Terremoto a Vanuatu: i consigli per gli italiani presenti sull’isola

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Il governo di Vanuatu ha dichiarato lo stato di emergenza per 7 giorni in seguito al terremoto di magnitudo 7,3 che ha colpito ieri, 17 dicembre, la capitale Port Vila e le aree circostanti.
Si registrano danni diffusi alle infrastrutture, tra cui strade ed edifici, difficoltà nelle telecomunicazioni e forniture di servizi discontinue.
I voli per e da Vanuatu sono sospesi per le prossime 72 ore, in attesa dell’arrivo di aiuti dai Paesi limitrofi.

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L’Ambasciata d’Italia a Canberra suggerisce ai connazionali presenti sull’isola di rimanere nei resort, contattare la propria compagnia aerea per ulteriori informazioni sui voli, quando verranno ripresi, e di registrarsi ove possibile sul sito dovesiamonelmondo.it.
Considerata la situazione di emergenza e i continui sviluppi, l’Ambasciata invita inoltre a seguire i mass media locali e le istruzioni delle autorità vanuatine per gli aggiornamenti del caso.
Il console onorario d’Italia a Vanuatu può essere contattato al numero +678 7743238. (aise)




Miami. Decine di condomini di lusso stanno sprofondando

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sunny isles reimagined mjo 1Secondo una ricerca dell’Università di Miami, decine di condomini e hotel di lusso sulla spiaggia a Surfside, Bal Harbour, Miami Beach e Sunny Isles stanno affondando a un ritmo “inaspettato” e quasi il 70% degli edifici nel nord e nel centro di Sunny Isles sono colpiti.

Lo studio, pubblicato venerdì sera, ha identificato un totale di 35 edifici che sono sprofondati fino a 3 pollici tra il 2016 e il 2023, tra cui le iconiche Surf Club Towers e Faena Hotel, la Porsche Design Tower, The Ritz-Carlton Residences, Trump Tower III e Trump International Beach Resort. Insieme, i grattacieli ospitano decine di migliaia di residenti e turisti.

Alcuni hanno più di 300 appartamenti, compresi alcuni che costano milioni di dollari. “Quasi tutti gli edifici sulla costa stanno affondando”, ha detto al Miami Herald Falk Amelung, geofisico della Rosenstiel School of Marine, Atmospheric and Earth Sciences dell’Università di Miami e autore principale dello studio. “È troppo.”

I dati preliminari mostrano anche segni che anche alcuni edifici lungo le coste di Broward e Palm Beach stanno affondando.

da Nuevo Herald




Manovra. No all’aumento di stipendio per i ministri

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camera aula ftg 3 4 545858039Dal bonus elettrodomestici ai pedaggi autostradali, passando per il fondo antiobesità e a quello per lo psicologo a scuola. Queste alcune delle nuove misure contenute nella nuova manovra del Governo, mentre è saltato il tanto discusso aumento degli stipendi dei ministri e sottosegretari non parlamentari. E’ quanto prevede la riformulazione dell’emendamento dei relatori che invece introduce, per i non residenti a Roma, un “diritto al rimborso delle spese di trasferta per l’espletamento delle proprie funzioni”. L’ipotesi sul ritiro per l’emendamento relativo all’aumento degli stipendi dei ministri non parlamentari si era fatta più concreta già ieri sera.

Via libera a bonus acquisto elettrodomestici: tutti gli emendamenti passati

Arriva il bonus per l’acquisto di elettrodomestici a elevata efficienza energetica con l’obiettivo di favorire la sostituzione di quelli vecchi dai consumi maggiori. E’ quanto contenuto in un emendamento riformulato della Lega, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, che prevede un contributo di massimo il 30% del costo dell’elettrodomestico e comunque non superiore a 100 euro, che diventano 200 euro se l’Isee del nucleo familiare di chi acquista non supera i 25mila euro.

Il governo ha chiesto ai relatori di ritirare l’emendamento alla manovra, presentato venerdì sera, che prevedeva l’aumento dell’1,8% per i pedaggi autostradali nel 2025. La proposta conteneva anche la proroga al 30 giugno 2025 della scadenza per l’aggiornamento dei piani economico-finanziari delle concessioni autostradali.

