Trump: “Gli Stati Uniti padroni di Gaza, sarà la Riviera del Medio Oriente”

il presidente trump firma il laken riley act

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Gaza “sarà la Riviera del Medio Oriente”. Ci penserà lui, Donald Trump. “Gli Stati Uniti ne prenderanno il controllo, ne saremo i padroni e i responsabili“, ha annunciato con un tono che il New York Times definisce “da promotore immobiliare come un tempo” il Presidente degli Stati Uniti. E i due milioni di palestinesi? Via, sfollati altrove. “Una delle idee più sfacciate che un leader americano abbia avanzato negli ultimi anni”, scrive ancora il Nyt.

Mentre il presidente degli Stati Uniti inquadrava la questione come un imperativo umanitario e un’opportunità di sviluppo economico, trasformando la Striscia devastata dai bombardamenti israeliani in una mecca del turismo, riapriva un vaso di Pandora geopolitico con implicazioni enormi per il Medio Oriente e non solo. E infatti, immediate sono scattate le proteste un po’ ovunque. Il controllo su Gaza è stato uno dei principali punti critici del conflitto arabo-israeliano per decenni e l’idea di trasferire forzosamente i palestinesi richiama un’epoca in cui le grandi potenze occidentali ridisegnavano a piacimento le mappe della regione.

Il New York Times fa notare che la sola idea che gli Stati Uniti prendano il controllo di Gaza rappresenterebbe un’inversione di tendenza incredibile per Trump, che si è candidato per la prima volta nel 2016 giurando di portar via gli USA dalla regione dopo la guerra in Iraq. Ovviamente, come è nel suo stile, Trump non ha citato alcuna autorità legale che gli dia il diritto di prendere il controllo di quel territorio, “né ha affrontato il fatto che la rimozione forzata di una popolazione viola il diritto internazionale e decenni di consenso sulla politica estera americana in entrambi i partiti”, conclude il New York Times.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Gli italiani ufficialmente residenti all’estero sono sei milioni e mezzo

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italaini allesttero disegno di gabrela morzilli immagine7 e1676897152955 615x223Al 31 dicembre 2024 i cittadini italiani residenti all’estero erano 6.412.752, così ripartiti: in Europa 3.452.108; in America meridionale 2.073.614; in America settentrionale e centrale 558.467; in Africa, Asia, Oceania e Antartide: 328.563.

Questi dati emergono dalla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio in cui è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’Interno che, di concerto con la il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministro della Giustizia, pubblica annualmente il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, basato sui dati dell’elenco aggiornato, riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente. (Inform)




Lanzarote, confessa l’aggressore di Salvatore Sinagra

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lanzarote due foto 1024x576Ha confessato il 25enne spagnolo accusato di aver aggredito a Lanzarote Salvatore Sinagra, 30enne di Favignana che si trovava nell’isola e che ora è ancora in coma farmacologico. Agli inquirenti, giustificandosi per quanto accaduto, il presunto colpevole ha spiegato di essere un consumatore abituale di cocaina. Così è stato convalidato il fermo.

IL PAPÀ DI SALVATORE: “FORZA VITA MIA”

L’aggressione è avvenuta in un bar di Playa del Carmen. L’uomo – con precedenti penali – è stato, poi, fermato sabato 1° febbraio, alle 23.40. Un pestaggio brutale, forse avvenuto con un tirapugni o una spranga. Salvatore è crollato a terra privo di sensi, con una grave frattura al cranio. Le condizioni sono gravi, ma stabili. Pubblicando uno scatto di suo figlio sorridente su Facebook, papà Andrea ha scritto: “Forza vita mia”.

