È morta Eleonora Giorgi: una carriera tra cinema e tv, sempre con il sorriso “nonostante tutto”

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eleonora giorgi 1024x576“Non sono spaventata: ho avuto molta più paura di vivere. La vita a volte è crudele”. Così Eleonora Giorgi aveva raccontato al Corriere della Sera lo spettro della morte. Un pensiero inevitabile in questo ultimo anno e mezzo di cure contro il cancro al pancreas. L’attrice si è spenta a Roma, nella sua città, all’età di 71 anni. Era ricoverata nella clinica Paideia dove stava seguendo la terapia del dolore per l’aggravarsi delle sue condizioni. Di origini austro-ungariche e inglesi, era nata nella Capitale il 21 ottobre 1953.

GLI INIZI CON FELLINI E LA COMMEDIA SEXY ALL’ITALIANA

Attrice, regista, conduttrice tv, persino cantante e ballerina: la carriera di Eleonora Giorgi ha radici lunghe e tocca più di una sfumatura artistica. Dopo essere apparsa nel film di Federico Fellini “Roma”, esordisce nel 1973 in “Storia di una monaca di clausura” diretta da Domenico Paolella e insieme a Catherine Spaak. L’anno dopo è accanto a Gabriele Ferzetti e Ornella Muti in “Appassionata” di Gianluigi Calderone. L’inizio con la commedia sexy all’italiana le vale, nello stesso anno, la copertina sull’edizione italiana di Playboy.

LA PARENTESI DRAMMATICA E IL RITORNO ALLA COMMEDIA

Poi arriva il salto nelle pellicole drammatiche: “L’Agnese va a morire” (1976), “Cuore di cane” (1976), “Una spirale di nebbia” (1977), “Un uomo in ginocchio” (1979) e “Dimenticare Venezia” (1979). Gli Anni 80 sono ancora quelli della commedia. Recita accanto a Renato Pozzetto in “Mia moglie è una strega” (1980), con Carlo Verdone in “Borotalco” (1982). Per questa interpretazione ottiene un David di Donatello. Tra i film da citare, inoltre, ci sono “Mani di velluto” (1979) con Johnny Dorelli e Adriano Celentano e “Grand Hotel Excelsior” (1982) con Adriano Celentano, Enrico Montesano e Carlo Verdone. E ancora “Mani di fata” (1983), “Sapore di mare 2 – Un anno dopo” (1983), “Vediamoci chiaro” (1984) e “Compagni di scuola” (1988).

MUSICA, RADIO E TV. E POI LA REGIA

Nel 1980 incide il brano “Magic” per la colonna sonora del film “Mia moglie è una strega”. Nel 1981 è la volta di un 45 giri scritto da Cristiano Malgioglio, Pino Presti e Corrado Castellari: “Quale appuntamento/Messaggio personale”.

Eleonora ha lavorato anche in radio e in televisione. Nell’1983 prende parte a “Un disco per l’estate” e successivamente a due edizioni di “Sotto le stelle”. Partecipa a progetti come “Morte di una strega”, “Lo zio d’America”, “I Cesaroni”. In tv la si vedrà anche a “Ballando con le stelle 13” nel 2018 e nello stesso anno al “Grande Fratello Vip 3”. Nel 2022 a “Il cantante mascherato”.

Nel 2003 esordisce nella regia con “Uomini & donne, amori & bugie”. Nel 2009 dirige “L’ultima estate”, da lei anche prodotto insieme al secondo ex marito Massimo Ciavarro.

DUE MATRIMONI, DUE FIGLI: UNA FAMIGLIA PIENA DI AMORE

Eleonora Giorgi è, però, anche stata mamma di quei due figli che più volte ha ringraziato per il sostegno nell’ultimo periodo e senza i quali, forse, non avrebbe percorso la via delle cure. “Quando ho capito la gravità ho detto ai miei figli che non volevo accanimenti terapeutici: Paolo mi ha fissato sconvolto. Senza di loro forse avrei rinunciato: dopo la prima chemio ho passato una notte abbracciata al water”, ha detto la stessa attrice al Corriere della Sera. Quei figli sono Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, avuti da due diversi matrimoni.