Un incremento del contributo alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità pari a 50 milioni nel 2025 e a 10 milioni a partire dal 2026. Lo prevede la riformulazione di un emendamento della maggioranza insieme ad Azione e Iv alla manovra approvato dalla Commissione Bilancio della Camera. E’ stato invece ritirata la proposta di modifica avanzata da Lorenzo Cesa e Noi Moderati per un bonus scuola, sempre rivolto alle scuole paritarie, di 1.500 euro per le famiglie con un Isee inferiore a 40mila euro.

Dieci milioni di euro nel 2025 per il fondo dedicato a un servizio di sostegno psicologico nelle scuole, che viene istituto in via sperimentale. E’ quanto prevede un emendamento riformulato del Pd che ha ottenuto il via libera in commissione Bilancio della Camera. La norma prevede inoltre una dotazione di 18,5 milioni di euro a decorrere dal 2026 ed è finanziata dal fondo parlamentare in dotazione ai dem.

Arriva un fondo mirato per la cura e prevenzione dell’obesità, con una ‘dote’ di circa 3 milioni di euro in tre anni. E’ quanto previsto dall’emendamento a prima firma Roberto Pella, capogruppo per Forza Italia in Commissione Bilancio, Tesoro, Programmazione della Camera dei Deputati.

Cambia la norma ‘anti-Renzi’. Il divieto esplicito di percepire compensi per incarichi da Paesi extra Ue vale solo per i presidenti di Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano e per i parlamentari, fatta eccezione per coloro che sono stati eletti all’estero. Nel testo originariamente al vaglio della V di Montecitorio, erano inclusi nello stop anche i membri del governo. Ora invece, secondo quanto prevede il testo, presidenti e parlamentari “non possono accettare, durante il proprio mandato, contributi, prestazioni, controprestazioni o altre utilità erogati direttamente o indirettamente da parte di soggetti pubblici o privati, anche mediante interposizione di persona o di società o enti, non aventi sede legale e nell’Unione Europea nei paesi aderenti allo spazio economico europeo”. E’ fatto salvo il caso in cui vi sia una “preventiva autorizzazione” che dovrà essere rilasciata dagli organi di appartenenza e solo “nel caso in cui il compenso percepito non sia superiore a 100.000 euro all’anno”. In caso di inosservanza, il compenso percepito deve essere versato entro 30 giorni dall’erogazione.

Al fine di consentire la promozione e lo svolgimento di iniziative per la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione, della Repubblica e del voto delle donne e della Costituzione è istituito, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo con una dotazione pari a 700mila euro a decorrere dall’anno 2025. E’ quanto prevede un emendamento del Pd approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Inoltre, la norma prevede lo stanziamento di altri 300mila euro da destinare al ‘Fondo per la Casa Museo Matteotti nella provincia di Rovigo’, allo scopo di promuovere e valorizzare la conoscenza e lo studio della sua opera e del suo pensiero in ambito nazionale e internazionale.

Al fine di garantire lo sviluppo del sistema della ricerca italiano e di valorizzare il personale precario, al Cnr è attribuito un contributo di 9 milioni di euro per l’anno 2025, di 12,5 milioni di euro per l’anno 2026 e di 10,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2027, per l’assunzione di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi che abbiano maturato i requisiti richiesti. Lo prevede un emendamento alla manovra di Avs, Pd e M5s approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Le coperture, si legge nel testo, vengono reperite dal fondo parlamentare delle tre forze di opposizione che per il 2025 verseranno rispettivamente 4,5 milioni di euro, 3,5 milioni di euro e 1 milione di euro.

Un fondo per persone con disabilità con 1,5 milioni in dote nel 2025 da destinare a contributi a sostegno di enti organismi e associazioni che promuovono i diritti delle persone con disabilità e la loro piena ed effettiva inclusione sociale. Lo prevede un emendamento alla manovra. Meno tasse sulle mance per chi lavora nei ristoranti e nei bar. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento riformulato, a prima firma Trancassini (FdI), che porta la detassazione dal 25 al 30% e che aumenta la soglia di reddito, da 50mila a 75mila euro, sotto la quale si applica la misura.