Parte dell’aggressione sarebbe stata ripresa dalle telecamere del bar, si indaga per ricostruire la dinamica di quanto accaduto,

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Accordo Usa-Messico: tariffe sospese e militari alla frontiera

il presidente trump firma il laken riley act

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Dazi sospesi nei confronti del Messico almeno per un mese: è la scelta annunciata da Donald Trump al termine di un colloquio telefonico con la sua omologa Claudia Sheinbaum. All’origine della decisione, stando a un messaggio diffuso dal presidente degli Stati Uniti sulla piattaforma Truth Social, l’impegno della controparte a dispiegare al più presto 10mila soldati lungo il confine tra i due Paesi. “Saranno incaricati”, ha scritto Trump, “di fermare l’afflusso di fentanyl e di migranti illegali”.

Secondo il presidente, gli Stati Uniti “bloccheranno immediatamente per un mese le tariffe preannunciate” per permettere l’avvio di negoziati bilaterali. La prospettiva, sempre stando a Trump, è raggiungere “un accordo” tra i due Paesi. A riferire del colloquio e dell’intesa possibile è stata anche Sheinbaum. Durante una conferenza stampa, la presidente ha detto di essere “certa” che “gli incontri di alto livello su sicurezza, migrazioni e commercio saranno di grande aiuto”.

Secondo Sheinbaum, al compromesso hanno contribuito anche società statunitensi. “Molte di loro hanno chiarito che questo non è fattibile”, ha detto la presidente in riferimento ai dazi equivalenti al 25 per cento del valore delle merci preannunciati da Trump. “Tutto questo”, ha spiegato Sheinbaum, “ha consentito di arrivare all’accordo di oggi”.

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La risposta del Canada a Mr. Trump

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img 0327L’attesa risposta del Primo Ministro Justin Trudeau è arrivata in una lunga conferenza stampa lo scorso sabato sera: per rappresaglia per i dazi del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il Canada ne imporrà, a sua volta, di analoghi, sempre del 25 percento, su 155 miliardi di dollari di beni americani.

Tutti gli alcolici americani saranno rimossi dagli scaffali dell’LCBO a partire dal prossimo martedì, come ha dichiarato il Premier dell’Ontario Doug Ford: “Come unico importatore e grossista di alcolici nell’Ontario, l’LCBO cancellerà tutti i prodotti americani dal suo catalogo, dimodochè sia i ristoranti che i rivenditori della Provincia non potranno più ordinare o rifornirsi con prodotti degli Stati Uniti”.

Così anche diversi supermercati hanno già esposto, su diverse merci, degli appositi cartelli sulla provenienza dei relativi prodotti, indicando, soprattutto, quelli ‘’made in Canada’’.

Ricordiamo che il Presidente Donald Trump aveva firmato avantieri un ordine esecutivo che imporrà tariffe sulle merci in arrivo negli Stati Uniti da Canada, Messico e Cina. L’ordine ha messo in pratica una tariffa del 25% sulle merci messicane e sulla maggior parte delle merci canadesi, imponendo anche una tariffa del 10% sui prodotti energetici canadesi e sulle merci cinesi.

Canada e Messico, attraverso il Primo Ministro canadese Justin Trudeau e la Presidente messicana Claudia Sheinbaum, hanno risposto immediatamente con le loro relative misure di ritorsione, con inizio a partire da domani, martedì, in pratica lo stesso giorno in cui le tariffe statunitensi sulle importazioni canadesi dovrebbero entrare in vigore.

Il Ministero del Commercio cinese ha risposto annunciando che la Cina avrebbe intentato una causa presso la World Trade Organization e avrebbe anche preso le opportune contromisure per salvaguardare con fermezza i propri diritti e interessi.

È quanto mai opportuno, a questo punto, parlando in primis a livello personale, fare delle necessarie valutazioni e riflessioni sulle misure da prendere invece di rimettersi alle oramai costose importazioni dagli Stati Uniti: per esempio, potremmo sostenere i produttori del settore ortofrutticolo, caseario e della filiera della carne canadese acquistando prodotti freschi, formaggi e carni da aziende locali; acquistare prodotti europei di qualità, come, nel nostro caso, quelli italiani certificati che rimarranno esenti da questi aumenti in base all’accordo CETA, che è un accordo commerciale tra UE e Canada con lo scopo di ridurre i costi e rendere più agevole l’esportazione di diversi beni e servizi, a concreto vantaggio di persone e aziende, sia in Europa che in Canada; attivarsi ognuno di noi a casa, facendo, per esempio, la pasta fresca, il pane, la salsa e la pizza, traendo enorme vantaggio sia sul controllo della qualità che su quello dei prezzi, evitando altresì di dipendere, comunque, da prodotti importati, soprattutto americani.

