Censis 2024: “Per il 57% degli italiani gli stili di vita dei migranti sono una minaccia”.

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Per il rapporto il 38% teme il loro arrivo e il 57% ritiene che “l’italianità” si acquisisca solo dalla discendenza diretta dei propri antenati

Il velo integrale imposto alle donne o la separazione di uomini e donne negli spazi pubblici spaventano la maggioranza degli italiani: lo rivela il Rapporto Censis 2024 da cui emerge che l’arrivo di persone con culture molto diverse dalla propria rappresenti- ancora- un elemento destabilizzante per i cittadini di nazionalità italiana.

Infatti per il report “il 57,4% degli italiani si sente minacciato da chi vuole radicare nel nostro Paese regole e abitudini contrastanti con lo stile di vita italiano consolidato, come ad esempio la separazione di uomini e donne negli spazi pubblici o il velo integrale islamico”. Non solo: per il 38,3% degli italiani anche l’ingresso nel Paese dei migranti rappresenta una minaccia. E ancora: il 29,3% prova ostilità per chi è portatore di una concezione della famiglia divergente da quella tradizionale, il 21,8% vede il nemico in chi professa una religione diversa, il 21,5% in chi appartiene a una etnia diversa, il 14,5% in chi ha un diverso colore della pelle, l’11,9% in chi ha un orientamento sessuale diverso. “Se il ceto medio si sfibra, il Paese non è più immune al rischio delle trappole identitarie”: è la motivazione fornita al tenore delle risposte dal Censis.

“ITALIANITÀ? PER IL 57% SOLO CON DISCENDENZA DIRETTA”

Sulla stessa linea d’onda le risposte ai quesiti sulla cittadinanza. Mentre infatti il dibattito politico si arrovella sui criteri normativi da adottare per regolare la sua acquisizione, il 57,4% degli italiani ritiene che “l’italianità sia cristallizzata e immutabile”, definita dalla discendenza diretta da progenitori italiani, per il 36,4% è connotata dalla fede cattolica, per il 13,7% è addirittura associata a determinati tratti somatici.

“L’ITALIA È IL PRIMO PAESE DELL’UE PER IL NUMERO DI CITTADINANZE CONCESSE”

In controtendenza, i numeri reali dell’integrazione. Negli ultimi dieci anni infatti sono stati integrati quasi 1,5 milioni di nuovi cittadini italiani, che prima erano stranieri. Così conferma il rapporto Censis, che continua: L’Italia si colloca al primo posto tra tutti i Paesi dell’Unione europea per numero di cittadinanze concesse (213.567 nel 2023). Con un numero molto più alto delle circa 181.000 in Spagna, 166.000 in Germania, 114.000 in Francia, 92.000 in Svezia, le acquisizioni della cittadinanza italiana nel 2022 ammontavano al 21,6% di tutte le acquisizioni registrate nell’Ue (circa un milione). E il nostro Paese è primo anche per il totale cumulato nell’ultimo decennio (+112,2% tra il 2013 e il 2022).

Agenzia DIRE – www.dire.it




Omicidio Thompson, passo falso del killer: “Volto scoperto perché flirtava con la receptionist”

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omicidio brian thompson scena combo killer afpPolizia sempre più vicina all’identità dell’uomo sospettato di aver ucciso il Ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson, mercoledì a New York. A dirlo sono state fonti della polizia alla ABC News, che spiegano come gli investigatori siano riusciti a trovare un’immagine dell’uomo a volto scoperto poiché “impegnato a flirtare” con la receptionist che lo aveva registrato presso l’HI New York City Hostel nell’Upper West Side, dove sembra che condividesse una stanza con altre due persone.

