Canada. Anche la British Columbia rimuove tutti gli alcolici americani dai negozi

fb53dffc 0e9f 48ae 8194 792b9a166533

fb53dffc 0e9f 48ae 8194 792b9a166533Il governo della Columbia Britannica, la più occidentale delle Province canadesi, così come ha fatto l’Ontario con il Premier Ford, sta ritirando tutti i vini, i liquori e la birre americane dagli scaffali dei negozi di alcolici,  intensificando la risposta alle minacce delle ‘’tariffs’’ di Trump.

Il Premier della Columbia Britannica Mr. David Eby ha affermato, in maniera esplicita e perentoria, che tutti gli alcolici statunitensi saranno rimossi dai negozi di liquori.

Circa una settimana fa l’annuncio della rimozione e, da allora, si è assistito alla minaccia di Trump di ulteriori dazi sull’industria lattiero-casearia, oltre a dichiarazioni fuorvianti e contrastanti sull’industria del legname, con l’obiettivo di incrementare i relativi dazi e, come se non bastasse diversi articoli inquietanti sulla minaccia di ridisegnare i confini, incluse le acque canadesi.

Il Premier Eby ha successivamente replicato che, se il Presidente americano è così fortemente interessato all’acqua canadese, vuol dire che la Columbia Britannica lo aiuterà in tal senso, non ritirando più e quindi lasciandogli la sua birra annacquata. Un’ironica ma ferma risposta alle crescenti minacce provenienti dalla presidenza americana.

Oltretutto questa incresciosa situazione sta alimentando oltremodo il sentimento comune di rifiuto di vedere sugli scaffali dei supermercati qualsiasi prodotto degli Stati Uniti.

Lo scorso giovedì Mr.Eby ha anche affermato che la Columbia Britannica approverà una legge che le consentirà di tassare i camion statunitensi che transitano nella provincia verso l’Alaska.

Questa misura, che non è la sola, sarà inclusa in un pacchetto legislativo che includerà, verosimilmente, anche le opportune modifiche per eliminare le barriere commerciali interprovinciali e per dare al governo la necessaria flessibilità per rispondere prontamente a ogni ordine esecutivo di Trump.




Il Congresso MAIE in Guatemala: un evento di grande rilevanza per la comunità italiana (FOTO)

guatemala 2025

guatemala 2025

Lo scorso sabato 8 marzo 2025, il Guatemala ha ospitato un evento di fondamentale importanza per la comunità italiana locale: il Congresso MAIE Guatemala-Honduras. Un appuntamento che ha visto la partecipazione attiva dei coordinatori provenienti da tutta l’America Centrale e di figure di spicco della comunità italiana nel Paese.

Un incontro strategico per il futuro del MAIE

La giornata si è aperta con una riunione riservata ai coordinatori del MAIE dell’America Centrale. Questo momento di confronto ha rappresentato un’opportunità unica per discutere strategie future, con un occhio di riguardo verso le elezioni politiche del 2027. Come dichiarato dal vicepresidente MAIE Vincenzo Odoguardi:

“Insieme a tutti i coordinatori del Centro America progetteremo il futuro, preparandoci alle sfide che verranno, pensando soprattutto alle elezioni politiche del 2027. Il nostro impegno sul territorio continua, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del Movimento ovunque ci sia un italiano nel mondo.”

Il Congresso è stato presieduto da Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, supportato dal vicepresidente Odoguardi e da numerosi rappresentanti istituzionali del Movimento.

L’Importante incontro con la comunità italiana del Guatemala

Nel pomeriggio, l’evento ha aperto le porte alla comunità italiana residente in Guatemala, offrendo un’occasione di dialogo diretto tra i connazionali e i rappresentanti del MAIE. Durante l’incontro, sono stati affrontati temi cruciali per gli italiani all’estero, con particolare attenzione alle sfide burocratiche, ai servizi consolari e alle opportunità di sviluppo per le imprese italiane nel Paese.

Un momento significativo dell’evento è stata la premiazione di Giovanni Musella, presidente della Camera di Commercio Italiana in Guatemala e vicepresidente del COMITES, per il suo impegno nella promozione della comunità italiana. Alla cerimonia hanno partecipato numerose personalità di rilievo, tra cui:

  • Gabriele Musto, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Guatemala
  • Humberto Preti, Direttore del Club Italia
  • Dott. Giuseppe Abbatepaolo, Rappresentante Consolare in carica

L’intervento del dottor Abbatepaolo è stato particolarmente apprezzato per la chiarezza e la concretezza con cui ha risposto alle domande della comunità italiana, fornendo aggiornamenti e chiarimenti su questioni di grande interesse per i presenti.

