Epifania, come si festeggia la Befana in Italia e nel mondo?

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headerIn tutta Italia il 6 gennaio si festeggia l’Epifania e ogni regione d’Italia ha le sue usanze e tradizioni per celebrare la giornata, dedicata solitamente a togliere tutte le decorazioni natalizie. Pur essendo un giorno di festa e svago (soprattutto per i bambini) porta comunque con sé anche la consapevolezza della fine dei giorni di festa. Per goderselo al meglio, non mancano eventi da nord e sud del Paese. Ogni regione ha le sue tradizioni: sicuramente il rito della calza, da appendere al camino e riempire di dolciumi, è quello più gettonato. A questo si aggiungono il Panevin, la Regata della Befana, il Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani, la benedizione del gesso e della casa, il falò di inizio anno. E non mancano piatti tipici, soprattutto dolci, da portare in tavola e gustare in compagnia. Si è soliti cucinare in questo giorno: fugassa d’la Befana, befanini, pepatelli.

Da un lato, questa ricorrenza ha un’origine legata alla religione: è il giorno dell’arrivo dei Re Magi a Betlemme, in occasione della nascita di Gesù, per portargli oro, incenso e mirra. Dall’altro, la vecchietta vestita di stracci che porta dolci ai bimbi buoni o carbone a quelli cattivi volando su una scopa, non è inquadrabile all’interno del Cristianesimo. Ci sono diverse leggende legate alla figura della Befana così come ciascuna regione d’Italia ha il suo modo di trascorrere la giornata del 6 gennaio.

Il Panevin è il falò, come viene chiamato in Friuli Venezia Giulia. Qui il 6 gennaio si è soliti organizzare falò di buon auspicio: il fuoco diventa un modo per attrarre la sorte positiva, perché le fiamme simboleggiano la forza dirompente del nuovo che avanza e che brucia via il vecchio per farsi spazio. La direzione del fumo diventa il modo per scoprire l’andamento del nuovo anno, se sarà fortunato o meno. È importante che le faville siano alte, per questo i contadini smuovono il fuoco usando una forca. Il falò di inizio anno è una tradizione che riguarda anche l’Emilia Romagna, dove si è soliti bruciare rami, frasche e cataste di legno. In provincia di Parma e Reggio Emilia il rituale è chiamato Fasagna ed è un grande momento di festa collettivo.

Venezia ospita ogni anno la tradizionale Regata della Befana. Lungo il Canal Grande sfila un corteo di barche con a bordo persone travestite da Babbo Natale e Befana.
Regata delle Befane sul Canal Grande
Regata delle Befane sul Canal Grande
Il Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani

Questo raduno si svolge a Fornovo Taro, in provincia di Parma. La città per l’occasione si riempie di centinaia di persone in costume e tra canti e balli si eleggono Madame Befana e Mounsieur Befano.

Se Babbo Natale vive in Lapponia, la Befana vive a Urbania. Qui viene tradizionalmente collocata la sua residenza e per questo proprio qui ogni anno si celebra la Festa Nazionale della Befana.

In Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, ma anche altrove sull’arco alpino, si è soliti svolgere la benedizione del gesso e della casa, tradizione di origine cristiana di vecchia data. In cosa consiste? Il 5 o il 6 gennaio anglicani, luterani, metodisti, presbiteriani e cattolici romani scrivono sulle porte delle loro abitazioni una frase, che serve a invocare la benedizione del Signore.

Negli anni Cinquanta si diffuse la consuetudine di portare dei doni ai vigili in servizio presso le loro postazioni ufficiali. Era un modo per dimostrare loro rispetto e gratitudine, per andare incontro alle esigenze di questa categoria, che non viveva in condizioni economiche facili. L’usanza è ancora molto sentita a L’Aquila: qui presso i Quattro Cantoni viene organizzata una rievocazione.

La torta dei re Magi è chiamata anche torta dei Re: consumarla nel giorno dell’Epifania è una tradizione che riguarda non solo l’Italia, perché è in realtà diffusa in tutto il mondo, ma con forme diverse. In Francia corrisponde alla galette des rois, in Spagna c’è il roscón de Reyes; a questi si aggiunge la rosca de Reyes dell’America Latina, la King cake statunitense, la Dreikönigskuchen della Germania. Nel nostro Paese si è soliti cucinare e mangiare la pinza veneta e la fugassa d’la befana piemontese.

Sono i dolci i cibi protagonisti di questa giornata. Non solo quelli che ricevono i bambini nelle calze lasciate appese in casa, ma anche quelli che i grandi sono soliti cucinare, ciascuno secondo la tradizione locale. La fugassa d’la Befana è tipica del Piemonte, è una focaccia arricchita con canditi e uvetta, molto aromatica. I cosiddetti befanini sono frollini della cucina toscana, amatissimi soprattutto dai più piccoli, perché ricoperti di zuccherini colorati. I pepatelli invece si preparano nel sud Italia: sono biscotti a base di miele, mandorle e scorza d’arancia arricchiti dal pepe, che conferisce loro un sapore particolarmente speziato.

Quali sono le celebrazioni più suggestive con cui si festeggia l’Epifania in giro per il mondo?

La notte fra il 5 e il 6 gennaio è tradizionalmente conosciuta come l’Epifania, la festa della Befana. Nell’immaginario collettivo questa figura è rappresentata da una vecchietta che di notte, sopra alla sua scopa, passa sui tetti delle case e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini di dolcetti, caramelle, giocattoli e carbone.

Scopriamo di più sulla storia di questa tradizione:

  • il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, che significa “apparizione” o “manifestazione”.
  • Nella tradizione cristiana la storia della Befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. Si dice infatti che i tre uomini, nel viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada abbiano chiesto a una vecchietta informazioni. Dopo aver rifiutato l’invito dei Magi a proseguire il percorso con loro, l’anziana pentitasi preparò un sacco pieno di dolci e, nella ricerca di Gesù Bambino, bussò a ogni porta regalando dolcetti a ciascun bambino che incontrava.

Nel mondo la festa dell’Epifania è una tradizione che viene celebrata nei modi più svariati. Quali sono i festeggiamenti più belli e suggestivi?