Mentre si trovava al banco del check-in, infatti, le fonti hanno spiegato che la donna ha chiesto al presunto killer di “vedere il suo sorriso”. Il sospetto assassino ha così obbedito, abbassando la mascherina abbastanza a lungo da consentire alla telecamera di sorveglianza di catturare il suo volto. Gli investigatori hanno quindi esaminato altri ostelli della zona mostrando la foto del sospettato. La polizia ha intanto stabilito che l’uomo si è registrato nella struttura dell’Upper West Side utilizzando un documento del New Jersey non suo. Il presunto assassino è arrivato a New York il mese scorso su un autobus Greyhound da Atlanta, tuttavia non si sarebbe registrato nell’ostello fino al 30 novembre scorso.

L’uomo armato ha sparato a Thompson a distanza ravvicinata mercoledì mattina fuori da un hotel Hilton dove l’amministratore delegato stava partecipando a una conferenza. L'”attacco sfacciato e mirato” è stato “premeditato”, ha detto il commissario della polizia di New York, Jessica Tisch. Sui bossoli rinvenuti sulla scena erano scritte le parole “negare”, “difendere” e “deporre”, hanno detto fonti di polizia. Il movente al momento resta sconosciuto e la pistola usata nella sparatoria non è ancora stata ritrovata, dicono le fonti.

adnkronos.com




Alessandro Cattaneo è il nostro nuovo Ambasciatore in Canada

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5ottawa“Assumo con emozione l’incarico di Ambasciatore d’Italia in Canada. Lavorerò per rafforzare ulteriormente le relazioni tra due Nazioni amiche ed alleate, che condividono gli stessi valori di democrazia e libertà e possono affrontare insieme, nel quadro ONU, NATO e G7, le grandi sfide della nostra generazione”. Con queste parole Alessandro Cattaneo ha assunto il ruolo di Ambasciatore d’Italia in Canada.
Cattaneo si è laureato in giurisprudenza nel 1995 per poi intraprendere la carriera diplomatica a fine 1998. Il primo incarico è quello di Segretario di legazione, nel 1999 alla Direzione Generale Emigrazione e A.S. per poi passare nel 2000 alla Direzione Generale Italiani all’estero e Politiche Migratorie. Dopo due anni si trasferisce a Tel Aviv, come secondo segretario commerciale. Confermato poi nella stessa sede con funzioni di Primo segretario commerciale, passa poi come primo segretario alla Rappresentanza permanente presso il Consiglio Atlantico in Bruxelles, nel 2006. Fuori ruolo, in seguito, presta servizio presso il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica. In seguito, diventa consigliere di ambasciata nel 2013 e poi confermato a Washington con funzioni di Primo consigliere. Torna nel 2017 a ricoprire l’incarico di Primo consigliere alla Rappresentanza permanente presso il Consiglio Atlantico in Bruxelles per poi diventare Capo Ufficio IV della Direzione Generale Affari Politici e di Sicurezza nel 2022. Ancora fuori ruolo, presta servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si traferisce ora ad Ottawa in qualità di Ambasciatore. (aise)




Chi ha ucciso Thompson? A New York è caccia al killer. Cosa sappiamo finora

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Alle 6:44 del mattino, il killer vede il suo uomo nella fredda penombra fuori dal New York Hilton Midtown. Brian Thompson, 50 anni, amministratore delegato di UnitedHealthcare, il leader di una delle più grandi compagnie del paese, cammina anonimo, in un abito blu, verso l’ingresso dell’hotel che ha ospitato Elvis Presley e Ronald Reagan. Il killer salta fuori da dietro un’auto e punta la pistola allungata dal silenziatore. Spara. Thompson muore. Siamo al centro di Manhattan, vicino al Museum of Modern Art e al Rockefeller Center, è pieno zeppo di telecamere ovunque. E’ una storia enorme.

gd qejhxaaafz2xgd dxbfxeaamo5sIl capitolo successivo è una caccia all’uomo misterioso, come non si vedeva da anni in America. Poliziotti, cani e droni, i video di sorveglianza, un cellulare caduto e persino i dati di Citi Bike. Una ricerca a tappeto.