Il primo con Angelo Rizzoli, sposato nel 1979. L’anno dopo è nato Andrea che ha pubblicato a gennaio 2025 il libro dedicato alla madre e intitolato “Non ci sono buone notizie. L’anno più bello di mia madre, nonostante tutto”. La coppia si separa nel 1984 quando l’editore viene travolto dallo scandalo P2 e arrestato. In seguito al divorzio, Giorgi si lega sentimentalmente a Massimo Ciavarro, conosciuto sul set di “Sapore di mare 2”. Nel 1991 nasce Paolo e nel 1993 la coppia convola a nozze. Matrimonio che dura fino al 1996, anche se l’attore non ha mai abbandonato l’ex. Anzi, durante la malattia, è stato presente e raccontato l’amicizia rimasta in programmi come Verissimo. Poi, fino al 2007, Eleonora è accanto allo scrittore Andrea De Carlo.

Nel 1974, Giorgi viene indagata per incauto affidamento, a causa delle morte del fidanzato 17enne Alessandro Momo. Il giovane attore perde la vita in un incidente alla guida di una Honda CB 750 Four che Giorgi gli aveva prestato. Il ragazzo non era ancora abilitato alla guida di maximoto.

LA MALATTIA

Nell’ultimo anno e mezzo l’abbiamo vista tanto in tv, a raccontare la sua malattia, mostrandosi anche senza i suoi biondissimi capelli. Sempre con il sorriso dalla notizia ricevuta a fine 2023. In un’intervista ai microfoni de I Lunatici, il programma di Rai Radio 2 con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, aveva spiegato: “Sapete che non mi sono mai arrabbiata neanche una volta in questo anno e quattro mesi? Non mi è mai successo, manco di notte. Mi è successo di piangere di notte“. E nemmeno di chiedersi “Che cavolo, perché a me? Perché si e perché no?”. Eleonora non aveva dubbi: “Io sono fatalista, credo ad un ordine superiore delle cose e sono confortata dal potermici abbandonare“.

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Il vero obiettivo di Trump? “Non sono le ‘terre rare’, ma un nuovo ordine mondiale”

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donald trump stuzzica zelensky 1024x690Le premesse erano queste: “Zelensky deve firmare”. Quel “comico mediocre”, “dittatore fallito e senza consenso”. Un “mendicante che viene qui col cappello in mano”.

Chi, tra i leader mondiali, avrebbe stretto la mano all’autore di questa serie clamorosa di epiteti offensivi rivolti al proprio indirizzo? Zelensky l’ha fatto.

Si è presentato a Washington per discutere i termini di un accordo economico che avrebbe permesso agli Stati Uniti “di essere risarciti per le spese sostenute a sostegno del popolo ucraino”.

Mettendo le mani sulle risorse preziose del Paese da tre anni coinvolto in un conflitto che ha provocato oltre 300mila vittime ucraine.

Il patto che i due capi di Stato avrebbero dovuto firmare prevedeva la collaborazione tra Washington e Kiev per lo sfruttamento delle risorse naturali ucraine. Un accordo rimasto senza firma.

L’atteggiamento di Trump e del suo vice Vance ha mostrato chiaramente come le risorse minerarie ucraine non siano mai state una sua priorità assoluta, bensì uno strumento all’interno di una più ampia strategia geopolitica.

L’ASSE USA-CINA-RUSSIA

David Sanger sulle pagine del New York Times osserva che Trump non considera la guerra in Ucraina una questione prioritaria per la sicurezza americana e vede Kiev come un ostacolo alla sua visione di un nuovo ordine mondiale.

Il Presidente americano vuole spostare l’attenzione dagli impegni con le tradizionali alleanze occidentali verso un sistema basato su negoziati diretti tra Stati Uniti, Russia e Cina, riducendo il peso di alleati storici come l’Europa.

“Il Segretario di Stato Marco Rubio – scrive Sanger – , un tempo difensore dell’Ucraina e della sua sovranità territoriale, ora convertito alle manovre di potere di Trump, ha chiarito in un’intervista a Breitbart News che era giunto il momento di andare oltre la guerra per stabilire una relazione triangolare tra Stati Uniti, Russia e Cina. ‘Avremo dei disaccordi con i russi, ma dobbiamo avere una relazione con entrambi‘, ha detto Rubio. Ha evitato con cura qualsiasi formulazione che suggerisse, come ha spesso detto da senatore, che la Russia fosse l’aggressore, o che ci fosse il rischio che, se non fosse stata punita per il suo attacco all’Ucraina, avrebbe potuto prendere di mira una nazione della NATO”.