Un congresso di successo: la presenza conta

La presenza di figure di spicco della comunità italiana in Guatemala ha reso il congresso un evento imperdibile per chi desidera essere parte attiva del futuro del MAIE e della rappresentanza degli italiani all’estero. L’assenza, invece, ha fatto sentire alcuni esclusi da un momento di aggregazione e confronto fondamentale per il futuro della comunità.

Il MAIE si conferma ancora una volta l’unico movimento realmente presente tra gli italiani all’estero, non solo nei periodi elettorali, ma ogni giorno, con un impegno costante e concreto. Mentre altri si fanno vivi solo quando c’è da raccogliere voti, il MAIE è sempre in prima linea, pronto ad ascoltare, risolvere problemi e difendere i diritti degli italiani nel mondo. Questa è la differenza che conta: essere presenti sempre, non solo quando conviene.

L’evento si è concluso con una cena conviviale, dove i partecipanti hanno potuto rafforzare i legami e condividere esperienze. Il giorno seguente, i delegati hanno fatto ritorno nei rispettivi Paesi, portando con sé nuove idee e un rinnovato entusiasmo per il lavoro futuro del MAIE in Centro America.

Con questo congresso, il MAIE ha ribadito il proprio impegno a essere presente ovunque ci sia un italiano nel mondo, ascoltando le esigenze dei connazionali e lavorando per trovare soluzioni concrete.




Il nuovo primo ministro del Canada sarà Mark Carney: “Non faremo mai parte degli Usa”

world economic forum 2023

world economic forum 2023
Mark Carney, United Nations Special Envoy for Climate Action and Finance

Mark Carney è il prossimo primo ministro del Canada. Ha vinto in scioltezza le primarie del partito liberale (con l’85,9% dei voti, battendo Chrystia Freeland, Karina Gould e Frank Baylis) sostituirà a capo del governo il dimissionario Justin Trudeau.

Carney ha 59 anni ed è l’ex governatore della Banca centrale che ha supervisionato la risposta alle crisi finanziarie in Nord America e nel Regno Unito. Salirà al governo mentre il Canada è bloccato in una guerra commerciale con gli Stati Uniti. Ma la linea anti-Trump è cristallina: “L’America non è il Canada. E il Canada non farà mai, mai, parte degli Stati Uniti in alcun modo, forma o aspetto”.

Trudeau aveva un attimo prima pronunciato il suo discorso di commiato, battendo sullo stesso dente dolente: “Questo è un momento che definisce la nazione. La democrazia non è scontata. La libertà non è scontata. Nemmeno il Canada è scontato. In questo momento viviamo una sfida esistenziale”.
Non è chiaro quando Carney assumerà l’incarico. Sarà lui il candidato del Partito Liberale alle prossime elezioni previste in autunno.

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Argentina. Alluvione a Bahia Blanca: 16 morti

10bahia

10bahiaÈ di 16 morti il bilancio della grave inondazione che venerdì scorso ha colpito la città argentina di Bahia Blanca sommersa, in poche ore, dalla pioggia che normalmente scende in un anno. Secondo quanto confermato dal sindaco della città, ci sarebbero un centinaio di dispersi, mentre gli sfollati sfiorano il migliaio. Tra le sedi danneggiate anche quella del Consolato generale d’Italia, che ha sospeso i suoi servizi fino a data da destinarsi.
“Profondo cordoglio per le vittime dell’alluvione che ha colpito alcune città dell’Argentina” è stato espresso dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Il Governo italiano rinnova il proprio sostegno alle autorità argentine impegnate nei soccorsi e nell’assistenza alla popolazione coinvolta”.
Anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso “solidarietà” al paese. “I legami che ci uniscono sono molto forti”, scrive il Ministro su X. “L’Italia è vicina alle autorità argentine al lavoro per aiutare la popolazione. Condoglianze alle famiglie delle persone che hanno perso la vita”.
Anche il Consolato Generale ha subito molti danni e i servizi consolari sono sospesi.
“Stiamo lavorando per tornare il prima possibile”, si legge sulla pagina facebook della sede consolare dove, a due giorni dall’alluvione, si è ancora a lavoro per tirare fuori l’acqua dal seminterrato. Danneggiate irrimediabilmente le attrezzature elettroniche e non c’è elettricità.
“Il nostro ringraziamento va a tutti i cittadini di Bahia Blanca che ci hanno aiutato e a molti membri della collettività italiana che si sono resi disponibili, nonostante le loro emergenze personali, come si fa in una famiglia”. (aise) 

 





Oggi il Congresso Maie Guatemala-Honduras. Odoguardi: “Presenti ovunque ci sia un italiano nel mondo”

odoguardi maie loghi

odoguardi maie loghiSi svolgerà oggi, 8 marzo, in Guatemala, nell’hotel Marriott della capitale, il primo congresso MAIE Guatemala-Honduras. Un appuntamento che vedrà la partecipazione di tutti i coordinatori MAIE dell’America Centrale.

