novendiale”, è stato specificato, con riferimento al funerale previsto sabato, “e sarà celebrata dal cardinale Pietro Parolin”. Bruni ha aggiunto: “I ragazzi che avranno fatto il loro Giubileo saranno benvenuti in piazza domenica”. Il novendiale è il periodo di nove giorni di lutto che segue la morte di un papa.

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Papa Francesco nella bara: il pontefice con il rosario e la mitra (VIDEO)

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Diffuse stamane dalla Santa Sede le prime immagini della bara di papa Francesco. Il corpo si trova nella cappella di Casa Santa Marta. Il papa indossa una veste liturgica rossa, la casula, ha il rosario tra le mani e la mitra. La bara è in legno. Accanto ci sono le guardie svizzere e il cardinale Pietro Parolin.

Come riporta Vatican News, “Ieri sera, 21 aprile, alle 20 circa, ha avuto luogo il rito della constatazione del decesso e della deposizione nella bara della salma di Papa Francesco, nella Cappella del pianterreno di Casa Santa Marta. Si è data lettura della constatazione di morte. L’atto è stato convalidato dal cardinale Kevin Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa. La celebrazione è durata poco meno di un’ora”.

 

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È morto Papa Francesco, aveva 88 anni

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imagoeconomica 2003321 fileminimizerPoco fa Sua Eminenza, il Card Farrell, ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

L’ULTIMA VOLTA CON FRANCESCO, IN PIAZZA SAN PIETRO A PASQUA

Papa Francesco è morto meno di 24 ore dopo la sua apparizione in piazza San Pietro in Vaticano per la domenica di Pasqua: lo sottolinea oggi in un suo servizio anche l’emittente britannica Bbc. In sedia a rotelle, il Pontefice aveva salutato la folla acclamante dal balcone della Basilica di San Pietro e aveva detto: “Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua”.

MATTARELLA: GRAVE VUOTO, VIENE MENO PUNTO DI RIFERIMENTO

“Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato. La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanita’. La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi”

MELONI: CI LASCIA UN GRANDE UOMO E UN GRANDE PASTORE

“Papa Francesco è tornato alla casa del Padre. Una notizia che ci addolora profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore”. Lo dice il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che nonsono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza”. “Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile. E ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che ‘non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce’. Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa”.

TAJANI: È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

“Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre. Cura del Creato, Misericordia, fratellanza: è stato un grande Pontefice. Un amico dell’Italia. Preghiamo per lui e per il futuro di tutta la Chiesa Cattolica. Santo Padre, ci protegga da lassù”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani.

LA RUSSA: PROFONDO DOLORE, SUO IMPEGNO PER PACE EREDITÀPREZIOSA

“La scomparsa di Papa Francesco suscita un profondo senso di dolore: guida spirituale di immenso carisma e testimone di fede vissuta, ha saputo incarnare i valori della misericordia e della solidarietà, avvicinando la Chiesa a chiunque fosse in difficoltà. Il Suo impegno per il dialogo, la pace e l’attenzione agli ultimi resteranno un’eredità preziosa. A nome mio e dei colleghi senatori, esprimo le più sentite condoglianze”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

METSOLA: EUROPA PIANGE SCOMPARSA FRANCESCO, IL PAPA DEL POPOLO

“L’Europa piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco. Il suo sorriso contagioso ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. ‘Il Papa del popolo’ sarà ricordato per il suo amore per la vita, la speranza per la pace, la compassione per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Possa riposare in pace”. Lo scrive la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola su ‘X’.

URSULA VON DER LEYEN: HA ISPIRATO MILIONI DI PERSONE OLTRE LA CHIESA CATTOLICA

“Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco. Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, con la sua umiltà e il suo amore puro per i meno fortunati. I miei pensieri sono con tutti coloro che soffrono questa profonda perdita. Possano trovare conforto nell’idea che l’eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un mondo più giusto, pacifico e compassionevole”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

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Buona Pasqua a tutti i nostri lettori!

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c1d25f12 e884 4021 99e5 18593f459b81Cari amici di Fatti Nostri,
in questo tempo di rinascita e speranza, vogliamo farvi arrivare il nostro più sincero augurio di Buona Pasqua, ovunque vi troviate nel mondo.

Che sia una giornata di serenità, calore familiare e piccole gioie condivise.
Anche se lontani dall’Italia, sentiamo forte il legame con le nostre radici, con i profumi della colomba, il suono delle campane a festa, e quei ricordi che ogni anno tornano a farci compagnia.