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Giorno della Befana: le celebrazioni in Francia, Spagna e Germania

L’Epifania è una notte magica, in cui nel mondo si organizzano festeggiamenti speciali. A differenza dell’Italia in Francia i bambini non ricevono in dono dolciumi o carbone, ma la tradizione vuole che nei giorni precedenti alla festa della Befana si prepari una torta, la “Galette des Rois“, al cui interno si inserisce una fava. Il dolce viene diviso in tante fette quanti sono gli invitati a tavola, più una parte riservata a una persona povera nel caso in cui si presenti alla porta di casa. Il fortunato che riesce a trovare la fava diventa per quel giorno il Re o la Regina della festa. La festa dell’Epifania è per i francesi un giorno festivo, che ogni anno ricorre la domenica precedente o seguente il 6 di gennaio.

I bambini spagnoli seguono invece una celebrazione del giorno della Befana più simile a quella italiana. In Spagna infatti i più piccoli il 6 gennaio si svegliano molto presto per correre a vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato loro. Il giorno prima mettono davanti alla porta un bicchiere di acqua per i cammelli assetati, con anche qualcosa da mangiare. In molte città spagnole poi, la festa dell’Epifania viene celebrata con il corteo dei Re Magi, in cui i tre sfilano per le vie cittadine su carri riccamente colorati.

Se si decide di organizzare dei viaggi a gennaio in occasione della ricorrenza dell’Epifania, è bene sapere che in Germania tale celebrazione ha un carattere ancora strettamente religioso. I tedeschi credenti si recano infatti in Chiesa, mentre i preti di solito passano di casa in casa con dei chierichetti per raccogliere offerte e recitare qualche Verso. Non essendo un giorno festivo i bambini vanno a scuola, ma, priva di recarvisi, scrivono sulla porta la sigla C+M+B, a indicare che “Cristo ha protetto questa casa”.

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La festa della Befana in Islanda, Romania e Russia

Una tradizione molto particolare con cui si festeggia l’Epifania è quella dell’Islanda. Qui infatti il 6 gennaio è il tredicesimo giorno, perché da Natale a questa data passano esattamente 13 giorni. Dall’11 dicembre al 25 arrivano tredici Babbo Natale, uno ogni giorno, e da Natale in poi se ne vanno uno al giorno. Proprio il 6 gennaio è il momento in cui l’ultimo Babbo Natale lascia la città, e così viene segnata anche la fine delle festività natalizie. La festa della Befana si celebra con una fiaccolata, a cui partecipano oltre al tredicesimo Babbo Natale anche il Re e la Regina degli elfi. La fiaccolata termina con un falò e dei fuochi d’artificio.

Come per la Spagna anche per la Romania il giorno dell’Epifania rappresenta l’arrivo dei Re Magi. I bambini in questa occasione bussano a ogni porta chiedendo di entrare per raccontare qualche storia. Per ringraziarli, le persone lasciano loro qualche soldino oppure della frutta secca. Allo stesso modo anche i preti si recano nelle case dei cittadini per benedirle. In Russia invece in occasione del giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, si celebra il Natale ortodosso. Durante questa ricorrenza i bambini sono in trepidante attesa di ricevere i loro regali, portati secondo il mito da Babbo Natale, chiamato Padre Gelo, accompagnato da Babuschka, una simpatica vecchietta.

Prima di partire alla scoperta delle tradizioni con cui si celebra la festa della Befana il consiglio è di scegliere una copertura sanitaria per l’Europa, di modo da potersi godere in tutta serenità la magia dei festeggiamenti.

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La mamma di Cecilia Sala dalla Meloni

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mamma cecilia sala 1 1024x608Un incontro tra mamme, anche questo è stato il faccia a faccia di oggi tra la premier Giorgia Meloni e Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la giovane giornalista in carcere in Iran in condizioni estreme, su cui si sta concentrando l’attenzione e l’impegno del governo per la sua liberazione immediata. L’incontro è avvenuto al termine di un vertice di governo convocato oggi proprio per quello che è diventato un caso diplomatico, dopo le notizie allarmanti arrivate alla famiglia sul trattamento riservato alla giornalista nel carcere di Evin e a seguito di uno scambio di comunicazioni tra le rispettive ambasciate e governi.

“Va male, è ovvio, però questo incontro mi ha aiutato. Avevo bisogno di guardarsi negli occhi anche tra mamme su cose di questo genere”. Ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, lasciando Palazzo Chigi al termine dell’incontro con la premier. Dalle sue parole, si è compreso sicuramente l’apprezzamento dell’iniziativa della premier e di quello che sta facendo l’esecutivo per la liberazione della figlia. “La fiducia è tanta- ha infatti aggiunto Vernoni- sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato: aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo, quello che potrò fare per parte mia lo farò, sicuramente loro stanno facendo il loro”.

 

(Elisabetta Vernoni, mamma di Cecilia Sala, intervistata dopo il ricevimento a Palazzo Chigi)

“DA MELONI UN SALTO QUALITÀ NELLE RASSICURAZIONI”

“Cosa mi ha detto Meloni? La premier ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, è stata più precisa e più puntuale ed è questo che io volevo, e questo ho avuto”. Ha proseguito Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, rispondendo alle domande dei cronisti sui contenuti dell’incontro avuto a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni.
“Se sono soddisfatta quindi di questo incontro? Ovviamente sì, in questo momento, è ovvio che i miei umori cambiano. Ieri è stato un momento di cambio d’umore forte, però assolutamente sì”, ha aggiunto Vernoni.

“NON SO QUANDO LA RISENTIRÒ, LE CHIAMATE ARRIVANO QUANDO VOGLIONO LORO”

“Se ho sentito di nuovo Cecilia? No, dopo ieri no. Non sono frequenti le telefonate, ieri è stata la seconda, dopo la prima in cui mi ha detto che l’avevano arrestata. Poi c’è stato l’incontro con l’ambasciatrice, ma ieri è stato proprio un regalo: arrivano così, inaspettate, quando vogliono loro io sono lì solo ad aspettare la telefonata…”. Ha detto Elisabetta Vernoni, lasciando Palazzo Chigi.
“Purtroppo avrei voluto notizie più rassicuranti da parte sua e invece nelle domande che ho fatto se avesse un cuscino pulito su cui appoggiare la testa… mi ha detto ‘mamma, non ho cuscino’”, ha aggiunto Vernoni. Cecilia potrà ricevere nuove visite dell’ambasciata? “È quello che abbiamo chiesto, ma capire è una parola inutile. Io non capisco niente e chi ci capisce è bravo, quindi si chiede, si fa e si combatte per ottenere rispetto”.