Il killer indossava una giacca scura con cappuccio e uno zaino grigio, con il volto coperto fino al naso. Il video ormai virale riprende l’arrivo di Thompson. L’assassino si avvicina e spara almeno tre volte, colpendolo alle gambe e alla schiena. La vittima riesce a fare un paio di passi e si gira per affrontare l’aggressore prima di crollare sul marciapiede. La pistola si è inceppata, ma il killer risolve e continua a sparare. Thompson è accasciato contro un muro. Il killer punta la pistola un’ultima volta, poi se ne va.

gd dxbhwyael4qgCorre. Attraversa la strada e via. Taglia un passaggio pedonale fino alla West 55th Street poi sale su una bici e pedala verso nord, fino a Central Park.

Gli agenti, secondo la rete tv ABC hanno recuperato sul marciapiede una cartuccia calibro 9. Il killer di avrebbe lasciato un messaggio incidendo tre parole sulle pallottole della sua pistola: deny, defend, depose. Negare, difendere, Deporre.  

Gli agenti hanno recuperato anche un cellulare e gli investigatori stanno conducendo un’analisi forense per verificare se sia collegato all’agguato. La polizia scava nel background di Thompson per trovare indizi, un movente qualsiasi. Di recente aveva ricevuto diverse minacce. Ma gli amministratori delegati delle aziende sanitarie spesso ricevono minacce a causa della natura del loro lavoro.

Thompson è stato promosso a amministratore delegato di UnitedHealthcare, con sede in Minnesota, nell’aprile 2021. L’anno scorso ha ricevuto un pacchetto di retribuzione totale di 10,2 milioni di dollari, tra stipendio e azioni. Ha trascorso più di 20 anni scalando i ranghi della sua divisione assicurativa, che è tra le più grandi della nazione con 372 miliardi di dollari di fatturato l’anno scorso e circa 140.000 dipendenti. Durante il suo mandato, i profitti di UnitedHealthcare sono aumentati, con guadagni che hanno superato i 16 miliardi di dollari nel 2023.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

 




New York, ucciso per strada il ceo del colosso assicurativo UnitedHealthCare Brian Thompson

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0cqq9bexÈ stato ucciso a New York Brian Thompson, il ceo del colosso assicurativo sanitario UnitedHealthCare. L’agguato poco prima delle 7 di mattina nel pieno centro di Manhattan.

Il 50enne è stato colpito al petto da colpi d’arma da fuoco mentre, a piedi, si recava all’hotel Hilton per partecipare a una conferenza della sua società. Trasportato d’urgenza al Mt. Sinai Hospital, è stato dichiarato morto poco dopo.

A sparare un uomo dal volto coperto da una maschera nera e con un giaccone color crema, che è poi fuggito dileguandosi (secondo alcune fonti) in bicicletta. Il killer non sarebbe un ospite dell’hotel, ma avrebbe aspettato in strada Thompson per poi sparargli più colpi. Sono già partite le indagini del caso. Resta sconosciuto, al momento, il movente che ha portato all’omicidio.

UnitedHealthCare è una società che vende polizze assicurative e sanitarie in tutta America attraverso i suoi 100mila dipendenti. Nel 2023 ha dichiarato un fatturato di oltre 371 milioni di dollari. Thompson ci lavorava da 20 anni e nel 2021 aveva assunto la carica di Ceo.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Conflitto armato in Ecuador: le raccomandazioni della Farnesina per i connazionali