Approvato dalla commissione Bilancio della Camera l’emendamento alla manovra di Azione a firma Bonetti-Sottanelli che istituisce un fondo per incentivi alla realizzazione di screening oncologici e cardiovascolari e per la dotazione di defibrillatori nei luoghi di lavoro. Nella riformulazione del governo sono previsti 500mila euro annui dal 2026.

La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera all’emendamento alla manovra riformulato, a firma Schifone (Fdi), che istituisce un fondo pari a 30 milioni di euro nel 2025 e altrettanti nel 2026 per sbloccare la retribuzione dei tirocini per gli specializzandi dell’area sanitaria (biologi, psicologi, chimici, fisici, odontoiatri, veterinari e farmacisti).

adnkronos.com




Il ciclone Chido si abbatte su Mayotte. Si temono migliaia di morti. I consigli della Farnesina

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2435482 bxlnof 639580380 highres“Gravi danni” sono stati causati da infiltrazioni d’acqua e crolli all’ospedale di Mayotte, in particolare alle unità di chirurgia, terapia intensiva, maternità ed emergenza”. A comunicarlo la ministra della Salute francese, Genevieve Darrieussecq. La regione d’oltremare, un dipartimento insulare politicamente sotto la sovranità di Parigi e dunque parte dell’Unione europea, è stata investita dal ciclone tropicale “Chido”. L’ospedale si chiama Centre hospitalier de Mayotte (Chm) ed è situato nella capitale Mamoudzou.

Secondo Darrieussecq, nelle isole anche i centri medici sono “fuori servizio“. Francois-Xavier Bieuville, prefetto della regione, situata nel canale del Mozambico, a largo della costa dell’Africa australe, ha detto ieri che il bilancio delle vittime potrebbe raggiungere “quasi un migliaio o addirittura diverse migliaia” di morti.

 

EMERGENZA CICLONE: PRONTA UNA MISSIONE DI MSF

Un team di Medici senza frontiere (Msf) si sta organizzando per recarsi non appena possibile a Mayotte dopo il passaggio del ciclone Chido, per valutare i bisogni della popolazione e avviare un possibile intervento. L’organizzazione, si riferisce in una nota, è particolarmente preoccupata per la situazione delle persone che vivono in baracche e rifugi di fortuna, completamente distrutti dal ciclone e dove le condizioni di vita erano già precarie. Tra maggio e agosto 2024, i team di Msf hanno risposto a un’epidemia di colera a Mayotte, migliorato l’accesso ad acqua, igiene e servizi igienici e hanno supportato le associazioni locali per attività di promozione della salute sulle malattie diarroiche e il colera.

Secondo le prime notizie la situazione nell’arcipelago sarebbe molto grave, con acqua, elettricità e comunicazioni interrotte, strade gravemente danneggiate e diverse vittime, nonostante il bilancio sia ancora sconosciuto.

capturaIl sito Viaggiare Sicuri della Farnesina consiglia ai connazionali:

A seguito del passaggio dell’intenso ciclone tropicale “Chido” a Mayotte, le Autorità locali continuano a raccomandare prudenza, con riferimento al rischio di onde anomale.
L’Aeroporto di Mayotte rimane chiuso, fino a nuovo avviso.

Si consiglia, pertanto, di voler prendere le precauzioni necessarie, di seguire l’evoluzione della situazione, attraverso i media, ivi incluso il sito ufficiale di Météo France:https://meteofrance.yt/fr/cyclone e di attenersi alle indicazioni delle Autorità locali (https://www.mayotte.gouv.fr/Actualites/Communiques-de-presse/Communique-de-presse-2024/Le-cyclone-Chido-s-eloigne-restez-informes).

Il Console Onorario a La Réunion è raggiungibile al +262 6 92282833 e la Prefettura di Mayotte ha attivato una Cellula di Crisi raggiungibile al numero +262 9 70809040.