A presiedere i lavori sarà Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. Al suo fianco, il vicepresidente MAIE, Vincenzo Odoguardi.

“In Guatemala, in occasione dell’evento MAIE, avremo l’opportunità di incontrare la comunità italiana locale – sottolinea il presidente Merlo -, ascolteremo i nostri connazionali, raccoglieremo le loro richieste per poi lavorare a Roma, con i nostri parlamentari, alla ricerca di soluzioni alle problematiche degli italiani e dei loro discendenti”.

Il congresso “sarà occasione di confronto e di dibattito”, dichiara il vicepresidente Odoguardi, che prosegue: “Insieme a tutti i coordinatori del Centro America progetteremo il futuro, preparandoci alle sfide che verranno, pensando soprattutto alle elezioni politiche del 2027. Come MAIE continuiamo a lavorare sul territorio, investendo tempo e risorse per rafforzare la presenza del Movimento ovunque ci sia un italiano nel mondo”.

Ad aprire i lavori del Congresso sarà Marcucci, poi toccherà al presidente Merlo e al vicepresidente Odoguardi, la parola passerà quindi ad Antonio Iachini, Consigliere CGIE e Coordinatore MAIE Venezuela e area Andina.

Temi principali saranno gli obiettivi comuni per la comunità italiana, i risultati concreti raggiunti in questi anni dal MAIE, le sfide e le opportunità attuali. E poi il coinvolgimento attivo dei coordinatori e della comunità, le prospettive future e le strategie di crescita, la collaborazione con le istituzioni locali e italiane, l’appello all’unità per affrontare le sfide e tutelare gli interessi degli italiani in Guatemala.

Interverranno quindi Sebastian Marcucci (responsabile affari politici), Fernando Campo Doninelli (responsabile del dipartimento Giovani),
Filippo Barone (Responsabile cittá del Guatemala), Benedetta Poggio (Responsabile Pari opportunitá Guatemala).

Previsti alle 11:30 i saluti dei coordinatori nazionali Messico Centro America e Caraibi:

GIUSEPPE CACACE Coordinatore Centro America
GIUSEPPE VIJIL Coordinatore Honduras
MASSIMILIANO ATRIGNA Coordinatore Caribe
PAOLA CECCON Coordinatore Costa Rica
GUIDO ALBANI Coordinatore El Salvador
NICOLA ORIGGI Responsabile comunicazione Messico

Dopo una breve pausa, si ricomincerà con gli interventi del coordinatore Honduras e Italodiscendenti Edoardo Brocato (Coordinatore San Pedro Sula), Dennis Casco (Responsabile italo-discendenti in Centro e Nord America).

Previsti quindi gli interventi dei rappresentanti MAIE e delle associazioni italiane del Guatemala :

GIOVANNI MUSELLA Presidente CAMCIAG e vicepresidente Comites
GABRIELE MUSTO Direttore generale CAMCIAG e Tesoriere Comites

Prima di chiudere la prima parte dei lavori interverrà Antonio Iachini, che cederà la parola al vicepresidente MAIE Odoguardi. Infine, previsto l’intervento del presidente Merlo, al quale seguirà un dibattito libero.

Nel pomeriggio l’incontro con la comunità italiana locale:

8:30 SALUTO ED INTERVENTO SEBASTIAN MARCUCCI
INTERVENTO Coordinatore Centro America MAIE GIUSEPPE CACACE
INTERVENTO COORDINATORE MAIE HONDURAS GIUSEPPE VIJIL
INTERVENTO COORDINATRICE COSTA RICA PAOLA CECCON
INTERVENTO COORDINATORE RESPONSABILE COMUNICAZIONE MESSICO; NICOLA ORIGGI
INTERVENO COORDINATORE GUIDO ALBANI COORDINATORE ITALODISCENDENTI EL SALVADOR
INTERVENTO CONSIGLIERE CGIE AMERICA LATINA ANTONIO IACHINI
INTERVNETO VICEPRESIDENTE MAIE COMM. VINCENZO ODOGUARDI
INTERVENTO PRESIDENTE MAIE RICARDO MERLO

A fine giornata, in programma una cena con tutti i partecipanti al congresso, che il giorno dopo faranno ritorno nei propri Paesi d’origine.