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capturaPermane, in tutto il territorio nazionale, il riconoscimento dell’esistenza del “conflitto armato interno”, con un forte dispiegamento di Esercito e Polizia, nel contrasto alle bande criminali. Le Province di El Oro, Guayas, Los Rios, Manabì, Santa Elena, Orellana, il Cantone di Ponce Enriquez (situato nella Provincia di Azuay), nonché il Distretto Metropolitano di Quito sono soggette – a partire da giovedì 3 ottobre 2024, per una durata minima di 60 giorni – allo “stato di eccezione” che comporta, come misure aggiuntive, la sospensione del principio dell’inviolabilità del domicilio e della libertà di riunione, per fronteggiare l’incessante aumento di attività criminali nei predetti territori. La predetta misura è stata prolungata con apposito decreto per altri 30 giorni, ossia fino al 3 gennaio 2025.
A partire dal 3 ottobre 2024  – e sempre fino al 3 gennaio 2025 a seguito della medesima proroga – vige il coprifuoco, tutti i giorni dalle ore 22:00 alle ore 05:00, nei seguenti Cantoni, situati nelle Province di Azuay, Los Rios, Guayas e Orellana:
– Provincia di Azuay: Camilo Ponce Enriquez;
– Provincia di Los Rios: Babahoyo, Buena Fe, Quevedo, Pueblo Viejo, Vinces, Valencia, Ventanas, Mocache, Urdaneta, Baba, Palenque, Quinsaloma, Montalvo;
– Provincia di Guayas: Durán, Balao, Parroquia Tenguel del Canton Guayaquil;
– Provincia di Orellana: La Joya de los Sachas, Puerto Francisco De Orellana, Loreto.
Si raccomanda ai connazionali, presenti a vario titolo nelle suddette zone, di adottare la massima cautela, limitando gli spostamenti alle esigenze realmente indifferibili.
Si sconsiglia, in ogni caso, ai cittadini italiani non residenti ed attualmente in transito in Ecuador, di soggiornare nelle aree costiere, sottoposte attualmente allo “stato di eccezione”, tra cui rientrano le città di Guayaquil e Manta. Massima prudenza negli spostamenti va esercitata anche nei territori di Esmeraldas e Carchi, situati lungo la frontiera nord con la Colombia.
Le Autorità di frontiera ecuadoriane potrebbero continuare ad applicare la misura restrittiva, che vincolava l’ingresso di tutti i cittadini stranieri, per via terrestre, dalla Colombia e dal Perù in Ecuador, salvo alcune eccezioni, all’esibizione di un certificato dei precedenti penali, relativo agli ultimi 5 anni, debitamente apostillato e in lingua spagnola, rilasciato dal Paese di origine o di residenza legale dell’interessato. In alternativa, i viaggiatori possono ora sottoporsi ad una verifica, a cura delle Autorità locali, mediante un database nazionale (denominato SIMIEC), da cui è possibile risalire ad eventuali impedimenti all’ingresso nel Paese, anche nei confronti di cittadini stranieri.
Si consiglia, in ogni caso, di fare ingresso in Ecuador per la via aerea – ritenuta molto più sicura – seguendo le indicazioni delle Autorità locali, qualora l’attraversamento della frontiera terrestre dalla Colombia o dal Perù fosse urgente e strettamente necessario.
Gli aeroporti risultano, al momento, operativi, in tutte le città dell’Ecuador: per informazioni aggiornate sullo stato dei propri voli, si prega di verificare direttamente con la Compagnia Aerea di riferimento.
L’Ambasciata d’Italia a Quito rimane raggiungibile, per emergenze, al numero +593999780861.
Eventuali segnalazioni, relative ad una presenza temporanea in Ecuador, possono essere anche trasmesse all’indirizzo: segreteria.quito@esteri.it.



Italia. Smantellata organizzazione neonazista

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nenazistiIn queste ore la Polizia sta eseguendo in tutta Italia “12 misure cautelari in carcere, emesse dal gip di Bologna su richiesta della Procura del capoluogo emiliano, nei confronti di altrettanti membri del gruppo suprematista e neonazista ‘Werwolf Division’“. Lo fa sapere la Questura bolognese, precisando che “contestualmente sono in corso altre 13 perquisizioni domiciliari”.

I reati contestati sono “associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco”. L’operazione è coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione.

Sono in tutto 25 gli indagati, di età compresa tra i 19 e i 76 anni e alcuni dei quali già sottoposti a perquisizione dalle Digos di Bologna e di Napoli nel maggio del 2023.