Il Consolato Generale d’Italia a Parigi rimane raggiungibile al numero +33607227256 (nel fine settimana)/ +33 06 40 96 51 00 (notturno) e al +33144304732/4748 (in orario di ufficio), per casi di grave emergenza.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Bergamo ‘regina’ per qualità della vita, poi Trento e Bolzano

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bergamoPrima Bergamo, poi Trento e Bolzano. Sono i risultato della 35esima edizione della Qualità della Vita del Sole 24 Ore, indagine lanciata nel 1990 per misurare i livelli di benessere nei territori italiani. In cima alla classifica, presentata oggi sulle pagine del quotidiano economico, c’è la la provincia di Bergamo, finora mai premiata nella classifica generale (aveva però scalato diverse posizioni nel 2023). Al secondo posto troviamo Trento e poi, al terzo, Bolzano. Fanalino di coda all’ultimo posto è Reggio Calabria, maglia nera di una classifica che vede le ultime 25 posizioni tutte occupate da province del Mezzogiorno.

DALLA RICCHEZZA ALLA CULTURA, PASSANDO PER AMBIENTE E TEMPO LIBERO

L’indagine, spiega una nota del Sole 24 ore, fotografa il benessere nelle province italiane con 90 indicatori divisi in sei categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.

La top 10  della classifica è lo specchio di un Paese in cui le grandi città cominciano a manifestare diverse fragilità: l’unica presente è Bologna, al nono posto, in calo di sei posizioni rispetto all’edizione 2023. Per il resto, trionfano le medie province: Monza e Brianza (4° posto), seguita da Cremona e Udine, vincitrice lo scorso anno, Verona e Vicenza. A chiudere, dopo Bologna, è Ascoli Piceno.

Vince il versante nord orientale, con tre province lombarde, le due province autonome del Trentino Alto Adige, due venete, una emiliana e una marchigiana.

IL ‘CROLLO’ DELLE GRANDI CITTÀ

Le città metropolitane registrano un crollo diffuso: Bologna scende di 7 posizioni, Milano di 4 passando al 12° posto, Firenze (36° posto) segna un -30 dopo essere stata in zona top 10 per tre anni consecutivi e Roma scende di -24 posizioni piombando al 59° posto. Torino perde 22 posizioni, arrivando al 58° posto subito davanti alla Capitale. Napoli è penultima, mentre Bari è tra le poche a salire: un aumento di 4 posizioni la porta al 65° posto.

Le grandi aree metropolitane scontano, a confronto con l’anno scorso, sia la presenza di alcuni indicatori di nuova introduzione come la disuguaglianza nel reddito e le mensilità di stipendio necessarie ad acquistare casa, entrambi inseriti nella categoria Ricchezza e consumi. Ma anche alcuni dati che testimoniano, per esempio, la fine della corsa del Pil pro capite: il dato, rapportato al 2023, sale di più al Sud.

Le classifiche di tappa si confermano sei: Biella vince in Ricchezza e consumi; Milano mantiene la sua leadership in Affari e Lavoro; Brescia è prima in Ambiente e servizi; Bolzano è leader in Demografia, salute e società; Ascoli Piceno guida la classifica di Giustizia e sicurezza; Trieste è la migliore per Cultura e tempo libero.

Una menzione a parte va a Firenze che vince la quarta edizione della Qualità della vita delle donne, un indice sintetico basato su 12 parametri (Tasso di occupazione, Imprese femminili, amministratrici donne di imprese e di entri locali, quota di laureate, tra gli altri) che va poi a confluire nella classifica generale, nella categoria Demografia, salute e società.

GLI INDICATORI

La classifica è una media delle medie calcolata su 90 indicatori da fonti certificate (Istat, Banca d’Italia, Istituto Tagliacarne, Infocamere e molti altri), su base provinciale e rapportati alla popolazione residente, divisi in sei categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, salute e società; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. L’obiettivo è rappresentare un concetto multisfaccettato come quello della Qualità della vita indagandone i vari aspetti. Dei 90 indicatori fanno parte anche dieci indici sintetici che nel corso dell’anno sono stati pubblicati sul Sole 24 Ore: l’Indice del Clima, i tre Indici Generazionali (Qualità della vita di Anziani, Giovani, Bambini); l’Indice di Sportività, l’Indice della Criminalità; Ecosistema Urbano; l’Indice di Fragilità del Territorio; Icity Rank e l’Indice della Qualità della vita delle donne.

