A Chicago il primo Vinitaly USA

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10vinitalyusaSupportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane e aumentare la visibilità delle cantine italiane sul mercato nordamericano: questi gli obiettivi dell’Agenzia Ice che chiude in questi giorni le iscrizioni al primo Vinitaly Usa in programma a Chicago il 20 e 21 ottobre prossimi. Alla due – giorni americana – organizzata da Vinitaly in collaborazione con l’Italian American Chamber of Commerce of Midwest – parteciperà dunque una collettiva di aziende vitivinicole italiane chiamate a presentare i loro prodotti al Navy Pier a Chicago dove sarà possibile instaurare nuove collaborazioni commerciali o consolidare quelle già esistenti.
Gli USA rimangono il più grande mercato del vino al mondo con un consumo, nel 2023, di 33,3 milioni di ettolitri di vino, con un calo del 3% rispetto all’anno precedente. I vini importati rappresentano circa un terzo del mercato statunitense: nel 2023 gli USA hanno importato 12,3 milioni di ettolitri di vino per un valore di 6,7 miliardi di USD, di cui 3,3 milioni di ettolitri, per un valore di 2,1 miliardi di USD provenienti dall’Italia.
Negli ultimi tre anni l’Italia è rimasta il maggiore esportatore in volume, con una quota di mercato del 27% e il secondo maggiore esportatore in valore con quota di mercato del 32%. Nel periodo gennaio-maggio 2024 le importazioni dall’Italia sono cresciute del 3% in volume e del 4,9% in valore, raggiungendo un valore di 923 milioni di USD.
La precedente edizione della manifestazione ha avuto luogo nel 2023 (sotto il nome di International Wine Expo), presso la sede di Cine City, ha ospitato 206 marchi vitivinicoli italiani e 477 buyers nordamericani.
Con l’edizione di ottobre 2024, Vinitaly USA prevede di ospitare 100 buyer selezionati provenienti dal Nord e Centro America, tra cui importatori, distributori, ristoratori ed operatori della grande distribuzione organizzata. (aise) 




Sinner conquista l’America

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foto singola sito 92 1024x576Una partita senza storia, che ha fatto la Storia. Un implacabile Jannik Sinner si è preso di prepotenza gli Us Open battendo in tre set 6-3, 6-4, 7-5 il ‘padrone di casa’ Taylor Fritz, che aveva 24mila spettatori a sostenerlo sulle tribune del campo centrale ‘Arthur Ashe’ di Flushing Meadows, a New York.

L’azzurro però non ha sentito nessuno, ha imposto il suo tennis, ha servito forte e ha centrato l’ennesimo primato della sua ‘giovane’ carriera: primo italiano a vincere gli Us Open, impresa che era riuscita in campo femminile alla sola Flavia Pennetta nel 2015. Secondo Slam per Sinner dopo gli Australian Open, sempre in questo straordinario 2024, primo giocatore dai tempi di Guillermo Vilas nel 1977 a completare i suoi due primi trionfi negli Slam nella stessa stagione.

Insomma, alla fine anche le stelle in tribuna arrivate per Fritz hanno dovuto applaudirlo. Tra loro la cantante Taylor Swift e il compagno Travis Kelce, stella Nfl, l’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense Elon Musk, l’attore Matthew McConaughey con tanto di fascia a stelle e strisce intorno alla testa, ma anche Jason Tatum, campione Nba con i Boston Celtics e oro olimpico con Team Usa, e un altro oro olimpico, quello nei 100 metri Noah Lyles.
Ma a brillare in campo è stata la stella italiana Sinner. Il numero 1 del mondo del tennis, dall’America all’Australia.

agenzia dire – www.dire.it




Sinner e gli azzurri: un venerdì di grand’Italia

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66dbd7d1c5870È stato un venerdì indimenticabile per gli sportivi italiani. Dapprima gli azzurri di Spalletti, cui i bookmakers davano pochissime chance, si sono imposti alla Francia per 3 a 1, al Parco dei Principi, in una partita memorabile dove la nostra nazionale ha dato ai galletti d’oltralpe una vera lezione di calcio.

Poi Jannick Sinner ci ha fatto palpitare vincendo in tre set la semifinale degli US Open contro l’inglese Draper.