25 perquisizioni a Bologna, Bari, Brindisi, Lecco, Milano, Monza Brianza, Modena, Palermo, Pesaro Urbino, Pescara, Pordenone, Ravenna, Roma, Teramo, Trieste, Vercelli e Vicenza”. L’organizzazione, si legge in una nota diffusa dalla Questura bolognese, era attiva “anche in rete sulla piattaforma Telegram ‘Werwolf Division’”.

I 25 indagati sono accusati di “avere, a vario titolo, promosso, organizzato e preso parte all’associazione ‘Werwolf division’, successivamente rinominata ‘Divisione Nuova alba’”, che “seguendo ideali suprematisti e neonazisti, nella loro espressione più estrema dell’accelerazionismo, e basandosi anche sulla negazione e sull’apologia della Shoah, mirava a sovvertire l’attuale ordinamento per instaurare uno Stato etico ed autoritario incentrato sulla ‘razza ariana’, anche con il progetto di azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni”. I provvedimenti eseguiti oggi giungono al termine di “una complessa attività investigativa svolta negli ultimi due anni”.

L’inchiesta nasce dagli “accertati contatti tra alcuni dei vertici dell’organizzazione con i leader di un’altra associazione sovversiva di stampo negazionista e suprematista denominata ‘Ordine di Hagal’, attiva sul territorio nazionale e disarticolata a fine 2022 dalla Digos di Napoli”. Il nome del sodalizio evoca le ‘Werwolf Division’ naziste, costituite negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale per compiere atti di sabotaggio e di guerriglia contro gli Alleati.

Inoltre, gli indagati odierni- incardinati in una struttura marcatamente verticistica- “si distinguevano per ruoli, dal ‘Comandante’ all”Editore’ e all’Istruttore’”.
Sulla base delle attività investigative delle Digos è stato ricostruito che “il gruppo ‘segreto, composto da pochi camerati validi e fedeli… pronti ad agire’, svolgeva la propria attività di propaganda e reclutamento di ‘Nuovi uomini e donne pronti alla rivoluzione’ sia attraverso i gruppi Telegram ‘Werwolf Division Discussioni’ e ‘Movimento Nuova Alba’- quest’ultimo ancora più ristretto e nato in un secondo momento per occultare i progetti più violenti e strumentale anche alla formazione di ‘guerrieri’- sia con incontri in ‘real life’, certificati dagli inquirenti, e volantinaggi svolti nel bolognese”.

A quest’ultimo riguardo, si legge, è risultato “particolarmente allarmante un volantino diffuso sul territorio emiliano nel 2022, rinvenuto dalla Digos e definito dai militanti ‘esplosivo’”. In questo volantino, raffigurante “l’immagine di un uomo con la cosiddetta skullmask e armato con accanto il simbolo nazista del sole nero”, era riportata “una citazione dell’estremista di destra francese Dominique Venner, che recita: ‘Nulla sarà compiuto finché i germi del regime [liberale] non saranno sradicati fino all’ultima radice. Per questo bisogna distruggere la sua organizzazione politica, abbattere i suoi idoli e i suoi dogmi, eliminare i suoi padroni noti e quelli occulti, mostrare al popolo come è stato tradito, sfruttato e insozzato. Infine, ricostruire…’”, il tutto “a firma ‘Werwolf Division’, con il link al canale”.

Tutti questi elementi investigativi hanno, quindi, “portato all’adozione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bologna nei confronti di 12 degli indagati, in relazione alla loro adesione ad una vera e propria ‘cellula organizzata’, già in fase operativa, in grado di realizzare attentati anche con le tecniche usate dai cosiddetti ‘lone wolves’ sia suprematisti che jihadisti”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Precongresso MAIE in Guatemala: una pietra miliare voluta dal Vicepresidente Vincenzo Odoguardi

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maie honduras guatemalaIl Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) si prepara a un evento di grande rilievo per la comunità italiana all’estero: il congresso previsto per marzo 2025 in Guatemala. Questo straordinario appuntamento è stato preceduto da un precongresso altrettanto significativo, tenutosi sabato 30 novembre 2024, fortemente voluto dal vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi. Durante il precongresso sono stati affrontati temi cruciali per la comunità italiana, coinvolgendo coordinatori e rappresentanti di alto profilo provenienti da diversi paesi del Centro America.