L’ASSE USA-CINA-RUSSIA

A chiarire ancora meglio questa lettura il politologo Ian Bremmer, presidente del think tank Eurasia Group, in un’intervista al Corriere della Sera: “Dopo che gli Stati Uniti hanno appoggiato per tre anni la resistenza degli ucraini, ora Trump dice apertamente di non essere dalla parte di Kiev. Si colloca a metà strada tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Ma in realtà Trump non sta solo cercando di chiudere un accordo di pace in Ucraina: vuole costruire un solido rapporto di collaborazione con la Russia. Siamo, quindi, davanti a più strappi. È una rottura che può diventare decisiva tra Stati Uniti e Ucraina; è una rottura tra Usa ed Europa ed è anche una rottura interna all’America, visto che i parlamentari democratici e repubblicani sono favorevoli a sostenere Zelensky e a mantenere vitale l’alleanza transatlantica”.

LE ‘TERRE RARE’

“O fai un accordo o noi ci tiriamo fuori, te la dovrai vedere da solo e non credo sarà una bella cosa”.

L’accordo riguardava in particolare lo sviluppo congiunto delle ‘terre rare‘, un settore in cui l’Ucraina gioca un ruolo chiave.

Il Paese possiede importanti giacimenti di minerali critici, fondamentali per la produzione di componenti elettronici, batterie e tecnologie avanzate.

Secondo Mykhailov Volodymyr, esperto di minerali e capo del dipartimento di geologia dell’Università Taras Shevchenko di Kiev, intervistato sempre dal Corriere della Sera, “le miniere ucraine sotterranee o a cielo aperto iniziarono a essere attive in modo massiccio dagli anni Venti del Novecento sotto il regime sovietico. Allora vennero fatte ricerche e mappature sistematiche e si stimò che i nostri metalli preziosi, le terre rare, ammontassero potenzialmente a 2,2 milioni di tonnellate. Non poco, ma neppure tantissimo. Per fare un paragone: quelle russe all’interno dei confini attuali vennero valutate a 27,7 milioni”.

E L’EUROPA?

La domanda delle domande è questa: mentre prende forma questo nuovo ordine mondiale, l’Unione europea da che parte sceglie di stare? Confermerà il blocco atlantico cercando di seguire la linea del neo Presidente degli Stati Uniti o continuerà a difendere gli interessi “del Paese aggredito”?

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Papa Francesco, nel pomeriggio repentino peggioramento del quadro respiratorio. Iniziata la ventilazione meccanica

papa francesco ricoverato al gemelli

papa francesco ricoverato al gemelli

“Il Santo Padre nel primo pomeriggio di oggi, dopo una mattinata trascorsa alternando la fisioterapia respiratoria alla preghiera in cappella, ha presentato una crisi isolata di broncospasmo che ha, tuttavia, determinato un episodio di vomito con inalazione e repentino peggioramento del quadro respiratorio.

Il Santo Padre è stato prontamente broncoaspirato ed ha iniziato la ventilazione meccanica non invasiva, con una buona risposta sugli scambi gassosi.

Il Santo Padre è sempre rimasto vigile e orientato, collaborando alle manovre terapeutiche. La prognosi permanente pertanto ancora riservata.

In mattinata ha ricevuto l’Eucarestia”. È quanto riferisce il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede diffuso nella serata di oggi, 28 febbraio, riguardo lo stato di salute del Papa, ricoverato da quattordici giorni al Policlinico Gemelli.

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Trump a Zelensky: “Giochi con la terza guerra mondiale”

incontro tra zelensky e trump

incontro tra zelensky e trump

Screzi tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nello Studio ovale. L’ospite ucraino è stato accusato dal presidente americano di “giocare d’azzardo con la Terza guerra mondiale”.
Trump ha aggiunto, in riferimento al supporto americano a Kiev: “Sii riconoscente“.