RISCHIO FRANE E ALLUVIONI TRA I NUOVI INDICATORI

Alcuni indicatori sono rimasti uguali a quelli delle precedenti edizioni: dai depositi bancari alla raccolta differenziata, passando per gli iscritti all’Aire e il numero di librerie. Altri, in totale 27, sono di nuova introduzione: i rischi di frane e alluvioni, le mensilità di stipendio necessarie per acquistare casa, gli omicidi. L’indagine, che ha debuttato nel 1990,  ogni anno si rinnova dando spazio a indicatori che possono raccontare al meglio l’evoluzione della società e dei territori.

L’AGENDA 2030

Novità di quest’anno è un progetto, messo a punto in collaborazione con l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), nato per analizzare gli indicatori della Qualità della vita in modo trasversale per esplorare l’attuazione sul territorio del più grande programma di azione a livello globale, quello dell’Agenda 2030 dell’Onu, teso alla gestione delle grandi sfide del pianeta, quali l’estrema povertà, i cambiamenti climatici, il degrado dell’ambiente e le crisi sanitarie.

L’analisi riconduce i 90 indicatori, e non solo (sono inclusi in tutto oltre 120 parametri su base provinciale), a 15 dei 17 Goal dell’Agenda. Ne emerge un affresco dei territori che in base a questi parametri si avvicinano più o meno ai Goal rappresentati. Il progetto conta undici classifiche, elaborate con la stessa metodologia della Qualità della vita dopo aver raggruppato gli indicatori in base ai target: ogni graduatoria restituisce i divari territoriali nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Ne sono emerse case fotografie interessanti: Bologna risulta la più vicina al raggiungimento del Goal sull’Istruzione di qualità che, tra gli altri target, si propone di ridurre al di sotto della quota del 9% l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (solo il 19% ha un titolo di studio inferiore alla terza media tra i 25 e i 49 anni) oppure di raggiungere la quota del 50% dei laureati (che già supera  il 46% tra i 25 e 39 anni).  Milano, invece, si distingue nel Goal 8 «Lavoro dignitoso e crescita economica» che, tra gli altri obiettivi, si propone di raggiungere la quota del 78% del tasso di occupazione entro il 2030 (qui il tasso è già al 76,5%). Verbano-Cusio Ossola, La Spezia e Varese si distinguono nel goal 11 sulle ‘Città e comunità sostenibili’ e Oristano nel target 16 ‘Pace, giustizia e istituzioni solide’ soprattutto grazie al basso tasso di criminalità denunciata.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il miracolo di San Gennaro: attesa e apprensione per la mancata liquefazione del sangue

celebrazione messa san gennaro in duomo

celebrazione messa san gennaro in duomo
MONSIGNOR DOMENICO BATTAGLIA ARCIVESCOVO DI NAPOLI DURANTE LA CELEBRAZIONE DELLA LIQUEFAZIONE DEL SANGUE DI SAN GENNARO IN DUOMO

Si rinnova l’attesa per uno degli eventi più iconici e sentiti della tradizione napoletana: il miracolo di San Gennaro. Tuttavia, la liquefazione del sangue del santo patrono, prevista per oggi, non si è ancora verificata, suscitando apprensione tra i fedeli e curiosità in tutta Italia.

TRE VOLTE ALL’ANNO

Il rito del miracolo di San Gennaro si ripete tre volte l’anno: il 19 settembre, data della festa del santo; il sabato che precede la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle sue reliquie; e il 16 dicembre, in commemorazione dell’eruzione del Vesuvio del 1631, quando il sangue del santo fermò simbolicamente la lava, salvando la città.

TRA FEDE E SIMBOLISMO

Il fenomeno della liquefazione è considerato dai fedeli un segno di buon auspicio. Al contrario, la mancata liquefazione viene spesso interpretata come un presagio di sventure o difficoltà per la città di Napoli. Nel corso della storia, episodi di mancata liquefazione sono stati associati a eventi tragici, come guerre o calamita naturali, alimentando il carattere quasi profetico di questo rituale.