Ora la nostra nazioale di calcio, per la Nations League, affronterà la prossima settimana Israele che appartiene con i transalpini e il Belgio al notro gruppo di qualificazione.

Mentre Sinner sarà in finale dell’Open di Flushing Meadowscontro lo statunitense Fritz.

Appuntamento alle ore 20 italiane di domani, domenica 8 settembre,, quando a New York saranno le 2 del pomeriggio.

 




Il MAIE nella Repubblica Dominicana: il suo impegno costante a sostegno della comunità italiana

un impegno costante a sostegno della comunita italiana

un impegno costante a sostegno della comunita italiana Il MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) continua a rafforzare la sua presenza in Repubblica Dominicana, grazie all’instancabile impegno del coordinamento locale e del gruppo dirigente che opera a livello internazionale. Sotto la guida di Massimiliano Atrigna, Coordinatore per i Caraibi, e Massimiliano Scerra, Coordinatore Nazionale, il movimento sta portando avanti iniziative concrete per il benessere e l’integrazione della comunità italiana residente.

Il 4 settembre 2024, si è tenuto un importante incontro presso il ristorante “Tony Casa Mia”, segnando il primo appuntamento della gestione Atrigna pr quanto riguarda i Caraibi e Repubblica Dominicana. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi membri del coordinamento MAIE, mentre Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente e Commendatore, non ha potuto partecipare per motivi di lavoro, ma ha inviato un caloroso saluto ai presenti, ribadendo il suo pieno sostegno alle attività in corso in Repubblica Dominicana e in tutta l’area caraibica.

Un incontro costruttivo e progetti per il futuro

L’incontro del 4 settembre ha rappresentato un momento di dialogo e collaborazione tra i membri del MAIE, durante il quale sono state discusse iniziative concrete per rafforzare la comunità italiana e le opportunità locali. Tra i temi principali trattati, grande rilievo è stato dato all’integrazione, alla promozione della cultura italiana e per le imprese italiane attive nel paese.

La gestione dell’area caraibica, tra cui la Repubblica Dominicana, vede protagonisti sia Massimiliano Atrigna, che guida le attività nei Caraibi, sia Massimiliano Scerra, che si occuperà in particolare delle iniziative in Repubblica Dominicana. Questa collaborazione tra Atrigna e Scerra assicurerà una copertura efficace delle necessità della comunità italiana, portando avanti progetti di valore per tutti i connazionali residenti.

Alla riunione hanno partecipato figure di spicco del MAIE, tra cui:

  • Massimiliano Atrigna, Coordinatore Caraibi
  • Massimiliano Scerra, Coordinatore Nazionale
  • Tullio Marino, Coordinatore Santo Domingo
  • Aurora Francesca Reparato, Coordinatrice Boca Chica
  • Alessandro Fasanella, Coordinatore per le Politiche Giovanili
  • Pasquale Sicignano, Responsabile delle Aziende e del Made in Italy in Repubblica Dominicana
  • Antonino Sanchirico, Coordinatore MAIE a Santo Domingo Este
  • Carlo Raspollini, Coordinatore Punta Cana (assente per motivi familiari, ha comunque inviato un saluto caloroso).

Iniziative in corso: il MAIE al servizio degli italiani

Grazie alla leadership di Odoguardi e al lavoro sinergico di Atrigna e Scerra, il MAIE sta promuovendo progetti che mirano a supportare gli italiani in Repubblica Dominicana e nell’area caraibica. Le attività in corso spaziano dall’assistenza alle imprese italiane presenti nel paese fino all’organizzazione di eventi culturali che promuovono la lingua e le tradizioni italiane. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra l’Italia e la comunità italiana all’estero, facilitando opportunità di crescita economica e culturale.

Tra le principali iniziative:

  • Supporto alle aziende italiane attraverso la creazione di una rete commerciale solida che favorisca il Made in Italy e le relazioni economiche tra Italia e Repubblica Dominicana.
  • Promozione culturale, con attività volte a diffondere la lingua italiana e i valori del nostro Paese attraverso eventi pubblici e collaborazioni con istituzioni locali e associazioni italiane.
  • Sostegno alle nuove generazioni italiane in Repubblica Dominicana, con particolare attenzione alle politiche giovanili e alle opportunità di studio e lavoro per i giovani italo-dominicani.