Alla fine è stata cancellata la conferenza stampa: ad annunciarlo funzionari della Casa Bianca, citati dall’emittente Cnn.
L’incontro tra i due presidenti, nello Studio ovale, è stato segnato da divergenze e diverbi. A testimoniarlo un pool di cronisti presenti.

I due, all’arrivo del Presidente ucraino alla Casa Bianca, si erano stretti la mano. L’incontro, all’esterno dell’edificio, è stato mostrato in diretta dalle tv americane e internazionali.
Dopo la stretta di mano, Trump ha indicato ai fotografi Zelensky. Ha poi sorriso e alzato il pugno destro, mostrandolo ai reporter, prima di invitare l’ospite all’interno.

Volodymyr Zelensky ha mancato di rispetto agli Stati Uniti d’America nel loro amato Studio ovale; potrà tornare quando sarà pronto per la pace“: così il presidente americano Donald Trump in un post pubblicato sul social Truth mentre il capo di Stato ucraino è ancora nella Casa Bianca.

TRUMP A ZELENSKY: “IL POPOLO MUORE, LEI ACCETTERÀ TREGUA”

“Il suo popolo sta morendo, i suoi soldati stanno morendo, sarà un’ottima cosa se ci ascolterà“: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rivolgendosi al capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky, nello Studio ovale della Casa Bianca.
Nella stanza anche il vicepresidente James David Vance. “Lei dice voglio questo o quello” ha detto Trump. “Se avrà un cessate il fuoco, le dico che lei lo accetterà“.

Né dalla parte della Russia né da quella dell’Ucraina: questa la posizione di Donald Trump sul conflitto in Est Europa, espressa in risposta alla domanda di un giornalista nello Studio ovale, alla Casa Bianca.
“Io sono per entrambi” ha detto il presidente americano, con al fianco Volodymyr Zelensky. Poi, rispetto al conflitto tra Kiev e Mosca: “Voglio solo che si risolva; è tanto bello parlare male di una persona, ma io voglio vederla risolta”.
Poco prima Zelensky aveva detto di credere che Trump stava “dalla parte” dell’Ucraina.

ZELENSKY CITA ‘ALTRI SOSTENITORI’, BATTIBECCO CON TRUMP

Diverbio anche sul ruolo dell’Europa tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Nel loro incontro nello Studio ovale, alla Casa Bianca, di fronte ai giornalisti americani, i due presidenti hanno ricostruito le fasi del conflitto armato in Ucraina e del supporto fornito all’Ucraina contro la Russia.
“Abbiamo anche altri amici e sostenitori che ci hanno dato tanto” ha detto Zelensky, facendo riferimento ai Paesi europei. “Molto meno” lo ha interrotto Trump, sottolineando il ruolo preminente degli Stati Uniti. A questo punto, Zelensky lo ha contraddetto: “No, no, no”.

TRUMP E VANCE CONTRO ZELENSKY: “LO SCONTRO È ‘OTTIMA TV’”

“Questa è ottima televisione“: lo ha detto Donald Trump, dopo lo scontro tra Volodymyr Zelensky e James David Vance, allo Studio ovale, di fronte a un pool di giornalisti.
Il presidente americano ha chiesto dunque di continuare, muovendo nuove accuse all’ospite ucraino. Vance aveva appena definito “irrispettoso” Zelensky, colpevole di “essere venuto nello Studio ovale e aver cercato di discutere di fronte ai media” delle responsabilità del conflitto con la Russia.

LA STAMPA RUSSA: “TRUMP CACCIA ZELENSKY DALLA CASA BIANCA”

“Non è pronto: Trump rimprovera Zelensky e lo caccia dalla Casa Bianca”. Questo il titolo scelto dall’agenzia di stampa russa Novosti per il video che mostra il diverbio tra i due presidenti oggi nello Studio ovale, a Washington.

 

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“Dazi del 25%: il governo tace ma il “Made in Italy” trema

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“È un’ora buia”: mai parole più azzeccate per descrivere il momento, quello dell’annuncio dei dazi al 25% all’Unione europea da parte del presidente degli Usa Donald Trump. E a parlare di ora buia è stato, non a caso, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, appena diffusa la notizia arrivata da oltreoceano. Non solo: all’annuncio dei dazi, Trump, nel corso del primo consiglio dei ministri del suo governo, ha rincarato la dose, specificando che “l’Ue è nata per truffare gli Stati Uniti”.