Noi viviamo in un Paese che produce in abbondanza diversi prodotti, anche quelli già menzionati, e, al contempo, potremmo contare, principalmente, sull’interscambio con l’Europa e con i partners centro e sudamericani, mantenendo la nostra identità e la qualità della nostra vita come in passato ma, soprattutto, guardando al nostro futuro.

 

 




Il Made in Italy va in crociera

31federitaly

31federitalyFederitaly ha annunciato il lancio di un evento unico ed esclusivo che porterà le eccellenze del Made in Italy su una delle navi da crociera più prestigiose al mondo: MSC Grandiosa. Dal 5 al 12 ottobre 2025, infatti, la crociera attraverserà il Mediterraneo, facendo tappa nei porti di Italia, Spagna e Francia. Federitaly potrà così offrire il palcoscenico alle aziende italiane selezionate che presenteranno i propri prodotti e servizi a un pubblico internazionale di oltre 6000 passeggeri.
L’iniziativa è realizzata da Federitaly in collaborazione con MSC Crociere.
Le aziende selezionate potranno anche partecipare a eventi di networking con operatori e stakeholder di livello globale e promuovere così il Made in Italy in un’esperienza immersiva e coinvolgente.
“Con questo evento vogliamo portare il Made in Italy oltre i confini tradizionali, creando un’esperienza unica che unisce business, turismo e cultura – ha dichiarato Carlo Verdone, Presidente di Federitaly -. Federitaly continua la sua missione di valorizzazione delle eccellenze italiane con un’iniziativa che segnerà un nuovo capitolo nella promozione internazionale delle nostre imprese”. (aise) 




Playoff Champions, evitato il derby: Juve-Psv, Milan-Feyenoord e Atalanta-Bruges

champions

championsNiente derby italiano, ma una doppia sfida Italia-Olanda e un incredibile incrocio tra Manchester City e Real Madrid. Le urne di Nyon hanno disegnato il tabellone tennistico dei playoff Champions: la Juve affronterà il Psv, il Milan il Feyenoord e l’Atalanta il Bruges.

L’Inter, unica italiana già agli ottavi (le altre sono Liverpool, Barcellona, Arsenal, Atletico Madrid, Leverkusen, Lille e Aston Villa), conoscerà il suo posizionamento in tabellone solo il 21 febbraio. I nerazzurri sono accoppiati con l’Arsenal che ha chiuso la fase a girone al terzo posto, e sicuramente affronterà una tra Milan, Juventus, Psv e Feyenoord.

LE DATE

  • 11/12 e 18/19 febbraio: playoff
  • 21 febbraio: sorteggio tabellone finale
  • 4/5 e 11/12 marzo: ottavi di finale
  • 8/9 e 15/16 aprile: quarti di finale
  • 29/30 aprile e 6/7 maggio: semifinali
  • 31 maggio a Monaco di Baviera: finale

Agenzia DIRE – www.dire.it




La tragedia aerea di Washington: il Black Hawk volava fuori rotta, era troppo alto

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foto a 2 sito 2025 01 30t082627.307 1024x576“PAT25, hai un CRJ in vista? PAT25, passa dietro il CRJ”. Il controllore del traffico aereo parla alle 20:47, un attimo primo dello scontro fatale tra l’aereo American Airlines con 64 persone a bordo e l’elicottero militare. Dall’elicottero non rispondono. Pochi secondi dopo, un altro aereo chiama il controllo: “Torre, hai visto?”. La palla di fuoco, e poi il gelo del fiume. E’ già tutto finito. Non ci saranno sopravvissuti: 67 vittime.