Il lavoro di Vincenzo Odoguardi: una guida solida per il MAIE

Vincenzo Odoguardi, pur non potendo essere presente fisicamente all’incontro, ha ribadito il suo impegno costante per lo sviluppo del MAIE in Repubblica Dominicana e nell’intera area caraibica. La sua leadership si fonda su una visione chiara: costruire un solido legame tra l’Italia e gli italiani all’estero, garantendo sostegno e creando opportunità concrete per tutti i connazionali che vivono fuori dai confini nazionali.

Odoguardi, insieme a Atrigna e Scerra, è determinato a far crescere il MAIE e a renderlo un punto di riferimento per la comunità italiana in Repubblica Dominicana, lavorando su progetti che rispondano alle esigenze reali dei residenti italiani e delle loro famiglie.

Prospettive future: una collaborazione forte tra Atrigna e Scerra

La collaborazione tra Massimiliano Atrigna, che gestisce le attività nei Caraibi, e Massimiliano Scerra, che si occuperà in particolare della Repubblica Dominicana, sarà fondamentale per garantire una crescita solida e duratura del MAIE. Tra gli obiettivi principali per i prossimi mesi:

  1. Sviluppare una rete economica più forte per favorire le relazioni commerciali tra Italia e Repubblica Dominicana, in particolare attraverso il supporto alle imprese italiane.
  2. Organizzare eventi culturali di ampio respiro, con il coinvolgimento delle istituzioni locali e delle comunità italiane per promuovere il patrimonio linguistico e culturale italiano.
  3. Incentivare la partecipazione attiva dei giovani italiani in Repubblica Dominicana, offrendo loro piattaforme e risorse per promuovere l’interazione culturale e professionale tra Italia e il paese caraibico.

Con l’impegno di Atrigna e Scerra, il MAIE è destinato a diventare un punto di riferimento ancora più forte per tutti gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana e nell’intero arcipelago caraibico, garantendo supporto e opportunità concrete per la comunità.

Conclusioni

L’incontro del 4 settembre 2024 ha sancito l’inizio di una nuova fase di crescita per il MAIE in Repubblica Dominicana e nei Caraibi. Grazie alla leadership di Vincenzo Odoguardi e alla collaborazione attiva di Massimiliano Atrigna e Massimiliano Scerra, il movimento continuerà a lavorare per il benessere e l’integrazione della comunità italiana. Il MAIE si conferma una realtà solida e dinamica, pronta a sostenere gli italiani all’estero attraverso progetti concreti e una rete di coordinatori dedicati.




Musica e cultura italiana nel mondo: Odoguardi (MAIE) incontra Bocelli a Forte dei Marmi

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5maiebocelliIn occasione di un evento culturale svoltosi nei giorni scorsi a Forte dei Marmi, in Toscana, Vincenzo Odoguardi – vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – ha incontrato il Maestro Andrea Bocelli, indiscusso artista di fama mondiale.
Con lui, il vicepresidente MAIE ha avuto l’opportunità di scambiare qualche battuta sulla Repubblica Dominicana e in generale sulla regione dei Caraibi, dove Odoguardi opera da anni come imprenditore nel settore delle costruzioni. Ma durante il breve dialogo si è messo l’accento anche sulla numerosa comunità italiana presente in quella zona del mondo.
Con il Maestro Bocelli, inoltre, Odoguardi ha parlato di cultura italiana all’estero e di musica italiana nel mondo.
“È stato un onore per me – dichiara il vicepresidente MAIE – poter conoscere personalmente il Maestro Bocelli e confrontarmi con lui su argomenti legati al mondo della cultura, della musica e alla presenza di oltre sei milioni di italiani nel mondo. C’è tanta voglia di Italia all’estero: il brand Italia continua a crescere, anche grazie al fondamentale contributo di artisti come Bocelli, che si esibisce nei teatri più prestigiosi e viene da tutti riconosciuto come eccellenza rappresentativa delle nostre tradizioni musicali classiche e non solo. L’universalità della sua arte consente ai nostri connazionali sparsi nel mondo di condividere come comunità emozioni e ricordi e di mantenere sempre vivi i legami con la madrepatria, dovunque il destino li abbia portati”, conclude Odoguardi. (aise) 