I DAZI

Trump non ha dato- ancora- termini temporali, né fatto specifiche su Paesi, ma ha annunciato che i prodotti europei saranno “presto” soggetti a dazi del 25%. “Abbiamo preso la decisione, e la annunceremo a breve, che sarà del 25%”. Ha giusto aggiunto che i sovrapprezzi contro la Ue “riguarderanno le auto e altre cose”.

LA REAZIONE DELL’UE, E VON DER LEYEN VOLA IN INDIA

Dal canto suo, da Bruxelles si sono alzate voci di risposta e contrarietà unanimi. L’esecutivo della Commissione europea, tramite il portavoce Olof Gill ha sottolineato la ferma volontà di “proteggere le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati”. E ancora: “Le barriere al commercio equo e solidale sono ingiustificate, soprattutto tra partner commerciali. L’Europa reagirà immediatamente e con fermezza”, ha scritto Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega all’Industria, in un post su X, a seguito dell’annuncio del presidente americano Donald Trump di dazi al 25% nell’Unione europea.
All’attacco di Trump, che ha definito l’Unione europea come “nata per ingannare gli Stati Uniti”, il premier polacco Donald Tusk – alla presidenza di turno del Consiglio Ue – ha ribattuto con un post su X: “L’Unione europea non è stata creata per fregare nessuno ma, al contrario, per mantenere la pace, costruire rispetto tra le nostre nazioni, creare un commercio libero ed equo e per rafforzare l’amicizia transatlantica”.
Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in visita negli Stati Uniti, ha ribadito l’intenzione di reagire contro le ingiustificate barriere al commercio libero: “Non vogliamo fregare nessuno; l’atteggiamento win-win sarà sempre il nostro approccio preferito, ma siamo pronti a tutto”.
Intanto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in visita in India, si prepara agli incontri con nuovi possibili alleati commerciali in Asia, dichiarando con un post su X che “in un’epoca di conflitti e di intensa competizione è necessario avere amici fidati”. Secondo Von der Leyen, per l’Europa l’India è un amico e un alleato strategico.

DA CONFINDUSTRIA A COLDIRETTI, IL MADE IN ITALY IN AGITAZIONE

“È saltato un paradigma: serve coraggio e serve agire subito con una visione di lungo termine. L’Europa deve mettere al centro la competitività del sistema industriale e quindi la crescita sociale”: Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ribadisce così, all’indomani dell’annuncio dei dazi all’Ue da parte dell’amministrazine Trump, la necessità di agire.
“La preoccupazione è innegabile. È un cambio di paradigma impensabile e tutti noi imprenditori europei confidavamo che non accadesse. Abbiamo solo una possibilità: cambiare subito con misure straordinarie per un momento straordinario”, commenta Orsini, che oggi ha ospitato al Consiglio Generale, il Presidente di BusinessEurope, Fredrik Persson. Il numero uno di Confindustria conclude: “Chiediamo alle forze politiche e alle parti sociali un patto bipartisan per il Paese e per l’Europa. USA, Cina, India, si sono date una visione e la perseguono. Serve che l’Europa faccia lo stesso, subito”.

“Dal presidente Trump arrivano decisioni che se applicate metterebbero nel giro di 24 ore in ginocchio imprese, lavoratori e a cascata tutta l’economia italiana”. Lo dice Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, unendosi al “grido d’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini e gli interventi dei colleghi durante il Consiglio generale di oggi”, che “rappresentano la voce di tutta l’industria italiana”.

Con l’introduzione dei dazi del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy negli Usa, Coldiretti stima una stangata fino a 2 miliardi di euro, con un sicuro calo delle vendite. “L’imposizione di dazi sulle nostre esportazioni aprirebbe ovviamente uno scenario preoccupante, tanto più in considerazione dell’importanza che il mercato statunitense ha per le nostre produzioni agroalimentari e non solo”, rileva anche il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. Negli Usa l’agroalimentare italiano è cresciuto in valore del 17% contro un calo del 3,6% dell’export generale, confermando ancora una volta che “il cibo italiano è un simbolo dell’economia del Paese”, aggiunge. Per questo “crediamo che debbano essere messe in campo tutte le necessarie azioni diplomatiche per scongiurare una guerra commerciale- incalza Prandini- che danneggerebbe cittadini e imprese europee e americane”.