“CECILIA IN CELLA DI PUNIZIONE, PERCHÈ NON ESISTONO CELLE SINGOLE”

“Qual è la cosa che mi preoccupa di più in questo momento? Sono due. La prima adesso sono assolutamente le condizioni di vita carceraria di mia figlia, perché si è parlato di cella singola ma non esistono le celle singole, esistono le celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, e lei è in una di queste evidentemente. Se una dorme per terra nel 2024 mi fa pensare che sia così”, ha continuato la mamma di Cecilia Sala, incalzata dalle domande dei cronisti.

“SUL RIENTRO IN ITALIA SERVONO DECISIONI DI FORZA DEL NOSTRO PAESE”

Quindi, ha sottolineato Vernoni, “la prima cosa sono condizioni più dignitose di vita carceraria, e poi decisioni importanti e di forza del nostro Paese per ragionare sul rientro in Italia, su cui io non piango, non frigno e non chiedo tempi, perché è come il capire: sono realtà molto particolari”. Cecilia, ha spiegato la madre, “cerca di essere un soldato e cerco di esserlo anche io, però le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla di male devono essere quelle che non la possano segnare per tutta la vita”.
Poi, ha aggiunto, “se pensiamo ai giorni, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è un’eccellenza italiana, non sono solo il vino e i cotechini”. In merito ai tempi per il rientro di Cecilia Sala in Italia “mi hanno detto qualche cosa, ma sono cose molto generiche su cui adesso attendo notizie”.

IL VERTICE DI GOVERNO

Il ricevimento di Elisabetta Vernoni da parte della Premier è stato successivo al vertice di governo di oggi pomeriggio, incentrato proprio sul caso della giornalista italiana arrestata in Iran. Al vertice, durato un’ora circa, hanno partecipato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i ministri degli Esteri e della Giustizia, Antonio Tajani e Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e i rappresentanti dell’intelligence. Alla sua conclusione ha fatto seguito la comunicazione ufficiale dell’esecutivo.

Spiega una nota di Palazzo Chigi che il Governo conferma l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala, e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana.

Per quanto riguarda Mohammad Abedini, che è al momento in stato di detenzione cautelare su richiesta delle autorità degli Stati Uniti, il Governo ribadisce che a tutti i detenuti è garantita parità di trattamento nel rispetto delle leggi italiane e delle convenzioni internazionali.
Il Sottosegretario Mantovano, in veste di Autorità delegata, venendo incontro alle richieste delle opposizioni, ha dato immediata disponibilità al Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Lorenzo Guerini, a riferire al COPASIR già domani mattina, e quindi per suo tramite al Parlamento.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Iran. Cecilia Sala in cella senza un letto e al freddo: dorme per terra

in altre parole

in altre parole

Crescono le preoccupazioni per le condizioni di Cecilia Sala dopo l’ultima telefonata fatta ai genitori. La giornalista detenuta nel carcere di Evin a Teheran, in Iran, dallo scorso 19 dicembre è in completo isolamento da allora. I suoi carcerieri le passano il cibo, soprattutto datteri, da una fessura della porta.

DORME PER TERRA SU UNA COPERTA, NON È STATO CONSEGNATO IL PACCO CON I BENI DI PRIMA NECESSITÀ

La cronista, secondo quanto emerso da persone vicine ai genitori, ha riferito di dormire per terra su una coperta, con un’altra si protegge dal freddo della sua cella. Non c’è un materasso e le luci al neon sono sempre accese, giorno e notte. Le sono stati confiscati gli occhiali e non le è stato consegnato il pacco con i beni di prima necessità che le era stato promesso dall’ambasciatrice italiana in Iran Paola Amedei, l’unica persona che ha incontrato durante la detenzione lo scorso 27 dicembre. Tra questi ci sarebbe stata una mascherina per poter riposare, dei maglioni per coprirsi e del cibo. Sarebbe dovuto arrivare il 30 dicembre e così non è stato. A Cecilia, invece, è stato consegnato solo un elastico per capelli.

L’ITALIA CHIEDE FORMALMENTE GARANZIE E LA LIBERAZIONE IMMEDIATA

Alla reporter de Il Foglio e Choramedia è riservato lo stesso trattamento delle prigioniere politiche in Iran. Sono rimaste solo parole, infatti, le rassicurazioni di un approccio dignitoso annunciato dalle autorità iraniane. Sala è in carcere per “aver violato le leggi della Repubblica islamica dell’Iran“. L’Italia ha chiesto formalmente “garanzie totali sulle condizioni di detenzione” e “liberazione immediata” della ragazza. Oltre che la consegna dei beni di conforto. Il governo è al lavoro affinché la vicenda si risolva il prima possibile e anche Cecilia, dalla sua cella, ha chiesto: “Fate presto”.

TAJANI: “HO DATO MANDATO DI CONVOCARE L’AMBASCIATORE ITALIANO A ROMA”

“Ho dato mandato al Segretario generale della Farnesina di convocare l’Ambasciatore iraniano a Roma. L’incontro avverrà alle ore 12″, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Il Governo, come dal primo giorno dell’arresto di Cecilia Sala, lavora incessantemente per riportarla a casa e pretendiamo che vengano rispettati tutti i suoi diritti. Fino alla sua liberazione, Cecilia e i suoi genitori non saranno mai lasciati soli”, ha concluso.