Us Open, Sinner in semifinale è già storia: ora sfida l’amico Draper

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sinner 1 1024x687Sinner alla conquista dell’America. L’azzurro si è preso le semifinali degli Us Open, battendo nei quarti Daniil Medvedev. E’ partito forte Jannik, ha poi subito il ritorno aggressivo del russo ma si è ripreso, ha cambiato qualcosa, ha messo più energia nel suo tennis e non gli ha lasciato scampo. Vittoria in quattro set. Il punteggio: 6-2, 1-6, 6-1, 6-4.
Il numero 1 al mondo, beniamino del pubblico statunitense, è stato applaudito anche da due tifosi ‘di casa’ speciali: la ginnasta Simone Biles e l’ex campione Nba Dwyane Wade.

Per Sinner sarà la prima semifinale a New York, sui campi di Flushing Meadows, traguardo raggiunto prima solo da Corrado Barazzutti (1977) e Matteo Berrettini (2019). E l’avversario è uno che conosce benissimo, il britannico amico e compagno di doppio Jack Draper, che nei quarti di finale ha battuto l’australiano Alex De Minaur in tre set.

SINNER: “FELICE PER SEMIFINALI, CON DRAPER SARÀ DURA”

Una partita “fisica” e nei primi due set con un andamento “strano. Chi faceva il break poi prendeva il largo”. La sfida vinta con Daniil Medvedev nelle parole di Jannik Sinner. L’azzurro ha superato il russo in quattro set qualificandosi alle semifinali degli Us Open.
“Nel terzo ho giocato in fiducia- ha spiegato ancora il numero 1 al mondo- mentre il quarto è stato combattuto, ma sono rimasto lì mentalmente. Sono contento, anche di come ho variato il gioco, ho cercato di mescolare la tattica, e dei tanti punti fatti a rete. Ma potevo servire un po’ meglio. Certo, ho avuto le migliori sensazioni in campo dall’inizio del torneo”.
Ora sulla sua strada ci sarà Jack Draper, uno che Sinner conosce bene. “Siamo amici fuori dal campo, sarà dura perché sta giocando in modo incredibile. Per il momento- ha concluso l’altoatesino- sono contento di essere in semifinale”.

Agenzia DIRE – www.dire.it



Il G7 Parlamenti apre domani a Verona

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4veronaPolitica internazionale, sicurezza, sviluppo e intelligenza artificiale saranno alcuni dei principali temi al centro del G7 dei Parlamenti, a Verona da giovedì 5 a sabato 7 settembre, sotto la presidenza di Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei deputati.
Il summit inizierà con la cerimonia di apertura al Museo di Castelvecchio, alle 18.30 di domani, 5 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
I lavori entreranno nel vivo venerdì mattina con l’intervento del Presidente Fontana nella sala consiliare di palazzo del Podestà, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In avvio dei lavori sono inoltre previsti i saluti di Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, e Ruslan Stefancuk, Presidente della Verchovna Rada ucraina.
Seguiranno tre sessioni di lavoro a porte chiuse: la prima sarà dedicata al tema “Sicurezza e sviluppo, nuovi equilibri geopolitici e accesso alle risorse strategiche”, con relatori lo Speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Mike Johnson e Fukushiro Nukaga, Speaker della Camera dei Rappresentanti del Giappone. La seconda avrà come tema “Il G7 per l’Africa e il Mediterraneo, le sfide comuni della stabilità e della crescita”. Interverranno: Yaël Braun-Pivet, Presidente dell’Assemblea nazionale francese, Greg Fergus, Speaker della Camera dei Comuni del Canada, Tulia Ackson, Presidente dell’Assemblea nazionale della Tanzania e Presidente dell’Unione interparlamentare. Dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio ci sarà la terza sessione dedicata a “Intelligenza artificiale, Cyber-sicurezza e tutela degli interessi nazionali, il ruolo dei Parlamenti nella transizione digitale”. Ne parleranno: Bärbel Bas, Presidente del Bundestag tedesco; Lindsay Hoyle, Speaker della Camera dei Comuni del Regno Unito.
Al termine sarà adottata la dichiarazione finale e il Presidente Fontana, con un discorso conclusivo, procederà anche al passaggio di consegne della Presidenza del G7. In serata le delegazioni saranno all’Arena, per la partecipazione alla rappresentazione de “Il Barbiere di Siviglia”. (aise) 




Settembre, pericolo uragani

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capturaSettembre, nei Caraibi e lungo le coste americane dell’est è notoriamente il mese più pericoloso per la formazione di uragani.