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Gene Hackman e la moglie erano morti da tempo

gene hackman

gene hackmanDa quanto tempo erano morti? Come sono morti? E poi, sono morti nelle stesse ore? È giallo sulla morte di Gene Hackman e della moglie Betsy Arakawa, trovati morti nella giornata di mercoledì 26 febbraio nella loro villa di Santa Fe, in New Messico. Il mistero della morte dell’attore hollywoodiano e della sua seconda moglie occupa le prime pagine dei giornali americani e non solo. A maggior ragione perchè, stando alle notizie che arrivano dai media locali, ci sono diverse stranezze rispetto a come sono stati trovati i corpi. Non nella stessa stanza, non vicini, come dovrebbe essere nell’ipotesi di un gesto suicida o di un omicidio-suicidio. Ma le ipotesi aperte, al momento, sono molte di più e vanno dalla morte naturale all’incidente domestico fino all’omicidio-suicidio. Le indagini sono appena partite, ma la pista dell’omicidio è la più remota, dal momento che le autorità hanno escluso la presenza “segni evidenti di violenza” o “traumi” sui corpi dell’attore e della moglie. In casa è stato trovato morto anche uno dei cani della coppia. Altri due sarebbero invece stati trovati vivi.

DOVE SI TROVAVANO I CORPI

Intanto, ecco i dettagli strani che sono trapelati: a quanto si apprende, Gene Hackman si trovava in cucina “completamente vestito”: accanto al corpo aveva gli occhiali da sole e il bastone da passeggio. Forse una morte improvvisa? Il corpo della moglie Betsy Arakawa, invece, è stato trovato sul pavimento di un bagno: i media hanno parlato di un corpo in un “avanzato stato di decomposizione”, con mani e piedi che sono stati definiti “mummificati”. Vicino al corpo sono state trovate pillole sparse e una boccetta di medicinali. La scena ha fatto pensare agli investigatori che la donna sia “caduta a terra”. ma cosa può essere successo?

LA SCOPERTA DEI CADAVERI

A scoprire i corpi sono stati degli operai addetti alla manutenzione della casa: non vedevano Gene Hackman e la moglie da un paio di settimane. Hanno raccontato di aver trovato la porta di casa aperta, senza segni di effrazione.

LE STRANE PAROLE DELLA FIGLIA LESLIE

Una delle figlie di Gene Hackman, Leslie, 59 anni (nata dall’unione con Fay Maltese), ha fatto sapere che non sentiva il padre da un paio di mesi “ma tutto era normale e andava bene”. Cosa che ha lasciato piuttosto stupefatta la stampa. La donna ha anche raccontato al DailyMail.com che il padre, a dispetto dei suoi 95 anni, era “in ottime condizioni fisiche” e faceva ancora yoga e Pilates. Lei e la sorella Elizabeth, il giorno dopo il ritrovamento dei corpi, sono state fotografate a pranzo insieme in un ristorante della catena Denny’s a Burbank, California. L’ex divo di Hollywood ha anche un terzo figlio maschio, Christopher, fratello di Leslie e Elizabeth.

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(Le immagini di copertina sono tratte dal Dailymail)




Gene Hackman e la moglie trovati morti in casa in New Mexico

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gene hackman home 1024x605Gene Hackman (95 anni) e sua moglie, la pianista classica Betsy Arakawa (63 anni), sono stati trovati morti nella loro casa di Santa Fe, in New Mexico. Dalle prime indiscrezioni, a trovare i loro corpi, poco dopo la mezzanotte, compreso quello del cane, è stata la polizia della contea di Santa Fe. Lo sceriffo Adan Mendoza, sul caso ha dichiarato: “Siamo nel bel mezzo di un’indagine preliminare, in attesa dell’approvazione di un mandato di perquisizione”. Hackman, è stato uno degli attori più affermati di tutti i tempi e vincitore di due Oscar. Si era ritirato nel 2004.