Grazie per seguirci sempre con affetto.
Da parte di tutta la redazione: buona Pasqua e buona primavera!

La redazione di Fatti Nostri




La Commissione Affari Costituzionale del Senato dibatte il Decreto legge sulla cittadinanza

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consolato ditalia a brisbane 167565698 1852344198266176 8627874018520919535 nIl decreto legge recanti disposizioni urgenti in materia di cittadinanza approderà nell’Aula di Palazzo Madama nella settimana dal 6 all’8 maggio e la prossima settimana la Commissione Affari Costituzionali del Senato avvierà le votazioni per le proposte di modifica. In questi ultimi giorni il dibattito sul provvedimento presso la I Commissione è stato molto variegato ed intenso . Partiamo dalla senatrice Francesca La Marca (Pd – America Settentrionale e Centrale) che ha in primo luogo chiesto il ritiro del decreto legge sottolineando come il ricorso al provvedimento d’urgenza limiti il dibattito parlamentare e quindi il confronto con le opposizioni. Rilevata dalla senatrice anche l’introduzione di un taglio netto nella possibilità di riacquisire la cittadinanza che sfavorisce gli italiani all’estero che mantengono un legame affettivo con il Paese e parlano l’italiano. Dal canto suo il senatore Roberto Menia (FdI) ha sottolineato come il provvedimento in esame persegua l’obiettivo di frenare la presentazione di un numero sproporzionato di domande di riconoscimento della cittadinanza provenienti da persone che vivono prevalentemente in Brasile, e in parte in Argentina, le quali, pur non avendo alcun legame con l’Italia, fanno valere una discendenza di sei generazioni, considerato che l’emigrazione italiana in Sudamerica risale alla fine dell’Ottocento. Per Menia l’urgenza dell’intervento, quindi, è determinata dall’intasamento di corti d’appello, consolati ed enti locali per l’esame di decine di migliaia di pratiche di cittadinanza. Il Senatore ha comunque concordato sul fatto che la norma possa risultare eccessivamente rigorosa, soprattutto per un Governo che è sensibile agli ideali di patriottismo, sottolineando come sia opportuno apportare alcuni correttivi. Menia ha quindi anticipato di aver elaborato alcune proposte di modifica per prevedere, tra i requisiti richiesti, il superamento di un test di conoscenza della lingua italiana al livello B1, oltre a stabilire una corsia agevolata per il rientro degli oriundi e l’obbligo di dimostrare periodicamente il legame con il Paese d’origine. Da Antonio Nicita (Pd) sono state espresse perplessità sia sulla scelta di adottare un provvedimento d’urgenza sia sul suo contenuto. Il senatore ha sottolineato la necessità, anche a causa dell’invecchiamento demografico del nostro Paese,  di volgere l’attenzione ai giovani immigrati che frequentano le scuole italiane e parlano addirittura i dialetti locali, o che rappresentano l’Italia nello sport. La necessità di non utilizzare il provvedimento di urgenza per questa materia è stata sottolineata anche da Poalo Tosato (Lega). Per il senatore, che ha invitato la maggioranza a rimanere aperta a proposte correttive, da una parte vi è la necessità di contenere l’esorbitante numero di richieste di cittadinanza, pur in assenza di un effettivo legame con il Paese e di un sentimento di italianità, dall’altra occorre tutelare e valorizzare il legame con le comunità italiane all’estero, ambasciatrici delle eccellenze italiane nel mondo. A seguire il senatore Roberto Cataldi (M5S) che evidenziato come il riconoscimento di un diritto come la cittadinanza andrebbe esaminata con maggiore ponderazione, al di là della contrapposizione per motivi politici.  