Agenzia DIRE – www.dire.it




ll messaggio di fine anno del Presidente Mattarella

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presidenza della repubblca il messaggio di fine anno capo dellko stato mattarella immagine1“Stiamo vivendo come ogni fine anno ore di attesa per un tempo nuovo che viene e che speriamo migliore.Ore in cui cerchiamo la serenità rinsaldando i nostri rapporti. Nelle nostre comunità, nelle famiglie, nelle amicizie. Facciamo i nostri auguri e ne riceviamo. Non è soltanto un rito, è la dimostrazione della nostra natura più autentica, quella che ci chiama alla relazione con gli altri”. Inizia così il messaggio di fine anno Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Lo facciamo, dobbiamo farlo – continua il Capo dello Stato – tanto più in quanto viviamo momenti difficili. Quando migliaia di vittime civili delle guerre in corso turbano tragicamente le nostre coscienze. Nella notte di Natale si è diffusa la notizia che a Gaza una bambina di pochi giorni è morta assiderata. Nella stessa notte di Natale feroci bombardamenti russi hanno colpito le centrali di energia delle città dell’Ucraina per costringere quella popolazione civile al buio e al gelo. Gli innocenti rapiti da Hamas, e tuttora ostaggi, vivono un secondo inizio di anno in condizioni disumane. Queste forme di barbarie non risparmiano neppure il Natale e le festività più sentite. Eppure mai come adesso la pace grida la sua urgenza. La pace che la nostra Costituzione indica come obiettivo irrinunziabile, che l’Italia ha sempre perseguito, anche con l’importante momento quest’anno della presidenza del G7. La pace di cui l’Unione Europea è storica espressione. La pace che non significa sottomettersi alla prepotenza di chi aggredisce gli altri Paesi con le armi, ma la pace del rispetto dei diritti umani, la pace del diritto di ogni popolo alla libertà e alla dignità. Perché è giusto. E – se questo motivo non fosse ritenuto sufficiente – perché è l’unica garanzia di una vera pace, evitando che vengano aggrediti altri Paesi d’Europa. Questo è, quindi, il primo augurio che tutti ci rivolgiamo. Che il nuovo anno porti vera pace ovunque”. Mattarella dopo aver ricordato la vicenda della detenzione in Iran della giornalista Cecilia Sala e il valore della libera informazione, ha rivolto il pensiero all’apertura del Giubileo.

“Quelle di questa sera – ha poi rilevato il Presidente della Repubblica – sono ore di speranza nel futuro, nell’anno che viene. Tocca a noi saperla tradurre in realtà. Cosa significa concretamente coltivare fiducia in un tempo segnato, oltre che dalle guerre, da squilibri, da conflitti? Vi è bisogno di riorientare la convivenza, il modo di vivere insieme. In questo periodo sembra che il mondo sia sottoposto a una allarmante forza centrifuga, capace di dividere, di allontanare, di radicalizzare le contrapposizioni. Sono lacerate le pubbliche opinioni. Faglie profonde attraversano le nostre società. La realtà che viviamo ci presenta contraddizioni che generano smarrimento, sgomento, talvolta senso di impotenza. A livello globale aumenta in modo esponenziale la ricchezza di pochissimi mentre si espande la povertà di tanti. La crescita della spesa in armamenti, innescata nel mondo dall’aggressione della Russia all’Ucraina – che costringe anche noi a provvedere alla nostra difesa – ha toccato quest’anno la cifra record di 2.443 miliardi di dollari. Otto volte di più di quanto stanziato alla recente Cop 29, a Baku, per contrastare il cambiamento climatico, esigenza, questa, vitale per l’umanità. Una sconfortante sproporzione”. Mattarella si è poi soffermato sulla realtà italiana: “Luci e ombre – ha evidenziato – riguardano anche la nostra Italia. La scienza, la ricerca, le nuove tecnologie aprono possibilità inimmaginabili fino a poco tempo addietro per la cura di malattie ritenute inguaribili. Nello stesso tempo vi sono lunghe liste d’attesa per esami che, se tempestivi, possono salvare la vita. Numerose persone rinunciano alle cure e alle medicine perché prive dei mezzi necessari. I dati dell’occupazione sono incoraggianti. Resistono tuttavia aree di precarietà, di salari bassi, di lavoratori in cassa integrazione. L’export italiano registra dati positivi, e così il turismo. Segno che il Paese esercita una forza di attrazione, che va anche al di là delle sue bellezze naturali, delle sue città d’arte, della sua cultura. Con questo aspetto confortante stride il fenomeno dei giovani che vanno a lavorare all’estero perché non trovano alternative, spesso dopo essersi laureati. Tra Nord e Sud c’è una disuguale disponibilità di servizi. Continua il pericolo dell’abbandono delle aree interne e montane. Colmare queste distanze. Assicurare un’effettiva pienezza di diritti è il nostro compito. Il mutamento del clima incide decisamente anche sugli eventi meteo che subiamo in Italia: ne abbiamo ripetute testimonianze. Le alluvioni non possono più essere considerate fatti straordinari. Sono frequenti e vanno quindi prevenute con lungimiranza, rimuovendo le condizioni che provocano sciagure”. “I giovani – ha poi aggiunto il Capo dello Stato passando al disagio sociale dei giovani – sono la grande risorsa del nostro Paese. Possiamo contare sul loro entusiasmo, sulla loro forza creativa, sulla generosità che manifestano spesso. Abbiamo il dovere di ascoltare il loro disagio, di dare risposte concrete alle loro esigenze, alle loro aspirazioni. La precarietà e l’incertezza che avvertono le giovani generazioni vanno affrontate con grande impegno anche perché vi risiede una causa rilevante della crisi delle nascite che stiamo vivendo. Si intrecciano, quindi, straordinarie potenzialità e punti di debolezza da risolvere. Impegniamoci per una comune speranza che ci conduca con fiducia verso il futuro”.  Mattarella ha poi ricordato come l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani abbia scelto, come parola dell’anno “rispetto”. “Il rispetto verso gli altri -ha spiegato il Presidente della Repubblica – rappresenta il primo passo per una società più accogliente, più rassicurante, più capace di umanità. Il primo passo sulla strada per il dialogo, la collaborazione, la solidarietà, elementi su cui poggia la nostra civiltà. Rispetto della vita, della sicurezza di chi lavora. L’ultima tragedia pochi giorni fa, a Calenzano: cinque persone sono morte. Non possono più bastare parole di sdegno: occorre agire, con responsabilità e severità. Gli incidenti mortali – tutti – si possono e si devono prevenire.  Rispetto della dignità di ogni persona, dei suoi diritti. Anche per chi si trova in carcere. L’alto numero di suicidi è indice di condizioni inammissibili. Abbiamo il dovere di osservare la Costituzione – ha proseguito Mattarella – che indica norme imprescindibili sulla detenzione in carcere. Il sovraffollamento vi contrasta e rende inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale penitenziario. I detenuti devono potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine. Su questo sono impegnati generosi operatori, che meritano di essere sostenuti”. Dopo aver sottolineato la necessità di non dover più parlare delle donne come vittime, il Capo dello Stato ha evidenziato come nella quotidiana esperienza di tanti nostri concittadini si manifesti un sentimento vivo, sempre attuale, dell’idea di Patria. “Mi ha colpito, di recente, – ha aggiunto in proposito  Mattarella – l’entusiasmo degli allievi della nostra Marina militare, su nave Trieste, all’avvio del loro servizio per l’Italia e per i suoi valori costituzionali. Come stanno facendo in questo momento tanti nostri militari in diversi teatri operativi. A essi rinnovo la riconoscenza della Repubblica. Patriottismo è quello dei medici dei pronto soccorso, che svolgono il loro servizio in condizioni difficili e talvolta rischiose. Quello dei nostri insegnanti che si dedicano con passione alla formazione dei giovani. Di chi fa impresa con responsabilità sociale e attenzione alla sicurezza. Di chi lavora con professionalità e coscienza. Di chi studia e si prepara alle responsabilità che avrà presto. Di chi si impegna nel volontariato. Degli anziani che assicurano sostegno alle loro famiglie. È patriottismo quello di chi, con origini in altri Paesi, ama l’Italia, ne fa propri i valori costituzionali e le leggi, ne vive appieno la quotidianità, e con il suo lavoro e con la sua sensibilità ne diventa parte e contribuisce ad arricchire la nostra comunità. È fondamentale creare percorsi di integrazione e di reciproca comprensione perché anche da questo dipende il futuro delle nostre società”. “Desidero rivolgere un saluto – ha poi rilevato Mattarella – alle donne e agli uomini di sport in questo che è stato un anno olimpico e paralimpico. Ricordo le notti di Parigi, l’orgoglio dei nostri atleti attorno alla nostra bandiera. Sono a loro grato per i successi e ancor di più per l’autentico spirito sportivo con cui hanno vissuto la loro partecipazione: un bell’esempio, ben oltre i confini dello sport”. Il Capo dello Stato ha infine ricordato che nel 2025 verranno celebrati gli ottanta anni dalla Liberazione. “È fondamento della Repubblica – ha spiegato – e presupposto della Costituzione, che hanno consentito all’Italia di riallacciare i fili della sua storia e della sua unità. Una ricorrenza importante. Reca con sé il richiamo alla liberazione da tutto ciò che ostacola libertà, democrazia, dedizione all’Italia, dignità di ciascuno, lavoro, giustizia. Sono valori che animano la vita del nostro Paese, le attese delle persone, le nostre comunità. Si esprimono e si ricompongono attraverso l’ampia partecipazione dei cittadini al voto, che rafforza la democrazia; attraverso la positiva mediazione delle istituzioni verso il bene comune, il bene della Repubblica: è questo il compito alto che compete alla politica. Siamo chiamati a consolidare e sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della comunità nazionale. È un’impresa che si trasmette da una generazione all’altra. Perché la speranza non può tradursi soltanto in attesa inoperosa. La speranza siamo noi. Il nostro impegno. La nostra libertà. Le nostre scelte”. (Inform)