 




La Russia sta riconquistando il Kursk. Trump: “Putin sta facendo ciò che chiunque al posto suo avrebbe fatto”

donald trump 1024x699

donald trump 1024x699Vladimir Putin sta “facendo quello che chiunque avrebbe fatto”, dice Donald Trump. Ovvero chiunque, al posto del dittatore russo, avrebbe lanciato un massiccio attacco missilistico contro l’Ucraina sfruttando l’interruzione dei servizi di intelligence americani a Kiev. Il Presidente degli Stati Uniti lo ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale, mentre affermava che tutto sommato è “più facile” lavorare con la Russia che con l’Ucraina, per arrivare ad una pace.

Alla domanda (piuttosto ovvia, ma siamo ancora in una fase in cui ai giornalisti americani è consentito fare delle domande) se Putin stesse approfittando delle ultime mosse degli Stati Uniti, Trump ha risposto con tranquillità: “In realtà penso che stia facendo quello che chiunque altro farebbe”.

“Stiamo andando molto bene con la Russia. Ma in questo momento stanno bombardando a più non posso l’Ucraina. Penso che Putin voglia fermare e risolvere la situazione e penso che li stia colpendo più duramente di quanto non abbia fatto finora e penso che probabilmente chiunque in quella posizione lo farebbe in questo momento. Lui vuole porre fine alla guerra. E penso che sarà più generoso di quanto non debba essere”.

Intanto il ministero della Difesa russo ha annunciato la riconquista di Viktorovka, Nikolayevka e Staraya Sorochina, secondo quanto riportato dall’Agence France-Presse (AFP) e dalla Reuters.

Secondo DeepState, un tracker militare online collegato all’esercito ucraino, la mossa russa è avvenuta in seguito a una “breccia” nelle linee di difesa ucraine vicino alla città di Sudzha, che è sotto il controllo di Kiev . Una fonte dell’esercito intervistata dal quotidiano Ukrainska Pravda ha affermato che i soldati ucraini stavano cercando di “stabilizzare la situazione”, ma le truppe russe avevano “completamente interrotto le linee di rifornimento”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




8 marzo: Giornata Internazionale della donna. Tajani ribadisce l’impegno dell’Italia nella tutela e promozione dei diritti delle donne nel nostro Paese e nel mondo

8marzo donna

8marzo donnaIn occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ribadisce il costante e prioritario impegno dell’Italia nella tutela e promozione dei diritti delle donne nel nostro Paese e nel mondo.

Per celebrare questo importante appuntamento, il Ministro Tajani incontrerà oggi 8 marzo a Fabriano la Comunità Papa Giovanni XXIII, coordinata da Don Aldo Bonaiuto, impegnata contro i fenomeni della prostituzione coatta lottando per restituire dignità alle tante donne sfruttate dalle organizzazioni criminali e che offre una pronta accoglienza per le vittime della tratta e prostituzione.

Dal suo insediamento, il Ministro Tajani ha attribuito massima attenzione ai temi dell’uguaglianza di genere, dell’emancipazione femminile e del contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne. Come simbolo di tale azione, dal 2024 sono state istallate su suo impulso, presso la Farnesina e le Ambasciate italiane nel mondo, delle panchine rosse, testimonianza del posto vuoto lasciato nella società da una donna vittima di femminicidio.

L’Italia è inoltre in prima linea nelle Nazioni Unite e in tutti i principali organismi internazionali per i diritti umani per la tutela delle donne. Il nostro Paese prenderà parte ai lavori della 69ª Sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile (CSW69), che si aprirà a New York il 10 marzo. L’evento sarà un’occasione speciale per riaffermare l’impegno globale verso l’uguaglianza di genere.

Attraverso le attività di cooperazione allo sviluppo, l’Italia sostiene inoltre numerose iniziative volte a rafforzare la parità di genere e l’empowerment femminile e a favorire l’inclusione economica, finanziaria e sociale delle donne, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, con progetti specifici in Africa e negli altri Paesi partner. Inoltre, nell’ambito dell’Agenda ONU “Donne, Pace e Sicurezza”, il nostro Paese promuove il ruolo delle donne come agenti di pace e sviluppo.