In questi giorni sono tre le perturbazioni che, formatesi al largo della costa africana, in corrispondenza delle isole di Capo Verde, si stanno muovendo verso i Caraibi attraversando l’oceano Atlantico.

Secondo gli esperti del Centro nazionale degli Uragani di Miami non dovrebbero essere pericolose ma portare, dove finiranno, piogge più o meno copiose a seconda della zona.

La probabilità che si trasformino in uragano è solamente del 30 per cento.

Ciò nonostante è comunue bene tenerle d’occhio costantemente.

 




Veneto-USA: Zaia riceve il Console americano

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3zaiaIl presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha incontrato questa mattina, 3 settembre, Douglass Benning, console generale degli Stati Uniti d’America a Milano. La visita del diplomatico statunitense ha offerto l’occasione al Governatore per rimarcare l’antico ruolo del Veneto nel legame tra gli Stati Uniti e l’Italia. Un legame storico e profondo, che ha trovato sviluppo anche nei settori economico, commerciale, turistico e culturale.
“Il Veneto, come l’Italia in generale, è una delle destinazioni preferite dagli americani, attratti non solo dalle nostre località, ma anche da ciò che ha reso il nostro Paese famoso nel mondo: gastronomia, moda, design e motori – ha sottolineato il presidente Zaia nel saluto -. Nella nostra Regione abbiamo anche investimenti statunitensi grazie alla presenza di numerosi distretti industriali, un tessuto di piccole e medie imprese altamente internazionalizzate. Credo sia importante potenziare la collaborazione in questa direzione così da rafforzare il partenariato economico e industriale in settori strategici, quali la microelettronica, l’aerospace, la robotica e altri ambiti ad alto valore aggiunto”.
Il presidente Zaia ha concluso il benvenuto con un riferimento ai prossimi giochi olimpici invernali che saranno ospitati nel Veneto: “Un’opportunità unica. Il Veneto si prepara ad accogliere atleti e spettatori da ogni parte del mondo, condividendo con loro non solo lo spirito della competizione, ma anche il calore della nostra comunità. Il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti è forte e radicato, e i Giochi Olimpici rappresentano un ulteriore punto di amicizia tra le nostre nazioni. Dopo Milano-Cortina, La torcia olimpica arriverà proprio negli Stati Uniti, a Los Angeles, nel 2028. Siamo fiduciosi che la collaborazione tra i nostri Paesi continuerà a rafforzarsi”. (aise) 




Il Venezuela festeggerà il Natale il 1. ottobre

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b6e7d04f 77bd 4a84 b521 e88f3973c76fQuest’anno a Caracas, il Natale arriverà un po’ prima. Mesi prima: il 1. ottobre, per la precisione, secondo quanto annunciato ore fa dal presidente venezuelano Nicolás Maduro in diretta televisiva durante il suo programma settimanale «Con Maduro +».

Il Natale «inizia per tutti il primo ottobre e quest’anno è arrivato con la pace, la gioia e la sicurezza», ha dichiarato il 61.enne, assicurando che «niente e nessuno ostacolerà la pace» in Venezuela.

Al potere dal 2013, Maduro ha ottenuto in luglio, lo ricordiamo, una contestatissima rielezione dopo una votazione caratterizzata da irregolarità diffuse. I funzionari di alcuni seggi, ad esempio, si sono rifiutati di rilasciare i conteggi cartacei del voto elettronico mentre sono state diverse le segnalazioni di brogli e intimidazioni ai danni degli elettori. Convalidata dalla Corte suprema venezuelana, la vittoria di Maduro sarebbe arrivata grazie al 52% dei voti arrivati dal Consiglio nazionale elettorale (CNE). Ma l’amministrazione non ha mai reso pubblici i resoconti dei seggi elettorali e numerosi Paesi, latinoamericani e occidentali, hanno criticato i risultati per la mancanza di trasparenza. A livello locale la crisi politica si è tradotta in violenza fra i sostenitori di Edmundo Gonzalez Urrutia, candidato dell’opposizione da molti ritenuto il vero vincitore dell’elezione, e i lealisti. Oltre 1.700 persone, sin qui, sono state arrestate e 24 sono morte.