Veicolo sulla folla a New Orleans: almeno 15 morti e 35 feriti. Eliminato il killer, un 42enne texano

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new orleans 2 foto 1024x576Un pick-up si è fiondato sulla folla che festeggiava l’arrivo del nuovo anno a New Orleans: secondo Nola Ready, l’agenzia che si occupa delle emergenze della città, almeno 15 persone sono morte e altre 35 sono rimaste ferite in quello che definisce “un incidente di massa”, quando un veicolo si è schiantato contro una grande folla all’incrocio tra Canal e Bourbon Street. Il sospettato della strage è morto nella sparatoria con la polizia. Nelle ore successive l’Fbi ha reso note le sue generalità: si tratta di Shamsud-Din Bahar Jabbar, cittadino texano di 42 anni.

Il veicolo, lanciato ad alta velocità, ha investito le persone che festeggiavano il Capodanno nel quartiere francese della città in Bourbon Street, zona molto frequentata dai turisti, nelle prime ore di mercoledì, il primo giorno del 2025. La polizia della Louisiana, i cui agenti sono intervenuti dopo le 3 di notte locali, conferma che i morti sarebbero “almeno dieci e più di trenta i feriti”, trasportati in cinque diversi ospedali locali.

Le testimonianze riportate dalla CNN su quanto avvenuto raccontano che, dopo aver travolto le persone e terminato la sua folle corsa, l’autista è sceso dal mezzo con un fucile da assalto e ha iniziato a sparare, ferendo anche due agenti di polizia, ricoverati ma “in condizioni stabili”.
Le forze dell’ordine hanno quindi risposto al fuoco e ucciso il killer, di cui non sono ancora state rese note le generalità.

LA SINDACA: “ATTO TERRORISTICO”, L’FBI PRIMA FRENA POI CONFERMA: “SI INDAGA PER TERRORISMO”

“Sappiamo che la nostra città è stata colpita da un attacco terroristico”, ha dichiarato a caldo la sindaca di New Orleans LaToya Cantrell affermando di essere in contatto diretto con la Casa Bianca e precisando che quanto avvenuto è ancora oggetto di indagine.

(La sindaca LaToya Cantrell parla alla stampa dopo la strage foto CNN)

A queste dichiarazioni è seguita invece la smentita dell’Fbi, attivata immediatamente sul campo per sostenere le indagini. Secondo infatti l’agente speciale dell’Federal Bureau of Investigation, Althea Duncan, non si sarebbe trattato di un atto terroristico: “Sulla scena sono stati trovati ordigni esplosivi improvvisati”, ha aggiunto, avvisando la popolazione di tenersi lontana dalla zona. Duncan si è rifiutata di rispondere alle domande dei giornalisti sul numero dei dispositivi sospetti che stanno esaminando.

Le parole della soprintendente di polizia Anne Kirkpatrick aumentano poi i dubbi sulla natura della strage: “Quest’uomo ha provato a investire il maggior numero di persone possibile, non è stato un caso di guida in stato di ebbrezza- ha spiegato ai cronisti- Era intenzionato a provocare una carneficina. In base a quanto sappiamo, la situazione è molto più complessa e seria”.

Nelle ore successive Cnn e New York Times riportano dichiarazioni dell’agenzia governativa in senso opposto: “L’FBI- si legge infatti sul nytimes.com- ha dichiarato che sta indagando sull’attacco come atto di terrorismo“. Nel mezzo utilizzato dall’uomo è stato ritrovata una bandiera dell’Isis e un potenziale ordigno esplosivo.