Dafne Musolino (Italia Viva), dopo aver espresso critiche sulla forma e sul contenuto del provvedimento, ha rilevato : “Se la necessità è quella di risolvere l’affollamento di pratiche in comuni e tribunali, si sarebbe potuto snellire o digitalizzare le procedure, oppure aumentare gli sportelli, anziché adottare provvedimenti restrittivi per cittadini italiani che non possono più essere riconosciuti come tali”… Per la senatrice “ostacolando il riconoscimento della cittadinanza, che è al tempo stesso un diritto, uno status e anche un sentimento, si penalizzano cittadini italiani che si sono trasferiti all’estero per necessità e che poi hanno inviato in Italia il frutto dei loro sacrifici”. Da segnalare anche l’intervento del senatore Beppe De Cristofaro (Misto) che si è detto contrario all’uso della decretazione d’urgenza, ha riconosciuto il problema della proliferazione delle richieste di cittadinanza italiana soprattutto in Sudamerica e ha ricordato la situazione di almeno un milione di bambini nati sul territorio nazionale, che frequentano le scuole, parlano italiano e sono perfettamente integrati, ma non possono ottenere la cittadinanza italiana. Contrario alla decretazione d’urgenza anche Andrea De Giorgis (Pd) che ha segnalato come il provvedimento non proponga soluzioni intermedie o temporanee atte a  favorire il bilanciamento di esigenze che sono effettivamente tutte rilevanti. Per il senatore se da una parte occorre contrastare le possibili degenerazioni sull’acquisizione della cittadinanza, dall’altra non si possono dimenticare le aspettative delle comunità di Italiani all’estero che intendono poter trasmettere la cittadinanza ai loro discendenti.  La senatrice Maria Stella Gelmini ( Gruppo Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati) nel sottolineare come il provvedimento vada nella direzione corretta, introducendo un approccio più rigoroso, ha comunque evidenziato l’esigenza di apportare al decreto legge alcuni correttivi, sulla base soprattutto degli spunti di riflessione proposti dai parlamentari eletti all’estero.  Ha poi preso la parola il relatore Marco Lisei (FdI) che ha rilevato come effettivamente il provvedimento sia necessario e urgente, data la situazione di estrema difficoltà per uffici comunali e tribunali. Per il senatore non si può riconoscere la cittadinanza a persone che non hanno alcun legame con il territorio nazionale, anche perché questo ha rilevanti conseguenze dal punto di vista economico, per i costi di funzionamento degli uffici consolari, oltre che per il raggiungimento del quorum nelle consultazioni elettorali e referendarie. Lisei ha comunque condiviso la necessità di apportare correttivi per affinare il testo e renderlo giuridicamente solido, in modo che le misure siano efficaci e compatibili con le sollecitazioni della Corte costituzionale.. Nel suo intervento il Sottosegretario agli Esteri Giorgi Silli, dopo aver posto in evidenza che la situazione degli italiani all’estero è molto variegata e che eventuali distorsioni nell’acquisto della cittadinanza al solo scopo di usufruire dei benefici legati al possesso di un passaporto italiano sono più diffuse in specifiche aree, ha sottolineato come sia ormai indispensabile correggere la normativa vigente, per cui potenzialmente il numero degli italiani all’estero – visti gli ottanta milioni di oriundi , a fronte degli attuali sette iscritti all’AIRE – potrebbe diventare di gran lunga superiore a quello dei residenti in Italia. In proposito il Sottosegretario ha auspicato il raggiungimento di un’intesa su uno o due argomenti più significativi, rispettando comunque l’approccio restrittivo scelto dal Governo, per risolvere l’ingorgo di pratiche che si è determinato presso uffici comunali, tribunali e consolati. Il Presidente della I Commissione Aldo Balboni ha concluso la seduta segnalato come nel corso delle audizioni, i costituzionalisti abbiano rilevato criticità che non potranno essere ignorate in fase di predisposizione degli emendamenti. (Inform)