LA CARRIERA DI GENE HACKMAN

Classe 1930, Hackman entra nei marines alla fine degli Anni 40. Dieci anni dopo decide di studiare recitazione. Alla Pasadena Playhouse conosce Dustin Hoffman ma qui, i due attori vengono giudicati “i meno propensi ad avere successo”. Hackman fa il suo debutto sul grande schermo al fianco di Warren Beatty nel melodramma “Lilith” nel 1964. Vincitore di due premi Oscar, quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera), due BAFTA, un Orso d’argento, e altri premi, Hackman veste fin dagli anni sessanta i panni del cattivo per antonomasia, interpretando personaggi spietati e corrotti. Tra le interpretazioni più famose, quelle nei film “Gli spietati”, “Mississippi Burning – Le radici dell’odio”, “Superman”, “La giuria”, “Frankenstein Junior” e “Potere assoluto”. Dal 2022, è stato l’attore vivente più anziano vincitore del Premio Oscar per la migliore interpretazione maschile, sia da protagonista che da non protagonista.

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Demetrio Albertini, leggenda del calcio italiano, arriva nella Repubblica Dominicana per presentare la prima accademia internazionale a Las Terrenas

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a322566e 27bf 45ce 858b 1e29cdabe4e6Durante questo incontro è stata presentata la prima accademia internazionale di calcio a Las Terrenas, un progetto che unirà giovani dominicani e italiani in uno spazio di formazione e crescita sportiva.

Santo Domingo, R.D. – Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) e il progetto urbanistico Blu Terrenas hanno organizzato un esclusivo cocktail di benvenuto per gli amanti del calcio e della cultura sportiva, con la presenza della leggenda del calcio italiano Demetrio Albertini.

Durante l’evento è stata annunciata la creazione della prima accademia internazionale di calcio a Las Terrenas, un progetto innovativo che offrirà ai giovani dominicani e italiani uno spazio di formazione e crescita sportiva.

Oscar de Castro, Direttore Commerciale di Blu Terrenas, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa:
“Questa è un’opportunità unica per rafforzare i legami tra Italia e Repubblica Dominicana attraverso il calcio.

A Blu Terrenas puntiamo su iniziative che vanno oltre lo sviluppo immobiliare, contribuendo alla crescita sociale e sportiva della comunità.”

734e6c34 bb01 4587 90f5 8c0daf00a8bbL’arrivo di un ex campione, che è anche Direttore Tecnico della Nazionale Italiana, nella Repubblica Dominicana per fondare un’accademia di calcio è un evento di grande rilievo.

Questo progetto non solo ci permetterà di scoprire e formare futuri campioni, ma porterà anche i migliori tecnici del mondo ad allenare i nostri giovani talenti.

Le implicazioni di questa iniziativa sono enormi, poiché posiziona il nostro Paese come un vivaio di eccellenza calcistica e apre la porta affinché i nostri giocatori possano brillare in Italia.

ef00cb79 7689 4289 a6b9 bbaf5f4ad3e9Da parte sua, Demetrio Albertini ha espresso il suo entusiasmo per l’accademia e il suo impatto nel Paese:
“È un onore essere nella Repubblica Dominicana e condividere la mia passione per il calcio con le nuove generazioni. Questa accademia sarà un ponte tra Italia e Repubblica Dominicana, utilizzando lo sport come strumento di sviluppo, disciplina e unione.”

Questo progetto rappresenta l’inizio di una collaborazione che consentirà ai giovani talenti di entrambi i Paesi di accedere a una formazione di alto livello, promuovendo il calcio come veicolo di integrazione culturale e crescita personale.

L’evento rafforza l’impegno di Blu Terrenas e MAIE per lo sviluppo dello sport nella Repubblica Dominicana, creando opportunità per le future generazioni. La partecipazione di una figura come Albertini non solo arricchisce il panorama sportivo, ma simboleggia anche lo scambio culturale e tecnico tra Europa e Caraibi. Così, si gettano le basi per il consolidamento della formazione di giovani talenti e la promozione di iniziative che utilizzano lo sport come strumento di trasformazione sociale e integrazione comunitaria.