IL RITO DI OGGI

Questa mattina, presso la Cappella del Tesoro del Duomo di Napoli, l’abate Vincenzo De Gregorio ha guidato il consueto rito solenne alla presenza di centinaia di fedeli accorsi per assistere al miracolo. La teca è stata prelevata alle 9, prima dell’inizio della messa. Alle 10.03, il sangue era ancora solido.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Bufera sugli aumenti degli stipendi ai ministri non parlamentari: ecco chi sono e quanto guadagnerebbero

quirinale, cerimonia di giuramento del governo meloni

quirinale, cerimonia di giuramento del governo meloni
 

Un fiume in piena di dichiarazioni, battute dalle agenzie di stampa in tutta la giornata di ieri.

Continua a far discutere l’emendamento alla manovra, presentato in Commissione Bilancio, che prevede un incremento degli stipendi per 17 membri del governo non eletti in Parlamento: otto ministri e undici tra viceministri e sottosegretari.

I capi di dicastero a beneficiarne sarebbero quindi Abodi, Calderone, Crosetto, Giuli, Locatelli, Piantedosi, Schillaci, Valditara.

Il ‘ritocco retributivo’ – circa 7.193 euro al mese, oltre a 1.200 euro annui per spese di viaggio – punta a equiparare le loro retribuzioni a quelle dei colleghi parlamentari.

Ma l’iniziativa, definita dall’opposizione come un “regalo di Natale” per pochi privilegiati, ha acceso le polemiche.

LE POSIZIONI DI CROSETTO E VALDITARA

Mentre diversi esponenti governativi restano in silenzio, alcuni ministri hanno deciso di commentare. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto in maniera diretta: “Mi è indifferente, ma quei parlamentari che criticano queste cifre mi fanno sorridere”. Crosetto ha aggiunto: “Chi rappresenta il popolo italiano deve essere tutelato anche economicamente, ma non sono stato io a chiedere questo emendamento”.

Di opinione diversa è il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha scelto di non usufruire dell’aumento: “Non intendo utilizzare questa opportunità”.

Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, (uno dei potenziali destinatari della misura) ha espresso una posizione personale, definendo il tema tutt’altro che indifferente, ma preferendo non alimentare ulteriormente la polemica.

DURE LE OPPOSIZIONI

Dal fronte delle opposizioni, le critiche sono durissime.

Tuona la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Mentre con una mano aumentano gli stipendi ai ministri, con l’altra bloccano il salario minimo. Che non si dica che questo Governo non sa scegliere le priorità…”. “Il presidente del Senato, Ignazio La Russa- ha proseguito Schelin- ha detto di ‘aver sentito’ che il salario minimo danneggerebbe 20 milioni di lavoratori. Ma sentito da chi? La Russa esca dalle chat di fake news di Trump e Musk”.

Giuseppe Conte accusa la maggioranza di “gettare la maschera”, evidenziando l’apparente paradosso tra l’aumento degli stipendi per pochi e il rifiuto di misure più popolari, come l’aumento delle pensioni minime. “In che mondo vivono?” ha tuonato il leader dei Cinque Stelle.

Il Co-Portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli: “Il governo Meloni, con il favore delle tenebre, riscrive la manovra economica aumentando lo stipendio ai ministri e regalando alle società di distribuzione dell’energia elettrica la proroga della concessione per altri 40 anni: una vera beffa se si considera che le gare ci sarebbero dovute fare nel 2025”.

Bonelli prosegue: “Il governo dei privilegi per i più forti, ancora una volta non si smentisce, e regala soldi a banche, costruttori, lobby energetiche e spende 15 miliardi di euro di fondi pubblici per il ponte sullo stretto. Tutto questo accade mentre i salari reali in Italia mentre gli stipendi degli italiani sono scesi a livelli ante 1990, con la povertà assoluta che ha ormai raggiunto la cifra record di 5,7 milioni di persone e con 2,5 milioni di cittadini che rinunciano a curarsi a cosa delle loro condizioni economiche e per il dramma delle liste di attesa. Una vera vergogna”, conclude Bonelli.