Parere favorevole della Commissione Esteri della Camera sulla proposta di legge in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini Aire, residenti in Paesi non Ue

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montecitorio1 e1591381324645 615x223La Commissione Esteri della Camera ha approvato il parere favorevole della relatrice Patrizia Marrocco (FI-PPE) sulla proposta di legge 1014  Di Giuseppe e abb,  volta alla modifica all’art. 19 della legge 833/1978 in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini Aire, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea (UE) e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio (EFTA). Il parere era stato richiesto dalla Commissione Affari Sociali. La relatrice nel suo intervento ha in primo luogo segnalato come nel corso dell’esame del provvedimento in sede referente siano state esaminate anche le proposte, di contenuto analogo, a prima firma Di Sanzo (C. 1415) e Onori (C. 1998); nella seduta della Commissione Affari sociali del 31 luglio 2024 la proposta Di Giuseppe è stata adottata come testo base per il seguito dell’esame. Marrocco ha poi sottolineato come la proposta in esame sia finalizzata a garantire il diritto all’assistenza sanitaria in territorio italiano, previo pagamento di un contributo su base annua, anche ai cittadini italiani regolarmente iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) che sono residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio (EFTA). In proposito la relatrice ha ricordato che l’iscrizione all’AIRE è un diritto-dovere del cittadino e costituisce il presupposto per usufruire dei servizi consolari forniti dalle Rappresentanze all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio: la possibilità di votare per corrispondenza in occasione di elezioni politiche e di referendum; la possibilità di votare in occasione delle elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo presso seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’UE  e la possibilità di ottenere il rilascio di documenti di identità e di viaggio. La relatrice si è poi soffermata sulla relazione illustrativa alla proposta di legge in cui si sottolinea come il mancato possesso della tessera sanitaria da parte dei cittadini iscritti all’AIRE determini sostanzialmente una perdita del diritto all’assistenza sanitaria in Italia, finendo per costituire un disincentivo all’iscrizione all’AIRE.  In questo contesto si realizza, inoltre, una discriminazione tra i cittadini italiani residenti in Stati membri dell’Unione europea, e perciò titolari della Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), e i cittadini italiani residenti in Paesi terzi, con i quali non sempre esiste una convenzione sanitaria. Marrocco ha quindi segnalato come la proposta di legge si componga di 4 articoli: l’articolo 1 modifica la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (legge n. 833 del 1978) prevedendo che gli utenti iscritti all’AIRE residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio vengano iscritti presso l’unità sanitaria locale presente all’interno del territorio che raccoglie le loro schede individuali o, in mancanza, presso il domicilio di soggiorno. Al riguardo la relatrice ha ricordato che in base alla disciplina vigente una condizione essenziale per usufruire dei servizi ASL sia la residenza nello stesso territorio dell’azienda sanitaria. Rilevato inoltre dalla relatrice come l’articolo 2 stabilisca che il contributo nazionale per l’assistenza sanitaria per i cittadini italiani iscritti all’AIRE sia determinato in 2 mila euro su base annua, non frazionabile, con decorrenza dalla data di rilascio della tessera sanitaria nazionale. Sono esonerati dal pagamento del contributo i cittadini minorenni iscritti all’AIRE, purché almeno un genitore o il tutore abbia fatto richiesta di rilascio della tessera sanitaria nazionale. Il mancato versamento del contributo comporta la messa in mora dell’utente e la conseguente sospensione dell’accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale: più specificamente, non possono essere erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale prestazioni sanitarie programmabili e non urgenti. In caso di rinuncia, l’accoglimento di una nuova richiesta di accesso è subordinato al versamento dei contributi dovuti per il periodo intercorrente tra la rinuncia e la nuova richiesta di accesso, maggiorati degli interessi legali. Marrocco  ha inoltre precisato che il contributo sarà versato all’atto della richiesta dai soggetti interessati mediante gli strumenti di pagamento previsti dal codice dell’amministrazione digitale e affluirà direttamente ai bilanci delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano ove insiste l’unità sanitaria locale dei cui servizi usufruiscono cittadini iscritti all’AIRE. Per quanto riguarda l’articolo 3 la relatrice ha fatto presente come questo le disposizioni finali stabilendo, in primo luogo, che la legge entri in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Viene inoltre rimessa ad un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, l’individuazione delle modalità attuative per l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale dei cittadini regolarmente iscritti all’AIRE residenti in Paesi che non appartengono all’UE e non aderiscono all’EFTA, gli aspetti relativi al procedimento amministrativo correlato e l’attività di monitoraggio degli effetti derivanti dalla presente legge. Ricordato infine dalla relatrice come l’articolo 4 introduca una clausola di invarianza finanziaria, in base alla quale dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ha poi preso la parola la deputata Federica Onori (Azione – Ripartizione Europa) che, pur riconoscendo i miglioramenti apportati al testo iniziale della proposta di legge grazie alle interlocuzioni con i Dicasteri interessati e agli emendamenti approvati, ha sottolineato come l’esclusione dai benefici di legge dei cittadini residenti nei Paesi EFTA – tra cui la Svizzera – rischi di produrre disparità di trattamento. Alla luce di ciò la deputata ha preannunciato l’astensione del proprio Gruppo sulla proposta di parere della relatrice, riservandosi di presentare in Assemblea proposte emendative finalizzate a superare le criticità segnalate. A seguire è intervenuto il deputato Fabio  Porta  (PD-IDP) che ha ribadito il sostegno del Partito Democratico all’obiettivo di estendere l’assistenza sanitaria agli italiani residenti all’estero che sono ingiustamente privati di questa prerogativa. Tuttavia il deputato, essendo stati respinti durante l’esame in sede referente emendamenti presentati dal proprio Gruppo volti ad introdurre apposite esenzioni dal pagamento del contributo annuo a beneficio di categorie svantaggiate, come gli studenti e i pensionati, ha preannunciato l’astensione del gruppo sulla proposta di parere . Ha poi preso la parola la Sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi, che dopo aver ringraziato i deputati intervenuti per il contributo al dibattito, ha precisato che l’esclusione dei residenti nei Paesi EFTA è giustificata dalla vigenza di specifici accordi sulle prestazioni sanitarie stipulati dall’Italia con gli Stati che aderiscono all’EFTA. Un rilievo, quest’ultimo, confermato anche dal deputato Toni Ricciardi (PD- ripartizione Europa) che, a titolo di esempio, ha segnalato come in Svizzera sia in vigore un accordo che consente ai connazionali ivi residenti di fruire dello stesso trattamento riservato agli italiani residenti nei Paesi UE. Dal canto suo il deputato Porta , pur prendendo atto dei chiarimenti forniti dalla Sottosegretaria Tripodi e dal collega Toni Ricciardi, ha ribadito le sue riserve sul provvedimento. Dal canto suo la deputata Onori si è riservata di approfondire le indicazioni della Sottosegretaria e del deputato Ricciardi.