Le autorità americane hanno recuperato le scatole nere dall’aereo dell’American Airlines precipitato nel fiume Potomac. Il National Transportation Safety Board sta studiando il registratore vocale della cabina di pilotaggio e il registratore dei dati di volo del CRJ700 e dovrebbe fornire un rapporto preliminare entro 30 giorni.

COSA E’ SUCCESSO?

Secondo quanto riportato dal New York Times l’elicottero dell’esercito potrebbe aver deviato dalla rotta di volo approvata, poco prima della collisione. I dettagli sulla posizione finale del UH-60 Black Hawk indicano che non si trovava sulla rotta approvata dalla torre e che stava volando più in alto del dovuto mentre attraversava il trafficatissimo spazio aereo sui cieli di Washington.

LE VITTIME

Non è stato ancora fornito un elenco ufficiale delle vittime, ma familiari e amici li hanno ormai identificati. I piloti del volo commerciale erano Sam Lilley e Jonathan Campos. Il capitano era il trentaquattrenne Campos, Lilley il primo ufficiale.

Il padre di Lilley, Timothy, è un ex pilota molto esperto e ha prestato servizio come pilota di elicotteri dell’esercito americano per 20 anni. Dice di aver volato su rotte simili a quella del disastro per tutta la vita. “Ero così orgoglioso quando Sam è diventato un pilota”, ha scritto su Facebook. “Ora fa così male che non riesco nemmeno a piangere fino ad addormentarmi”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Egitto. Confermata condanna a 25 anni a Luigi Passeri per traffico di droga

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luigi giacomo passeri3a condannLa vicenda di Luigi Giacomo Passeri, un giovane pescarese di 32 anni, ha attirato l’attenzione dei media a livello nazionale e internazionale. Arrestato lo scorso agosto in Egitto mentre si trovava in vacanza, Passeri è stato condannato in appello a 25 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. I suoi familiari sostengono che il ragazzo fosse in possesso di piccole quantità di droga. Le notizie riguardo alla sua situazione continuano a suscitare preoccupazione e dibattito.

La condanna in appello

L’appello riguardante la condanna di Luigi Giacomo Passeri è stato chiuso con una sentenza definitiva che ha confermato i 25 anni di carcere già inflitti in primo grado. La decisione della corte egiziana ha sollevato numerose domande sulle modalità con cui si sono svolti i processi e sull’effettiva sostanza delle prove presentate. Secondo la difesa, il giovane pescarese si sarebbe trovato in una situazione compromettente, poiché in possesso di dosi limitate di sostanze stupefacenti, destinate a uso personale e non a fini di traffico.

I familiari di Passeri hanno espresso preoccupazione per il modo in cui è stata gestita la sua detenzione, evidenziando come ci sia stata una violazione dei diritti umani garantiti dal sistema legale. La posizione di Passeri ha sollevato interrogativi anche sul piano diplomatico. Le autorità italiane sono state sollecitate ad intervenire, ma la situazione appare complessa.

Contesto legale in Egitto

Il sistema giuridico egiziano prevede pene severe per il traffico di droga, frequentemente accompagnate da dibattiti su diritti umani e giustizia. Nella pratica, le norme possono variare significativamente rispetto agli standard europei, e ciò può comportare imprevisti per cittadini stranieri. Gli avvocati di Passeri hanno denunciato la mancanza di trasparenza durante il processo e hanno chiesto che le autorità italiane tutelino i diritti del cittadino arrestato.

Il caso di Passeri non è isolato. Altri cittadini stranieri hanno affrontato situazioni simili in Egitto, dove accuse di traffico di droga spesso derivano da operazioni di polizia contro un fenomeno che il governo considera di rilevanza nazionale. Tuttavia, viene spesso criticato il modo in cui queste operazioni vengono condotte, risultando in processi che non sempre rispettano le garanzie legali previste.

Reazioni e sviluppi futuri

Da quando è stata pronunciata la sentenza, vi è stata una mobilitazione attorno alla figura di Luigi Giacomo Passeri. Le sue famiglie e amici hanno avviato campagne per fare luce sulla questione e per chiedere giustizia e un equo processo. Sono stati avviati anche contatti con associazioni per i diritti umani, nella speranza di rivedere l’esito della condanna in futuro. Tuttavia, la strada sembra in salita.