Il sito on line di Nola Ready, l’agenzia che si occupa delle emergenze della città, parla di un “incidente di massa su Canal e Bourbon Street”. E spiega: “L’8° distretto sta attualmente lavorando a un incidente di massa che ha coinvolto un veicolo che ha investito una grande folla su Canal e Bourbon Street alle 3:15 circa”. Si invita quindi la popolazione a tenersi lontani dall’area di Bourbon street in quanto “questa è una scena attiva”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Buon 2025 a tutti nostri lettori!

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unnamedBuon anno 2025 a tutti i lettori di FATTI NOSTRI, auguriamo che sia un anno pieno di notizie positive per gli italiani che vivono all’estero.

Torneremo con gli aggiornamenti giovedì 2 gennaio.




Turista italiano ucciso da uno squalo nel Mar Rosso

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gianluca di gioia squalo 1024x576Si chiama Gianluca Di Gioia, il turista che è stato attaccato e ucciso da uno squalo tigre durante una vacanza in Mar Rosso, in Egitto. L’uomo, 48 anni romano, era in vacanza con la famiglia e alloggiava nel resort Sataya di Marsa Alam. Aveva festeggiato i suoi 48 anni il 21 dicembre. La vacanza sarebbe durata anche fino a Capodanno compreso, ma purtroppo si è trasformata in tragedia. L’altro turista ferito, Peppino Fappani, odontotecnico di 69 anni, era anche lui in acqua e ha cercato di aiutarlo a sfuggire allo squalo. I due stavano facendo snorkeling e Frappani, quando ha sentito le grida di Di Gioia attaccato dallo squalo, ha cercato di aiutarlo. L’attacco dello squalo è avvenuto a circa 50 metri dal pontile dell’albergo, nel mare davanti al resort in cui soggiornavano. La zona, però, sostiene il ministero dell’Ambiente egiziano, non sarebbe balneabile.

Gianluca Di Gioia era un diplomatico e lavorava per l’Eeas, il servizio diplomatico dell’Unione europea. Aveva in precedenza lavorato per la Commissione europea e per il Centro comune di Ricerca (Jrc), il servizio della Commissione per la scienza e la conoscenza. Pur essendo originario di Roma, viveva in Francia perchè sposato dal 2009 con una donna francese di nome Laurence. Lei era in vacanza in Mar Rosso con lui e con il loro figlio di 10 anni, Nathan. Nelle foto dei suoi profili social emerge la passione per i viaggi, soprattutto in posti caldi, e un grande sorriso.

 

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L’addio del mondo a Jimmy Carter

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carter 1Il post-Presidente degli Stati Uniti non poteva che morire a 100 anni: rotondità d’una eredità immortale. Jimmy Carter ha trasceso il suo quadriennio (1977-1981) alla Casa Bianca: oggi viene salutato e ricordato soprattutto per il suo impegno successivo, e la sua reputazione internazionale. Insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2002, Carter è stato l’uomo dei diritti umani e del benessere globale.

Carter assunse la guida di una nazione segnata dalla crisi. Con il Paese sotto pressione per l’inflazione, lo shock petrolifero e le conseguenze della guerra del Vietnam, il suo mandato fu contraddistinto da difficoltà economiche e politiche. Contribuì a portare a casa gli Accordi di Camp David, che sancirono la pace tra Israele ed Egitto, e il trattato SALT II con l’Unione Sovietica per la limitazione delle armi strategiche. Tuttavia, il suo mandato fu minato dalla gestione della crisi degli ostaggi in Iran. Nel 1979, l’ambasciata statunitense a Teheran fu occupata e 53 membri del personale furono presi in ostaggio per 444 giorni, con un fallito tentativo di salvataggio che compromise ulteriormente la sua immagine.

Sul fronte economico, Carter fronteggiò un’inflazione crescente e una crisi energetica: i prezzi del petrolio passarono da 20 a 107 dollari al barile, aggravando la recessione. L’arrivo di Paul Volcker alla Federal Reserve avviò una politica monetaria restrittiva, con tassi di interesse che raggiunsero il 21,5%, una misura necessaria ma impopolare.

Dopo la sconfitta elettorale contro Ronald Reagan nel 1980, Carter si reinventò come leader umanitario. Fondò il Carter Center in Georgia, insieme alla moglie Rosalynn, concentrandosi su temi quali la democrazia, la salute pubblica e lo sviluppo sostenibile. Il centro ha operato in oltre 140 paesi, monitorando elezioni, promuovendo la pace e lottando contro malattie come la cecità fluviale e la dracunculiasi.

Un momento cruciale del suo impegno fu la mediazione con la Corea del Nord nel 1994, che portò all’Agreed Framework per il contenimento del programma nucleare di Pyongyang. Sebbene i risultati non siano stati duraturi, Carter rimase un sostenitore del dialogo, anche quando ciò comportava critiche, come nel caso dei suoi incontri con Hamas e rappresentanti siriani.

Carter è ricordato oggi come esempio di straordinaria capacità di trasformazione. Autore di oltre 30 libri, tra cui A Call to Action (2014) e A Full Life: Reflections at Ninety (2015), ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della pace e dei diritti umani.

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In crash i siti di Malpensa, Linate e della Farnesina, presi di mira dagli hacker filorussi di No Name

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boeing aereo aerei 1 1024x576I siti degli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa da questa mattina sono in crash e non funzionano: a causare il black out sarebbe stato un attacco hacker condotto dal gruppo filorusso NoName. Risulta irraggiungibile anche il sito del ministero degli Affari esteri (esteri.it).
Il mancato funzionamento dei siti web dei due scali milanesi non ha però nessun riflesso sull’operatività degli aeroporti, che sono regolarmente funzionanti.

Il tipo di attacco hacker che ha messo ko i siti web è l’attacco Ddos (che sta per interruzione distribuita di servizio), ovvero l’invio di continue richieste false di accesso ai sistemi informatici allo scopo di creare sovraccarico e mandarli in tilt.

COS’È IL GRUPPO NO NAME

Il gruppo NoName057(16) si è fatto vivo per la prima volta nel marzo 2022: è composto da criminali informatici filorussi. In questi due anni, ha rivendicato svariati attacchi cibernetici contro obiettivi ucraini, statunitensi ed europei. In Italia, in particolare, il gruppo ha messo in atto sabotaggi digitali nel marzo 2023 e anche quando Zelenskyj venne a Roma.