La Commissione ha quindi approvato il seguente parere proposto dalla relatrice.

La III Commissione,

esaminata, per le parti di competenza, la proposta di legge C. 1042 Di Giuseppe e abb., recante Modifica all’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea (UE) e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio (EFTA), quale risultante dalle proposte emendative approvate dalla Commissione nel corso dell’esame in sede referente; premesso che in base alla disciplina vigente una condizione essenziale per usufruire dei servizi delle aziende sanitarie locali è la residenza nello stesso territorio dell’azienda sanitaria; evidenziato che la proposta di legge è finalizzata a garantire il diritto all’assistenza sanitaria in territorio italiano, previo pagamento di un contributo su base annua, anche ai cittadini italiani regolarmente iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) che sono residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio (EFTA), esprime Parere Favorevole. (Inform)




JD Vance a Roma: a palazzo Chigi il bilaterale con Giorgia Meloni

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meloni vanceÈ atterrato a Ciampino un quarto d’ora prima delle 8 l’aereo che ha portato JD Vance a Roma. Il vicepresidente degli Stati Uniti, con al seguito la famiglia, la moglie Usha e i figli, si tratterà fino a domenica 20 aprile, per poi spostarsi in India. Come riporta il sito dell’ambasciata americana in Italia, Vance “discuterà le priorità economiche e geopolitiche comuni con i leader di entrambi i Paesi”.

L’INCONTRO CON MELONI

Alle 13, a palazzo Chigi è iniziato il bilaterale con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di ritorno dagli Stati Uniti. L’incontro avviene all’indomani della missione della presidente del Consiglio a Washington, dove ha incontrato il presidente Donald Trump.

Al centro dell’incontro ci sarà sicuramente il tema dei dazi. Sul tavolo la proposta lanciata ieri dalla premier di convocare a Roma un vertice tra Stati Uniti ed Europa con l’obiettivo di arrivare al traguardo delle tariffe doganali “zero per zero”. Tra Italia e Usa “sicuramente c’è un rapporto privilegiato del quale vado molto orgogliosa”, ha affermato la premier aprendo il bilaterale con il vicepresidente americano Jd Vance, in corso a Palazzo Chigi.

MELONI: “ITALIA PUÒ ESSERE PARTNER USA IN UE E MEDITERRANEO”

“Sicuramente Italia e Stati Uniti sono determinati a rafforzare la loro cooperazione. Noi crediamo che l’Italia possa essere un partner nell’Europa e nel Mediterraneo per gli Usa“, ha detto ancora Meloni.

Il programma del vertice prevede un bilaterale e, a quanto si apprende, un successivo pranzo di lavoro con i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. In giornata, inoltre, è prevista una nuova telefonata tra la presidente della Commissione Ue von der Leyen e la premier Meloni.

In programma anche un incontro con “il segretario di Stato vaticano, il Cardinale Pietro Parolin”. Alcune fonti americane, spiegano che Vance – fervente cattolico – avrebbe il desiderio di incontrare anche Papa Francesco. Su questo punto, però, non vi è alcuna conferma.

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L’Isis stava pianificando un attentato in Italia

digos 737x415

digos 737x415Un cittadino tunisino, residente a Cosenza e ritenuto presunto appartenente all’Isis, è stato arrestato dagli agenti della Digos della Questura di Catanzaro. L’uomo era ricercato nel suo Paese di origine in quanto coinvolto in attività terroristiche e, secondo gli investigatori calabresi, sarebbe stato determinato a compiere un attentato terroristico in Italia.

Le indagini sul suo arresto sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro.

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