La tecnica

Maduro, dicevamo, è al potere dal 2013 e proprio dal 2013 utilizza, di tanto, in tanto, la tecnica del Natale anticipato. Le ragioni di tale pratica le aveva spiegate Maduro stesso alla folla al momento dell’annuncio: «Il Natale anticipato è il migliore vaccino per chiunque voglia iniziare rivolte e violenze».

Panem et circenses, insomma, per calmare il popolo. Nel 2013, Maduro anticipò la festività al 1. novembre per distogliere l’attenzione del popolo dalla grave crisi economica che attanagliava il Paese, così come dalla carenza di cibo e dall’aumento di criminalità a Caracas. Oggi, il leader si è ripetuto arrivando addirittura a spostare la data al 1. ottobre, un anticipo senza precedenti.

Il punto

Ieri, intanto, la Procura del Venezuela ha chiesto l’arresto del candidato dell’opposizione alle presidenziali González, accusandolo dei «reati di usurpazione di funzioni, falsificazione di documenti pubblici, istigazione a disobbedire alle leggi dello Stato, cospirazione, sabotaggio per danneggiare i sistemi ed associazione terroristica». La richiesta, emessa dal procuratore ausiliario Luis Ernesto Dueñez Reyes, è già stata approvata dal Tribunale di prima istanza con funzioni di controllo e resa dunque effettiva.

González Urrutia non si è presentato a tre convocazioni in tribunale – l’ultima venerdì scorso – per essere ascoltato sul contenuto di una pagina pubblicata sul sito della coalizione di opposizione Piattaforma unitaria democratica (PUD) in cui il 75.enne viene indicato come vincitore delle elezioni presidenziali. L’ex ambasciatore, che vive in semi-clandestinità, non appare in pubblico dal 30 luglio. Per giustificare le sue assenze, González Urrutia ha detto di temere una magistratura «senza garanzie di indipendenza».

Lo scontro con gli USA

Fra i più vocali critici della votazione, gli Stati Uniti stanno preparando nuove sanzioni contro funzionari del governo del Venezuela. In risposta ai presunti brogli, secondo l’agenzia Bloomberg, Washington avrebbe messo nel mirino del Tesoro americano 15 persone vicine al presidente Maduro accusate di aver «ostacolato libere e giuste elezioni presidenziali». Secondo Bloomberg la lista comprende membri del già citato CNE, della massima corte venezuelana (STJ), del Parlamento, dei servizi segreti (SEBIN) e del Controspionaggio militare (DGCIM).

Tra questi ci sarebbero anche «alcuni responsabili della repressione contro l’opposizione, i massimi finanziatori del governo di Caracas e i funzionari che hanno appoggiato Maduro nella sua decisione di non rispettare l’accordo siglato ad ottobre tra il suo governo e l’opposizione nelle Barbados per garantire un voto libero ed equo», scrive Bloomberg, che ha avuto accesso ai documenti del Dipartimento del Tesoro.

Ma ore fa, la questione è andata oltre. Nella notte, infatti, gli Stati Uniti hanno sequestrato nella Repubblica dominicana l’aereo di Maduro dopo aver stabilito che la sua acquisizione violava le sanzioni statunitensi, tra le altre questioni penali. Secondo la CNN, che ne ha dato nizia, l’aereo è stato portato in Florida lunedì ed è stato descritto da funzionari USA come l’equivalente venezuelano dell’Air Force One. Per questa ragione, il suo sequestro manderebbe «un messaggio fino in cima» al potere, ha detto uno dei dirigenti americani alla CNN.

In risposta, il governo venezuelano ha dal canto suo definito «pirateria» il sequestro. «Ancora una volta, le autorità degli Stati Uniti d’America sono impegnate in una pratica criminale che non può essere definita altro che pirateria», ha dichiarato il ministero degli Esteri di Caracas in un comunicato. Secondo un comunicato del ministero degli Esteri, Yván Gil, il sequestro «non è un’azione isolata» ma un’escalation «contro il governo rieletto dalla volontà del popolo venezuelano il 28 luglio». Il Venezuela «non si lascerà mettere sotto pressione da nessuna aggressione», si legge nel testo dove si annuncia anche una denuncia davanti alla comunità internazionale.

dal Corriere del Ticino