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Dopo il sì del Senato la Manovra per il 2025 è legge

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manovra 2025La Manovra 2025 è legge. Dopo la discussione generale sulla legge di Bilancio, per cui ieri il governo ha chiesto la fiducia, arriva infatti il via libera definitivo del Senato con 108 sì, 63 no e un astenuto. Con 112 voti a favore, 67 contrari e un astenuto, il governo ha ottenuto la fiducia sull’articolo uno. Ecco le principali misure contenute nel testo.

Le misure nella Manovra 2025

Taglio del cuneo fiscale – Confermato e reso strutturale il taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi ed esteso anche ai redditi fino a 40.000 euro con benefici per ulteriori 3 milioni di contribuenti. Con la nuova legge di bilancio il taglio del cuneo resta contributivo per i redditi fino a 20.000 euro mentre per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro il taglio diventa fiscale, con una detrazione fissa di 1.000 euro fino a 32.000 euro, detrazione che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi (decalage) tra i 32.000 e i 40.000 euro.

Revisione delle aliquote IRPEF – Confermato e reso strutturale anche la revisione delle aliquote IRPEF a tre scaglioni, già introdotta per il 2024, che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con l’applicazione dell’aliquota al 23% sugli imponibili fino a 28.000 euro lordi (anziché fino a 15.000 euro). Le due misure (taglio del cuneo e accorpamento delle prime due aliquote IRPEF) determinano un effetto complessivo pari a circa 18 miliardi annui.

Bonus bebè – Per incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno è previsto un bonus di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato da gennaio 2025 per famiglie con ISEE non superiore a 40.000 euro annui.

Rafforzati congedi parentali e bonus asilo nido – Per la prima volta, si amplia il periodo di congedo parentale indennizzato all’80% a tre mesi complessivi entro il sesto anno di vita del figlio. Si interviene inoltre sul bonus per gli asili nido andando oltre quanto fatto l’anno scorso: si prevede che, per i nati dal 2024 in nuclei con redditi ISEE inferiori a 40.000 euro, il beneficio sarà portato a 3.600 euro e riconosciuto a prescindere dalla presenza di altri figli, estendendo pertanto la platea coinvolta. Viene inoltre confermata anche l’esclusione delle somme relative all’assegno unico universale nella determinazione del reddito ISEE utile ai fini dell’accesso ai benefici per i nuovi nati e per le spese relative alla frequenza degli asili nido.

Esonero contributivo mamme lavoratrici – Confermato ed esteso alle lavoratrici a tempo determinato e a quelle autonome, anche con reddito d’impresa che non optano per il regime forfettario, il bonus mamme lavoratrici. Si tratta di uno sgravio contributivo che dal 2025 spetta alle lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno d’età del figlio più piccolo, mentre dal 2027, per le madri con tre o più figli l’esonero contributivo spetta fino al compimento del 18° anno d’età del figlio più piccolo. L’esonero è riconosciuto soltanto a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore a 40.000 euro annui.

Aumento detrazioni per scuole paritarie

Innalzato a 1.000 euro il tetto delle detrazioni fiscali per le spese scolastiche nelle scuole paritarie.

Fondo dote famiglia

A sostegno della genitorialità e delle attività sportive e ricreative effettuate in periodi extrascolastici è istituito il “Fondo Dote Famiglia”, con 30 milioni di euro per il 2025, dedicato ai giovani di età compresa tra i 6 e i 14 anni in nuclei con reddito Isee fino a 15.000 euro.

Fondo di garanzia mutui per la prima casa – Prorogata per tutto il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.

Sostegno all’acquisto di beni alimentari – Rifinanziata la carta “Dedicata a te” per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità per famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro e incrementata, in via permanente, la dotazione del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

Bonus elettrodomestici – Per sostenere la competitività dell’industria, l’occupazione e l’efficienza energetica domestica, nel 2025 è previsto un contributo ai consumatori finali per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro per ciascun acquisto, elevato a 200 euro per famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro.

La manovra introduce un limite massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori ai 75.000 euro, garantendo però maggiori agevolazioni alle famiglie con più di due figli a carico e alle famiglie con figli disabili. Le spese sanitarie e quelle relative ai mutui contratti fino al 31 dicembre 2024 sono escluse dal tetto della revisione delle detrazioni. Esclusi anche gli investimenti in start-up e Pmi innovative. La detrazione potrà arrivare fino a un massimo di 14.000 euro nella fascia di reddito tra 75.000 e 100.000 euro, mentre per la fascia di reddito tra 100.000 e 120.000 la detrazione massima sarà di 8.000 euro. È inoltre previsto lo stop alle detrazioni per i figli oltre i 30 anni, con l’eccezione dei figli disabili, per i quali le detrazioni continuano a essere garantite senza limiti di età.

In ambito previdenziale, la manovra introduce due interventi finalizzati a favorire la permanenza al lavoro e ovviare alla mancanza di determinate expertise nel settore pubblico e privato.

Prevista la detassazione e l’estensione dell’incentivo contributivo, l’agevolazione che consiste nel riconoscimento in busta paga della quota di contributi a carico del lavoratore, per quanti – in possesso dei requisiti per il pensionamento anticipato – decidano di restare al lavoro (cd. Bonus Maroni). Viene ampliata la portata della disposizione sul piano soggettivo (includendo anche i soggetti che al 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti per il pensionamento anticipato indipendente dall’età anagrafica) e prevista l’esclusione dall’imponibile fiscale della somma corrispondente alla quota di contribuzione corrisposta interamente al lavoratore.

Per agevolare la permanenza al lavoro nelle Amministrazioni pubbliche, sono state introdotte modifiche alla normativa vigente sia per adeguare i limiti ordinamentali di età ai requisiti anagrafici previsti per l’accesso al pensionamento di vecchiaia, sia per consentire comunque la permanenza in servizio anche dopo aver maturato i requisiti per il pensionamento anticipato.

Il pacchetto previdenziale comprende la conferma anche per il 2025 dei canali di uscita anticipata attualmente vigenti (Quota 103, Ape sociale e Opzione donna) e viene introdotta la possibilità di anticipare la pensione a 64 anni attraverso il cumulo della previdenza obbligatoria con quella complementare.