LA POSIZIONE DI PALAZZO CHIGI

A complicare il quadro, l’assenza di una posizione ufficiale da parte di Palazzo Chigi, che avrebbe preferito evitare un simile clamore mediatico. Secondo fonti vicine al governo, l’emendamento non sarebbe stato ideato dalla Presidenza del Consiglio, ma frutto di una spinta parlamentare. Alcuni ministri avrebbero appreso della misura direttamente dai giornali, sottolineando come l’argomento non sia mai stato discusso in Consiglio dei Ministri.

Fonti del Ministero dell’Economia hanno confermato che il tema era in discussione da tempo, descrivendo la soluzione adottata come “la meno dispendiosa”.

Tuttavia, il clima di incertezza e la pressione mediatica potrebbero spingere il Governo a valutare un possibile ritiro o una revisione dell’emendamento.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il presidente argentino Milei è cittadino italiano

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capturaIl presidente dell’Argentina, Javier Milei, ha ricevuto la cittadinanza italiana. La decisione, sostenuta da Palazzo Chigi, poggia sul principio dello ius sanguinis, legata alla discendenza da cittadino italiano e alla mancanza di interruzioni nella linea di trasmissione della cittadinanza. Così come tanti altri argentini, le radici di Milei e della sorella Karina (a cui verrà attribuito lo stesso riconoscimento) affondano nel nostro stato, più precisamente in Calabria fra Cosenza e Rosarno. Da dove nel 1926 Francesco “Ciccio” Milei – il nonno dell’economista di Buenos Aires – partì accompagnato dalla madre e i tre fratelli per l’Argentina. Qui aprì un negozio di alimentari e fece due figli, José Luis e Norberto Horacio, padre di Javier.

Prima di Milei, anche Mauricio Macri, presidente dell’argentina tra il 2015 e il 2019 con origini italiane, aveva ottenuto la doppia cittadinanza argentino-italiana.

Il presidente argentino non aveva mai nascosto il suo profondo rapporto con il nostro paese. “Sono italiano al 75 per cento” ha detto a Giorgia Meloni durante a prima visita in Italia lo scorso febbraio, spigando che “i due genitori di mio padre erano italiani” mentre “da parte di mamma, sua madre era di origine italiana e il padre di origine jugoslave”.  Proprio in quella occasione, il leader ultraliberista ne ha approfittato per una visita notturna al Colosseo, e successivamente al Mosé di Michelangelo, nella Basilica di San Pietro in Vincoli.

La notizia si colloca in un periodo piuttosto frenetico in tema di cittadinanza. La Cassazione ha dato il via libera alla richiesta di referendum popolare proposto da +Europa sul “dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana”. Alla vicenda politica si associa quella giudiziaria, dato che, mentre ragazzi nati e cresciuti in Italia devono attendere la maggiore età per diventare cittadini, in quanto figli di genitori nati all’estero, il percorso è più semplifice per chi, pur non sapendo una parola d’italiano, dimostra di avere uno o più parenti nati nel nostro paese. O di averne avuti, anche parecchi anni fa.

Nei giorni scorsi si è discusso del caso di Bologna: 12 cittadini brasiliani hanno fatto richiesta al tribunale per ottenere la cittadinanza italiana in virtù dello ius sanguinis, facendo affidamento su una loro antenata comune nata a Marzabotto nel 1874 e trasferitasi in Brasile, dove ha vissuto fino alla morte a 102 anni nel 1976. Il giudice investito della richiesta, Marco Gattuso, ha deciso di sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla normativa che consente il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis “senza limiti temporali”, sottolineando il fatto che l’Italia non preveda alcun tipo di margine temporale per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti di emigrati. Una scelta, ha commentato Gattuso, “nata in sostegno agli italiani all’estero che hanno animato le forze politiche in un’epoca che non conosceva la facilità di trasporti e di comunicazione anche digitale dell’era attuale”.

Ma il caso investe anche altri comuni italiani, specialmente in Veneto. Nei quali tribunali sono pendenti oltre 18mila ricorsi legati a richieste di cittadinanza presentate principalmente da cittadini sudamericani (con particolare rilevanza dal Brasile), sulla base di avi nati in Italia centinaia di anni fa. Fra i casi più emblematici spicca quello di Val di Zoldo, comune in provincia di Belluno da poco più di duemila abitanti residenti e 1.700 all’estero, che si è visto inondato da 550 richieste di cittadinanza presentate in larga maggioranza da cittadini brasiliani.