L’impegno per la promozione delle libertà fondamentali delle donne e per l’uguaglianza di genere rappresenta, infine, un pilastro della candidatura dell’Italia al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2026-2028.




Trump sospende i dazi ma l’Ontario non torna indietro

c30da835 09cc 4298 afa8 6284766c9bc0

c30da835 09cc 4298 afa8 6284766c9bc0Ogni giorno è come svegliarsi e trovarsi a vivere l’incubo che si è vissuto in sogno la notte precedente. Per ora ha già fatto marcia indietro. Ancora. Per ora. Mr. Trump ha temporaneamente sospeso fino al 2 aprile tutti i dazi verso Canada e Messico. I motivi? Sono tanti, a ben pensare, e vanno dal calo delle borse americane alle stime del prodotto interno lordo, fino all’aumento dei prezzi dei pick up, secondo alcune statistiche, le macchine preferite dai sostenitori del presidente americano. Non ci vuole molto a dedurne che si sta giocando alla guerra, commerciale sì ma fino a quando, come se non fosse una cosa reale, una cosa vera, come se le sue famose ‘’tariffs’’, i dazi, non producessero, come è ovvio, danni a tutte le parti in causa e che rispondere fermamente, ‘’dollar per dollar’’, come hanno fatto il Premier canadese Trudeau ma anche e, soprattutto, il Premier dell’Ontario Ford, è assolutamente necessario.

I vini e i liquori americani non saranno più disponibili nei negozi dell’LCBO (Liquor Control Board of Ontario), un valore di circa un miliardo di dollari all’anno, e la tassa prevista del 25% sulle esportazioni di energia elettrica che l’Ontario invia a tre stati degli Stati Uniti entrerà comunque in vigore come previsto lunedì.

Tutto finché il presidente Trump non eliminerà definitivamente e completamente i dazi. Mr. Ford ha anche ‘’stracciato’’ un contratto da 100 milioni di dollari con Elon Musk di Starlink e ha fatto in modo di vietare alle aziende americane di poter presentare offerte per quasi 30 miliardi di dollari di contratti. E non senza aver anche chiesto scusa agli americani, da sempre vicini e alleati, biasimando solo ed unicamente una persona, facilmente intuibile anche senza nominarla ancora un’altra volta.




Il Canada nell’Unione Europea? 

images
imagesUn’idea che sta guadagnando attenzione: esperti e politici discutono della possibilità che il Canada aderisca formalmente all’UE. In un contesto geopolitico sempre più complesso, l’ipotesi di un Canada in Europa potrebbe rappresentare una grande opportunità per rafforzare i legami economici e politici, soprattutto in risposta alle sfide provenienti dagli Stati Uniti.
Sigmar Gabriel e Guy Verhofstadt hanno espresso il loro sostegno a questa idea, cosi come le testate The Economist e The Toronto Star, sottolineando che la distanza geografica non deve essere un ostacolo.
L’Europa e il Canada condividono valori comuni, e le risorse naturali canadesi potrebbero integrare perfettamente le capacità industriali europee



Entra in gioco la Cina: “Gli Stati Uniti smettano di fare i bulli, siamo pronti a qualsiasi tipo di guerra”

xi trump 1024x576

xi trump 1024x576Alla fine la Cina ha risposto, ai dazi e alle provocazioni di Trump. E ha risposto con una durezza che ha pochi precedenti. Il portavoce del ministero degli esteri cinese Lin Jian ha messo nero su bianco, sui social, un vero e proprio avvertimento: “Esercitare una pressione estrema sulla Cina è l’obiettivo sbagliato, un errore di calcolo… Se gli Stati Uniti insistono nella guerra commerciale o con qualsiasi altro genere di guerra, la Cina combatterà fino alla fine. Consigliamo agli Stati Uniti di mettere da parte la loro faccia da bulli e tornare sulla retta via del dialogo e della cooperazione il prima possibile”.

Il post è stato anche ripubblicato dall’ambasciata cinese negli Stati Uniti, che rincarato la dose: “Se la guerra è ciò che vogliono gli Stati Uniti, che si tratti di una guerra tariffaria, di una guerra commerciale o di qualsiasi altro tipo di guerra, siamo pronti a combattere fino alla fine”.

Lin ha anche affermato che la questione del fentanyl è “una scusa” che gli Stati Uniti usano per imporre dure misure commerciali contro Cina, che nel frattempo ha reagito ai dazi imponendone a sua volta su una serie di prodotti agricoli statunitensi.

Agenzia DIRE – www.dire.it