Il caso sta tenendo alta l’attenzione non solo a livello locale ma anche tra le istituzioni italiane, che stanno seguendo il procedimento con interesse. Resta da vedere se i legali di Passeri saranno in grado di presentare ulteriori appelli e come si evolverà la situazione complessiva riguardante diritti dei detenuti e pratiche legali in Egitto.

La storia di Luigi Giacomo Passeri è un promemoria delle sfide che cittadini europei possono affrontare all’estero e della complessità dei sistemi legali in altre nazioni.

da gaeta.it




Washington. Un aereo di linea si scontra con un elicottero militare. Recuperati finora 18 corpi

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foto a 2 sito 2025 01 30t082627.307 1024x576Tragedia negli Stati Uniti. Un jet regionale dell’American Airlines si è scontrato con un elicottero Black Hawk dell’esercito americano nei pressi dell’aeroporto nazionale Ronald Reagan intorno alle 21 di ieri sera, ora locale. L’aereo di linea, proveniente da Wichita (Kansas), aveva a bordo 60 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio. Il mezzo militare, secondo quanto riportano fonti locali, “era in in volo di addestramento e a bordo c’erano tre militari. Entrambi gli aerei sono precipitati nel fiume Potomac. Fino ad ora nessun sopravvissuto è stato recuperato dalle acque del fiume”.

Fa molto freddo, e l’acqua del fiume è sotto zero: le speranze di trovare dei sopravvissuti è bassa. Finora sono stati recuperati 18 corpi.

Tra le 64 persone a bordo dell’aereo c’erano anche pattinatori provenienti dagli Stati Uniti e dalla Russia. US Figure Skating ha dichiarato che i pattinatori stavano tornando da un campus per i migliori atleti del Paese. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha detto a bordo c’erano pattinatori russi e altri cittadini russi, tra cui gli ex campioni del mondo Evgenia Shishkova e Vadim Naumov.

Il giornalista della CBS News Kris Van Cleave ha dichiarato che resti umani e detriti di aerei sono stati trasportati dalle onde sul lato della Virginia del fiume Potomac. L’aereo si è rotto in più pezzi e le squadre di sommozzatori hanno avuto accesso alla cabina e hanno recuperato una scatola nera. Ha anche riferito che l’elicottero “è capovolto ma sembra essere per lo più intatto”.

L’aeroporto rimarrà chiuso almeno fino alle ore 11 locali (le ore 17 italiane) di giovedì.

IL VIDEO DELLO SCHIANTO

In un video diffuso sui social si vede il momento dello schianto. Le immagini sono riprese dalle telecamere dell’aeroporto.

I DUBBI DI TRUMP

In un post su Truth, il presidente Donald Trump ha messo in dubbio le modalità dell’incidente: “L’aereo stava seguendo una traiettoria di avvicinamento perfetta verso l’aeroporto. L’elicottero si è diretto verso l’aereo. La notte era limpida, le luci sull’aereo erano accese, perché l’elicottero non è salito o sceso? Perché la torre di controllo non ha detto all’elicottero cosa fare invece di chiedere se avevano visto l’aereo? Una brutta situazione che poteva essere evitata“.

LE OPERAZIONI DI SALVATAGGIO POTREBBERO DURARE GIORNI

Secondo quanto riporta il Washington Post “circa 300 soccorritori provenienti da tutta la regione di Washington DC stanno lavorando sul posto. Il capo dei vigili del fuoco e dei servizi di emergenza medica di Washington, DC John A. Donnelly Sr., durante una conferenza stampa all’aeroporto, ha detto che sul fiume ghiacciato era buio e c’era vento e che l’operazione di salvataggio che richiederà molte ore e potrebbe durare giorni. I primi soccorritori sono arrivati ​​sulla scena dieci minuti dopo la collisione”.

Agenzia DIRE – www.dire.it