Forse a Milei non interessa particolarmente, ma ai neocittadini italiani viene attribuito anche un passaporto fra i più “potenti” al mondo (in seconda posizione nel Global Passport Ranking di luglio 2024), in quanto permette al suo possessore di visitare senza visto 192 paesi su 227. Ma la cittadinanza italiana contiene inoltre quella europea, che permette di spostarsi nei paesi dell’area Schengen senza alcun bisogno di un passaporto e di poter ottenere visti, come quello per gli Stati Uniti, con molta più facilità.

da Il Foglio




Sondaggio: Meloni leader più “gradita”, ma cresce Schlein

presidenza ungherese del consiglio dell'unione europea 2024

Giorgia Meloni e Antonio Tajani sono i leader politici più graditi agli italiani, con il consenso per la premier al 43,8%, in discesa di uno 0,1% rispetto a una settimana fa e di 0,3% al mese scorso, e quello per il leader di Fi al 37,7% che sale di 0,1% sulla settimana e dello 0,2% sul mese.

Elly Schlein è al 31,3%, sempre in terza posizione, con un +0,2% nell’ultima settimana e +0,9% sul mese. E’ quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 12 e il 13 dicembre 2024.
Troviamo poi Giuseppe Conte, forte di un 29,6% dei consensi con un -0,1% sulla settimana e un +0,2% sul mese. Alle sue spalle Matteo Salvini con il 26,5%, con un +0,1 sulla settimana e sul mese.

Emma Bonino è stabile al 20,4%, mentre Carlo Calenda è al 18,8% guadagnando lo 0,1% sulla settimana e perdendo lo 0,3% sul mese. Angelo Bonelli insegue con il 16,4%, registrando un -0,1% sulla settimana e un -0,2 sul mese. Nicola Fratoianni ha il 16,4% dei consensi, +0,1% sulla settimana e sul mese. Chiude Matteo Renzi che ha la fiducia del 14,2%, -0,1 sulla settimana e -0,3% sul mese.

tecne

Agenzia DIRE – www.dire.it




Sorteggi qualificazioni Mondiali 2026, l’Italia affronterà la Slovacchia o la Norvegia. Tutti i gironi

coppa del mondo

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Se gli azzurri batteranno la Germania a marzo finiranno nel gruppo A con Slovacchia, Irlanda del Nord e Lussemburgo. In caso di sconfitta nel gruppo I con Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia.

L’Italia ha due binari pronti per andare ai Mondiali 2026. In caso di successo sulla Germania, a marzo in Nations League, gli Azzurri andrebbero nel gruppo A delle qualificazioni, con Slovacchia, Irlanda del Nord e Lussemburgo. In caso di sconfitta con i tedeschi invece finirebbero nel gruppo I da cinque squadre, con Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia.

Questi i gironi sorteggiati finora:

  • Gruppo A: VINCENTE Germania-Italia, Slovacchia, Irlanda del Nord, Lussemburgo
  • Gruppo B: Svizzera, Svezia, Slovenia, Kosovo
  • Gruppo C: Perdente Portogallo-Danimarca, Grecia, Scozia, Bielorussia
  • Gruppo D: Vincente Francia-Croazia, Ucraina, Islanda, Azerbaigian
  • Gruppo E: Vincente Spagna-Olanda, Turchia, Georgia, Bulgaria
  • Gruppo F: Vincente Portogallo-Danimarca, Ungheria, Irlanda, Armenia
  • Gruppo G: Perdente Spagna-Olanda, Polonia, Finlandia, Lituania, Malta
  • Gruppo H: Austria, Romania, Bosnia, Cipro, San Marino
  • Gruppo I: PERDENTE Germania-Italia, Norvegia, Israele, Estonia, Moldavia
  • Gruppo J: Belgio, Galles, Macedonia del Nord, Kazakistan, Liechtenstein
  • Gruppo K: Inghilterra, Serbia, Albania, Lettonia, Andorra
  • Gruppo L: Perdente Francia-Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Far Oer, Gibilterra

 

Agenzia DIRE – www.dire.it