Un evento promosso dalla visione di Vincenzo Odoguardi

Il precongresso ha dimostrato quanto il vicepresidente Vincenzo Odoguardi sia determinato a rafforzare il legame tra i 7 milioni di italiani residenti all’estero, consolidando il simbolo patriottico del MAIE. La sua leadership è stata centrale nel dare una direzione chiara e nell’organizzare incontri strategici con i coordinatori del movimento nei paesi dell’America Centrale, gettando le basi per un congresso che promette di segnare un nuovo capitolo nella storia del MAIE.

I Coordinatori presenti e i temi affrontati

L’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave come:

Tra i temi principali discussi:

  1. Organizzazione della Location: Il precongresso ha permesso di definire aspetti logistici fondamentali per l’evento del 2025.
  2. Servizi Consolari: Si è posto l’accento sulla grave situazione dei connazionali in Honduras, che, dalla chiusura dell’ambasciata nel 2017, devono rivolgersi alla sede consolare in Guatemala per le loro necessità. Questo problema coinvolge oltre 2.000 italiani.
  3. Nuove Nomine: Sono stati annunciati incarichi strategici sia in Honduras che in Guatemala, mirati a rafforzare la presenza e l’efficienza del MAIE nella regione.

Un momento di coesione con la Comunità Italiana

L’incontro è stato preceduto da un invito speciale del direttore del Club Italiano del Guatemala, Umberto Preti, che ha ospitato una cena italiana memorabile presso il club stesso. L’evento ha visto la partecipazione di personalità di rilievo come:

  • Gabriele Musto, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana
  • Aldo Grazioso, ex Presidente del Club Italiano

Questo conviviale incontro ha rappresentato un’occasione per rafforzare i legami con la comunità italiana locale e promuovere lo spirito di unità che contraddistingue il MAIE.

Il futuro del MAIE: un nuovo inizio

Con il precongresso in Guatemala, il MAIE non solo rafforza la propria presenza internazionale, ma segna anche un punto di partenza per nuove alleanze, come quella con Noi Moderati. Questo nuovo inizio è accompagnato da una visione ottimistica, guidata dalla speranza di crescere e raggiungere risultati concreti per gli italiani all’estero.

Verso marzo 2025

Il congresso di marzo 2025 in Guatemala rappresenterà un momento cruciale per il MAIE, frutto di un lavoro intenso e della leadership illuminata del vicepresidente Vincenzo Odoguardi. Il precongresso ha già messo solide fondamenta, dimostrando che con una chiara visione e il coinvolgimento di tutte le parti interessate, si possono ottenere risultati straordinari.

Il MAIE è pronto a unificare gli italiani nel mondo sotto un’unica bandiera, con l’obiettivo di crescere insieme e costruire un futuro migliore per tutti i connazionali.




Merlo (MAIE) alla convenzione di Noi Moderati (VIDEO)

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Un palcoscenico di spessore politico nazionale, quello riservato a Ricardo Merlo, fondatore e presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, che domenica 1 dicembre è intervenuto all’Assemblea Nazionale di Noi Moderati, il partito di Maurizio Lupi.

Subito dopo gli interventi di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, Merlo – in collegamento video da Buenos Aires – ha esordito presentando il MAIE come “un movimento nato nell’associazionismo di volontariato cattolico”, dunque “non un partito politico tradizionale”.

“In Italia, in questo momento, si stanno discutendo temi molto importanti per gli italiani all’estero”, ha proseguito l’ex Sottosegretario alla Farnesina, come quello che riguarda “la legge di cittadinanza. Pensate all’importanza per gli italiani all’estero… il senso di appartenenza che c’è soprattutto in alcuni posti del mondo come il Sudamerica, dove ci sono delle piccole città in cui uno va per strada e sente parlare dialetto. Conoscere quelle realtà ci rafforza veramente”.