Chi è Demetrio Albertini

Demetrio Albertini è una delle figure più emblematiche del calcio italiano. Durante la sua illustre carriera si è affermato come uno dei centrocampisti più talentuosi della sua generazione, distinguendosi per la sua visione di gioco, precisione nei passaggi e leadership. Il suo straordinario percorso con l’AC Milan, con cui ha conquistato numerosi titoli della Serie A e trofei nelle competizioni europee, ha segnato un’epoca gloriosa nella storia del club. La sua influenza si è estesa anche alla Nazionale Italiana e, successivamente, al suo ruolo dirigenziale all’interno della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

A livello internazionale, Albertini ha lasciato un segno indelebile nella Nazionale italiana, con oltre 70 presenze. Ha rappresentato il suo Paese in tornei di grande prestigio, tra cui i Mondiali del 1994 e 1998, oltre agli Europei del 1996 e 2000, raggiungendo la finale nei tornei del 1994 e del 2000.

La sua carriera è stata costellata di titoli importanti. Con l’AC Milan, ha conquistato molteplici scudetti di Serie A, la Champions League nel 1994, la Supercoppa Europea nel 1990 e 1994, e la Supercoppa Italiana nel 1988, 1992, 1993 e 2003. Con il FC Barcellona, ha vinto la Liga e la Supercoppa di Spagna nel 2005, mentre con la SS Lazio ha conquistato la Coppa Italia nella stagione 2003-2004.




Repubblica Dominicana. Nella notte terremoto magnitudo 5.4

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captura de pantalla 2025 02 25 070809 3451d170 focus 0 0 896 504La notte scorsa un terremoto di magnitudo 5.4 ha sorpreso gli abitanti della Repubblica Dominicana e di Porto Rico . La scossa è avvenuta alle 1:48 e ha avuto il suo epicentro nell’Oceano Atlantico, a circa 104 chilometri da Punta Cana e 99 chilometri a nord-est di Miches, secondo i primi rapporti.

Attraverso i social network, diversi utenti hanno riferito di aver avvertito il terremoto in modo intenso in città come Santo Domingo Norte, Punta Cana, San Francisco de Macorís, Higüey, Nagua e Villa Mella. Alcuni lo hanno definito “molto forte”.

Il Centro nazionale di sismologia ha segnalato diverse scosse di assestamento di magnitudo compresa tra 3,3 e 3,7, localizzate nell’Oceano Atlantico, a est di Miches. Tuttavia, nessuno di queste ha rappresentato una minaccia significativa.

Nonostante l’entità dell’evento, finora non si sono registrati danni strutturali o vittime.

Il geologo Osiris de León ha riferito attraverso il suo account X (ex Twitter) che l’epicentro del terremoto è stato spostato a nord-est di Higüey, in coincidenza con la faglia di latitudine 19, che è un’estensione orientale della faglia del Settentrionale. Allo stesso modo, la magnitudo è stata ricalcolata a 5,3, indicando che è meno pericolosa di quanto inizialmente considerato.

tradotto da Diario Libre




Idillio Trump-Giorgia: “In Italia c’è una donna meravigliosa…”

trump innamorato di giorgia

trump innamorato di giorgia“Adoro l’Italia. E l’Italia è una nazione molto importante. C’è una donna meravigliosa come leader. E lei era presente nella conversazione di oggi. Quella che abbiamo avuto al G7. E penso che l’Italia stia andando molto bene. Credo che l’Italia abbia una leadership molto forte con Giorgia”. Lo ha detto dallo Studio Ovale il presidente americano, Donald Trump.

Parole come miele dal presidente degli Stati Uniti per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che confermano – sempre che ce ne fosse ancora bisogno- la stima del leader Usa- così come del suo stretto alleato Elon Musk, per lei. E il contesto in cui Trump ha parlato di Meloni non è causale: dal suo studio Ovale, con a fianco il presidente francese Emmanuel Macron, nel giorno del meeting con al centro i temi del conflitto in Ucraina e del ruolo dell’Europa.

“ITALIA, STATES ED EUROPA, STESSI VALORI E RESPONSABILITÁ, AL LAVORO INSIEME”

Non si è fatta attenere il ringraziamento della premier alla ‘benedizione’ del tycoon. “Grazie a Donald Trump per le sue parole. Italia, Stati Uniti ed Europa condividono valori e responsabilità comuni. Lavoreremo insieme per affrontare le sfide globali con determinazione e visione”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

 

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