Le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo saranno incrementate del 2,2% nel 2025 e dell’1,3% nel 2026. È necessario sottolineare che, senza questo intervento, gli importi dei prossimi due anni sarebbero risultati inferiori poiché l’adeguamento sarebbe stato parametrato all’andamento dell’inflazione, che quest’anno si è fortemente ridimensionata rispetto al passato. Aumenti anche per i pensionati in condizioni di disagio over 70 e per i titolari di assegno sociale.

La manovra stanzia ulteriori risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale che si aggiungono a quelle già assegnate dalla legislazione vigente. Nel complesso, il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale passerà dai 136,5 miliardi del 2025 ai 141,3 miliardi del 2027, con un incremento medio annuo nel periodo 2025-2027 superiore al tasso di crescita programmato per la spesa primaria netta nel Piano strutturale di bilancio di medio termine. Dal 2025 gli straordinari degli infermieri saranno tassati con la flat tax al 5%.

Più assumi meno paghi – Prorogata, per i prossimi tre anni, la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti. La deduzione può arrivare fino al 130%, nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza, ex percettori del reddito di cittadinanza).

Detassazione premi di produttività – Prorogata fino al 2027 la riduzione – dal 10% al 5% – dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato o di partecipazione agli utili d’impresa.

Fringe benefit – Confermata per il triennio 2025-2027 la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit (1.000 euro per i lavoratori senza figli e fino a 2.000 euro per quelli con figli). Per i nuovi assunti a tempo indeterminato con reddito fino a 35.000 euro nell’anno precedente, che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri, le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione non concorrono a formare il reddito ai fini fiscali entro il limite complessivo di 5.000 euro annui per i primi due anni dalla data di assunzione.

Aumento soglia flat tax per lavoratori dipendenti – Sale da 30mila a 35mila euro la soglia di reddito da lavoro dipendente o da pensione che permette di beneficiare della flat tax al 15%.

Turn over forze dell’ordine ed enti locali – Nessun blocco del turn over per il personale del comparto sicurezza e per gli enti locali.

Istituzione di un fondo, con una dotazione complessiva di 9,1 miliardi nel periodo 2025-2029, destinato al finanziamento di interventi volti a mitigare il divario nell’occupazione e favorire lo sviluppo delle attività imprenditoriali nelle aree svantaggiate del Paese anche mediante il riconoscimento, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, di agevolazioni per l’acquisizione dei beni strumentali.

Prorogati e rifinanziati i trattamenti di ammortizzatori sociali in deroga, tra i quali quelli destinati ai lavoratori dipendenti o licenziati da imprese situate nei territori dichiarati “aree di crisi industriale complessa” o coinvolti nelle fattispecie di riorganizzazione o crisi aziendali.

Per la prima volta la manovra dispone il finanziamento dei rinnovi contrattuali in anticipo rispetto alla formale scadenza del triennio di contrattazione e non si limita solo al finanziamento del prossimo triennio (2025-2027) bensì, in un’ottica di medio periodo come quella del Piano strutturale, provvede già ad allocare specifiche risorse per il rinnovo che riguarderà il triennio 2028-2030. Gli stanziamenti, che sono stati parametrati al deflatore dei consumi, determineranno un aumento delle retribuzioni dell’1,8% per ciascuno degli anni del triennio 2025-2027, dell’1,9% nel 2028 e del 2%per ciascuno degli anni del biennio 2029-2030.

Ires premiale – Riduzione dal 24% al 20% dell’aliquota Ires per le imprese che reinvestono l’80% degli utili, di cui almeno il 30%per investimenti in beni 4.0 e 5.0, e che assumano l’1% di lavoratori in più.

Per favorire gli investimenti privati per il 2025 vengono stanziati 1,6 miliardi di euro destinati a finanziare un credito di imposta per le imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno. Vengono incrementate le risorse della c.d. Nuova Sabatini, l’agevolazione che abbatte il costo dei finanziamenti per i macchinari, e stanziate risorse per agevolare gli investimenti nel comparto turistico.

Inoltre, per favorire la quotazione delle piccole e medie imprese su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, viene prorogato per tre anni il credito d’imposta del 50% delle spese di consulenza sostenute.

Quanto agli investimenti pubblici vengono stanziate risorse per assicurare che, nel periodo successivo all’utilizzo delle risorse del Pnrr e del Fondo Sviluppo e Coesione per il biennio 2025-2026, l’andamento della spesa per tali stanziamenti sia coerente con i requisiti della nuova governance europea. Previsto, in particolare, il potenziamento degli investimenti nel settore della difesa, per un valore complessivo di 35 miliardi nel periodo 2025-2039, misura che si aggiunge al finanziamento, per la prima volta permanente, delle missioni internazionali di pace.

Altre risorse sono previste per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (complessivamente 24 miliardi dal 2027 al 2036) e per il potenziamento degli interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico (circa 1,27 miliardi nel periodo 2027-2036).

La legge di bilancio 2025 prevede un rafforzamento dei controlli sull’utilizzo dei fondi statali. Per le aziende e gli enti destinatari di contributi pubblici in cui vi siano rappresentanti del Mef, questi esercitano il controllo. In tutti gli altri soggetti e organismi sarà il collegio sindacale o comunque il soggetto incaricato al controllo di qualunque tipo esso sia, ad accertare che le risorse pubbliche sono state utilizzate secondo le finalità indicate dalla legge con una relazione annuale da inviare al Mef.

Per il finanziamento degli interventi della manovra di bilancio 2025 è previsto anche il contributo del settore finanziario e assicurativo.

In particolare, per il settore finanziario è previsto il rinvio delle deduzioni delle quote di svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle DTA (imposte differite attive) che porterà a maggiori entrate per 3,4 miliardi di euro nel biennio 2025-2026. A questo si aggiunge il limite per il 2025 dell’utilizzabilità delle perdite e delle eccedenze ACE.

Con riferimento al settore assicurativo, si modifica il regime di versamento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni finanziarie relative ai contratti di assicurazione sulla vita con contenuto finanziario, che dovrà essere effettuato annualmente e non più in un’unica soluzione alla scadenza del contratto (con effetti attesi in termini di maggiori entrate pari a circa 970 milioni nel 2025 e 400 milioni annui nel 2026 e nel 2027).

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