Toccato anche il tema del premierato: “Per noi che viviamo in America, è normale e básico per la democrazia di un paese che i cittadini possano votare direttamente il potere esecutivo che lo governa”, ha evidenziato, prendendo chiaramente posizione a favore della riforma: “Con il premierato finirebbero tutti i giochini di palazzo che siamo stati abituati a vedere in tutti questi anni”.

Guardando già alle prossime sfide elettorali: “Pensate questo: a livello globale il MAIE è la terza forza politica all’estero (ma se parliamo di singoli partiti e non di liste o coalizioni, è la seconda dopo il PD). Su quattro senatori all’estero, nel 2022 tre sono stati eletti dal centrosinistra, il quarto è del MAIE. Il centrodestra ha eletto zero. Dopo questa alleanza politica MAIE-NOI MODERATI sicuramente alle prossime elezioni questa situazione assolutamente cambierà”.

Per Merlo, ancora oggi il parlamentare eletto all’estero più votato di sempre, è importante “continuare a lavorare insieme per tutti gli italiani e per gli italiani all’estero. Uniti ed organizzati possiamo veramente cambiare l’Italia”, ha concluso il presidente MAIE.

Saverio Romano, vicepresidente di Noi Moderati, salutando Ricardo Merlo ha ricordato che alle Politiche del 2027 Noi Moderati e MAIE si ritroveranno insieme, nelle liste del centrodestra. Un dato politico che potrebbe rivoluzionare la situazione attuale nella circoscrizione estero.




Siria. Gli italiani di Aleppo trasferiti a Damasco

gettyimages 2187022322 20241201094320222

gettyimages 2187022322 20241201094320222A seguito dell’ingresso ad Aleppo del movimento radicale Hayat Tahrir al Sham (HTS), le Nazioni Unite hanno avviato un’evacuazione verso Damasco, ancora in fase iniziale. Un primo gruppo di auto, con a bordo anche alcuni italiani, è arrivato in città, mentre altri pullman messi a disposizione dell’ONU sono in attesa di partire con un convoglio cui dovrebbero unirsi alcuni connazionali con auto private. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha potuto parlare questo pomeriggio con uno degli italiani partiti da Aleppo che è stato accolto a Damasco nelle strutture della nostra sede diplomatica dall’Ambasciatore Ravagnan.

Un limitato numero di religiosi ha deciso di restare ad Aleppo, contando sui buoni rapporti stabiliti dai Francescani con tutte le comunità. L’ambasciatore Stefano Ravagnan è in costante contatto con loro e con il vescovo di Aleppo.

Il ministro segue con attenzione gli sviluppi della crisi e l’Ambasciata d’Italia a Damasco è in contatto costante con i connazionali – in maggioranza doppi cittadini – per agevolare la loro partenza in sicurezza dalla città. L’Unità di Crisi della Farnesina, attivata tempestivamente, sta seguendo l’evoluzione della situazione e monitorando il convoglio.

Dopo il raid aereo russo ad Aleppo che ha colpito il Terra Sancta College provocando danni materiali, il Ministro Tajani ha chiesto all’Ambasciatrice d’Italia a Mosca Cecilia Piccioni di compiere un passo presso le autorità russe. L’Ambasciatrice domani verrà ricevuta al Ministero degli Affari esteri della Federazione russa per un incontro già programmato e presenterà la richiesta di rafforzare le procedure per evitare che nuovi attacchi militari possano per errore colpire altri istituti religiosi o comunque installazioni civili ad Aleppo e nella regione in cui sono in atto combattimenti.

La recrudescenza delle violenze ad Aleppo ha provocato lo sfollamento di circa 10 mila persone, che si aggiungono alle centinaia di migliaia arrivate in Siria nelle ultime settimane, rientrate dal Libano dopo gli scontri fra Israele ed Hezbollah.